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Riprendono posto.
Sì, lei riprendono posto.
Buongiorno a tutti vi do il benvenuto a questa seduta consiliare congiunta con i comuni di Altamura e Matera è aperta ai Comuni limitrofi del 30 aprile 2026. Desidero anzitutto rivolgere un ringraziamento a tutte le auto.
Buongiorno a tutti, vi do il benvenuto a questa seduta consiliare congiunta con i comuni di Altamura e Matera è aperta ai Comuni limitrofi del 30 aprile 2026.
Desidero anzitutto rivolgere un ringraziamento a tutte le autorità presenti, alle parti sociali, all'azienda, ai lavoratori che hanno deciso di prendere parte a questa Assise. Il Consiglio che oggi ci apprestiamo a celebrare è un Consiglio diverso dai soliti. Un Consiglio congiunto con altri due Comuni è monotematico sulla vertenza Natuzzi, una crisi che sta imperversando su una delle aziende più importanti del nostro territorio, che ha una storia molto lunga fino che l'ha portata ad essere uno dei marchi più importanti del made in Italy. Grazie anzitutto al suo fondatore e, presidente Pasquale Natuzzi, ma anche e soprattutto a la manodopera, ai lavoratori e alle lavoratrici che hanno nell'azienda lavorato e continuano a lavorare.
I dati emersi nel corso degli incontri che si sono tenuti in Regione Puglia tra poco ci raggiungerà il dottor Caroli, il Presidente della task force sul lavoro e occupazione, e al MIMIT con il dottor Castano hanno delineato una situazione chiara e preoccupante per certi versi che sono certo saprà essere delineata al meglio da le parti sociali che interverranno dopo di me. In queste settimane abbiamo assistito, stiamo assistendo alla mobilitazione da parte dei lavoratori e delle lavoratrici con scioperi che hanno ricevuto sino al 100% delle adesioni e mobilitazione in tutto il territorio, io ritengo che questo non sia solo un segnale sindacale ma un vero e proprio grido sociale che noi rappresentanti delle istituzioni non possiamo ignorare e allora, assieme agli amministratori locali dei territori qui dell'area murgiana del distretto, abbiamo inteso promuovere questo momento per assumerci una responsabilità precisa. Non possiamo limitarci a registrare una crisi, ma dobbiamo esprimere una posizione politica chiara e precisa. Dobbiamo chiedere un intervento.
Massivo da parte del del Governo, un impegno diretto, un primo passo è stato fatto. Sapete che il 28 scorso c'è stato un tavolo al Ministero convocato dal Ministro Urso, ma abbiamo inteso quest'oggi proporre una mozione che verrà successivamente votata dai consiglieri comunali dei comuni di Santeramo Matera e Altamura, con la quale noi chiediamo al Ministero di assumere un ruolo attivo e continuativo nella gestione della vertenza Natuzzi, attivarsi affinché venga presentato un piano industriale sostenibile e socialmente responsabile, subordinare ogni forma di sostegno pubblico alla sua salvaguardia dei livelli occupazionali e produttivi del territorio e poi il riconoscimento del territorio quale area di crisi complessa. Ne abbiamo discusso ieri in Regione. Se più tardi sicuramente il dottor Caroli ci illustrerà meglio la questione. Dobbiamo sostenere la definizione di un piano industriale vincolante che preveda la salvaguardia dei livelli occupazionali, rilancio alla non dismissione dei siti produttivi locali, gli investimenti in innovazione, sostenibilità e qualità del. Lavoro.
Perché qui io ritengo che non è in gioco soltanto il destino di un'azienda al destino di alcuni lavoratori, alcuni lavoratrice e delle loro famiglie. Qui è in gioco il destino del tessuto economico e sociale del nostro territorio. Questo Consiglio deve rappresentare un momento di sintesi e di rilancio di un'azione istituzionale condivisa. Non possiamo noi Istituzione lasciare che la vertenza Natuzzi rimanga confinata a un rapporto tra azienda, sindacati e lavoratori. Deve diventare una priorità politica e deve entrare nell'agenda politica di tutti i livelli istituzionali, locali, regionali e parlamentari nell'apprestarmi quindi ad aprire i lavori di questa Assise con sia consiliare, mi auguro che il dibattito che seguirà sia si svolga in un confronto serio, responsabile e costruttivo e che conduca all'individuazione di posizioni condivise e di posizioni concrete per il futuro del nostro territorio. Cedo la parola al Segretario Generale del Comune di Santeramo in Colle affinché proceda all'appello. Seguiranno poi gli interventi dei prezzi dei colleghi Presidenti del Consiglio comunale di Altamura e Matera. Grazie,
Grazie Presidente, procediamo.
Con i lavori del Consiglio comunale e con l'appello successivo, il Sindaco casona è presente, il Presidente Lanzolla è presente la consigliera gatti, Debora presenta Cappiello, Giuseppe presente, Massaro, Francesco,
Presente Baldassarre Loredana, Pontrandolfo Rita presente Di Santo Francesco, è presente, Petrera Giovanni.
Assente Signorile, Lorenzo presente Natuzzi, Giuseppe Severino De, Gregorio presente Nocco, Michela Gabriella, è presente Panzeri, Maria Antonietta e praticamente Cardascia Michele Vito.
Paradiso Teresa, Patrizia Saint Difonzo, Domenico.
Ebbene, Presidente, l'adunanza per il il Comune di Santeramo in Colle e legale, grazie, Segretario prego, collega Presidente del Consiglio Comunale, Luigi Lo Russo, per il Comune di Altamura.
Buongiorno a tutti e benvenuti a questa seduta di Consiglio comunale del comune di Altamura straordinaria, in virtù della chiamata da parte del collega e della comunità di Santeramo per una vertenza molto importante per il territorio, io porto i saluti di tutta la comunità altamurana e dell'Assise comunale del Comune di Altamura che ha partecipato a questa seduta con senso di responsabilità e di partecipazione perché questo è un problema che non è solo e esclusivamente delle imprese hanno tutti, ma accomuna tutto un territorio, un territorio che in questo momento è in crisi.
Di identità per quanto riguarda la struttura industriale in crisi, per quanto riguarda la problematica del settore del del salotto in generale, perché al comune a tutte le società e tutte le aziende del territorio, quindi è un momento per chi deve fare da traino da volano per tutte le comunità del territorio, per, diciamo, tutelare l'occupazione in primis perché ci sono tanti lavoratori che mettono in gioco la loro realtà alle loro famiglie quindi un plauso va a tutti i lavoratori che con grande senso di responsabilità oggi sono presenti qua in Aula e che tutti i giorni lavorano per il nostro territorio.
Quindi queste riunioni devono essere più frequenti, che devono portare a delle soluzioni con l'aiuto, naturalmente, delle comunità locali, de dei responsabili della Regione, e saluto il Consigliere pagano e nazionali con l'onorevole Lacarra che è qui presente e saluto anche tutti gli altri le altre comunità, gli altri Sindaci e gli altri colleghi che sono presenti in Aula e vi auguro una buona giornata e passo la parola alla dottoressa Maggio per l'appello diritto grazie.
Grazie Presidente.
Adorante Maria presente, Paracchini, Michele assente Berloco, Gianfranco presente De Nora, Michele presente Di Benedetto Gaetana, presente Di Benedetto Perna, assente.
Gallo, Onofrio, presente, Genco, Luca, assente in campo, Nicola presente in Delrio, Claudio presente Loporcaro, Michele presente Lorusso, Luigi presente Marroccoli, Gian Domenico assente, giustificato Martinucci, Leonard presente.
Moramarco, Giovanni, assente, giustificato, Nicoletti Marianna, assente Petronella, Vito Antonio presente.
Perrucci, Gioacchino assente Ragone Filippo assente Saponaro, Giovanni presente Schiraldi, Roberto presente spirante, Giuseppe presente,
Stacca Teresa assente Tafuni, Vito presente, abbiamo il numero legale, Presidente, abbiamo il numero legale con 15 consiglieri presenti, pertanto per il Comune di Altamura tutto è valida.
Grazie Presidente, Lo Russo, la parola al collega Donato braio.
Buongiorno a tutti.
Buongiorno a tutti, signor Presidente, signori Sindaci, CPP, rappresentanti istituzionali, sindacali aziendali, carri lavoratrici e dei lavoratori, porto il saluto istituzionale della città di Matera e del suo Consiglio comunale a questa importante seduta congiunta.
Che testimonia una volontà chiara fare fronte comune davanti a una crisi che non è solo industriale, ma profondamente sociale e territoriale,
La vertenza Natuzzi non è solo una crisi aziendale, è una questione che riguarda il lavoro, la dignità delle persone e l'equilibrio economico e sociale di un intero territorio tra Puglia e Basilicata, Matera, è direttamente coinvolta per relazioni economiche e legami umani. Per questo riteniamo indispensabile una risposta unitaria, fondato su pochi punti chiari. Tutela dei livelli occupazionali, trasparenza sul piano industriale, pieno coinvolgimento delle regioni, un ruolo attivo del governo nazionale. Ringrazio il Sindaco, il Presidente del Consiglio del Comune di Santeramo,
Per l'invito ricevuto con l'auspicio che da questo confronto emerga non solo una posizione comune, ma un'azione immediata ed efficace. A questo punto passo subito la parola al vicesegretario, dottor Paolo Milillo, per l'appello nominale e la regolare verifica dei presenti.
Grazie.
Nicoletti, Antonio presente, Manuela Doriano, assente giustificato, liturgici, Francesco assente, elettrico, Antonio, presente, Niglio, Pasquale, assente Toto Augusto, presente Sasso Vito presente, Cerrone Domenic, presente Morelli, Mario presente, al cito Francesco, assente, Nicoletti, Giuseppe, assente bicchierate, Marco presente Cifarelli, Roberto presente Angiolino, Giovanni assente, vi ho letto, Adriana presente la polla, Angelo presente Suriano, Roberto assente Braia Donato presente Antezza Annunziata, presente Rubino Angelo presente Perniola Tommaso presente Cotugno, Angelo Raffaele presente Grieco, Francesco Paolo presente, casino, Nicola, assente Demola, Gianfranco assente, giustificato, Martuccio, Fortunato, presente, Colucci, Luca assente, schiavo, Domenico assente Montemurro, Angelo assente Tarasco, Saverio assente ben presente Santochirico, Vincenzo presente Rizzi, Marina, assente, giustificato quindi sono 20 presenti, c'è il numero legale per il Consiglio di Matera,
Prego, Presidente.
Grazie, essendo intervenuto il numero legale per tutti i Comuni congiunti, posso dichiarare aperta la seduta consiliare congiunta del 30 aprile 2026. Prima di iniziare la trattazione dei lavori, prego di riprodurre l'inno della nostra Nazione grazie.
La parola al Sindaco di Santeramo in Colle, Vincenzo Casone, prego, Sindaco, si accomodi al podio, grazie.
Buongiorno a tutti e grazie per aver accolto così numerosi il nostro invito.
Ringrazio tutte le autorità presenti e quelli collegati in video i parlamentari, alcuni dei quali i dati, gli impegni istituzionali di questa mattina hanno assicurato la loro venuta qui a Santeramo anche nei prossimi giorni.
Colgo altresì l'occasione per annunciare l'arrivo nel pomeriggio qui a Santeramo della segretaria del Partito Democratico, onorevole Elly Schlein, che ringrazio anticipatamente per l'interesse mostrato ci, nonostante gli innumerevoli impegni di questi giorni,
Il Presidente Decaro, unitamente all'assessore, allo sviluppo economico e al lavoro di Sciascio presenti ieri al tavolo interregionale del distretto del mobile imbottito e dell'arredo, oggi impegnati a Roma, che costantemente ci dimostrano la loro vicinanza in o i consiglieri regionali, i cari colleghi Sindaci e tutti gli amministratori dei Comuni coinvolti che condividono questo importante momento.
Il dottor Leo Caroli, che in arrivo, Presidente della task force e occupazionale della Regione Puglia.
Che con dedizione e incommensurabile pazienza si dedica a questa vertenza insieme a tante altre, il presidente Pasquale Natuzzi, fondatore e mentore dell'azienda,
Che continua a battersi come un leone per assicurare un futuro alla sua creatura dandogli continuità aziendale.
Gli esponenti dei sindacati qui largamente rappresentati, che hanno l'arduo compito di salvaguardare il lavoro non solo dei dipendenti della Natuzzi, ma anche dei lavoratori di tutto l'indotto che ruota attorno ad essa, consentitemi soprattutto un saluto affettuoso a tutti i lavoratori che in questo momento di incertezza temono per il loro futuro e per quello delle loro famiglie e a tutti i cittadini che sono fortemente interessati al destino di questa realtà che ha dato negli anni sviluppo e benessere non solo a questa comunità ma ad un intero territorio.
Porto altresì i saluti del Vescovo della nostra Diocesi Monsignor russo, che attraverso me vi Polge parole di vicinanza e solidarietà, auspicando una risoluzione celere qui rappresentato dei parroci della nostra città.
Sicuramente avrò omesso qualcuno, me ne scuso, ma vorrei subito far comprendere appieno a tutti il significato profondo di questo incontro, che coinvolge tanti attori diversi che, nella diversità dei ruoli di ciascuno, possono contribuire al superamento di questo difficile momento noi ci siamo e non solo per un dovere istituzionale ma prima di tutto per un dovere morale e ci saremo finché non si arriverà ad una soluzione quanto più condivisa con l'unica finalità però di mettere in sicurezza i lavoratori e dare continuità alla vita dell'azienda.
Non entrerò nei dettagli tecnici delle possibili soluzioni, non è questo il mio compito, lo farà chi parlerà dopo di me, ma per esplicitare il senso di questo Consiglio congiunto, mi preme ribadire che il nostro obiettivo primario è quello di chiedere a gran voce un coinvolgimento pieno dello Stato centrale nella vicenda nelle sue diverse forme articolazioni sia sotto il profilo dello sviluppo economico che del lavoro.
È questo un momento di sintesi di un percorso che, insieme al Presidente del Consiglio comunale della mia città, su indirizzo del Consiglio comunale abbiamo seguito dal primo momento e delle diverse fasi è passaggi dai tavoli regionali a quelli romani del MIMIT mantenendo costantemente un'interlocuzione con l'azienda e con i sindacati ma soprattutto con i lavoratori, accogliamo con favore la convocazione dei rappresentanti delle Regioni Puglia e Basilicata direttamente da parte del Ministro Urso, ma bisogna fare presto. Stiamo parlando di una realtà che, purtroppo, mensilmente perde milioni di euro e i tempi non serrati giocano a sfavore.
Ieri mattina in Regione si è parlato alla presenza del Presidente Decaro, della dichiarazione di area di crisi industriale, complessa per tutto il territorio in cui insiste il distretto del mobile imbottito e dell'arredo percorso che per molti aspetti potrebbe essere foriero di vantaggi, ma che richiede certamente tempi non brevissimi.
In questa fase è necessario il coinvolgimento di tutte le parti al fine di attenuare l'impatto della strutturale perdita operativa che il Gruppo Natuzzi registra negli ultimi anni, che ad oggi evidenzia un ulteriore peggioramento, stante l'andamento delle 20 delle vendite del settore dell'arredamento, che evidenzia un ulteriore meno 25% rispetto allo scorso anno, è fondamentale supportare l'azienda con interventi congiunti di breve termine che incidono sul costo del lavoro italiano, ma soprattutto bisogna utilizzare al massimo il fondo della salvaguardia delle imprese, data la rilevanza strategica del gruppo in Italia, al fine di garantire la continuità aziendale e salvaguardare l'occupazione.
Il primo passo, però, è quello di una ripresa immediata del dialogo tra le parti sociali, bruscamente interrotto, sono certo che questa mattina.
Potrà già riprendere, ma, oltre a favorire questo dialogo, la politica deve soprattutto in alcuni momenti, essere celere e operativa, offrire strumenti immediati e concreti. Non si tratta di un sostegno pubblico fine a se stesso, non è solo in gioco il destino di una grande azienda, ma di 1.800 famiglie senza considerare quelle legate all'indotto che trepidano in attesa di uno spiraglio che possa fare intravedere una luce.
La Natuzzi è un'azienda del Sud, una terra che ha bisogno di lavoro, che ha bisogno di attenzione e di tutela.
Il lavoro deve essere certezza, porto sicuro e non tormento, per questo auspichiamo un sincero e concreto coinvolgimento delle parti, perché ne va del futuro delle famiglie e di un'azienda storica che rappresenta il made in Italy nel mondo, la causa loro e la causa di tutti noi, pertanto dobbiamo unirci e difendere il diritto al lavoro con tutta la dignità che merita. Grazie,
Grazie Sindaco, passo la parola al presidente Pasquale Natuzzi, prego, Presidente, si accomodi al foglio grazie.
Buongiorno.
Buongiorno a tutti.
Allora, ma intanto grazie al Sindaco che sicuramente ha descritto in maniera lodevole il ma eh no, innanzitutto ringrazio il Sindaco per aver organizzato questa bella questo bell'incontro questa mattina, perché rappresenta un'opportunità di confronto.
Ringrazio ovviamente anche i sindaci, gli amministratori di tutti i Comuni che ovviamente fanno parte della Lucania e della della Basilicata e della Puglia.
Dove noi abbiamo stabilimenti e abbiamo collaboratori collaboratrici che risiedono e lavorano con noi, ringrazio la loro presenza,
Devo.
Devo dire che.
Mi incoraggia il fatto di.
Vedere il coinvolgimento delle istituzioni.
Sia a livello, diciamo, regionale, Puglia, Basilicata, quindi le istituzioni a livello di Comuni di di regione, ma anche a livello di Governo,
Questo significa che la Natuzzi rappresenta veramente un valore per l'Italia, non soltanto per il nostro territorio, perché insieme, in 67 anni.
Io ho cominciato.
Questa mia meravigliose carriera nel 1959, quindi 67 anni fa io lavoro per la Natuzzi da 67 anni.
E quindi la conosco molto bene, ho lavorato insieme a voi, ho lavorato insieme a tutti, io devo molto alla alla comuni, alle comunità dove con tutti vivete, perché senza di voi guardate io non avrei mai potuto.
Non sarei mai riuscito a fare quello che sono riuscito a fare, ma lo abbiamo fatto insieme.
Aprire fabbriche nel mondo e di questo dobbiamo può parlarne, per favore, perché io devo cogliere l'occasione oggi anche per mettere in chiaro alcune cose.
Ed è per questo che che che che ritengo abbastanza importanti.
E visto che ho nominato le fabbriche?
Nel 2002, quindi parliamo di 24 anni fa noi abbiamo raggiunto un fatturato di 805 milioni di fatturato, eravamo quasi vicino al miliardo, infatti mi ricordo che noi avevamo un piano che chiamammo Natuzzi 2000, poiché pensavamo addirittura derivare a 2 miliardi di euro.
No, perché perché facevamo dei prodotti unici meravigliosi?
Abbiamo creato uno stile che.
Nel mondo lo chiamano stile Natuzzi, quindi abbiamo creato un nostro stile.
Che ha differenziato la nostra azienda rispetto a tutti gli altri nel mondo, debbo dire che questo stile.
Anche ispirato centinaia di giovani del territorio che poi sono diventati imprenditori,
E quindi si sono ispirati sia nella.
Nel modello imprenditoriale, così come anche ispirandosi nel sistema industriale e di come si progettava di come si produce anche lo stile avuto veramente una importanza incredibile.
Quindi, nel 2002 cosa è accaduto?
Che c'è stato l'avvento dell'euro.
Quindi, con l'avvento dell'euro non si è capito più nulla quando c'erano le lire dei cinque dei 10, le 100 e le 1.000 lire, poi l'euro è veramente ha impoverito l'Italia.
E, non ultimo, in quell'anno hanno anche aperto i mercati a tutti, cioè la Cina poteva entrare nel mercato, come è entrata d'altronde sono entrati nel mercato il Vietnam, il Messico, tutto quindi c'era il libero scambio, ovviamente produrre in.
Produrre in Romania anziché in Cina, anziché in Vietnam costa meno della metà, purtroppo, di quanto.
Di quanto costa in Italia, ma ovviamente non è soltanto il costo del lavoro, guardate molte volte, non è molte volte, diciamo che bisogna veramente conoscere i fatti, bisogna conoscerli, per poterli comprendere, non è il costo del lavoro che fa la differenza e il sistema Paese,
Che fa la differenza, quindi c'è un sistema Paese Italia che è diverso rispetto alla Cina nel rapporto dei diritti umani.
Nella gestione dell'ambiente sono tanti fattori che intervengono.
In ogni caso, noi decidemmo nel 2002 di investire in Romania, acquistando terreni aprendo fabbrica una fabbrica enorme, il 100.000 metri quadri, quindi è tre volte più grande GSE 2, tanto per molti di voi e molti dei nostri collaboratori collaboratrice sono anche andati in Romania a formare il personale, lì parliamo di 23 e 24 anni fa abbiamo fatto la stessa cosa in Cina perché dalla Romania, perché abbiamo aperto fabbriche in Romania a 24 anni fa perché dovevamo dare continuità alla nostra azienda perché non si poteva più competere dall'Italia per cui o ci usavamo oppure dovevamo trovare delle soluzioni.
La soluzione fu quella di investire in Romania per continuare a servire l'Europa a prezzi competitivi. Non siamo gli unici al mondo a fare divani per l'amor del cielo, se li sono le decine di migliaia ovunque, e quindi poi decidemmo di investire in Cina per servire la costa ovest degli Stati Uniti, perché per noi è stato sempre un mercato molto importante l'America, e poi investiremo in vi in Brasile per servire la costa est degli Stati Uniti, questi investimenti,
È aver prodotto in questi Paesi Cina, Brasile, Romania e questi 2025 anni ci ha permesso di guadagnare soldi che abbiamo dovuto investire per creare un progetto di marca in Italia, perché il progetto prevedeva che.
Dall'Italia, non potendo più competere a livello di prezzi a livello di manifattura, abbiamo pensato di trasformare la manifattura in una in una barca in inglese si chiama lifestyle, brand quindi è uno stile di vita, notizie rappresenta uno stile di vita. Di conseguenza, abbiamo investito nel prima facevamo solo divani in pelle. Abbiamo investito nel estendere la produzione nei divani in tessuto nel progettare i tappeti, i tavolini, le lampade, non solo il mondo del divano del salotto, ma anche la zona delle camere da letto e anche le sale da pranzo. Quindi oggi.
Noi progettiamo, case, progettiamo, abbiamo progettato in.
In il Medio Oriente.
A Dubai, dove adesso c'è purtroppo guerra, abbiamo progettato un palazzo con 50 appartamenti che si chiama Natuzzi, Armani residenze, quindi le persone stanno o stavano acquistando appartamenti da 1 milione 1 milione e mezzo di euro per per avere, per vivere un'esperienza, li Tuzzi in una casa, questo lo abbiamo fatto a Dubai come l'abbiamo fatto anche a Gerusalemme anche purtroppo adesso c'è la guerra, lì si è fermato un po' tutto quanto quindi voglio dire.
Per costruire una marca e bisogna far vivere l'esperienza del consumatore se voi entrate in un negozio di Christian Dior, a Milano o a Bari non lo so Louis Vuitton quelli che siano, è chiaro che voi fate un'esperienza in quello lì, capite la storia e non è che comprate un prodotto, ma comprate una storia, comprate un sogno ed è quello che ha fatto Natuzzi in questi ultimi 25 anni ha investito veramente una fortuna e pensate che nel 2002, avendo fatturato 805 milioni, abbiamo chiuso il bilancio di per,
85 milioni di utile netto al netto delle imposte e l'azienda aveva 370 milioni di cassa di posizione netta posizione finanziaria netta.
Gli azionisti volevano per forza che noi distribuisce dividendi.
Devo ricordare che gli, oltre ad essere il fondatore dell'azienda, sono anche l'azionista di maggioranza, quindi il 56% delle quote azionarie. Sono mia e quindi sarei dovuto essere il primo ad alzare la mano a dire sì, dividiamo i dividenti, tanto così mettono al sicuro la mia famiglia. Mettiamo i soldi da parte. Premetto che la mia famiglia non ci manca nulla, grazie a Dio, lavoriamo i miei figli, tutti quanti lavoriamo, non abbiamo da lamentarci, assolutamente dispiace soltanto per i nostri collaboratori collaboratrice, che stanno soffrendo per l'amor del cielo, questo lo capisco perfettamente perché state guadagnando meno portando a casa meno soldi a causa della cassa integrazione. Però ritorniamo quindi quei 370 milioni li abbiamo bruciati tutti non è che li abbiamo bruciati, li abbiamo investiti in aprile per aprire negozi.
Per fare investimenti in marketing, per far conoscere questa marca in giro per il mondo e la nostra marca,
Dalle ricerca, dalle ricerche che noi facciamo risulta essere la marca di mobili alto di gamma di lusso più note al mondo, quindi abbiamo creato notorietà di marca, abbiamo aperto circa 600 negozi in Italia, abbiamo Giovanni divani e poi abbiamo negozi Natuzzi Edition, Natuzzi, Italia, ce li abbiamo in Spagna, in Inghilterra, ce li abbiamo in Svizzera, ce li abbiamo nei Paesi dell'Est Europa, ce li abbiamo in Russia, ce li abbiamo in il Medio Oriente, ce l'abbiamo in India, ce li abbiamo in Turchia, ce l'abbiamo in Cina, ce li abbiamo a Taiwan se li abbiamo in Corea, ce li abbiamo in Australia, in America, ovunque abbiamo aperto negozi.
E quindi questi sono tutti investimenti che abbiamo fatto per poter garantire l'occupazione sul territorio in Italia.
Questo è quello che noi abbiamo fatto ora, però che cosa è successo per parlare degli ultimi.
Sette anni nel 2018, noi siamo un'azienda globale, molte volte si fa la differenza, ma Molteni va bene, oppure un'altra azienda chicchessia va meglio, il territorio non sta soffrendo, si dicono tante cose, premesso che dalle ricerche risulta che il distretto che sta soffrendo tutti stanno soffrendo e quindi insieme a noi e noi dobbiamo essere consapevoli di questo.
Quindi, cosa è accaduto negli ultimi 7 8 anni nel 2018 abbia noi fatturavamo 350 milioni, ricerca o qualcosa del genere?
È Trump ammesso il dazio per tutti i prodotti che venivano fatti in Cina e noi in Cina avevamo lo stabilimento, perseguire la costa ovest degli Stati Uniti quindi con il dazio del 15% ci ha penalizzato gli americani non perdano tempo, vanno dove riescono a comprare a prezzi più competitivi e quindi abbiamo avuto il primo declino. Tanto è vero che nel 2019 c'è stato un altro darsi e di un più 10% e abbiamo avuto un altro declino, poi nel 2020 c'è stata la pandemia che ha messo veramente a dura prova la nostra resilienza, la nostra capacità di resistere, perché la.
La pandemia è scoppiata in Cina, tutti lo ricorderete e quindi abbiamo fermato le fabbriche, non potevamo più produrre per l'America, si produce meno, i costi ci sono, i bilanci vanno in perdita.
E quando dopo due mesi abbiamo riaperto le fabbriche?
Hanno chiuso i negozi in America e quindi gli americani e non pagavano le fatture, non volevano più le merci, perché hanno chiuso tutto, poi le PAN, la pandemia si è trasferita, in Italia, abbiamo chiuso tutti i negozi e le fabbrica si è trasferita in Romania, anche lì abbiamo chiuso, abbiamo chiuso fabbriche, negozi ovunque e siamo riusciti a.
Sopravvivere nel?
2020 su abbia abbiamo superato la pandemia, perché ho messo in pista quello che ho chiamato una terapia intensiva e come quando un malato non sta bene veramente, è grave, bisogna portarlo e ed una te per terapie intensive bisogna curarlo, perbene, abbiamo superata la pandemia, poi è arrivata la guerra in Ucraina,
Trump voleva il premio Nobel per la pace, però questa pace tra Ucraina e Russia e non c'è stata così come non c'è stata tra la Israele e la Palestina, anzi, si è estesa e quindi anno dopo anno le guerre e ora l'ultima guerra con l'Iran ha fatto il resto.
In questi 7 8 anni noi abbiamo visto il fatturato passare da 350 milioni a 280 e poi sale perché dopo la pandemia le persone hanno capito l'importanza della casa, hanno cominciato a comprare i divani perché, stando in casa, si rendevano conto che derivano ormai non funzionava come le sedie come il tavolo e quindi poi siamo saliti a 440000000 addirittura nel 2020.
3 qualcosa del genere, quindi l'azienda è sempre la stessa,
600 negozi nel mondo, ci conosco.
E quindi il fatturato che va sopra sotto sopra sotto adesso, praticamente ai minimi storici. Oggi quello che si è creato nel mondo nel mondo e noi siamo ovunque nel mondo, guardate, si è creato una totale sfiducia, i consumatori si alzano la mattina accendono la televisione, sì, ma adesso cosa accadrà? Trump butterà una bomba atomica da qualche parte, quindi.
Quel minimo di entusiasmo che un consumatore ne ha bisogno per entrare in un negozio e comprare l'immobile è venuto meno. Noi siamo molto digitalizzati, per cui tutti i negozi sono collegati. Io, con il mio telefonino con lui, il mio iPad, controllo ogni ora a Shanghai quanti clienti sono entrati nel negozio di Pechino o di Shanghai anziché di Angiò anziché di Sydney e quant'altro non entrano i clienti nei negozi e quello che è accaduto e che sta accadendo negli ultimi sei, otto 10 12 mesi. Questo è quello che sta accadendo, quindi siamo in una situazione di totale incertezza.
Dobbiamo soltanto sperare che finiscano queste guerre, questa è la verità, signori e e io appunto ringrazio e sono incoraggiato dal coinvolgimento della politica delle Istituzioni a livello regionale o locale, a livello nazionale da parte di tutti, affinché però,
Coinvolgimento poi dei nostri dipendenti, ma voi tutti sapete, ecco, voi io stamattina ho incontrato molte di voi, qualcuno mi ha chiesto addirittura di fare qualche foto insieme, l'ho fatta veramente con piacere molto volentieri, ma voi sapete che,
Il rapporto che io e non solo io, la mia famiglia e quindi non devo parlare soltanto ripetere o parlare di me, ma anche della mia famiglia e il rapporto che io ho sempre avuto con.
I collaboratori, le collaboratrici, l'ho sempre considerato che la Natuzzi e una grande famiglia noi organizzavamo sempre le convention e dove io spiegavo.
Quello come come si era concluso l'anno in corso, avevamo bisogno di migliorare la qualità dei prodotti, avevamo bisogno di ridurre i maggiori consumi della pelle e spiegavo le sfide che dovevamo affrontare, ma anche le opportunità che dovevamo cogliere perché c'erano opportunità di aprire nuovi mercati e noi lo voglio lo facevamo perché la mia missione era quello appunto, di far rientrare le famiglie dalla Svizzera, dalla Germania o da altri Paesi sul territorio, questo è stato lo stimolo che io ho avuto sempre per portare avanti questa azienda alzarmi la mattina e dire cosa devo fare per chi lo debbo fare e perché lo devo fare altruismo, questo sentimento non è cambiato tra Pasquale Natuzzi, la famiglia e anche.
L'azienda, per favore, è una fase delicata che il mondo sta vivendo e noi tutti insieme, dobbiamo superarla, io questo è quello che vi posso dire lunedì c'è un consiglio di amministrazione.
Ecco, vedete qualche amministratore che ho ascoltato ha detto delle cose giuste, tra cui.
Il problema Natuzzi è anche un problema sociale, non è un problema, cioè la tua, si deve continuare a prosperare su questo territorio, per i vostri figli c'è una cosa del quale io sono molto orgoglioso.
La descrivo sempre, mi sono, volevo fare una presentazione, però non vi voglio annoiare con le presentazioni.
Ma se c'è una cosa che io sono orgoglioso e quello di raccontare sempre quando vado in giro per il mondo ad incontrare i clienti, a fare conferenze, a dire che noi abbiamo creato la catena del valore in Italia il Santeramo ad Altamura Matera in questo territorio, la catena del valore che parta parte dalla nostra capacità di interpretare le tendenze dove sta andando il mondo, cosa ha bisogno la gente oggi, di progettare ed al nostro interno e di produrre nelle nostre fabbriche e di consegnare a casa dei clienti per soddisfare le loro aspettative? Questo non è facile. Ci sono centinaia di persone di Santeramo in Colle di Altamura di Laterza che hanno sono delle persone meravigliose, speciali. Come voi tutti d'altronde, credetemi, io sono orgoglioso delle professionalità e delle competenze che siamo riusciti a creare questo patrimonio. Non dobbiamo perderlo, per favore, perché è un patrimonio che deve poi continuare nell'interesse della comunità dove noi viviamo e deve continuare nell'interesse dei vostri figli, dei nostri nipoti, di mio. Nipote è nato Pasquale, jr Kim, si chiama 7 8 mesi e la mia gioia mi dà energia e forza perché ho detto beh nel 2.102 ci sarà un Natuzzi ancora. Spero che insieme ai vostri nipoti e pronipoti potrà continuare a portare avanti questa azienda. Io questo vi posso dire guardate, sono stato con voi, sono con voi e resterò con voi, però tutti insieme, dico tutti insieme, nessuno escluso. Dobbiamo veramente superare con dei sacrifici questa fase. Grazie grazie,
Grazie Presidente Natuzzi. La parola al sindaco di Altamura, prego Sindaco si accomodi al podio.
Buongiorno.
Gentili signore e signori.
Un saluto istituzionale ai presidenti dei consigli comunali di Santeramo Altamura e Matera.
Ai colleghi Sindaci.
Ai consiglieri comunali e i sindaci delle altre città della terza di Ginosa di Gravina di Gioia del Colle di Cassano, altri Sindaci, un caro saluto, l'onorevole Lacarra all'onorevole Pagano, grazie per la vostra presenza.
Al Cavalier Natuzzi, ai sindacati, tutti, alle autorità militari e religiose, ai lavoratori.
Tanti sono gli articoli in questo periodo.
Che hanno considerato i lavoratori quali individui.
Ma noi prima di tutto siamo persone la differenza.
Tra individuo e persona è che l'individuo è considerato nelle sue posizioni anatomiche.
Biologiche, fisiologica, la persona è considerata dal punto di vista psicologico, fissò filosofico.
Quindi, prima di tutto siamo persone e noi abbiamo il dovere di proteggere le persone.
Si parla anche di tante attività ministeriale in questo periodo.
Le attività ministeriali in generale, però, non hanno mai avuto la capacità di pensare in maniera globale.
A piani industriali generali e di settore.
Hanno sempre apportato aggiustamenti.
E in rari casi, diciamo modifiche.
Piccole modifiche, quindi solo ed esclusivamente interventi tampone.
In sostanza, noi non abbiamo mai avuto il coraggio di affrontare la realtà e di contrastare i forti poteri internazionale, è arrivato il momento.
Non possiamo più attendere.
Dobbiamo lavorare sugli interventi strutturali, sugli interventi economici e sugli interventi sociali.
La nostra è una crisi che non riguarda solo il Gruppo Natuzzi e, da qualche anno ormai.
Investe l'intero comparto dell'imbottito.
Di conseguenza, la congiuntura negativa interessa trasversalmente diversi settori produttivi.
A fianco ai risultati poco fa.
Indicati dal nostro Cavalier Natuzzi.
Il Ministero il Governo non è mai andato incontro.
Per tutti quanti in maniera parallela sui piani strutturali ed economici.
Ma anche noi nulla abbiamo fatto.
I primi passi sono quelli di tutelare i posti di lavoro.
Di mettere in sicurezza l'azienda.
E prevedere una prospettiva.
Per fare questo?
Per far funzionare un distretto, se di distretto stiamo parlando, non è mai istituito.
Non è mai stato istituito un distretto, formalmente abbiamo bisogno di costruire.
Per costruire tutte le forze devono scendere in campo politiche e sindacali, prima di tutto.
Poi le altre forze che rappresentano i comparti.
C'è bisogno di creare.
Ma di capire come creare e con quali risorse.
Creare.
Noi dobbiamo fare sistema nel sistema, entra la programmazione.
La programmazione è quella che a ogni imprenditore, ma non esiste il parallelo.
Non c'è il parallelo.
Noi stiamo lavorando tanto al made in Italy, Renato tanti anni fa, nel 1951, poi a Milano, c'è stata la prima fase, le famose quattro A, tra cui c'era l'arredamento, poi c'era l'abbigliamento c'era c'erano le automobili, c'era.
Ma noi da allora, quanti passi avanti abbiamo fatto?
Sul piano sociale, sul piano del riconoscimento pochissimi.
Allora noi diamo la massima disponibilità e siamo pronti a sederci a qualsiasi tavolo grande disponibilità.
Ai sindacati, a tutti mettiamoci.
A lavorare buona giornata.
Grazie Sindaco la parola al sindaco di Matera,
Buongiorno, a tutti saluto i presidenti dei consigli comunali, saluto i colleghi sindaci.
Gli onorevoli i rappresentanti delle Istituzioni Consiglieri.
I lavori, i lavoratori e le lavoratrici qui presenti, io mi scuso per aver dimenticato la fascia, però il colpo d'occhio che vedo da qui in Sala fa emergere il bianco rosso e verde, in particolare in quella parte della dell'Aula, e quindi mi ricorda che l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e quindi saluto con affetto particolare.
Chi porta il tricolore nella nostra sala, al posto mio che Omc colpevolmente l'ho dimenticato, me ne scuso.
Aggiungerò poche parole dopo aver ascoltato gli interventi di chi mi ha preceduto, dei dei sindaci, che ho apprezzato molto, in particolare, ovviamente, del cavalier Natuzzi, che ha percorso una storia industriale che è una storia che si lega si lega in modo indissolubile alla parola made in Italy e lo dico avendo negli occhi l'esperienza di qualche anno fa che ho vissuto come non come Sindaco, ma come direttore dell'Agenzia di promozione della Basilicata, io andavo in giro per il mondo e parlare di Basilicata del nostro territorio, lo facevo con i colleghi di Puglia, promozione, quindi eravamo davvero un team unito ed efficace e andando in giro per il mondo, quando tutte le volte che compariva davanti agli occhi divani e divani Natuzzi era un motivo di orgoglio personale,
Perché un pezzo dell'Italia, un po' come la Ferrari.
Tutte le volte che la vediamo in giro, ci riconosciamo dagli italiani e così ci dici, possiamo riconoscere nel vedere l'eccellenza dell'industria delle imprese e del design che si è affermata negli anni in giro per il mondo e, come ha detto Pasquale Natuzzi questa eccellenza nasce dalla ecco lui è stato.
Forse non ha usato la parola dalla genialità di un imprenditore, mi permetto di usarla io e dalla coesione e dall'impegno di un territorio che è fatto di persone.
Nel territorio esistono anche le istituzioni e partecipare oggi ringrazio il Sindaco di Santeramo a questa Assemblea manifesta in modo plastico.
È reale e concreto e tangibile come questo territorio dovrebbe agire per la crisi della Natuzzi, per il rilancio del settore del mobile imbottito, ma per tutto quello che riguarda lo sviluppo del territorio, il confine amministrativo è un confine invisibile che non interessa lo sviluppo delle imprese non interessa, così come non interessa le dinamiche dell'ambiente e le istituzioni devono cementare questo rapporto in un dialogo che deve diventare costante. Questo è un impegno che credo che da oggi possiamo prendere con i colleghi, con i colleghi Sindaci e con i Consiglieri tutti, perché il destino della dell'area murgiana e un destino che interessa non soltanto l'area murgiana, ma interessa questa.
Bellissima, importantissima parte d'Italia, e con queste parole io accompagnerò nelle azioni che porteremo insieme avanti e nel dialogo con le regioni Basilicata e Puglia e con il Governo porterò gli interessi e l'attenzione massima verso le imprese del mobile del mobile imbottito, che anche design più in generale e delle lavoratrici e dei lavoratori oggi interessati da queste grandi difficoltà, che non sono soltanto loro, ma sono di tutti quanti noi, quindi vi ringrazio e continuerò a seguire.
L'Assemblea di oggi e a questa Assemblea seguiranno in modo ancora più importante le azioni che potremmo fare insieme, grazie.
Grazie Sindaco ci ha appena raggiunti e il presidente della task force sul lavoro e occupazione e al dottor Leo Caroli.
Presidente, non le do il tempo di accomodarsi, se vuole raggiungere il podio, può già intervenire grazie.
Buongiorno a tutti mi scuso per il ritardo.
Sono dispiaciuto anche di non aver potuto sentire gli interventi che mi hanno che mi hanno preceduto, e comunque ritengo che il ruolo delle istituzioni, come dimostra questa iniziativa del Sindaco qui e del consiglio comunale di Santeramo, quello della Regione Puglia e di tutte queste settimane ma lo stesso ruolo che ha avuto il Governo ritengo che il ruolo delle istituzioni sia determinante per favorire un'intesa finale io parlo di un'intesa finale perché senza un'intesa tra le parti, l'azienda Natuzzi ed i sindacati, da questa crisi non ne usciamo.
E in pochi minuti può rispiegare, provare a spiegare perché.
L'azienda ha una sovraccapacità produttiva molto importante, talmente importante che attiene a centinaia 600 600 700 no.
No, non è, non è, non è stato ufficializzato, ma parliamo di centinaia di persone sicu tra le 6 e le 700, ci dice in sovraccapacità produttiva, cioè l'azienda non ha commesse, non ha ordini per assicurare il lavoro a tutti.
Qual è la soluzione di fronte ad una situazione simile che rischia di trasformarsi in una situazione di esuberi strutturali e le vie d'uscita sono due se l'esubero strutturale tu le 600 persone, le 700 persone per cui non è il lavoro?
Le licenzi.
Cioè siamo di fronte ad una situazione che che è posta in questi termini e dobbiamo esserne consapevoli di licenzi, hai risolto i problemi e i conti tornano dalla mattina successiva per l'azienda, ora la domanda è, ma siamo sicuri che questa possa essere la soluzione?
Questo territorio, questa Regione, questo Paese, l'Italia si può permettere il lusso di 700 esuberi e e 700 licenziamenti, ma non esiste, bisogna fare una scelta. Chi fa questa scelta? L'azienda che dichiara esuberi zero, la scelta la fa, il sindacato che dice eh no esuberi zero. Non ci devono essere licenziamenti e naturalmente anche le istituzioni. Tutti noi siamo qui per dire esuberi zero, cioè non licenziamo nessuno, ma se non c'è il lavoro e non ci sono le commesse come si fa a non licenziare nessuno? Ecco che ritorno all'incipit del mio ragionamento, bisogna fare un'intesa,
Ma per fare un'intesa guardo. I lavoratori verso i quali ho grandissimo rispetto sono lì ai cancelli delle fabbriche, sono in cassa integrazione da tanto tempo, rischiano l'aumento delle ore di cassa integrazione e vedono una prospettiva meno che incerta. E guardo loro con grande rispetto, ma guardo anche i rappresentanti aziendali, signori, un'intesa si fa rinunciando a qualcosa e facendo l'accordo è stringendogli la mano.
E allora, da un lato, se questo è,
Se questa è la conseguenza della scelta di tutti noi, non licenziare nessuno, l'azienda non può insistere con rigore blindato a sostenere un piano che il sindacato ha contestato, se voi la d'intesa, se voi l'accordo non puoi continuare.
Anche se i numeri, i conti alla fine della giostra, debbono tornare, ma intanto non puoi insistere su quella linea, il sindacato ha qualcosa, anche deve rinunciare, vi faccio un esempio che è banale, prima di dire non chiudiamo gli esce 2, nonché sediamoci a vedere come si può riorganizzare il lavoro, tanto da evitare la chiusura di Jesce 2 o altro, riorganizziamo il lavoro, si è disponibili a farlo cassa integrazione se per un periodo limitato ci sarà bisogno di una cassa con qualche ora in più ma facciamo l'accordo transitorio per consentire che cosa l'approdo ad un piano industriale solido e definitivo se c'è quella disponibilità,
E vengo al al secondo aspetto del mio ragionamento. Noi rappresentanti istituzionali non ci limitiamo più ad organizzare il Consiglio Comunale a Santeramo e neanche la riunione del distretto che abbiamo fatto ieri a Bari o gli altri tavoli di crisi. Non ci limitiamo neanche a venire a dire siamo solidali. La pacca sulla spalla e l'abbraccio ai lavoratori non basta, se c'è quella volontà, le istituzioni, ma lo dico proprio brutale devono mettere i soldi e le mani in tasca, prendere un pacchetto di soldi e metterlo sul tavolo.
Ve la dico tutta, ma metteteci nelle condizioni di farlo, il segnale è la ripresa delle trattative, allora individuiamo un punto, ripartiamo da lì quando hai messo la prima firma su un primo pezzo di accordo su un primo tassello, tutto il resto rimane difficile, rimane complicato, ma si può fare.
E qual è il primo accordo, il primo pezzo è quello sugli esodi incentivati,
Una politica di esodi incentivati deve vedere, da una parte, l'azienda che anche lei piglia i soldi e li mette sul tavolo, nonostante stia soffrendo, non ci sono commesse emettere società.
Ma deve essere.
Ma deve essere una somma, finisco il ragionamento, poi voi potete riprendere tutto, ma deve essere una somma che incentivi davvero all'esodo, cioè deve essere importante, altrimenti chi aderisce io preferisco rimanere se non è l'incentivo allettante nella mia condizione di precarietà e aspetto alle 20 come da vent'anni tutti quanti si stanno facendo, quindi, primo, l'incentivo è in termini in tempi una liquidazione in tempi congrui, perché nel giro di qualche anno le persone che sono stanche della condizione di precarietà e che e che stanno pensando a un diverso proprio progetto di vita possano prendere una decisione finale e chi è vicino a prevenzione, alla all'età pensionabile può prendere la decisione di.
Ah accettare questo incentivo, questa operazione potrebbe portare fuori,
400 unità non con progetti velleitarie in un mese non esiste e neanche in un anno e di questo bisogna essere consapevoli, ma può portare su base volontaria, senza che nessuno forse obblighi chicchessia può portare qualche centinaia di persone ad accettare e se tu quella platea in sovraccapacità produttiva, la riduci.
Ma pure di 10 di 100 di 200 di 300 unità, quell'accordo e quel piano industriale definitivo non è più una chimera.
Velleitaria diventa un terreno sul quale realmente continuare a ad impegnarci. Insomma, tutti quanti noi l'azienda,
I laboratori lo fanno già.
E le e le istituzioni.
I sindacati dobbiamo.
Citando don Tonino, Bello per l'ennesima volta SME, dismettere la stola e metterci il grembiule, se ti metti il grembiule, anziché stare su Palazzo ed aspettare che i fatti avvengano con grembiule, sei, pronto a sporcarsi le mani vicino a chi soffre ma soffre pure l'azienda e quindi vicino ai lavoratori e vicino all'azienda le istituzioni da grembiule e questa è la dimostrazione che ce lo vogliamo mettere, hanno scelto di andare avanti per questa strada non perdiamo l'opportunità, lo dico a tutti, ripartiamo da quella possibile intesa grazie,
Grazie al dottor Leo Caroli procediamo con gli interventi di i sindacati, secondo l'ordine che mi è stato trasmesso, vi invito a rispettare i tempi concordati in modo da poter dare la parola a tutti. È il turno di Saverio Loiudice, segretario generale Feneal UIL,
Buongiorno a tutti ben ritrovati, intervenire dopo Leo Caroli significa che devo alzare l'asticella. Nel mio intervento cercherò di dare il mio contributo e di fare il mio meglio, intanto ringrazio l'Amministrazione comunale di Santeramo per questo appuntamento, ringrazio la presenza di i Sindaci di Altamura di Matera e i Sindaci qui presenti in prima fila i parlamentari, i consiglieri e la dimostrazione dell'attenzione su questa vertenza dalla presenza degli ospiti dei di chi sta interverrà i chi sta intervenendo interverrà e di chi interverrà dopo di me. È chiaro che.
In questa vertenza si intreccia anche il contesto in cui ci troviamo, un contesto particolare che è diverso rispetto alle altre volte che abbiamo affrontato la vertenza Natuzzi, un contesto internazionale, le guerre, i dazi sono stati rappresentati ed è chiaro anche l'attenzione da parte delle amministrazioni comunali perché non riguarda soltanto i 1.800 lavoratori qui vengono viene colpito un'intera filiera produttiva del mobile imbottito e quindi questo significa ricadute negative su tutto il territorio, sul territorio murgiano, sulle Province qui interessate sui Comuni qui interessati è chiaro che la politica.
Le istituzioni devono sostenere questa vertenza. Per le ragioni che sono state ben rappresentate, è chiaro che la politica deve favorire anche con le istituzioni, con contributi pubblici e, aggiungo, Caroleo con contributi pubblici vincolanti, perché se lo Stato o un'istituzione da soldi pubblici ci devono essere delle garanzie per i lavoratori e le lavoratrici del Gruppo Natuzzi,
Perché non è possibile che da una parte si prende e dall'altra parte si chiedono i sacrifici, perché questi lavoratori, queste lavoratrici fanno da 23 anni sacrifici, e mi dispiace anche che il Presidente è andato via perché sarebbe stato anche bello che lui ascoltasse i lavoratori. Capisco che ci possono essere degli impegni, ma questo era un appuntamento importante perché anche questi momenti servono per arrivare a determinati tavoli. Per trovare un'intesa, però, anche qualcosa, voglio dirlo, sul piano industriale.
E sia ben chiaro che i lavoratori e le lavoratrici non sono affezionati alle pareti dello stabilimento 10 2 sia ben chiaro.
Il tavolo di trattativa si è interrotto per il semplice motivo perché il piano industriale che ci è stato presentato è fatto soltanto di tagli, questo è il motivo.
Tagli di dismissione di stabilimenti, di vendite, aumento di cassa integrazione, perché ricordo a tutti che il 15 aprile l'azienda ha fatto una richiesta di aumento di cassa integrazione dal 45% all'80%.
Con quali basi dobbiamo discutere nel momento in cui un'azienda porta e fa una richiesta prima di un incontro al MIMIT, quindi c'è prima un tavolo tecnico, quindi prima si fa il tecnicismo e poi viene la politica, secondo me prima si fa la politica e poi si affrontano in tecnicismi, quindi è impossibile che ci possa essere un sostegno da parte dei laboratori su questa richiesta dall'azienda capendo le difficoltà, capendo anche le difficoltà di crisi e di cassa che ha la Natuzzi, perché in quella richiesta di cassa integrazione c'è anche una cosa, c'è una richiesta molto chiara, il pagamento diretto.
Da parte dell'INPS. Potete immaginare oltre le difficoltà che ci sono i tempi tecnici che ci potrebbero essere perché, cari ragazzi, cari signori,
Il costo della vita aumenta per tutti e chi sta in cassa integrazione significa che guadagna di meno rispetto a un altro lavoratore che lavora è chiaro che se non c'è un cambio di rotta di un piano industriale che ha una visione che ha una riorganizzazione che ci sono gli investimenti,
Quando abbiamo chiesto bene?
Chiudiamo lo stabilimento di esce, 2 abbiamo chiesto all'azienda ci dici dove vanno a lavorare i lavoratori, questa risposta non è mai stata.
Come non è mai pervenuta una risposta su questa richiesta e poi contestualmente arrivano a casa una richiesta di aumento di cassa integrazione e nello stesso tempo l'azienda, e ci rappresenta anche che facciamo un reshoring, al contrario, significa che in Italia scarica i costi per fare profitti da un'altra parte è chiaro che c'era anche un lavoro fatto dalle istituzioni, dalla Regione Puglia, dal Ministero, per trovare uno strumento che aiutasse il reshoring, ma su questo tema l'azienda ha detto no, grazie.
Quindi mancano proprio i presupposti per proseguire, se questo è il piano industriale che rimane, non ci sono proprio le condizioni e aggiungo che non si può viaggiare a navigare a vista, c'è bisogno di progettualità, c'è bisogno di investimenti, c'è bisogno di visione, è chiaro che i piani industriali non si fanno più a tre anni si fanno a tre giorni perché il mondo è veloce.
È diventato dinamico, lo comprendiamo, non è la prima crisi che noi gestiamo, ma mancano proprio le volontà da parte dell'azienda di rinunciare a qualcosa. I lavoratori rinunciano da 23 anni a un pezzo del loro salario,
Fino a quando non ci sarà un piano industriale vero, concreto, io credo che sarà difficile trovare delle soluzioni e sulla questione del l'incentivo.
L'incentivo proposto dall'azienda, che sia ben chiaro a tutti, era di un contributo di 50.000 euro, se non ricordo male, in cinque anni, il primo anno di 5.000 euro, il secondo anno di 5.000 euro, il terzo anno di 15.000 euro il quarto anno di 15.000 euro.
È l'ultimo anno lavoratore percepisce il saldo ditemi voi se questa è una proposta che un lavoratore o una lavoratrice di vicino alla pensione può accettare, mentre la proposta dell'organizzazione sindacale era quello di dare un contributo importante, tenendo in considerazione anche il momento di di crisi aziendale.
Con l'accompagnamento degli strumenti degli ammortizzatori sociali e la Naspi, quello sarebbe stato un buon accordo e ricordo a tutti anche che chi non ha voluto fare un accordo e l'azienda perché noi, l'8:09 di aprile, siamo stati 48 ore, 2 giorni, barricati all'interno dello stabilimento per cercare di trovare una soluzione e noi avevamo trovato dei punti di contatto con l'azienda,
E che non ha voluto sottoscrivere, poi il venerdì arriva la convocazione presso il Ministero, il lunedì andiamo al Ministero e quell'accordo è sparito.
Quindi l'azienda facesse un passo avanti, cercasse di recuperare la fiducia nei confronti dei lavoratori, perché ricordo a tutti che ci sono ancora oggi dei presidi davanti agli stabilimenti, di scioperi, di un'ora di lavoratori che stanno rinunciando a un pezzo del loro salario.
Per manifestare e chiedere all'azienda di un piano industriale vero e concreto, grazie,
Grazie, è il turno di Luigi Sideri, segretario generale Fillea Cisl Bari.
Filca.
Chiedo scusa, Filca.
Grazie grazie a tutti i signori presidenti, signori sindaci, assessori e consiglieri comunali, tutti e anche un saluto ai parlamentari presenti qui un saluto al Presidente della task force Leo Caroli, consentitemi innanzitutto di ringraziarvi ringraziarvi per aver promosso questo momento importante per noi organizzazioni sindacali ma soprattutto per i lavoratori e in particolare voglio ringraziare il Sindaco di Santeramo perché in tutta questa vicenda, da quando abbiamo iniziato le varie i vari incontri,
Presso il Ministero del al MIMIT è stato uno di quegli amministratori locali presenti, e lo ringrazio anche perché in questi giorni ha dimostrato la sua vicinanza davanti agli stabilimenti, perché a volte Leo una anche una pacca sulla spalla da parte delle Istituzioni. Serve e serve tanto sia ai lavoratori ma anche a noi. E quindi l'invito che faccio lo faccio anche al Sindaco di Altamura, che purtroppo non è venuto in questi giorni in molti laboratori altamurani e io da altamurano hanno, come dire, evidenziato proprio l'assenza del Comune di Altamura perché ripeto quello che dicevo prima, la presenza delle istituzioni in questo momento importante era fondamentale. Lo hanno fatto tutti i Sindaci, lo hanno fatto i sindaci, anche degli altri Comuni limitrofi. Quindi è importante in questo momento essere tutti quanti uniti e tutti quanti solidali.
Perché guardate la vertenza Natuzzi non è solo una vertenza una crisi aziendale, ma riguarda un territorio, riguarda l'indotto. Ieri abbiamo fatto un incontro, a mio avviso bello importante, perché sta si sta cercando di dare nuova vita. Nuovo impulso al distretto del mobile imbottito un un distretto che se ne è parlato, è stato abbandonato, non è mai stato, non si è mai dato, come dire quel, quello sprint giusto, ma oggi diventa fondamentale ritornare a discutere del distretto del mobile imbottito perché ci sono migliaia di lavoratrici, migliaia di lavoratori che ogni giorno, con le loro competenze, ieri qualcuno in Regione un, il Presidente Calia diceva proprio il nostro lavoro è fatto con inizia dalle dita, inizia dal muovere le mani e questa è la ricchezza, quindi il distretto del mobile imbottito ha una storia, ha dei valori, che non dobbiamo assolutamente disperdere e la vertenza Natuzzi. Guardate, non ci insegna una cosa che non possiamo permetterci assolutamente di perdere un'azienda del genere, perché significherebbe davvero indebolire tutto il distretto del mobile imbottito.
Se il collega della Feneal UIL lo ricordava bene, la nostra posizione è una posizione molto chiara, noi abbiamo bisogno di un piano industriale che deve essere credibile, deve essere verificabile, soprattutto perché deve tenere al centro il lavoro e deve tenere al centro le produzioni in Italia, perché noi possiamo parlare di made in Italy, tutti quanti ci sciacquiamo la bocca parla di made in Italy, ma se noi permettiamo di portare la produzione all'estero non abbiamo capito nulla e se noi permettiamo anche la politica, a volte permette di so stringere accordi con paesi esteri, non abbiamo capito nulla e quindi questo made in Italy è tutta fuffa, quindi non possiamo assolutamente permetterci queste.
Noi stiamo seguendo con molta attenzione l'incontro che c'è stato con del Ministro Urso, con le Regioni Puglia e Basilicata, e guardate il tema fondamentale il tema centrale è appunto il reshoring, perché per noi è un punto cruciale un punto da cui dobbiamo partire e c'è la necessità perché riguarda non solo la vertenza Natuzzi non solo la Natuzzi ma riguarda tutto quanto il settore, tutto il distretto, l'incontro di ieri, come dicevo prima, è stato un incontro positivo, perché siamo tornati finalmente a parlare in maniera concreta di di dis di filiera, soprattutto di politiche industriali del territorio. Ora dobbiamo passare dalle dalle parole ai fatti e penso che ieri.
Diciamo le volontà di tutti gli attori che sono stati coinvolti lo hanno dimostrato lo abbastanza in maniera abbastanza chiara. Ci siamo già dati un appuntamento importante, quindi, ritornando alle posizioni che abbiamo noi come organizzazioni sindacali, che c'è la necessità di veramente creare un rilancio industriale, un rilancio industriale che, oltre a portare alle produzioni, deve riportare lavoro e valore sui territori. Questo è quello che noi abbia che noi vogliamo. L'altra cosa importante è un po' di chiarezza organizzativa e rispondo a un passaggio che ha fatto Leo quando parlava della chiusura degli stabilimenti di esce due.
Noi abbiamo bisogno di trasparenza nelle scelte aziendali, lo ricordava Saverio.
Quando ci si ci ci ci viene detto che si chiude uno stabilimento, ma non ci.
Non ci come dire, non è in grado l'azienda di dimostrarci come vengono collocate quelle aziende, lì noi non abbiamo visto assolutamente trasparenza ed è lì che tutta la trattativa si è arenata, perché, secondo quello che noi conosciamo secondo quello che dice il rapporto dei lavoratori non ci sono le condizioni per saturare tutti i posti di lavoro quindi è quello che che la necessità, quando parliamo di chiarezza organizzativa e l'altra cosa è la responsabilità condivisa di tutti quanti istituzioni, aziende e parti sociali perché noi dobbiamo trovare una soluzione strutturale.
Non siamo disponibili a logiche di ridimensionamento che scaricano il peso dei lavoratori sul territorio, perché la competitività, la crescita e lo sviluppo di un'azienda non si fa comprimendo il lavoro, quindi questo per noi è un caposaldo. È un punto, un punto importante da cui noi non ci non ci muoviamo e non significa che vogliamo alzare il muro perché il famoso grembiule ce lo siamo messi, Leo, lo lo abbiamo indossato da tempo lo indossiamo da 23 anni da quando tutti i lavoratori per 23 anni fanno sacrificio. Ci sono stati momenti in cui hanno dovuto rinunciare a parte del salario che vedo molti lavoratori che annuiscono, perché ricordano tutto quello che hanno passato. Quindi noi, quel famoso grembiule che citavi di don Tonino Bello, lo abbiamo indossato e sappiamo bene cosa significa quindi quello che noi dobbiamo cercare di fare è come dire,
Arrivare a una soluzione, perché questa è una sfida importante che abbiamo tutti quanti siamo chiamati tutti quanti a cercare di trovare una soluzione condivisa. Anche noi vogliamo arrivare a una, come dire, a un accordo, a un patto, a un patto che veda azienda e sindacati finalmente trovare un punto d'intesa. Noi ci siamo, noi vogliamo giocare questa partita fino in fondo, lo vogliamo fare con estrema franchezza, estrema chiarezza ed è quello che noi chiediamo all'azienda e quello che oggi, in questo momento importante e concludo ringraziando di nuovo,
Il sindaco di Santeramo, il Sindaco di Altamura e il Sindaco di Matera, per aver deciso di creare questo momento importante, e noi lo vogliamo giocare fino in fondo questa partita, grazie.
Grazie, è il turno di Davide Lavermicocca, segretario generale Fillea-Cgil, Bari.
Anche meno.
Buongiorno a tutte e a tutti, ringrazio innanzitutto i presidenti dei consigli comunali, Presidente Lanzolla, i Sindaci, le Amministrazioni e i Consiglieri, tutti questo è un giorno importante per i lavoratori, per le lavoratrici della Natuzzi.
È il momento in cui le comunità locali nelle quali risiedono, nelle quali comprano, nelle quali vivono, mettono un focus particolare rispetto anche alla loro condizione lavorativa. E io non posso che ringraziare i tre Comuni che hanno convocato questo momento congiunto. Il Comune di Santeramo il Comune di Altamura e il Comune di Matera, ma tutti in realtà le Amministrazioni presenti. Perché perdere un patrimonio industriale come quello rappresentato da Natuzzi all'interno di questo territorio non soltanto è un rischio, un pericolo che i lavoratori e le lavoratrici non possono correre, ma significherebbe la sconfitta probabilmente di un'intera comunità che in questi anni attorno alle industrie Natuzzi sia organizzata e ha costruito il proprio futuro. Il proprio il proprio presente e io voglio soltanto sottolineare due concetti essenziali, anche a seguito dell'intervento dei dei miei colleghi, il primo lo richiamava anche il Sindaco di Altamura nel suo intervento. Cosa significa made in Italy oggi.
Come è nata anche la definizione del made in Italy e che cosa rappresenta per le nostre comunità e per l'intera comunità nazionale. Quelle famose quattro A altro non sono che tutelare l'interesse strategico nazionale, ed è per questo che in autunno del 2025 l'azienda Natuzzi è stata dichiarata all'interno di una procedura ministeriale azienda strategica nazionale, perché le industrie Natuzzi così si chiamava nel così vengono ricordate anche tra i lavoratori e le lavoratrici. Sono uno di quei patrimoni manifatturieri che hanno reso anche la grande fabbrica e l'industria in questo territorio, un non soltanto un sogno lontano, ma un elemento concreto è possibile per intere comunità di lavoratori e lavoratrici che probabilmente in precedenza erano relegati o ai sottoscala o al bracciantato, e io credo che questo elemento di emancipazione e di riscatto, ma anche di orgoglio, perché quei cancelli non c'è soltanto una protesta di lavoratori e lavoratrici contrari al piano industriale che veniva illustrato, PIN veniva presentato dall'azienda a quei cancelli c'è anche l'orgoglio di comunità e di persone in carne ed ossa, che hanno probabilmente oggi più di 50 anni e che si sono aggrappati a mani nude, al sogno della grande industria nel Mezzogiorno e al sogno della grande industria all'interno di queste piccole comunità. Perché io ci tengo a sottolineare due numeri comune che ospita la sede centrale, non me ne vorranno gli altri Santeramo in Colle poco meno di 30.000 abitanti dipendenti della Natuzzi, quasi 2000 e hanno toccato negli anni anche cifre molto più importanti. Basterebbero solo questi numeri a rappresentare l'importanza strategica di questa azienda per questo territorio. Io quindi oggi, oltre ai ringraziamenti, voglio sottolineare soltanto una questione. La riprendeva il Presidente Natuzzi nel corso del del suo intervento e però credo diciamo sia importante che oggi un rappresentante dei lavoratori chiedo appunto la la consequenzialità da quelli che sono state le annuncio e le buone intenzioni opportunamente illustrate, dal Presidente all'interno di questa relazione rispetto a quelli che poi sono i fatti che necessariamente dovranno seguire.
Presidente, spesso tiene nel corso dei suoi incontri e delle riunioni, anche che abbiamo fatto in questi mesi, le tante riunioni che abbiamo fatto in questi mesi, a partire sempre dall'elemento storico e dal come è nata l'azienda. Come si è sviluppata la guerra, la crisi, poi il rilancio e poi e poi le le delocalizzazioni. Purtroppo io ci tengo a dire una cosa, se è vero che quella radice è realmente un elemento di connessione tra questa grande azienda e questo territorio, allora la battaglia che oggi stanno facendo i lavoratori e le lavoratrici è una battaglia per non far seccare quella radice, perché noi a quella radice ci teniamo ed è a quel filo che lega i salottifici, i lavoratori e le lavoratrici davanti a alla catena, davanti alle cucitrice, all'interno dei magazzini, nel riempire i camion pronti a partire dall'industria che noi ci vediamo non soltanto un salario sicuro almeno fino ad oggi alla fine del mese, ma anche e soprattutto nonostante quella condizione di precarietà ormai strutturale da più di vent'anni, condizioni migliori rispetto alle alternative che esistono nel territorio. Perché io su questo lo voglio rimarcare, diciamo con con con importante attenzione ed evidenza,
In questo territorio alternative alle industrie Natuzzi non ce ne sono alternative alla fabbrica è in grado di collocare migliaia di persone a attiva, è ancora in forza dal lavoro, non ce ne sono ed è questo il dato di fatto dal quale dobbiamo partire. Noi non siamo affezionati alle mura dei vari stabilimenti, lo si diceva prima. Noi siamo affezionati all'idea che un cittadino o una cittadina possa completare la propria personalità attraverso il lavoro nella fabbrica, migliorando la propria condizione di vita e di lavoro. È questo il punto della battaglia che stiamo conducendo e allora permettetemi di chiudere facendo un piccolo riferimento. In questi giorni si è parlato tanto di contrasto alla delocalizzazione, riapertura della trattativa, riapertura del confronto. Noi non abbiamo mai detto di essere indisponibili, noi abbiamo detto che quella trattativa la vogliamo e la vogliamo però a partire da condizioni giuste e migliori per i lavoratori e le lavoratrici. Questo è il nostro punto di partenza. Prima di tutto l'azienda deve necessariamente, lo diceva prima anche il presidente Caroli. Ritirare il proprio piano industriale è solo e soltanto ritirando. Con la proposta industriale potremmo ripartire, con presupposti nuovi, ad avviare una nuova discussione, per dare però uno sviluppo industriale a questa azienda. Io non voglio entrare nei tecnicismi, nel negli strumenti che si possono individuare, sarà tutto delegato ai tavoli della contrattazione e delle relazioni industriali. Questo, però guardate prima, lo si diceva, attraverso delle forme di sostegno pubblico attraverso l'intervento delle Istituzioni. Se sostegno ci deve essere, deve essere per l'occupazione e per l'industria di qualità. Questo è quello che vogliamo noi e a partire da questi presupposti, siamo convinti che, con tutte le articolazioni dello Stato, dai Ministeri alle regioni e penso anche alla sensibilità perché più di questo ai nostri Comuni non possiamo richiedere sia importante, diciamo traguardare insieme questo obiettivo per la manifattura nel Mezzogiorno e per la difesa del posto di lavoro all'interno della Natuzzi S.p.A. Grazie ai lavoratori, alle lavoratrici che stanno scioperando da più di una settimana.
Grazie è il turno di Angelo Vaccaro, segretario generale Fillea-Cgil. Basilicata si accomodi al podio grazie.
Un saluto a tutte e a tutti un saluto, in particolare, evidentemente, dalle istituzioni locali e al Sindaco di Santeramo, ai sindaci di Matera e di Altamura, alle consigliere e ai consiglieri comunali sarò molto rapido, veloce e telegrafico, io penso che questo momento la iniziativa di quest'oggi rappresenta sicuramente un momento importante segna un momento di consapevolezza ma la rilevanza diciamo di questa iniziativa.
Verrà ulteriormente sottolineata se all'assunzione di consapevolezza attorno a quelli che sono i valori in campo, gli interessi materiali in gioco in questa vertenza di interessi sociali, gli interessi concreti, gli interessi economici, ci sarà anche e io penso che stiamo andando in questa direzione un'assunzione di responsabilità da parte da parte di tutti che diciamo, deve andare oltre le dichiarazioni, le dichiarazioni di intenti, noi, da questo punto di vista, mettiamo tutti i giorni in campo la nostra responsabilità,
La responsabilità delle lavoratrici dei lavoratori, la responsabilità delle organizzazioni sindacali, perché c'è un punto nella parabola Natuzzi che deve essere ulteriormente messo in chiaro,
C'è un ruolo che abbiamo primigenio che abbiamo sempre riconosciuto a Pasquale Natuzzi. Al Presidente, il ruolo di diciamo che un ruolo che ha ah ah ah, diciamo, ha dato un contributo importante alla crescita anche delle nostre comunità attraverso, diciamo, una un elemento di oro originalità e ha costruito, diciamo un processo produttivo e poi un'industria e ha esteso questo processo attorno ad un'idea originale che era quella appunto di organizzare il processo industriale su un prodotto artigianale. Però questo processo e questa parabola ha avuto questa evoluzione perché attorno a questa idea si è sviluppata e si è svolta la responsabilità di un soggetto collettivo organizzato delle lavoratrici e dei lavoratori e il ruolo di questo soggetto collettivo, alla cui base c'era la condivisione delle lavoratrici, dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali e delle rappresentanze. Ha avuto un ruolo decisivo nel sostenere lo sviluppo di questa parabola nel corso dei decenni, in modo particolare nel corso degli ultimi decenni. Ma, detto questo,
Sarò molto veloce. Detto questo, noi abbiamo un problema e questo problema l'abbiamo registrato il 13 in sede di limit noi eravamo arrivati a quel punto attraverso una lunga discussione, il nelle sedi istituzionali del Governo nazionale, nelle sedi istituzionali del dei governi regionali, in particolar modo del Governo regionale pugliese, e qui stamattina abbiamo avuto anche una testimonianza importante del ruolo svolto a questo a questo livello e abbiamo nei giorni precedenti, è stato già ricordato svolto una trattativa e un approfondimento in sede aziendale qui a Santeramo, nella Corporate nella sede centrale. 1, una una discussione approfondita in cui diciamo abbiamo definito quello che poteva essere lo spazio utile in questo fa in questa fase della del del della conclusione, diciamo, di una prima fase di discussione e di e di accordi. Per poter andare avanti bene, noi ci siamo trovati il 13 con uno schema di ragionamento che è stato completamente ribaltato.
Che è stato completamente ribaltato, non più un piano industriale più o meno condivisibile o perlomeno non condivisibile. Ci siamo trovati di fronte ad una volontà in cui ci si dice, non siamo più dentro la fase della discussione di un piano industriale, ma siamo dentro una fase in cui dobbiamo andare avanti al di fuori di qualsiasi programmazione di qualsiasi progettazione, ed anzi dovremmo anche in qualche modo fare a meno della possibilità di utilizzare, in una fase già di difficoltà di parti rilevanti della produzione italiana, perché questo deve essere alla condizione che permette la ripresa e il salvataggio aziendale. Noi questa strada non la vogliamo percorrere, non intendiamo percorrerla, perché noi individuiamo in questa possibilità, in questa strada, non una traiettoria attraverso cui noi salviamo l'azienda alle lavoratrici e ai lavoratori e ricostruiamo una prospettiva di rilancio per il futuro, ma individuiamo su quella strada una traiettoria per cui si disarticola. Si scompone, si ridimensiona il polo industriale e Natuzzi e ovviamente si riduce sui minimi termini. La struttura occupazionale di questa grande esperienza, senza più individuare possibilità di ripresa per lo sviluppo. Noi di noi ieri abbiamo fatto anche un'iniziativa è stata, diciamo, convocata dalle regioni, c'era un'iniziativa importante, un'iniziativa importante in cui diciamo si è avviato un ragionamento che non c'è mai stato fra le Regioni Puglia e Basilicata, e cioè di individuare strumenti politiche, risorse, responsabilità, attori per ricostruire, diciamo in una fase di difficoltà di crisi che tiene in sé la congiuntura, ma tiene in sé anche elementi di crisi strutturale che convivono con l'edificato. Le difficoltà che acuisce alla congiuntura di individuare un percorso attraverso un ragionamento degli attori interregionali per poter appunto ricostruire una prospettiva di rilancio e di ripresa dello sviluppo in queste terre, in queste terre rare di lavoro scarse di lavoro. Bene, però abbiamo voluto precisare un elemento che in Italia l'ambito ho concluso. Grazie, abbiamo voluto registrare un mettere, diciamo al centro un elemento di riflessione, la possibilità di aprire una discussione sul distretto interregionale, sulla possibilità di costruire un'infrastruttura attraverso un riconoscimento di crisi di area industriale complessa, eccetera, eccetera, eccetera. Questa possibilità e questo percorso saranno intimamente connesse alle modalità in cui l'avvertenza, Natuzzi si ricompone e si definisce perché, se sulla vertenza Natuzzi, noi riusciamo, con la responsabilità di tutti, a ricostruire una prospettiva per le lavoratrici e lavoratori e una prospettiva per questi territori noi daremo a gambe anche alla possibilità di un ragionamento concreto sul distretto quindi all'esito di questa vertenza a condizionare un ragionamento più ampio, noi dobbiamo collocarci su questo sentiero, un sentiero di rilancio di ripresa dello sviluppo e di difesa e salvaguardia delle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori. Grazie grazie.
Sospendiamo un attimo, l'audizione dei sindacati per passare la parola all'onorevole Marco Lacarra, prego, si accomodi al podio, grazie.
Buongiorno, buongiorno a tutti, grazie per l'invito e soprattutto grazie a il Sindaco di Santeramo e gli altri Sindaci che hanno voluto organizzare questo evento, che è assolutamente importante, anzi, ritengo fondamentale per accendere un focus su questa vicenda che, come è stato detto ha ormai una diciamo,
Un interesse nazionale assurge sui tavoli nazionali ed è giusto che lo faccia per quello che rappresenta questa azienda sul territorio. Io ho ascoltato con attenzione, sarò davvero telegrafico, manterrò l'impegno di essere telegrafico facendo riferimento soprattutto un intervento che mi ha preceduto, del quello di Leo Caroli che condivido pienamente, al quale oltre i miei saluti vanno va anche il ringraziamento per il lavoro che la task force fa.
Costantemente e continuamente su tante crisi aziendali. Io però vorrei dare, come dire, un taglio pragmatico al mio intervento perché insomma, io credo che il politichese sia insomma da bandire, soprattutto in sale come queste. Quando ci sono c'è sofferenza, c'è grande preoccupazione e ho parlato con alcuni lavoratori prima di entrare. Preoccupazione per le famiglie, per il futuro dei figli di lavoratori che portano a casa, non stipendi lauti 1.250 euro mi hanno fatto vedere la busta paga. Me l'anno e quindi no. Non stiamo parlando di persone che diciamo, possono pensare al loro futuro se quegli stipendi rischiano di essere fortemente decurtate. Allora quali sono le proposte che da questa Assise devono venire? Perché si esca da questo incontro in qualche modo rinfrancati? Non dico con la soluzione del problema.
Io credo che la prima cosa fondamentale sia riavviare la trattativa e costituire il tavolo permanente al Ministero e il tavolo permanente, così come ho chiesto nella mia interrogazione parlamentare di qualche settimana fa, è proprio legata alla necessità che si aprono le trattative, è naturale che si aprono le trattative richiamo quello che ha detto.
Il mio amico Leo Caroli, se c'è una disponibilità a rivedere la posizione, perché, posto che i temi sono dedicati è vero quello che ha detto il Presidente rappresenta, raccontando la storia dell'azienda, noi siamo grati per quello che quell'azienda ha regalato a questo territorio e per il brand che diffuso nel mondo e che orgoglio di questa terra però c'è un tema che senza i lavoratori l'azienda, i risultati non li ottiene e senza alle lavoratrici e ai lavoratori che quotidianamente offrono dei loro impegno.
E quindi è necessario tavolo ripresa delle trattative,
Permanente, diciamo, avvio del tavolo al Ministero, ma soprattutto disponibilità delle istituzioni, come diceva Leo a tirar fuori danaro, che però deve avere un condizionamento forte.
Quello di vedere in che modo il danaro viene utilizzato per la soluzione.
Della posizione dei lavoratori e per la tutela dei lavoratori,
Sennò noi finiremo per finanziare anche perché, insomma, credo che il Gruppo Natuzzi abbia avuto negli anni anche una grande disponibilità di risorse di risorse pubbliche che hanno consentito di crescere e di diffondere il brand nel mondo.
Ma già da vent'anni esiste la cassa integrazione, quando il Presidente Natuzzi faceva riferimento agli straordinari risultati raggiunti con il fatturato del 2002, però c'è un tema che quasi subito dopo si è avviata la cassa integrazione e allora magari se degli 800 milioni che sono stati l'utile nel 2002 una parte di quelle risorse fosse stato destinato anche a salvaguardare la posizione dei lavoratori forse oggi ci troveremmo in una condizione appena diversi, quindi il lavoro che noi possiamo fare, ovviamente in Parlamento, quello di tenere alta l'attenzione, cosa che faranno i sindaci presenti che stanno facendo è davvero grazie per quello che state provando a fare con grande impegno e con grande dedizione. Quindi una interlocuzione forte è un triangolo, un triangolo che è quello amministrazioni locali, Regione Ministero, con un'attenzione che non deve scemare, deve rimanere alta finché non si arriva a una soluzione attraverso l'incentivazione all'esodo, ma bisogna tirar fuori un po' di soldi perché quella proposta che ho sentito prima dal rappresentante sindacale della UIL mi sembra una una cosa assolutamente inaccettabile, improponibile, irricevibile, una proposta un po' più seria sull'incentivazione all'estero. Se è vero quello che dice lei, o non ho motivo di mettere in discussione che c'è una sovra una sovrapproduzione e quindi, in qualche modo, se i lavoratori, purtroppo sono in numero superiore rispetto all'effettiva capacità produttiva. È evidente che una soluzione bisogna trovare quindi incentivazione all'esito può essere una soluzione, però, che sia un'incentivazione all'esodo che non getti sul lastrico i lavoratori e che non li faccio a trovare in una condizione di indigenza insopportabile. Quindi noi ci siamo per quello che potremmo fare, svolgeremo un ruolo di moral suasion, i Sindaci possono fare affidamento su di noi e ci siamo e lavoriamo perché questa crisi possa trovare al più presto una soluzione. Grazie.
Grazie, onorevole.
Si è collegato l'onorevole dell'Olio, ha facoltà di parola, prego, onorevole.
Mi sentite sì, la sentiamo sì.
Perfetto, grazie, io sono non collegato dall'inizio, quindi ho potuto ascoltare tutti gli interventi finora e innanzitutto brevissimamente e ringrazio il Sindaco di Sant'erano gli altri lo accetterebbero organizzato questo questo questo Consiglio Comunale allargato,
Credo che sia stato sia molto interessante, anche perché si sentono tutte le varie parti ho ascoltato il presidente Natuzzi, mio caro dei rimpalli sindacati, ora.
PAC, le dico vi dico rapidamente, sono io sono un politico atipico perché sono più un tecnico, visto che prima di entrare in politica mi occupavo proprio di consulenza aziendale e quindi tutto quello che ho sentito mi lascia un poco di dubbi pensieri perché apprezzo tutto quello che è stato fatto nel tempo in questi sessant'anni sicuramente poi problemi negli ultimi vent'anni ci sono allora bisogna capire il piano e generalmente io non parlo se non un quarto tutte le carte, quindi ora posso dare solo delle indicazioni,
Bisognerebbe capire come è stato fatto un piano, quello rendete dei licenziamenti meno chiusure che lo ha fatto, perché se è vero, come ha detto il primo sindacalista, chiedo scusa, non mi ricordo il nome che sono ospiti, sono vent'anni che i lavoratori fanno i sacrifici, allora c'è un problema di strategia aziendale, non è solamente un problema di congiuntura perché si inventarono, si continua a perdere incompiuta e non ci e non si riesce a.
Invertire la rotta nonostante i problemi, come i congiunturali, più che ripetuti ma diversi nel tempo, allora c'è qualcosa che non che non va nell'ambito proprio di approccio e e sentire parlare di incentivi all'estero, si questi possono andare bene, o ho sentito parlare anche di quei soldi che devono essere trattati dallo Stato? Devono restare in Italia e non certamente per funzioni all'estero. Su questo però siamo totalmente d'accordo e questi vanno bene se non sono solo un intervento dello Stato per dare una mano oggi e poi ritrovarci domani nella stessa situazione. Quindi io credo che questi tavoli di trattative e i tavoli più che della politica debbano essere tavoli politica ma aziendali in maniera forte, perché è vero che è tutto industriale di tutta la zona del distretto, è fortemente impattato, è nato grazie alla Natuzzi.
Abbiamo visto fortemente impattato, ma non può esserci si deve e si deve staccare il concetto della politica come supporto solamente alla parte dei lavoratori che perdono il lavoro che giustamente va tutelato dalla questione del. L'azienda deve poter continuare a a vivere, perché altrimenti domani ripeto, fra un anno, un anno e mezzo due anni, ci ritroviamo a dover fare un'altra seduta di Consiglio comunale perché si è punto a capo, quindi.
Credo che il, la task force dell'occupazione, i tavoli, i tavoli debbano impegnarsi quanto di più nelle e l'azienda, a questo punto, quanto di più nelle nell'entrare in quello che è l'assetto strategico dell'azienda, perché capisco che non è compito della politica, capisco che non è compito dei laboratori né dei sindacati se vogliamo però, come ha detto il Presidente Natuzzi che e ha detto che io considero la famiglia i miei laboratori beh allora a questo punto,
Bisogna davvero che si tratti di o questa famiglia, com'è giusto che sia, perché il ripeto un piano che preveda solamente chiusure di stabilimenti e licenziamenti, non o non è un piano non l'ho visto, ma a sentire quello che è stato detto. Non è un piano che mi che mi prospetta la possibilità di mantenimento nel tempo della situazione e a questo punto non facciamo altro che mantenere avanti in vita una società e un distretto solamente con ipotesi di contributi da parte dello Stato.
Che però non non risolvono il problema attenuano il dolore e il non portano a non possono certamente una soluzione, quindi è la disponibilità da parte politica. Sicuramente noi ci siamo per poter dare una mano e esserci che non è solamente, però dal punto di vista.
Diamo una mano per mettere questi soldi, anche perché in questo calcolo sono sarei anche in opposizione, quindi diciamo che diventa anche difficile la questione esserci per poter dare una mano e aiutare, se è possibile, se l'azienda lo permette, i sindacati, i lavoratori aiutare per poter vedere quello che c'è da fare e soprattutto io ripeto vorrei davvero capire questo piano come è stato fatto da chi è stato fatto,
E con quali tempi e quali intenzioni, se non si comprendono queste, noi oggi diamo una falsa impressione ai laboratori, una falsa speranza ai laboratori che con l'intervento della politica si possa risolvere la cosa, ma lo Stato.
Da quello che ha detto il Presidente da tutti prima ha detto, dobbiamo superare questo momento il problema che negli ultimi vent'anni lui stesso ha citato tutte le varie cause, tutte le varie situazioni per cui eh sì, eh eh.
Il fatturato è diminuito, per cui io non ho da quelle parole. E la certezza che questa, che in nel giro di 1 2 anni con questo supporto allo stato si possa affermare, sicuramente si può intervenire perché bisogna tutelare i lavoratori, ma se si vuole intervenire per salvare un distretto e 1.800 famiglie, bisogna fare qualcosa di più e chiudo perché credo di aver tolto troppo tempo e lo ribadisco e con la mia disponibilità, è sicuramente quella nostra.
Per poter dare tutto il supporto possibile in questo senso. Grazie a tutti. Grazie all'onorevole.
La parola all'onorevole Pagano. Consigliere regionale, prego, si accomodi al podio. Grazie.
Grazie grazie a chi ha voluto organizzare questo momento di riflessione e di confronto e anche di presa di consapevolezza, io mi autodenuncio in partenza del mio intervento, la mia quasi totale insensibilità rispetto alle narrazioni patinate commemorative di una celebrazione di quelli che è stato il tempo che fu, perché queste magari sono utili a passare la nottata come diceva De Filippo ma non risolvono neanche di un centimetro quelle che sono le questioni che abbiamo dinanzi a noi e lo dico con cognizione di causa, perché a me hanno insegnato che prima di parlare di qualsiasi argomento devi imparare a conoscerlo e soprattutto lo devi approfondire e quando mi viene rappresentata una versione edulcorata di quello che è il momento di cui stiamo vivendo, finisco anche per essere meno comprensivo rispetto al solito nella vicenda di cui ci stiamo occupando e su questo tanti lavoratori e tante lavoratrici lo sanno benissimo. Noi abbiamo dinanzi una crisi che si trascina da qualche decennio, non da qualche settimana da qualche mese e se in questi decenni si fossero fatte le cose utili a prevenire anche le indagini di mercato che ci raccontavano da tempo, quale sarebbe stato il crinale su cui ci saremmo mossi? Probabilmente oggi avremmo ridimensionato anche l'impatto. È diversificato anche le opportunità su cui poter costruire una resilienza di questo territorio, una resilienza che deve essere in termini prima di tutto di opportunità e qui vengo a quello che interseca la responsabilità di quelli che sono in questa stanza, ma soprattutto di quelli che non ci sono.
Perché, guardate, questa è una di quelle vertenze su cui noi dobbiamo provare a coinvolgere come se fossimo un unico corpo, a prescindere dalla rappresentanza di parte o di partito, tutti i livelli istituzionali che a vario titolo siedono nelle istituzioni.
Perché interseca la politica di dumping salariale che viene effettuata non con i paesi di altri continenti, ma addirittura all'interno dello stesso della stessa Unione europea. Perché se noi andiamo sul divano benchmark, no portento, vediamo che è vero che in Cina costa la metà rispetto a quello che è il costo di produzione qui in Italia, ma anche nella stessa Romania, costa un 30% in meno e costa un 30% in meno, perché il livello di tassazione rispetto al lavoro è notevolmente inferiore rispetto al nostro livello di tassazione. E questo anche alla luce del fatto che avevamo preso contezza di questa anomalia di sistema e nel 2020, con l'introduzione di decontribuzione Sud si era impiantata la possibilità di quel famoso piano di reshoring che non è stato mai attuato e non è stato mai attuato perché nel mentre ci si stava avviando verso quel tipo di strumento che accompagnava, diciamo, agevolava la possibilità del rientro di alcune produzioni, quella decontribuzione è stata tolta per quanto riguarda la possibilità che Natuzzi ne potesse usufruire ex solo quell'impatto.
Ci è costato 4 milioni e mezzo di euro. A questo si aggiunge una politica un po' timida rispetto all'imposizione dei dazi che è stata fatta negli ultimi anni, timida fino al punto al paradosso che non contenti della prima tornata di dazi che si è avuta nel 2016 da parte del primo ko della prima Amministrazione presieduta da Donald Trump. Abbiamo quasi fatto finta che questo non ci coinvolgesse, anzi, non ci travolgesse nella seconda esperienza dell'amministrazione Trump, e adesso siamo qui semplicemente a guardarci l'ombelico, sperando che da esso possa uscire una soluzione. Allora, al netto delle formulo, lo dico con chiarezza, perché qui ci deve essere innanzitutto una volontà, se è una crisi sistemica, ma dobbiamo affrontare con gli strumenti delle crisi sistemiche, e cioè dando per quei settori merceologici che sono più esposti ai dazi, alla crisi industriale, al cambiamento degli stili di vita, tutte quelle agevolazioni che sono prevedibili. Allora, sed distretto del salotto si deve trattare, non può essere semplicemente una stanza in cui ci si riunisce e ci si parla per coordinarsi rispetto alle attività, occorre che ci siano degli strumenti finanziari che siano di contrasto a delle ipocrisie che a livello internazionale ci vedono competere allo stesso modo, però, avendo degli strumenti del tutto inefficaci rispetto alla risposta che ne deve essere data,
Rispetto a un dato di questo tipo. Il sindacato oggi ha detto con chiarezza e sono state le uniche parole con chiarezza che io ho sentito. Noi ci siamo a sederci a un tavolo e anche a immaginare dei sacrifici che ci portino fuori dalla precarietà che ormai dura da qualche decennio. Ma se il sindacato c'è, come in tutte le coppie, l'altra parte della coppia ci deve stare e ci deve stare con quello che serve, è quello che serve, sono le risorse.
E allora lo Stato qui oggi deve dire con chiarezza che farà tutto quello che è possibile per creare le condizioni affinché produrre in Italia a produrre nel Mezzogiorno d'Italia sia competitivo come produrre in Romania, non in Cina, perché non sono così stupido da immaginare un benchmark di quel tipo ma innanzitutto l'azienda, la proprietà che ha a cuore perché io ho notato, diciamo un attaccamento, ovvero da parte della proprietà e del resto diciamo probabilmente non sarebbe esistita una filiera dell'imbottito senza quell'idea innovativa innovatrice dell'attuale proprietà, ma se c'è veramente quel tipo di attaccamento e ora c'è bisogno che quell'attaccamento si estrinsechi in meno lacrime e più apertura di portafogli, perché solo così noi potremo affrontare l'emergenza e far guardare la luce in fondo al tunnel chiudo semplicemente dicendo una cosa, voi siete fortunati, perché noi, grazie a Dio, in Regione Puglia, abbiamo un campione mondiale delle crisi industriali è un po' diciamo il parafulmine delle sfighe però Leo Caroli è uno di quelli che quando prende in capo,
Una vertenza industriale non si ferma di fronte alle tante difficoltà che ogni volta vengono frapposte rispetto all'obiettivo e allora, con il grembiule che lui ci ha chiesto di indossare, proviamo tutti quanti, insieme a mettere in fila le cose e chiamiamole per nome meno celebrazioni patinate e più.
Approvazioni verso qualcosa che si può fare.
Grazie.
Permetterete di far rivolgere un saluto al Sindaco di Cassano, Davide terrei, che deve andare via al Consiglio comunale, quindi invertiamo un po' l'ordine, prego, Sindaco.
Grazie buongiorno a tutti e vi ringrazio per questa possibilità, per testimoniare unità e vicinanza di tutte le città che oggi sono qui per fare la propria parte dal basso, perché è ovvio che cosa possono fare i sindaci e i comuni, cerchiamo di farlo, lo facciamo dicendo che siamo qui, siamo a sostegno di di tutti coloro i quali credono in questa battaglia perché prima di tutto vengono i lavoratori, le lavoratrici, la carne viva di questo territorio, guardate, io ho fatto il tagliatore anni fa,
Proprio in quella che è la filiera del Gruppo Natuzzi, quindi conosco il sacrificio e la forza delle mani di questa terra e consentitemi forse il fattore determinante per il successo del brand a livello internazionale della Natuzzi è stato, è e continuerà ad essere la forza delle mani e delle braccia della dei lavoratori murgiani della terra murgiana di quella terra delle formiche di Puglia,
Da dove è partito tutto da dove è iniziata anche questa fantastica storia ben narrata e è fondata che abbiamo ascoltato dal patron Natuzzi. Io chiudo, purtroppo devo andar via, perché alle ore 12 abbiamo un Consiglio comunale anche nella mia città è un momento importante quello del del rendiconto, della gestione per cui volevo soltanto. Ecco essere qui mostrarci per per dire che insieme uniti,
Porteremo avanti questa partita e davvero esprimeva anch'io un pensiero per Leo Caroli che ha rappresentato esattamente qual è la materia di questo lavoro a quel tavolo su questa task, forse e credo che.
Persona più giusta per tenere un equilibrio tra le parti e cercare, ecco di rafforzare quei quei punti di forza in questa trattativa e condivido quando si è detto che intanto ci vogliono i denari, ci vogliono le risorse per questa partita e poi credo che la politica a tutti i livelli, noi dobbiamo.
Far capire in Italia e ai leader europei a livello mondiale che noi non siamo per le guerre, non siamo per la guerra perché ne erano nella narrazione di Natuzzi, tra i fattori esogeni, quelli che effettivamente influenzano anche in questa situazione di crisi, non certamente da 20 anni, ma negli ultimi anni, a partire appunto dei conflitti ucraino russo, ucraino subito da dall'Ucraina, mi consentirete come anche questa scelta di fare una guerra in Iran. Noi dobbiamo far capire i potenti della terra come Trump, che noi non siamo con voi, noi non vi sosteniamo, quindi siete solitari in questa scelta devastante che sta già producendo i suoi, diciamo orrori e guardate, purtroppo è solo l'inizio, perché su tutto ci sono dei rincari su tutti ci sono delle difficoltà, poi ho sentito sempre questi inglesismi, no del fatto, diciamolo in in italiano, cioè quello che chiedono i sindacati e riportare il fatto che si sia investito in cinesi si investiti in Romania, no di riportare le fabbriche in Italia e nel distretto murgiano.
Il fatto che ci siano dei riferimenti economici e va beh, non scopriamo l'acqua calda che all'estero il lavoro costa meno, è chiaro, non ci sono tutele dei lavoratori, non ci sono tutte le sull'ambiente, è ovvio che gli costa meno, ma se noi lanciamo un brand appunto di lusso e ebbene sono quelle mani di lusso che l'hanno prodotto. Grazie grazie. Sindaco.
Continuiamo con i Sindaci, prego, Sindaco, Vito Parisi.
Sindaco di Ginosa.
Un breve saluto, grazie, sarò brevissimo, grazie Presidente e saluto saluto tutti cerco di rubare veramente poco tempo e mettermi nel solco del del piano di lavoro che già Leo Caroli ha dato cercando, diciamo, di risolvere qualche problema rispetto ai mattoncini di cui tu hai parlato.
C'è un tema che riguarda, diciamo il nostro territorio in particolare Ginosa, perché adesso è stato un oggetto di discussione e probabilmente lo stabilimento di Ginosa e lo scenario peggiore, perché attualmente lo stabilimento chiuso, pronto per partire ma chiuso e la mia preoccupazione e la sollecitazione alla provocazione che ti faccio naturalmente con rispetto e quella di istituzionalizzare le offerte che sono arrivate perché un'operazione immobiliare sul Ginosa e un'operazione molto pericolosa ed è un'operazione indicativa, diciamo, di qualcuno che vuole andare via ci sono oggi i sindaci hanno parlato giustamente il Sindaco di Altamura ha parlato giustamente di ritirare dei distretti.
Un distretto su cui nella nostra zona che riguarda Ginosa e la terza può essere il tema della della agroindustriale su cui noi possiamo puntare. Quindi l'invito che faccio alla Regione Puglia, e in particolare, è quello di utilizzare i soldi previsti dal Just Transition Fund per poter intervenire in questo tipo di vertenza, però, poi naturalmente serve uno sforzo, uno sforzo collettivo. In questo momento ci sta The Good di discutendo di un Documento di economia e finanza dove, tecnicamente come ANCI, abbiamo criticato fortemente questo documento perché di fatto il nostro Paese sta entrando in una forma di recessione e quindi la preoccupazione rispetto agli sviluppi internazionali di cui prima parlava il Presidente Natuzzi ci sta preoccupando moltissimo, quindi i sindaci, che tendenzialmente.
Intervengono quando ci sono dei casi di disperazione. Il nostro auspicio è che veniamo ascoltati anche nella scelta anche di macroeconomia, che in questo momento il Governo sta compiendo perché andare ad alimentare questo tipo di conflitti è veramente pericoloso. Quindi il mi congratulo con i lavoratori, perché l'ho detto anche al presidio di Laterza,
Siete riusciti a metterci tutti quanti assieme e la mobilitazione che state portando avanti era una mobilitazione che è nettamente diversa rispetto a quella di questi anni, in cui c'eravamo tutti quanti abituati che in qualche maniera Natuzzi fosse in crisi e quindi questo aveva portato a una sorta di apatia che in questo momento non c'è più, quindi la vibrazione che state portando avanti devono essere sollecitazioni e io mi auguro che si convocano tavoli al Ministero con tutte le parti sociali e non coprono alcuni, perché so cosa vuol dire quando convoco alcuni è perché non vuoi decidere no, quindi quella è una logica che ho imparato, Caroleo.
Però la fiducia che ho naturalmente il Leo Caroli. Abbiamo una un una guida importante che stiamo caricando di molte responsabilità. In questo momento, però, cerchiamo di trovare e costruire dei piccoli mattoncini. Quindi, per quanto riguarda Ginosa e la nostra parte sì, chiedo, ti chiedo questa questa cortesia di istituzionalizzare il tavolo. Qui sono presenti assessori e i consiglieri di maggioranza e di minoranza di Ginosa. Alcuni ce ne sono collegati ed è la dimostrazione, diciamo così, che sentiamo molto la la, la, la causa dei lavoratori. Quindi grazie, do la piena disponibilità. Grazie Presidente. Grazie Sindaco, prego, Sindaco, Mastrangelo, Sindaco di Gioia del Colle,
Grazie buongiorno a tutti come Amministrazione di Gioia del Colle. Ovviamente abbiamo accolto con favore l'invito perché credo che la crisi che riguarda il Gruppo Natuzzi riguarda anche circa 50 famiglie, gioiese, ma oltre a questo è giusto anche che le istituzioni, nei momenti di grande difficoltà, possano accompagnare queste situazioni di crisi, di vertenze ognuno con la propria quota di responsabilità, perché credo che questa crisi industriale abbia un riverbero così esteso che non riguarda poi, tra l'altro, soltanto una un distretto oppure un'area murgiana, ma credo che riguardano l'intera regione e probabilmente anche una parte importante del Paese Italia e quindi il sostegno che noi diamo a questa vertenza non è soltanto un sostegno simbolico ma concreto per cui siamo pronti anche a partecipare a tutte quelle iniziative che potranno dare ancora più voce ad una situazione che deve essere gestita a tutti i livelli e con diciamo direzione univoco come abbiamo fatto per la vertenza di Gioia del Colle insieme a Leo Caroli, insieme alla Regione, insieme al Governo. Ovviamente, le misure sono diverse, le proporzioni sono diverse, ma l'idea principale è quella di comprendere oggi questi aiuti, queste disponibilità delle Istituzioni dove devono essere dirette ad un piano industriale che va a modificare l'assetto di produzione dell'azienda, una diversificazione, una dismissione parziale, se non abbiamo queste notizie, le istituzioni non potranno mai anche individuare il ruolo attivo che possono svolgere e su questo credo che ci sia da fare chiarezza, anche perché effettivamente che apriamo una situazione internazionale della congiuntura che soffrono non soltanto le grandi aziende lo soffrono tutti, così come nel corso degli anni, probabilmente il livello istituzionale a livello Paese non abbiamo protetto con le nostre specificità.
Voglio fare un termine forse un po' superficiale di paragone, che però un po' rende anche l'idea. Noi abbiamo consentito a qualunque forma di commercio estero di arrivare in Italia, non mettendo in quella libertà di concorrenza che a cui dobbiamo abituarci. Ormai siamo abituati sullo stesso piano. Chi produce in Italia e chi produce in una parte del mondo, dove non ci sono diritti, dove non ci sono retribuzioni giuste dove non c'è il controllo di qualità è arrivato di tutto. Nel nostro Paese non c'è stato un controllo che potesse mettere che potesse mettere sullo stesso piano ciò che viene prodotto in un Paese come il nostro, perché un'azienda come la Natuzzi fa controlli di qualità, ha degli obblighi sindacali con i lavoratori, deve osservare i contratti collettivi nazionali, obblighi sulla sicurezza dei lavoratori. È ovvio che la concorrenza a questo punto, non sarà mai una libera concorrenza se non siamo in grado di tutelare, anche perché oggi da Amazon possiamo comprare un divano a un prezzo stracciato. Dove viene prodotto questo divario. Non lo sappiamo come prodotto, non lo sappiamo e alla fine la beffa è che queste aziende in Italia non pagano neanche le tasse e quindi non ci sarà mai libertà di concorrenza. Non sarete mai premiati per la qualità di ciò che fate nel made in Italy nel mondo, perché purtroppo oggi la gente deve fare i conti anche nell'acquisto di un divano, diciamocelo, per cui in un momento congiunturale come questo queste piccole diciamo che non sono però piccole attenzioni del sistema italiano a tutti i livelli, ma ovviamente parliamo di una di fasi mondiali che, diciamo, non possiamo gestire ovviamente singolarmente, però la tutela del made in Italy deve nascere anche da questo. Le regole che noi imponiamo alle nostre aziende, quantomeno per chi viene in Italia, deve essere in grado di aver dimostrato di tutelare i lavoratori con tutte quelle forme che impongono un costo ad un'azienda che non è più sostenibile. Questo deve essere chiaro, per cui cominciamo anche a guardare l'interesse. Del nostro Paese. Grazie a tutti. Grazie Sindaco. È in collegamento la senatrice Maria in loco, prego senatrice, ha facoltà di parola.
Grazie Presidente e ringrazio il Sindaco di Santeramo in Colle. Vincenzo Casone. In tutti i Sindaci presenti e tutte le istituzioni e le organizzazioni sindacali e soprattutto, permettetemi di ringraziare di salutare tutti i lavoratori che sono coloro che oggi più di tutti soffrono di questa situazione e ho avuto modo di ascoltare tutti gli interventi precedenti, di percepire quello che è anche il dispiacere del Presidente Natuzzi nella situazione che si è venuta a creare, perché comunque da Sant'Ermanna so benissimo quello che è il suo attaccamento all'azienda e credo che anche lui si sia reso conto che sia necessario in questo momento fare un cambio di passo o anche prima percepito. La paura poi di tutti i lavoratori, di tutti coloro che in questi anni hanno partecipato anche lo sviluppo della della società, ma soprattutto che in questi anni hanno PAR, hanno lasciato anche un pezzo della loro salute e per questa azienda e poi anche le preoccupazioni di tutte le Istituzioni, perché ovviamente, quando noi parliamo di Industrie Natuzzi è del tutto il distretto del mobile imbottito della Murgia. Parliamo anche del nostro made in Italy, di quanto sia stato importante attraverso il divano, portava il made in Italy a livello internazionale, ma soprattutto anche partecipare in maniera importante all'economia nazionale e Natuzzi rappresentato. Tutto questo rappresenta questa storia ed è per questo che in prima battuta, quando sono stata contattata dal Presidente Natuzzi e che ha esposto le difficoltà, non ci ho pensato due volte per essere subito lì, al Ministero, a chiedere un incontro, un incontro che è stato fatto e di lì poi sono cominciate tutte le varie trattative, tra cui il rinnovo della cassa integrazione e ad ottobre e ora con tutte.
Più avanti ci sono sia stato tutta una fase di confronto, un confronto molto difficile che ho seguito in tutti i tavoli di crisi, che sono stati fatti tutti gli incontri.
Però, magari anche con l'introduzione di queste trattative,
Però adesso è arrivato il momento decisivo nel momento in cui dovranno essere prese delle decisioni. Tutti sono chiamati a delle responsabilità il 12 maggio. Credo che se non è arrivata la convocazione arriverà a breve per i sindacati, perché presso il Ministero del lavoro sarà ci sarà un incontro per definire la cassa integrazione e le uscite volontarie, e anche tutte le altre politiche del lavoro attive per dare in prima battuta il primo momento subito sostegno e mettere al sicuro quelli che sono i lavoratori e le famiglie, le famiglie che hanno costruito con un obiettivo anche di stabilità, ma soprattutto anche dei propri sogni nella realizzazione della propria vita, e che oggi noi dobbiamo comunque, in ogni caso tutelare. E poi successivamente, il 27 maggio con l'istituzione del tavolo permanente presso il MIMIT, il Ministero delle imprese e del made in Italy, dove ci sarà anche il Ministro Urso che ha preso l'istanza sin dal primo momento con grande serietà, perché noi non possiamo permetterci di perdere quello che è un brand ormai noto a livello mondiale. Tutte verranno messe in discussione sul tavolo tutte le proposte con preso. Anche.
L'attivazione di fondo di salvaguardia delle imprese presso Invitalia, a dare innanzitutto stabilità finanziaria all'azienda, che la parte importante per poter permettere poi tutte le politiche successive. Nulla verrà escluso, compreso anche la valutazione del reshoring, perché è necessario e indispensabile che i posti di lavoro, e quindi l'avi cresci ta riguardi soprattutto il nostro territorio. Però tutte queste cose devono essere fatte con serietà. Debbono essere portati avanti come un grande confronto e chiamare alla responsabilità i sindacati, l'azienda e anche le istituzioni. Perché qui il tempo che abbiamo a disposizione e brevissimo ci sono sei mesi per evitare che poi ci sia un danno peggiore che ci possa permettere di affrontare e quindi noi lo faremo anche attraverso il Governo, attraverso i tavoli presso il Ministero, con grande serietà, con i fatti che non hanno nulla a che vedere con le manifestazioni ai comizi fatti davanti alle aziende, perché se vogliamo costruire non possono essere queste le basi per portare avanti e mettere su quelle che sono le soluzioni. Quindi io ringrazio. Tutti coloro che hanno partecipato al tavolo, tutti coloro che stanno portando avanti questo, questa ripartenza importante e per cercare di trovare delle soluzioni, e io sarò sempre al fianco, come ho fatto a tutti quanti voi, affinché le istanze del territorio possano trovare comunque una soluzione. E una luce nuova.
Buongiorno.
Buongiorno, a tutti saluto i Sindaci.
E un saluto particolare ai lavoratori, io cercherò di essere molto veloce, ma soprattutto chi conosce la mia storia politica e che sono molto pragmatica o innanzitutto voglio presentarmi saluto anche il collega Roberto Cifarelli che ci ha raggiunto qui io sono l'ex assessore alle attività produttive della Regione Basilicata e sono un ex parlamentare quindi conosco molto bene la storia.
La Regione Puglia, già da anni,
Aveva sottoposto all'attenzione del Ministero il problema del della crisi del distretto del mobile imbottito e devo essere sincero, noi immediatamente ci siamo attivati non abbia mai fatto mancare il nostro supporto, sia i sindacati sia all'azienda.
So che proprio ieri c'è stato un incontro in Regione,
Per discutere nuovamente de l'area di crisi complessa che si è venuta a creare, qui diciamo nel Polo murgiano.
Allora dobbiamo subito dire.
Che il tempo delle mucche grasse è finito e so che è stato chiesto anche un'idea di crisi complessa e che mette in condizione l'azienda di poter usufruire della cassa integrazione dell'80%, di poter sfruttare altri ammortizzatori sociali per noi dobbiamo dire con chiarezza che fino a quando non ci sarà un piano industriale credibile che garantisce il livello occupazionale, non si fa niente.
E quindi anche queste scelte io le giudico, come dire, il perdurare di una lunga agonia, conosco molto bene il Ministero, conosco personalmente il ministro, abbiamo avuto più volte l'occasione di cimentarci su questa crisi, che è una crisi non solo complessa ma anche, diciamo impattante per tutto il territorio perché 1.800 unità,
Che.
Corrono il rischio lavoro da me diventa un problema serio, allora io penso che l'accordo, la trattativa si deve fare necessariamente con l'industriale, con l'impresa ma soprattutto, diciamo anche con i dipendenti, chiedevo, gli deve essere garantito il proprio lavoro fino a quando non ci saranno queste condizioni non servono,
Dare ancora una volta illusione a modo lavorativo ciechi, chiediamo i soldi Menga ampio. Il Presidente Natuzzi garantisce il livello occupazionale. Quando si viene a dire che nella riconversione.
Si danno degli incentivi per il prepensionamento di 400 unità lavorative per poi assumere altre guerre 400, siamo certi, allora il Governo è disponibile a dare ancora ulteriori incentivi, però ci vuole la certezza che questo mondo produttivo, che ha dato tanto a tutti noi e a tutto il territorio gli venga garantito diciamo anche il livello occupazionale parliamoci chiaro,
In Cina, in Romania il costo della produzione è molto inferiore al costo, diciamo che noi abbiamo in Italia, noi stiamo attraversando lo stesso problema per quello che riguarda la Stellantis e quindi in un momento di riconversione industriale bisogna chiedere con altrettanta fermezza diciamo alle imprese, alle industrie diciamo noi siamo disponibili a venirvi incontro, a darvi degli incentivi, a riconoscere e a far riconoscere quest'area,
Crisi, diciamo.
Complessiva però nello stesso tempo noi abbiamo il sacrosanto dovere di tutelare i nostri lavoratori, quindi la Regione Basilicata e qui e a testimonianza qui ci sono io per garantirvi tutto il supporto che noi potremo mettere in campo per garantire il livello occupazionale di dei laboratori bravi, noi siamo qui aspettiamo, diciamo questo tavolo permanente che si terrà col Ministero e cerchiamo di capire, diciamo qual è questo piano, diciamo industriale di riconversione.
Perché senza diciamo certezze non si possono più, diciamo, finanziarie, le persone perché, anche se oggi il mondo produttivo è stato dislocati in questi Paesi, è perché la politica è incentivata e giustamente l'industria deve fare l'industria, ma l'operaio deve fare anche l'operaio. Noi siamo con voi, grazie consigliera.
Passerei rapidamente la parola alle rappresentanze dei lavoratori per poi procedere alla votazione della mozione. Perché quindi procediamo in ordine? C'era felice di Leo per i Cobas.
Sì.
Spero anche meno, allora ringrazio tutte le Istituzioni.
I colleghi compagni e soprattutto Natuzzi che è intervenuto prima, però avrei preferito fosse rimasto comunque io per che sono un ex dipendente dal trovava Tuzzi sono il primo a riconoscere i meriti della Tuzzi, se tutti siamo qui,
Meriti non solo sui suoi, è chiaro però c'ha saputo fare, ha investito, ha rischiato e quindi questo non va disconosciuto.
È tuttavia, io penso che da Tuzzi deve anche capire e forse è questo il tema merito che non può fare tutto da solo, perché questo è stato anche il pallino di Natuzzi e ci è riuscito per molti anni.
Quello di quindi io sono geniale, ci so fare, faccio da solo, le istituzioni, i sindacati sono una perdita di tempo e preferisco non non avere a che fare no.
Datur si deve riconoscere di essere una parte importante, ma una parte di di di di di questa azienda, di di questa realtà e deve collaborare con tutti gli altri interlocutori, quindi.
Questo è la cosa che volevo dire Natuzzi, se si fosse intrattenuto, però è andato via la dico a voi un'altra cosa che avrei voluto dire al Presidente Karol Caroli io Leo Caroli io o, come si dice l'ho detto anche ieri alla Regione la soddisfazione un po' dei questa Chiotti un po' mi sono sempre sentito così quello che ogni tanto dice, ma sì, e infatti è, come dice lui, ma lo avevo detto prima, io però a me non non mi hanno dato retta. È importante in questa vertenza.
Partire dai punti, perché forse abbiamo perso un po' di tempo perché abbiamo messo insieme. Siamo andati al limite e non.
Chi avanzava il problema della archi crisi. Chi parlava di incentivi all'esodo, chi dell'APD, organizzazione dei siti, chi della cessazione di ramo d'azienda per la Martella e forse dovremmo iniziare quindi a comitive, parlare del metodo più che del merito e poi affrontare i punti uno per volta. A questo punto io, a differenza di Leo Caroli, penso che un punto che e questo diciamo è ciò che voglio dire stamattina la parte centrale del del mio intervento io penso che si debba quindi.
Come dire, affrontare questa crisi partendo da da mozioni, da ordini del giorno e non è la questione incentivo che l'ultima che su questo si riuscirà a tale a trovare un'intesa io penso e lo dico quindi alle istituzioni che bisogna iniziare a parlare di degli strumenti, quali sono questi strumenti che si,
Mettono sul piatto per superare la crisi Natuzzi e dell'indotto Natuzzi ha preso soldi,
Per il negli ultimi 30 anni, negli ultimi vent'anni possa anche di più, ha preso soldi e l'organico è diminuito, ha dato gli cambio cassa integrazione, quindi altri soldi da parte dello Stato. A questo punto noi dobbiamo mettere in dubbio questo principio che si danno soldi a Natuzzi e da Tuzzi.
Come dire ci dà in cambio un.
Un pannicello caldo, una crisi che si riesce a tamponare. Quindi lo Stato può essere l'abbia proposta che io farò. Iniziamo a parlare degli strumenti, lo Stato interviene in pozzi, ma interviene entrando in Natuzzi. Questa è la proposta che ci è stata fatta da Natuzzi a dicembre. La penultima volta che siamo stati al MIMIT,
Ci hanno detto che i bimbi che Invitalia non si era ancora pronunciata su questo invito, l'ultima volta il 13 aprile, il consulente del BIMI ci ha detto che Natuzzi non ha mai avanzato questa proposta, la invito a concludere in questo modo la ricerca. Concludo dicendo che Natuzzi si deve assumere le proprie responsabilità se vuole soldi e in cambio ci restituisce altra tassi integrazione, altri licenziamenti, seppur volontari. io penso che sia un approccio sbagliato da parte delle istituzioni assecondare da Tuzzi Natuzzi, ci deve dire, è disponibile a farsi aiutare ma allo stesso tempo ha sede a non essere il padrone dell'azienda ma ad avere a che fare anche con chi rappresenta noi tutti che lo Stato italiano e che si deve sedere a fianco ad a Tuzzi seppur come socio di minoranza grazie grazie.
Velocemente le rappresentanze dei lavoratori.
Vi chiamo assieme, così vi alternate negli interventi. Fabio bello Fillea-Cgil, Michele Giannelli, Filca Cisl, Luigi Di Biase Feneal, UIL.
Tre minuti, ragazzi gentilmente, grazie.
No no.
Buongiorno a tutti, grazie al Sindaco di Santeramo per averci convocato in questo Consiglio, grazie a tutti quelli che sono intervenuti.
Sono un rappresentante sindacale dell'azienda Santoro, amo centrale, gradisce ad Altamura il lavoro in questa azienda da 26 anni.
Oggi e 30.
Lo stipendio ancora non è arrivato perché è saltato.
Siamo stati convocati il 7 che MOSE e si è spostato al 12 al Ministero del lavoro se le condizioni.
Sono quelle per andare avanti, di accettare una cassa integrazione al limite della legge consentite dell'80%, di tutti i lavoratori e quindi svegliamoci con conseguenza portate del lavoro già in Romania perché ci ha già avvisati e l'anticipo della cassa dal da parte dell'INPS, noi non ci siamo, continueremo la nostra lotta che stiamo già facendo da oltre una settimana avanti gli stabilimenti, perché la storia di Natuzzi la conosciamo, lo conosciamo bene, ma io la conosco meglio perché veniamo da 23 anni con 12 piani industriali. Ciò significa che ogni anno e mezzo abbiamo fatto appunto a me ed un piano industriale che ha portato solo e solamente a cassa integrazione.
Per alcuni è stato non solo al 50%, ma per anni, a zero ore a casa, a camminare la piazza ora.
Gli aiuti che devono essere dati devono essere per sostenere i lavoratori, noi non ci siamo affinché.
Se dovremmo fare ulteriori sacrifici, quindi, 80% di cassa fino al 100% ha detto significa che sta già delocalizzando, signori lavoro già in azienda, a noi è poco e ci fermiamo tutti i giorni, io non devo dire più niente, perché è stato detto tutto benissimo dai segretari da chi ci ha preceduto, ma noi non ci fermiamo e il 12 se queste sono le condizioni non saranno accettate.
Per niente, perché adesso prendono in mano la situazione i lavoratori prima de dei sindacati, prima degli onorevoli e prima di Pasquale Natuzzi che viene racconto la storiella Wakasa, io lo so benissimo, 1.200 euro al mese da vent'anni a questa parte,
Grazie, prego.
Sì, buongiorno a tutti, Michele Giannelli RSU della Filca-Cisl, allora io ringrazio a tutti quanti per aver diciamo convocato questo Consiglio comunale unitamente alla ad Altamura Santeramo Matera e altri Paesi che diciamo hanno i i laboratori che puntualmente si sono presenti al lavoro,
Oggi ci troviamo davanti, hanno già detto tutto in parte i colleghi che ci hanno preceduto, ma noi oggi ci troviamo davanti a una questione sociale, noi oggi abbiamo un problema grosso.
Lei è o meglio quello che.
Si andrà a creare, sarà un problema grossissimo.
Si parlava prima di aperture di negozi, il Presidente parlava di aperture di negozi, abbiamo oltre 600 negozi.
Guardate se secondo noi, se questi negozi vendessero due divani al giorno noi avremmo puntualmente 1.200 divani ordinati giorno per giorno.
Il problema oggi qua e capite, ma quali sono le scelte di questa azienda, ma non è che il problema è proprio l'organizzazione del lavoro, la governance aziendale che oggi fa buchi fa fa acqua dappertutto, è normale che questi temi non sono timida, affrontare su questi tavoli sono ottimi tecnici che verranno affrontati in altri tavoli ma voi dovete sapere,
Prima si parlava di istituzioni, di Sindaci presenti e meno presenti a quelle che sono le iniziative fatte dei lavoratori, noi come RSU, ci stiamo dedicando del tempo e con le nostre perdite e con le nostre giornate perse e spese.
In modo positivo con i laboratori per questa vertenza. Oltre a quel tempo, dedichiamo del nostro tempo personale spostandoci di stabilimento di stabilimento, per dare supporto e per cercare di tenere buoni i lavoratori, a questo noi vi chiediamo un supporto, anche la vostra figura è necessaria per i rappresenta per il ruolo che avete nei confronti dei lavoratori di ogni territorio.
Quindi, stare davanti agli stabilimenti, insieme ai laboratori, serve dare quel minimo supporto per dire noi ci siamo, quindi vi chiediamo ufficialmente di essere presenti, sappiamo che la vostra presenza non non cambia l'aspetto, diciamo dell'azienda, ciò che si potrà decidere con l'azienda ma serve a creare quel clima di unione per poter andare avanti.
Voglio fare solo un ultimo passaggio su quello che secondo noi è l'aspetto politico, l'aspetto politico e l'arte e la scienza di poter creare qualcosa per quella che il popolo e il c, la città che rappresento, si rappresenta, quindi con questo vi chiediamo la partecipazione.
Grazie, grazie, prego.
Buongiorno a tutti. Ringrazio innanzitutto le istituzioni e tutti i convenuti oggi a questo Consiglio comunale congiunto che ci dà l'opportunità di fare focus su quella che è la nostra vertenza, una vertenza che sappiamo ormai tutti va avanti da oltre 25 anni in questi 25 anni. Volevo dire al nostro caro Presidente che purtroppo non c'è i sacrifici, li ha fatto lui, ma prima di lui li abbiamo fatto e continueremo a farlo noi, quando lui parla di famiglia e dice che i suoi figli stanno bene, i nostri figli non stanno bene, i nostri mutui non vengono salvati dal prossimo mese. Se ci darà questa cassa integrazione all'80%, significa rimanere senza stipendio, uno stipendio i cui i salari sono ormai ridotte ai minimi storici e dei quali abbiamo sempre lottato per avere quel minimo di aumento spettante. Per quanto riguarda i contratti nazionali, abbiamo sempre lottato. Abbiamo sempre fatto sacrifici in tutti questi anni. Questo è il risultato. Questo non è che l'epilogo.
Di una situazione che ormai si protrae da tanti anni. Questo Consiglio.
È stato fatto proprio alla vigilia di un giorno importante, quello di domani.
Domani ricordo a tutti che il 1 maggio la festa dei lavoratori noi siamo laboratori.
Persone prima di tutto, laboratori che abbiamo dato tanto al territorio, e oggi è dovere del nostro Presidente restituire un reparto che continuiamo a dare e continueremo a dare perché noi siamo resilienti perché noi lottiamo, può darsi che perderemo, ma se non votiamo avremmo già perso in partenza. E ricordatevi che oggi la ricaduta sociale riguarderà non soltanto i lavoratori e le lavoratrici del Gruppo Natuzzi, non soltanto le loro famiglie, ma riguarderà il territorio, quel territorio il quale valore e caro Presidente, ha sempre portato avanti parlando di famiglia, parlando di codice etico e a questi valori che noi oggi chiediamo con forza e determinazione che vengano prese le dovute misure, perché la platea occupazionale non può più sopportare questi sacrifici.
Grazie.
L'ha raggiunto anche l'assessore regionale, Francesco Paolicelli, che saluto, ora possiamo procedere con la mozione in modo da far votare i consiglieri comunali dei comuni di aree di Santer, volta pure Matera, sì, c'è un intervento solo da parte del consigliere Loporcaro di Altamura. Prego Consigliere due minuti, grazie, sarò breve, sarò brevissimo. Tra l'altro, è un Consiglio comunale senza interventi dei Consiglieri. Sarebbe pure triste, allora io vorrei riprendere le parole di Natuzzi, senza, ma senza operai e senza operai non ci sarebbe Natuzzi, ce lo dobbiamo ricordare senza operai è senza operai, non saremmo qui senza salotti, non ci sarebbe il Salone del mobile che si fa a Milano, e questo avviene perché ci sono risorse sui territori, adesso, in un globo, in un mondo che è globalizzato, si delocalizza sindacale di già localizza, dove si guadagna di più se i paragoni sono con sistema Paese come li ha chiamati da tutti, dove non ci sono tutele per i lavoratori, lavorano, bambini, lavorano, donne senza tutele, noi possiamo mai competere e quindi oggi, visto che ci apprestiamo a votare un documento e che sarà l'unica cosa scritta che resterà di questo. Io ci tenevo ad evidenziare un refuso che c'è al punto 6. Promuovere misure straordinarie di sostegno sociale per le famiglie colpite dalla crisi attraverso e si blocca la frase.
Quindi, attraverso che cosa lo dobbiamo sapere dal punto 7 ci sono gli altri due punti importanti.
Convocare periodicamente sedute congiunte. L'abbiamo detto tutti quanti i soldi, se ci devono essere bene. L'invito che avevo fatto mettere i soldi nella tasca per e uscire fuori da questa crisi. Ma i soldi devono essere subordinati al mantenimento sia dei posti di lavoro sia di adeguate misure che non devono perdere perché, diciamocelo, i lavoratori hanno paura che si vada incontro a una diminuzione di tutele, ad una direzione di numeri, di posti di lavoro, a una diminuzione di salario, e questo come si fa a subordinare, ti diamo i soldi, a patto che, se fai un monitoraggio e noi l'abbiamo scritto pure nella mozione al punto 7 solo che noi l'abbiamo detto come il monitoraggio, aggiungiamo una parola semestrale, così ci diamo una certezza anche rispetto a quando andiamo a fare questo monitoraggio. Sono stato molto breve e ringrazio Cavaliere la parola. Grazie.
Attorno ai consiglieri comunali che vogliono intervenire si avvicina dal podio, io legga, prego consigliera Panzeri dal Comune di Santeramo in Colle.
Buongiorno a tutti e tutte e saluto insomma tutti presenti, ma soprattutto dei lavoratori che sono rimasti fino a quest'ora, e mi permetto di dire che sarebbe stato opportuno fare intervenire prima loro i sindacati e i lavoratori e, dopo il resto che è andato via e mi dispiace tantissimo,
Perché a quanto pare, avendo ascoltato le parti, il problema resta un problema di trattativa con l'azienda e questa cosa è.
Assolutamente un problema, poiché non essersi fermato qui ad ascoltare il presidente, ha chiaramente fatto mancare quel quel senso di fiducia di cui i lavoratori non hanno bisogno in questo momento.
Ho apprezzato tantissimo l'intervento del dottor Caroli, che è stato illuminante e concreto nella sua relazione sulle trattative.
Io sono qui ed simpatizzo moltissimo con i lavoratori da lavoratrice dipendente nel settore privato, per cui sono molto vicina a alle loro, ai loro, alle loro necessità e alla questione.
Sono nata, come tutti voi, nel territorio ho conosciuto molto spesso per chi è di Santeramo, ma anche di Altamura Altamura e più famosa, anche per altre altre eccellenze Santeramo, era un po' difficile per me, da ragazza a dire dove era situata dov'era collocata geograficamente e molto spesso mi capitava di dire da ragazza che Santeramo era il posto dove si facevano i divani,
Un po' come molto probabilmente fanno anche i brianzoli o diciamo nelle Marche, chi vive in quel territorio, dove ci sono delle altre eccellenze manufatturiere, dove l'industria si è specializzata in determinati settori.
Ecco, a me sembra, in questo momento che stiamo perdendo o lo abbiamo già fatto questa associazione tra il nostro prodotto di alto artigianato, chiamato divano e il nostro territorio, e stiamo assistendo lentamente allo smantellamento programmato del distretto del mobile imbottito la situazione del gruppo Natuzzi non è più una semplice vertenza aziendale, è un'emergenza sociale che minaccia migliaia di dipendenti diretti e un indotto di quasi 10.000 lavoratori tra Puglia e Basilicata e minaccia quindi anche il distretto industriale che si è specializzato in cinquant'anni in una singola produzione diventando leader globale.
Come esponente di sinistra riformista per Santeramo, mi rivolgo ai vertici dell'azienda che purtroppo non ci sono, e dico con estrema chiarezza che non è accettabile che sia venuto meno l'attaccamento al territorio da parte di un gruppo che ha beneficiato per oltre vent'anni di ingenti risorse pubbliche e ammortizzatori sociali e non è accettabile che oggi quello stesso gruppo presenti un piano che prevede di dimezzare la forza lavoro e pensi di delocalizzare la produzione.
L'azienda quindi trovi un accordo che sia bilaterale, quindi parlavamo prima di denaro da sborsare, parliamo di generazioni di lavoratori che hanno portato l'azienda ad altissimi livelli, che hanno speso la loro stessa vita per il lavoro, siamo quindi vicini ai lavoratori e chiediamo espressamente al Mimit e al Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Che venga attuato ogni sostegno economico e che ogni sostegno economico debba essere condizionato al mantenimento dei livelli occupazionali nel nostro territorio. Chiediamo di convogliare anche le energie e le risorse affinché questo distretto industriale torni ad essere un centro creativo che impone stili e tendenze affinché il brand Divani&Divani comunichi l'identità del territorio. La Murgia non deve solo montare divani, ma progettarli. Vogliamo che qui restino le teste e non solo le mani. Chiediamo quindi formazione tecnica e il reshoring, poiché la delocalizzazione e distrugge le competenze manuali, perché la Murgia deve ricostruire anche l'indotto dei piccoli fornitori tappezzieri, falegnami meccanici, lasciare la produzione qui nel territorio non è un favore ai lavoratori, ma l'unico modo per garantire il made in Italy. Come abbiamo detto e l'identità stessa del saper fare, ovvero la nostra storia. Consigliera.
Noi siamo e saremo al fianco dei lavoratori, i mobilitazione grazie grazie.
Prego il consigliere,
Un attimo solo.
Migliorarsi il Comune di Matino. Grazie buongiorno a tutti, Presidente, Sindaci e colleghi, consiglieri dei comuni di Santeramo Altamura e Matera e rappresentanti delle Istituzioni regionali, anche se sono rimasti in poco anche quelli nazionali alle organizzazioni sindacali ed alle lavoratrici e ai lavoratori. Un saluto a tutti voi. Consentirmi di partire con un ringraziamento alle organizzazioni sindacali per il lavoro che state portando avanti in questa fase così delicata, perché in momenti come questi, stare accanto ai lavoratori non è solo rappresentanza, ma è anche responsabilità. Permettetemi anche una riflessione personale, perché io vengo da quel mondo. Da anni vivo il sindacato ascolto e i laboratori, e rappresento spesso persone che non hanno voce, persone che a volte sono invisibile, che ogni giorno cercano semplicemente una cosa, la dignità, la dignità del lavoro, la dignità nella stabilità ed la dignità, nel poter costruire un futuro ed è per questo che so bene cosa significa quando si aprono vertenze di questo tipo. Non ci sono solo numeri, ho deciso di industriali, ma ci sono persone, ci sono famiglie e ci sono sacrifici, c'è un ruolo fondamentale che il sindacato svolge e il ruolo che non è solo quello di rappresentanza, ma anche quello di confronto, di equilibrio e di responsabilità,
E credo che proprio in questi momenti, come o come questi, sia fondamentale che quel lavoro trovi un'interlocuzione politica vera, fatta di ascolto, di attenzione e di rispetto. Vi dico la verità oggi non è una seduta come gli altri, perché quando si parla di lavoro si parla della vita delle persone e la preoccupazione che c'è dentro e anche fuori da quest'Aula e reale si sente e si percepisce ed è stata anche giusta la scelta dei sindaci di convocare una seduta urgente e congiunta, perché questa non è una questione che riguarda solo un Comune, ma riguarda un intero territorio, un territorio che per anni ha vissuto, ha lavorato e ha costruito attorno a questo comparto ed è quella che stiamo vivendo, non è una difficoltà solo aziendale, ma è una crisi anche molto più ampia, una crisi che strutturale, che ha colpito un intero sistema produttivo tra la globalizzazione, i costi, il mercato e le scelte industriali, ma oggi il punto non è analizzare il passato, il punto è capire cosa succede adesso, perché il rischio è concreto, non solo quella della perdita dei posti di lavoro, ma qualcosa anche di più profondo, che è quello di una vera emergenza sociale e ancora di più quello della desertificazione industriale. A questo punto credo che un territorio come il nostro debba lavorare attentamente su questi aspetti, e c'è anche una riflessione che dobbiamo fare, che è quella legata al futuro che vogliamo costruire per questo territorio. Si parla di Hera, l'arrivo arrivo alla conclusione potere, perché sta facendo un po' troppo tardi.
Va bene, allora mi fermo qua, grazie, grazie, ci sono ulteriori due minuti, Consigliere paradiso gentilmente.
Buongiorno a tutti, alle autorità e agli intervenuti sarò brevissima Comieco come consigliere e capogruppo di Fratelli d'Italia, del Comune di Santeramo in Colle, parlo a nome del mio gruppo e come rappresentante delle istituzioni locali riconosciamo che non possiamo risolvere noi questa crisi o trovare soluzioni, ma abbiamo il dovere di farci portavoce dei disagi dei nostri concittadini che rischiano di perdere il lavoro e, contestualmente rappresentiamo la nostra comunità che rischia la desertificazione industriale e l'impoverimento. Voglio solo sottolineare, come ha detto anche la nostra senatrice Maria Nocco,
Che con il ruolo attivo e responsabile del Governo, che è intenzionato a dedicare massima attenzione a questa crisi, e al riguardo il Ministro, come ha detto, ha proposto il tavolo permanente al MIMIT, proprio per accompagnare il rilancio del gruppo Natuzzi. Un tavolo con proprietà, organizzazioni sindacali, regioni interessate per assicurare continuità produttiva e prospettive industriali e occupazionali.
Quindi tutti i soggetti secondo le proprie competenze, devono ragionare con approccio propositivo per individuare delle soluzioni che nel contempo salvino i posti di lavoro e rilancino il Gruppo Natuzzi, sia per la tutela del diritto costituzionale al lavoro sia dell'iniziativa imprenditoriale privata. Che prescinde dai colori politici e sono garanzia di prosperità e benessere per il nostro territorio. Grazie consigliera. Ci sono ulteriori. Prego Consigliere Allocco due minuti anche per lei.
Buongiorno a tutti, ai ai pochi rimasti. In realtà sarò veramente telegrafica, perché è stata una mattinata lunga per tutti quanti appunto mi dispiace che ci siamo ridotti in ultimo ad ascoltare i lavoratori e a concludere il Consiglio comunale. Il mio intervento è finalizzato solo a dire che questo è stato un rapporto tra azienda e lavoratori che e istituzioni di reciprocità. Finora è vero che la Natuzzi ci ha dato molto, ma ha ricevuto tanto, ha ricevuto tanto dai lavoratori e dalle istituzioni, ed è ovvio che la prosecuzione di questo rapporto non può prescindere da questa reciprocità. Bisogna continuare a dare l'un, l'altro, per cercare di trovare la soluzione più adeguata a ad andare avanti ed è imprescindibile. È la salvaguardia del posto di lavoro di ciascuno di voi, anche se non ci vedete davanti ai cancelli. Noi comunque ci siamo e questo è un segnale, ma ce ne sono tanti altri, perché ognuno di noi fa rete come come meglio può il Governo sta facendo la sua parte? Ritengo in maniera adeguata alla Regione. Altrettanto il decreto Lavoro che è stato emesso l'altro giorno può essere un altro elemento di supporto per risolvere la crisi. Quindi il la nostra presenza c'è e rimarrà incondizionata e non esitate a far riferimento a tutti quanti noi per quello che può essere utile per la prosecuzione di questa avvertenza, che ci auguriamo finisca il più presto possibile.
In bocca al lupo a tutti quanti a tutta Santeramo e ai paesi limitrofi che sono interessati allo stesso problema buona giornata, grazie consigliera. A Lecco la parola al Sindaco per un intervento brevissimo. Però, la maggioranza consiliare di Sant'Eramo prego.
Io mi sento di innanzitutto di ringraziarvi per essere rimasti qui fino a quest'ora prima degli ultimi interventi, che appunto porre termine a questa mattinata a nome della maggioranza. Noi, oltre a ribadire la nostra grande solidarietà ai lavoratori, siamo, abbiamo il dovere di mantenere alta la guardia, di non mollare finché non si adopererà una, diciamo una, una soluzione che possa comunque minimamente garantire quello che i sindacati chiedono, ma che nello stesso tempo deve tenere conto di quella che è la situazione che è stata descritta ampiamente. Quindi io mi rifaccio a quella che è la mozione che è stata approvata, un intervento solerte del Governo da parte del Governo rispetto a quelle che sono le richieste che sono state avanzate, ma soprattutto da oggi l'obiettivo è quello di riannodare il dialogo, perché questo dialogo interrotto non è produttivo per nessuno. Quindi la finalità di questa mattinata era quella. Ringrazio i colleghi Sindaci per e con cui facciamo rete su questo. Su questo tema chapeau ci sentiremo nei prossimi giorni per seguire l'evolversi della situazione e.
Ringrazio anche il Presidente della tossiche per un motivo personale. È dovuto andare via, ma che sentiremo sicuramente a brevissimo. Grazie, grazie Sindaco. Passo la parola al Segretario Generale del Comune di Santeramo per la lettura della mozione e poi procederemo le operazioni di voto. Prego, Segretario sì, grazie su delega del Presidente leggiamo. La parte sostanzialmente finale dei Consigli Comune di Santeramo in Colle Altamura e Matera in seduta congiunta impegnano i rispettivi Sindaci dei rispettivi amministrazioni A 1 promuovere con urgenza un tavolo istituzionale permanente con regioni Puglia, regioni Basilicata e Governo nazionale, il Ministero delle imprese e del made in Italy, Ministero del Lavoro, organizzazioni sindacali, associazioni datoriali, Natuzzi. 2 di chiedere formalmente al Ministero delle Imprese e del made in Italy di assumere un ruolo attivo e continuativo nella gestione della partenza Natuzzi.
Attivarsi con urgenza nei confronti dell'azienda affinché venga presentato un piano industriale sostenibile e socialmente responsabile. Garantite la convocazione permanente di un tavolo ministeriale fino alla definizione di una soluzione condivisa, subordinare ogni forma di sostegno pubblico, la salvaguardia dei livelli occupazionali e produttivi sul territorio. Punto 3 richiede il riconoscimento del territorio quale area di crisi industriale complessa, punto 4, sollecitato l'attivazione immediata di ammortizzatori sociali straordinari e continuativi politiche attive del lavoro e programmi di riqualificazione professionale, incentivi per il reshoring e il mantenimento della produzione in Italia, punto 5, sostenere la definizione di un piano industriale vincolante che preveda la salvaguardia dei livelli occupazionali e il rilancio non e non dismissione dei siti produttivi locali, gli investimenti in innovazione, sostenibilità e qualità del lavoro.
Al punto 6, promuovere misure straordinarie di sostegno sociale per le famiglie colpite dalla crisi. E in questo momento e gli diamo un piccolo refuso dove c'era, attraverso punto 7, convocare periodicamente sedute congiunte per monitorare l'evoluzione delle abbastanza Natuzzi. L'attribuzione delle misure adottate dispongono la trasmissione del presente ordine del giorno alla Regione Puglia, alla regione Basilicata, al Ministero delle Imprese e del made in. I dati al Ministero del lavoro, alle competenti Prefetture, alle organizzazioni sindacali e datoriali, alla direzione della Natuzzi che il presentano del del giorno sia trasmesso a tutti i Comuni del territorio murgiano e alle aree limitrofe interessate dalla crisi del distretto del mobile imbottito, affinché, al fine di costruire una posizione istituzionale unitaria e coordinata a sostegno dei lavoratori e del sistema produttivo locale, grazie Segretario, procediamo con una votazione ad alzata di mano.
Sì, rifacciamo anzitutto l'appello per i Comuni, così vediamo le presenze, prego, Segretario per Santeramo, ho chiesto.
Allora procediamo con l'appello nominale, sono le.
Il Sindaco occasione. Vincenzo presente Lanzolla, Nicola presente Gatti, Debora, assente Cappiello, Giuseppe, assente, Massaro, Francesco presente Baldassarre, Loredana presente, Pontrandolfo, Rita presente Di Santo Francesco assente Petre, Giovanni, assente Signorie, Lorenzo presente Natuzzi, Giuseppe presente Zeferino, Di Gregorio presente no con Michele Gabriella, presente Panzeri, Maria Antonietta presente, Cardascia Michele, Vito assente paradiso, dottoressa Patrizia presente Di Fonzo, Domenico presente bene, Presidente, con la presenza di 12 consiglieri del 5 presenti, si può procedere alla votazione dell'ordine del giorno in cui si è fornito lettura. Appello sì, prego per il Comune di Matera.
Nicoletti Antonio presente, ma quello assente li sudicio assente elettrico, presente Niglio, assente Toto, presente Sasso presente Cerrone presente Morelli presente a Cito assente Nicoletti, Giuseppe, assente dichiarati presente Cifarelli, presente, Angelino, assente violetto presente la folla presente Suriano, assente Braia, presente Antezza, presente, Rubino presente Perniola, presente Cotugno presente Grieco presente casino, presente, De Mola, assente giustificato, Martuccio presente, Colucci, presente schiavo, assente Montemurro, assente Tarasco presente Bernardi, presente Santochirico, presente Rizzi, assente, giustificato,
22 presenti all'unanimità.
Prego Altamura.
Adorante, presente per logo presente De Nora presente, Di Benedetto Gaetana, presente Gallo, presente in campo, Nicola presente in trio, Claudio presente Loporcaro, Michele Lorusso, Luigi.
Marti Mucci Leonarda, Petronella abita Antonio.
Saponaro, Giovanni Schiraldi, Roberto.
Speer spirante Giuseppe.
Vito Tafuni center, abbiamo siamo al 14, Presidente.
La votazione ha avuto 14 presenti, si vota all'unanimità dei presenti, procediamo con un'unica votazione favorevoli all'approvazione della mozione.
Contrari.
Astenuti.
38 prese, chiedo scusa.
48 presenti, 48 votanti, la porzione approvata all'unanimità, grazie grazie a tutti sono le ore 12:41. Dichiaro chiusa la seduta consiliare del comune congiunto Sant'era volta puro Matera.
