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CONTATTACI
Consiglieri in Aula.
Attivate i microfoni.
Logatomi.
Sindaco in Aula.
Sindaco consiglieri in aula.
Buongiorno a tutti saluto il Sindaco, i componenti di Giunta presente in Aula, il Consiglio comunale, il Segretario comunale e i dipendenti del Comune di Terlizzi, la Polizia locale che ci assiste.
I cittadini presenti in Aula e chi ci segue in audio video streaming sono le ore 9:59 del 7 maggio 2026 Segretario, procediamo con l'appello.
E Chirico, Michelangelo presente, si Grissin, presente, Pagano assente, olio, presente, badile, presente Fortunato presente.
D'Ippolito, assente De Chirico, Angelo presente, Vallarelli, presente Desario, assente Azzollini, presente Volpe, Giuseppe presente.
Volte mi presente, barione presente.
Gemmato, assente tesoro presente Ruggiero presente 13 presenti, 4, assenti, seduta valida vi informo che i consiglieri Ippolito.
Pagano e Desario, sono assenti tutti e tre per motivi di lavoro, mi hanno scritto tutti e tre.
Valerio, procediamo con gli Inni.
Bene, trattandosi, trattandosi di seduta di aggiornamento.
Perviene dai banchi il suggerimento di non?
Celebrare il momento di ascolto degli inni.
Prego, Sindaco.
Un attimo solo.
Buongiorno, a tutti, buongiorno a tutti saluto l'onorevole Consiglio Comunale, la Giunta, i dipendenti comunali, il Segretario comunale, il pubblico presente qui in Aula e chi ci ascolta da casa.
Quel lontano 7 maggio 1993.
Oggi ricorre questo triste anniversario per la città di Terlizzi quegli anni bui che videro la un episodio bruttissimo, quello dell'autobomba, piazzata davanti a Palazzo di città, sembra un vago ricordo per tante generazioni e le nuove generazioni infatti in ignoti stamattina proprio mentre uscivo di casa facevo vedere le foto dei miei figli per ricordare che cos'è accaduto in quel posto quel giorno io ero di rientro dall'università e ricevetti questa notizie bruttissima c'ero passato davanti prima di andare verso il verso Bari e ritornare a vedere la nostra città alla stessa stregua di città.
Colpite violentemente da episodi simili, e ci riferiamo alle tragici morti di Falcone e Borsellino, e vedere poi un cittadino terlizzese nel pieno del suo servizio e saluto il corpo della polizia locale che spesso viene dileggiato, viene oltraggiato ingiustamente.
Fare il suo lavoro, andare lì a facendo allontanare tutti i cittadini mettendo in sicurezza tutti quanti, prima di andare ad aprire quella porta che poi fece scatenare la deflagrazione di quell'auto, non può passare inosservata. Questa giornata va dedicata nel ricordo di quell'episodio che.
Assegnato tristemente la storia della nostra città. Per fortuna quegli anni sono abbondantemente lontani e nello stesso tempo un ricordo del vigile di che all'epoca con coraggio andò prese il la maniglia della porta e ebbe il.
L'astuzia, insomma, di farsi velocemente dietro durante l'impatto del del voto Nino Desario è venuto a mancare pochi anni fa a lui dobbiamo anche il ringraziamento per l'attività professionale svolta nella nostra città, sempre nel rispetto della legalità, sempre nel rispetto delle Istituzioni qualità queste che spesso non ritroviamo in in tante persone che dileggiano le istituzioni e che non perdono tempo per strumentalizzare politicamente anche questioni personali chiedo di Presidente di anche ricordare, insomma, da far ricordare questo episodio,
Al Consiglio comunale e poi vorrei anche riprendere la parola per un altro fatto che riguarda sempre la nostra istituzione.
Grazie Sindaco, grazie per aver voluto insomma in qualche modo commemorare.
Quel momento tristissimo per la nostra città, per una cara persona, Nino Desario era il 7 maggio del 93, quando, purtroppo la nostra città, ribaltata alle peggiori cronache nazionali, per fortuna.
Dopodiché nella nostra città.
Simili.
Chiamiamolo indecente, indecenze, ma è poco definirli degenti, indecenza, non sono più avvenute sì, si spera possano essere scongiurate in ogni parte, non solo d'Italia, ma del mondo, quindi ha visto vittima un caro dipendente del Comune di Terlizzi, oltre che un cittadino una Desario era un agente di Polizia locale che per fortuna insomma,
È riuscito è riuscito, insomma si è salvato, seppur con gravi gravi ferite, Nino poi ha continuato a prestare servizio onora abilmente per la nostra città e per questo noi lo ringraziamo.
Ciao Nino.
Prego, consigliere Barione.
Sì, grazie Presidente, saluto tutti i presenti, la Giunta, chi ci segue da casa e al pubblico presente.
Presidente, colgo, diciamo l'occasione della data della ricorrenza, visto che il Sindaco diciamo ne ha parlato di quell'atto diciamo fatto in quella giornata da quel agente della polizia locale per proporre o, ma se volete, poi io non la faccio formale scritta per cercare di coinvolgere tutto il Consiglio di intitolare il comando della polizia municipale ormai visto che non è più in vita a Gioacchino Di Sario grazie.
Credo che ci potrà essere un momento di ampia discussione partecipata per, insomma.
Per darci anche capire un metodo.
Questo è valso anche per alcuni onoreficenze, ricorderete, un annetto fa si erano proprie proposte delle onoreficenze però, come sapete, e come immagino condividiate Biso bisogna darci Himont al netto.
Nell'aspetto meritevole delle persone, dobbiamo darci un metodo con il quale poter intitolare luoghi luoghi pubblici, quindi magari cogliamo questo questo invito per impegnarci a fermarci un attimo, poi capiamo se.
In sede di Commissione ho formalmente per poter discutere in modo insomma complessivo rispetto a questo,
Alle intitolazioni o alle onoreficenze approfitto del momento per ricordare quell'episodio quegli episodi de l'anno scorso dove, insomma, si è ritenuto in quel momento di evitare di consegnare onoreficenze perché dovevamo appunto darci dotarci di uno strumento che potesse disciplinare e regolamentare.
Queste, insomma, queste consegne o queste intitolazioni Sindaco, mi aveva detto di voler.
Ah ok sì, un attimo Sindaco, ho chiesto la parola alla consigliera Azzollini, Donatella buongiorno a tutti a tutti. Grazie Sindaco per aver ricordato in quel momento ci associamo anche noi a a ricordare la persona del di Nino, che Desario di grande, di cui abbiamo personalmente potuto conoscere la grandissima integrità morale, e quindi anche noi ci associamo al suo ricordo e mi piacerebbe aggiungere al ricordo del sindaco sull'autobomba e sul quel momento buio davvero buio della nostra città, a cui seguì però, per fortuna, un grande momento di luce, perché io, nei miei 15 anni di allora, ricordo perfettamente che Terlizzi rispose e reagì con una manifestazione per la legalità e ricordo le associazioni di del territorio, le parrocchie e di là sono nate poi anche delle esperienze di attivismo e di associazionismo, che durano tutt'oggi, quindi.
Avere lo sguardo anche alla alla speranza ci può aiutare a ricordare il l'accaduto. Grazie grazie. Consigliere.
Ha chiesto la parola il Consigliere Gemmato, prego.
Sì, grazie Presidente, saluto il Sindaco, la Giunta e il Consiglio comunale cittadini presenti in Aula e ai cittadini che ci stanno vedendo e ascoltando tramite streaming, ovviamente la rievocazione del 7 maggio ci vede tutti moralmente emotivamente partecipi, perché ciò che successe 33 anni fatte edilizi,
Fu una circostanza davvero straordinaria in negativo, purtroppo sappiamo tutti che fa parte di quel periodo una parentesi spiacevolissima della storia cittadina, il commissariamento del del Comune con un marchio di infamia che il Comune di Terlizzi e la cittadinanza terlizzese non meritavano assolutamente.
Ritengo che le cose avvenute successivamente abbiano costituito si così soprattutto è sicuramente un elemento di riscatto di riscatto della nostra comunità,
La circostanza di commemorare l'amico di tutti noi, il maresciallo Nino Di Sario, credo che sia quanto mai opportuna e quanto mai necessaria voglio solo aggiungere, come ricordo mio personale, il rapporto di strettissima collaborazione che c'è stato nel negli anni di amministrazione Nino è andato in pensione nel 2018 se non ricordo male e in quei sei anni, sei anni e qualche mese perché ricordo che andrà in pensione nel mese di agosto.
C'è stato un rapporto di collaborazione intensa e molto leale da parte di Nonino, ragionava certamente da sottufficiali della Polizia locale, ma ragionava da cittadino, da cittadino esemplare questo rafforzava ancora di più, quantitativamente e qualitativamente il suo ruolo.
Volevo solo intervenire, ecco, per questa breve commemorazione, grazie,
Grazie, consigliere Gemmato ha chiesto la parola il consigliere Franco Barile, allora buongiorno a tutti, ai presenti Consiglieri Sindaco, Assessori e chi ci segue da casa, allora è doveroso ricordare soprattutto Nino Nino gli ho condiviso anche i campi di calcio, quindi lo conosco personalmente una persona sempre solare sul voto di Nino vedevi solo il sorriso, come ha ribadito il collega Gemmato e era un terlizzese. Quindi, a parte il suo ruolo di pubblico ufficiale, era un terlizzese, e negli ultimi tempi scusate questa piccola nota. Ci manca la presenza di.
Terlizzesi, anche nell'ambito di certe istituzioni, dove sta più a cuore la, la, la, la vicinanza, al al al concittadino, sempre nel rispetto della legge.
Lo percepisce la città, però purtroppo non non è colpa di nessuno, sono le regole concorsi, una serie di problemi che ben conosciamo e comunque sempre sotto organico e e in difficoltà.
E quindi, onore al merito al Bonino che diciamo di quella vicenda la cosa che più colpì che in altre situazioni in altri contesti una persona vittima di una di una situazione del genere, avrebbe potuto enfatizzare moltissimo questo episodio, lui quasi lo faceva passare in una questione di servizio diciamo e questo bisogna che ha continuato a lavorare appena ha potuto è rientrato in servizio fino alla fine, quindi.
Diciamo un pensiero va direttamente all'1 piccola riflessione, però vorrei fare su quel, su quel periodo, al netto di tutto il il la, le conseguenze che ci sono state in quell'anno. In pratica non è stato dimostrato nulla e quel marchio che si prese Terlizzi alla fine si è rivelato nei fatti, nelle indagini in tutto una bolla di sapone, perché altrimenti Terlizzi come altri Comuni, in altre situazioni, dove hanno un vissuto di malaffare, lo avrebbe avuto prima e anche dopo c'è stato questo episodio isolato, questa bomba che non si è capita neppure pari un balordo l'abbia, l'abbia messa senza una vera logica, una serie di eventi che si sono concatenati che hanno portato in un momento del genere a minare veramente la credibilità di questa cittadina che ha sempre voglio dire, sarebbe stata una cittadina con lavoratori dell'agricoltura della floricultura, non ha mai avuto bisogno di altre situazioni per poter, voglio dire, avere redditi o reclutare malavita. Quindi io.
Esorto ora in futuro hanno nominarla più quella fase a non nemmeno pronunciare la parola mafia per il Comune di Terlizzi che fu associata in quel momento. È un mio pensiero personale e vorrei che fosse completamente sepolta per il bene proprio di questa città.
Grazie, consigliere Barile.
Consigliere tesoro, ha chiesto la parola, prego, grazie Presidente, saluto tutti, anche coloro che ci ascoltano da casa.
Certo, condivido in pieno tutte le riflessioni fatte in quest'Aula.
Però mi sono interrogato spesso su quella vicenda e le vicende che si sono susseguite qualcuno ha beneficiato di quella situazione, è chiaro, penso che non sia il momento, diciamo, per affrontare determinate problematiche come Consiglio comunale, oggi siamo chiamati, diciamo a ricordare la figura di una grande persona,
Pertanto chiedo a questo Consiglio che venga osservato un minuto di raccoglimento per ricordare la figura di Nino Di Sario, grazie,
Proposta ovviamente accolta.
Procediamo con i lavori.
Ci hanno raggiunti in Aula nel frattempo il dirigente ALS, i dirigenti al secondo e terzo settore ingegnere, Piscitelli e San Gerardi.
Prego che salutiamo ovviamente il Sindaco, prego.
Grazie Presidente.
Era doveroso iniziare questo Consiglio comunale con un ricordo di persone nobili.
E di fatti che hanno riguardato la nostra città o introdotto anche alcuni riferimenti al rispetto delle Istituzioni, e intervengo proprio in ossequio a questo ieri sera e stamattina sono stato raggiunto da diversi cittadini che.
Hanno mostrato solidarietà rispetto ad un attacco ad una.
Calunnia che ha riguardato il Sindaco di Terlizzi, non la mia persona, ma il Sindaco di Terlizzi.
Ed esattamente un consigliere comunale e il consigliere Ruggiero, in un suo video postato ieri, ha insinuato che questo Sindaco.
Avrebbe fatto un'ingerenza per fare autorizzare un proprio parente titolare di una attività commerciale inserita nel contesto della città per passare attraverso la ZTL.
Non soltanto mi sono sentito offeso come istituzione, ma l'hanno sentita tanti cittadini queste offese, ecco il motivo per cui sto intervenendo in Consiglio comunale, perché avrei potuto benissimo farlo anch'io sui social.
Ma ritengo doveroso, per rispetto al ruolo che ricopro per rispetto al Comune di Terlizzi per rispetto degli uffici della pubblica amministrazione, che hanno rilasciato in questi anni ben 800 autorizzazioni, molte alla stregua, alla stessa stregua della autorizzazione che sarebbe stata rilasciata, di cui io non sapevo nulla perché sui fatti privati e commerciali non si può pretendere che un Sindaco entri nel merito anche se questi fossero dei parenti men che meno.
E questa situazione, ovviamente, ha a che fare con il rispetto delle Istituzioni.
Dire e sostenere che un Sindaco abbia potuto favorire questa autorizzazione è calunnioso. È denigratorio per chi ricopre questo ruolo con onestà, con trasparenza, tutti i giorni, con dedizione per puro spirito di servizio per la nostra città, e non consento a nessuno di dare ombre su questa figura non soltanto del Sindaco ma a quel punto, anche di chi sta dietro questo ruolo e quindi il sottoscritto, perché in malafede fa male avere degli attacchi politici strumentalmente utilizzando parenti o strumentalmente, utilizzando fatti che riguardano autorizzazioni o aspetti gestionali. Ho chiesto al comandante della Polizia locale di far luce su tutte le autorizzazioni presenti rilasciate in questi anni nella ZTL, perché, se ci sono delle autorizzazioni non valide o scadute, vanno revocate e quindi la legge, la legalità e che ha sempre contraddistinto non solo il mio operato, ma l'operato di questa Amministrazione delle amministrazioni che hanno servito la nostra città deve essere sempre garantita. Questo è il senso del del mio intervento. Se non ci fosse stata malafede, nessuno avrebbe scritto sui social, accompagnando quel video.
Con un'affermazione del tipo la politica a proprio uso e consumo. Questa è un'affermazione grave. Io, ovviamente mi sono riservato di e MIMS, mi riserverò di informare anche i legali per quanto riguarda queste gravissime insinuazioni e calunnie, perché non devo difendere me stesso. Devo difendere il Comune di Terlizzi, devo difendere la pubblica amministrazione,
Grazie Sindaco, ha chiesto la parola, il consigliere Pietro Ruggiero buongiorno a tutti.
Come al solito Sindaco, cerca di svincolarsi dalle sue responsabilità, oltre che, a mio avviso, secondo me non è neanche in grado di comprendere il testo. Io non ho detto che l'ha fatto le ho detto che è di un parente del Sindaco casualmente, visto che glielo dissi anche ieri mattina negli uffici comunali e se così fosse se lei non ne sa nulla perché nonostante io abbia fatto richiesta di avere informazioni il giorno 9 e quando faccio le richieste comunque, venite a conoscenza tutti come altre richieste che ho fatto, un'altra diffida che ho presentato il 9 aprile. Attendiamo risposta perché non è intervenuto subito e non ha fatto le verifiche, anzi bisognerebbe che risponde a qui l'Assessore, perché come si fa a rilasciare un pass nonostante ci sia una delibera del 2012 fatta dalla Giunta Gemmato, nella quale si specifica che il 2015 scusa che praticamente può avere il pass per la ZTL, solo chi risiede o chi ha l'attività nel centro storico? A questo punto devo invitare tutti coloro che sono possessori di un'attività commerciale a richiedere il pass. Perché facciamo figli e figliastri o sbaglio le ho fatto altre richieste, lei sa bene, una volta sono venuto a trovarla direttamente, mostrandolo documenti mostrandole degli illeciti, e lei che fa e che devo fare io ti porto dal Segretario, non è nemmeno rimasto lì con me e il Segretario a sentire quello che avevo da dire se n'è andato, quindi qual è il suo ruolo ci faccia capire.
Comunque, ripeto, non c'è calunnia perché deve si faccia consigliare dal legale, secondo me ripeto, deve risentire quello che ho detto.
Prego, Sindaco allora, Presidente, io non voglio che questi si trasformi in un in un confronto, anche se sarebbe auspicabile che, ogni qualvolta ci sia qualche problema, si possa affrontare anche in contraddittorio, per evitare che la gente venga DIS distorta, venga disinformata rispetto a quello che lei dice il Sindaco. Il Sindaco non ha competenza sugli aspetti gestionali amministrativi. La lei Laris lei la domanda lei, ogniqualvolta ha fatto istanza per avere informazioni, ha sempre avuto risposte, quando sono arrivati a me le risposte, quando ci sono arrivate a me le domande, io le ho regolarmente smistate agli uffici di competenza, come nel caso del segretario comunale che il responsabile anticorruzione e trasparenza nel momento in cui lei ha rilevato di non aver avuto degli atti, inoltre, lei probabilmente questa richiesta di di di di avere informazioni su quella TAC, non l'ha inoltrata a me, l'ha inoltrato direttamente al comandante, perché ciò intento era soltanto quello di andare a colpire il Sindaco e non quella attività commerciale. Una attività commerciale che ha una macchina ben caratterizzata. Quindi lei ha notato questo fatto e ha voluto subito cogliere al balzo e opportunità per malignare e per pensare male sul Sindaco. Questa cosa avrebbe dovuto farla su tutte le auto che circolano nella ZTL e non soltanto su quella.
Cosa che noi li abbiamo fatti da loro aprile. Sicuramente sono passati pochi giorni. Se io avessi avuto la cognizione di questa informazione, avrei chiesto avrei preteso io, dal comandante della Polizia locale, di fare le opportune verifiche. Questo non è avvenuto perché non ha avuto neanche l'accortezza di scrivere al Sindaco su questa cosa, perché voleva farla in sotterfugio. E questa cosa dimostra la malafede della sua azione,
Cerchiamo di giungere alle conclusioni rispetto a questo aspetto pondera, non è un sotterfugio, anche perché, quando si protocollo un atto, l'ho già verificato, qualunque richiesta sia la conoscono tutti, non faccio degli atti riservato al comandante.
Con la riservatezza, no, sono atti che tutti vedono, io voglio capire, ad oggi è stata revocato questo permesso per il transito alla ZTL, verificherò oltre le targhe, ovviamente perché qualcuna l'ho presa mi sembra anomala, perché se bene o male ci conosciamo tutti e so che faccio un caso il consigliere Franco tesoro abita tutt'altra zona, passa dalla ZTL, la prima, la seconda, la terza volta. È chiaro che c'è qualche stranezza, se poi vogliamo nasconderci dietro a un dito, allora questo è un altro discorso.
Queste verifiche, ovviamente, fatene presso gli uffici competenti, che potranno capire se la situazione meritevole di revoca dei pass del pass dei pass o meno.
Ha chiesto la parola il Consigliere Gemmato, prego sì buonasera, buongiorno.
La ringrazio di avermi concesso la parola.
Vi ringrazio di avermi concesso la parola.
Intervengo perché il consigliere Ruggiero non solo ha richiamato un atto risalente alla nostra Amministrazione, ma.
Mi aveva anche messo al corrente della risposta della polizia locale, allora io, delle parentele di tutto ciò che Poste di di di chi possa essere in questo momento destinatario,
Di di di di di di questo di questo pass, non me ne voglio occupare, voglio occuparmi invece di un altro aspetto che mi lascia perplesso è che la risposta da parte della polizia locale dà per scontato che chiunque abbia una attività possa.
Ottenere il permesso di possa ottenere il permesso di circolare nella ZTL.
Lei capisce bene, signor Sindaco, che ha turistici sono centinaia di attività, se ognuno di loro chiedesse il pass, oltre a tutti i residenti, a tutti gli esercenti dell'area che legittimamente ne hanno diritto, per effetto di quella delibera non si capirebbe più niente, sarebbe ridiventerà ebbe non sarebbe più ZTL vi diventerebbe una zona un'area praticamente,
Come le altre, quindi io ciò che voglio evidenziare e vorrei che su questo ci fosse una.
Ecco un un indirizzo da parte del dell'Amministrazione, senza ora senza caccia alle streghe, senza andare a dire senza voler senza voler.
Incolpare nessuno di niente,
C'è stata, c'è stato, secondo me un errore da parte di chi ha concesso il permesso o eventualmente i permessi, perché ci stiamo stiamo parlando di un caso, bisognerebbe vedere se questi 800 circa passi che sono stati rilasciati, oltre a comprendere le centinaia di auto che sicuramente sono, diciamo, solo di proprietà dei residenti della ZTL se non ci siano anche degli altri che fruiscono fruiscono a mio parere di un permesso che non dovrebbero avere se noi andiamo a vedere la delibera la delibera dell'epoca è chiara.
Ma, ripeto, è anche una questione di buonsenso, perché davvero davvero verrebbe meno il senso della ZTL se ogni negozio, ancorché fuori della ZTL,
Avesse questo avesse questo permesso, allora l'invito che faccio io e mi consenta, signor Sindaco, lei ha sbagliato, lei avrebbe dovuto semplicemente ribattere, non sentendosi punto sul piano personale, anche perché io ho avuto modo di ascoltare il no. L'ha fatto.
L'ha fatto perché si è sentito l'ho detto lì gli ha detto lì si è sentito colpito come istituzione.
Ma non usiamo, io, dicono, non diamo no, no, no, no, non andiamo molto oltre, non andiamo molto oltre e il fatto il fatto.
E che io ho avuto modo di.
Di ascoltare l'intervento certamente polemico del del del Consigliere Ruggieri sul fatto se il fatto fosse stato dritto è corretto, consigliere Ruggiero non avesse allora avrebbe potuto dire nulla, cioè se questo negozio avesse avuto diritto a questo pass né il consigliere Ruggiero né nessun altro avrebbero potuto dire nulla sul fatto. Il problema è a monte nel fatto che.
Probabilmente c'è una lettura secondo me errata da parte della polizia municipale, non so se c'è, c'è qualcuno perché ecco, questo vorrei questo vorrei che si chiarisse anche questo sì a salvaguardia dell'immagine dell'istituzione e di chi involontariamente può essere stato, come dire destinatario un trattamento attribuito per per sbaglio questo sì, ecco qua, io porrei anche un discorso di tutele, di tutele nei confronti dei diritti delle persone, grazie, possiamo andare avanti con i lavori, non ne usciamo più da questa storia. Prego, Sindaco.
Cercherò di di fare questo, spero ultimo intervento cogliendo.
La bontà, ecco la l'approccio costruttivo del consigliere Gemmato, perché evidentemente anche durante la sua sindacatura, tante di queste autorizzazioni saranno state rilasciate a sua insaputa, quindi lei conferma che non è mai entrato nel merito nel capire se una targa è stata autorizzata o meno giusto. Invece ora dice a me che dovrei controllare quest'ma, siccome io colgo la parte costruttiva che non posso, non ho mai avuto da insinuare sul fatto che suo fratello entrasse in ZTL e è vicino all'Arco della Madonna. Non ho mai avuto da insinuare nulla. Io su questo fatto va bene.
Mentre, ma perché io non devo non devo entrare nel merito di queste questioni e se anche scoprissi che c'è qualcuno che ha avuto un'autorizzazione sbagliata, no da andrei dal dirigente e direi che questa è contestabile è revocabile, va bene, non andrei mai sui social a dire che il consigliere gel l'allora Sindaco Gemmato aveva autorizzato il fratello di entrare nella ZTL o chicchessia quindi la mala fede ci sta tutta al di là di tutte queste giustificazioni,
E sono d'accordo perché ho già chiesto al comandante di fare la verifica, anche se da una lettura dell'ordinanza del 2015 si parla di consentire le autorizzazioni alle ai proprietari e conduttori di locali.
Inseriti nella ZTL, ovvero di attività commerciali, laboratori artigianali pubblici, esercizi in ragione di una autorizzazione per attività, senza specificare.
Esistenti all'interno della ZTL.
Sul principio sul principio che non sarebbe opportuno estendere a 800 attività commerciali il passaggio in ZTL verrebbe meno, ovviamente, il senso della ZTL, questo sì, ma questo non significa che se c'è un'autorizzazione, guarda caso di una sola attività commerciale rispetto ad altre centinaia che sono stati autorizzati negli anni, venga detto e venga calunniato il Sindaco per aver eventualmente favorito questa perché non avrebbe senso, non ha senso che uno fa una ricerca su una targa e poi la colleghi al Sindaco.
Ma qui?
Prego il consigliere Barile, allora chiedo scusa.
Io non volevo assolutamente che questo Consiglio comunale prendesse questa piega, però ormai siamo alla frutta, sono quattro anni che andiamo avanti con questa storia, allora io voglio anche a questo punto.
Far capire ai cittadini e non rispondere sui social, dove c'è una bella struttura organizzativa che comunque ti attacca, quindi ho deciso da anni di non commentare perché è controproducente, però, siccome siamo in un'Assise pubblica e siamo seguiti streaming, è giusto anche che i cittadini sappiano il clima, la scorrettezza che si è creata. Io adesso parlo anche di cose personali e il consigliere Ruggiero ha tutto il diritto di fare l'opposizione di fare le verifiche di e di fare gli accessi agli atti. Nessuno gliele ha negato, questo lo deve.
E non capiamo la mano sul fatto che spesso gli uffici sono più occupati a dare le carte a lui che a lavorare, però è un suo diritto, è un suo diritto, ma quando ad arte ed è inequivocabile che succeda sì ed è una tecnica che ha lancia la pietra lancia crea il CREA, devo finire di parlare, crea il panico, il cittadino che ragiona di pancia e che, alla fine, ricordiamolo, il qualunquista c'è sempre appena vede qualcosa che non va il pettegolezzo, il gossip ci gode, ci vuole tempo prima che capisca la verità e ci ha abituati il consigliere Ruggiero, su tante situazioni che lui ci tiene a pubblicare, a fare video e ad essere presente sui social, dove, a prescindere il suo diritto di giustamente controllare e fare, ma va oltre perché questi controlli limbo gli orienta ed è innegabile verso una malafede verso un verme che si deve insinuare nel cittadino ed è anche scorretto perché alla fine, quando lancia la Pietra, la verifica gli dà torto non ha il coraggio di ritornare sui social e dire scusate, mi sono sbagliato. Una sera il consigliere Ruggiero passeggiava con suo cane in via Ercolani.
Si accorse che c'era un faro nuovo alla punta della strada, la strada buia come mai qui e tutto illuminato.
Chissà perché lì abita un Consigliere.
Fra gli accessi agli atti, ma l'ufficio tecnico e risulta da video e cose che quel faro Sava da vent'anni. Io sono andato ad abitare lì tre anni fa. Allora può anche capitare che può anche capitare noi no, c'entra c'entra, può capitare che si fa, però mi sarei aspettato perché io porto, rispetto a chi è corretto, che avesse fatto un altro, po' dice scusate, ho fatto le verifiche, quel faro stava da 30 anni perché decombenti. Ci fu una vicina Crisci, è vero, l'hanno messo adesso, allora a me non interessa perché figuriamoci, però fa capire questo tipo di meccanismo a cosa porta a inventarsi cose che non esistono, perché purtroppo il cittadino, la gente è strano poi abituato con questo sistema. Vede le cose che non ci sono, quindi caro consigliere Ruggiero, fermo, lasciando il suo diritto sacrosanto di verificare perché questo lo devo ammettere, ci dà anche la Pepe a noi amministratori di stai, su chi va là o ancora di non riuscire a far la fotografia qua ho ancora qua, è vero dai arriviamo, allo sia pure attenti, ed è giusto ed è giusto però da questo a utilizzare sempre questo strumento per denigrare il Sindaco Nigra equa non è corretto e la cosa grave è che demolisce alle istituzioni perché alla fine anche lei anche l'opposizione, siamo tutti nella stessa barca. Facciamo la figura di quelli che litigano tra di loro, si spartiscono i soldi, cioè quando andremo alle prossime elezioni ci daranno in faccia quando chiederanno il voto, perché non siamo persone credibili? Questo clima, caro Consigliere Ruggieri, l'ha creato lei io su questo contesto, poi la perché sono messaggi subliminali che arrivano e la prova è nei commenti che ci sono dopo siete ladri il Sindaco, quindi io la invito a continuare a fare i controlli, a stare sul pezzo, ma da astenersi a incattivire e mandare messaggi sbagliati, e mi taccio.
Prego consigliere Ruggiero.
Allora rispondo, rispondo un po' a tutti.
Io cerco di fare verifiche ci provo, nonostante qualcuno mi abbia anche ostacolato, le dico di più, caro consigliere Barile, lo sa che i vigili o i messaggi ai vigili è stato vietato di rispondermi o se qualcuno li vede vicino a me, li richiama all'ordine. Secondo lei è normale questa cosa mi dica lei, come cittadino, non come Consigliere comunale, che verifica delle anomalie, e io sono il primo che quando è capitato anche quando sono stati aggrediti due anni fa presso l'ingresso del Famila, io sono intervenuto a difenderli, io questo giusto per capirci. I DG ai vigili viene vietato anche di rispondere e di ALTENER secondo. Lei è normale, Presidente, secondo lei è normale, mi dica o chiediamo all'Assessore, visto che c'è l'Assessore, è normale questo atteggiamento o vengono richiamati, se viene.
Vicino l'altro giorno ho tirato no usa o se non si faccia finire, riusciamo a fare i nomi cognomi per fare delle verifiche, perché questi questi questi slogan ve lo faccio vedere non è questi slogan possono essere frutto di silenzio. Oggi lei si confida e deve essere bersagliato, non va bene,
Va beh, sono stato tirato in ballo, non è argomento quello, non bisogna verificarlo, ci sono grosse anomalie, però se voi non volete vederlo, andiamo avanti buona giornata, continui lei cosa?
Salve.
Prego consigliere Gemmato, poi cerchiamo di addivenire alle conclusioni.
Prego, Consigliere, Gemmato, perché il suo parere?
Allora?
Sempre riportando l'attenzione sull'atto, precisamente in una delibera di Giunta approvata a suo tempo il l'11 agosto del 2015.
Nella quale credo che fosse chiarissimo.
Qual era il?
Chi poteva essere destinatario di un di un permesso?
Un attimo che.
Allora, proprietari e conduttori di locali ubicati nelle zone ZTL, ovvero titolari di attività commerciali, i laboratori artigianali di pubblici esercizi e attività assimilabili in ragione di un'autorizzazione per attività.
Mi sembra, mi sembra chiaro, cioè qui si tratta non di interpretare un testo di.
Applicare la lingua italiana può rileggere gentilmente il trafiletto,
Un attimo proprietari.
No, assolutamente.
No, no, chiedo scusa.
Scusate, guardate per essere tutti eruditi, in merito, ho visto, ho visto che è un argomento di attualità, io rispondo perché il Sindaco prima aveva posto un problema di come dire di interpretazione del testo della delibera, io lo sto leggendo per chiarire che non c'è nulla da interpretare e la lingua italiana e la congiunzione ovvero ascoltiamo gentilmente sì,
Rileggo proprietari e conduttori di locali ubicati nelle ZTL, ovvero titolari di attività commerciali e i laboratori artigianali pubblici. Esercizi e attività assimilabili in ragione di numero una autorizzazione per attività mi sembra chiaro quello ovvero fa capire chiaramente, cioè la congiunzione che Trump che dice chiaramente che si aggiunge a è proprietari, conduttori locali sempre ubicati nelle ZTL. Questo probabilmente è evidente sia stato interpretato male e al momento che, ma secondo me anche, ma anche a rigor di logica e di buonsenso, come.
Come si come si può pensare che a Bellizzi fra attività, anche perché poi?
Certamente, sì, certamente sì.
No, no, mi consenta.
Probabilmente va chiarito ulteriormente perché non lo so, ho l'impressione che vi sentiate i punti nel vivo, io sto parlando, io sto parlando del sto parlando della delibera che una delibera approvata dalla mia Amministrazione, quindi è giusto che il Consigliere parlo razione a Consigliere e se è vero che se se oggi ci fosse qualcuno chiamato all'interpretazione autentica sarebbe la Giunta a rigor di legge la Giunta attuale è così però però attenzione, essendo io, essendo io all'epoca a presiedere la Giunta che ha elaborato e approvato tale atto, credo che sia più che legittimo che io debba dire oggi qual era e qual è la proprio il il testo del del della delibera,
Ad ogni modo, e ad ogni modo se, ad ogni modo, se è stata male interpretata, è stato sicuramente fatto per questo permesso. Nella fattispecie, così sicuramente sarà successo per altri o magari verificherete se è successo anche per altri, sicuramente in buona fede. Ad ogni modo, dal momento che la lingua italiana la capiamo un po' tutti, è evidente che il problema non non è quello di una diciamo diversa interpretazione della delibera di Giunta che lei ha poc'anzi letto. Probabilmente, anzi, sicuramente il problema insiste nel momento in cui qualsiasi atto gestionale venga ricondotto ad una figura istituzionale, chiunque essa sia, e la illazione, quella che diciamo si va a stigmatizzare. Questa è la mia interpretazione rispetto all'intervento del Sindaco. Ad ogni modo, se c'è stata una diversa o errata interpretazione di quella delibera di Giunta da parte degli uffici dei comandanti che si sono avvicendati nel tempo da mo da quando è stata approvata con la delibera ad oggi, probabilmente devono sistemarla in qualche modo. Pare per far sì che sia chiara e di univoca interpretazione. Questo però non significa che chicchessia la vecchia Amministrazione, la MAD, vecchia maggioranza della vecchia Amministrazione o l'attuale Amministrazione, ma la maggioranza di questa Amministrazione possa in qualche modo dire a qualsiasi ufficio cosa,
Devono fare o cosa non devono fare, se non dare gli atti di indirizzo politici, come possono essere le delibere di Giunta è evidente, è evidente, io non l'ho ascoltato il video del consigliere Ruggiero, non lo voglio vedere come sempre faccio, però mi hanno raccontato ieri sera che era stato pubblicato questo questo video e mi sembra di capire che l'insinuazione sia quella di ricondurre il la targa la targa.
Insomma, alla quale allude il il consigliere Ruggiero alla figura del Sindaco, quasi per poter dire che, grazie al Sindaco, questa targa abbia avuto abbia avuto questo permesso. Poi è questo che non deve succedere, né per questo caso né per altre situazioni. Chiedo, chiedo scusa, ma dobbiamo andare avanti con i lavori, però, se mi fa concludere l'intervento, poi c'è l'intervento dopo, ma il consigliere Ruggiero, il consigliere Ruggiero, non si è espresso in questi in questi termini. Io quello vorrei questo vorrei specificare, ma si può e non ha bisogno di difensori d'ufficio, ma attenzione.
Attenzione.
Presidente, chiedo scusa.
Il io ritengo che se ci siano illazioni, le Nazioni si smontano con le spiegazioni,
Il Sindaco, probabilmente preso Galliera, ha fatto riferimento al fatto di aver visto mio fratello a suo tempo, credo, nella nella ZTL avrebbe potuto avrebbe potuto chiedermi comunque sempre ha detto perché le illazioni si smontano con le corretti spiegazioni, una spiegazione corretta, c c c c sarebbe stata anche in quel caso ad un eventuale presenza anzi una spiegazione corretta perché, immagino,
Immagino.
Anche di di quelle ecco quale può essere quale può essere la spiegazione dell'ENI,
No, va bene, lo dico, lo dico.
Sì, sì, ma assolutamente assolutamente mia cognata aveva allo studio.
Allo studio allo studio professionale in in ZTL in ZTL questo era il credo, immagino attenzione il motivo, ma parliamo di una cosa che risale almeno almeno quattro anni fa, visto che da circa quattro anni non sono più più Sindaco, se non ancora anteriore poi al consigliere Ruggiero attenzione non è che si può togliere la libertà di fare i suoi approfondimenti farli su indagini il consigliere Ruggiero,
Chiedo scusa, se volete intervenire, chiedete la parola intervenite, ma vi prego di non interrompermi, cioè non è che qui ho solo il diritto di intervenire, gli altri lo hanno allora si ribellano. Se avete qualcosa da dire, chiedete la parola e intervenite anche voi dicevo Sindaco, io lo dico tanto, non è un lei a suo tempo ha chiesto e ottenuto l'elenco di tutte le persone che avevano che erano state contravvenzionati e perché è entrata in ZTL perché entrate ovviamente irregolarmente in ZTL ma rientrava nelle sue attività di consigliere alla stessa maniera, se consigliere Ruggiero vuol fare delle, vuol fare delle sue attività, è giusto che è giusto che le faccia nei limiti previsti dalla legge non possiamo, nessuno di noi può censurare ciò che fa il consigliere Ruggiero che poi è responsabile di fronte alle leggi a sua volta delle sue azioni di ogni sua risposte di ogni suo intervento sebbene bene questo è tutto grazie.
Ci sono ancora tre richieste di di parola per questo argomento, forse il buonasera.
Il buona sera del consigliere Gemmato stava a significare che si anticipava i tempi di questo Consiglio comunale.
Prego, consigliere, Azzollini.
Sì, grazie Presidente, no, è giusto un piccolissimo intervento per intanto esprimere,
Per esprimere solidarietà al sindaco che è stato.
Attaccato personalmente grazie e che diciamo in un modo che ha sforato anche nella sensibilità, nella vita personale delle persone, mi piace, mi piacerebbe che è l'approfondimento di cui parlava il consigliere Gemmato, che diciamo apprezziamo perché.
Un consigliere che studia avviene con i faldoni approfondisce, mi piacerebbe che lo stesso approccio di studio fosse anche condiviso con i colleghi di maggioranza, perché evidentemente qualche anno fa in Consiglio Comunale noi diciamo questa parola millantare non so se vi ricordate, ecco alle volte come dire.
Il cane quando abbaia. Alla fine poi la sostanza diciamo la ciccia, non c'è, perché dico questo perché sui provvedimenti, quelli che richiedono studio, approfondimento sui bilanci, sui documenti urbanistici, eccetera, eccetera. La lo stesso accanimento social del consigliere Ruggiero io personalmente non ho mai visto ho visto, come dire piuttosto una un approccio anche abbastanza dimesso su questioni molto tecniche che richiedono studio e approfondimento e pomeriggi anche seduti alla scrivania, con gli evidenziatori che i consiglieri comunali, cioè capite di che cosa parlo perché lo facciamo prima dei Consigli comunali e con lo stesso accanimento la stessa verve. Mi piacerebbe che il consigliere Ruggiero l'avesse nel merito delle questioni che affrontiamo nel Consiglio comunale e non con un video spezzato diviso o poco, come dire, obiettivo, proprio come proprio come si fa nei nei nei servizi giornalistici, che si tagliano e si dicono soltanto le cose in un certo modo, ecco.
Mi meraviglio, come dire, del.
Di dei Colli. Ecco dei colleghi dell'opposizione di cui apprezziamo detto la la, la capacità di approfondimento, quindi, e poi un'altra, un'altra riflessione, quando viene detto ma sono solo sono solo parole, sono solo parole, non ci attacchiamo alle parole, ecco se avessimo visto a questo punto i Padri costituenti scrivere la Costituzione, avremmo dovuto dire, ma sono solo parole, ma quello è un, ovvero, ma che cosa vuoi che sia quindi anche sminuire l'importanza del no? Non mi riferisco al consigliere Gemmato sminuire l'importanza, come dire, del dell'approfondimento dello studio, anche sulle parole. Credo che sia il segnale di quello millantare di cui parlavamo qualche anno fa. Sì, per favore, non vi riferite al Consigliere molto ceduto. La parola oltre 150.
Un po' scherza Scott.
Scorpius CAT.
Benissimo, e di questo siamo contentissimi, prego consigliere Ruggiero, poi il Sindaco e dobbiamo andare avanti con i lavori.
Allora?
Riprendo il punto appena esplicitato dal Consigliere Azzollini Consigliere, io non sono né un ragionier né un commercialista e non voglio approfondire per ora quell'argomento, anche perché io ho fatto il geometra e come geometra verifico sto verificando altre cose, tante anomalie, addirittura ho scoperto ville lo dico una villa che non ha nemmeno il permesso a costruire e nonostante io lo abbia detto a più di qualcuno nessuno agisce li agisco perché ho una minima competenza ho fatto il geometra,
Certo, ho fatto richieste, lo sa che qualcuno aveva anche ipotizzato di variare irregolare.
Di variare anche il Regolamento per non farmi accedere. Lo sa questo tempo al tempo, ogni cosa a suo tempo o vogliamo parlare di qualche denuncia che ho preso quelle, ne parleremo al momento delle sentenze, quindi non non cambi discorso, non cercate di girare intorno poi, tornando all'argomento, poi chiudo, mi viene risposto dal vigile di turno. Anche qui approfondiremo che l'autovettura è autorizzata, dice il nome dell'attività e ha la residenza fuori, cioè è autorizzata, cioè non viene neanche il dubbio al vice di andare a leggere la delibera, cioè per loro è autorizzata. Quindi io devo stare lì, zitto muto.
Comunque, volendo ovviare definitivamente, basta cambiare e fare una nuova delibera di Giunta, allargando il titolo autorizzativo anche alle attività commerciali che stanno fuori dalla ZTL. Si chiude il problema e che grazie, Consigliere, prego, Sindaco, prego, Sindaco.
Presidente, avevo preso la parola quando il consigliere Gemmato aveva richiamato l'episodio che io sinceramente non ricordavo, avrei chiesto, durante i miei anni di consiliatura, di avere l'elenco delle auto che erano state sanzionate passando dalla ZTL.
Se questo è accaduto, è accaduto durante un episodio che ha visto il meccanismo tecnologico della della telecamera con il display in aperto contrasto che aveva fatto.
Andare in allarme tanti cittadini che in quei giorni, proprio notando che il display e a consentiva il passaggio, ma che in realtà non era calibrato all'orario di ZTL attiva. Poi vi ci ricordiamo anche che nel tempo è stata anche trasformata la dizione va coattivo che destava molta contraddizione, e quindi l'episodio era semplicemente questa richiesta finalizzata a tranquillizzare tutti i residenti, non di certo per andare ad analizzare se il fratello del consigliere Gemmato fosse stato.
Ecco assolutamente.
Eh sì, eh eh, e quindi era soltanto perché bisognava tranquillizzare che quell'episodio dico il malfunzionamento del meccanismo della ZTL non avesse generato sanzioni inutili per i cittadini che correttamente erano due, erano passati durante un orario consentito.
Io chiederei al Presidente di terminare qui sì sì sì sì no.
Diede le ho tutte le discussioni e andare avanti sull'ovvero, sul sulle autorizzazioni, sulle 800 autorizzazioni che esistono, né possiamo fare nella Commissione, chiamando il dirigente, chiamando la polizia locale, chiunque può farlo nelle sedi opportune. Quello che ho voluto rimarcare, l'assoluta malafede di aver ricondotto questo unico episodio rispetto a centinaia al Sindaco, chiudendo la affermazione che la politica a proprio uso e consumo più chiaro di così non si può.
Allora argomento chiuso, prego consigliera De Chirico. Angelo. Grazie, Presidente, saluto tutti, il Sindaco al Presidente del Consiglio Segretari, tutti i Consiglieri qui presenti e coloro che ci seguono da casa.
Grazie per aver terminato questo punto, abbastanza insomma infuocato, visto l'increscioso sita, insomma, di quello che viene pubblicato sui social no, va beh, non mi esprimo assolutamente perché preferisco veramente evitare altre polemiche, chiedo, ho chiesto la parola semplicemente perché vorrei Presidente, chiedergli il rinvio del primo punto all'ordine del giorno cioè maglia C. 4 F 3 del PRG, Contrada Pozzo Rosso indicazioni attuative ai sensi dell'articolo 2 2 7 indirizzi normativi, suddivisioni subcomparti, adozione in quanto, come a tutti i Consiglieri.
Possono insomma dimostrare. Ieri c'è stata consegnata la visura, l'elenco aggiornato delle visure rispetto a questa maglia e quindi per avere insomma più possibilità di verificare eventuali conflitti di interesse. Ritengo che sia opportuno rinviare il punto al prossimo Consiglio comunale. Grazie.
Grazie consigliera, quindi la consigliera.
De Chirico Angelo, per permettere una verifica più approfondita dei degli eventuali conflitti di interesse ed essendo pervenute solo ieri le nuove.
Visure catastali chiederebbe chiede quindi il rinvio del punto ad un prossimo Consiglio comunale, ci sono interventi in merito, consigliere Barile, Franco, sì, no, vorrei dare il mio contributo in quanto ero presente a quella Commissione, così come rappresentanti dell'opposizione, il Consigliere Gemmato, in cui fu ahimè emersi anche alla presenza del Segretario anche alla presenza del del dirigente dell'ufficio tecnico, questa un po' difficoltà nel riuscire a verificare.
E in maniera precisa delle incompatibilità perché risulterebbe una una diversa procedura nel caso emergessero delle incompatibilità tra i Consiglieri. Quindi, onde evitare, siccome nelle incompatibilità venne fuori, che è un'incompatibilità fino al quarto grado di parentela qui, compresi i congiunti quindi shiatsu, praticamente al di là di quei nomi che noi abbiamo letto, ognuno.
Potrebbero emergere altre situazioni che noi conosciamo delle segnalazioni da parte di parenti che metterebbero in difficoltà i Consiglieri. Quindi, per poter affrontare questo punto in maniera assolutamente, diciamo, tranquilla nella legalità, è necessario, Presidente, avere più tempo che non un giorno e mezzo. Noi li abbiamo verificato ieri sera anche tardi che personalmente non conosciamo o a parte diciamo qualcuno di noi, però, siccome la legge dice quarto grado, compresi i congiunti, stiamo parlando di situazioni molto molto ampie, quindi diamo la possibilità di poi siamo, voglio dire, lo abbiamo approfondito anche col Segretario può sempre emergere più in là qualcosa, ma non sta nel nostro Stato di poterlo verificare in maniera completa, però dare più tempo per essere più sicuri, certi delle incompatibilità. Io penso che dobbiamo darcelo gratis, io ho pensato di rompere con la Consigliere, ci sono interventi, prego, consigliere Barione.
Sì, grazie Presidente. Allora, come appunto ha già detto il consigliere Barile, ieri se n'è discusso in Commissione, per cui sapevamo che c'era da fare questo ulteriore passaggio, siccome noi già l'altra volta abbiamo, diciamo fatto queste considerazioni che questo provvedimento non c'è stata ancora l'ascolto da parte dei dei proprietari da parte del Comune con i proprietari e voi avete detto che lo volete portare successivamente, dopo che si è provveduti a questa prima adozioni prima questa pista, visione per cui io a questo punto le chiedo, anche in virtù di quello che è accaduto oggi, perché come si inizia a parlare in Terlizzi già oggi tra la gente che ci sta seguendo qui in in Consiglio comunale ci sono dei proprietari e allora propongo che o che rinviamolo, spero che il prossimo Consiglio comunale sia svolto a partire dalle ore 18, così è un orario che ci danno la possibilità di far partecipare più gente possibile per cercare di di ascoltare quello che stiamo discutendo. Affronta, ma credo che ci venga presentato alla città e ai proprietari quel progetto e poi successivamente il loro potranno apportare le loro credo. Non ci saranno problemi distrazione. Richiedono la disponibilità al dirigente, insomma fuori l'orario di lavoro, ma penso che non non ci potranno essere, non ci saranno problemi,
Ci sono altri interventi in merito alla richiesta di rinvio del punto?
Non ci sono richieste.
Valerius, stiamo per favore.
Stiamo rinviando il punto il primo punto all'ordine del giorno ci sono dichiarazioni di voto, non ci sono dichiarazioni di voto, pongo in votazione il rinvio ad un successivo Consiglio comunale del primo punto all'ordine del giorno.
Vi ricordo la votazione digitale.
Consigliere Ruggiero.
Devi votare il consigliere Ruggiero.
Quindi abbiamo 14 favorevoli al rinvio, quindi all'unanimità dei presenti, no sta cambiando voto.
È favorevole al rinvio Consigliere tesoro okay?
Bene, quindi il punto è rinviato, abbiamo qua, scusate, 3 assenti pagano Rosa, Ippolito, Alesse Desario, Giuseppe.
14 e 3 17 o che la votazione è chiusa.
Quindi, secondo punto all'ordine del giorno.
Proposta di piano di recupero di iniziativa privata in variante.
Al Piano Regolatore Generale giusta, richiesta di permesso di costruire numero 450 del 22 giugno 2023 per lavori di ristrutturazione edilizia con ampliamento volumetrico di unità immobiliare sita al secondo al piano secondo e terzo di largo Lioy 12 censita in catasto al foglio 22 particella 1 4 8 2 subalterno 8 diniego.
Non vogliamo aspettare la relazione dell'assessore, prego Consigliere tesoro.
Grazie Presidente.
Allora questo provvedimento, secondo me?
Non è di competenza del Consiglio comunale.
In quanto già è stato espresso un diniego da parte del dirigente che è l'unico, diciamo responsabile.
Per dire se è valido o meno questo piano di recupero.
Di conseguenza, se già c'è il diniego, diciamo cioè il Consiglio no non ha il potere di andare a modificare o a rafforzare il parere del dirigente.
Questo è identico, se ricorderete a un altro pd, famoso sempre sul discorso edilizio che venne in Consiglio comunale.
E poi, alla fine siamo stati costretti, avevo ragione io a ritirarlo, questo è la stessa cosa, anche se merito differente.
Pertanto.
Diciamo, non lo dico io, mi sono anche.
A quale a quale a quale?
E certo a quello a cui fa riferimento di qualche mese fa furono.
C Cipriani Maddalena.
Ah, sta il Commissario, non lo sapeva bene.
Va be'comunque, al di là di questo aspetto l'importante diciamo che ha fatto il Commissario e non abbiamo preso responsabilità il Consiglio comunale io ritengo che non sia possibile portare una pratica edilizia singola, su cui è stato già dato un diniego da parte del dirigente dell'ufficio tecnico,
Il Consiglio comunale non può andare né a cambiare e né a rafforzare il diniego se un diniego significa che non si può realizzare quell'intervento, punto che c'entra il Consiglio comunale.
Il Consiglio Comunale è tenuto, e lo sappiamo tutti in base al tuo e 380 del 2001 e alla due sei sette del 2000 no.
Lo dice chiaramente competenze esclusive dirigenziale il rilascio o il diniego del permesso a costruire, così come l'approvazione dei titoli edilizi, sono competenze gestionali esclusiva del dirigente dell'ufficio tecnico, eccezioni il Consiglio comunale si occupa solo di atti di pianificazione generale o in casi specifici previsti dalla legge come il permesso a costruire in deroga e non è il caso pertanto io diciamo onestamente,
E sono convinto di quello che dico pertanto, se non si dovesse ritirare questo provvedimento, io uscirò dall'Aula no, per non rendermi partecipe a questa, io ritengo illegittimità.
Grazie consigliere tesoro.
Ruggiero prego.
Come già un po' anticipato dal consigliere Teso, ci ritroviamo ancora una volta a discutere di una questione che è prettamente dirigenziale noi, se viene espresso parere negativo da parte del dirigente a che titolo si porta comunque in Consiglio comunale non ci può essere un'ingerenza politica, è un atto dirigenziale anch'io come il consigliere Teso qualora la si porti avanti uscirò dall'Aula.
Segretario, volevamo, dal momento che probabilmente in molti hanno gli stessi dubbi espressi dai Consiglieri tesoro e Ruggiero chiederemmo una sua consulenza o del dirigente.
No, ma magari per rassicurare un po' tutti, se poi è necessario anche per questo punto approfondire l'aspetto giurisprudenziale, magari si può anche immaginare di rinviarlo, però capiamo.
Cosa ne pensa lei gentilmente?
Può attivare il microfono del Segretario gentilmente e non capisco perché non riesce ad attivare autonomamente.
Non so se buongiorno allora, per quanto riguarda la competenza del Consiglio comunale a esprimersi sui piani di recupero rispetto a un atto, diciamo così, di diniego già espresso dal dal dirigente.
È evidente che ora, in questo momento non ho presente tutta la vicenda di puntuale, ma in linea di massima sui piani di recupero, che vanno a, diciamo così, a porsi in una situazione intermedia fra il permesso a costruire secco e gli atti di pianificazione generale quindi che impingono in una,
Competenza che non so se le norme di attuazione di questo strumento urbanistico vigente qui a Terlizzi prevedono un'Inter, diciamo puntuale, ma in linea di massima l'atto di diniego se fosse per ragioni tipo istruttorie, allora si bloccherebbe direttamente.
Con il diniego della da parte dei intelligente nel senso di.
Assenza di documenti.
Fuori termine, viceversa, se si tratta di un atto di in cui c'è da esprimere una volontà.
Puntuale e purtroppo di competenza del Consiglio comunale ma, ripeto, dipende dalla dalla casistica in linea in linea generale ora dissero magari più tardi di leggere più approfonditamente il testo del provvedimento, ma in linea di massima per la mia esperienza sono queste le le le le dinamiche che reggono.
Il il, i piani, grazie.
Prego, allora ha chiesto la parola il Consigliere tesoro, poi il dirigente al ramo.
Per collegarci tenendo conto, lei ha detto che non ci sono state istruttoria, no, lì c'è stata fatta, l'istruttoria è stato chiesto ai ai privati, ai proprietari di integrare e non mi è stata fatta nessuna integrazione a me, se ricordo bene è questa, cioè facendo riferimento a quello che dice lei, ecco perché dico che non è competenza del Consiglio comunale, è competenza del dirigente sì, il Segretario la parola per favore valori o al Segretario.
Perché non vorrei chiedo scusa, sen aggiungo, avevo dimenticato, vada, vada no, non vorrei essere frainteso.
È giusto il diniego nel senso che lì non si può fare quell'intervento, cioè è chiaro la mia posizione anche o qualcuno inizia a fare a fare fantasia, dice no, il Consigliere tesoro è d'accordo, assolutamente no, lo voglio chiarire, diciamo perché è opportuno ci troviamo in questa grande comunità che Terlizzi,
Diamo la parola al Segretario, per favore, prego, Segretario, può porre un problema niente a precisazione. Evidentemente non sono stato felice sia l'atto di diniego che l'atto di assenso del dirigente poteva essere possibile se ci fossero soltanto situazioni, ripeto, di blocco istruttorio, ripeto, manca un atto, allora giustamente, il dirigente bocca l'iter dicendo manca Elite, l'atto istruttorio, viceversa, se non ci sono questi impedimenti di tipo, diciamo così istruttoria procedimentale, l'atto di diniego del del dirigente e un atto di proposta all'organo competente per legge che il Consiglio comunale, che si esprime ai fini del, perché si tratta qui di un atto di volontà, nel senso che o c'era un ostacolo.
Previsto già nello strumento urbanistico, ma se già se c'è da fare, suppongo una valutazione di tipo,
No, diciamo così di volontà perché è il Consiglio comunale l'organo preposto alla tutela del territorio, va bene, è il Consiglio comunale che decide gli strumenti generali se nello strumento previsto qui semplicemente qui a Terlizzi per l'iter dei piani di recupero, c'è questa previsione della della competenza del Consiglio a decidere in materia? È chiaro che tutti gli atti sia di diniego, che di assenso finale sono di competenza del Consiglio comunale in questo senso era il mio intervento, però ripeto, purtroppo non ha avuto il tempo di rileggere il testo all'ordine del giorno, ma mi riservo di farlo in grazie. Segretario, diamo la parola al dirigente al ramo.
A?
Consigliere Gemmato, prego, grazie Presidente.
Io con attenzione e condivido le perplessità sul piano del del metodo sul piano procedurale che hanno esternato consigliere tesoro il consigliere Ruggiero, attenzione con.
Qualche precisazione relativa al fatto che, innanzitutto, ecco, sarebbe stato e sarebbe preferibile ascoltare l'Assessore o lo stesso dirigente in relazione ai sul provvedimento,
Perché perché in realtà non è la prima volta che il Consiglio comunale viene chiamato a pronunciarsi su un piano di recupero di iniziativa privata, ce ne sono stati diversi durante durante la precedente Amministrazione durante quella ancor prima e ancor precedente.
Dove, sostanzialmente al Consiglio comunale veniva chiesto di individuare quella zona che era oggetto del permesso di costruire come area di recupero e di conseguenza approvare il il piano di recupero di iniziativa privata. Ora è chiaro attenzione che tutto questo avveniva, e avviene normalmente perché anche oggi, se si fosse trattato attenzione, ammesso che si tratti della stessa fattispecie, cioè se stiamo parlando della stessa dello stesso tipo di provvedimento, è chiaro che una cosa è l'approvazione, sulla base di tutta una serie di atti propedeutici preliminari, i fatti dal dal Dirigente degli Uffici competenti, altra cosa sia sul piano psicologico sia sul piano proprio della procedura e il il diniego,
Perché perché il diniego sostanzialmente non è il non individuare l'area come area di recupero. Il diniego sostanzialmente e dover dire che non ci sono i presupposti perché con l'aria si è individuata come area di recupero e questo ragionamento non è un ragionamento di carattere amministrativo. È un ragionamento di carattere più tecnico, diciamo più giuridico,
E quindi qui non ci sarebbe la competenza del Consiglio comunale. Questo è il distinguo che io vado a fare ora, se si tratta della stessa, perché si tratta di un intervento in zona. 2 anche in precedenza io è giusto per richiamare, diciamo la memoria, sono andate a vedere l'ultimo atto in ordine di tempo che il Consiglio comunale ha prodotto in questo tipo, almeno da una ricerca veloce, risale a settembre del 2021, quindi a quattro a tre anni e mezzo fa. No che dico quattro anni e mezzo fa e.
Effettivamente si trattava di un intervento in zona. 2, come anche qui si tratta di un intervento in zona A2, quindi io dico questo sarebbe bene ascoltare la relazione del del dirigente. Probabilmente è la prima volta che il dirigente non proporre al Consiglio comunale l'approvazione propone il diniego, quindi bisogna ora capire tutti insieme, perché ciò che succede oggi può succedere anche in teoria la prossima settimana, il mese prossimo,
Quindi stabilire un metodo effettivamente in caso di diniego il Consiglio comunale deve dire no e basta, oppure questo non deve essere articolato, ma sulla base di quali ragione ripeto le altre volte, se volete io vi leggo il dispositivo, ma velocemente individuare nell'ambito della zona 2 del biennio il vigente PRG quali aree di recupero ai sensi articolo 27 della legge 457 78 l'immobile individuato nel nel progetto, poi andando oltre approvare, ai sensi degli articoli 21 e 24 della legge regionale 50 70 e articolo 30 della legge, questa volta nazionali statali, 457 78 il piano di recupero di iniziativa privata. Quindi, per l'effetto di questa individuazione di aree di recupero c'era l'approvazione del Consiglio comunale. Ora dobbiamo chiarire sul piano metodologico innanzitutto, che il Consiglio comunale si deve dare un metodo sulla base, ovviamente, della legge. È chiaro che la consuetudine, la consuetudine che pure può avere il suo peso esiste, ma esiste solo per i casi di approvazione, non per i casi di diniego a mia memoria. Il primo è la prima volta che si interviene, che il Consiglio comunale viene chiamato a denegare. Io non ero in Consiglio comunale, nel caso precedente che ha citato il Consigliere tesoro, però lì non si trattava di un piano di recupero nel centro storico era in aria proprio in in area, C da quello che ho capito ed era un altro tipo di di diciamo un altro tipo di provvedimento dove anch'io sinceramente avrei avuto le stesse perplessità sul coinvolgimento del Consiglio comunale. Anche in quel caso, però, ripeto, non c'ero in Consiglio comunale non ho avuto modo di approfondire, quindi io anticipo già è giusto che intervenga il dirigente e se vuole anche l'Assessore, anticipo già quello che è il contenuto invece della mia, diciamo ecco.
Delle mie perplessità, quali sono le mie domande sull'argomento, credo spero più che altro di essere stato chiaro. Grazie, prego, dirigente, no, Marione vuol dirci qualcosa Barione no, no okay dirigente,
All'urbanistica edilizia privata, ingegner, Piscitelli, prego buongiorno.
Vorrei, diciamo, un po', mettere chiarezza su alcune cose che ho ascoltato da parte dei Consiglieri perché.
C'è un po' di confusione sul sulle su procedimenti di cui stiamo parlando, allora oggi stiamo portando in Consiglio comunale un piano di recupero, il piano di recupero è un piano urbanistico, non stiamo parlando di provvedimenti edilizi, quindi noi l'attività edilizia è regolamentata da uno strumento urbanistico generale.
In Puglia, ai sensi della della Legge Regionale 56 80, come il nostro Piano regolatore.
Che prevede appunto uno strumento urbanistico generale che si chiama Piano regolatore generale, strumenti urbanistici attuativi che, ai sensi della legge 56 80, possono essere di iniziativa pubblica o di iniziativa privata, quelli di iniziativa pubblica sono i piani particolareggiati o i piani di recupero di iniziativa pubblica quelli di iniziativa privata sono i piani di lottizzazione o i piani di recupero di iniziativa privata.
Quindi, l'oggetto della delibera di oggi è un piano di recupero di iniziativa privata, la cui competenza alla approvazione o al cui esame è demandato ai sensi di un'altra legge regionale, alla Giunta quando il piano di recupero o il Piano di iniziativa privata di altro tipo è conforme al Piano regolatore generale al Consiglio comunale quando il piano di,
Lottizzazione o un piano di recupero o Piano di rigenerazione urbana o qualsiasi altro piano urbanistico esecutivo, cioè di secondo livello, quindi subordinato al Piano regolatore generale, è non conforme al Piano Regolatore Generale, quindi va in Consiglio quando non è conforme,
Il nostro piano regolatore generale, per quanto riguarda l'attività nel centro storico, è normato dall'articolo 2.23 delle Norme tecniche di attuazione, l'articolo 2 no 2.23 delle Norme tecniche di attuazione demanda tutta la la, la normazione del nelle zone di tipo A al piano particolareggiato del centro storico piano particolareggiato del centro storico che fu approvato.
Nel 1992.
E che se fosse?
Riferito est, cioè, se non fosse sta non fosse diventato un articolo del Piano regolatore come piano particolareggiato del centro storico, sarebbe già decaduto per gli effetti espropriativi già a far data dal.
Se l'abbiamo approvato nel 92 a far data dal 2002 in realtà.
A parte il fatto che gli strumenti urbanistici hanno valenza oltre attiva oltre la decadenza normale, determini per gli effetti urbanistici, anche quando diciamo sono decorsi i termini di validità, quello che decade sono gli effetti dello strumento urbanistico decaduto, gli effetti espropriativi quindi li invece gli effetti urbanistici continuano a valere anche per i piani urbanistici esecutivi oltre la,
Il periodo di validità, ma,
Pur tenendo conto di quest'altra cosa, c'è anche il fatto che, essendo diventato il PCS uno degli articoli delle Norme tecniche di attuazione, di fatto tutto quello che sta scritto nel PCS è come se fosse una.
Un una paragrafo delle norme tecniche di attuazione del Piano Regolatore che continua a valere fino a quando non faremo un nuovo piano regolatore. Detto questo, se andiamo a leggere cosa prevede il piano particolareggiato del centro storico per quanto riguarda gli edifici ubicati nelle zone A1 o A2 sui piani di recupero, il piano particolareggiato del centro storico prevede esplicitamente che ci siano, e ci sono degli edifici nel centro storico già individuati dal PPC S, che richiedono un piano di recupero perché il piano particolareggiato del centro storico stesso, no, non ha avuto la possibilità di approfondire morfologicamente architettonicamente e con tutte le altre approfondimenti necessari alcune zone del centro storico che sono particolarmente degradate. Stiamo parlando di edifici semi crollati, cose di cui diventava impossibile con uno studio.
Da dal piano regolatore generale, individuare già quali dovevano essere gli interventi più esecutivi da fare su queste zone così decade degradate e quindi il il PCS già individua con un retino di colore nero. Alcune zone del centro storico che devono essere fatte devono essere assoggettate a Piano di recupero prima di poter andare avanti. Poi c'è tutta una normazione più PCS che consente direttamente di poter rilasciare i permessi di costruire, che sono praticamente tutte quelle situazioni, il più PCS. Ho dimenticato di dire che suddivide gli edifici a seconda della importanza storica dell'edificio stesso in edifici di carattere monumentale, edifici di carattere,
Corrente edifici con vincoli diretti della della Sovrintendenza e altre tipologie di edifici. Per quanto gli riguarda gli edifici di tipo corrente che.
Tra cui rientra anche l'edificio di cui alla proposta di delibera.
Il piano particolareggiato del centro storico.
Ah.
Come diciamo indicazioni, quello il principio principale di del mantenimento e della conservazione della Resistenza e l'ampliamento che volumetrico che normalmente è vietato nei centri storici, perché andrebbe a snaturare completamente.
La è limitato soltanto a delle situazioni molto particolari, dove è richiesto un completamento architettonico, laddove è evidente che manca l'edificio da costruire e laddove,
Una delibera dico, diciamo, a seguito di una delibera di Consiglio comunale fatta nel adottata nel 2000 e nel 2005, laddove ci siano delle condizioni di esigenze igienico funzionale limitatamente agli edifici unifamiliari.
Quindi, nonostante anche quella delibera.
Di cui, diciamo, non ho avuto modo ancora di applicarla effettivamente per quelle che sono le pratiche che mi sono capitate negli anni qui ci son stati.
Sono stato dirigente all'urbanistica, all'edilizia privata, nonostante anche quella delibera per quanto riguarda la possibilità di ampliare fino al 20% gli edifici unifamiliari che, avendo esigenze igienico funzionari anch'essa, prende spunto da una premessa, a mio parere, non compete perfettamente allineata con la previsione normativa in quanto,
Prende spunto dal fatto che l'ampliamento fino al 20% possa rientrare nella casistica della ristrutturazione edilizia.
Quando invece questa possibilità è limitata agli ampliamenti del 20%, delle pertinenze dell'edificio principale fino al limite del 20%.
Quindi le premesse di cui alla delibera, che consentirebbero gli ampliamenti volumetrici fino al 20%, in realtà in realtà andrebbero commisurati al 20% delle pertinenze e non del dell'intera unità immobiliari, ma lui in realtà, quindi, pur avendo per quella tipologia di edifici unifamiliari e con esigenze igienico funzionali, ci sarebbe da discutere su quella delibera.
Al momento diciamo, non non c'è stata l'occasione, ma noi stiamo completamente fumi, noi stiamo in una situazione dove l'edificio non è unifamiliare.
Non c'è più, abbiamo un'abitazione, un'unità immobiliare, ubicata al secondo piano di circa 70 metri quadrati.
Dotata di cucina di camera da letto, di di bagno e di soggiorno perfettamente, diciamo, idonea dal punto di vista igienico e su funzionale che richiederebbe semplicemente interventi normali di manutenzione straordinaria, laddove ci fosse la necessità.
Che di che ha anche al terzo piano, quindi stiamo parlando del terzo piano di un edificio nel centro storico, che già è una tipologia, non diciamo tipica del nostro centro storico, stiamo già parlando di un qualche cosa che forse nemmeno nelle zone B si possono diciamo sì, diciamo si riesce qualche volta ad ammettere,
Dove al terzo piano dell'edificio abbiamo semplicemente il torrino scala, come sta quasi dappertutto, e una su penna che spesso ci ritroviamo che se andiamo a leggere Lippi PCS,
E ve lo leggo in maniera proprio puntuale, per evitare di usare parole non corrente IPPC, esse prevede.
Che non sono in alcun modo recuperabili, i volumi su perfetta ti i posti in facciata è oggetto di demolizioni, Evi i volumi di eventuali sue penne o locali diversi, che vanno posti anch'essi in demolizione, noi le regole del nostro Piano regolatore in questo momento sono queste.
Quindi.
La proposta, invece, prevede che questo appartamento del secondo piano si debba ampliare per fare un soggiorno che il progetto prevede, tra la su penna e il vano tecnico che stanno in punti contrapposti del lastrico solare, creando un volume di una cinquantina di metri quadrati, una superficie di circa 50 metri quadrati.
Da adibire al soggiorno.
E quindi è evidente che siamo in una situazione in netto contrasto con i più PCS, questo non significa che non possa essere approvato, perché stiamo e per questo siamo venuti in Consiglio comunale perché è potenzialmente è possibile approvare attraverso un piano di re di recupero in variante al PRG, perché abbiamo detto che il PCS è norma di PRG.
Ed è ed è per questo che c'è la necessità di venire in Consiglio comunale perché l'oggetto della richiesta è decidere se vogliamo cambiare il PRG, ammettendo che nel centro storico si possano fare ampliamenti al terzo piano, unendo un torrino con una su penna e facendo un nuovo volume anche se leggermente distaccato rispetto alla faccia.
A potenziare, diciamo, la necessità di venire in Consiglio comunale, mi dispiace che l'assessore, l'ex assessore Tesoro, il consigliere del Tesoro.
Sia andato via perché diciamo, avrebbe potuto ascoltare anche lui queste cose.
C'abbiamo anche situazioni abbastanza vicini al Comune di Bari Comune di Bari.
Consiglio di Stato 23 ottobre 2012 che ha statuito, ma in realtà non è l'unica e ho preso questa perché è una delle più vicine, una diciamo di quelle più simili al caso nostro che ha sancito con la sentenza del Consiglio di Stato il 21 settembre 2012 numero 5.055 che è illegittima. La nota con la quale il direttore della ripartizione qualità, edilizia, trasformazioni del territorio del comune di Bari ha comunicato il parere del coordinamento tecnico interno. Proprio allora ce l'hanno un'organizzazione diversa del rigetto del piano di lottizzazione.
La competenza in ordine ai piani territoriali e urbanistici, spetta al Consiglio comunale, organo competente, sia l'adozione di tali strumenti sia generali che attuativi, sia in ordine ad eventuali atti di diniego dei predetti strumenti ed in particolare per quel che interessa nella presente sede di progetti provenienti da privati e pacificamente equiparati agli atti redatti dalla pubblica amministrazione di pianificazione urbanistica attuativa. Quindi non vi leggo tutto il resto, sono diverse pagine, diciamo, vi invito a dalla legge, ma in realtà vi invito anche a vedere quante volte il dirigente distrattamente.
Sui piani che la cui approvazione non compete. Al dirigente ha fatto un atto di diniego e vedete quante volte, nonostante fosse nel merito corretto quel diniego Agut, sentenze di negative per il fatto che non è soggetto titolato a poter esprimere a potersi esprimere sui piani attuativi urbanistici? Punto, questa è la risposta per quanto riguarda il caso precedente, noi stessi, a parte che era il caso precedente, un permesso di costruire convenzionato. Stiamo parlando di una fattispecie completamente diversa dai piani di recupero, che, come ho detto, sono Piani urbanistici, ma anche lì c'era l'obbligo di far precedere il permesso di costruire da una delibera di Consiglio comunale che individuasse l'interesse pubblico e anche lì, quando il privato, non avendo avuto alcuna risposta, ha fatto ricorso al TAR, il TAR non ha detto che non andava. In Consiglio comunale ha nominato un commissario che si è espresso al posto del Consiglio comunale a individuare l'interesse pubblico, quindi il TAR ha confermato la necessità di andare in Consiglio comunale. Quindi quella volta mi dispiace dire che purtroppo il Consiglio comunale.
Non mi sembra che per una serie di rinvii non diciamo, non ha potuto, diciamo rispettare le scadenze previste, non si è espresso e quindi il giudice amministrativo ha nominato un commissario che si è espresso al posto del Consiglio comunale e sulla base del quale poi noi abbiamo dato il diniego come,
Uffici al permesso di costruire, quindi c'è un commissario che ha detto che mancava l'interesse pubblico e quindi poi il dirigente come spesso fa perché noi voglio dire sembra quasi che che sia la prima volta che siamo dandogli noi come dirigenti siamo abituati a dare dignità e ne diamo tanti diversamente da quello che qualcuno dice in giro né ne diamo tanti e siamo abituati a darli e quando dobbiamo darli non ci faccia un problemi.
Anzi, avremmo problemi se, laddove andare ci vorrebbe, ci volesse un un diniego, non lo facessimo perché ne subiremmo le conseguenze noi stessi diciamo anche in termini di di natura giuridica, quindi penso di aver detto più o meno quello che serviva per chiarire alcuni dubbi poi restituito, diciamo potremmo se volete, diciamo, penso che anche nella derivi, nella proposta di delibera siano puntualmente indicati con i quali sono tutta una serie di cose, quindi è evidente che il Consiglio comunale oggi potrebbe pur decidere.
È chiaramente creando un precedente che potrebbe risultare deleterio per tutto così la tenuta del centro storico, così come la intese più PCS, che ha un principio fondamentale che è quello della conservazione del centro storico e che gli ampliamenti sono limitati a pochissime situazioni ben individuabili. Quando si vede che manca in una in una quinta tutta con un piano terra e primo piano, manca un pezzo di primo piano che è evidente che deve essere completato, poiché per quali, per svariati motivi, non c'è o perché è crollato perché non è stato costruito, dove praticamente qualcuno ha già evidenziato la necessità di completare quello è l'unico ampliamento, ammesso nel proprio nel centro storico. Tra l'altro, non siamo gli unici a dire che nel nel centro storico gli ampliamenti non si fanno.
La stessa legge regionale che 36 2023 che abbiamo portato in Consiglio comunale qualche giorno fa.
Prevede la possibilità degli ampliamenti. Chissà per quale motivo sotto nelle zone B e C è evidente che le zone A sono sempre esclusi da questi casi, ma non esistono centri storici in nessun'altra città, dove sono possibili ampliamenti volumetrici finalizzati a fare un ambiente più grande o una unità abitativa più grande. Non diciamo l'esigenza della conservazione prevale sicuramente rispetto alle esigenze del privato di avere un appartamento più grande che chiaramente, se ciò questo tipo di esigenza non lo può trovare in tutte le unità immobiliari, nel centro storico o diciamo, lo può trovare nel centro storico, laddove è già presente o può andare in un'altra zona B se ha bisogno di un appartamento di 150 metri quadrati, dove c'è già con la possibilità. Quindi ritengo che su questo, per quanto riguarda il merito del diniego.
Di di di essere convintissimo della correttezza della.
Proposta. Per quanto riguarda la competenza, diciamo, ritengo pure che io personalmente non non mi sostituirò al Consiglio comunale. Quindi, qualora il Consiglio comunale decida di non esprimersi di che anch'io non non farò alcuna ulteriore hot, prenderò atto di questa decisione e non non mi compete. Diciamo valutate eventuali conseguenze di questa mancata. Così è espressione di volontà da parte del Consiglio comunale. Sono costretto a dirlo, ma veramente, ma non per scaricare i vari. Ripeto, noi ogni ogni giorno ci capita di di bloccare i pratiche edilizie di qualsiasi tipo, quindi voglio dire uno in più, nemmeno non non cambierebbe la nostra situazione, però, purtroppo, formalmente le situazioni. Grazie, ingegnere. Grazie dirigente. Ha chiesto la parola il consigliere Franco Barile. Prego allora allora.
Chiedo scusa, lo dico nelle premesse, è chiaro che questo Consiglio comunale non vuole assolutamente mettere in difficoltà gli uffici. È evidente questo messaggio deve essere chiaro, nel senso che il Consiglio comunale è assolutamente collaborativo nei confronti dell'ufficio che ogni giorno a esame delle pratiche chiaramente noi purtroppo no. Tecnicamente non conosciamo gli aspetti che il il dirigente ha ha spiegato quello quello che mi è parso di capire diligente che alla fine di tutta diciamo questa richiesta ci sarebbe anche la possibilità, nel caso in cui il proprietario o altro faccia ricorso, altro di poterlo fare, ma in deroga o con delle variazioni a un piano di re regolatore nacque quindi il Consiglio comunale a questo punto dovrebbe essere chiamato sul un fattore, diciamo generale, che vada al di là del singolo. Alla richiesta, cioè noi chiaramente saremmo come Partito Democratico in disaccordo varie alle regole sul centro storico, però al Consiglio comunale non si è fatta richiesta di questo specifico. Io lo sto dicendo per capire, quindi anche invito anche i colleghi a riflettere non è stato chiesto al Consiglio Comunale la specifica parere su una possibile la variazione di delle regole per poter permettere a questo singolo proprietario di di fare di poter realizzare e quindi puoi mettermi, mettere, avviare un sistema che possa alterare e la regola. Quindi è necessario per forza legarci a questo provvedimento specifico richiesta per poter dare il nostro diniego relativo sulle regole, oppure sarebbe opportuno comunque dare una una fare una richiesta al Consiglio comunale di non essere contrario? Una variazione che permetterebbe al proprietario di realizzare. Questo chiedo chiaramente io non sono tecnico, puntiamo a sua configura Azzollini TA. In realtà, diciamo volevo fare più o meno la stessa domanda, quindi era più o meno la stessa cosa che ha detto il consigliere Barile.
Civico.
In caso.
Prego, consigliere Gemmato.
Avevo capito che volesse, magari volessero delle risposte.
Se volete, prego, prego, prego, consigliera Gemma.
Sì, grazie presi.
Posso sì involontariamente, ho premuto il tasto, o meglio più che volontariamente, pensando com'era un tempo di dover premere il tasto per poter.
Amplificare la mia voce, allora innanzitutto sì, ringrazio, ringrazio l'ingegner Piscitelli,
Del delle risposte che che ha dato. Credo che ciò che ho detto io preliminarmente non fosse in contrasto con ciò che con gli argomenti ecco posti dall'ingegner Piscitelli. Vorrei un attimo soffermarmi, ma è giusto, ecco, consideratela. Una parentesi, di sicuro non è argomento principale nell'economia di questa discussione. Abbiamo appreso tutti ora che quella delibera, della quale io, cioè quella proposta di delibera mai approvata dal Consiglio comunale, dalla quale io non sono partecipe, non sono stato partecipe perché all'epoca non ero consigliere comunale, però, ecco per sentito dire ne ho avuta notizia, abbiamo saputo ora che all'epoca c'è stato un commissariamento ad acta da quel che ho capito del Consiglio comunale proprio ad hoc per l'approvazione di questo atto, l'atto è stato approvato da un Commissario. Chiedo al Segretario che al Segretario, se in casi come questo ai consiglieri comunali lo spetti avere una notifica dell'avvenuto commissariamento, cioè facciamo l'ipotesi facciamo l'ipotesi estrema. Quando il Consiglio comunale viene commissariato in toto a tutti i Consiglieri comunali, viene viene notificato all'avvenuto commissariamento per comunicare semplicemente loro che.
Diciamo il che non sono più consiglieri comunali. Ora, in questo caso, dove certo non si trattava di comunicare questo di comunicare sostanzialmente che la loro competenza non c'era più perché era stata straordinariamente assunta da altro soggetto per una questione di immagino di.
Di decorre decorrenza termini nel senso per questioni connesse alla dimensione tempo perché immagino andasse data al privato committente andasse data una risposta nei tempi previsti dalla legge. Non sarebbe stato utile per tutti un un'informativa proprio una notifica ai consiglieri comunali al Consiglio comunale di questo fatto, perché già già è una circostanza che io trovo,
Negativa il fatto che un Consiglio comunale sia sia commissariato, sia pure adatta. Poi il fatto che addirittura ciò avvenga all'insaputa dei consiglieri comunali stessi mi lascia molto perplesso, proprio come come come circostanza ora ritornello invece all'argomento.
Assessore, io non sono entrato nel merito del provvedimento.
Ho ascoltato no, ho ascoltato, ho ascoltato ciò che ha detto l'ingegner Piscitelli, che circa quell'argomento ha proposto al Consiglio comunale mai approvato dal Consiglio comunale, c'è stato il commissariamento adatta.
Questo no, no, no, no, io non voglio entrare nel merito, voglio semplicemente no, ma semplice, a flash a flash ricordo a me stesso perché diciamo le carte, purtroppo quando arrivano si cerca di leggerle questa pratica Benedetto a cui si è fatto riferimento e che non c'entra nulla oggi con questo provvedimento ha visto la nomina.
Del Commissario ad acta nella persona del Segretario comunale, perché quella pratica non trovava il suo epilogo finale. Quindi, Commissario ad acta, aveva ad oggetto di concludere il procedimento. Il segretario comunale, nella sua autonomia e nei suoi poteri tra virgolette, è brutto. Il termine diffidò il dirigente al ramo a concludere il procedimento nei 15 giorni, cosa che il dirigente ha fatto e a seguito di quella chiusura della pratica, il provvedimento si è sostanzialmente redatto il provvedimento da porre all'attenzione del Consiglio comunale, che è stato regolarmente iscritto all'ordine del giorno. Il Consiglio comunale, nell'ambito delle sue della sua discrezionalità dei suoi poteri, ha ritenuto in quella sede e quindi nell'ambito dei 30 giorni assegnati al Prefetto e quindi quello che lei dice, la notifica ai consiglieri di essere stati esautorati dal proprio potere, di fatto non è avvenuta perché allorquando si è portato il provvedimento in Consiglio comunale, negli allegati di quel provvedimento, vi era anche la nota del C.U del prefetto che nominava il Commissario nella persona del Segretario. Che a sua volta diffidava il dirigente a concludere il procedimento. Il Consiglio comunale ha ritenuto.
Adesso non ricordo il motivo o la giustificazione di non interessarsi in quella seduta del provvedimento un po' come si vuole o si vorrebbe da quello che posso capire degli interventi fare oggi e quindi non si poteva aspettare l'ulteriore seduta del Consiglio comunale perché nel frattempo decorrevano i 30 giorni, ragione per la quale poi credo che il Segretario abbia nominato quale commissario l'ingegner San Gilardi il quale ha chiuso il provvedimento si è sostituito ai poteri del Consiglio comunale questa è,
Dall'ingegner San Gerardo esattamente esattamente che trovava, che trovava che trovava fondamento è in nella nella diffida ADAT nella nomina del prefetto, nella persona del Segretario.
Che poi aveva diffidato il dirigente che poi ha prodotto l'atto al Consiglio comunale e quindi il Consiglio comunale era perfettamente a conoscenza che per quella CRA pratica c'era stato un provvedimento del prefetto di nomina del commissario ad acta, ragione per la quale probabilmente si è ritenuto del tutto inutile notiziare il Consiglio di una cosa che già sapevo.
Approvazione del della delibera.
È stata ci fu un diniego.
Si è conclusa con un diniego perché perché credo scusa lei ha fatto riferimento prima, così veniamo al tema di quello di cui ci occupiamo, ha fatto riferimento l'occasione utile per stabilire una consuetudine, un metodo, in quel caso la proposta all'attenzione del Consiglio comunale era negli stessi termini di questa, non l'oggetto della delibera che io ho, ovviamente aveva altra zona, ma proponeva il rigetto o che il Consiglio comunale, per le ragioni che adesso ripeto, non ricordo non riuscire ad affrontare il problema spiravano i 30 giorni. Il dirigente ingegner, San Girardi, ha concluso e ha approvato con la delibera, ha ritenuto valide le motivazioni formulate dall'istruttore e ha concluso così io mi fermerei qua se poi lei deve proseguire sennò diversamente, io vorrei dare il mio contributo alla discussione.
Decida lei che cosa vuol ritiene, non voi no, facciamo, facciamo in questa maniera, Presidente, magari interviene l'Assessore perché è giusto che intervenga in questo momento, anche per rispondere ai consiglieri comunali che hanno, credo, posto una questione diversa rispetto agli argomenti che avevo posto. Io poi magari ascoltiamo la relazione dell'assessore abbiamo sugli ergo assessore Berardi, Assessore all'Urbanistica, prego, ma io vorrei dire solamente questo. Il mio intervento non è in risposta agli ultimi interventi, il mio intervento e diciamo in prosieguo, credo, alla relazione che ha fatto il dirigente. Noi guardate, non non possiamo esimerci e dobbiamo essere abbastanza chiari da questo punto di vista. Non c'è modo di eludere il problema. Questo tipo di provvedimento, da quello che ha detto il dirigente nella sua relazione, in maniera molto articolata da quello che posso dire io leggendo le norme, è di esclusiva competenza del Consiglio comunale perché è, come voi leggete nell'oggetto della delibera, un piano di recupero in variante al piano regolatore. La giurisprudenza che ha letto il dirigente e che fa esplicito riferimento alla.
Potestà e al dovere e al dovere la potestà e il potere del Consiglio comunale di normare e di pronunciarsi su quelli che sono gli strumenti programmatori generali e quindi anche degli eventuali varianti agli strumenti generali, non può non riguardare la procedura nella sua complessità.
La procedura, nella sua complessità, prevede un'istruttoria. L'istruttoria di questo provvedimento dicono gli amministrativisti è un procedimento endoprocedimentale, questo è un atto formazione progressiva, mentre uno presenta il permesso a costruire al dirigente e trattasi di un'istruttoria che prende a riferimento verifica la rispondenza di quanto richiesto alle norme da applicare. Qui siamo in un campo leggermente diverso, che prevede vari stadi e gradi di controllo, questo ai fini di un equilibrio dei poteri. Questo è un po' questa materia è un potere del Consiglio comunale. Io vorrei chiedere a tutti quanti noi e io mi metto per primo se diciamo rispetto a un provvedimento di bilancio, per esempio.
Tutti quanti noi siamo in grado di leggere le pieghe del bilancio e di capire se un parere positivo o un parere negativo possa essere o meno fondato o se quel parere diciamo nel momento in cui vede un pronunciamento favorevole involge, una responsabilità di chissà quale.
Diciamo peso. Dico questo per dire semplicemente che.
Ove mai noi pretendessimo, ove mai noi pretendessi me lo dico per assurdo per enfatizzare e per rappresentare, diciamo, la dicotomia che c'è in questo momento, se noi pretendessimo e di dicessimo al dirigente ma dirigente, ma scusa se tu hai fatto un'istruttoria negativa, io perché mi dovrei pronunciare e dire confermo e quindi delego fallo tu,
Fanno tu, a parte il fatto che abbiamo sentito che il dirigente non lo farebbe mai, secondo me ha ragione, perché metterebbe in quel caso l'ente.
In diciamo condizione poi probabilmente di dover pagare pure i danni, perché guardate se concludesse il provvedimento, il dirigente lo ha detto, compierebbe un atto illegittimo, con la conseguenza che il privato probabilmente ricorrerebbe al TAR e avrebbe pure ragione.
Allora, da questo punto di vista, quello che può sembrare un assurdo, cioè il Consiglio comunale, si deve, non lo è, perché guardate il Consiglio comunale si potrebbe pure discostare sia le capacità o se è in grado di sovvertire o di riscontrare un errore marchiano nell'istruttoria del provvedimento è con motivazione diciamo ovviamente abbastanza approfondita discostarsi dal parere del dirigente e rilasciare il permesso credo che questo sia ni,
Poteri del Consiglio comunale. Siamo di fronte, quindi oggi a valutare attentamente l'abbiamo già fatto leggendo le carte del provvedimento. Sono carte abbastanza ostiche, però c'è un principio di affidamento. Io non a caso ho fatto riferimento alla materia finanziaria e di bilancio. Abbiamo tutti un rapporto fiduciario col dirigente che ci fa alzare la mano rispetto a manovre, diciamo anche importanti dal punto di vista economico e delle responsabilità, perché esiste il rapporto fiduciario e se io non ho la capacità o non riscontro dei macroscopici errori e non mi sembra che dalla relazione del dirigente che è stata, devo dire, una relazione abbastanza a tutto tondo è ammesso secondo me e di questo forse ci dovremmo interrogare perché in maniera retrospettiva, forse dovremmo andare a verificare che cosa è accaduto nel passato rispetto a questi tipi di proposte, ma non con spirito polemico, ma perché probabilmente qualcuno ha ritenuto che la delibera del 2000, che ha un nome e cognome e conosciuta, diciamo per chi l'ha redatta quella, delibera, come dire, ha aperto a slabbrato un po' le quella del del dell'ingegner Casciello buonanima no ah slabbrato, probabilmente da quello che io ho ascoltato oggi da quello che io ho letto. Forse poi bisognerebbe calarla nei singoli, nelle singole pratiche che sono venuti all'attenzione del Consiglio può darsi pure che in quei casi fosse tutto a posto, però in qualche maniera a.
Diciamo esteso in maniera impropria questo concetto dei piani di recupero nel centro storico, consentendo interventi che diversamente interpretati non sarebbero mai potuti essere concessi ora.
Io mi sono permesso di intervenire perché consigliere Gemmato, quando lei diciamo forse impropriamente ha detto è l'occasione per stabilire per capire la consuetudine lame. Qui non c'è nessuna norma consuetudinaria e credo nessuna metodologia da inventarsi se nonni il rispetto di quello che la norma e la norma in questo caso assegna al Consiglio comunale il suo potere legislativo nel campo, perché stiamo parlando di un potere tra virgolette legislativo, cioè noi e voi o per meglio dire non noi voi due sono le materie fondamentali rispetto alle quali assumete la qualità di legislatori, uno in materia urbanistica, programmatoria e l'altro in materia finanziaria nel momento in cui si fanno gli strumenti finanziari di bilancio e alla programmazione e.
E certo programmazione sono quindi sono le 2 materie fondamentali dove il Consiglio comunale assurge è, diciamo, diventa legislatore da questo punto di vista, nel senso che può fare norme di programmazione, io mi fermerei qua sperando di aver fugato qualsiasi dubbio, nel senso che quello che può apparire al momento abbastanza disorientante,
Ma io perché è arrivato in Consiglio comunale, non poteva essere diversamente che questo poi, se vogliamo affrontare questi discorsi come semplici uomini della strada, credo che in questo momento voi non siate semplici uomini della strada e da questo punto di vista occorre avere quel surplus di approfondimento di responsabilità, per dire che dispiace pure magari come dire alzare la mano nei confronti di un privato che propone un piano, ma se quel piano non ha poi guardate, da questo punto di vista c'è sempre la possibilità. Probabilmente il privato sta aspettando che questo Consiglio Comunale si pronunci in maniera definitiva perché avrà modo in questa maniera di potersi rivolgere all'autorità giudiziaria se ritiene, se ritiene, e avere ragione di un'istruttoria che probabilmente non è corretta, ma questo non involge alla responsabilità del Consiglio comunale, oggi noi siamo in grado di sovvertire questo parere e, credo di no, siamo in grado di dire che diciamo oggettivamente strampalato, credo proprio di no e da questo punto di vista io aggiungo,
Tenete conto e c'è traccia nella delibera che questo parere negativo ha avuto anche un avvio del procedimento è stato comunicato alla parte, è stato comunicato alla parte che aveva possibilità di fare delle controdeduzioni quindi tecnicamente, di dialogare, credo che non siano pervenute queste osservazioni. Può darsi che sia un atteggia un atteggiamento di cautela processuale, non voler anticipare determinate cose oppure così come la parte a fronte e concludo a fronte di questo avvio del procedimento avrebbe potuto rinunciare al permesso e in quel caso il Consiglio comunale non si sarebbe dovuto proprio pronuncia.
Grazie Assessore, prego, Consigliere, Gemmato, sì, grazie grazie, Presidente.
Volevo subito chiarire Assessore Berardi, un aspetto importante, il mio richiamo ad un eventuale ed un eventuale consuetudine non era legato né all'interpretazione della legge né tantomeno a derogare alla legge era limitato, era si limitava, ecco, faccio qualche esempio giusto per essere più per essere concreto nella spiegazione qui c'è una proposta di delibera dove il Consiglio comunale viene chiamato a dare atto che la proposta di piano di recupero, eccetera, eccetera si configura come pieno di recupero in variante al PRG e poi secondo punto che il Consiglio comunale non ritiene di adottare questa variante al PRG.
Allora il?
Già questa è una volontà e una volontà politica, attenzione, questa questa seconda e una volontà politica esprimersi in maniera alle a dell'addetto gialli, esprimersi in maniera diversa rispetto a quello che è l'indirizzo dato dal dirigente, la vedo quand anche ci fosse da parte di qualcuno questa volontà la vedo dura diceva con la vedo impervia come strada mentre invece io considero un aspetto se vogliamo molto marginale rispetto a tutto che però potrebbe anche.
Risolvere qualche problema relativo al ruolo del Consiglio comunale, perché è chiaro e come se qui si dicesse che se qui si dicesse che so il cavallo di Napoleone bianco che dice il dirigente, il Consiglio, il Consiglio comunale, questa delibera che il comunico che il il cavallo di Napoleone nero no delibere che il cavallo di Napoleone bianco, allora poteva essere la consuetudine anche quella di prendere atto delle motivazioni espresse dal dirigente e esprimere, diciamo, la propria adesione all'orientamento espresso dal dirigente punto già questo è una cosa nella sostanza uguale c'è il punto d'arrivo è lo stesso però sul piano, sul piano anche del ruolo del Consiglio comunale, nessuno potrebbe minimamente adombrare un, come dire, un risvolto di carattere gestionale in questa, in questa decisione del Consiglio comunale, aggiungo poi aggiungo poi un altro, un altro aspetto.
Aggiungo poi un altro, un altro aspetto che comunque non è marginale rispetto a tutta la discussione. Facciamo attenzione se riteniamo che una delibera peraltro anche molto datata, cioè di oltre vent'anni fa, una delibera di Giunta di oltre vent'anni fa, possa oggi creare dei problemi di Consiglio e chiedo scusa, adottata oltre 20 anni fa possa oggi creare dei dei dei problemi. Io ritengo che l'Amministrazione possa prendere iniziativa e adottare un atto che superi quella delibera. Non può essere un'espressa revoca di quella delibera la sostituzione con degli altri indirizzi rispetto a questa questione, anche perché molte volte io credo che se si eliminano i presupposti rispetto a delle situazioni controverse, forse.
Diciamo, sarebbe meglio per tutti, sarebbe meglio per tutti, quindi io dicevo, questo è l'aspetto, poi ritorno per un attimo, anzi sono due cose, devo dire stavo cercando questo atto, l'atto adottato dall'ingegner San Girardi, con i poteri del Consiglio comunale lo stadio cercando all'Albo pretorio però non sono riuscito anche perché oggi vedo che un po' difficile connettersi ad internet,
Magari in un momento di calma, se mi volete dare indicazioni, il numero della pubblicazione, ecco giusto per facilitare il mio accesso a questo a questo atto, ritornando invece la questione, io vi dico da consigliere comunale non voglio assolutamente che l'esito sia lo stesso sia analogo a quello della precedente delibera che poi magari arrivi un.
La nomina di un di un commissario che deliberi quello che il Consiglio comunale non ha deliberato. Io ritengo invece, magari affrontando bene la questione, smaltendo tutti i dubbi, le perplessità che sia il Consiglio comunale comunque ad avere un suo ruolo, ripeto anche anche andando anche intervenendo sul sul testo della delibera, si può arrivare sul piano sostanziale allo stesso approdo, usando delle parole nelle quali magari tutti i Consiglieri si si possano si possano riconoscere, nessuno può pensare di essersi appropriato di un di un ruolo che non ne aveva. Fermo restando attenzione, io parlo del mio orientamento, parlo del mio orientamento.
Perché avrete ben capito che stiamo parlando di questioni di metodo e di questioni, di approccio, di di questioni, di competenze, ma forse nessuno di noi ha detto, ma di questo fatto, qua che cosa ne pensiamo? Beh, anch'io, ritengo anch'io ritengo, come dirigente, che andare ad adottare un atto di questo tipo, il Consiglio comunale si adottasse. Un atto in variante, secondo me commetterebbe un errore sotto sotto molti aspetti che non riguardano ora il singolo privato non riguardano il singolo privato. Riguardano un fatto di carattere generale, cioè la domanda e noi che cosa vogliamo fare del nostro centro storico domanda? Questa è la risposta che deve dare il Consiglio pullman, non una risposta di carattere gestionale, le risposte di carattere politico nel senso più alto e nobile del termine. Questo è il è fatto e le questioni su cui il Consiglio comunale deve dare una risposta, possibilmente oggi anche per evitare che la dia un commissario domani, perché ripeto il commissario domani, nel momento in cui andrà a ad esprimere una delibera in questo ad approvare una delibera in questo. In questo senso si ha proprietà dei poteri di programmazione che sono propri di questo Consiglio comunale. Attenzione, ecco, pongo la questione anche da questo punto di vista, grazie.
Grazie, consigliere, Gemmato.
Ah, prego, prego dirigente.
Dirigente all'Urbanistica ingegner, Piscitelli, prego, chieda la parola, gentilmente, chieda la parola.
Va bene, può parlare.
Allora no, volevo soltanto rispondere alla considerazione del consigliere Barile, che mi aveva chiesto se si aveva posto il problema se potesse la questione inquadrarsi in termini un po' più generali e non specifici, diciamo riferiti a quel singolo caso diciamo che ci viene sottoposto in realtà si dice che io mi sono sforzato dopo diciamo in qualche modo anticipando queste perplessità nello scrivere il punto numero 2 in una forma che di fatto contenesse questa possibilità di lettura nel senso che io non dico semplicemente,
Che non approva il piano di recupero in variante perché non mi piace quel piano di recupero.
Il punto 2, formulato in questo modo di, non ha adottato il piano di recupero di cui alla richiesta numero protocollo, in quanto.
Lo stesso richiederebbe l'approvazione di una variante al PRG che per le motivazioni esposte nelle che sono di carattere quindi generale, che per le motivazioni esposte nelle premesse, si ritiene di non dover adottare. Quindi noi e un po' rispondo anche diciamo forse immaginare mente alle perplessità e alle diciamo così ipotesi avanzata dal consigliere Gemmato di riformulare quella frase che devo dire, ho cercato di formularla proprio in modo da non demandare al Consiglio comunale l'onere di entrare nello specifico, diciamo dettame, del della normativa in termini di indici UE, ma semplicemente se andiamo a leggere le motivazioni delle premesse, noi abbiamo.
Dato atto.
Che il nostro Piano Regolatore, quindi il nostro più PCS, che, come ho detto, è un articolo del nostro Piano regolatore.
Dice che deve essere con due che la ristrutturazione deve essere condotta nel rispetto dei valori formali, mirando al ripristino delle parti alterate, preservando l'aspetto esterno, demolendo questo e abbiamo sempre dal né le motivazioni contenute nelle premesse hanno sempre una valenza generale hanno una valenza, come abbiamo detto che punta a confermare,
Che non si vuole fare una variante al piano regolatore.
Che faccia venire meno questi presupposti che sono stati messi nel PPC, esse voglio anche ricordare di se noi andiamo a leggere le norme tecniche del PCS quando fu approvato quel più PCS c'erano degli articoli e forse ci oppure quelli dove.
Nella fase di approvazione che prevedevano eventuali possibilità di ampliamento, dove, nella quegli articoli che prevedevano quelli ampliamenti, sono stati depennati cioè tutti quei tentativi.
Di inserire nel piano di particolareggiato del centro storico ipotesi di ampliamenti, di così di sperequazioni, urbanistiche edilizie sono stati tutti puntualmente depennati, so è rimasto soltanto la parte del è rimasta soltanto la parte dei miei PCS che era conforme al principio della conservazione del della conservazione, della riqualificazione architettonica, del rispetto delle situazioni storiche e tutti quei principi che chiaramente sono onestamente in contrasto con quello che viene proposto. Quindi un po' sia quello che diceva il consigliere Barile, che è quello che dice il Consigliere Gemmato.
Nella formulazione si è tenuto conto, cioè non non sia andato semplicemente a dire che non voglia approvare il piano di recupero, perché non mi piace che aumenta di 50 metri quadrati dell'unità abitativa.
Noi stiamo dicendo che non vogliamo fare alcuna variazione al Piano regolatore e quindi la più PCS, ma non a te a nessun caso, non a caso in esame, che prevede questi ampliamenti, che prevede questa cosa chiaramente, sposando le premesse che poi non sono altro che quello che ho scritto io nella mia relazione allegata alla delibera si vuole trovare una forma diversa, prescriverlo, ripeto.
Non esiste, non è stata un punto, diciamo scritto in maniera così avventata e superficiali, le parole sono state pensate proprio per demandare al Consiglio comunale il soltanto l'onere di decidere di non voler fare una variante al piano regolatore che prevede ampliamenti al terzo piano dove sta un torrino e Nasu Penna, grazie è stato chiarissimo, prego consigliere Barile, mi permetto di intervenire dopo dopo la la risposta molto esauriente del dirigente, per cui quei dubbi che erano i miei anche dalla corrente, diciamo sono stati fugati chiaramente, ripeto, Partito Democratico diciamo, è favorevole a votare questo diniego con la.
Diciamo il chiarimento che noi, come per democratico e penso anche tutto il Consiglio comunale guarda oltre il singolo, la singola richiesta alla singola diciamo provvedimento, ma vuol mettere al riparo il centro storico da situazioni che potrebbero inficiare nella irregolarità e comunque dare il la a dei precedenti che potrebbero poi alla fine creare un caos. Quindi, se c'è da tutelare l'ufficio, se c'è da fare in modo che l'ufficio abbia sia blindato da quel punto di vista, è evidente che noi siamo pienamente collaborativi, noi ci scusiamo un po' con il dirigente di non aver colto subito questo passaggio, che abbiamo richiesto in Consiglio, probabilmente non siamo tecnici, probabilmente poteva essere un po' più enfatizzato lo dico qui,
Però nella sostanza il dirigente ha risposto e ed è evidente che non possiamo correre il rischio di non dare una risposta netta come Amministrazione su quello che potrebbe essere un privilegio di un privato o un caos generale sul centro storico,
Prego, consigliere Gemmato.
Sì, allora, Presidente, io mi limito alla lettura del perché giustamente il consigliere Barile fa richiamo Aghoul, risposta che non sia una risposta applicabile solo al caso, in specie una risposta di carattere generale, però io, da quello che che leggo,
Leggo qui allora il Consiglio comunale delibera proprio le premesse, costituiscono parte integrante e sostanziale del presente provvedimento di dare atto che la proposta di piano di recupero, eccetera, eccetera si configura come il piano di recupero, in variante al PRG, di non adottare il piano di recupero di cui alla richiesta in quanto lo stesso richiederebbe l'approvazione di una variante del PRG che per le motivazioni esposte nelle premesse si ritiene di non dover attivare.
E questo si ritiene di non dover attivare, sembra.
Applicato no no, no, attenzione, consigliere, Pollio, la variante e puntuale, la variante che e puntuale, cioè si inserirebbe a quel singolo caso, si ritiene di non dover attivare. Noi invece dovremmo dire un'altra cosa, né in questo caso né in altri casi. Questo è ciò che non è scritto qui come così come è scritta questa proposta delibera non esprime quello che il consigliere Barile stesso ha voluto, ha voluto dire, poi va, beh, c'è il, ci sono altri punti, ma credo che i punti focali della proposta di deliberazione siano questi. Io direi che dobbiamo cercare di intervenire, magari anche anche con una nuova degli, cioè con un'altra, proprio prendendosi qualche giorno di tempo con un'altra proposta di deliberazione, per anche con un.
Sì, chiedo scusa, consigliere, Volpe, capisco ciò che dice lei, l'emendamento, ma è.
Sarebbe da riempie andare tutto, perché la delibera che noi dovremmo approvare nel momento in cui decidiamo di avere non un approccio puntuale rispetto a questo caso, ma come approccio generale, deve essere una delibera di impostazione proprio generale, magari in parte che parte anche da questo fatto perché non bisogna negarsi la circostanza che intanto il Consiglio comunale è stato chiamato a riflettere su questo argomento da un'istanza di permesso di costruire altri, anzi neanche i permessi di costruire di va be'di, di adozione di un piano di recupero di iniziativa privata.
È stata, diciamo, l'occasione che sta inducendo delle riflessioni e magari in una risposta in termini deliberativi, molto articolata, sarebbe anche valida, poi, come impostazione, come atto di indirizzo per il futuro, e anche se dovessero esserci altri casi, non ci sarà neanche l'ombra del dubbio di un trattamento diverso e in quanto il Consiglio comunale ha stabilito le regole perché il Consiglio comunale ha nel suo come dire nei suoi poteri quello di stabilire le regole, come ho avuto modo di dire un po' polemicamente in altri in altri casi grazie.
Prego Assessore Berardi, ma io onestamente, non consigliere Gemmato, non condivido questa sua impostazione, non foss'altro.
Che oggi noi qua ci stiamo occupando, come lei correttamente ha detto noi, se dovessimo votare a favore o comunque ci fosse un'istruttoria favorevole di questo provvedimento.
Faremmo una variante puntuale, cioè che vale per quell'edificio, con quelle caratteristiche, con quelle particolarità, ricchi richieste di realizzazione di trasformazione.
Ora andare ad estendere la portata di questo provvedimento rispetto a che cosa.
Noi stiamo confermando che le regole normative oggi vigenti nel Comune di Terlizzi non consentono in questo caso, con le caratteristiche che ha detto l'ingegner Piscitelli è, in altre situazioni similari la possibilità di avere un piano di recupero in variante al Piano regolatore. Dopo di ciò, comprendo quello che magari a cui lei tende, noi facciamo una generale, ma lo facciamo generale rispetto a che cosa rispetto alla istruttoria di questa pratica, noi non potremmo in questo momento discernere tutte le ipotesi che insistono all'interno del centro storico, perché l'ha detto l'ingegner Piscitelli? Ci sono casi in cui il piano di recupero è assolutamente ammissibile in centro storico e anche, magari con l'incremento volumetrico perché, per la conformazione per le sue dimensioni, ha necessità per forza di cose per forza di cose, a di creare quei servizi utili a poterlo abitare. Quindi noi oggi, sostanzialmente, siamo chiamati a dire che il nostro, le nostre norme, quello che esiste dal punto di vista normativo non consentono questo tipo di interventi, ma rispetto alla fattispecie a cui di cui siamo chiamati a giudicare in questo momento, è, tra l'altro, con una relazione che questo sì ci deve interrogare come Consiglio comunale e le posso assicurare che nel momento in cui c'è stata questa istruttoria, per forza di cose l'assessore viene coinvolto, prima, diciamo, viene viene notiziato, c'è una fase di confronto, c'è una fase anche di dialogo su queste vicende. Io stesso credo di aver posto al dirigente l'esigenza, a questo punto di o andare a specificare meglio, integrare quel deliberato denominato Casciello e quindi consentire un'interpretazione magari più estensiva ma voglio dire, o più restrittiva, oppure se ritenuta quella delibera o diciamo non più attuale o comunque non applicabile proporre la la la sua revoca okay, quindi poi diciamo,
Le cose della vita, le cose giornaliere portano a non mettere troppa benzina nel motore perché poi, dopo il carico di lavoro enorme e le emergenze, sono tante, ma ce l'abbiamo ben presente il problema quindi, da questo punto di vista io mi dispiace dissentire da lei, però no, non riuscirei a comprendere come in questo momento noi potessimo riuscire a immaginare un provvedimento estensivo, riepilogativo e omnicomprensivo di tutte le casistiche che possono crearsi all'interno del centro storico, proprio perché, per la conformazione del centro storico, ogni caso ha la sua particolarità. Noi oggi registriamo e con questa delibera mettiamo, credo, una parola abbastanza definitiva su tutto l'insieme delle norme. La ricostruzione che ha fatto il dirigente ci ha parlato di recepimento del PCS all'interno del Piano regolatore. Quindi, la reviviscenza di quelle norme che potevano essere.
È diventate non più ultra attive. Quindi oggi diciamo il tessuto argomentativo. L'apparato argomentativo di questa istruttoria sarà il vademecum per tutti gli altri casi. Quindi è in sé che c'è già un aspetto di tipo generale. Quindi, dal mio punto di vista, non riterrete di andare a modificare appesantire un deliberato che probabilmente ha necessità di un'istruttoria anche di tipo diverso, e lei comprende benissimo, ma noi stiamo parlando di una variante puntuale. Come possiamo immaginare uno strumento generale se la norma parla di casi in cui il Consiglio comunale può derogare puntualmente al Piano regolatore proprio per la specificità del problema posto dal privato?
Bene, io direi di passare alle dichiarazioni di voto dopo questa ampia discussione.
Siamo in dichiarazione di voto capogruppo, Franco, barriere, prego sì, allora in dichiarazione di voto confermo il voto favorevole al.
Al provvedimento. Un'ulteriore nota diciamo per voglio aggiungere anche diciamo, in relazione a quello che ha detto il consigliere Gemmato, purtroppo siamo costretti a intervenire su ogni richiesta. Ho deliberato particolare perché ci possono essere anche casi di legge. 104 disabilità, in cui si può anche derogare per motivi importanti. Sempre così sto dicendo qua in cui tu il caso per caso caso per caso, diciamo vai a prendere in considerazione il il il momento, quindi già è stato ampiamente chiaro il, il dirigente e l'assessore ha rimarcato che già questo fa tra virgolette questo provvedimento. Questo diniego farà già giurisprudenza perché nel caso ci siano casi uguali, basterà.
Far notare al nuovo committente, come si è espresso, per cui l'eventuale committente sa che ormai non c'è trippa per gatti. Quindi io ritengo abbastanza esauriente le risposte date. Ripeto, questo Consiglio comunale, sì, o il Partito Democratico, insieme al Consiglio, si esprime sulla bontà di evitare situazioni, diciamo di mancato controllo, non ha niente a che vedere con la il provvedimento o chi lo richiede. Lo voglio ribadire, ma noi siamo chiamati, diciamo, ad andare oltre quelle che sono le richieste del singolo cittadino e far rispettare un po' l'enorme che riteniamo giuste. Quindi il nostro voto sarà Favazza Capogruppo barile.
Consigliere Vallarelli. Prego sì. Grazie Presidente, premetto che stamattina sono venuto in Consiglio comunale su questo provvedimento con veramente tantissimi dubbi, ma non sul discorso del diniego, che credo che siamo tutti quanti.
Favorevoli ma proprio sulla competenza e devo dire, grazie alla relazione che ha fatto l'ingegnere Piscitelli, sulla dal punto di vista proprio normativo. È sicuramente l'assessore Bairati. Chi mi ha tolto tantissimi dubbi e noi dei dati della lista tedesco Michelangelo sicuramente siamo favorevoli a questo provvedimento. Grazie.
Grazie consigliere, Vallarelli, capogruppo, Giuseppe Volpe, prego sia anche noi avevamo come Gruppo un po' gli stessi dubbi che hanno descritto i colleghi consiglieri e qui anche noi siamo venuti in Consiglio con molti dubbi rispetto a questa delibera, anche perché è molto tecnica, quindi ovviamente siamo in dichiarazione di voto non entrerò nel merito.
Tecnico delle varie questioni che sono state anche poste dalla dalla mia collega, abbiamo posto anche delle domande e sulla base appunto dei chiarimenti che ci sono stati sia da parte del dirigente al ramo,
Che dell'Assessore.
Siamo abbastanza, diciamo convinti di votare, anche per senso di responsabilità questo questo provvedimento. Grazie grazie, capogruppo Giuseppe Volpe. Se non ci sono altre dichiarazioni di voto, porrei in votazione, ah, prego, Consigliere Gemmato,
Ottimo, grazie Presidente.
Allora il nostro orientamento sarà diverso da quello che ho finora ascoltato dalle dichiarazioni di voto dei colleghi Consiglieri di maggioranza.
Siamo tuttora convinti che il Consiglio comunale non avrebbe neanche dovuto occuparsi di questo caso, avrebbe dovuto già prima dettare delle delle linee chiare, anche intervenendo assessore Berardi su atti adottati molto in precedenza.
Per poter stabilire delle regole chiare che non possono essere stabilite, ma neanche ribadite volta per volta il Consiglio comunale, a parte che il PCS lo ha detto, l'ingegner Piscitelli più PCS e praticamente scaduto. Usiamo questo termine da 24 anni, dal 2002, perché il del 92 questi piani hanno una loro valenza decennale, quindi ha perso la sua valenza. Ovviamente non ci addentriamo, siamo in dichiarazione di voto. È chiaro che vengono meno i vincoli preordinati all'esproprio. Non vengono meno gli indirizzi, però è un piano particolareggiato che non ha più il suo pieno vigore che so, se così possiamo dire oramai da 24 anni, quindi sarebbe ora che si intervenisse, ma quand'anche quand anche non ci fosse, quand anche non fosse,
Questo perché qualcuno mi può dire che di certo non non può adottarlo. Oggi il Consiglio comunale non può adottare oggi un nuovo PCS, comunque anche delle linee di indirizzo, come peraltro io ho visto che ve lo dico molto sinceramente vedo delle linee di indirizzo da parte della Giunta su argomenti urbanistici di pertinenza del Consiglio, figuriamoci se non se non può il Consiglio comunale adottare dei provvedimenti che possono essere degli indirizzi rispetto all'amministrazione rispetto anche alle attività gestionali, perché è un dato di fatto che degli indirizzi chiari, univoci e soprattutto non legati ad una specifica circostanza, poi valgono come regole per chi negli uffici si trova a dover adottare anche quotidianamente atti di carattere gestionale. Se ci fosse stata ancora come fino a qualche settimana fa, c'era la possibilità di rimanere in aula e non partecipare al voto. Noi avremmo fatto questo semplicemente astenendoci da qualsiasi voto sulla questione, perché qualsiasi formulazione favorevole, contraria o in termini di astensione di sicuro non esprime, non esprimerebbe quello che abbiamo detto fino ad ora, proprio per far capire che non si tratta di non dirlo ad assumersi responsabilità. Io sto dicendo esattamente il contrario che il Consiglio comunale deve assumersi tutte le proprie responsabilità. Io quella notizia, quella notizie addirittura che.
Di che è stato commissariato il consiglio comunale, sia pure per l'adozione di un solo atto. Per me è una brutta notizie per un Consiglio comunale. Signori miei, mi dispiace per voi, ma non non fa molto onore ad un Consiglio Comunale essere stato commissariato per sia pure per un solo atto per la non volontà, per la non volontà, almeno così si è manifestata di agire su questo, su questo fatto, al che io, la nostra, le nostre dichiarazione appunto, preannunciamo già.
Questa usciremo dall'Aula al momento della votazione, ma ripeto, perché non vogliamo che il Consiglio comunale si esprime in questi termini su un argomento dove avrebbe dovuto e dovrà prima o poi esprimersi in termini generali sull'urbanistica. Non si divide la giornata, non stia ci si ritrova a dover parlare della pratica del signor dottor IX-X X X, come si scrive ora per la privacy su sugli atti e dover poi trovarsi nella posizione sgradevoli, dare l'impressione di aver l'impressione soprattutto di decidere su in in maniera puntuale, no, no, qui no, non ci sono, non c'è l'ipotesi delle delle varianti puntuali, certamente certamente Consiglio comunale deve avere il coraggio di farsi carico di situazioni particolari quando ci sono e ricorrono circostanze oggettive, ma il Consiglio comunale deve dare soprattutto delle regole precise e che valgano. Anzi, io colgo l'occasione, ma ritorneremo sull'argomento proprio per invitare l'Amministrazione ad iniziare già ad attivarsi in questo senso. Il Consiglio comunale deve essere messo nella condizione di dare delle regole precise su questo argomento che possono valere in ogni momento. Quindi noi.
Per il solo periodo del della votazione usciremo dall'aula per cui rientrarvi. Grazie Consigliere, Gemmato. Se non ci sono altre dichiarazioni di voto, pongo in BOT.
Capogruppo Ruggero Pietro, concordo pienamente su quanto anzidetto dal consigliere aggiornato e dico che eventualmente qui ci sarebbe la necessità di una variante per il centro storico, ma non in questo caso specifico. Usciamo dall'Aula. Grazie, pongo in votazione il punto numero 2 all'ordine del giorno, Proposta di piano di recupero di iniziativa privata.
In variante al PRG giusto o richiesta di permesso di costruire numero 450 del 22 giugno 2023 per lavori di ristrutturazione edilizia con ampliamento volumetrico o di un'unità immobiliare sita al secondo e terzo piano di largo Lioy censita in catasto al foglio 22 particella 1 4 8 2 subalterno 8 diniego favorevoli.
Favorevoli 10 contrari 0 astenuti 0 assenti 7 Barione Gemmato Ruggiero tesoro.
Pagano Ippolito e Desario, Giuseppe punto numero 2 approvato votiamo per l'immediata eseguibilità.
Favorevoli.
Favorevoli, stiamo rivotando per l'immediata eseguibilità.
Ebbene, 10 favorevoli zero contrari, zero astenuti, 7 assenti gli stessi poc'anzi dichiarati, punto numero 2, approvato poi chiudere la votazione, grazie, Valerio.
Punto numero 3 all'ordine del giorno, approvazione, Regolamento, Commissione comunale di vigilanza e locali di pubblico spettacolo relaziona.
Il dirigente al terzo settore ingegner, Giuseppe San Girardi, prego ingegnere, chieda la parola.
Prima il tasto prima il tasto,
Benissimo.
Ci sono.
Allora, buongiorno a tutti l'Assessore mi ha chiesto di fare una breve relazione per presentare il punto del giorno e io con piacere lo faccio qui senza problemi, allora il Consiglio comunale è chiamato ad approvare il nuovo Regolamento comunale per quanto riguarda la vigilanza sui locali di pubblico spot di pubblico spettacolo perché abbiamo fatto il nuovo Regolamento perché il Regolamento vigente è molto vecchio e risale all'anno 2002 esso fu approvato dall'allora commissario prefettizio,
Ed allora non è stato mai approvato. Sebbene nel frattempo sono intervenute parecchie norme che hanno modificato il previgente assetto normativo, è intervenuto alla SCIA nel frattempo che nel 2002 non c'era è intervenuto l'obbligo di pagamento dei gettoni di presenza ai membri esterni della Commissione che all'epoca non c'era. Sono stati introdotti dei nuovi limiti, tipico quello delle 200 persone presenti al di sotto del quale il parere della Commissione non serve e tante altre cose, ragion per cui è poi c'era anche un errore, sicuramente involontario, commesso dando dall'allora Commissario perché aveva dato come durata di funzionamento della Commissione quattro anni, sebbene alla legge Tucson prevedesse 3,
Quindi, per questo motivo noi ne abbiamo pensato di dare una organica riorganizzazione all'intera materia dalla Commissione di vigilanza, proponendo il regolamento che trova il suo allegato alla delibera di cui stiamo parlando tutto grazie.
Grazie ingegnere, ci sono interventi.
Consigliere Vallarelli, prego sì, grazie Presidente, intanto ringrazio, diceva il dirigente che ci aveva proposto questo nuovo Regolamento proprio per le spiegazioni che lui stesso ha dato e devo dire che noi in Commissione, insieme anche ai consiglieri di minoranza tesoro Gemmato in maniera costruttiva e abbiamo cercato di studiarlo punto per punto, articolo per articolo e abbiamo anche accolto un seggi un suggerimento dell'ingegnere ed è per questo che il suo intervento per fare due emendamenti in merito al regolamento che si vuole, diciamo li rileggo li presento,
Allora sono due emendamenti, naturalmente a firma dei consiglieri dalla prima Commissione, consiliare uno riguarda l'articolo 6, comma 2.
Andrebbe aggiunta la lettera c, che così recita.
Un rappresentante designato dalle associazioni di categoria, rappresentanti degli esercenti e imprese di pubblico spettacolo Silb fare a livello nazionale e provinciale e comunale firmataria, anche di Prodi, con protocollo d'intesa con il Ministero dell'interno e Ministero della salute questo è il primo e poi ci abbiamo un secondo che in realtà è un errore.
Al comma 8, sempre dell'articolo 6, subito dopo la la le parole dal Sindaco, cassare le parole competente per territorio da da un finanziario ed aggiungere le parole tra i funzionari, pertanto il suddetto comma 8 diventa alle riunioni della commissione partecipa un segretario individuato, è nominato dal Sindaco tra i funzionari del Corpo di Polizia locale per l'espletamento delle funzioni di competenza.
Grazie lo presento al banco della Presidenza,
Ritenete necessarie le fotocopie o dal momento che è stato condiviso in Commissione, nonché?
Segretario.
Segretario.
È stato depositato un emendamento.
Direi di porre in votazione l'emendamento, ci sono.
Mi chiede il parere.
Sì, mancano i pareri.
Ci sono interventi in merito all'emendamento, ci sono dichiarazioni di voto, no, quindi pongo Valerio, stiamo votando l'emendamento al provvedimento numero 3.
Pongo in votazione l'emendamento poc'anzi letto dal Consigliere parlare quelli favorevoli.
Favorevoli 14 quindi, all'unanimità dei presenti assenti, pagano Ippolito e Desario Giuseppe, si può chiudere la votazione emendamento approvato.
Ci sono interventi in merito alla proposta di deliberazione così come emendata al consigliere tesoro prego.
Grazie Presidente, sostanzialmente questo provvedimento e non vuole essere che un adeguamento e aggiornamento normativo inerente le misure di sicurezza adottate, che si dovranno adottare allo svolgimento di manifestazioni aventi, diciamo, le caratteristiche del pubblico spettacolo tratte, trattenimento.
In base comunque al decreto legislativo 222 del 2016, pertanto dichiaro il mio voto favorevole e vale anche come.
Dichiarazione di voto, grazie grazie consigliere tesoro, ci sono altri interventi in merito alla proposta emendata.
Consigliere in Aula.
Sul provvedimento, dopo averlo emendato, prego consigliera Angela De Chirico, grazie Presidente, io vorrei fare porre una domanda al l'ingegnere San Girardi.
Rispetto all'articolo 14 per i locali e impianti con capienza pari inferiore ai 200 persone.
I pareri e le verifiche previsti competono a un libero professionista competente, ovviamente a scelta del del locale che,
La scelta del locale, questa documentazione e la relazione che proviene poi dal libero professionista deve essere consegnata poi negli uffici preposti, ovviamente c'è.
Allora, prego dirigente, chiedo la parola.
Prima il pasto prima al posto, sì, si sente.
Allora, per quanto riguarda le manifestazioni di pubblico, spetta normalmente sarebbe stato richiesto il parere della Commissione di vigilanza, qualora invece lo spettacolo manifestazioni che dir si voglia previa ed un numero di presenze di utenti fino a 200.
La Commissione non si riunisce più, non c'è bisogno di riunire la Commissione, perché è tutto quanto sostituito dall'asseveramento, reso sottoforma di SCIA da parte del tecnico.
Messa appunto all'uopo omesso dall'organizzatore dell'evento qui in sede persone sono 200 meno di due fino a 200. Il parere della Commissione di vigilanza è sostituito dalla scia del del tecnico che assevera.
Grazie ingegnere, prego, consigliera, De Chirico, Pop ha già la parola, devo ringraziare il dirigente per la risposta.
Consigliere, Giuseppe Volpe, prego.
Sì, ovviamente, come diceva correttamente il collega tesoro, si tratta non è un nuovo Regolamento, si tratta più che altro di un aggiornamento e noi non siamo presenti come gruppo consiliare nella nella Commissione, però chiaramente ci fidiamo del lavoro che è stato fatto sia dal Presidente che dai vari componenti e quindi anche rispetto ai due emendamenti che in realtà abbiamo già votato.
Per questo motivo, insomma, dichiariamo e ringraziamo ovviamente il dirigente che si è presentato in Consiglio per presentare il punto, il provvedimento e quindi, per tutti questi motivi, voteremo a favore grazie.
Grazie consigliere Volpe, se non ci sono altre, quindi, in realtà sono state fatte le dichiarazioni di voto, però ufficialmente apro.
No, eravamo ancora in fase di discussione, però se si sono consumate anche le dichiarazioni di voto e non c'è nessun altro che deve appunto dichiarare il proprio voto, io pongo in votazione il provvedimento.
Non ci sono, prego, Consigliere Gemmato per dichiarazione di voto, no, ah ok, allora pongo in votazione il provvedimento così come emendato.
Manca il voto di Giuseppe Volpe.
14 favorevoli all'unanimità dei presenti assenti, pagano Ippolito e di Saverio Giuseppe votiamo per l'immediata eseguibilità.
Benissimo, 14 favorevoli all'unanimità dei presenti, gli assenti sono gli stessi Votazione chiusa al punto numero 3, approvato grazie dirigente.
Andiamo avanti con i lavori il punto 4 all'ordine del giorno, approvazione del Regolamento per l'albo per la Consulta delle associazioni che in relazione alla consigliera Azzolini in qualità di Presidente, essa della terza Commissione, prego consigliera grazie Presidente, allora faccio giusto un recap della della situazione perché è stata svolta una Commissione su quel regolamento.
Commissione alla quale l'opposizione era assente durante quella Commissione, i consiglieri e le consigliere hanno apportato delle modifiche al regolamento, è stata fatta una lettura, come sempre facciamo approfondita,
In Consiglio comunale nel Consiglio comunale successivo al quale io ero assente è venuta fuori da parte della di alcuni consiglieri del, il consigliere tesoro, Barione Gemmato, non so.
Correggetemi, se sbaglio, è venuta fuori l'esigenza di presentare degli emendamenti.
Posto che diciamo, lo ribadisco non per fare polemica anzi il mio intervento e tu tutt'altro che polemico che alla Commissione convocata peraltro con grande anticipo i Consiglieri erano assenti e però diciamo, nel nel nel nostro, come dire stile nella nella nostra volontà quella di addivenire ad un regolamento che è così importante che riguarda il il territorio,
Associativo, insomma di del il il, la realtà associativa del del territorio di Terlizzi sono distratta dal brusio del Consigliere Gemma, non riesco, diciamo.
Eh, sì, sì, no però.
Dicevo, posto che è un tema molto importante e soprattutto un tema che riguarda davvero tutta la città, io credo che si possa addivenire ad una condivisione sostanziale del regolamento e quindi chiederei al al consigliere Gemmato, che mi pare abbia gli emendamenti diciamo elaborati di.
Depositarli in Segre in no di.
No, io dico, la mia diciamo idea, è quella di convocare a strettissimo giro, tra qualche giorno, la Commissione, in cui approfondire i gli emendamenti è voto, diciamo elaborare un Regolamento in modo condiviso, detto questo, se la convochiamo a stretto giro, riusciamo ad averli prima gli emendamenti arriviamo, ma diciamo al giorno della Commissione che gli emendamenti già li abbiamo letti.
Quindi io e questo dico cioè oggi li presentiamo non per discuterli all'interno del Consiglio comunale ma per portarli alla Commissione, quindi diciamo così, già prepariamo i documenti, abbiamo modo di leggerli e pensarci quindi propongo, propongo un,
Un rinvio del punto numero ritiro un rinvio, propongo il rinvio del punto, così diciamo, possiamo Bobbio dovrebbero fare sempre il passato. Ci sono interventi in merito alla richiesta di rinvio del punto prego, Consigliere Gemmato,
Sì, Presidente, grazie.
Il brusio con cui io ho disturbato e me ne scuso, il Consigliere o la consigliera, come dice lei Azzollini e era legato proprio al fatto che stavo dicendo al consigliere Barione che degli gli emendamenti sono stati da noi iscritti il 24 marzo, cioè il giorno in cui,
Diciamo fu trattato l'argomento uso il passato remoto perché è passato un mese e mezzo e stavo un po' li stavo rileggendo per entrare in in argomento, però erano tutti addirittura firmati proprio avevamo proprio sì, sì, sostanzialmente si sono sono pronti ora a questo punto ditemi voi o lì, comunque li presentiamo proprio come stanno datati. 24, ma quello che è la data che gira 24 marzo, cioè la data dell'epoca, li presentiamo tali e quali anche perché andarli a riscrivere sarebbe un'impresa improba e quindi fanno parte degli atti che poi sono oggetto di rinvio di seduta, oppure li possiamo presentare direttamente in Commissione, ma forse sarebbe anche opportuno, come immagino non abbiano ancora avuto il parere tecnico del dirigente, magari in Commissione condividere o.
Oggi vi presentiamo la disponibilità,
Sì.
Sì, sì, sì.
Ho qui non non sono tutti così, sì, sì, no, stiamo solo verificando bene, attendiamo il deposito dei tutti regolarmente firmati.
No, poi, comunque verranno votati gli emendamenti nel prossimo Consiglio comunale.
Intanto.
Presentiamo agli atti del Consiglio sono quattro proposte di emendamento distinte proprio a firma di 4 consiglieri.
Il nelle more, il dirigente esprime il proprio parere sugli emendamenti e poi la discussione va passa dalla Commissione, allora andare allora uno deve essere il percorso, si chiede il rinvio, a quel punto scusate il il ritiro a questo punto in false, quindi certo il ritiro in,
In Commissione immaginate.
Eh, sì, quello no, io quello che stavo dicendo esattamente questo, quindi si immagina una proposta di deliberazione ex nuovo.
Che dovrebbe avere già in sé quelli che oggi sono emendamenti, ma di fatto poi sarebbero POR proprio parte integrante della nuova proposta di deliberazione.
Ci sono.
Ci sono interventi rispetto alla richiesta di ritiro del punto da parte della consigliera Azzollini per le motivazioni poc'anzi esplicate?
Non ci sono interventi, ci sono dichiarazioni di voto, non ci sono dichiarazioni di voto, Valerio ri ritiro, ritiro, è diversa.
Quindi stiamo ritirando il punto per poi discuterne in terza Commissione.
Per far sì che il dirigente possa proporre una nuova proposta di deliberazione.
Scusi.
Ebbene, stiamo votando per il ritiro del punto favorevoli numero.
Votiamo per il ritiro del punto.
14 favorevoli quindi all'unanimità dei presenti, è sempre 3 assenti, ossia Ippolito, pagano e Desario Giuseppe punto numero 4, ritirato.
La votazione è chiusa, grazie, Valerio.
Punto numero 5 all'ordine del giorno.
Ordine del giorno presentato in corso di seduta, consiliare del 17 marzo 2026 in tema di violenza sessuale e sull'assenza di un consenso libero.
Chi lo presenta, chi lo legge?
Consigliera Azzollini.
A il Consiglio comunale di Terlizzi. Premesso che presso il Senato della Repubblica è stato depositato il disegno di legge 1.715 recante modifica dell'articolo 609 bis del codice penale in materia di violenza sessuale e di libera manifestazione del consenso, il testo riformulato dal presidente della Commissione giustizia del Senato senatrice, Giulia Bongiorno è stato adottato dalla commissione medesima come testo base per il prosieguo dell'iter parlamentare. Il disegno di legge interviene su una materia di estrema rilevanza costituzionale e sociale, incidendo sulla definizione giuridica del reato di violenza sessuale e in particolare sul ruolo del consenso della persona offesa. Numerose associazioni femministe transfemminista, reti impegnate nel contrasto alla violenza maschile contro le donne, ma anche giuristi e magistrati con competenze specifiche, hanno espresso forti e motivate critica nei confronti del testo base adottato dalla Commissione giustizia del Senato. Tali critiche evidenziano come la riformulazione adottata si discosti in modo significativo dal modello del consenso.
Approvato all'unanimità dalla Camera dei deputati con il disegno di legge A.C. 1.693 frutto di un ampio confronto parlamentare con la società civile. L'Amministrazione comunale, in linea con gli indirizzi del proprio mandato, è impegnata a promuovere azioni ed iniziative per favorire le pari opportunità contro ogni violenza, ogni forma di violenza e discriminazione che annualmente il Comune di Terlizzi organizza nel mese di novembre. Non basta dire basta una programmazione di eventi sull'eliminazione della violenza contro le donne. Rilevato che il modello del consenso approvato dalla Camera affonda la definizione di violenza sessuale sull'assenza di un consenso libero, esplicito, attuale, revocabile in linea con la Convenzione di sito Istanbul e con le più avanzate legislazioni europee. Il testo base adottato dal Senato, invece, reintroduce in modo surrettizio una centralità del dissenso, ponendo l'attenzione su comportamenti di resistenza, posizioni o rifiuto anche sulla responsabilità di Cocò di chi compie l'atto, di verificare la presenza di un consenso tra le impostazioni rischia di produrre schemi culturali e giuridici già ampiamente criticati, nei quali l'onere della prova e della credibilità ricade sulla persona che subisce violenza. Secondo le associazioni femministe transfemminista, i centri antiviolenza impegnati quotidianamente nel contrasto alla violenza contro le donne e, secondo grandissima parte degli esperti, la formulazione adottata non supera realmente l'attuale assetto normativo, ma anzi rischia di creare maggiore incertezza interpretativa e applicativa. Il testo base omette di riconoscere esplicitamente che il silenzio, l'immobilità, lo shock, la paura o la dissociazione non possono mai essere interpretati come consenso in contrasto con le evidenze scientifiche e con le pratiche di tutela delle vittime. La riformulazione adottata appare il risultato di una impostazione ideologica patriarcale che mira a limitare la portata innovativa del concetto di consenso, svuotandolo di contenuto sostanziale. Considerato che la violenza sessuale è un fenomeno strutturale e diffuso che colpisce in modo sproporzionato donne, ragazze e che richiede risposte normative chiare, inequivocabili e orientati alla tutela effettiva delle vittime. Il mancato recepimento pieno del modello del consenso rappresenta un'occasione mancata per adeguare l'ordinamento italiano agli standard internazionali sui diritti umani. L'impostazione del testo base rischia di produrre effetti regressivi, scoraggiando le denunce e rafforzando stereotipi che storicamente hanno stallo ostacolato l'accesso alla giustizia per le vittime di violenza sessuale. Le associazioni femministe transfemminista e hanno denunciato l'assenza di un reale ascolto delle competenze maturate in decenni di lavoro sul campo nei centri antiviolenza, MES cioè ai servizi di supporto alle vittime, ritenuto che una riforma della disciplina della violenza sessuale non possa prescindere da un chiaro riconoscimento del principio secondo cui solo un sì eh sì, e che ogni altra situazione costituisce violenza. La de l'adozione del testo base 1 7 1 5 nella formulazione attuale rappresenti un arretramento rispetto al percorso intrapreso dalla Camera dei deputati. Un segnale politico e culturale è profondamente sbagliato. Sia dovere delle istituzioni territoriali farsi interpreti, de interpreti, delle istanze della società civile e delle organizzazioni che operano quotidianamente per il contrasto alla violenza di genere. Impegna il Sindaco a farsi interprete della volontà del Consiglio comunale e ad attivarsi presso il Senato della Repubblica, il Governo, i competenti organi parlamentari, affinché venga ritirato dall'iter di approvazione il disegno di legge, la forma, nella formulazione adottata come testo base, a sollecitare il pieno recepimento del modello del consenso già approvato all'unanimità dalla Camera dei deputati. In coerenza con la Convenzione di Istanbul e con le richieste delle associazioni femministe e antiviolenza, a sostenere ogni iniziativa istituzionale volta a garantire una normativa chiara, efficace, rispettosa dei diritti e dell'autodeterminazione di tutte le soggettività oppresse, in particolare delle donne.
E questo, Presidente, è l'ordine del giorno che ci accingiamo a discutere e a proporre in questo Consiglio comunale, come sappiamo, da un punto di vista strettamente come dire amministrativo, l'ordine del giorno è un atto di indirizzo, diciamo, non.
Non produce degli atti sostanziali all'interno della macchina amministrativa, è un provvedimento che, diciamocelo chiaramente, non cambierà il volto della città dopo che l'abbiamo approvato, ma approvare un ordine del giorno in Consiglio comunale è un atto culturale e poiché qui noi rappresentiamo la massima Assise della città di Terlizzi, abbiamo il dovere su certe questioni, di esprimerci e prendere posizione,
Pensate che fino al 1996 la violenza era considerata un reato contro la morale pubblica e il buon costume io avevo 18 anni e, se avessi subito una violenza sessuale in quegli anni, il reato sarebbe stato commesso non contro di me, ma contro la morale pubblica. È quello che le donne subiscono e hanno subìto nei tribunali. Ancora oggi è inaccettabile. La donna è il serpente tentatore, spesso viene chiesto alle donne dai giudici, dagli avvocati com'era vestita il giorno in cui ha subìto violenza, come se la colpa fosse stata della donna per aver stuzzicato e acceso il desiderio dell'uomo e spesso nei processi al centro viene messa la donna violentata come se fosse lei la colpevole e sui giornali lo leggiamo. Tutti i giorni donna violentata era uscita di sola da sola di notte, aveva accettato un passaggio, indossava una minigonna donna, uccisa con 20 coltellate, lo aveva tradito, voleva lasciarlo, vedete come la lingua italiana alle volte esprime significati anche oltre le parole noi non siamo libere di muoverci, di uscire, di fare trekking da sole e ci sentiamo costantemente in pericolo. Non so se sapete che ormai a Terlizzi da due anni c'è una scuola di politica che si chiama Prime Minister presso il MAT, che coinvolge circa dalle 30 alle 40 ragazze all'anno, e spesso mi capita di parlare con loro, essendo spesso le loro storie e i loro racconti e loro mi dicono sempre noi non siamo libere, la paura è sempre dietro l'angolo, se tornano a casa da sole, lasciano il telefono aperto. Io sono certa che queste cose, per chi ha delle figlie di questa età, le ha sentite le vive tutti i giorni lasciano il telefono aperto con qualcuno, perché se succede qualcosa dall'altra parte, qualcuno lo sente, condividono la posizione sul telefono con qualche amica impugnano le chiavi di casa come se fosse un'arma, qualcuno addirittura cerca lo spray al peperoncino a Bologna, addirittura esiste un progetto bellissimo che si chiama nottambuli. E lo so perché mia figlia vive a Bologna e chiama le nottambuli, perché quando lei si vuole ritirare più tardi di sera c'è questo servizio del Comune di Bologna che accompagna le ragazze, accompagna tutti, ma ovviamente viene chiamava vengono chiamate dalle ragazze e quando dite quindi che la parità è stata raggiunta perché ormai le donne possono fare tutto? Chiedetevi se una ragazza vostra figlia può fare le stesse cose di un ragazzo di vostro figlio, se può ritirarsi da sola di notte. Eccetera, eccetera. Ma facciamo un esempio nel merito del consenso e del dissenso. Una festa, un locale musica tardi, lei ha bevuto qualche drink a un certo punto un ragazzo le si avvicina, li si irrigidisce, abbassa lo sguardo, smettere di parlare, non ricambia, non sorride, rimane pietrificata, lui però continua, magari pensando se non mi sta affermando, allora va bene. Questo è il consenso e il dissenso oppure in ufficio, dove magari il capo può essere complicato rispondere al proprio capo, ma anche in famiglia, con il proprio partner e, ancora una volta, la colpa è nostra perché non abbiamo saputo dire no al momento giusto, perché siamo stati sopraffatti dal silenzio e siamo rimaste bloccate. Qualche giorno fa abbiamo ha visto di nuovo il viso di Claudia De Chirico sui giornali, una giovanissima concittadina, una ragazza morta, 10 anni fa a Terlizzi la persona indagata per la sua morte dicevano i titoli di giornale è stata nei giorni scorsi allontanata dalla giudice per vessazioni nei confronti della nuova compagna e allora molte persone si saranno chieste e va be'ma perché non l'ha lasciato prima, ma perché non se n'è andata, ma perché, ma perché, come sia ancora una volta il problema fosse delle donne e non fosse degli uomini violenti, incapaci di riconoscere le proprie emozioni e che pensano di essere i padroni dei corpi e delle vite degli altri, abbiamo insegnato per anni alle bambine ad essere educate, disponibili, concilianti e gentili. Molte donne sono cresciute imparando che essere brave significa non deludere, non alzare la voce, non essere scortesi, ma allora non possiamo stupirci se davanti a una situazione di paura o di disagio, alcune donne si bloccano, minimizzano, sorridono nervosamente o restano in silenzio nei manuali di educazione femminile di qualche anno fa le regole più ragazze erano parlare poco. Non attirare l'attenzione, essere modeste, evitare il conflitto, custodire reputazione pudore e ora pretendiamo che le donne si ribellino ad attenzioni non richieste esprimano il loro dissenso. Diciamo no a questo modifica. Questa Disegno di legge inaccettabile perché i corpi delle donne non sono considera un, possono essere considerati oggetti disponibili fino a prova contraria.
E quindi ci auguriamo che questo Consiglio comunale in modo condiviso e unanime, approvi questo ordine del giorno che ha un valore dentro la città può può politico e culturale.
Grazie consigliera.
Azzollini, primo consigliere Ruggiero,
Allora, per quanto pienamente d'accordo su quanto dice la violenza delle donne?
È una cosa oscena, però ha più volte ribadito, caro consigliere Azzolini, che Leafs, le associazioni femministe, le associazioni femministe, come se questo argomento diciamo interessasse solo a loro o secol soltanto loro siano sensibili a queste argomentazioni, però c'è da dire anche se in percentuale diversa e ci può stare che ci sono violenze anche ai danni di uomini perché non sono state menzionate in quello che ci ha letto adesso vogliamo parlare, ci sono degli esempi, basta andare in internet lievi verificate e tale Teo Hernandez un giocatore anche del Milan che pratica ex giocatore. Scusate, io no, non mi occupo, non mi piace molto il calcio.
Lui è stato denunciato da una modella,
Spagnola russa per violenza, ma il tribunale ha ampiamente dimostrato come la violenza non è esistita come lei fosse consenziente, poi lei ha ritrattato, prima consenziente e poi no, comunque, il tribunale si è espresso favorevolmente. Per fortuna di direi nei confronti del calciatore, qualche giorno fa mi sono interfacciato con un amico che mi parla da tempo di Terlizzi della sua storia con la sua ex moglie, storia assurda.
Diciamo sfociato ovviamente nei tribunali con figli minori. Anche beh, il tribunale finalmente si è espresso dando la responsabilità totale delle aggressioni alla sua ex moglie, non a lui lui è riuscito a dimostrare, è stato abile, ha avuto anche tanta pazienza, è riuscito a dimostrare che era lei che usava violenza nei suoi confronti perché purtroppo ci sono anche uomini che non sono capaci di reagire e che non sono capaci di abbandonare il tetto coniugale e andar via e subiscono queste violenze e potrei fare innumerevoli esempi al momento giusto. Quindi, ripeto, sembra fatto in maniera a senso unico solo sulle donne, la violenza e a prescindere e condannabile sia sulle donne che sugli uomini.
Prego, prego, Consigliere, pausa, diciamo sento di dover allora posto che diciamo c'è la contrarietà a qualsiasi tipo di violenza, quindi non è che se una donna fa vessazioni nei confronti di un bambino di e marito, il tema della violenza delle donne però è differente consigliere Ruggiero.
No, così ha un valore anche pedagogico questo Consiglio comunale, il il, il tema della violenza delle donne e dei figli, dei femminicidi e delle violenze sessuali riguarda un tipo particolare di violenza che la violenza fatta alla persona in quanto donna, non sto parlando di una poniamo, facciamo un esempio. Una donna che viene rapinata oppure in una sparatoria fuori alla banca viene rapinata e uccisa perché stava lì in banca come cliente della banca. Ora sto facendo un esempio, diciamo il femminicidio e la violenza sessuale sono dei casi, anche da un punto di vista, come dire specifico giuridico, di violenze fatte alle donne in quanto donne, non in quanto persona in generali non sono azioni di criminalità.
Uguali alle altre, nel senso che hanno una specificità.
Che rende questi questi fenomeni legati ad un tema che è quello del genere dell'essere donna. Io subisco una violenza sessuale, in quanto donna, non sto subendo una violenza in generale, i femminicidi, le donne vengono uccise in quanto donne. Non peraltro, quindi questa è la prima, diciamo riflessione. La seconda riflessione è che, comunque, da un punto di vista statistico, il fenomeno della violenza contro le donne è, diciamo, da un punto di vista numerico, non non non c'è da discutere e sproporzionato, cioè il numero di donne che viene uccisa in quanto donne dagli uomini, dai propri compagni tra Altus, più sono vicini gli uomini okay, è un fenomeno oggettivo, diciamo tant'è che anche il Governo italiano si è mosso il il codice rosso okay, quindi la necessità di fare una legge sullo stupro è bipartisan, direi il tema qui è un po' più specifico e riguarda il tema del consenso e del dissenso. Questo non è un ordine del giorno generalista sulla violenza contro le donne o sul fatto che le donne va quindi come dire.
E puntuale, il tema è puntuale. Il tema riguarda il dissenso o il consenso se una donna non esprime dissenso, perché in quel momento è pietrificata dalla paura, questo non vuol dire che sta esprimendo consenso. Il tema di questo ordine del giorno è questo diciamo a.
Ci sono altri interventi, ci sono altri interventi se non ci consigliere Gemmato, prego.
Grazie, grazie, Presidente.
Io ho letto con attenzione.
Il testo di ordine del giorno proposto dai consiglieri di maggioranza, che fa riferimento ad una circostanza nella quale effettivamente tra i due rami del Parlamento c'è stato un diverso orientamento e credo che se non tutto gran parte verteva sulla differenza che ci può essere tra il consenso espresso e non dissenso sostanzialmente, ecco, sto cercando in questo momento di sintetizzare allora, fermo restando che la diversità di orientamento tra i due rami del Parlamento, credo che sia anche espressione di libertà e di non adesione a schemi schieramenti precostituiti, ma io voglio fare due considerazioni, una e un po' più puntuale su una persona che è il Presidente della della della Commissione giustizia, Giulia Bongiorno. Chi conosce la sua storia personale, professionale e politica, perché è una persona che ha promosso, diciamo ecco, ha manifestato ha manifestato se stessa in più ambiti del delle delle della vita sociale e anche stata, credo, che sia tuttora promotrice di un di un'associazione che promuove iniziative molto, ecco molto importanti e molto significative.
Chiunque la conosce sotto tutti gli aspetti sa bene che non è una persone retriva, non ha niente a che fare con quella che ecco quella che viene chiamata l'impostazione patriarcale.
Davvero non non ha nulla, non ha nulla di questo nel suo, diciamo nel nella sua cultura, nel nel nei suoi orientamenti, nei suoi comportamenti, ha promosso un disegno di legge nel quale secondo me la questione comunque viene posta in termini equilibrati, fermo restando, io sono sempre, sono sempre dell'idea che le leggi, l'evoluzione normativa, riflette l'evoluzione della società. Se fino al 1996 c'era quel tipo di impostazione normativa, era perché probabilmente c'era una società che era, come dire, in era in consonanza con quell'impostazione della normativa. Potremmo fare tanti esempi qua quando noi, parlando,
A livello di battute. Molte volte parliamo di nozze riparatrici, ma scherzando in realtà nei nostri riparatrice era una circostanza codificate dalla legge, fino a un certo punto è stato così, ora è chiaro. Questo non significa mai che una legge non potrà mai una legge, modificare, modificare la tendenza di una società, così come così come invece è la stessa evoluzione della società suggerire a suggerire delle variazioni nel nell'assetto normativo, cioè sono due solo due aspetti della vita nazionale. Io dico della vita nazionale, perché chiaramente parliamo di legislazione a livello nazionale che devono andare devono andare avanti possibilmente di pari passo. Ora il.
Il pro, il disegno di legge, chiamiamolo Bongiorno il disegno di legge elaborati in Senato non mi sembra affatto un disegno di legge retrivo che va a negare che va a negare determinate.
Io le voglio chiamare libertà, perché attenzione qui tutto aperte tutto verte su un, su un aspetto importante,
Qual è il limite che noi poniamo tra l'espresso consenso e l'espresso dissenso, cioè sostanzialmente esiste, esiste un'area grigia nei comportamenti quotidiani, attenzione può essere anche qui in Consiglio comunale se io, se io ascolto il consigliere Volpe e,
E non.
E non no, non dico una parola rispetto a quello che lui dice, io sto sentendo a ciò che dice il consigliere Volpe.
Non devo essere d'accordo per forza, quindi, questo attenzione una e una base, una base e una base importante ora alla stessa maniera, alla stessa maniera io dico.
Noi consideriamo nel momento in cui, nel momento in cui in qualsiasi rapporto umano noi dobbiamo, abbiamo sempre bisogno che ci sia il consenso espresso e ad un'azione, oppure ci fermiamo quando capiamo chi chi sta di fronte a noi non è della stessa idea,
È una, sono le dinamiche umane, queste sono le dinamiche umane, diciamo quelle che sono le dinamiche relazionali su cui potremmo usare.
A discutere a confrontarci per ore e giorni, perché sono tanti gli aspetti che noi andiamo a a considerare che andremmo a considerare oggi, io credo che l'impostazione del disegno di legge Bongiorno sia un'impostazione equilibrata, si basa sostanzialmente o meglio non si basa sul consenso espresso, anche perché credo faccia riferimento a quella che è la dinamica dei rapporti delle relazioni umane che spesso i conti spesso e volentieri diciamo non ha e non non può.
Muoversi con un, con la necessità di un continuo assenso a ciò che Israele, a ciò che è ciò che si dice a ciò che si fa. Questo sostanzialmente è il discorso non va, non è un disegno di legge, di impostazione patriarcali. Io sinceramente ritengo ho una ho una mia idea. Credo che oggi si stia abusando dell'aggettivo patriarcale. In molti in molti contesti la società è una società complessa, è sempre stata complessa anche quando c'erano modelli diversi da quelli attuali per poter essere ricondotta all'aggettivo patriarcali. Io sono uno dei tutori della complessità, nel senso che bisogna sempre considerare che non si può mai.
Squadrare il mondo. Ecco con con l'accetta c'è sempre la complessità degli degli aspetti eh. Se noi parliamo di di di assetti che riguardano la società e l'evoluzione della società, la complessità è proprio e e quanto di tipo consono ci sia rispetto al all'evoluzione della della società.
Riteniamo che l'evoluzione che c'è stata in Senato sia un'evoluzione giusta, equilibrata, che non che non no non altera sull'utente, soprattutto, non va a menomare il diritto delle donne rispetto a questioni che riguardano la loro vita, la loro sicurezza alla loro proprio il la anche la loro indipendenza, la loro libertà perché io vorrei se io dovessi porre questa questione del livello comunale,
Lei ha detto a Bologna c'è un servizio che accompagna le persone, ora noi facciamoci una domanda, facciamoci una domanda, ma noi i nostri figli, i nostri nipoti li li faremmo circolari a mezzanotte, a Terlizzi a Bari e andiamo a fare andiamo a farci una passeggiata,
Andiamo a farci una passeggiata.
No, no, io dicevo, andiamoci a fare una passeggiata.
Andiamo, andiamo in a Bari in piazza, Umberto in.
Piazza Moro, andiamo a vedere che cosa succede lì, ma non non c'è bisogno neanche di arrivare a mezzanotte, non c'è neanche bisogno di arrivare a mezzanotte,
O sto dicendo questo?
Guardi.
Guardi Consigliere e di qualche giorno fa e di qualche giorno fa il video fatto a Bari, ma poteva essere poteva succedere anche in qualsiasi altra città. Si tratta di un ingegnere che per un certo periodo ha avuto anche relativa fama perché è stato consulente della giunta Raggi a Roma, il quale, per motivi professionali, si è trovato a Bari a un certo punto si trova in piazza Umberto e assiste involontariamente proprio riprendere col telefonino, riprende col telefonino la scena di una lite, purtroppo tra tra tra migranti. Era proprio stava avvenendo lì che che stavano che stavano in che stavano in quel momento attenzione alla presenza della Polizia locale. Si vede in questo video alla polizia proprio l'auto della Polizia locale. A un certo punto uno di questi si vede che gli va incontro dicendo tu non puoi riprendere queste scene. Egli sta.
Lui lui, attenzione, lui.
No, no, lui lui la mente, il fatto, la mente il fatto che qualcuno che stava lì a rappresentare le forze dell'ordine e gli ha detto che non so se ha fatto capire che non avrebbe dovuto riprendere, c'è chi è stato imprudente e il suo comportamento eh eh eh no attenzione c'entra nel senso che il problema della sicurezza riguarda tutti.
Riguardo, no, no attenzione, quando lei ha detto no.
Scusate no, no, non possiamo dire questo, lei ha citato l'argomento dell'accompagnamento, lei ha citato l'argomento della sicurezza, quel problema, quel problema riguarda tutti.
No no.
Io sto facendo, io ho risposto anche io ho risposto sull'argomento violenza sessuale, ma sto rispondendo anche anche sull'argomento, come lo vogliamo chiamare tranquillità sociale perché?
Perché, scusate, io io mi sto rifacendo.
Io mi sto rifacendo a quello che è scritto sull'ordine del giorno e ciò che è stato detto fino ad ora, non ad altro lo sto segue. Se voi vedete, non sto proponendo argomenti miei autonomi per un fatto di anche di anche di rispetto nei confronti di chi scrive, perché potrei parlare di tutt'altro. Potrei emendare e inserire che proporre un emendamento, inserire altri argomenti, non credo che sia questo noi dobbiamo siano chiamati a dire sì o no rispetto ad un ad un ordine del giorno che sostanzialmente dice al Sindaco scrive al Senato e di che il Consiglio comunale di Terlizzi è contrario a questo. A questo, a questa evoluzione normativa, questo è sostanzialmente ciò che vuol dire l'ordine del giorno, anche perché l'ordine del giorno tecnicamente non è la posizione del Consiglio comunale e la posizione del Consiglio comunale rispetto all'azione del Sindaco. Questo è il è il sostanzialmente il il discorso, allora io rispetto a questo che è l'argomento proposto nell'ordine del giorno, dove è stato posto un discorso di carattere sociologico, rispetto al quale io dico attenzione.
Bisogna fare, bisogna fare vedere tutto con il dovuto equilibrio. Questo disegno di legge non vuole negare le libertà delle donne, non vuole certamente negare la realtà. È un disegno di legge che, dal suo punto di vista, guarda a questo argomento sostanzialmente con maggiore equilibrio rispetto alla dinamica del del dissenso. Questo è ciò che, sul piano relazionale, vada affrontato in maniera differente. Questo diciamo questo disegno di legge di cui ora si è così contesta la si contesta il l'impostazione ora.
Non non non voglio io opporre altri argomenti. Il discorso della sicurezza.
Sociale. Lo ponevo semplicemente per dire attenzione, quando si entra, quando si parla del di ciò che può succedere, a una persona che si avventura da solo in una città o anche in un Paese come abbiamo visto, è un discorso molto più ampio che attiene alle dinamiche della sicurezza dei cittadini che attiene alle dinamiche dell'ordine pubblico, che attiene a tanti problemi di cui questo Consiglio si è anche occupato. Se noi invece ci voglia e di cui non si occupa questa legge attenzione, questo disegno di legge non si occupa di questo aspetto del problema. Se noi oggi volessimo invece limitare al,
A ciò che a quello che è il disegno di legge. Il disegno di legge verte principalmente sulla dinamica del dissenso. Questo esso è sostanzialmente il il dato e ritengo che sia comunque un disegno di legge equilibrato, dove la credibilità anche nel promotore nel soggetto promotore che.
E persone che è avvocato penalista di cui non si può negare nella competenza, nelle nelle nell'esperienza che si è occupata professionalmente di casi di questo genere che si è occupata anche a livello associativo e che ha ovviamente un livello di visibilità politica tale per il quale non si può negare a sull'utente che sia persona competente ed equilibrata e nell'affrontare questi questi argomenti non non non non ci troviamo. Ecco, non non ci troviamo di fronte a.
A persone che vogliono negare diritti, assolutamente ci troviamo di fronte a persona valida, competente, in buona fede e, come dire animata da intenti positivi rispetto a questi argomenti, a tanti altri argomenti.
Noi non riteniamo che il Consiglio comunale debba esprimersi in questo senso atteso attenzione, ripeto che la Camera ha avuto un orientamento diverso, il Senato onestà, avendo un altro e questo dimostra che non è questione di schieramenti politici o meglio che gli schieramenti politici certamente ci sono ci sono però qui non è solo questione di schieramenti politici, c'è una diversa impostazione tra Camera e Senato che nella Costituzione diciamo fa parte proprio del.
Fa parte del del del della costituzione, di quelle che sono le prerogative dei rami del Parlamento. Noi riteniamo che il disegno di legge, così come è fatto, certamente potrà subire nel seguito degli emendamenti, ma l'impostazione è l'ossatura lo scheletro del provvedimento e comunque è comunque valido. Grazie.
Grazie Consigliere, se non ci sono altri interventi, passerei alle dichiarazioni di voto.
Prego, Capogruppo, barile, fra ancora per dichiarazione di voto chiaramente favorevole a firmare questo ordine del giorno, io ritengo che abbiamo un po' perso di Mira nella discussione qual è l'obiettivo di questo ordine del giorno.
È evidente che voglio dire l'intervento del consigliere Gemmato, anche una sua valenza politica, stiamo parlando comunque di stiamo parlando comunque di diciamo.
Persone della sua parte politica, quindi rispettabilissimo anche la, la, la sua, la sua, la sua, la sua, la, la, la, la, la sua espressione, allora io ritengo comunque che al di là anche voglio dire di dell'espressione del del consigliere Ruggiero di violenze subite dagli uomini e dalle donne ci sta abbiamo tanti casi di cronaca, però, fondamentalmente da quando diciamo sono venuti sulla terra l'uomo e la donna, il maschio e la femmina, la donna fisicamente geneticamente più debole di un uomo.
È evidente, è chiaro, quindi qualsiasi colluttazione, qualsiasi momento di corpo a corpo parlo in maniera volgare, vede la donna soccombere soccombere soccombere e quindi, al di là di ogni di ogni, diciamo situazioni ideologica,
Io ricordo che negli comunque sta cambiando la mentalità, cioè ci sono delle leggi di Paz bipartisan, anche che spingono sempre sulla tutela e la protezione un po' delle donne, che sono l'elemento debole in queste società, voglio ricordare che c'è tantissimo sommerso in cui le donne che hanno subito violenza non le denunciano per terrore di essere marchiate sono gli stessi familiari, sono gli stessi genitori, non lo dicono neppure gli stessi genitori si portano quasi fino alla tomba un trauma spesso poi ci sono conseguenze anche psicologiche che non si riescono a capire, ma c'è un motivo perché si è marchiate quindi ben venga la liberalizzazione della possibilità delle donne di denunciare senza essere marchiate quindi questo ordine del giorno.
Lo ritengo in maniera pratica, diciamo, non porterà a delle delibere altre però un segnale continuo anche nel senso civico che dobbiamo trasmettere ai ragazzi, dove deve sparire il tabù dell'essere marchiato, se si tende ad avere a subire violenze, quindi, alla fine, ogni sforzo che fa l'Amministrazione, cui noi, come amministratori, siamo più obbligati a dare delle indicazioni. So che anche la scuola lo fa in maniera forte, perché quel tipo di educazione o devi fare da piccole, da bambine, cioè di far crescere la bambina con la consapevolezza di avere sui ruoli, sui diritti e difendersi.
E lo può fare se tutelata da un'opinione pubblica, soprattutto da una famiglia che non ostacoli valorizzare perché è uscita in maniera sconcia evidente che io, a mia figlia, direi per un decoro, voglio dire alla fine.
Diciamo familiari, guarda te lo dico evita vuol di di far questo, ma comunque al di là di questo non puoi togliere la la la, non puoi dare alla responsabilità di eventi diciamo di di di di.
Di natura sessuale o di abusi, perché la donna, la donna, la ragazza era appetibile. Quindi togliamo completamente di di di da davanti questa questa situazione bisogna, secondo me, con queste iniziative cercare sempre di smontare il tabù del marchio da parte delle donne quando subiscono in questo in questo modo loro sono pronte pronte a difendersi e quindi sanno che nella comunità non c'era, non sono marchiati, quindi ben venga la tutela che si dà si dà alla donna che, ripeto nell'ambito fisico sono anche un medico, purtroppo sono soccombenti se un maschio e una donna si trovano da soli in un punto oscuro, la donna è soccombente per forza proprio dal punto di vista fisico e non hanno nessuna tutela per potersi difendere e la società deve fare in modo che venga venga assolutamente, diciamo,
Sanzionato denunciata questa situazione che renderà le donne più forti a poter difendersi. È evidente che si invita e questo ripeto anche anche la scuola anche diciamo le famiglie a fare in modo di dare questa forza alle ragazze di intercettare subito situazioni pericolose lo devono fare subito, lo devono denunciare, devono cercare di evitare che si possa si possa, diciamo arrivare all'estremo, però purtroppo siamo nel genere umano con tutta la volontà di poter evitare questo. Ci sono situazioni in cui possiamo fare tutto quello che vogliamo, ma capitolo avvengano situazioni molto spiacevoli che però, nella maggior parte dei casi, lo dobbiamo dire vede vittime le donne.
Prego, consigliere Azzollini, poi abbiamo già le conclusioni, siamo in dichiarazione di voto.
E mi piacerebbe che, invece di continuare ad occuparci delle bambine che devono difendersi, iniziamo a occuparci dei bambini che aggrediscono invece di pensare e di preoccuparci delle donne che non riescono a difendere a difendersi, io direi che gli uomini comincino ad interrogarsi e a capire da un punto di vista sociale e culturale di genere, che cosa determina la loro violenza, non sto parlando di tutti gli uomini, ma gli uomini come genere.
Che cosa determina la loro violenza allora, solo quando si capovolgerei il punto di vista e quando gli uomini cominceranno a dire ai propri figli,
E non ali alle proprie figlie, attenzione diranno ai propri figli, attenzione.
Okay, e allora lì, secondo me e sta già avvenendo, sta già prendendo lento, ma sta già avvenendo.
Bene, se non ci sono altre dichiarazioni di voto, pongo in votazione il punto numero 5 all'ordine del giorno, Ordine del giorno presentato in corso di seduta consiliare del 17 marzo 2026.
In tema di violenza sui suoni, sull'assenza di un consorzio consenso libero favorevoli numero.
Volpe Giuseppe.
Ebbene, abbiamo 10 favorevoli, 4 contrari, Barione Gemmato, Ruggero tesoro, 0 astenuti è sempre 3 assenti, Ippolito pagano, è Desario, Giuseppe ordine del giorno, approvato, punto numero chiudiamo la votazione, Valerio grazie.
Punto 6 all'ordine del giorno,
Mozione presentata in corso di seduta, consiliare del sempre del 17 marzo 2026 ad oggetto salario minimo comunale, tutela del lavoro e valorizzazione.
Dei servizi pubblici, chi presenta la mozione, il consigliere Giuseppe Volpe, prego.
Sì, Presidente no, la leggo direttamente, anche se diciamo questa proposta, come lei ha detto già l'abbiamo presentata diverso tempo fa, a marzo ed è stata sottoscritta e sottoscritta da tutti i consiglieri di maggioranza, quindi, premesso che l'OCSE leggo e l'OCSE nel suo Employment Outlook 2023 ha affermato che l'Italia,
È il Paese che ha registrato il calo dei salari reali più forte tra le principali economie. Tra le sue raccomandazioni ha proposto, quale risposta al lavoro povero e sfruttato, l'introduzione del salario minimo legale, già istituito in 22 Paesi europei su 27, contribuendo concretamente all'aumento degli stipendi e delle condizioni dei lavoratori meno pagati. Ogni pubblica amministrazione, quando agisce sul mercato per acquisire beni, forniture e servizi, effettua una valutazione delle proprie esigenze e può liberamente scegliere le modalità per soddisfare tali esigenze attraverso le procedure previste dal decreto legislativo 36 del 2023, il crescente affidamento dei servizi comunali per la gestione e l'esecuzione ad aziende, società e o cooperative esterne all'amministrazione presenta un alto rischio di deterioramento delle tutele sociali, innescando un progressivo livellamento verso il basso dei trattamenti economici applicati ai lavoratori delle imprese appaltatrici. Preso atto che la tutela della retribuzione minima è un diritto riconosciuto in tutti gli Stati membri dell'Unione europea che la raggiungono. Anche tramite l'introduzione di un salario minimo o attraverso la contrattazione collettiva. L'ordinamento italiano non prevede un salario minimo legale e la determinazione della retribuzione minima stabilita dai contratti collettivi in aderenza alla Costituzione italiana, il cui articolo 36 dichiara che il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.
La rilevanza dei beni giuridici tutelati permette di garantire la tutela del lavoro sia sotto il profilo della applicazione dei contratti collettivi e quindi della tutela della retribuzione dei lavoratori. Secondo l'articolo Skua 36 della Costituzione sia sotto il profilo della salute e della sicurezza dei lavoratori, in quanto l'articolo 32 della Costituzione, ma anche il secondo e terzo comma dell'articolo 36 fissano la durata massima della giornata lavorativa e il diritto al riposo settimanale, nonché alle ferie annuali che individuano altrettante condizioni necessarie irrilevanti anche per la tutela della salute dei lavoratori. La sentenza numero 2 8 3 2 0 del 2023 dalla Corte di cassazione ha ribadito un principio già affermato con la sentenza numero 2 4 4 9 del 2016, secondo cui il precetto costituzionale di cui all'articolo 36, comma 1, della Costituzione garantisce il diritto ad una retribuzione proporzionata e sufficiente per questa via. La Cassazione ha determinato, da un lato un criterio positivo di carattere generale della proporzionalità della retribuzione e, dall'altro, ha sancito un limite negativo della retribuzione. La Corte di Cassazione, con la successiva sentenza numero 2 8 3 2 1 del 2023, ha precisato altresì che, in virtù dell'integrazione del nostro ordinamento a livello europeo ed internazionale, l'attuazione del precetto del salario del giusto salario costituzionale è divenuto un'operazione necessaria, considerando anche le indicazioni sovranazionali e quelle provenienti dall'Unione europea e dall'ordinamento internazionale.
La direttiva UE 2022 2 0 4 1 del 18 19 ottobre 2022, relativa, appunto ai salari minimi adeguati nell'Unione europea, all'obiettivo di voler conseguire gli obiettivi della dignità del lavoro, dell'inclusione sociale e del contrasto alla povertà, sicché la salvaguardia e l'adeguamento di salari minimi contribuiscono a sostenere la domanda interna attraverso una progressiva convergenza sociale verso l'alto dei salari minimi articolo 1, comma 1, in modo da poter conseguire condizioni di vita e di lavoro dignitose. Ricordato che i contratti collettivi nazionali sono frutto del processo di negoziazione tra i lavoratori, i loro rappresentanti e i datori di lavoro con le loro organizzazioni, nel quale si determinano le condizioni di lavoro, la retribuzione, l'orario di lavoro, le ferie e le politiche in tema di sicurezza e di salute. Dato atto che l'articolo 1 l'articolo 11, comma 1 del decreto legislativo numero 36 del 2023 rubricato principio di applicazione dei contratti collettivi nazionali di settore inadempienze contributive e il ritardo nei pagamenti stabilisce che ai lavoratori occupati nei lavori, servizi e forniture oggetto di appalti pubblici e concessioni deve essere applicato il contratto collettivo nazionale e territoriale in vigore per il settore e per la zona nella quale si eseguono le prestazioni di lavoro stipulato dalle associazioni dei datori di lavoro e dalle organizzazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, con riferimento espresso a quello il cui ambito di applicazione sia strettamente connesso con l'attività oggetto dell'appalto o della concessione svolta dall'impresa, anche in maniera prevalente con l'intento di promuovere la stabilità occupazionale del personale impiegato nel servizio oggetto di affidamento da parte dell'aggiudica dell'aggiudicatario nonché l'applicazione dei contratti collettivi di settore in conseguenza di riferimento alla contrattazione collettiva comparativamente più rappresentativa, il decreto legislativo numero 36 del 2023 fa obbligo alle stazioni appaltanti e agli enti concedenti di indicare direttamente ed esplicitamente nei bandi e negli inviti il contratto collettivo applicabile al personale dipendente impiegato nell'appalto o nella concessione comma 2. La norma riconosce agli operatori economici la facoltà di indicare nella propria offerta al differente contratto collettivo applicato ai lavoratori, a condizione che esso garantisca ai dipendenti le stesse tutele di quello indicato dalla stazione appaltante o dell'ente concedente articolo comma 3.
Analogamente, l'articolo 57 del decreto legislativo, sempre 36 del 2023 rubricato clausole sociali, del bando di gara e degli avvisi e criteri di sostenibilità energetica ambientale stabilisce che per gli affidamenti dei contratti di appalto di lavori e servizi diversi da quelli di natura intellettuale e per i contratti di concessione bandi di gara, gli avvisi e gli inviti devono contenere specifiche clausole sociali con le quali è richiesta, come requisito necessario dell'offerta, accanto ad altre misure, l'applicazione dei contratti collettivi nazionali e territoriali di settore, prevedendo che si debba tenere conto in base all'oggetto dell'appalto o della concessione o alle prestazioni da eseguire anche in maniera prevalente, dei contratti collettivi stipulati dalle associazioni dei datori di lavoro e dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, ma anche dei contratti collettivi, il cui ambito di applicazione risulti strettamente connesso con l'attività oggetto dell'appalto o della concessione svolta dall'impresa, anche in maniera prevalente nonché a garantire le stesse tutele economiche e normative per il ha avuto laboratori in subappalto rispetto ai dipendenti dell'appaltatore anche a contrasto del lavoro irregolare. L'articolo 119, comma 12 del decreto legislativo, sempre 36 del 2023, prevede che il SUAP al subappaltatore per le prestazioni affidate in subappalto deve garantire gli stessi standard qualitativi e prestazionali previsti nel contratto di appalto e riconoscere ai lavoratori un trattamento economico e normativo non inferiore a quello che avrebbe garantito il contraente principale.
Il subappaltatore è tenuto ad applicare i medesimi contratti collettivi nazionali di lavoro DIC del contraente principale qualora le attività oggetto di subappalto coincidano con quelle caratterizzanti l'oggetto dell'appalto, oppure riguardino le lavorazioni relative alle categorie prevalenti e siano incluse nell'oggetto sociale del contraente principale. Nella nota illustrativa ANAC al bando tipo 1 al paragrafo relativo all'oggetto dell'appalto e indicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento e tra l'altro evidenziato che le stazioni appaltanti possono trarre ulteriori utili elementi di riferimento dalle indicazioni fornite dall'Ispettorato nazionale del lavoro con la circolare numero 2 del 28 sette 2020, la quale fornisce chiarimenti in ordine agli indici di valutazione di equivalenza della disciplina normativa dei contratti collettivi. Considerato che la comunicazione della Commissione europea del 18 giugno 2021 recante acquisti sociali una guida alla considerazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici, dimostra una crescente consapevolezza del ruolo delle acquirenti pubblici, i quali, attraverso acquisti che prendono in considerazione obiettivi sociali durante l'intera procedura di appalto, possono promuovere opportunità di lavoro, il miglioramento del livello di competenze e la riqualificazione della forza lavoro, condizioni di lavoro dignitose, l'inclusione sociale, la parità di genere e non la discriminazione, l'accessibilità, una progettazione adeguata per tutti il commercio etico nonché cercare di conseguire un rispetto più ampio degli standard sociali. Gli enti locali possono svolgere un significativo ruolo nell'attivazione di procedure di appalti pubblici socialmente responsabili, utilizzando specifici requisiti premiali che valorizzano gli aspetti sociali dell'appalto. Nell'ambito della valutazione dello è TV, così come confermato anche dal recente giurisprudenza Consiglio di Stato sezione quinta del 2010 2021 numero 7 0 5 3, quali ad esempio il criterio del miglior rapporto ore di lavoro retribuzione. Vi sono contratti collettivi nazionali che, benché sottoscritti dalle organizzazioni dei lavoratori e di parte datoriale comparativamente più rappresentativi, a livello nazionale, prevedono minimi retributivi che pongono dubbi rispetto ai parametri di sufficienza e proporzionalità previsti dall'articolo 36 della Costituzione, che contiene il principio per cui il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa. Tutto ciò premesso, il Comune di Terlizzi ritiene assolutamente prioritario assumere ogni iniziativa possibile affinché siano assicurate condizioni di lavoro di alta qualità e un adeguato salario dei lavoratori nel territorio, specialmente nel contesto delle attività e dei servizi, che vedono come protagonista detto ente pubblico in qualità di datori di lavoro e di stazione appaltante. Perciò il Consiglio comunale impegna il Sindaco e la Giunta.
A confermare l'impegno dell'Amministrazione affinché il trattamento economico di tutti i lavoratori e le lavoratrici impiegate nell'appalto e negli eventuali subappalti, qualsiasi sia la tipologia di contratto individuale di lavoro, siano pari almeno ai minimi retributivi previsti dai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni dei lavoratori e di parte datoriale comparativamente più rappresentativi a livello nazionale in base al settore merceologico in cui l'appaltatore opera. 2 ad indicare in tutte le procedure di gara, in coerenza con quanto previsto dall'articolo 11 del decreto legislativo 36 2023 che al personale impiegato nei lavori nei servizi, nelle forniture oggetto di appalti pubblici e concessioni sia applicato il contratto collettivo maggiormente attinenti all'attività svolta stipulato dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative, salvo restando i trattamenti di miglior favore. 3 a privilegiare nelle procedure di gara gli operatori economici che garantiscono ai propri lavoratori un trattamento economico minimo pari a 9 euro. L'ora individuando inoltre meccanismi che, nel rispetto dell'articolo 108 del codice degli appalti, possano favorire il miglior rapporto ore di lavoro retribuzione. 4 a verificare, ai sensi dell'articolo 11 del codice degli appalti, qualora gli operatori economici dichiarino in sede di offerta un differente contratto collettivo da essi applicato, che tali diverso contratto garantisca dipendenti le stesse tutele di quello indicato dalla stazione appaltante. 5 a condurre il giudizio di equivalenza sulla base dei 12 parametri tacciati dall'ANAC nella relazione illustrativa al bando tipo numero 1 del 2023, elaborati sulla base delle indicazioni fornite dall'Ispettorato nazionale del lavoro con la circolare di cui sopra la numero 2 del 28 sette 2026 ad aprire un tavolo tecnico per perseguire l'inserimento di clausole premiali negli appalti pubblici per chi garantisca migliori trattamenti economici per i laboratori pari ad almeno 9 euro, l'ora.
7 ad effettuare una ricognizione di tutti i contratti in essere stipulati a partire dall'anno 2022, verificando le condizioni applicate sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista normativo. 8 a verificare puntualmente il rispetto dell'applicazione del contratto e delle condizioni contrattuali in maniera costante, redigendo un report relativo agli appalti in essere del Comune di Terlizzi e alle verifiche sui contratti. 9 e, ultimo punto, ad organizzare incontri con le organizzazioni sindacali al fine di verificare come raggiungere l'obiettivo per l'Amministrazione comunale, che tutti i contratti in essere prevedano un trattamento economico minimo inderogabile pari a 9 euro. L'ora non aggiungo altro rispetto a al.
Mozione, vorrei solo dire che appunto allora va a marzo, quindi ora sicuramente sarà cambiata qualcosa, non ci siamo inventati nulla e ovviamente questo è è una proposta.
Che a marzo avevo fatto una ricerca e ne erano già una dozzina. I comuni e le città importanti nonni, cito alcune Firenze, Napoli Genova, Milano, Aosta, Livorno, Perugia Reggio Emilia Imola, Venezia, che avevano, come dire, ha approvato questa questa mozione. Sicuramente sono passati altri due mesi saranno aggiunti tanti tanti, altri Comune comuni, esatto, sì, ci stavo arrivando, ci stavo arrivando e la nostra regione, la Puglia appunto, è stata pioniera rispetto a questa proposta di salario sociale minimo. 9 euro all'ora, con appunto una normativa che impone i 9 euro l'ora come requisito per le imprese che partecipano alle gare di appalto, ovviamente regionali, nell'ambito della nostra Regione,
Misura recentemente confermata, tra l'altro anche dalla Corte costituzionale, per cui abbiamo Regione Puglia e decine e decine di comuni medi, piccoli o grandi che hanno già adottato questo questo provvedimento. Grazie.
Grazie consigliere, Giuseppe Volpe, ci sono interventi?
Prego, consigliere Gemmato.
Consigliere, Barione, prego.
Grazie Presidente, no, diciamo che sorge spontanea questa considerazione, attualmente nel Comune di Terlizzi è stata fatta una verifica delle cooperative e delle associazioni che lavorano per il Comune la tariffa oraria pagata ai propri dipendenti.
S. Ma quello quello non c'è bisogno del provvedimento perché nel momento in cui io lo lo preparo e sorgendo la spontanea, la domanda dice ma nel Comune di Terlizzi, che cosa accade, il nostro amico che gira col furgone che busta paga?
Che è che il rimborso, diciamo economico, a sappiamo benissimo che una persona che lavora 24 ore al giorno sappiamo di dover andare ad affrontare queste problematiche, questa è una prima mia considerazione.
Prego, prego.
Ecco perché chiedevo, Presidente, se era stata fatta una verifica in merito a questa situazione,
No, questo magari può essere.
Un invito ad approfondire.
Ci sono altri interventi, prego, consigliere tesoro Strino, diciamo, mi ha anticipato nella riflessione il collega Barione, è chiaro che in di massima penso che siamo tutti d'accordo su su questo, su questo ordine del giorno no, e chiedo proprio diciamo come l'Amministrazione come un Comune può intervenire su queste dinamiche cioè mi spiego meglio può una un'Amministrazione inserire nei bandi di gara,
L'obbligo ai vincitori dello stesso.
Di applicare, diciamo, un indirizzo del genere, mi chiedo, può farlo e mentre allora, se lo può fare?
Sì, è che è chiaro che adesso stiamo facendo questa discussione, ma deve essere consequenziale, nel senso che dobbiamo stringere, dobbiamo, diciamo di intervenire da subito, cioè dal momento in cui si approva questo ordine del giorno, siamo convinti di portare avanti questo concetto. Solo questo però ho detto io in linea di massima sono d'accordo, prego Consigliere Gemmato.
Allora possiamo?
Possiamo proporre un altro ordine del giorno?
In cui impegniamo il Sindaco e la Giunta a rivolgersi ai sindacati per dire che nelle loro contrattazioni collettive nazionali e dei vari smettere con il malcostume di proporre di proporre, di concordare dei dei degli stipendi bassi per poi attenzione per poi in sede politica rivendicare invece il salario minimo questa è l'ipocrisia nazionale proprio della quale noi siamo tutti vittime di un, come dire, di un atteggiamento come tipo Giano bifronte, allora da un lato si dice no, no, salario minimo Nobel, non vi auguro allora poi gli stessi soggetti politici in altra sede, che non è più quella politica partitica parlamentare, ma è quella sindacale, acconsentono a, diciamo, a salari minimi che vanno molto sotto ma non non invece di nuove 8,8 ma molto molto sotto i 9 euro l'ora questa è l'ipocrisia che caratterizza il nostro sistema, anche perché anche perché il Sindaco,
Trattative.
La contrattazione collettiva nazionale viene fatta da un tavolo al quale partecipano No. Rettore dell'attenzione. La contrattazione. No, la contrattazione collettiva nazionale viene fatta perché qui non parliamo, vorrei chiarire, non parliamo dei dipendenti comunali, parliamo dei dipendenti di imprese private nella contrattazione collettiva nazionale relativa al lavoro privato. Non c'è la parte, non c'è la parte pubblica, ci sono le parti private e cioè le associazioni datoriali e le associazioni dei laboratori. Ora le associazioni datoriali, le associazioni dei laboratori arrivano e concordare un salario arrivo, ecco, c'è un salario e arriva a concordare un contratto che prevede tutta una serie di diritti, alcuni di questi già citati, quel ampiamente diciamo il diritto alle ferie a riposo, il numero di il numero massimo di ore lavorative giornaliere. Io andrei oltre gli straordinari che ci sono tante cose che vengono stabiliti in questi contratti, dove attenzione non c'entra nulla, non c'entra nulla. La parte pubblica è un accordo tra il datore di lavoro e lavoratore non uti singulus, il lavoratore nella quota rappresentato dai sindacati. Ora che cosa succede che i sindacati, i sindacati, non si capisce perché sono gli stessi che poi parlano di salario minimo in queste sedi acconsentono invece a salari che stanno molto al di sotto vero come Consigliere polio del del salario minimo che ipocritamente si chiede in sede nazionale. Allora.
No, no, non lo so, non so, non sto dicendo che avviene in tutte.
Non avviene in tutte in tutte le esiti, però succede spesso e volentieri tanto è vero, tant'è vero che se se la realtà, se la realtà non fosse questa, se ne allontana, non fosse questo ordine del giorno di questo tipo non ci sono, non ci sarebbero bisogno, allora io dico facciamo un ordine del giorno ai sindacati dicendo di smetterla di,
Di di di di di fare questi ma attenzione torno a ripetere torno a ripetere qui è una questione anche di attenzione, no, qui è una questione, andremmo a riprendere, andremmo a riprendere le cose che abbiamo letto sui libri di storia, sui libri di storia di di di perché oramai fa parte della storia, quando si si ci si faceva la domanda, ma lo Stato deve intervenire nelle contrattazioni private. Questo è un argomento che io ricordi, in cui si parlava, mi ricordo dell'argomento di moda nell'800 andiamo a riprendere le cose dette né nell'800, ma attenzione, cose possono essere di attualità, però il dato di fatto è questo, anche perché anche perché consentitemi, consentitemi il.
Tutto ciò che voi avete voi diciamo, chi ha visto questa ha fatto quest'~hesitation, diciamo ha predisposto perché in realtà è un ordine del giorno che sta girando un po' dappertutto chi è predisposto dall'ordine del giorno ho citato tutta una serie di riferimenti di legge rispetto a cui il Comune non può fare niente non può il Comune,
Derogare rispetto a questi minimi di legge non può fare assolutamente nulla se non rispettare le leggi e magari invitare tutti gli interlocutori al rispetto delle leggi, anzi più che invitare porne come come condicio sine qua non il rispetto delle leggi. Ma poi, quando si fa.
A dire a confermare l'impegno di amministrazione affinché il trattamento economico di tutti i lavoratori e lavoratrici impiegati nell'appalto, negli eventuali subappalti, qualsiasi sia la tipologia dei contratti individuali di lavoro, sia pari almeno ai minimi retribuiti previsti dai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni dei lavoratori e parti datoriali comparativamente più rappresentative delle violazioni in base al settore merceologico in cui l'appaltatore opera ma attenzione. Ci sono diversi settori in cui il minimo è molto sotto i 9 euro. L'ora come si concilia poi questo fatto che voi a privilegiare punto 3 nelle procedure che agli operatori economici garantiscono i propri lavoratori? Un trattamento economico minimo pari a muovere coloro logora, individuando inoltre i meccanismi che, nel rispetto articolo 108 del consigliere appalti, possono favorire il miglior rapporto ore di lavoro e retribuzione. Ma se c'è un contratto collettivo, cioè quei dipendenti sono stipendiati non in virtù, non in virtù di un contratto fatto ad hoc per lavorare con i Comuni internistico e di un contratto collettivo, che in molti casi è molto molto inferiore ai 9 euro. L'ora allora non ci prendiamo in giro, anche perché c'è un altro aspetto che noi dobbiamo prendere in considerazione. Ora c'è un altro aspetto che dobbiamo prendere in considerazione che tutt'altro che secondario.
Il, il Comune, il Comune.
Come opererebbe, cioè noi andiamo ad impegnare il Comune a fare un costante controllo sulle buste paga, dovrebbero essere esibite mensilmente tutte le buste paga dei dei lavoratori che sono che sono impegnati, nelle quali si dimostra concretamente che c'è il che c'è questo questo stipendio, altrimenti questo è un manifesto politico e basta non avrebbe nessuna nessuna aderenza con la realtà, perché qua o si parliamoci, il Sindaco deve essere impegnati in cose serie oppure se noi intendiamo considerare il Sindaco come il terminale di tutti i nostri sogni, le nostre aspirazioni represse le nostre i nostri desideri. Beh, poi il Sindaco sta in e poi si trova a dover gestire una quotidianità che non ha molto a che fare con i nostri sogni, i nostri desideri, eccetera e le.
Dovremmo in realtà noi descrivere come enti a in come intendiamo poi nel concreto nel.
No, attenzione, il tavolo tecnico.
No, chiedo scusa, Consigliere sta facendo una confusione bestiale, probabilmente attenzione, lei è vittima perché la confusione e la fa l'ordine del giorno e di e di e, di conseguenza, lì il tavolo tecnico e un altro fatto ancora. Il tavolo tecnico è un altro fatto ancora, e cioè delle clausole premiali. Una cosa diversa lo legga bene, perché capisco, ma attenzione l'ha detto anche lei, non l'ha scritto, lei questo ordine del giorno è stato però leggiamolo tutti bene, leggiamolo, tutti bene, son due cose diverse, uno è cosa è il discorso degli operatori, il tavolo tecnico in un'altra cosa e dove dice l'inserimento di clausole premiali negli appalti pubblici, che fa e che favorisca per per chi garantisca migliori trattamenti economici per i laboratori pari almeno 9 euro. L'ora è un discorso a parte. Non è il discorso del del, quello del quello di cui stiamo parlando e un altro a privilegiare le procedure di agli operatori economici che garantiscono i propri lavoratori, un trattamento economico pari a 9 euro. L'ora sono due aspetti differenti che ora io dicevo quando.
Garantiscono questa garanzia che loro darebbero proprio laboratorio. Stipendio minimo pari a 9 euro l'ora.
In che cosa si sostanzia nella nella vita quotidiana che il datore di lavoro poi dovrebbe esibire al Comune le buste paga, ma ci stiamo prendendo in giro.
No, io sto dicendo una cosa molto più semplice che Consigliere, se lei Consigliere, se lei continua a dire al Sindaco tante cose irrealizzabili, lei elabora il suo bravo, un manifesto politico che è completamente vuoto sul piano della concretezza. Io sto cercando di far atterrare, di far atterrare proprio sulla pista della concretezza, le cose, i concetti che lei sta esprimendo in astratto, sulla anche perché io l'ho fatta l'esperienza da amministratore pubblico e posso dire posso dire quali sono proprio i problemi reali che un Sindaco incontra nella quotidianità, allora lei dice lei dice lei dice privilegiare nelle procedure di gara e attenzione significa che nel momento in cui si fa il bando di gara bisogna bisogna specificare che, il che il.
No, no, che chi no, almeno io leggo quello che ha scritto lei no, non è questo che è scritto, privilegiare significa che chi non è uno può anche presentarsi e uno può anche presentarsi alla gara con uno stipendio inferiore però non ha il punteggio in più che dovrebbe essere conferito a chi,
Da chi applica uno stipendio di almeno 9 euro. L'ora allora che cosa succede che questo punteggio non è una cosa, così diventa con ogni probabilità determinante per far vincere la gara ad un operatore invece che un altro? Allora che cosa significa che, siccome questi succose pesanti perché riguardano poi il lavoro delle aziende riguardano quel requisito, poi deve essere mantenuto e deve essere rispettato, allora, affinché sia rispettato che cosa bisogna fare? Bisogna che il il, l'azienda ogni volta comunichi al al Comune tutte le buste paga, ma di tutte le buste paga, ma ci rendiamo conto che questo non è realizzabile in termini di legge.
Cosa?
Ma che fanno i sindacati consiglieri, i sindacati. Nel nell'in buona parte dei casi si accordano per stipendi che stanno sotto i 9 euro. L'ora finiamo di prenderci, finiamola, finiamola di prenderci in giro perché ci prendiamo in giro, noi dobbiamo dire le cose come sono i sindacati, con questo fatto non c'entrano niente perché è un atout, un contratto di natura privata tra il attenzione con atti pubblici tra l'ente locale Comune di Terlizzi. In questo caso è l'azienda che esegue il lavoro che segue il servizio, i sindacati non c'entrano niente, i sindacati tutelano i lavoratori di quelle ditte, ma non non non non non non sono tenuti a vigilare sul rispetto del contratto assoluta, il Comune che deve vigilare, perché grazie a quella clausola probabilmente l'azienda vince la gara e la cosa può avere risvolti giuridici se non giudiziari, perché se poi se poi arriva il Pierino della situazione e TT mai dimostra all'autorità giudiziaria che quell'azienda non applica quel criterio. La cosa può avere, può prendere una piega decisamente brutta. Allora io dico come fa il Comune concretamente a vigilare sul rispetto di questo requisito. L'unico l'unica maniera per vigilare sarebbe comunicare proprio le buste paga al comunicare le buste paga, inviare copia delle buste paga al al Comune, cosa che io vedo ardua sul piano della privacy sul piano della privacy. Innanzitutto, ma credo che ci sia anche un Hormats nella normativa che vigila costantemente sulla diffusione di dati che attengono al diciamo alla situazione e alla riservatezza delle singole persone. Allora queste questo questa cosa mi consentitemi questa. La valenza di un manifesto politico fine a se stesso è completamente inapplicabile, ma non solo attenzione. Io sto dicendo una cosa sarebbe molto più semplice. Sarebbe molto più semplice atteso che ci sono dinamiche che riguardano i Comuni, i propri dipendenti e lì sono tutte le dinamiche sotto controllo, anche perché so, che c'è un altro contratto collettivo nazionale, un altro CCNL che sta in è in itinere. Il precedente è stato adottato, credo, nel 2020.
2, se non ricordo male, fino al 2022 inizio 2023, non i primi tempi di questa Amministrazione e lì noi sappiamo bene, sappiamo bene come vanno le cose. Poi ci sono contratti invece di lavoro che diciamo sanciti dal de dei rapporti contrattuali a seguito del decreto legislativo 36 2023. E lì però, se andate a leggere da cima a fondo il decreto legislativo 36 del 2023, vi rendete conto, come non c'è nessuna possibilità per il Comune di affrontare questo aspetto. Allora io dico o che io capisco lo spirito, capisco il come dire, il, il fervore politico che i piani, ma io farei prima torno a ripetere a rivolgersi al posto vostro pari, prima rivolgermi ai sindacati e dire scusate.
D'ora in avanti d'ora in avanti. Il. I sindacati devono sostenere, anche in condizioni ambientali impossibili disagevoli, comunque, sostenere una linea del Piave che è costituita dal salario minimo. Allora sì, la si diventa credibili da si diventa credibile nel momento in cui si fanno queste cose ci possono essere a latere tante altre iniziative, ma non si è credibili nel momento in cui lo sappiamo tutti, lo sappiamo tutti che ci sono ambiti lavorativi in cui i contratti collettivi di la nazionali di lavoro stanno molto sotto i 9 euro e ce ne andiamo a prendere, cioè pretendiamo che il Sindaco si sostituisca ai sindacati nei nelle, nei rapporti nei rapporti con tra il tra aziende private e laboratori privati. Poi lasciamo stare gli aspetti più ampi che riguardano le dinamiche politiche nazionali. Le dinamiche parlamentari diciamo che non sono argomenti non siano argomenti all'ordine del giorno è che lì ci sarebbe molto da dire, allora io sono sono di questa idea modificate questo questo, questo questo ordine del giorno in maniera tale da poter impegnare il Sindaco e la Giunta su cose reali e non sulle favole. Dopodiché possiamo parlarne anche di di anche di di di votare a favore, ma ripeto, quando tutto si basa su meccanismi reali, parliamo delle parliamo delle tutele dei diritti dei lavoratori, certamente attenzione, gran parte sono già sancite dalla legge e non c'è bisogno di non c'è bisogno di ribadirle, ma torno a ripetere. Rileggetevi leggiamoci insieme questi punti, questi quanti sono nove punti. Se questi nove punti e ci rendiamo conto, come ci sono cose, che in aperta contraddizione con la realtà e cose che, come dire in aperta contraddizione con la fattibilità concreta, questo allora l'invito che vi faccio rileggiamo, rileggiamo anche insieme, ripetiamo tutto e vediamo se ci può essere un testo dove sì, ci si mantiene con i piedi per terra, si parla di cose concrete, si invita il Sindaco a fare cose concrete, perché io vi dico che il Sindaco di tutto questo è di tutti questi due punti, ma non potrà applicare, credo proprio niente che potrà fare Sindaco. Lei ritiene di poter applicare qualcosa, ma le oramai ne ha fatti quattro anni. Concretamente, lei ritiene di poter di poter far qualcosa su questi due punti? Sennò qua facciamo solo manifesti politici fini a se stessi. Grazie.
Prego assessore, Fiore Alessio.
Allora, innanzitutto io ritengo che questa diciamo sì a un ordine del giorno, diciamo di civiltà, per quanto riguarda tutta la nostra Nazione ed è dovremmo anche interrogarci il perché noi presentiamo un ordine del giorno sul salario minimo comunale a 9 euro all'ora in quanto anche negli altri Paesi europei presenti abbiamo un salario minimo comunale già un salario minimo già presente inoltre la cosa che vorrei,
Diciamo, volevo dire perché intervengo come Assessore allo sviluppo economico. Io ritengo che lo sviluppo economico vada di pari passo anche con i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, in questa non solo a Terlizzi, ma spero in Italia, in Europa e forse anche nel mondo. Innanzitutto io dico un fatto, però.
Per quanto riguarda i contratti collettivi nazionali del lavoro, che prevedono una soglia minima tabellare, perché poi ci dovremo anche chiarire sui 9 euro lordi, perché la Regione Puglia di definisce come minimo tabellare non come retribuzione onnicomprensiva perché, come sappiamo tutti, la retribuzione non è fatta solo diciamo del del salario ma anche delle poste, diciamo accessorio all'interno del salario stesso e la Regione Puglia prevede 9 euro lordi, come minimo tabellare alla Regione Puglia, anche visto un ricorso da parte del Governo, e il Governo e il ricorso è stato sonoramente bocciato, quindi il salario minimo è passato in maniera del tutto legittima da parte della Regione Puglia. Inoltre, per quanto riguarda i contratti collettivi nazionali del lavoro, ma non è che voglio fare scendere ai sindacalista, perché io solitamente sta dall'altra parte, però,
Per quanto riguarda i contratti collettivi nazionali, spesso questi non vengono rinnovati, questo, ce lo dobbiamo dire, sono spesso vetusti e, oltre questo fatto, di essere vetusti.
C'è anche un altro problema, l'altro problema che noi abbiamo che spesso e volentieri nelle contrattazioni ultimamente vengono anche nominati i sindacati, che non appartengono agli accordi previsti dalla legislazione nazionale e quindi.
Si va anche sotto i 9 euro, anche perché si cerca di fare i contratti non con le associazioni sindacali più rappresentative del territorio e quindi parliamo di quelle confederali per quanto riguarda i 9 euro lordi, lo dico diciamo più per una discussione più per una discussione 9 euro lordi,
Il Consigliere Gemmato giustamente poneva un problema perché poneva un problema diciamo che i contratti collettivi prevedono una un salario inferiore a quei 9 euro lordi come facciamo a risolvere? Io vorrei dire però che, per quanto riguarda i 9 euro lordi, si risolve Giacon la normativa prevista dal Codice civile perché c'è l'inderogabilità in peius, ma non l'inderogabilità in melius, quindi, in sostanza, come principio giuridico, i 9 euro lordi noi li possiamo raggiungere tranquillamente, anche dal punto di vista, diciamo, del riconoscimento a livello legislativo in questa, in questo Paese altri 20 non si porrebbe mai l'accento sull'interoperabilità in peius.
Penso che questo sia un principio abbastanza consolidato nel nostro Paese.
Io ho casi di imprenditori molto sedi che, invece di corrispondere una retribuzione così come è previsto dal tabellare in quanto il contratto è vetusto, prevedono di dare una parte in più e non c'è nessun problema, perché quello è il minimo che ti viene condiviso dalle associazioni di categoria datoriali e dalle associazioni di categoria della SAD sindacali ma andare oltre non è un problema e andare sotto che è un problema, perché in quel caso si viola una norma e oltre questo è evidente che ci sia un problema di privacy sono d'accordo,
Però noi, siccome abbiamo una legge chiamata legge Bassanini, che prevede delle autocertificazioni, fondamentalmente potremmo potremmo prevedere all'interno dei degli eventuali gare previste dal Comune di dal Comune.
Mi dica.
No, in autocertificazione, l'azienda si pone, si assume la responsabilità penale, è sì.
No, non è che si chiude il cerchio della presa in giro, è un fatto no, allora no, però ci dobbiamo mettere d'accordo Consigliere. Se è un problema di privacy, io sono d'accordo come si supera. Il problema di privacy si supera con le autocertificazioni, vengono fatte dappertutto ormai. Quindi, se io autocertifico che il mio salario sarà pari a 9 euro lordi, così come previsto al minimo tabellare, io ho risolto il problema. Inoltre, devo dire che, per fortuna i contratti sono andati avanti, sono andati anche oltre spesso e volentieri questi 9 euro lordi perché, per esempio, che noi vediamo in edilizia in edilizia, siamo molto al di là dei 9 euro lordi a ora, per quanto riguarda un manovale edile, il problema si porrebbe solamente su di un fatto e su questo condivido sulle cooperative perché quelli diciamo potrebbero essere contratti al di sotto dei 9 euro.
Per quanto riguarda poi l'eventuale, diciamo violazioni della concorrenza, perché questo potrebbe essere un altro problema, vorrei dire sempre un altro fatto che non vi è violazione della concorrenza, perché perché le convenzioni europee, ormai fra violazione della concorrenza e pieno riconoscimento dei diritti sociali prevedono prevale prevalere ormai sempre la seconda e poi, se ci fosse stato questo problema sinceramente consigliere Gemmato, probabilmente il salario minimo regionale non sarebbe assolutamente passato più no, no, lo l'ho detto io l'ho detto io l'ho detto io l'ho detto pensavo l'avesse posto l'ho detto io.
Prego consigliere Pollio Ruggiero, dove è andato via.
No.
Ruggiero Aosta e non sentiamo la mancanza, prego, consigliere pronto buongiorno a tutti.
Da un ordine del giorno, dal mio punto di vista encomiabile, si è passati all'attacco dei sindacati sindacati che voglio ricordare a chi mi ha preceduto, insieme con i lavoratori negli anni 70, hanno istituito hanno scritto, hanno costruito ciò che oggi tutti i lavoratori dispongono, che è lo Statuto dei lavoratori, queste regole scritte più di 50 anni fa.
Continuano a tutelare.
Questi lavoratori, che grazie a queste conquiste possono dire e possono camminare fieri sul loro posto di lavoro, ci sono alcuni contratti collettivi, addirittura pe, in alcuni settori ci sono più contratti collettivi dello stesso settore e, come diceva prima bene l'assessore,
Firmati in onda sindacati confederali, quindi che a maggior rappresentazione maggior rappresentativi alcuni sindacati.
Non tutt'oggi addirittura e ne abbiamo l'esempio ala al contratto della Polizia municipale alcuni sindacati non sono firmatari di quel contratto collettivo nazionale e quindi fare di un'erba tutto un fascio, i sindacati sono colpevoli, alcuni sindacati combattono per la tutela dei lavoratori e si migliora ogni volta che si rinnova un contratto collettivo nazionale si migliorano le vecchie.
Trattamenti economici, migliorandoli adesso come possiamo, come può il Sindaco, visto che abbiamo detto che il Sindaco, l'unico che può risolvere questo problema, come poi il Sindaco, io so però potete smentirmi, ovviamente, se mi sbaglio quando si indicono degli appalti pubblici,
È obbligo convocare le parti sociali.
Allora non c'è l'obbligo che allora è consigliabile comico convocare le parti sociali, quindi ora, magari lo aggiungo.
In sede di appalto di scrittura di appalto, insieme con le parti sociali, si può individuare il contratto collettivo nazionale che rispetti le esigenze e le richieste di quest'ordine del giorno, come ho detto prima e come mi può dare conferma e collega.
Esistono vari tipi di contratti collettivi nazionali e diceva l'Assessore, le cooperative, molte aziende che vincono gli appalti scelgono se aderire a contratti e lo dico Multiservizi o addirittura contratti agricoli che, come si diceva col consigliere Volpe addirittura l'orario paga oraria o per gli agricoltori sfiora i 10 euro netti perché i 9 euro lordi non sono lordi scusa, non sono lordi solo delle trattenute Irpef, l'Irpef, l'imposta che si paga allo Stato o le eventuali addizionali sono al lordo anche dei contributi previdenziali a carico del lavoratore, che ammontano a circa. Non dico la percentuale precisa al 10%, quindi su 9 euro lordi, significa che la paga oraria di un lavoratore al netto dei contributi previdenziali ma al lordo delle ritenute Irpef fiscali, quindi è di circa 8 euro.
Quindi esistono contratti, quindi l'impegno che potrebbe prendersi il sindaco o i dirigenti a questo punto è di mettere una postilla all'interno delle gare di appalto, dove indicano qual è il contratto collettivo di riferimento per quella tipologia di appalto, questa potrebbe essere che è evita autocertificazioni è avuta evita invio di buste paga il rispetto del contratto collettivo nazionale come dice la presidentessa,
Del Consiglio, il salario giusto salario è giusto per al Presidente del Consiglio, è il rispetto del contratto collettivo nazionale, quindi, in base al salario giusto, indichiamo il contratto collettivo nazionale che permette i nove euro minimo, allora grazie,
Chiudo la parola consigliere Pollio.
Sì, allora finisce l'intervento Pollio poi Ruggiero.
Per completare la l'intervento c'è una seconda fase del contratto collettivo nazionale che si chiama di secondo livello, in cui ogni singola azienda, insieme con i sindacati, può determinare variazioni contro contrattuali positive, ovviamente migliorative del contratto originario, che è a livello nazionale.
Mi ero confuso il consigliere Barione, prego.
Sì, grazie dopo dopo interviene il dirigente ingegner San Gerardo sì, grazie Presidente, anche perché ormai la tematica è diventata senza sindacale e e al contrario del collega che è intervenuto precedentemente, lui non dipendente sindacale, io invece sono un sindacalista per cui io sono costretto ogni giorno a cercare gli iscritti, lui invece, al contrario, il mio IVA levare li gestisce. Mi dispiace, mi dispiace che l'assessore Fiore sta andando fuori, però vorrei farne una considerazione. Visto visto l'ha visto la sua tutela nei sindacati confederati, io potrei dire i sindacati confederati cambiamo la legge e facciamo sottoscrivere e ai sindacati con due operai iscritti più attivi, perché i confederati e lo sanno tutti, che la loro forza, la loro forza, non sono gli operai in servizio, ma sono gli operai in pensione.
Altrimenti, altrimenti ai tavoli non si sarebbero più. È la dimostrazione che stiamo avendo adesso che, adesso che sono stati fatti fuori dalle contrattazioni secondarie, stanno spingendo per sottoscrivere immediatamente i contratti, perché loro non stanno più acquistando gli iscritti, perché stando fuori dei tavoli per cui, se dobbiamo dare una responsabilità la responsabilità, il consigliere polio ha detto, parliamo degli anni 70, io invece dico un'altra cosa. Se dobbiamo parlare della storia e della responsabilità dei sindacati, dobbiamo andare a parlare. Quando nel lontano 92 è stata cambiata la legge di come si rinnovavano i contratti, i contratti precedentemente venivano aumentati in base all'infrazione. Adesso incontra e.
Venivano a di 85, ho sbagliato anno. Adesso invece va bene. Abbiamo la tabella che ci prevede, l'aumento per cui è inutile che siamo stati 10 anni senza rinnovare i contratti che abbiamo creato. Il danno a tutti i dipendenti adesso è tutto o che ricade a quei sindacati okay che adesso hanno autorità a sottoscrivere anche loro perché hanno raggiunto il numero, per poter sottoscrivere i sindacati, anche perché lo sanno tutti io in Puglia, nell'ambito sanitario, rappresenta abbondantemente da 10 anni il primo sindacato, non per un anno, per cui se noi siamo, abbiamo un modo giusto e corretto di intraprendere, per cui io dico, la sfida la vogliamo fare, però lo facciamo in tutta Italia, andando a sottoscrivere i contratti dei sindacati che hanno gli operai attivi e pensionati, è giusto che hanno fatto il loro dovere. È giusto che vengono seguiti dai CAF e vediamo che secondo me la storia potrebbe sicuramente cambiare. Ecco perché adesso parlare del Governo che sta dicendo di applicare il contratto giusto. Chi ha creato questo disagio di creare in tutti questi anni 20 contratti nel privato, sicuramente non attuale, Governo è sicuramente non i sindacati confederati.
È chiaro, per cui se qualcuno ha intenzione veramente di aiutare gli operai, tirare una linea, guardarsi in faccia e rendersi conto che adesso la brutta figura la faranno perché torneranno a firmare e a sottoscrivere i contratti quest'anno con gli stessi importi degli anni precedenti, sempre lo aumenti dal 3 al 5% si avrà però questa volta chi aveva, le andranno a sottoscrivere i confederati, inquieta, li do prima, non li hanno sottoscritti e che cosa è cambiato vorranno dire che hanno acquisito qualche potere, qualche diritto in più per i lavoratori. Intanto, nel momento in cui non si sottoscrive un contratto, si passa anni e ripeto, noi abbiamo c'è stato un periodo che nell'ambito sanità abbiamo aspettato 10 anni. Quei lavoratori hanno solo perso potere d'acquisto perché l'aumento è stato lo stesso di 10 anni prima. Ecco perché il discorso delle nuove euro è giusto, è giusto la dignità, però, purtroppo, se noi diamo la possibilità alle cooperative, alle associazioni di poter gareggiare con qualsiasi tipo di contratto. Questo non avrà, diciamo modo, di poter essere rappresentato quell'ordine del giorno. Ecco perché per noi, insomma, mettiamo dei paletti delle cose importanti nell'ambito comunale, in quello che noi possiamo fare nel nostro piccolo, perché andare a parlare internazionale? Sinceramente andremmo solo a fare un intervento politico senza risolvere il problema. Grazie, io direi di,
Arrivare alle conclusioni, prego dirigente San Girardi.
Prego ingegner, San Girardi, fate un po' di silenzio, gentilmente ingegnere chieda, sì, prego, prego, si sente no, volevo dire semplicemente questo, cioè quando il Comune fa il bando redige il bando, ci stanno dei criteri predeterminati che derivano dai bandi tipo che ha emanato l'ANAC, quindi il bando tipo è quello per cui è obbligato in comune nel fare il bando a non introdurre clausole diverse da quelle già previste. Quindi il bando deve essere conforme ai ai contratti collettivi nazionali a seconda della tipologia di lavoro. No, nel senso che, se un lavoro edile.
Ci stanno i contratti edili se è un lavoro chimico, ci stanno i contratti dei chimici, ma non si può introdurre norme come devo dire maggiorate. C'è pagate di più il dipendente, insomma, non non non è possibile.
La norma, la norma, dice il contratto collettivo nazionale, quello è.
Quindi.
Andiamo avanti con i lavori se non ci sono interventi, passiamo alle dichiarazioni di voto.
No, e siete intervenuti tutti Consiglieri, Gemmato, intervenuto abbondantemente sono intervenuti tutti passiamo, siamo in dichiarazione di voto, Consigliere è intervenuto, ha consumato il suo momento cosa è successo, olio e eviti di provocare.
Allora, zia io, prima che il consigliere Barione olio per creare un prima e un dopo, diciamo con abbiamo fatto discorsi diversi, giustamente consigliere Barione con la sua esperienza sindacalista, dove ha detto cose molto sagge.
E altrettanto lampanti come verità.
Beh, entrambi abbiamo concluso l'intervento dicendo modificate, perché se noi andiamo a leggere le premesse nelle premesse, addirittura pure ciò che addirittura l'ingegner Stagira iscritto, purtroppo però il dispositivo, in aperta contraddizione con le premesse che nelle premesse dice l'ANAC a dei contratti tipo che vincolano a, diciamo a determinati parametri poi nel nel nel dispositivo si vuol dire di derogare rispetto ai contratti tipo che sono, diciamo che se è certo che così assolutamente si leggete,
E l'ha appena detto l'ingegner San girati né con l'ANAC, scusate, la chiariamo l'ha appena detto l'ingegner Sarmi Ghirardi, l'ANAC ha dei suoi contratti tipo in cui determina anche il anche quelli che sono i, il no, no, chiedo scusa,
Eh sì, ma sostanzialmente dal bando, quindi l'iper contratto come in cui vengono descritte le clausole e non si può là il e l'ANAC richiama al contratto collettivo nazionale, non si può andare oltre ciò che ha appena detto l'ingegner servirà se noi andiamo a leggere questo nella nota illustrativa ANAC al bando tipo 1 al paragrafo relativo all'oggetto dell'appalto e l'indicazione del Ccnl di riferimento e tanto ha evidenziato che le stazioni appaltanti possono ulteriori utili elementi riferimento dalle indicazioni fornite dall'ispettore attenuazione del lavoro con la circolare numero 2 del 28 7 nella quale fornisce chiarimenti in ordine agli indici valutazioni di coerenza disciplina normativa dei contratti collettivi, cioè, in altre parole,
È?
Ciò che?
No, ciò che invece ciò che invece.
O Santa miseria, chiedo scusa il ciò che ciò che è ciò che è scritto, ciò che è scritto qui e che c'è il bando tipo, il bando tipo con l'indicazione del Ccnl di riferimento, è quello il quindi rispetto a quello no, non stiamo dicendo la stessa cosa, stiamo dicendo due cose diverse. Io sto dicendo, come ha detto l'ingegner San Girardi, che nel momento in cui il bando tipo indica il CCNL di riferimento a quello bisogna riferirsi, rapportarsi e basta e non si può dire non si può derogare né usando ecco mutuando, mutuando ciò che ha detto l'assessore Fiore né in nei melius e né in peius giusto per giusto, per intenderci.
No, invece, invece l'ANAC invece la norma non lo prevede e l'ha appena detto l'ingegner San Girardi la pena, ma ripeto, eppure è scritto qua.
Eh no, Assessore, no, chiedo scusa, io, ma l'avete è scritto nel vostro sì, io dico, è scritto nella l'avete scritto nell'ordine del giorno, purtroppo c'è uno iato tra le premesse che sono tutte fanno tutte riferimento fanno tutte riferimento a a fatti di carattere normativo, sostanzialmente, mentre invece poi quando si passa al dispositivo si diventa degli ultras cioè questo è ciò che succede il sembra sembra che le premesse della narrativa, l'abbia fatto un uomo di legge, il dispositivo, l'ha fatto un ultras, questa mi sembra la.
Ecco lo iato presenti in questo ordine del giorno. Allora io io dico io dico, scriviamo perciò detto la premessa, alla fine diciamo, è quella diciamo. Ecco, va corretto in alcuni punti, ma ciò che invece va rivisto del tutto e il dispositivo che contiene cose in grandissima parte inattuabili, proprio completamente irrealizzabili, che piuttosto creerebbero qualche problema al Sindaco. Ora ha appena detto il dirigente ha appena detto che non è possibile. Non è possibile derogare rispetto a quello che è previsto nel bando nei bandi tipo dell'ANAC, perché non ce n'è uno solo, ovviamente, nei bandi tipo del dell'ANAC. Lo si può derogare rispetto a questo fatto più chiaro di come l'ha detto, ma ripeto riferimento che c'è anche qui nel nella stessa vostra narrativa, allora io dico il ci possiamo soffermare magari perdiamo un po' di tempo, ma non è tempo perso,
Non sarebbe tempo perso sulle narrativo, possiamo rivedere, c'è qualche aspetto che dobbiamo, dobbiamo rivedere, ma ciò che va del tutto rivisto e il dispositivo che, ripeto è completamente irrealizzabile, questo il.
Cerchiamo invece di pensare a qualcosa che possa essere realizzare nei prossimi anni a riqualificare seriamente il il Comune di Terlizzi, questo non qualifica il Comune di Terlizzi grazie ai contatti che ho letto, che uscirà, che uscirà su Terlizzi line Terlizzi viva e non so dove altro dove si dirà che il il, il Consiglio comunale di Terlizzi approvato un ordine del giorno in cui dirà che a Terlizzi c'è il salario minimo di 9 euro l'ora per tutto poi chiaramente questo è il manifesto politico vuoto che non sarà mai riempito da da nessuno. Questo lo dice già la Regione irrealizzabile è quello del salario minimo di 9 euro, quindi,
Quindi il Consiglio comunale di Terlizzi non si arrogherebbe un bel niente. Prego Consigliere Pollio solo per chiarire un passaggio. È ovvio che l'ANAC decida il contratto nazionale del settore. È ovvio che uno, se un appalto per edile non può mettere in a un appalto per metalmeccanici allora nel settore edile, se restiamo nel settore edile, non esiste un solo contratto collettivo nazionale, esistono vari contratti collettivi nazionali e, ripeto, firmati da tanti sindacati e altri sindacati più piccoli che ne firmano altri altri più grandi che ne firmano altri. Non esiste un solo ed unico contratto nazionale di quel settore ingegnere. Il dirigente ha detto che giustamente, l'ANAC dà l'indicazione per questo appalto. Dovete seguire il contratto nazionale degli edili, punto, ma non dice di quale associazioni firmatarie. Quindi è questo che voglio io sto voglio proporre che sia fattibile o non sia fattibile, non lo so. Proporre di il Comune insieme con le associazioni di categoria vadano ad individuare tra tutti i contratti collettivi e di lì continuiamo con questa parola, quale è quello che, rispetto ai 9 euro, allora era questo che volevo dire grazie Consigliere, pollo, Giuseppe Volpe e poi, di nuovo, Gemmato, ancora Gemmato.
Prego consigliere, Giuseppe Volpe, non non c'è nessuna contraddizione nel testo della mozione, che è fatta benissimo da persone altro che ultras esperte e competenti nel settore, e vorrei ricordare che, mentre noi stiamo discutendo una mozione, un ordine del giorno, ci sono invece comuni non che hanno semplicemente votato un ordine del giorno una mozione oltre all'esempio che citava che ho già citato prima.
Dal della Regione Puglia ci sono Comuni, noi il Comune di Terlizzi e parliamo di Firenze, Milano, Napoli, grandi città che addirittura hanno approvato non delle mozioni, dell'ordine del cioè delle delibere delibere di Consiglio comunale di Giunta per garantire un minimo di 9 euro all'ora, per cui parlare di manifesti politici di slogan non ha assolutamente senso, perché parliamo di cose invece assolutamente concrete che si possono fare le SSIS si stanno già facendo, lo stanno facendo diversi citati verso i Comuni, lo sta facendo la Regione Puglia, quindi non parliamo di sogni altro che sono qua, parliamo di diritti e tutele delle lavoratrici e dei lavoratori, una cosa che si può fare fattibilissima, concretissima, concretissima, con tanto di riferimenti normativi. Nel testo non c'è nessuna, nessuna contraddizione, anzi si danno delle indicazioni ben precise. Dico è chiaro che un atto di indirizzo come età, come essendo una mozione, è chiaro che un atto di indirizzo poi bisognerà fare appunto una beh, la delibera bisogna lavorare su una delibera, entrare un po' più nel eh. Sì, certo, come hanno fatto appunto decine e decine di Comuni di grandi città, non parliamo governate, tra l'altro, non solo da non dalla sinistra, estrema no, ma dal centrosinistra, dal centro, da civici, eccetera, eccetera. Quindi voglio dire quando si parla per slogan, appunto non c'è nessun manifesto politico qua si parla di cose concretissime su cui il Comune deve intervenire, proprio perché manca una forma di tutela a livello nazionale e quindi non non essendoci, non lo deve fare, lo fanno i con proviamo a farlo come Comuni dal basso, lo dobbiamo fare, dobbiamo intervenire su questo, tra l'altro che è una nostra responsabilità come Consiglio comunale,
Dobbiamo assolutamente intervenire su questo, quindi lo scopo è proprio questo di questa mozione che, ripeto, è un atto di indirizzo.
In quanto tale, ovviamente non è una delibera, questa che stiamo approvando un atto di indirizzo, lo voglio ricordare sulla base di cose che già si stanno facendo, non ci siamo inventati io e la consigliera Zurlini cioè non so se è chiaro quindi parliamo di cose fattibilissima altro le chiacchiere,
Grazie, consigliere Volpe e andiamo avanti con i lavori Gemmato è intervenuto sette volte, prego tesoro, prego Consigliere tesoro.
Prego consigliere, tesoro, scusa, io avevo detto, all'inizio del mio brevissimo intervento, che in linea di massima su questo ordine del giorno ero d'accordo su questa mozione era d'accordo, però interrogavo allo stesso momento l'Amministrazione no, per capire sotto l'aspetto consequenziale, perché poi alla fine dobbiamo questa discussione di due ore? Dobbiamo tradurla in fatti concreti e non in chiacchiere. Chiacchiere infatti concreti polio eh ah hoc eh scusa, ma che cosa ti ha chiesto il con il collega Gemmato? Che cosa ha detto che siamo d'accordo? Rivediamo l'ordine del giorno perché ci sono del deliberato nell'UE, nella cosa sta al posto del Consiglio comunale, impegna il Sindaco e la Giunta a far che cosa è questa la cosa che dobbiamo intervenire, ma per una cosa fattibile, non a dire strozzate, fatemi passare il termine e che ha è perché ci sono delle cose che sono inattuabili. Non è possibile che il Sindaco che cosa deve rispondere il Sindaco che in linea di massima è d'accordo, però alla fine, come si conclude il fatto.
Solo questo volevo dire, ecco perché ecco perché ecco perché ecco perché prendiamo anche visione di quello che dice, che quello che dicevi, tu, collega Volpe, no degli atti, degli atti concreti e lo facciamo e lo e lo faccia e lo facciamo come si deve insomma,
Ci sono dichiarazioni di voto o no, pongo in votazione.
E stiamo una prima in realtà.
In in dichiarazione di voto.
Siamo dapprima in in dichiarazione di voto.
Eh sì.
Inopportunamente però.
Prego, consigliere Barile.
Prego consigliere Barile, allora chiedo scusa, allora chiedo scusa.
Per dichiarazione di voto, signor Presidente, allora il Partito Democratico ricchi ritiene che il tema è importantissimo, però noi abbiamo una legge regionale che è stata avversata dal Governo centrale, la Corte abbia dato ragione, quindi è blindata la Regione Puglia, al netto di ogni Comune d'Italia ha per legge il salario minimo basta, basta, ci basta, questo,
Ad Ada a bassa. Ci basta questo siamo, siamo tranquilli tra tutti gli operatori degli elaboratori, poi tutte le altre situazioni sindacali. Noi non riusciamo a gestire, non possiamo entrare nel merito. Noi a noi sta a cuore che questa legge che ricordo Consigliere Gemmato è stata è andata in Parlamento spessissimo perché la maggioranza di centrodestra ha sempre rimandato al mittente. Questo lo deve ammettere sul salario minimo di 9 euro si sono fatte battaglie Algo a livello governativo e puntualmente la maggioranza di centrodestra rimandati a casa e quindi non esiste una legge nazionale sul salario minimo. La Regione Puglia ha avuto il coraggio di opporsi approvare è stata approvata. Questo è un grandissimo risultato. Questo ordine del giorno si rafforza questa situazione e va votato così come.
Prego per dichiarazione di voto, consigliere Gian moto.
Grazie Presidente, il.
Scusi.
Io io ritengo che se se avessimo spostato, come ha fatto il consigliere Barile sul piano nazionale, ma avrei semplicemente detto che il centrosinistra, che è stato nei precedenti 11 anni quasi ininterrottamente al Governo un'azione non ha fatto alcuna legge sul salario minimo quindi dovrebbe farsi questa domanda e magari darsi e magari darsi da solo una risposta per quanto riguarda la legge regionale, se è vero se è vero che oggi siamo vincolati, come dicevo, una legge regionale, non serve nessun ordine del giorno, basta rispettare le leggi, bisogna però vedere qual è.
No, scusate, scusate, allora siamo in dichiarazione di voto, siamo in di che io ho ascoltato, io ho ascoltato in religioso silenzio l'intervento del consigliere Barile, io ho ascoltato in, diciamo in religioso silenzio l'intervento del consigliere Barile e credo che ognuno di noi dovrebbe altrettanto con altrettanto silenzio essere il allora,
Ripeto sfrondati perché, ripeto, per rispondere ad ogni rilievo per quello che riguarda la politica nazionale, basta dire che il centrosinistra, in quasi 11 anni di quasi ininterrotto Governo delle elezioni, non è riuscito ad elaborare neanche una proposta di legge in questo senso neanche invise, almeno per altri argomenti, per esempio il ddl Zan. Qualcosa è stato fatto e poi non è stata approvata dal Parlamento su questo argomento non ci sono neanche stati consigliere Barile i disegni di legge, figuriamoci le leggi ed è stato ed è stato per decenni il centrosinistra al Governo della Nazione. Quindi questo è sufficiente per risponderle e permette a riporre io qualche interrogativo sulla coerenza di chi oggi dice determinate cose o sulla incoerenza di chi dice determinate cose. Questo è un aspetto, la legge regionale. Io dico sinceramente che nel momento in cui ci sono degli dei comportamenti che sono dettati dalle leggi, gli ordini del giorno sono tutti analoghi ad un flatus vocis, cioè nulla non non hanno nessun senso, perché nel momento in cui c'è una legge, la legge si rispetta e basta, non può essere mai oggetto di un ordine del giorno, una una legge, il. La realtà in consigliere Barile è molto più complessa e molto più composita di come lei la sta diciamo in maniera eccessiva semplificando la realtà. Ci dice invece che c'è un mondo del quale i sindacati dispiace dirlo, sono i protagonisti, e qui è importante la distinzione che ha fatto dei sindacati cosiddetti confederati, che hanno gran parte, diciamo, della responsabilità politica di questa situazione in cui ci sono dei contratti collettivi nazionali a cui bisogna attenersi. E una cosa giustissima. L'ha detta l'ingegner San Girardi, portando la sua esperienza non di politico, portando la sua esperienza proprio di dirigente di pubblica amministrazione e citandoci proprio la fattispecie del del bando tipo del del del dell'ANAC, al quale bisogna attenersi anche per quanto riguarda gli aspetti retributivi mediati. Così, se così si può dire, dal contratto collettivo nazionale di lavoro, come ho detto prima e veniamo alla dichiarazione di voto. Il questo que.
A vederlo nelle premesse, sembra un'elencazione di leggi, di circostanze normative, qualche forzatura con qualche forzatura di troppo, sulla quale magari si poteva intervenire con qualche emendamento, però, citando delle circostanze normative, di fatto la parte dispositiva sembra ignorare del tutto ciò che si è detto nella nella parte narrativa per iniziare a sbizzarrirsi proprio con cose su cui io vorrei una con riascoltare senza contraddirla alle dichiarazioni di voto del del del Sindaco magari il quale mi deve deve dire nella dichiarazione di voto, signor Sindaco lì come.
Beh è un chiedo scusa, deve dire nel senso che sarebbe bene, sarebbe bene che dicesse sarebbe bene che dicesse perché io parlo da Consigliere, lei parla da Consigliere, il Sindaco parla da sindaco, abbiamo dei livelli come di applica Consigliere, siamo in dichiarazione di voto, ma tutto ha detto tranne che in una dichiarazione di voto dai su su su restiamo nel tema interrotto, non allora il dicevo, vorrei sapere, ecco, sarei curioso di conoscere dal Sindaco come intende, come intende conciliare quello che è scritto in questo ordine del giorno con quello che prevede la legge, con tutti i doveri relativi alla privacy, tutti i doveri relativi al tutti i doveri. Diciamo tutto ciò che la legge prevede, tutto ciò che la legge prevede. Ripeto ciò che ha detto l'ingegner San Girardi e completamente dirimente sul sull'argomento, cioè perché ha fatto, cioè ha fatto chiaramente capire che è completamente inapplicabile. Qualche diciamo qualche clausola nel bando che possa prevedere una deroga rispetto al contratto collettivo nazionale. Poi il ripeto, lo stesso dispositivo evoca un sullo stesso argomento, cose diverse. In un punto si si parla di confermare l'impegno a rispettare il contratto collettivo nazionale. Poi in un altro punto bisogna derogare rispetto al contratto collettivo nazionale. Io leggo ciò che è scritto a confermare l'impegno, mi sarei, la dichiarazione di voto. Consigliere andamento economico di tutti i lavoratori e lavoratrici impiegati nell'appalto di eventuali subappalto, qualsiasi sia la tipologia, eccetera, sia pari almeno ai minimi, ai minimi retributivi previsti dai contratti collettivi nazionali. Questo si dice in un punto, può in un altro punto, invece, si dice che aprire un tavolo tecnico per perseguirli, inserimento di clausole premianti negli appalti pubblici e dove ci siano per chi garantisca migliori trattamenti economici per i laboratori parere almeno 9 euro l'ora quindi da una parte si dice rispettiamo i minimi del dei contratti collettivi minimi dei contratti collettivi. È scritto e i minimi leggo ciò che avete scritto voi dei contratti, collettivi. Dall'altra parte si dice che bisogna andare oltre almeno 9 euro. L'ora poi addirittura la ricognizione di tutti i contratti in essere a partire dall'anno 2022 e grottesca e grottesca. Si potete pure farla, ma non potete voi andare da laboratori che ha sottoscritto un un un contratto e dire dobbiamo modificare il contratto sulla base di che cosa sarei curioso di vedere questa ricognizione quale esito può avere e per dire ci sono.
Ci sono, ci sono, ci sono, voglio dire no, so leggendo Consiglieri, io sto leggendo quello che avete scritto.
Ad effettuare una ricognizione, una ricognizione di tutti i contratti in essere stipulati a partire dall'anno 2022, verificando le condizioni applicate sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista normativo. Cioè voi intendete dire è grottesco e grottesco, perché voi voi volete voi volete ritornare sui contratti approvati dalla vostra stessa Amministrazione per verificarli dal punto di vista normativo che mettete in dubbio Beckett in dubbio la legittimità dei contratti fatti dalla vostra stessa amministrazione. Ma vi rendete conto di che cosa scrivete io lo avrei capito, l'avrei capito se l'aveste detto l'avesse detto su contratti pregi della precedente Amministrazione, anche quello sarebbe stato un manifesto politico, una sorta di rivendicazione di carattere politico, ma è del tutto privo di senso andare a parlare di verificare i contratti che sono stati fatti dall'attuale Amministrazione, dalla vostra Amministrazione. Queste sono le cose veramente che sono dei degli autentici controsensi, questo cosa principale argomento principale, questo ordine, questo ordine del giorno al Sindaco che invito, ripeto, a dire come intende proprio fare queste, come intende applicare questo questo ordine del giorno? Questo ordine del giorno sarà completamente inapplicabile in ogni sua parte. Secondo me non c'è un solo aspetto se non se non fare il sindaco, una convocazione dei sindacati e dire parliamo del di di di una migliore condizione dei lavoratori, del non del del del Comune dei lavoratori, delle aziende che lavorano per i Comuni. Questo è il massimo che sarà ovviamente, una, come dire, una un buon paio d'ore trascorse in compagnia. Sì, grazie Consigliere, siamo 10 minuti al doppio del tempo, motivo questo è il motivo per cui il nostro voto sarà nettamente contrario a questo provvedimento in quanto totalmente inutile. Abbiamo fatto una proposta di migliorarlo, perché da parte nostra c'è stata tutta la buona volontà, ma abbiamo visto la chiusura completa proprio di su questo argomento per cui, per dichiarazione di voto, grazie Consigliere Gemmato per dichiarazione di voto. La consigliera Azzolini per di no, non più va bene così. Pongo in votazione il punto numero 6 all'ordine del giorno.
Come ah, mi scusi Sindaco non abbiamo visto la richiesta.
Può chiedere la parola Sindaco?
Prego, grazie, Presidente beh, intanto scoperto che in Aula abbiamo diversi sindacalisti, diversi esperti, ma lo dico anche c'è un seriamente perché ho verificato alcuni scambi abbastanza.
Corposi e profondi nelle nelle considerazioni, negli aspetti nella conoscenza delle norme, per cui penso di essere immuni mani laddove, come Amministrazione, ci accingiamo ad approvare un provvedimento che comunque va in linea con il provvedimento regionale, che è stato peraltro anche preso a riferimento e da tanti altri Comuni che si sono cimentati nella stessa volontà è ovvio che il l'apparente contrasto che noi in questa sede evidenziamo.
Sul conflitto, la potenziale di conflittualità con i contratti collettivi nazionali di lavoro, poi, andrà a infrangersi con la parte pratica, ma su questo diciamo, non non è sicuramente il Sindaco che si cimenterà in questo, salvo poi ricorrere agli organi che.
C c c c c gli organi e gli uffici che poi faranno i bandi. Io voglio soltanto dire una cosa se queste, nelle auto di civiltà, quindi noi ora, al di là della parte operativa, al di là della parte fattiva, dobbiamo dimostrare anche nella nostra città, e quel resoconto diciamo degli appalti che noi abbiamo fatto durante questi anni. Mira ad un'indagine, a fare un'indagine, a renderci conto a partire da un'analisi delle condizioni in cui lavorano i nostri dipendenti e comunque anche i prestatori d'opera che.
Fanno parte poi di tutte le aziende che si aggiudicano gli appalti, per cui al di Laura di qualche parte che sarà difficilmente applicabili. Io credo che noi la direzione l'abbiamo tracciata ed è quello appunto di garantire il minimo indispensabile per chiunque, e concludo con questa frase il minimo che possa.
Garantire il principio per cui il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e, in ogni caso, sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.
Grazie, pongo in votazione il punto numero 6 all'ordine del giorno mozione.
Ad oggetto salario minimo comunale tuttora De Mauro e valorizzazione dei servizi pubblici favorevoli.
Io non ho la schermata, Valerio.
Dovrei vederla sul mio monitor.
Bene, nuove favorevoli.
4 contrari e quindi.
4 assenti Ippolito pagano Desario, Giuseppe Vallarelli, Pasquale.
Mozione approvata.
Se può chiudere la votazione?
Punto numero 7 all'ordine del giorno, interrogazione assunta al protocollo generale dell'Ente.
Il 14 aprile 2026 ad oggetto Stato di attuazione del progetto PNRR e percorsi di autonomia per persone con disabilità, prego, Sindaco.
Sì, Presidente, si è tenuto un incontro importante la settimana scorsa presso l'ufficio.
Non lo davamo, non romperlo, prego, prego, consigliere Teso.
Cioè vogliamo far capire anche di che cosa stiamo parlando, cioè uno dà una risposta e sapere la domanda al quale chiedo scusa, ma è la stanchezza di tutti, diciamo così.
Eh sì, ma chi ci segue pericolosa?
Giusto, cioè io non faccio il volantinaggio casa per casa ad andare a dire quello che faccio no, non l'ho mai fatto. Ci parlo con le persone, ma non è che vado a fare volantinaggio allora oggetto interrogazione consiliare urgente Stato di attuazione, progetto, PNRR, percorsi autonomia per persone con disabilità. Premesso che il Comune di Corato in qualità di Ente capofila, insieme al Comune di Terlizzi Ruvo di Puglia, risulta beneficiario di un finanziamento nell'ambito del PNRR per la realizzazione del progetto percorsi di autonomia per persone con disabilità, tale misura è finalizzata a promuovere l'inclusione sociale e l'autonomia delle persone con disabilità attraverso interventi strutturati e personalizzati. Il Ministero competente ha concesso una proroga di tre mesi per il completamento delle procedure previste dal bando, considerato che a circa un anno dalla presentazione delle domande risulterebbe non ancora completate le procedure necessarie all'attuazione del progetto. Il decreto legge numero 19 del 2024 prevede, in casi di mancato rispetto delle scadenze, l'applicazione della cosiddetta clausola di responsabilità, con il rischio concreto del definanziamento dell'intervento. Tale eventualità comporterebbe gravi conseguenze per i destinatari del progetto, tra cui interruzione o mancata attivazione dei servizi essenziali, mancata presa in carico dei beneficiari e compromissione dei principi di inclusione e coesione sociale.
Ritenuto che sia doveroso garantire trasparenza sull'utilizzo delle risorse pubbliche e sulla gestione di interventi rivolti a categorie fragili. Sia prioritario evitare la perdita dei finanziamenti europei destinati al territorio. Si interrogano il Sindaco e la Giunta per sapere quale sia lo stato attuale di attuazione del progetto percorsi di autonomia per persone con disabilità, quali su quali siano le ragioni degli eventuali ritardi accumulati nelle procedure previste. Se siano state adottate tutte le misure necessarie per rispettare le scadenze imposte dal PNRR, se vi sia un concreto rischio di definanziamento del progetto è in tal caso quali azioni si intendono intraprendere per evitarlo?
Quali siano i tempi previsti per l'aprii, per la piena operatività del progetto e la presa in carico dei beneficiari. Si chiede risposta e discussione in Consiglio comunale con carattere d'urgenza protocollata,
Il 19 marzo, il 19 aprile.
Rituale ciò che sto dicendo, ma occupa qualche secondo.
Lo facciamo tutti i nostri all'interrogazione che ha fatto che ha appena esposto il Consigliere tesoro, parlo dei Consiglieri di opposi, va bene, va bene, grazie.
Prego Sindaco, grazie Consigliere tesoro per aver sollevato una problematica che ha tenuto in apprensione un paio di settimane fa l'Amministrazione non soltanto comunale di Terlizzi, ma proprio Ruvo Corato, perché l'ambito appartiene a tutti e tre e tant'è che a distanza di pochi giorni, se è stato si è autoconvocato il, l'ambito e siamo stati tutti quanti accorato e anche il nostro ente è stato rappresentato dal sottoscritto, dall'assessora, Dalla dal dirigente dei servizi alla persona dell'ingegner San Girardi, dalla dirigente del di Ragioneria, la dottoressa Panzini dall'assessora deriva Zappatore da dipendente de Assis, e quindi tutti i Comuni erano rappresentati nelle loro declinazioni più più importanti. Perché c'è stato un incontro in Prefettura che l'ambito ha svolto e quindi siamo stati eruditi sulla opportunità di poter proseguire nell'attuazione dei del del progetto, che ci consentirà di portare a termine la realizzazione della del del percorso per la disabilità io.
Nel dettaglio proprio perché riguarda comunque aspetti anche gestionali progettuali, vista approfittando della presenza dell'ingegner San Girardi,
Completerei il mio intervento di rassicurazione perché andremo avanti e quindi fare facendo in modo che non si debba restituire poi nulla. Lascio la parola all'ingegner San Girardi per completare le notizie che che, se grazie Sindaco, prego ingegner, San Gerardo, il dirigente del terzo settore.
Allora possono aggiungere questo.
Io sono, diciamo, uno degli ultimi intervenuti in questo progetto,
Per i motivi che sapete, nel senso che io sono diventato dirigente ai servizi sociali non da molto tempo, ma abbastanza di recente, il progetto parte un po' da lontano e parte nel 2022, uno dei motivi principali, diciamo, delle difficoltà che si sono presentate durante il corso diciamo degli eventi è,
Che all'inizio fu scelto l'immobile che si trova al piano terra del parco Marinelli commi immobili da poter destinare a questo tipo di attività. La scelta fu fatta da altri dirigenti che non siamo noi, da altri funzionari che oggi non esistono più, nel senso che hanno cambiato il Comune. Quindi sono state scelte fatte in altri momenti.
Quando poi è venuto il dirigente Di Corato a visionare l'immobile del parco Marinelli, ha ritenuto che non vi fossero le condizioni strutturali e igieniche e sanitarie per poter abilitare, diciamo così bene, il bene edilizio da destinare ai disabili, per cui si è scelto di.
Un comitato dire trasportare il progetto dal Parco Marinelli ha una porzione dell'edificio pressing di via di via Gramsci, quindi già questo ha creato, diciamo, un pochettino di disallineamento nella programmazione nuova tempistica, poi accorato c'è stato oppure l'avvicendamento dei dirigenti, i dirigenti di Corazzo, lui che è cambiata anche qui a Terlizzi. C'è stato questo avvicendamento, per cui oggettivamente è stato, diciamo un pochettino difficile portare avanti in maniera adeguata tutta quanta la programmazione. Quello che è importante dire è che, per quanto posso affermare,
Almeno in questo momento un concreto rischio, diciamo, di definanziamento, non c'è.
Nel senso che da Roma è arrivata una nota che ha un carattere sollecitatorio affinché si concludano le lavorazioni entro giugno. Allo stato attuale CEDAP, dare inizio ai lavori di ristrutturazione edilizia presso l'immobile del MOI lavori che, secondo quanto ci ha comunicato il Comune di Corato, sono di imminente inizio, inizierebbero addirittura l'11 maggio e termineranno tra 40 giorni dall'11 maggio, per cui si arriva intorno al 20 giugno, contra quindi il 20 giugno. I lavori saranno comunque ultimati. Contemporaneamente è stata già avviate avviata la fase della coprogrammazione o coprogettazione per la gestione. Diciamo, per poter far utilizzare questo bene dalle persone portatori di handicap, le persone o le persone disabili sono in tutto 12 i beneficiari di cui sono se persone da Terlizzi no, se persone da Ruvo e quattro date edilizie, 2 da accorato per un totale, appunto se flussi 12, quindi in questo momento diciamo io mi sento di poter essere relativa a monte, diciamo tranquillo, abbastanza tranquillo. Quello che è uscito dalla seconda riunione che si è tenuto in Corato è che nella denegata ipotesi che dovesse esserci il definanziamento i beneficiari lucidi Martolini, oltreché interverrebbe l'ambito a poter sopperire a queste somme in ragione di percentuali legate a ciascun comune in base al numero degli abitanti per cui Corato metterebbe molto di più e Ruvo Terlizzi, metterebbero curling terzo per ciascun, quindi sarebbe se ci sarebbe, diciamo,
I Comuni rifonde avrebbero d'oro e il finanziamento che eventualmente il PNR dovesse revocare.
Questa è una situazione un momento.
Grazie dirigente, ha chiesto la parola, il Consigliere Franco tesoro, sì.
Grazie, diciamo alle delucidazioni del dirigente, però.
Se non sbaglio quella un finanziamento, diciamo, nel momento in cui dovesse essere definanziato lì parliamo di un importo, se non ricordo male, di 1 milione 200.000 euro.
700 topi, 715.000 euro.
Tutto questo qua, il finanziamento con ce l'ho qua 715.000 euro o, se ricordavo male, io però allora lo spirito di questo, quale qui non è il fatto della sola riqualificazione, dell'adeguamento dei luoghi che è giusto che vengano fatti, ma io mi riferisco anche alle attività che si devono diciamo far svolgere a queste diciamo a questi signori esempio, attività di laboratorio creativo, attività di qualificazione, attività di riqualificazione, previo compenso. No, questo almeno me lo ricordo è scritto nel bando, cioè a favore dei beneficiari. È chiaro perché qui non è il fatto di prendere un disabile, metterlo dagli la, la la la dimora tranquillamente, quello possono stare alle case, proprio, diciamo ah, è prendere farli, iniziare a fare attività, ad incentivarli. Sotto questo aspetto, cioè, è chiaro, stiamo all'inizio e che io prendo per buono. Non avrei dubbi di quello che mi dice. Il ingegner San Girardi, però mi auguro che iniziate già a capire questo meccanismo o a farlo capire questo meccanismo. Sono stato chiaro benissimo. Grazie.
Prego, Consigliere Ruggi Ruggiero una sola precisazione ricordo bene quando, prima della campagna elettorale, qualche fazione politica seduto tra le fila di questa maggioranza fece addirittura dei video on, girando con le carrozzelle, contestando la scorsa Amministrazione, dicendo che i marciapiedi, le strade non erano fruibili da persone con disabilità e dopo quattro anni ci ritroviamo in una condizione praticamente identica.
Ebbene.
Sono le ore.
15 e 26, la seduta è sciolta.
Buonasera a tutti.
