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CONTATTACI
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Buongiorno a tutti. Alle 10.44, buongiorno Sindaco, buongiorno consiglieri, assessori.
Do la parola alla Vice Segretaria per l’appello. Prego, Mariella.
Speaker : MONTANARO – Vice Segretario Generale
Buongiorno a tutti, proseguiamo con l’appello.
Di Feo (presente); Muoio (presente); Iodice (presente); Capodivento (presente); Lionetti (presente); De Angelis (presente); Clemente (assente); Landriscina (da remoto); Ingianni (presente); Calò (assente); Colia (assente); Cicinato (presente); Tarantino (assente); De Pasquale (assente); Triglione; Patruno (presente); Giannella (assente).
Sei assenti.
Assessore non consigliere?
Possiamo avviare.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Presente. Verificato il numero legale, possiamo cominciare.
Il primo punto all’ordine del giorno riguarda le comunicazioni del Sindaco. Prego, Sindaco.
Speaker : DI FEO – Sindaco
Grazie, Presidente, un saluto a tutti i presenti, un saluto anche ai radioascoltatori e quelli che sono collegati via web.
Tra le comunicazioni che intendo dare, la prima comunicazione è quella relativa alla modifica della Giunta.
Si comunica ai consiglieri comunali che con decreto sindacale n. 7 del 5 marzo 2026, ad oggetto Giunta comunale, vi è stata la revisione con attribuzione di deleghe e assessori comunali e ho proceduto alla modifica del decreto precedente, n. 9 del 6 novembre 2024, attribuendo le deleghe così come segue.
A Muoio Cosimo Damiano sono state assegnate le manutenzioni, l’arredo urbano, la Polizia locale, la Protezione civile, viabilità urbana e rurale, bilancio, con la delega anche di Vice Sindaco.
A Iodice Antonia il verde pubblico, l’ambiente e natura, servizi cimiteriali, servizi ecologici, prevenzione del randagismo e la sanità.
A Capodivento Maria Rosaria i servizi sociali, politiche giovanili, politiche comunitarie, pari Opportunità, accesso ai servizi pubblici e alla persona.
A Landriscina Giovanni attività produttive, commercio, eventi e spettacoli, agricoltura, spot, turismo, pubblica istruzione e cultura.
A Di Leo Luigi, quale assessore esterno, il patrimonio, l’urbanistica, i lavori pubblici, ERP, transizione digitale, PNRR.
Altra comunicazione che va fatta al Consiglio comunale è quella che con verbale di deliberazione di Giunta comunale n. 7 del 23 gennaio 2026, è stato approvato il Piano Integrato di Attività e Organizzazione 2026-2028, il cosiddetto PIAO, in cui viene indicata qual è l’attività strategica, quelli che sono il valore pubblico, le performance, l’anticorruzione, l’organizzazione del capitale umano, il monitoraggio, le azioni e tutto ciò che pone in essere la Pubblica amministrazione.
Qui abbiamo avuto un particolare riguardo a quelle che sono le iniziative sull’anticorruzione, riciclaggio e sul contrasto a fenomeni di possibile infiltrazione mafiosa.
Terza comunicazione, è quella relativa alla conferenza stampa tenuta dal Presidente della Commissione parlamentare durante la quale veniva testualmente citato il Comune di Trinitapoli.
Da quello che riportavano i giornali c’è stato un video, chiaramente era una conferenza stampa, e tra questi vi erano una serie di dichiarazioni, anche virgolettate, e quella che poi ha balzato alle cronache era che “un altro dato ‒ viene detto ‒ emerso dalle audizioni delle autorità delle Province di Bari, Barletta, Andria, Trani, è che l’utilizzo soprattutto di affidamento diretto in via prioritaria dei piccoli centri, perché sottosoglia, permette con più facilità l’ingresso della criminalità organizzata nei Comuni”. Ha poi sottolineato Colosimo e nel caso dei piccoli Comuni ha citato Trinitapoli nella BAT.
È evidente che questo è un tema per la Commissione antimafia, soprattutto perché il rapporto tra politica e mafia è oggettivamente il cuore della Commissione, ha aggiunto.
Queste dichiarazioni ringrazio innanzitutto i consiglieri comunali che hanno avuto il garbo istituzionale di non cavalcare subito la notizia. Vi ringrazio pubblicamente di non aver fatto lì l’attacco che avviene immediatamente con sofferenza d’ansia, quasi subito a voler sfruttare la notizia come se queste fossero delle belle notizie. Quindi, ringrazio coloro i quali hanno avuto questo garbo non nei confronti miei, sui quali c’è il Consiglio comunale e uno può fare tutti gli attacchi che vuole, che ritiene opportuni, le critiche e gli interventi, ringrazio di non aver sfruttato le notizie nella maniera, a mio modo, più becera possibile, perché diventa gioco facile in quel momento intervenire e voler subito cercare di amplificare una notizia che già di per sé è grave.
Soprattutto avete tenuto anche in debita considerazione che un Sindaco non poteva rimanere né silente rispetto a questo, né non poteva venire in Consiglio comunale, né tantomeno non può adottare delle iniziative che siano consequenziali a quanto è stato detto semplicemente se tiene minimamente al suo status e quindi se vuole quantomeno evitare che quella situazione possa evolvere negativamente sia per il Sindaco, che per l’Amministrazione comunale.
È evidente che se la dichiarazione della parlamentare fosse stata quella di dire che in Puglia esiste la Sacra Corona Unita, che in Puglia ci sta la ’ndrangheta, che in Puglia ci sta la Camorra, che ci sono fenomeni legati anche ad infiltrazioni mafiose, nulla quaestio, ci sta. Il fatto poi di aver nominato Trinitapoli laddove si parla di attività amministrativa, è cosa diversa.
Un conto è dire che a Trinitapoli c’è la delinquenza e c’è la mafia, un conto è parlare di un problema sull’attività amministrativa. Siccome questo è un Comune che oggi obbligatoriamente è tenuto a rispettare delle leggi, e più volte voi stessi avete citato in questo Consiglio comunale, più volte avete detto “guardate che voi dovete chiedere la BDNA, indipendentemente dalla somma, guardate che dovete stare attenti a quella che è la quotazione”, cioè situazioni che noi siamo obbligati per legge.
Poi volevo capire dove iniziasse l’attività, perché è evidente che non è che la Colosimo può dare queste dichiarazioni perché le ha prese davanti a un bar, sono la risultanza di quello che avviene da relazioni fatte dagli organi, dagli inquirenti, dalla Prefettura. Su questo io volevo comprendere.
Ieri sono stato anche da sua Eccellenza il Prefetto, ho inviato una serie di documenti, le attività poste in essere dalla mia Amministrazione dall’insediamento, addirittura dal mese di settembre subito dopo il mio insediamento in cui ci fu una delibera di Giunta nella quale davo degli indirizzi ben precisi, e dal mese di giugno sino a qualche giorno fa c’è tutta una serie di atti e iniziative deputate al controllo.
Perché come ho detto, per chi non avesse ben compreso, la Bassanini divide quelle che sono le attività di indirizzo, da quelle che sono attività di controllo, rispetto a quelle che sono attività meramente gestionali. Non ho mai detto, perché non è possibile questo, che il mio compito si limiti semplicemente a dire tagliate l’erba, io devo dire tagliate l’erba e poi c’è anche la fase di controllo della quale non mi sono mai spogliato né mai mi spoglierò.
È pur vero che tra quest’atto di indirizzo e l’attività di controllo c’è un’attività gestionale nella quale io non devo, non entro e non ci posso entrare. Posso tirare le somme e verificare se alla fine quell’attività sia stata fatta bene, siano state rispettate le norme e se sia stata effettivamente posta in essere quell’attività necessaria ad essere nell’alveo della legalità. Questo, senza ombra di dubbio.
Proprio questa attività di controllo io l’ho sempre esperita. Ho sempre scritto e poi si arrivano anche a prendere delle decisioni laddove ci sono situazioni che magari possano essere non chiare o non borderline. Certamente, tutte le relazioni che mi sono pervenute una parte di queste le ho inviate, non so se sono state inviate e se sono arrivate, perché ho chiesto un po’ di relazionarmi. Non l’ho fatto per me, l’ho fatto perché era giusto che dopo quelle dichiarazioni, quelle relazioni venissero portate alla luce. Io quelle relazioni già le conoscevo le ho chieste a suo tempo, quindi di volta in volta io già avevo quel tipo di relazione. Le ho richieste, mi sono state riformulate, proprio perché venissero portate a conoscenza vostra, dei Capigruppo, dei consiglieri comunali tutti, di sua Eccellenza il Prefetto, per capire qual è l’iter che è stato indicato nella mia attività amministrativa.
In questa mia comunicazione che vi faccio oggi voglio aggiungere un dato. Io, quando mi sono insediato, subito dopo chiesi anche di istituire una Commissione. Ricorderete che volevo istituire una Commissione ma questa Commissione non è stata mai poi istituita.
Io torno oggi nuovamente su questo argomento e chiedo espressamente a questo Consiglio comunale, quindi al Presidente del Consiglio e a tutti i Capigruppo, di istituire questa Commissione. Credo che sia arrivato il momento, anche alla luce di quello che è accaduto, di fare tutti parte di questo controllo che è già insito nell’attività ad ogni singolo consigliere, lo prevede già lo Statuto, lo prevede già il regolamento, lo prevede già la legge. Però adesso istituiamo una Commissione, una Commissione presieduta dai Capigruppo, la Presidenza affidata alle opposizioni, nella quale si va a fare un report semestrale, mensile, annuale, come lo si vuole, su quelle che sono le attività specifiche di queste che sono le criticità che sono state sollevate in particolar modo dalla Presidente Colosimo, in modo tale da avere un report continuo, stare all’interno ed evitare che ci si possa limitare a puntare il dito, a fare illazioni, a fare supposizioni.
Perché poi uno deve conoscere, che se sta all’interno della Commissione e incomincia a chiedere le carte, i documenti che avranno chiaramente una corsia preferenziale…
E questa Commissione non sarà una Commissione con un’azione di depistaggio, facciamo questa Commissione per tenere i consiglieri comunali occupati su un determinato fatto in modo tale… No, tutte le Commissioni resteranno in vita, tutte le Commissioni espleteranno il proprio compito, tutto andrà avanti. Ci sarà una Commissione che verrà tenuta permanentemente ogni mese, ogni 15 giorni, lo valuterete voi, e questa Commissione avrà il compito di raccogliere tutte quelle che sono le attività rispetto a quelle situazioni che possono palesare possibili criticità in ordine a quello che è stato sollevato. Solo in questo modo noi diamo una mano concreta a tutti.
Perché il problema è che ci dobbiamo porre in questo momento, qual è? Noi abbiamo interesse, abbiamo interesse e a cuore la nostra città, abbiamo interesse e a cuore l’economia della nostra città, abbiamo interesse e a cuore perché ci sia trasparenza e non ci siano dubbi su quelle che sono le azioni poste in essere non solo per la Pubblica amministrazione ma anche nei confronti degli operatori economici del nostro territorio. Quindi, dobbiamo porre in essere tutto quanto possibile affinché si possa ostacolare qualsiasi dubbio, qualsiasi perplessità.
Ovvero, se invece l’obiettivo non è questo e l’obiettivo è di continuare, ed è il motivo per il quale ho tenuto una conferenza stampa e per il quale io continuerò, e certamente non mi fermerò rispetto a quanto può evolversi, oppure l’obiettivo è quello semplicemente di stare a fare la polemica per la polemica, per poter mantenere in atto un dubbio, un qualche cosa su cui poter costruire castelli di sabbia in cielo.
Si è sollevato questo problema, io sono non tranquillo, di più. Ieri sono stato da sua Eccellenza il Prefetto con i documenti alla mano, abbiamo verificato tante situazioni, non soltanto a livello locale ma a livello provinciale, degli altri Comuni. Abbiamo verificato quelle che potevano essere anche le attività non solo poste in essere ma che possono susseguirsi. Quindi, non sono tranquillo ma di più.
Però io voglio andare oltre, oltre me stesso, questa cortina fumogena la dobbiamo eliminare.
Allora perché, come io ho detto dall’insediamento, non si deve fare una Commissione d’indagine, una Commissione speciale, una Commissione trovate voi il nome, nella quale ci sono tutti i Capigruppo, la Presidenza viene assegnata all’opposizione, ci verifichiamo tutte quelle che sono le attività legate agli affidamenti non soltanto di questi due anni, di questi quasi 24 mesi, anche di quelli precedenti, anche per fare un raffronto.
Perché il raffronto più chiaro è quello che viene fatto rispetto anche agli anni precedenti, che se poi mi si portano determinati esempi, voglio vedere che cosa è accaduto con il modus procedendi in un determinato anno e cosa è accaduto con il modus procedendi con l’Amministrazione Di Feo, qual era il risultato rispetto a quella che era la gestione del nostro paese e qual era la situazione in essere quando io sono arrivato qui, se pensiamo ai cantieri, se pensiamo al verde pubblico, se pensiamo alle manutenzioni delle strade, se pensiamo ai rifiuti solidi urbani.
Uno poi deve fare un raffronto, perché la risposta che dà la politica alla città, è diversa dalla risposta che può dare un Commissario alla città. Perché se io oggi esco per strada incontro 14.000 persone che mi dicono “sulla pista ciclabile bisogna tagliare l’erba”, “in via Borrazzo ci sta una voragine che non si può vedere ed è pericolosa”, “sulla pista ciclabile verso via Mandriglia l’erba è più alta del Sindaco”, se andiamo in via Cappuccini ci sono problemi, se andiamo nella zona Castello ci sono problemi, rifiuti abbandonati. È una situazione di cui la politica, non solo la maggioranza ma anche voi dell’opposizione quando uscite venite fermati e dicono “quando si risolve questo problema?”, che è diverso, è un approccio diverso.
Su questo è evidente che l’Amministrazione deve dare delle risposte, quindi cambia la programmazione, cambiano gli investimenti, cambia tutto e chi ha amministrato questo lo sa.
È evidente che quindi i raffronti vanno fatti e su quei raffronti poi si possono tirare le somme e arrivare quindi alla conclusione e capire se effettivamente ci possono essere profili.
Ieri sono arrivate altre tre interdittive, sono tre aziende del Comune di San Ferdinando di Puglia, di cui una di queste aziende dovrebbe avere il domicilio fiscale, la residenza nella città di Trinitapoli. Sicuramente ci saranno altre interdittive.
Come ho avuto modo di dire sia in conferenza stampa e sia in questi giorni, 10, 100.000 interdittive ben vengano. Un’interdittiva significa per noi eliminare dal mercato gente che può creare una concorrenza sleale nei confronti degli altri e creare un potenziale pericolo per chi amministra. Benissimo, 10, 100.000 interdittive.
Al contrario, perché poi bisogna girare la copertina, al contrario devo anche aggiungere che è importante altresì che non venga violentata, disintegrata, annichilita, azzerata l’economia locale e che non ci sia un pregiudizio a monte, non per fare clientelismo becero, come a qualcuno verrebbe facile da dire, ma secondo me se l’economia locale cresce, se aumentano le assunzioni, se si lavora nell’edilizia, se si lavora nel verde, se si lavora nelle attività produttive, è evidente che tutto questo, se si lavora nei servizi, può portare chiaramente sempre più a togliere parte della criminalità che magari ha come movente principale… c’è il criminale incallito, lì non ci si può fare nulla, criminale nasce e criminale muore, poi c’è anche chi per stato di bisogno è costretto a delinque. Se si offrono possibilità di crescita economica in una città, è più facile che quella persona possa trovare la retta via e lavorare.
Allora in questo contemperamento di bisogni, in questo contemperamento di necessità noi dobbiamo cercare di essere obiettivi. Perché come ho detto a suo tempo e in più sedi, il punto non è poter ambire a prendere la sedia di consigliere comunale, di assessore o di Sindaco attraverso il fatto che si possa sradicare un amministratore, il punto è sradicare la delinquenza, e sradicare la delinquenza significa stare tutti dalla stessa parte, sradicare la delinquenza significa che insieme si pongono in essere quelle attività che possono far sì che ci siano tutte le iniziative possibili per poter fronteggiare le possibilità e non partire dal pregiudizio che l’iniziativa posta in essere sia un’iniziativa già di per sé finalizzata a favorire Tizio, piuttosto che Caio.
Perché, ripeto, chi ha amministrato poi lo sa che se in un determinato momento… Ieri facevo proprio l’esempio con sua Eccellenza, se in Prefettura si organizzano degli eventi, esempio organizziamo il 2 giugno, il più delle volte magari ci si ritrova con lo stesso esercente che ti organizza lo stesso evento per tutti gli anni. Quello significa non aver fatto rotazione? Significa non aver voluto in qualche modo favorire qualcuno? O magari può significare che quella persona ha già fornito la BDNA, ha già fornito che è una persona perbene, che il servizio può essere stato reso in un determinato modo, che può essere stato efficiente.
Ci sono situazioni che poi chi amministra e chi gestisce necessariamente deve tenere conto e tutti gli esempi che vengono portati sono tutti a favore dell’Amministrazione.
Certo, noi potremmo fare tutto quello che vogliamo, le manifestazioni di interesse, cercare di fare delle attività dove possibile, derogare al contratto che prevede l’affidamento diretto, derogare, l’ho scritto anche in una mia nota, derogate. Però l’attività che si può fare in un mese la devi fare in sei mesi.
Adesso c’era il verde, stiamo facendo un’aggressione al paese perché non si può, con le piogge che abbiamo avuto avete visto com’è scoppiato il verde in tutte le zone di Trinitapoli, in tutti i quartieri, in tutte le strade. Che fai? Aspettiamo altri sei mesi?
Qui potrebbe arrivare adesso l’altra risposta, perché un’Amministrazione dovrebbe avere una programmazione e in questa programmazione tu riesci ad evitare di dover fare pronto soccorso e quindi… Certo, anche la programmazione si può fare ma quella programmazione è figlia dell’organizzazione degli uffici. Perché se tu prima hai un funzionario, poi quel funzionario va via, poi ne arriva un secondo e il secondo funzionario va via, se quello che sta preparando la gara poi non ci sta, se il dipendente che tu avevi magari prende la mobilità, ti lascia e se ne va da un’altra parte, la programmazione se ne va in quel paese. Perché dove ci sono uffici che hanno potuto avere una continuità del funzionario e dei dipendenti, quella programmazione trova una sua linearità, è più semplice la gestione. Laddove ci sono quegli uffici che si è dovuto lavorare per cercare di riorganizzarli, è chiaro che anche una gara d’appalto che va preparata in un certo modo può risentirne e questo ti fa saltare quella che è la programmazione. Chiaramente dall’esterno tutto è più semplice.
Comunque, ritenevo doveroso da parte mia informarvi su questo. Chiederò al Presidente del Consiglio di formalizzare una Conferenza dei Capigruppo nella quale indire e istituire questa Commissione speciale. Dopodiché, prenderemo atto della volontà o meno di parteciparvi, ma in ogni caso una Commissione di questo tipo doveva essere fatta, perché con questa Commissione io voglio semestralmente, poi lo decideremo, avere un report costante e continuo di quelle che sono le attività avendo come compartecipi, e non come avversari, coloro i quali all’interno di questa Assise intendono perseguire il bene comune e vogliono far sì che si vada verso una determinata strada.
Certo con questo non sto derogando alle mie prerogative, ho vinto la campagna elettorale, amministro, prendo le decisioni, e mi assumo la responsabilità. L’ho fatto, lo faccio e lo farò.
Sto semplicemente dicendo che se su questo si solleva un polverone e, ripeto, ringrazio i consiglieri che questo polverone non l’hanno sollevato, che hanno aspettato questa Assise per parlarle, o per dire la propria, o quelle che saranno le iniziative che si prenderanno, però è altrettanto vero che se io non devo fare un passo indietro rispetto alle mie responsabilità, alla mia attività di programmazione, alla mia attività di iniziativa che non può subire in questo nessun tipo di deroga o non vado certamente a delegare a terzi, perché mi assumo io la responsabilità verso il popolo di quelle che sono iniziative, però qui stiamo parlando di controllo. Il controllo non si può limitare semplicemente a questo punto con l’accesso agli atti.
Adesso quell’accesso agli atti facciamolo diventare Commissione e quell’accesso agli atti prendiamo gli atti e li portiamo in Commissione e in Commissione poi se ne discute, se ne capiscono realmente le motivazioni e quello che sta dietro, poi si devono fare i confronti tra quello che si è fatto in questo momento, da quello che si è fatto l’anno scorso e da quello che si è fatto negli anni precedenti. Perché è importante poi arrivare ad una conclusione precisa su quelle che sono state le attività poste in essere.
Credo di aver detto tutto, Presidente, mi rimetto al Consiglio comunale.
Grazie.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, Sindaco.
Passiamo al secondo punto all’ordine del giorno?
Se me la chiedete.
Ho fatto una pausa per aspettare. Sto aspettando a passare al secondo punto per verificare se c’è qualcuno che mi chiede la parola per intervenire. Siete voi che dovete farmi capire se volete intervenire.
Consigliera Tarantino, vuole…
Consigliera Tarantino, io sto aspettando per passare al secondo punto, perché è chiaro che stiamo aprendo alla possibilità di intervenire. Però non è un obbligo, potreste non avere nessun interesse.
Quindi, apriamo la discussione. C’è qualcuno che vuole intervenire? Ha chiesto di intervenire la consigliera Tarantino. Prego le accendo il microfono.
Speaker : TARANTINO
Buongiorno a tutti.
Abbiamo aspettato il Consiglio comunale per intervenire su questa bufera mediatica che è successa negli ultimi giorni, lo abbiamo fatto per avere un quadro più completo di quello che stesse accadendo, perché di chiaro non c’era assolutamente nulla, c’era una dichiarazione, una frase, poi abbiamo visto le reazioni anche bipartisan sul punto.
Il Sindaco oggi riferisce sul dialogo avuto in Prefettura ieri e anche ieri abbiamo avuto le richieste che il Sindaco ha fatto agli uffici con le risposte ottenute dagli uffici.
Se dobbiamo commentare quello che sta accadendo, dal nostro punto di vista, del mio Gruppo politico, fingere che sia un fulmine a ciel sereno ci daremmo torto per le intelligenze che abbiamo reciproche. Perché noi siamo dei consiglieri comunali che hanno agito in maniera responsabile, ci hanno provato quantomeno a mettere in evidenza quelle che erano le criticità che avevamo evidenziato, che avevamo riscontrato. Ci è stato risposto molto spesso non nel merito, ancor più spesso con arroganza.
Oggi apprezzo moltissimo e mi adeguo al tono composto e serio che probabilmente si è deciso finalmente di mettere sul tavolo, perché è opportuno, è opportuno nell’interesse di una comunità.
Ma nell’interesse di una comunità non si arriva dopo, quando qualcuno ci apre una pentola che stava già a pressione.
Il percorso sarebbe stato più conveniente per tutti farlo in maniera gradata sui punti all’ordine del giorno, così come si presentavano.
Oggi dobbiamo controllare, rimediare? Non lo so, nel senso che l’abbiamo sempre fatto. Faccio degli esempi concreti. Siamo andati in Commissione un paio di volte, ho partecipato io direttamente, per esempio sul regolamento dei controlli interni, signor Sindaco. Abbiamo lamentato un regolamento vecchio, inidoneo, non attuale alla normativa vigente, preso dal Comune di Trani e portato a Trinitapoli per farlo votare al Consiglio comunale. Abbiamo discusso un po’ per pretendere che quella bozza venisse tolta davanti e di farne una più adatta al Comune di Trinitapoli, più rispondente alla normativa attuale e soprattutto che abbia davvero lo scopo dei controlli interni. Perché è di questo che stiamo parlando, Sindaco, stiamo parlando del funzionamento dei controlli interni.
Io terrò sempre distinto, come ha fatto lei, tutto ciò che non è nelle nostre possibilità conoscere, perché appartengono ad attività esterne. Non possiamo né arrogarci i ruoli che non abbiamo, né possiamo pretendere di avere informative che non sono le nostre.
Quello che io posso fare come consigliere comunale, quello che noi vorremmo fare come Gruppo consiliare, è quello che abbiamo fatto dal primo giorno, cioè dire vogliamo che la macchina sia efficiente.
Una delle prime interrogazioni, signor Sindaco lei se le ricorderà, quando è cominciata questa Amministrazione, è stata abbiamo l’articolo 100, intendiamo fare cosa? Avevamo i sovraordinati, potevamo mantenerli, è stata fatta una scelta politica diversa, ma non solo diversa, io dico opposta. Perché dai sovraordinati nominati dalla Prefettura, che erano soggetti esterni, eccetera, siamo arrivati invece ad applicare 210, cioè due incarichi che sono di natura fiduciaria, che gestiscono il 95 per cento della spesa del Comune.
Sono state fatte delle scelte che noi non abbiamo contestato, attenzione, non l’abbiamo mai detto, ci deve essere dato atto, noi abbiamo fatto i nostri rilievi quando le cose non andavano.
Faccio due esempi per tutti. Avevo fatto un’interrogazione il 28 luglio sull’applicazione dell’articolo 50 del codice degli appalti, cioè esattamente la cosa che oggi viene contestata, gli affidamenti diretti sottosoglia. Avevo fatto un’interrogazione specifica su quello e l’avevo fatta mettendo nero su bianco fatti oggettivi. L’articolo 50 per alcuni capitoli di spesa, per alcuni affidamenti, per alcune determine, non era stato rispettato. La risposta è stata di totale menefreghismo e anche di arroganza.
Quando io ho fatto l’interpellanza su come era stato violato l’articolo 50 che imponeva, per andare in affidamento diretto, che venissero rispettati i due requisiti, in questo caso era quello dell’esperienza pregressa ad una ditta che non aveva un giorno di esperienza pregressa, non un mese, un giorno, l’assessore Capodivento mi fa una risposta di quattro righe in cui dice che “la scelta di procedere con affidamento diretto è una modalità consentita e legittima”, nulla nel merito, nulla a giustificare perché si era violato l’articolo 50. Si è preferito rispondere così, assumendosi la responsabilità della violazione dell’articolo 50 del Codice degli appalti. Questo è quello che ha fatto l’assessore. Era un fatto che era stato violato, era un fatto oggettivo.
Ovviamente con il voto di parole, cioè nulla a dire nel merito e con la frase di rito “tutto è legittimo” si mette il coperchio a quella che io ho chiamato una pentola a pressione. Questa che cos’è? È una scelta politica? Il consigliere comunale di opposizione che riceve questa risposta, cosa deve fare? Deve provare a convincervi che l’articolo 50 dice altro? No, perché rispetto alle nostre reciproche intelligenze, lo ripeto, sappiamo benissimo comprendere il contenuto di un articolo 50 e sappiamo benissimo che era stato violato. Questo è un esempio, un’interrogazione specifica sull’affidamento diretto sottosoglia in violazione di norma fatto non con la conferenza stampa, non con comunicati stampa, non con il post su Facebook che insulta qualcuno. Siamo venuti, abbiamo fatto l’interrogazione, ci siamo presi la risposta vacua e inutile ma di assunzione di responsabilità dell’assessore e basta.
Abbiamo fatto altro? No, non abbiamo fatto nient’altro, non abbiamo fatto nient’altro. Il ruolo del consigliere comunale è quello di controllare, provare a sollevare le criticità. Se dall’altra parte l’Amministrazione, l’assessore al bilancio dell’epoca, è sordo, io ho preso l’interrogazione e l’ho lasciata ma ho fatto il mio dovere, ho fatto il mio dovere.
Quando invece abbiamo letto ‒ e passo al secondo esempio ‒ una determina in cui era sconosciuto il soggetto, l’oggetto, le motivazioni di quella determina, gli allegati che si dicevano citati ma non pubblicati e abbiamo chiesto conto se quello è il modo di fare un atto che non consente ai consiglieri comunali di conoscere non la persona a cui si dà l’incarico, attenzione, o l’appalto, ma non si conosce il motivo, non si sapeva l’oggetto, abbiamo fatto una richiesta di accesso agli atti. Sindaco, quante richieste di accesso agli atti ha avuto da me negli ultimi 24 mesi? Una, due massimo. Perché io l’atto, una determina che va sull’Albo pretorio, per poterla comprendere non devo andare negli uffici, io dovrei comprenderla come un semplice cittadino, perché l’azione amministrativa deve essere trasparente, deve essere corretta. Non voglio arrivare a citare la 241 che dice anche che un atto amministrativo deve avere dei requisiti obbligatori per essere definito tale.
Quando io ho fatto questa lettera ho detto, in questa determina mi date gli allegati, perché non si capisce l’oggetto, il soggetto e la motivazione. Io ho ricevuto una risposta…
La devo rileggere, perché non me lo ricordo neanche io a memoria.
Per questo poi mi sono soffermata sul regolamento dei controlli interni, perché se nessuno controlla che un atto non sia trasparente, che sia comprensibile, poi a che cosa serve?
Mi è stato risposto che l’operato dell’ufficio è stato conforme alla normativa e alle procedure interne, garantendo una piena collaborazione all’ufficio contenzioso. “Le affermazioni riportate nella segnalazione ‒ cioè io segnalavo che mancavano oggetto e soggetto ‒ oltre a non trovare riscontro nei fatti, rischiano di minare il buon operato e la reputazione dell’ufficio. Si invita il consigliere comunale, nell’interesse della comunità e nel pieno rispetto istituzionale, di attenersi all’esercizio del ruolo improntato con correttezza e leale collaborazione, invece di infangare l’operato ingiustamente dell’ufficio tecnico”.
A questa lettera poi è arrivata una lettera del Segretario comunale che corregge il tiro di questa risposta data a un consigliere comunale che, attenzione, non ha chiesto valutazioni, perché ti sei comportato così, sulla condotta, non ha chiesto questo, ha chiesto semplicemente “mi date gli atti di questa determina di cui non si capisce oggetto, soggetto e motivazioni? Mi è stato risposto che io stavo infangando l’operato dell’ufficio perché chiedevo informazioni, cioè chiedevo le carte. Mi è stato risposto questo.
Allora le determine oscure sono un problema del consigliere comunale Anna Maria Tarantino, sono un problema del Gruppo Trinitapoli Buona Politica, o è un problema che riguarda dal Sindaco a tutto il Consiglio comunale?
Oggi la Commissione che il Sindaco invoca, si vuol fare, che problema c’è, ma il problema c’è stato, era sotto i vostri occhi, è sotto i vostri occhi e non avete agito. L’assessore Capodivento con la sua risposta ve lo sbatte in faccia a tutti.
La mia domanda è, dopo che ieri ho visto le carte, Sindaco, ieri ho visto le carte a cui lei a quell’accorata lettera lunga che ha fatto, ha ricevuto delle risposte dai diversi Capi Settore. Vorrei capire, veramente si è attenuto a quelle risposte? Non lo dico in tono provocatorio, attenzione, perché i consiglieri comunali che come me ieri hanno ricevuto la documentazione che il Sindaco ha sollecitato per il controllo che intende fare, sono la risposta vera che il problema c’è ed è enorme. Lo dobbiamo affrontare.
Perché qui abbiamo delle risposte di capisettore che dicono “non ho mai proceduto a fare un affidamento diretto in maniera discrezionale, lo potevo fare, ma non l’ho fatto”. Capi Settore che dicono “abbiamo fatto questi atti, li ho motivati in questo modo”. Capi Settori che non rispondono e che allegano ‒ questa è stata data a noi ieri ‒ una relazione che non è quella che ha chiesto il Sindaco, che è una relazione che, secondo me, è vecchia almeno di 6 o 7 mesi. Lo diceva anche, Sindaco, i dati della proprietà del file, che era un atto del 2025 questo.
Anche senza fare il pirata informatico che va a vedere il dettaglio del file quando è stato creato, si legge dal contenuto che parla di scadenza a dicembre 2025, ed è ovvio che stiamo parlando di un atto che io dalla mia modesta esperienza, presumo sia la relazione che l’ufficio ha fatto per il responsabile finanziario per programmare il bilancio 2026. Io penso che sia questa la relazione, non è certo la relazione che ha chiesto il Sindaco, non è questa. Una relazione non firmata, priva di firma, che viene data come risposta ad una richiesta che chiedeva tutt’altro, che ci fa un quadro allarmante sulla questione soprattutto delle gare, gli appalti, quelli a lunga scadenza. Perché qui ci fa una fotografia di tutte le manutenzioni che stanno per scadere e per cui non è stata avviata la nuova gara.
Perché poi questo consente l’urgenza, è ovvio. Ma cosa c’è di urgente? Il fatto che siamo in primavera, come ha ricordato bene il Sindaco prima, abbiamo avuto un eccesso di pioggia e quindi la primavera prende vigore e iniziamo a vedere margherite e erba alta che spunta. Si verifica puntualmente ogni primavera, vi do questa splendida notizia.
Si programma, come state facendo, il trattamento antialare, si programma la manutenzione dello sfalcio, si programma tutto. Quindi, quando si parla di urgenza dà un po’ fastidio, dà un po’ fastidio perché la primavera non è un’urgenza.
Quando si arriva a dire che se si fa un intervento come quello che sto facendo oggi si mina il buon operato e l’immagine dell’Amministrazione, voglio lasciare a margine anche quello che è stato fatto contro i consiglieri comunali di opposizione con la delibera 15. Lo lasciamo un attimo da parte, ma fa parte di questo quadro in cui c’è una sorta di intolleranza alla critica, anche quando quella critica ‒ ed è proprio di recente che ne abbiamo parlato, Sindaco ‒ è un aiuto, è un margine, è un binario, soprattutto da chi, parlo io in prima persona, ci conosciamo da anni, non ha mai utilizzato la strumentalizzazione o la polemica fine a sé stessa per andare sui social a insultare qualcuno, non l’ha mai fatto.
Noi sull’articolo 50 quest’estate, l’estate scorsa, abbiamo fatto un comizio, abbiamo lamentato questi affidamenti diretti fatti in questa maniera. Il giorno dopo c’è stata data una risposta chiara “vi state lamentando degli affidamenti diretti, la legge lo consente, io faccio lavorare i Casalina”. Questa è stata la risposta.
Io non ho mai detto che bisogna far lavorare quelli di fuori, non privilegiare dentro, fuori, non abbiamo mai parlato di chi riceve, di chi riceve, l’affidamento. Abbiamo soltanto parlato di rispetto dell’articolo 50.
Allora è un campanello di allarme quando la rotazione non c’è e non c’è. Non c’è non perché lo suppongo io che vedo sempre lo stesso nome che fa i lavori, attenzione, lo suppongo perché l’ho letto, ci sono determine in cui è scritto chiaramente perché non si procede a rotazione.
Io faccio una riflessione: perché l’articolo 50 ha incluso negli obblighi quello della rotazione? Perché è l’unico contrappeso alla facoltà discrezionale nello scegliere l’operatore, è l’unico contrappeso che ha messo la norma, e per poter non fare la rotazione bisogna specificarlo, cioè ci devono essere i casi limite, tipo, non c’è la possibilità di ricorrere ad un altro operatore che abbia esattamente quella questione, che abbia esattamente la possibilità di fare quel lavoro specifico.
Sindaco, di fronte a questo quadro che adesso io le ho delineato, lei ritiene che chiedere al cuoco se il proprio piatto è gustoso, sia la soluzione? Le risposte che ha ricevuto dimostrano che non possiamo chiedere al cuoco se il piatto che cucina è buono. Probabilmente dovremmo davvero verificare, controllare quello che è il nostro ruolo, quello che noi abbiamo provato a fare, e che abbiamo ribadito in più di qualche occasione, in moltissime Commissioni dove c’è il nostro lavoro silenzioso. Perché il nostro lavoro nelle Commissioni è sempre stato silenzioso, abbiamo fatto le nostre proposte, molto spesso braccio di ferro e non si accetta nessuna possibilità di confronto, in alcune occasioni, soprattutto quelle più evidenti, ci si è fermati.
Ci sono stati episodi positivi, sul regolamento degli organi, quando abbiamo detto al Sindaco non siamo nelle condizioni di andare in Consiglio comunale, il Sindaco ha accettato. Ci siamo riconfrontati anche abbastanza serenamente sul punto.
Ci sono state situazioni, invece, in cui l’arroganza è tale per cui non si consente, ci si disturba quando qualcuno parla.
Avete fatto tutto quello che volevate fare. Abbiamo sottolineato quando c’erano problemi, la risposta è stata io non vedo, non sento e non parlo. Io incornicerei la risposta dell’assessore Capodivento su questo, perché ha scelto di non vedere quello che era scritto in quella determina.
Se pensate che venire qui sia un esercizio del potere, che la politica sia costruzione del potere, io penso che oggi quello che sta accadendo è che non doveva accadere, non doveva assolutamente accadere, perché il Sindaco l’ha detto più volte, siamo passati già dentro la bufera, dovevamo avere adesso gli anticorpi per non ricadere lì dentro, e c’era e c’è tutta la buona volontà da parte dei consiglieri di opposizione, responsabili, corretti, sempre rimasti civili in ogni dialogo, in ogni confronto, a dire quando questa cosa non va poniamo rimedio ma facciamolo subito.
A me quando si vanno cercando le pecore dopo che si sono aperti i cancelli, non mi piace, perché oggi si chiede la corresponsabilità ad aiutare una comunità quando si è rifiutata quella mano fino a ieri e non in maniera corretta, nella maniera più sfrontata possibile.
Ci è stato detto di tutto, di tutto, e non abbiamo mai reagito, siamo rimasti nel merito delle persone, l’interrogazione sta là, la risposta rimane là, sono atti, sono atti.
Quando voi vedete che un responsabile di settore risponde a un consigliere comunale che dice che “non c’è l’oggetto di quella determina”, risponde “che sta infangando l’Amministrazione”, risponde “che sta minando il buon operato”, voi che cosa avete fatto? Ve lo dico io, vi siete sgomitati, avete detto […], così avete fatto.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Consigliere Tarantino, si vuole avviare alla conclusione?
Speaker : TARANTINO
Sicuramente.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie.
Speaker : TARANTINO
Sindaco, le norme ci sono, sono chiare a tutti, ognuno sa qual è il proprio ruolo, lo conosciamo bene, ha questa grande fortuna di avere un’opposizione responsabile, l’ha sempre avuta.
Oggi c’è un cambio di passo? Benissimo, ma prendiamo atto di quello che è successo fino ad adesso, è un dovere, un dovere di correttezza, prendiamo atto.
La invito a dire ai Capi Settore che quando si chiede una relazione si risponde con la firma e con la relazione vera, attuale, rispondendo alla domanda. Perché questo atto che abbiamo ricevuto ieri, caro Presidente del Consiglio la ringrazio per avercelo mandato, ma lei per prima si doveva rendere conto che era una presa in giro per tutti i consiglieri comunali che l’hanno ricevuta. Non sto dicendo che toccava a lei nel merito entrarci, ci mancherebbe, ma ovviamente la presa in giro più che subirla io l’ha subita chi ha fatto quella richiesta, che non sono i consiglieri comunali. Io diligentemente ho aspettato il momento, con quelle conoscenze in più che chi stava gestendo la situazione voleva dare per poter fare questo intervento.
Perché è difficile non dimenticare, non tener conto di quello che è stato fatto fino ad oggi. Ma c’è una maturità politica e amministrativa… non capisco perché l’assessore Iodice sta così insofferente.
Non le interessa l’argomento? Capisco.
Pensavo di essere stata chiara anche negli ultimi 24 mesi, ma evidentemente se pecco di ridondanza…
Non ho capito, non intendete cominciare da oggi. Ha ragione, assessore.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, consigliera Tarantino.
Si è prenotato il Vice Sindaco, Cosimo Muoio. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : MUOIO – Assessore
Buongiorno a tutti, Presidente, Sindaco, Segretario, assessori, consiglieri, cittadini qui presenti e a casa.
Ritengo doveroso intervenire per chiarire in modo puntuale e documentato alcuni aspetti relativi agli affidamenti e ai controlli antimafia oggetto di osservazione che, se non correttamente contestualizzate, rischiano di generare interpretazioni fuorvianti.
Parto da un dato normativo fondamentale. Per gli Enti locali sciolti, ai sensi dell’articolo 143 del Testo unico degli Enti locali, il legislatore ha previsto, con l’articolo 100, decreto-legge 159 del 2011, un regime rafforzato di controllo antimafia. Tale norma stabilisce in modo chiaro che l’Ente deve acquisire l’informazione antimafia con la semplice comunicazione, prima della stipulazione, approvazione o autorizzazione di qualsiasi contratto, sub contratto, concessione o […] indicati nell’articolo 67 del codice antimafia, indipendentemente dal valore economico degli stessi.
Questo significa, senza alcuna ambiguità, che non esiste alcuna soglia minima, anche per importi modesti l’obbligo di verifica è sempre presente.
È importante sottolineare la differenza rispetto alla disciplina ordinaria. Normalmente, infatti, sotto determinate soglie è sufficiente la comunicazione antimafia, mentre l’informazione antimafia più approfondita è richiesta solo oltre certi limiti economici.
Tuttavia, il regime previsto dall’articolo 100 deroga a queste regole e impone controlli più stringenti proprio per prevenire qualsiasi rischio di infiltrazione.
Questo principio trova conferma non solo nella normativa ma anche nella prassi amministrativa e negli orientamenti consolidati delle prefetture e della giurisprudenza amministrativa che ribadiscono l’obbligo di acquisire l’informativa antimafia qualunque sia l’importo del contratto o dell’erogazione.
Ciò comporta conseguenze molto chiare. Ogni rapporto con operatori economici, contratti, affidamenti, concessione, contributi, è sottoposta a verifica preventiva tramite la Banca Dati Nazionale Unica della documentazione antimafia, BDNA. L’omissione di tale verifica comporterebbe l’illegittimità degli atti e responsabilità per i dirigenti e i responsabili del procedimento.
Alla luce di questo quadro normativo, è evidente che affermazioni generiche sugli affidamenti sottosoglia rischiano di non cogliere la realtà giuridica dei fatti. Gli affidamenti di importo ridotto non rappresentano di per sé una zona grigia, al contrario sono pienamente disciplinati e sottoposti a controlli rigorosi.
L’azione dell’ufficio tecnico comunale si inserisce esattamente in questo perimetro normativo e si fonda su principi ben precisi: il principio di prevenzione e contrasto delle infiltrazioni mafiose previste dall’articolo 1 del codice antimafia; i principi generali del codice dei contratti pubblici, quali risultato, fiducia, trasparenza, imparzialità e buon andamento; l’obbligo di verifica preventiva dall’assenza di cause di esclusione e di interdittive antimafia; nonché la tracciabilità e la documentazione di ogni procedura.
A questi si aggiungono i principi di economicità e celerità nell’utilizzo degli affidamenti diretti, che tuttavia non possono mai prescindere dal rispetto degli obblighi antimafia, i quali restano inderogabili.
Questi non sono principi astratti, ma costituiscono la prassi quotidiana dell’Amministrazione, ogni procedura è tracciata, ogni verifica effettuata preventivamente, ogni passaggio è documentato.
Per questo motivo ritengo necessario affermare con chiarezza che non esiste alcuna contrapposizione tra affidamenti sottosoglia e legalità. Nel nostro operato non vi sono scorciatoie, ma esclusivamente il rispetto rigoroso delle norme. L’Amministrazione agisce nel pieno rispetto della legge, garantendo trasparenza, controllo e tutela dell’interesse pubblico. Ed è proprio questo approccio che consente di prevenire ogni possibile rischio e di operare con responsabilità e correttezza.
Invito pertanto tutti a valutare i fatti alla luce del quadro normativo vigente, evitando semplificazioni che non rendono giustizia al lavoro svolto dagli uffici e all’impegno dell’Ente nel garantire legalità e trasparenza.
Tengo a sottolineare che hai fatto riferimento all’affidamento, ai bandi per le manutenzioni, io ti dico invece che sono in atto i bandi, che sono in scadenza da aprile…
Però hai parlato di affidamenti, di affidamenti sottosoglia, sono stati fatti riferimenti, hai parlato dell’articolo 100.
Comunque ho terminato, grazie.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, Vice Sindaco.
Approfitto per salutare il Comandante Miggiano presente in Aula, buongiorno Comandante.
C’è qualcun altro che deve intervenire su questo punto? Ha chiesto di intervenire la consigliera Giannella. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : GIANNELLA
Grazie, Presidente, buongiorno a tutti
Io parto da un dato oggettivo, che è il dato che ha allarmato tutti quanti. Perché di possibile veicolo per le infiltrazioni mafiose mediante gli affidamenti sottosoglia di certo non ho parlato io, non ne ha parlato nessuno in questa Assise, ma ne ha parlato la Presidente della Commissione Antimafia, Colosimo, tra l’altro in una circostanza in cui non si parlava nello specifico né della BAT, né del Comune di Trinitapoli.
La riflessione che, ovviamente, come consigliera comunale di questo Comune mi è subito balzata nella mente, è questa. Io non penso che la Presidente della Commissione antimafia decida di fare il nome addirittura di un Comune, perché non è stato ad onor di cronaca nominato solo il Comune di Trinitapoli, sono state citate anche altre situazioni, di San Ferdinando di Puglia, di Andria, quindi ha fatto una fotografia anche abbastanza complessa di quella che è la situazione all’interno del territorio. Nello specifico parla di un caso Trinitapoli e della possibilità che un ricorso, perché di questo si tratta, è qui che dobbiamo soffermare la nostra attenzione, che un ricorso continuato, ripetuto, agli affidamenti diretti, può portare a delle situazioni di infiltrazioni della criminalità organizzata. Di questo si tratta.
Sostanzialmente la Presidente dice, attenzione, perché il ricorso a questi strumenti potrebbe essere un segnale di una commistione che non dovrebbe mai esistere, quella delle infiltrazioni mafiose con il Comune, con le attività che vengono affidate da parte del Comune.
Io non voglio pensare che la Presidente della Commissione antimafia in un’audizione congiunta della Commissione possa ad un certo punto aver parlato del caso di Trinitapoli senza un minimo di cognizione di causa, perché francamente, se così fosse, sarebbe gravissimo. Ipotizzare che il Comune di Trinitapoli ‒ e su questo sono d’accordo con quello che ha detto il Sindaco ‒ possa essere sbattuto su tutte le prime pagine dei giornali perché ad un certo punto la Presidente della Commissione decide di nominare Trinitapoli…
Quindi io parto dal presupposto che ci sia un minimo di cognizione da parte della Presidente nel far riferimento al caso Trinitapoli.
Ora io ho visto che anche le diverse risposte che sono state date dal Sindaco, che ringrazio per la sua nota e per aver trasmesso la relazione dei responsabili ‒ anche se su questo anch’io avrò qualche appunto da fare ‒ e dire noi stiamo operando nei dettami della legge, di quella che è la situazione, quelli che sono i dettami normativi che sono previsti per un Comune che è stato già colpito da un provvedimento di scioglimento, francamente non è sufficiente.
È chiaro che gli uffici debbano necessariamente muoversi all’interno di questo quadro, è chiaro che Trinitapoli è un osservato speciale, ma ciò non toglie che ci possano essere delle maglie, delle situazioni, che probabilmente andrebbero approfondite.
Allora, limitarsi a dire, Vice Sindaco, ci stiamo muovendo nella cornice normativa, noi ci stiamo muovendo in quello che ci dice la legge, francamente non è sufficiente e io qualche domanda in più, fossi nell’Amministrazione, me la farei.
Sinceramente una semplice relazione con un elenco di quelli che sono gli affidamenti che probabilmente tutti noi consiglieri abbiamo fatto, di tutti quelli che sono gli affidamenti, alcuni addirittura non hanno nemmeno indicato le imprese alle quali sono stati affidati, perché forse sarebbe stato anche significativo indicare non solo gli l’importo e l’oggetto dell’affidamento, ma anche le imprese alle quali sono stati affidati.
In questo contesto nel quale non si discute, perché qualcuno probabilmente sarebbe già intervenuto, non si discute se qui si sta procedendo secondo la legge o no, qui si discute di situazioni grigie che potrebbero annidarsi.
Il fatto che non si vedano delle situazioni molto al limite, mi preoccupa, che si dica noi siamo meravigliati del fatto che ci sia un allarme per il Comune di Trinitapoli, francamente mi preoccupa.
Non parlo solamente degli affidamenti urgenti, perché si è fatto molta leva anche sugli affidamenti urgenti. Se cade il cornicione io devo intervenire, se c’è una buca devo intervenire, pienamente d’accordo. Però ricordo che buona parte degli affidamenti sui quali ci sono a me personalmente sorgono numerose perplessità, perché non c’è il principio di rotazione, perché vengono affidate a quelle che sono le stesse imprese, sono attività di manutenzione che tutto hanno fuorché il carattere d’urgenza. Perché rifare due volte le aiuole di Piazza Salvo d’Acquisto, non è urgenza.
Se io vado a vedere la determina, nella determina c’è scritto che c’è una precisa indicazione da parte dell’Amministrazione a quel tipo di intervento. Allora non mi si dica, scusate, gli uffici procedono come uffici, io come Amministrazione do l’indicazione. L’indicazione c’è dell’Amministrazione, c’è eccome, perché c’è una precisa indicazione dell’Amministrazione che dice di intervenire e in queste situazioni. Non parliamo di urgenza, non parliamo di urgenza, parliamo di scelte dell’Amministrazione che poi si sono tradotte in due determine che si sono tradotte in due interventi di rifacimento delle stesse cose.
Questo ha riguardato tutte le aiuole di Trinitapoli, basta andare a vedere tutti gli interventi sulle aiuole di Trinitapoli. Ma questa è una discussione vecchia che anche nei precedenti Consigli comunali avevo sollevato.
Abbiamo distrutto il corso che è stato appena fatto, io non so se qualcuno se n’è accorto. Noi abbiamo rifatto il corso e poi abbiamo affidato ad una ditta dei lavori per allargare le aiuole. Poi che abbiamo fatto? Alla stessa ditta abbiamo fatto un’altra determina di affidamento per intervenire sull’altra parte del corso e sulle altre aiuole, senza ovviamente la rotazione.
Allora tutti questi segnali possibile che li vede solamente la consigliera Giannella? Io credo di no.
Sulle gare di manutenzione. Le gare di manutenzione, Vice Sindaco, sono state tutte annullate, sono state annullate, se non sbaglio, a luglio o ad agosto dello scorso anno e stiamo ancora attendendo le altre gare.
È di qualche giorno fa un affidamento di circa 57.000 euro ‒ non voglio dire cifre a caso ‒ del servizio di manutenzione del verde da marzo a novembre con, tra l’altro, un ricorso ad un affidamento ad un subappalto sul quali francamente io ho le mie perplessità. Perché affidare ad una ditta, alla quale avete chiesto la BDNA e poi subappaltare ad un’altra ditta che non è soggetta agli stessi controlli, subappaltare l’intero servizio, mi chiedo se sia un modo di fare conforme a quei principi che voi richiamate.
Perché io non posso prendere l’intero pacchetto di subappalto e subappaltare ad un’altra azienda. Quindi io affido al consigliere Ingianni e poi il consigliere Ingianni subappalta al consigliere De Angelis in toto e bypasso quelli che sono i controlli della BDNA. Questa è la situazione nella quale noi ci muoviamo.
Quindi, francamente, dire che va tutto bene, che ci stiamo muovendo nel solco della legge, non mi permetto di utilizzare la parola legalità a caso, nel solco della legge, mi sembra assurdo che qualcuno stia cadendo dalle nuvole in questa situazione, che faccia finta che vada tutto bene, al punto da dire, “consiglieri facciamo una Commissione per supervisionare quello che è l’operato degli uffici” quasi a voler scaricare anche sulle opposizioni la responsabilità di quello che sta succedendo.
La responsabilità non può essere delle opposizioni in questa situazione, noi abbiamo una responsabilità di controllo ed è quello che stiamo cercando di fare.
Lungi da me pensare che un nuovo scioglimento possa essere la soluzione, è la cosa peggiore che si possa pensare in un paese che veramente è stato già ferito, è la cosa più lontana sicuramente dalla mia mente. Però, dobbiamo porre in essere tutte le azioni necessarie per evitare che queste situazioni si ripetano. Per fare questo, francamente, non serve una super Commissione per supervisionare l’operato del Comune, servirebbe intervenire.
Qui è l’Amministrazione che deve necessariamente intervenire, perché queste situazioni, che sono sotto gli occhi di noi consiglieri, quindi difficilmente posso immaginare che l’Amministrazione non possa essere a conoscenza di quello che ho appena detto, è sufficiente una volontà, la volontà di evitare che Trinitapoli possa finire di nuovo, non per meriti, che sicuramente abbiamo e che dobbiamo riconoscere a questo paese, ma per delle vicende che io spero veramente siano archiviate al passato.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, consigliera Giannella.
Ditemi se c’è qualcun altro che deve intervenire sulla questione.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Ingianni. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : INGIANNI
Buongiorno a tutti. Grazie Presidente, Sindaco, Segretario, Forze dell’ordine, cittadini.
Intanto voglio ringraziare il Sindaco per la questione e gli atti messi in atto, giusto per chiarire questi dubbi che si sono venuti a creare.
Io vorrei fare un passaggio veloce per quanto riguarda le Commissioni, perché sono state menzionate e quindi una Commissione della quale presiedo, ne faccio parte e ringrazio tutti i membri a priori e a prescindere perché stiamo lavorando, e lavorando anche sodo, tant’è vero che siamo arrivati al verbale n. 41, significa che ci siamo riuniti 41 volte, sia per i regolamenti che ha appena menzionato anche la consigliera.
Quello degli organi è un Regolamento a cui stiamo lavorando dal momento in cui ci siamo insediati e abbiamo fatto tante Commissioni. Il fatto stesso dimostra che comunque c’è la volontà di tutti i membri della Commissione di fare un lavoro che sia condiviso.
Adesso mi soffermo anche velocemente a quello del verbale 34 e 35, che sono quelli della Commissione dell’organo dei controlli interni, che ricordo perfettamente anche quelle due Commissioni.
La prima Commissione abbiamo fatto una proposta di discussione di questo Regolamento che in quell’occasione abbiamo proposto noi di discutere in Commissione da portare poi all’approvazione in Consiglio comunale. Il regolamento era stato, è stato, ed è quello che attualmente abbiamo ancora in essere, che stiamo ancora discutendo perché siamo al verbale 35, quindi alla Seconda Commissione abbiamo detto che ci saremo riaggiornati sull’argomento.
Il Regolamento era stato stilato dal vecchio Segretario comunale, il dottor Lazzaro, assieme alla dottoressa Montanaro, che io ricordi. Ne abbiamo discusso nella Prima Commissione, c’erano venuti alcuni dubbi, ci siamo riaggiornati alla Seconda Commissione dopo pochissimi giorni.
Ricordo che anche in quell’occasione una delle situazioni sollevate è il fatto che il Regolamento fosse stato più o meno scopiazzato da quello di Trani e che comunque, essendo il Comune di Trani un Comune superiore ai 15.000 abitanti, aveva anche dei controlli superiori, più stringenti, tra cui anche la famosa Commissione.
Ricordo perfettamente in quell’occasione che benché si sta cercando sempre di avere una più ampia condivisione di questo, anche in quell’occasione non abbiamo fatto passare il punto, tra virgolette, e quindi ci siamo riaggiornati.
Però, il problema principale era proprio quello che essendo un regolamento che prendeva le basi da quello di Trani, che comunque aveva condizioni più stringenti proprio sugli appalti, su queste gare, in pratica ci veniva chiesto da parte delle opposizioni di renderlo più attuale a un Comune più piccolo, perché sarebbe stato meno stringente tra cui, ripeto, il problema sollevato era proprio quello della Commissione speciale.
Signor Sindaco, io sarei favorevolissimo, perché alla fine qui noi non stiamo a discutere su come, cosa, perché. Una Commissione di studio che si riunisce magari con dei tempi ben precisi, sia sempre un organo di chiarezza.
Questa è la dimostrazione che la maggioranza…
Io ho atteso…
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Io vi prego di non interrompere e non parlarvi sopra uno all’altro.
Speaker : INGIANNI
Io ho atteso silente, educatamente…
Io ho atteso silente…
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
…Può parlare per il tempo che vuole dicendo la sua valutazione in merito.
No, perché, che c’entra? Consigliere De Angelis, per cortesia.
Consigliera Tarantino, non è che l’argomento è libero, chiaramente, però il presupposto per arrivare ad una certa conclusione è soggettivo.
Speaker : INGIANNI
Se non c’entra niente ciò che sto dicendo io, non c’entra quello che è stato detto prima.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Io ho sentito che stavamo parlando di Commissione, consigliere Ingianni rimanga sul tema. Grazie.
Speaker : INGIANNI
Cortesemente, siccome si è parlato di Commissione e nella mia Commissione, lo ribadisco, siamo arrivati alla quarantunesima, cerco sempre di avere la maggior condivisione.
Ringrazio tutti del lavoro che facciamo, non abbiamo mai, e mai dico mai, usato la questione che più o meno è passata velata della maggioranza, perché sennò attualmente avremmo il regolamento degli organi, il regolamento del CCR, il regolamento dei controlli interni.
Questa non è la nostra volontà, la nostra volontà è quella di lavorare…
Se io sono arrogante, chi mi sta adesso parlando sotto microfono…
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Consigliera Tarantino, la prego di far terminare…
Consigliere De Angelis, fate…
Il Consigliere Ingianni ha diritto di completare.
Speaker : INGIANNI
Scusate, l’argomento è serio e io sto rispondendo seriamente,
Siccome qua si sta parlando di quella questione che è venuta fuori, che poi il Sindaco ha dato chiarimenti, spiegazioni e tutto il resto, tra le cose che stiamo facendo è l’approvazione del regolamento dei controlli degli organi.
L’ha menzionato poco fa? Ne abbiamo bisogno perché era obsoleto, l’ha detto? Sì. Perché non è stato approvato? Perché più o meno, non voglio dire da parte di chi, era scopiazzato da Trani.
Per quello che mi riguarda, signor Sindaco, questa è un’opinione che ho detto già almeno due o tre volte, nella seconda Commissione il dottor Lazzaro è venuto, ha chiarito tutti i punti di domanda che erano stati fatti nella Commissione precedente, li ha chiariti, non c’era nulla che non andasse e per quello che mi riguarda se io dovessi fare un discorso di maggioranza, che magari è passato velatamente che noi facciamo, io quel regolamento lo adotterei di corsa, perché non c’è niente che non vada, non è magari iscritto secondo il Comune che dicono gli altri.
Per me è un regolamento serio, rispetta la norma, rispetta tutto, è più astringente perché riguarda un Comune di più grosse dimensioni, quindi con più problematiche per quanto riguarda le gare, fermo restando che io non essendo un tecnico non sono in grado di rispondere a questo.
Però quello che è venuto fuori dalla Commissione, e a maggior ragione dalla Seconda Commissione, perché nella Prima erano stati sollevati dei dubbi, abbiamo chiesto l’intervento del dottor Lazzaro che ci ha chiarito quei punti e non c’è niente che non andava.
Nonostante tutto ci siamo riaggiornati, cioè non abbiamo adottato ancora quel regolamento, anche se per buona prassi, secondo me, dopo quello che ho sentito oggi non avremmo dovuto fare, ma non perché ci sono dubbi, perché comunque se veniamo accusati che sistematicamente non accettiamo, sistematicamente facciamo imperio, a questo punto lo avremmo dovuto fare. Ma non è nella nostra indole.
Anche perché ho più volte detto che i membri della mia Commissione, a maggior ragione quelli della maggioranza e alcuni dell’opposizione, non sono mai stati consiglieri. Quindi, di che cosa stiamo parlando? Per quale scopo o per quale meccanismo io non dovrei ragionare sui fatti e sulle cose.
Chiudo il discorso, ringrazio dei chiarimenti e sono pienamente disponibile. Anche perché in quel regolamento era prevista anche l’istituzione della Commissione speciale, se si rende necessaria in alcuni momenti, perché non è che deve essere per forza permanente.
Per quanto riguarda il mio Gruppo siamo pienamente d’accordo a questo e ribadisco che le Commissioni le facciamo nel più ampio rispetto, cerco nel miglior modo possibile di gestirle nel più ampio rispetto di tutti e siamo arrivati alla quarantunesima.
Il regolamento degli organi l’abbiamo riletto dall’inizio per ben quattro volte e l’ultima volta, quando il Sindaco ha dato ancora ulteriore riapertura, era stato riletto parere del revisore, parere dei tecnici, c’erano tutti i pareri positivi, potevamo portarlo in Consiglio comunale e veniva approvato. Abbiamo lavorato un anno e mezzo quasi tutti sempre.
Abbiamo voluto rileggerlo, lo abbiamo riletto, lo abbiamo rielaborato perché ogni volta che si legge magari c’è sempre qualcosa che è da sistemare e da rivedere.
Grazie.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Ingianni.
Chi altro deve intervenire? Ha chiesto di intervenire la consigliera Patruno. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : PATRUNO
Grazie, Presidente, Sindaco, consiglieri e cittadini che ci ascoltate da casa.
Io ringrazio il Sindaco per essere venuto in questa Assise a rappresentare quanto è accaduto in questi giorni.
Ritengo che quello che sia accaduto è qualcosa di grave ed è un’ennesima onta sulla città. Perché penso che nel momento in cui noi siamo eletti, siamo qui a rappresentare 14.000 abitanti, abbiamo un dovere nei confronti di questi 14.000 abitanti.
Non esiste maggioranza e opposizione, non esiste destra e sinistra, quando ci sono determinate situazioni bisogna essere compatti, uniti e affrontare a testa alta determinate situazioni.
Perché uscire nuovamente sui giornali, in televisione, e parlare di Trinitapoli come una città non bella, mi limito a questo, è qualcosa di brutto.
Io ho sempre detto, l’ho detto gli anni scorsi, continuo a dirlo e lo dirò in futuro, Trinitapoli ha tante cose belle da offrire, Trinitapoli deve balzare all’opinione pubblica come una città che ha un Parco degli Ipogei, una città che ha un museo.
Io ho invitato anche il Ministro Giuli qui a Trinitapoli, gli abbiamo fatto vedere quelle che sono le nostre bellezze. Lo abbiamo dovuto fare in maniera molto riservata per una questione di tempistiche relative al calendario dei lavori del Ministro ma sicuramente ci sarà occasione per poterlo invitare nuovamente, perché abbiamo tanto da offrire.
È su questo che dobbiamo lavorare, Trinitapoli deve andare in TV per quello che ha da offrire la città, per quello che ha da offrire al turismo, per quello che può offrire di bello.
Purtroppo, ancora una volta, siamo caduti in un problema che è quello che ci è stato detto dalla Colosimo.
Apro e chiudo una piccola parentesi. Quando relazione il Presidente di una Commissione antimafia lo fa in relazione a dei dati, non lo fa, come viene scritto sui social, per appartenenze di partito politico. Quindi, vorrei sottolineare questo aspetto.
Oggi siamo in un certo senso richiamati in Consiglio comunale a parlare di legalità, a parlare di legittimità degli atti. Quanto è passato? Due mesi, tre mesi sono passati? Ricordate, era ottobre o novembre quando si è tenuto qui un consiglio sulla legalità, siamo stati ore a discutere di questo tema, abbiamo adottato un atto ad unanimità, ma in quell’occasione, e continuo a dirlo ancora oggi visti anche determinati atteggiamenti e anche perché… Consentitemi, assessore, non è bello che durante un intervento di un consigliere su un tema comunque delicato si dica basta. Perché se il Sindaco ha aperto il dialogo è perché c’è un problema da affrontare e bisogna tutelare, trovare un sistema, un modo per tutelare la città, perché siamo chiamati a questo.
In quell’occasione ci ho tenuto a dire che quel Consiglio poteva rappresentare una solita farsa, perché poi è nei comportamenti, nelle azioni concrete, nel modo di relazionarsi che si vedono quei comportamenti.
Io, subito dopo quel Consiglio comunale, ho presentato delle proposte all’interno della programmazione del bilancio di previsione, ho chiesto che fossero fatte delle affermazioni sui dipendenti, ho chiesto le cassette di sicurezza virtuali, la consigliera Tarantino ha fatto altre proposte, la consigliera Giannella ne ha fatte altre, Michele e Tiziano lo stesso. Puntualmente per partito preso ‒ vogliamo dire così? ‒ queste proposte sono state bocciate. Allora, quanto poi quello che si dice corrisponde a quello che si fa?
Prima si è parlato anche del lavoro che si fa nelle Commissioni, devo dare atto che comunque ultimamente si sta lavorando in maniera costruttiva, però spesso ci ritroviamo a subire degli attacchi perché si fa un’osservazione.
C’è un punto, che discuteremo più tardi, che la sottoscritta ha completamente stravolto perché era fatto male e oggi lo abbiamo portato in Commissione dopo aver approvato. Presidente, lei era presente. Penso che questo sia anche un modo costruttivo di approcciarsi ad una Commissione, ad un Consiglio comunale.
Ora non mi interessa dire cosa è stato fatto, cosa si può fare, cosa è stato detto. Oggi lei, Sindaco, propone una Commissione, se lei ritiene che questa Commissione possa tutelare l’Ente, facciamola, ovviamente ci deve essere unanimità di intenti. Noi non ci sottraiamo a nessun tipo di responsabilità quando si parla di legalità, quando si parla di tutelare la città.
Ovviamente, su questa cosa dobbiamo essere tutti d’accordo. Perché, Sindaco, se la sua scelta è quella di perseguire con ogni mezzo e in ogni modo la legalità, la correttezza e la regolarità, noi siamo con lei e lo saremo sempre. A lei è stata concessa una grande possibilità, una grande opportunità e poi sta a lei decidere che imprinting si vuole dare a questa opportunità.
Non è nemmeno bello scaricare la responsabilità sui dipendenti, io l’ho detto anche in altre occasioni, perché quando si fanno le cose se le cose vanno bene il merito è dell’Amministrazione, se le cose vanno male la colpa è dei funzionari. Non funziona così, la macchina amministrativa è unica, si lavora ad unisono, l’indirizzo politico viene dato e credo che un vero leader dovrebbe tutelare tutti, compresi i funzionari, e punire i funzionari che non rispettano le regole. Lei fa bene a dire che se si trova un funzionario che non rispetta le regole, questa persona deve essere allontanata, punita e quant’altro. Noi da questo punto di vista saremo con lei, noi siamo per il rispetto delle regole, siamo per il rispetto della legalità.
Io le ricordo una citazione che lei ora sorriderà, “siamo condannati ad amministrare”. Quando si dice “siamo condannati ad amministrare”, non è una semplice frase perché il Comune di Trinitapoli, purtroppo, ha subito nel 2022 uno scioglimento che ha portato l’Ente a subire tutta una serie di restrizioni, giustamente la legge dice che bisogna chiedere la BDNA, una serie di attività per evitare infiltrazioni di tipo mafioso.
Io che decido di candidarmi nel 2024 sono consapevole di quello a cui vado incontro, perché so che non è semplicemente amministrare ma so che devo amministrare guardandomi ogni determina, ogni procedura, ogni atto, verificare se ci sono le BDNA, verificare se ci sono tutti i requisiti, verificare tutto. È già difficile, oggi come oggi, essere Sindaco di una città, figuriamoci essere il Sindaco di una città che viene da uno scioglimento, bisogna avere gli occhi apertissimi e non dormire la notte, perché non è facile.
Oggi come oggi qualcuno dice che gli amministratori vanno là e chissà cosa fanno, in realtà amministrare oggi un Ente locale è diventata una questione difficile.
Ho sentito anche la relazione del Vice Sindaco, ha relazionato rispetto a quanto fanno gli uffici che rispettano le procedure. Bene, se gli uffici rispettano le procedure non abbiamo nulla di cui preoccuparci. Quindi, a cosa serve a questo punto la Commissione? A cosa serve anche a questo punto discuterne? È giusto discuterne perché la città deve essere informata, deve capire quali sono le posizioni di ogni singolo consigliere comunale, perché queste posizioni poi vanno incardinate in quella che sarà la storia della città.
Quindi, se siete certi della correttezza del vostro operato, se tutti gli atti sono in ordine, se tutto è stato fatto correttamente, non dobbiamo venire qui e difenderci da cose, bisogna semplicemente lavorare con trasparenza e con serenità.
Perché la credibilità delle istituzioni non si costruisce ribadendo di aver ragione, ma mostrando senza esitazione che si è operato e si è operato bene, nel solco della legalità.
Quindi, Sindaco, qualsiasi tipo di iniziativa che possa salvaguardare l’Ente, che vada a favore della legalità, noi non ci sottraiamo. Penso di parlare anche a nome di tutta l’opposizione, quando ci sono iniziative a favore della legalità, noi siamo disponibili a coglierle.
Grazie.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, consigliera Patruno.
Ha chiesto di intervenire l’assessore Di Leo. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : DI LEO – Assessore
Buongiorno a tutti, buongiorno Sindaco, Segretaria, consiglieri, Presidente e amici che ci ascoltano qui in presenza e a casa.
Ovviamente ho ascoltato in maniera molto attenta tutto ciò che è stato detto, anche perché purtroppo per me molte di queste cose io le vivo personalmente, non perché io faccia chissà che cosa, ma semplicemente perché sono argomenti che nell’ufficio e con i miei dirigenti affrontiamo quotidianamente.
Parto nel dire che le procedure che prevedono delle gare di appalto non riguardano soltanto lavori pubblici, oppure la manutenzione ma riguardano un po’ di attività che vengono svolte nei vari uffici.
Ad esempio, mi riferisco alle procedure della pulizia municipale, ad esempio la segnaletica orizzontale o verticale, oppure al verde pubblico, ad esempio nel caso di un’attività di sfalcio di terreni privati sui quali dobbiamo intervenire noi con i soldi propri salvo poi rivalerci contro inadempiente, oppure dei rami pericolanti, o il servizio dell’ecologia, abbandono di rifiuti lungo le zone non urbane, o ancora l’arredo urbano, sostituzione di cestini o panchine che vengono vandalizzate, servizi cimiteriali. Ce ne sono tanti ed è inutile che ve li vado ad elencare.
Ovviamente un argomento particolare che è stato già affrontato dal Vice Sindaco che riguarda proprio le attività di manutenzione, su questo ha già parlato in maniera esaustiva il Vice Sindaco.
Però mi corre l’obbligo fare un excursus di queste problematiche. Volevo farvi soltanto alcuni esempi concreti di quello che succede a Trinitapoli ma mi corre l’obbligo anche specificarvi quello che succedeva a Trinitapoli.
Così ho verificato sull’Albo pretorio, e questo è consultabile da tutti quanti, di quello che succedeva qualche anno fa. Bene ha fatto la consigliera Patruno a ricordare che a partire dal 2022 c’è stato lo scioglimento del Consiglio comunale e questo per noi è un dato di partenza. Per me in particolare, che ho verificato tutta una serie di dati, come dicevo per me è un punto di partenza.
È innegabile, ad esempio, che è facile riscontrare determina a contrarre per l’affidamento diretto dei servizi di vigilanza dei beni immobili comunali della Polizia municipale del 2023, così come anche quello del 2024; o, ad esempio, la segnaletica luminosa sulle strade di proprietà comunale sempre affidamenti diretti del 2024. Cambiamo argomento, manifestazione d’interesse per l’affidamento del servizio di tesoreria comunale mediante affidamento diretto, ragioneria anno 2022, così come anche nel 2023.
Per arrivare a quello che mi riguarda possiamo parlare, ad esempio, dell’affidamento diretto per l’installazione di punti hotspot per l’accesso gratuito a internet, lavori pubblici anno 2021; affidamento diretto per la fornitura di arredi e strumentazioni informatiche biblioteca comunale, anno 2023; affidamenti diretti per l’implementazione dell’accessibilità e fruizione della biblioteca comunale, sempre anno 2023.
Andiamo avanti. Affidamenti diretti per i servizi informatici o di progettazioni del sito web archeologico Ipogei di Trinitapoli, anno 2024.
Ancora, indagini di mercato per spesa affidamento diretto dei servizi di progettazione siti web marzo 2024. Ricordiamoci bene questo mese, marzo 2024.
Un altro affidamento diretto per gli arredi, marzo 2024.
Un altro ancora, avviso di indagine di mercato per affidamento diretto di servizi di formazione del personale, interventi di implementazione, marzo 2024.
Non so se devo ancora continuare o basta così.
Affidamento diretto per i servizi informatici e progettazioni nell’ambito della valorizzazione del Parco archeologico, marzo 2024.
Questo per far capire cosa? Che noi siamo stati eletti a giugno del 2024. Ora, non è che queste cose prima non succedevano, quindi oggi noi di che cosa ci lamentiamo?
Posso dirvi ancora di più, vi posso dire questo. La relazione annuale dell’ANAC, quindi non Luigi Di Leo, dell’ANAC, e per quelle pochissime persone che non lo sanno è l’Autorità Nazionale Anticorruzione, relativo a maggio 2025, dice testualmente che “per quanto riguarda i 267.157 procedure di affidamento a livello nazionale, il 54,1 per cento si è svolto tramite affidamento diretto e se a questo aggiungiamo anche le procedure negoziate che sono senza bando, superiamo l’80 per cento dei contratti pubblici”, questo lo trovate sulla fonte www portale trasparenza.net, non è che sono dati che mi sono inventato io.
Sempre nella stessa relazione, quindi sempre relazione dell’ANAC, “gli affidamenti diretti per gli acquisti di servizi e forniture risulta essere circa del 98 per cento”, 98 per cento.
Vi posso assicurare che questa relazione l’ho letta più volte e non ho letto un caso Trinitapoli. Io ho letto soltanto 98 per cento degli affidamenti avviene in maniera diretta.
Quindi a questo punto se dobbiamo parlare di un caso Trinitapoli, dovremmo parlare di un caso nazionale, perché ovviamente questi dati non sono riferiti soltanto al Comune di Trinitapoli ma l’ANAC ha fatto una disamina dal punto di vista nazionale.
Vi vorrei parlare anche ‒ perché è il mio caso specifico ‒ dei lavori pubblici e qui mi soffermo molto velocemente perché, senza timore di smentita, gli appalti che sono stati indetti nel momento in cui sono subentrato io, sono stati tutti di carattere aperto. Parliamo dei massimi ribassi alle gare con la procedura economicamente più vantaggiosa. Non vi voglio tediare per queste cose, perché sono tutti quanti documenti che se si va sul sito Traspare CUC Montedoro, di cui parleremo dopo, sono rilevabili.
Una parola la vorrei spendere sul discorso che si è fatto relativo al monitoraggio del territorio, proprio per un discorso che ormai è diventato di dominio pubblico, per evitare queste benedette infiltrazioni di tipo mafioso. Mi ricollego al discorso che si faceva per un’eventuale nomina di Commissione.
Io ricordo che già da quando mi sono insediato e forse avevo la sfera di cristallo, ho intrapreso questa attività, ho intrapreso tutta un’attività di monitoraggio presso gli uffici tecnici e ho preteso, ho voluto che mi dessero tutti questi dati.
Ad esempio, mi riferisco ad una PEC che ho fatto all’ufficio tecnico, in particolar modo al Quarto Settore dove, a proposito proprio dei lavori pubblici, chiedevo: l’elenco delle opere pubbliche presenti sull’intero territorio comunale; i decreti di finanziamento da cui poter desumere la data di scadenza degli stessi; inizio e fine lavori come da contratto; redazione dettagliata sullo stato di avanzamento lavori redatto dal direttore dei lavori; eventuali sospensioni lavori e proroghe concesse e relative motivazioni; nuova ultimazione lavori e corrispondente cronoprogramma aggiornato; eventuali perizie di variante con relative motivazioni di concessione; procedure di avanzamento lavori e lavorazioni mancanti la chiusura degli appalti; eventuali riserve formulate dall’impresa appaltatrice; subappalti e autorizzazioni dei subappalti.
Ovviamente, colgo l’occasione di ricordare che anche grazie al consigliere De Angelis qualche settimana fa abbiamo fatto una riunione dove abbiamo convocato tutte le imprese indistintamente, che stanno compiendo lavori pubblici, lavori privati, incarichi diretti o no, li abbiamo convocati qui in quest’Aula e vi posso assicurare stracolma di imprese, progettisti e direttore dei lavori, ai quali abbiamo esattamente dato le indicazioni che stiamo dando adesso.
Mi ricordo una frase che praticamente abbiamo detto in questo frangente, che non avremmo, non abbiamo e non guarderemo in faccia nessuno,
Ovviamente non ci siamo limitati soltanto a chiedere tutti questi dati di cui parliamo adesso. Perché, ad esempio, un’altra situazione che vogliamo tenere sotto controllo è la situazione degli appartamenti di proprietà comunale. Quindi abbiamo chiesto: l’esatta ubicazione; i dati tecnici degli immobili; lo stato di conservazione; l’elenco degli appartamenti occupati e liberi; le eventuali procedure di sfratti, ove esistenti; procedimenti in atto di eventuali nuove assegnazioni. Questo per quanto riguarda le proprietà comunali.
Per quanto riguarda invece gli immobili e i suoli comunali vi ricordo che per quanto riguarda il discorso dei suoli è in atto ancora un bando per l’assegnazione e anche in questo caso, proprio per evitare tutto quello che in questi giorni si va dicendo, non guardiamo in faccia nessuno e abbiamo chiesto un elenco dettagliato: le esatte ubicazioni; i contratti ancora in essere e quelli scaduti; eventuali utenze ancora in capo alle Amministrazioni comunali e quelle volturate; i canoni non ancora incassati; le azioni intraprese per la situazione di morosità.
Ancora, abbiamo richiesto la situazione del patrimonio comunale e mi ricordo, credo forse all’ultimo Consiglio comunale, abbiamo allegato un elenco esaustivo di tutto il patrimonio del Comune di Trinitapoli sul quale noi stiamo oggi facendo tutte le nostre verifiche. Anche in questo caso abbiamo chiesto: i dati tecnici degli edifici, quelli che sono dotati di certificati di abitabilità; gli accatastamenti; i collaudi; le destinazioni d’uso; gli edifici ancora in concessione, quelli ancora in scadenza e quelli che sono scaduti; edifici di recenti interventi di ristrutturazione.
Per quanto riguarda i terreni, invece: l’elenco dei terreni liberi e quelli ancora assegnati; l’elenco dei terreni abusivamente occupati; eventuali assegnazioni e relativi decreti. Quindi, come dicevo prima, i bandi per ulteriori assegnazioni.
Concludo dicendo questo. Le attività di controllo noi le abbiamo sempre fatte e le continuiamo a fare ogni giorno. Lo spunto è quello degli appalti ed in particolar modo gli appalti diretti. Comunque questa Amministrazione sta provvedendo, e lo farà per sempre, sta provvedendo alla verifica di tutto quello che è l’abitare i territori, gli appalti, tutto quello che ovviamente noi siamo chiamati a controllare.
Ora non so se questa Commissione la faremo o non la faremo, però se questa Commissione si dovesse fare, gran parte del lavoro è stato già fatto. Magari io mi rendo disponibile, qualora tutti i consiglieri indistintamente, opposizione o maggioranza, vogliono avere dei documenti da me senza nessun tipo di problema, perché noi non temiamo questa Commissione, non temiamo nulla perché, com’è stato già detto dalla consigliera Patruno, se noi abbiamo operato, anzi, tolgo il se, avendo operato in maniera corretta non abbiamo nessun tipo di problema a istituire questa Commissione.
Anche perché, ed è stato detto diverse volte, questa Commissione non è perché bisogna necessariamente demonizzare questa Amministrazione, perché come vi ho letto brevemente qualche minuto fa anche chi ci ha preceduti ha utilizzato questi strumenti. Per cui, avendo utilizzato questi strumenti e avendoli utilizzati anche noi, non vedo per quale motivo noi potremmo aver sbagliato e chi ci ha proceduto no. Per cui, terremo conto anche di questo.
Grazie.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, assessore Di Leo.
Chi deve intervenire ancora? Consigliere De Angelis, prego.
Speaker : DE ANGELIS
Innanzitutto, complimenti all’assessore Di Leo per l’arringa che ha illustrato all’intero Consiglio.
Volevo farvi notare come cambiano gli atteggiamenti a seconda della stanza che si occupa.
Questo, e facciamocene una ragione, è un vero e proprio attentato politico, questo è terrorismo psicologico all’Amministrazione locale. Perché quando un Presidente di una Commissione va in una città e sente l’esigenza, il bisogno di dire che ad Andria c’è la ‘ndrangheta, non ha scoperto l’acqua calda, è come andare a Lecce e dire che a Lecce ce la Sacra Corona Unita. Che cosa abbiamo scoperto? È come dire che a Margherita c’è il mare.
La legge ha l’obbligo, l’obbligo, di intervenire. Se a Trinitapoli c’è qualcosa che non va, la legge deve intervenire.
Bravi tutti se ad oggi non è successo niente, vuol dire che va tutto bene. Io ti capisco, Sindaco, perché hai dimostrato di non avere paura ma hai dimostrato di essere ferito. Voi immaginate un papà che cresce un figlio per due anni e mezzo e poi in un’occasione X si debba sentire dire: suo figlio è bruttino, o suo figlio non è come piace a noi.
La questione è politica, politica, perché nella BAT ci sono 10 Comuni. Allora per correttezza in una conferenza stampa mettiamo tutte le gare, tutti gli affidamenti di tutti e 10 i Comuni e vediamo se si deve parlare di Trinitapoli, anziché Bisceglie, o Canosa. La situazione è politica e noi dobbiamo politicamente affrontarla senza aver timore di nessuno, perché noi abbiamo la coscienza a posto e, soprattutto, la schiena dritta di affrontare le situazioni. Non abbiamo scheletri negli armadi e lo abbiamo dimostrato in campagna elettorale e tutti i giorni con i cittadini.
Perché la questione non è qual è la musica ma qual è l’orchestra, questa è la questione. Perché io non posso arrivare al Comune di Trinitapoli e trovare un affidamento diretto di 140.000 euro all’amico dell’amico e va tutto bene.
Affidamento diretto di 140.000 euro…
Lo denunciamo, qual è il problema, lo denunciamo.
Così come sono stati fatti incarichi da un dirigente a un ingegnere che prima occupava il Comune di Trinitapoli. Qual è il problema? Io lo denuncio, non c’è problema. Purtroppo se quell’atto è legittimato in quel momento lo può fare il dirigente, lo può fare, lo può fare, e lo ha fatto.
Così come in pieno commissariamento…
Per favore, mi faccia terminare, Presidente.
È grave, la denuncio, non c’è problema, io la denuncio, non c’è problema.
Così come in pieno commissariamento viene arrestato un direttore dei lavori di un cantiere a Trinitapoli, in pieno commissariamento. La una domanda è: che cosa sarebbe successo se fosse accaduto oggi?
Io non ho interrotto nessuno, io voglio fare il mio intervento e dopo loro facessero quello che vogliono, scrivessero, facessero quello che vogliono, ma io devo finire il mio intervento.
La questione è politica, è un attacco frontale. La storia dei puritani in Consiglio comunale deve finire. Perché io l’ho detto l’altra volta nello scorso Consiglio comunale e lo ribadisco ancora oggi, è facile fare il puritano a scuola quando a casa c’è il kamikaze. È facilissimo, è troppo facile.
Mentre nel mondo succede davvero il finimondo, abbiamo quattro astronauti che sono andati sulla Luna, il gasolio che arriva quasi a 3 euro al litro, guerre a destra e a sinistra, ricordando anche a qualcuno che non vedeva l’ora di portare la bandiera della Palestina al Comune e non si è magari poi riproposto di portare la bandiera dell’Iran fuori dal Comune, però alcuni bambini non sono uguali agli altri, pazienza, di questo ne prenderemo atto. Torniamo al punto.
L’ho detto veramente, l’ho detto veramente.
Torniamo al punto. Sindaco, io non condivido l’idea di una Commissione oggi, non la condivido. Se le opposizioni ritengono opportuno farlo per conto loro, la facessero, io sto tranquillo, la facessero, io sto tranquillo. Io sto tranquillo, io sto tranquillo. Perché, ripeto, il politico non è colui che dice chi deve fare cosa, il politico dice cosa ha l’esigenza di fare.
Non dobbiamo fare che quando un marciapiede viene fatto vicino casa non conta chi l’ha fatto e con quale procedura, ma quando lo stesso marciapiede viene fatto da un’altra parte allora si va a verificare chi l’ha fatto, come l’ha fatto e perché l’ha fatto.
Questo è quello che succede, Sindaco, questo è quello che succede, si tiene conto di chi fa e dove fa, non si tiene conto delle esigenze dei cittadini, non si vuole bene alle esigenze dei cittadini.
Quando l’assessore Iodice ha dato disposizione di pulire di carattere d’urgenza i parchi, è perché in quei parchi ci vanno i nostri figli, ci vanno i vostri figli e l’assessore Iodice non entra nell’ufficio per dire deve farlo A piuttosto che B con questa procedura o con quest’altra procedura. Non è competenza del politico, non è competenza del politico.
Poi invece abbiamo a casa i terroristi che sui social devono terrorizzare la città, devono terrorizzare la città. Nessuno prende le distanze, come al solito, nessuno che fa le smentite, è chiaro che poi un Sindaco dice, sentite, io sono aperto a tutto, sono disposto a tutto, a questo punto, visto che la situazione è questa, facciamo la Commissione, vi prendete la Presidenza della Commissione e controlliamoci.
Cosa ci dobbiamo controllare? Cosa? Cosa? Fino sotto i 140.000 euro l’affidamento diretto è un atto legittimo che non decide, ripeto, non decide il politico, è a discrezione del dirigente che ha massimo potere nella sua funzione. Questo lo dice il TUEL, non Pietro De Angelis, è il codice degli appalti pubblici. È chiaro? È chiaro? Come direbbe qualcuno, è chiara la questione?
Noi nel merito degli affidamenti non siamo mai entrati e mai ci entreremo, noi abbiamo l’esigenza di sistemare i bisogni dei cittadini.
Adesso in Villa comunale, Villa Marconi, mancano i cestini, mancano le chiusure delle catene, ieri sera si stava picchiando un extracomunitario con un cittadino, un trinitapolese. Con gli scooter, Michele, è una cosa che ne abbiamo parlato l’anno scorso, entrano con gli scooter sulla Villa. Io il problema lo voglio risolvere oggi e andiamo insieme dal dirigente a dirgli che dobbiamo risolvere il problema oggi, perché ogni giorno ci sono 50 bambini alla Villa. Che fa? Qual è la procedura che fa?
A me non interessa chi deve operare, io dico come te l’esigenza che ho e che ha un cittadino, qual è la procedura. Non è un nostro compito, non è un nostro compito. Oppure il TUEL ha sbagliato tutto, gli stessi padri costituenti dalla Costituzione hanno sbagliato tutto, abbiamo sbagliato tutto. Va bene?
Grazie.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere De Angelis.
Si è prenotata l’assessore Iodice per intervenire. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : IODICE – Assessore
Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti, colleghi, cittadini a casa e presenti.
Voler fare una premessa rispetto a tutto quello che è stato detto fino ad ora dal presupposto che in un Consiglio comunale, in un’Assise, debba esserci la maggioranza e la minoranza e che la maggioranza deve amministrare, deve controllare il lavoro degli uffici, dei funzionari e i consiglieri debbano anch’essi vigilare sul lavoro dell’Amministrazione per garantire il buon funzionamento della macchina amministrativa che deve fare il bene comune.
Partiamo dal presupposto che quando ci sono questi controlli, quando si arriva in Consiglio comunale, ci sono interpellanze, ci sono interrogazioni, si punta il dito, si chiedono risposte, si fanno domande, in via del tutto bonaria, prendiamola così, non per criticare il lavoro che questa maggioranza sta facendo, ma per correggere un’azione affinché il tutto venga svolto in maniera trasparente e legale.
Quindi, il presupposto ci dice che quando il Sindaco oggi si sente ferito perché si continua ad insinuare che Trinitapoli, già colpita duramente dallo scioglimento del Consiglio comunale per insinuazioni di infiltrazioni mafiose, dopo due anni che ci siamo insediati, perché il popolo lo ha deciso, ricordiamo questa cosa, il popolo è sovrano anche per un voto in più, ha deciso che la lista Resilienza Trinitapolese doveva amministrare questa città con il Sindaco, guidata dal sindaco Francesco Di Feo, ed è una cosa. Si sente ferito quando ancora la città di Trinitapoli, che sta cercando di risollevarsi, di riprendersi da un duro colpo, venga detto che ancora Trinitapoli è soggetta e può essere insidiata da infiltrazioni mafiose.
Io, da amministratrice, sia di maggioranza che di minoranza, mi sentirei come ci siamo sentiti gravemente offesi. Quindi, è giusto che quando il Sindaco chiede di istituire una Commissione di controllo interno, è da prendere, perché è un rafforzamento, significa che vogliamo che la macchina funzioni a 360 gradi, che tutto sia perfetto. A me può sfuggire una cosa? Interviene la Commissione che ti dice, guarda che non è così. Dice, il lavoro nostro è già quello, quindi perché rifiutare un ulteriore organo che ci permetta di arrivare in Consiglio comunale già avendo esaurito quello che c’era da esaurire in sede di Commissione e arriviamo qui e lavoriamo, andiamo avanti, portiamo avanti, progetti, approviamo i regolamenti. Io devo aprire un CCR, devo approvare il regolamento, due Commissioni, due Commissioni, devo fare ancora una terza per cucircela addosso, siamo noi ad amministrare e vogliamo sapere qual è il regolamento che oggi regolamenta, scusate il gioco di parole, l’accesso dei cittadini ad un centro comunale di raccolta. È un esempio.
È stato fatto un intervento, io ho apprezzato l’intervento della consigliera Tarantino. Quando ho chiesto di terminare era perché era già tutto chiaro. Non ho condiviso quando ha detto che noi veniamo qui a costruire il potere, ad esercitare il potere nella nostra funzione. Noi qua veniamo a lavorare, veniamo ad amministrare, abbiamo degli obblighi, abbiamo dei doveri.
Ritengo doveroso anche chiarire che il quadro normativo nazionale, e mi riferisco al Codice del contratto pubblico del decreto legislativo 36 del 2023, stabilisce in modo esplicito che il subappalto è uno strumento pienamente legittimo purché utilizzato nel rispetto delle condizioni previste dalla legge. Non si tratta quindi di una pratica irregolare o esclusiva dell’Amministrazione…
Non ho detto che l’hai detto, lo sto dicendo in generale. Se ti senti colpita significa che in un certo qual modo mi fa strano che un avvocato non conosca la legge.
…Ma di una possibilità prevista dal legislatore per garantire efficienza, specializzazione e continuità dei servizi.
Nel caso nostro…
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Consigliera Giannella, lei ha interrotto l’assessore Iodice, quando ha parlato lei non l’ha interrotta nessuno.
Speaker : IODICE – Assessore
Non ho detto all’avvocato Giannella, ho detto l’avvocato in generale.
Lo hai dedotto tu, lo ha dedotto lei
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Consigliera non l’ha nominata.
Speaker : IODICE – assessore
Preferirei terminare l’intervento quand’anche io non ho interrotto nessuno.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Assessore Iodice, mi faccia precisare questa cosa. Vi siete nominati reciprocamente decine di volte.
Speaker : IODICE – Assessore
Non era fatto personale.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Mi faccia la richiesta quando termina l’assessore Iodice.
Speaker : IODICE – Assessore
Non era personale, rispondevo generalizzando.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Consigliera Giannella, facciamo terminare l’intervento dell’assessore Iodice e lei poi fa la richiesta.
Speaker : IODICE – Assessore
Dicevo che nel caso puntualizzato durante l’intervento, parliamo di attività come sfalcio dell’erba, potature, manutenzione, delle aiuole, cura degli alberi, gestione delle aree verdi in generale. Sono interventi che ovviamente richiedono competenze tecniche e specifiche, mezzi adeguati e una programmazione puntuale soprattutto nei periodi di maggiore intensità stagionale. Certo, è primavera, lo sappiamo tutti quanti che è primavera, ma quest’anno le piogge intense abbiamo visto i danni che la pioggia continua ed intesa ha provocato, non solo in Puglia ma in tutta Italia. Nel nostro caso hanno accelerato anche il processo di crescita di erba infestante.
Non è un’urgenza, ma comunque bisogna garantire condizioni che non favoriscono anche alla proliferazione di insetti insidiosi, perché adesso arrivano le belle giornate, le persone e i genitori con i figli escono, vanno ai parchi e quindi ci dobbiamo organizzare anche rispetto alla programmazione del calendario di disinfestazione. Quindi, nasce l’esigenza di avere una manutenzione, tra virgolette, urgente e puntuale proprio per garantire decoro alla città.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Vi prego di consentire che l’assessore termini l’intervento.
Grazie.
Speaker : IODICE – Assessore
Quand’anche nell’ordinarietà, e ribadisco, possa nascere un’urgenza e nell’urgenza l’assessore che se poi sbaglia o fa male va bene, ma per quanto mi riguarda le indicazioni a livello politico rispetto alle esigenze dal mio punto di vista che ora sto qui e lo posso fare, quando verrete voi lo farete voi, sono le direttive che io do in quel momento rispetto all’esigenza che va al di là dell’ordinario, c’è.
Il subappalto è lecito quando: è dichiarato in sede di gara dall’impresa partecipante; è autorizzato formalmente dall’Amministrazione; riguarda lavori compatibili con il contratto e con gli standard di sicurezza; coinvolge operatori qualificati e in regola con tutti gli adempimenti normativi.
È vietato quando: viene richiesto senza essere stato dichiarato in gara; oppure quando si tenta di delegare integralmente le lavorazioni principali snaturando il ruolo dell’appaltatore.
Come amministrazione il ruolo è duplice, da un lato garantire la piena legalità delle procedure, dall’altro assicurare che il servizio di manutenzione del verde sia svolto con qualità, tempestività e professionalità, quello che diceva poc’anzi.
Per questo questa Amministrazione continuerà a verificare attentamente i requisiti dei subappaltatori, che è stato fatto; autorizzare solo subappalti coerenti con il progetto e con gli standard richiesti; monitorare l’esecuzione dei lavori per evitare cali di qualità o ritardi; tutelare gli stessi lavoratori e la sicurezza nei cantieri; assicurare trasparenza in ogni fase del procedimento.
L’obiettivo è quello, né di favorire, né di ostacolare. Il subappalto in sé viene utilizzato come strumento, quando necessario, per migliorare l’efficienza dei servizi e garantire alla città un verde pubblico curato, sicuro e decoroso, come si è sempre fatto in questi anni.
Ogni scelta di questa Amministrazione ad oggi è ponderata, legittima e orientata verso il bene collettivo.
Ecco perché si chiede ulteriormente di rafforzare questo controllo, questa collaborazione affinché, e ribadisco il concetto, si possa lavorare con trasparenza e legalità.
Grazie.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, assessore Iodice.
Motivi la richiesta.
Speaker : GIANNELLA
Motivo della richiesta, qualora non fosse chiaro mi sembra palese, “mi fa specie che un avvocato non conosce la legge”. Non è una frase che l’assessore ha detto in maniera decontestualizzata, è una frase che l’assessore ha detto rivolgendosi anche con la postura a me, perché stava parlando del subappalto.
Perché stava parlando del subappalto? Perché il subappalto l’ho citato io della manutenzione del verde, quindi riferendosi al subappalto l’assessore ha detto ‒ ribadisco, ma tanto ci saranno le registrazioni a chiarire questa cosa ‒ ha detto “il subappalto è una pratica lecita e consentita”. Nessuno ha mai messo in dubbio questa cosa, io ho detto ben altro.
“Il subappalto è una cosa lecita”. Io poi sono intervenuta dicendo che avevo citato il subappalto, l’assessore a sua volta ha detto “ti senti come se fosse una provocazione”, qui non si sta parlando di una provocazione. Io non ho problemi, a differenza sua, assessore, a dire quello che ho detto, a dire che quella per me è una procedura che non è consentita.
Non è consentita perché non è consentito il subappalto di tutto. La cessione del contratto è un’altra cosa. Il subappalto è una cosa, perché va fatto in percentuale, la vera e propria cessione è tutta un’altra cosa. Però, evidentemente abbiamo opinioni diverse.
Siccome io ho detto prima, Presidente, ho fatto riferimento al fatto che io avevo citato il subappalto, l’assessore ha risposto dicendo “evidentemente ti senti chiamata in causa”, ha detto espressamente “ti senti chiamata in causa” e ha aggiunto “mi fa specie che un avvocato non conosca la legge”. Quindi, se l’assessore si rivolge a me e mi dice “ti senti chiamata in causa” e poi dice “mi fa specie che un avvocato non conosca la legge”, allora mi dica a quale avvocato stava facendo riferimento se stava rispondendo a me, perché ci sono più avvocati in questa Assise, quindi mi dica di grazie a quale avvocato stava facendo riferimento, visto che stava… oppure aveva un refuso. Quindi, io penso che sia abbastanza chiaro il fatto personale.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Va bene, consigliera Giannella, se lei ritiene di essere stata la destinataria della frase dell’assessore Iodice, precisi quello che deve precisare. Il fatto personale serve per precisare. Deve dire qualcos’altro?
Non è compito mio…
Consigliera, vuole aggiungere qualcos’altro?
Va bene, siccome l’assessore Iodice vuole rispondere alla sua domanda, facciamola rispondere.
Speaker : IODICE – Assessore
Consigliera Giannella, chiedo scusa se ti sei sentita offesa in prima persona ma io parlavo dell’appaltante in generale.
Se ti sei sentita tirata in causa e offesa per quella frase, io ti chiedo ufficialmente scusa, ma non era così, hai travisato.
Grazie.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Va bene, consigliera Giannella, vi siete chiarite entrambe, credo.
Ci sono altri interventi sul punto?
Ha chiesto di intervenire il consigliere Triglione. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : TRIGLIONE
Grazie, Presidente.
Abbiamo parlato due ore e mezzo ma in realtà non ho capito che strada stiamo prendendo. Abbiamo iniziato bene con l’intervento del Sindaco ma abbiamo finito peggio.
Il Sindaco, nella conferenza stampa ha dichiarato di fare gli approfondimenti, di chiedere il report ai funzionari, le relazioni che non sono altro quelle che ci sono effettivamente arrivate. Alcuni erano fatti in maniera molto analitica, altri invece, come ha ribadito la consigliera Tarantino, esplicitavano soltanto esclusivamente i capitoli di spesa senza andare ad indicare effettivamente quelli che erano gli operatori economici e la loro concessione.
Il Sindaco era ritornato sulla proposta della Commissione speciale per fare un ulteriore accesso agli atti, per verificare le procedure che venivano fatte in maniera corretta. Poi in realtà ho sentito, dall’assessore Di Leo al consigliere De Angelis, che in realtà si è sempre operato correttamente e forse mi è sembrato di capire che non c’è l’esigenza di istituire questa Commissione.
Il consigliere De Angelis l’ha detto.
Nel senso, tu ci hai detto tutti gli affidamenti che erano stati dati dalla Commissione. Assessore, se la Commissione ha avuto delle mancanze questo non giustifica…
Però ha detto “la Commissione ha lavorato così e nessuno ha detto niente e ora lo stiamo facendo noi, perché qualcuno ci viene a dire…”. Questa non può essere una giustificazione, perché…
Se il Sottosegretario alla giustizia ha deciso di frequentare certa gente, non giustifica la mia frequentazione con quella gente.
L’affidamento diretto ci sta, è previsto, però prevede delle norme specifiche, della serie deve essere sotto a 140.000 euro, ci deve essere una votazione e la cosa essenziale, che forse qualcuno non ha detto ma spesso manca nelle determine, è che l’urgenza deve essere chiara.
Molto spesso, leggendo delle determine, l’urgenza è l’urgenza stessa, cioè interveniamo lì perché è urgente. No, interveniamo lì perché crea pericolo, perché può provocare questo danno all’incolumità cittadina, ed è quella la motivazione. Molte determine sono prive della giustificazione che hanno determinato l’urgenza.
Questa, tra l’altro, è un’interpellanza che io farò dopo. L’urgenza del ripristino dei marciapiedi dovuto naturalmente alle radici degli alberi, ma le radici degli alberi non si alzano dall’oggi al domani. Il consigliere De Angelis ha fatto riferimento ai cestini della Villa Comunale, non è una cosa urgente. C’è una mancata e corretta programmazione, pianificazione, perché i cestini sono prevedibili in un parco, se non sono stati fatti, non sto dando sicuramente la colpa all’Amministrazione ma qualcuno non ha fatto correttamente un progetto.
Però io vorrei capire, il Sindaco ha detto che ha necessità di istituire questa Commissione per una tranquillità di tutti quanti, per una tranquillità della città.
L’assessore Di Leo ha detto “per noi è tutto a posto, non abbiamo sbagliato, noi continuiamo a lavorare correttamente”. Quindi non capisco…
All’assessore Muoio, scusa.
In un passaggio l’hai fatto, assessore, l’idea è la stessa.
Hai detto che la Commissione ha lavorato con queste cose, ha lavorato correttamente e quindi la conseguenza che voi lavorate con la Commissione, quindi per probabilità transitiva anche voi avete lavorato correttamente.
Il consigliere De Angelis ha dichiarato in maniera aperta che per lui al momento non è opportuno effettuare questa Commissione, addirittura se la vuole fare solo la minoranza. Mi dispiace, non la possiamo fare da soli la Commissione.
Non lo devi dire a me, è il Sindaco che l’ha proposto.
Io sono d’accordo con quello che ha detto il Sindaco, e lo apprezzo per quello che ha detto, anche perché mi è parso di capire che anche lui voleva approfondire quello che è successo. Invece voi mi sembrate abbastanza tranquilli e sicuri di aver lavorato correttamente. Anche il Sindaco è sereno, però ha detto “vogliamo approfondire, vogliamo controllare maggiormente” e a noi ci trova ben contenti di questo.
Ma assolutamente, nessuno sta strumentalizzando.
Oggi mi sembrava di stare nella Commissione parlamentare antimafia, dove ognuno faceva l’audizione e si giustificava per quello fatto.
Poi è intervenuto l’assessore Iodice e ha detto “bene la Commissione, facciamola, così in Consiglio comunale veniamo tutti più sereni”.
Se qualcuno, Sindaco, magari se vuole intervenire daccapo, se ci fa capire effettivamente questa Commissione se può avere senso, o no.
Grazie.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Triglione.
Mi sembra che non ci sia nessun altro, le conclusioni al Sindaco. Prego, Sindaco.
Speaker : DI FEO – Sindaco
Grazie, Presidente.
Mi rivolgo all’intero Consiglio comunale, io non mi rivolgo solo ai consiglieri di minoranza, che ringrazio per i toni e le modalità in cui hanno affrontato il tema. Mi rivolgo all’intero Consiglio comunale.
Qui la questione è seria. Non ha parlato Pinco Pallino, ha parlato la Presidente della Commissione antimafia, le notizie non le acquisisce al bar, le acquisisce da relazioni che pervengono dalle Forze dell’ordine e dalla Prefettura.
Io non è che sono preoccupato, ma non è neanche vero che non abbiamo timore e un leader non va a occhi chiusi verso la battaglia, non è un buon leader, perché muore lui e fa morire anche i suoi soldati. Un leader deve avere anche paura, deve avere più coraggio e affrontare meglio la battaglia.
Qui c’è un peccato originale. Il peccato originale è che c’è stato lo scioglimento del Consiglio comunale che pone già la città di Trinitapoli in una situazione diversa, sia perché per cinque anni sarà costantemente monitorata, ci piaccia o non ci piaccia, non è né merito né demerito nostro, è la legge; sia perché agli occhi degli altri tu sei visto come un Comune sciolto per mafia.
In questo peccato originale, c’è il peccato del peccato originale, che è la mia persona. Non la cito mai mia moglie ma più di una volta mi ha detto, “non ti dovevi candidare”. Qualche mio avversario politico, dentro e fuori, ha detto “non ti candidarvi e fosse poteva avere una veste diversa la situazione, forse”. Ma io da testardo e da leader ho detto devo ricandidarmi, perché volevo riportare questa credibilità alla mia città, la volevo riportare, ho lottato tutti i giorni della mia vita in questi due anni affinché potessi riacquisire questa credibilità, con i Carabinieri, con il Questore, con il Prefetto, con le Forze dell’ordine, con la città, riprendere quella credibilità.
Se oggi sto male è perché io ho perso questo, perché se dopo due anni qualcuno si alza e mi dice che c’è un problema, vuol dire che non ha funzionato qualcosa e il mio grido d’aiuto al Consiglio comunale intero, è grido di aiuto a dire mi aiutate a ridare credibilità, non a me, perché la mia storia sta lì, sta lì ormai la mia storia, sta lì, ognuno su di me avrà la sua idea, un giorno poi si tireranno le conclusioni della storia di Francesco Di Feo e di quello che ha fatto per la città. Non è un problema mio. Oggi io mi preoccupo come leader della città, della nostra città, affinché abbia quella credibilità.
Oggi se noi ci dovessimo fermare alla fotografia prima dell’intervento della Presidente antimafia, della Colosimo, noi avremmo due squadre. Una squadra che dice guarda che noi non siamo soddisfatti, non siamo convinti che l’attività posta in essere sia del tutto in linea. Qui non è in contestazione la norma sull’affidamento diretto, la norma sul subappalto, ci mancherebbe altro, non contestiamo la legge, la legge è la legge e va bene, è l’uso che se ne può fare della norma.
C’è una squadra che dice che l’uso, secondo noi, è borderline. Noi invece come maggioranza sosteniamo che pensiamo, siamo certi, siamo convinti e abbiamo agito bene e se ci raffrontiamo per chi ci ha preceduto, non ci sono grosse disparità. Questo, però, non dà la credibilità che io pretendo che abbia la mia città. Allora c’è il grido d’aiuto.
Dove sta scritto che ho ragione io? Dove sta scritto che hanno ragione loro? Ci sarà un vulnus, altrimenti perché la Presidente della Commissione antimafia viene in Puglia, parla di sei Province, parla della BAT, parla dei Comuni Ofantini e parla di Trinitapoli? Se io fossi un idiota avrei fatto finta di nulla e la buttavo in bagarre.
Se faccio una conferenza stampa e dico, attenzione, so che siamo in una situazione particolare perché siamo un Comune sciolto per mafia, convengo con tutti che siamo Comuni particolari, in una Provincia particolare, in una Regione dove purtroppo siamo assediati dalla criminalità, siamo circondati quotidianamente, un giorno sì e un giorno no arriva un’interdittiva antimafia su delle aziende che operano sui territori, mi devo preoccupare? Che leader sarei? Mi devo preoccupare.
Sono qui e dico al Consiglio comunale, mi aiutate? Non facciamo una Commissione per vedere se è bravo Francesco Di Feo, se è bravo l’assessore, o se si è comportato male, o perché voglia scaricare, non ho mai scaricato sui funzionari e chi mi conosce lo sa, li ho sempre difesi e li difendo, ma ci può essere un problema di abitudine, ci può essere una un problema di non capacità in questo momento di capire che bisogna fare di più rispetto a quello che si è fatto in passato.
Perché a queste lettere che vi ho dato vi farò di arrivare poi, non so se faremo la Commissione, tutte le lettere che io ho scritto contestualmente per il controllo. Perché queste sono le relazioni che mi hanno dato ma io poi ho fatto tutte le lettere per dire è stato fatto questo, è stato fatto questo, e perché è stato fatto… Ci sono delle lettere di controlli e di sollecitazioni in questi mesi, c’è una delibera di Giunta, c’è un’ultima lettera proprio all’indomani dell’intervento della Presidente Colosimo, e prima ancora a 15 mesi dell’Amministrazione ho fatto una richiesta precisa da inviare alla Prefettura. Ci sono degli atti di controllo.
Perché il mio problema era, è, e sarà, io vincerò questa battaglia se ne usciremo tutti assieme e la prossima campagna elettorale sarà incentrata sui problemi della città, dove dovrà vincere il candidato Sindaco che potrà dire “io ho questo programma per la città, non sono andate bene queste cose, io posso fare di più” e cercare in quel momento di avere una situazione nuova.
Non voglio tornare nuovamente nella guerriglia urbana e parlare di un paese, di una città che non se lo merita. Questo è il mio dolore più grande, non se lo merita, l’ha detto bene Marta, non se lo merita, non è giusto. Non è giusto per il lavoro che hanno fatto le Forze dell’ordine in questo paese, non è giusto per il lavoro che è stato fatto dalle associazioni, dalle tante iniziative prese dalle scuole, dalle parrocchie. C’è stato tutto un mondo che si è rivoltato per dire: ridiamo una credibilità.
Io mi sento in questo momento parte di questo problema e per essere parte di questo problema vorrei trovare una soluzione. Se mi chiudo in me stesso dicendo che sono convinto, può darsi che io abbia più ragione, finiremo i cinque anni, avevamo ragione, non è successo nulla, abbiamo fatto tutto in regola, ma abbiamo riportato credibilità a questa nostra comunità? O aleggerà questo?
Io mi sono sentito male non perché sia stata citata Trinitapoli, o perché una Presidente abbia fatto il nome di Trinitapoli, ci mancherebbe, chi sono io? Chi sono io? Perché io ho capito che non ce l’avevo fatta ad evitare che si tornasse lì. Questo è il concetto, non so se riesco a spiegarvelo.
La mia è una richiesta di aiuto, la Commissione non è né per attaccare nessuno, né per far male a qualcuno, né per dimostrare niente a nessuno, la Commissione ci serve in questo momento perché se acquisiamo l’intera attività posta in essere, si può arrivare a capire che effettivamente ci può essere un problema su cui si può intervenire e correggere.
Perché poi chi sta dentro e amministra, e ve lo dico per esperienza, ha una visione diversa. Chi amministra è portato da due situazioni: uno, risolvere il fatto e non guarda in faccia a niente, perché devo risolvere il problema del fosso che sta lì e non sono completamente lucido. Lì l’importante poi è la funzione dei funzionari. Dice “tu vuoi sistemare quella cosa lì, però se la fai in questo modo, tu ti mettere le manette, se lo fai in questo modo lo puoi fare”.
Qui poi c’è anche chi c’è all’esterno che magari può guardare, perché per noi che stiamo amministrando ci può essere comoda una strada perché ci può essere più pratica, più veloce, ma ci vuole un esterno che dice “ti può essere più pratica e veloce, però ci sono altre tre aziende che possono fare la stessa cosa che ha fatto quello in maniera pratica e veloce”. Qui non si discute la norma ma la modalità.
Poi c’è tutto un discorso dove io, non lo dico per nasconderlo o per scaricare, è chiaro che poi c’è anche un modus procedendi da parte degli stessi funzionari. Ci sta un funzionario che magari predilige fare la manifestazione di interesse, ci sta il funzionario che magari ne ha 100 e deve fare immediatamente l’affidamento, perché poi ci sono contesti e situazioni diverse.
Allora, cerchiamo di lavorare insieme per dare questa credibilità. Non sarà possibile? Continuerò a combattere e vi chiederò di combattere per cercare di riportare.
Qui il problema non è dire, io non dimenticherò mai le fasi più volte ripetuti all’interno della relazione prefettizia. Non servono le operazioni di facciata, perché se poi si viene in Consiglio comunale e c’è un punto, i regolamenti, i regolamenti non intendo approvarli a colpi di maggioranza. Credo che l’ultimo referendum abbia dimostrato che quando tu vai con arroganza e a colpi di maggioranza, non ne vieni. Un regolamento non è il regolamento dell’Amministrazione Di Feo è un regolamento che deve durare nel tempo a chi amministrerà.
Certo, se mi rendo conto che tu lavori, lavori, lavori e c’è un’azione diretta, chiara, palese a voler tergiversare, arriva un momento in cui dico devo tirare, debbo approvarmi il regolamento. Ma la serietà, l’obiettivo è se approvassimo un regolamento con l’intervento di tutti, accettando le modifiche di tutti.
Così quando arrivano gli atti. Io perché mi sono indispettito, me ne dovete dare atto, io non mi sono mai indispettito quando arrivava un atto su cui ci poteva essere… mi dava fastidio il colpo di teatro, mi dava fastidio che non era passata dalla Commissione, mi dava fastidio che non c’era stata interlocuzione precedente.
Quando io sono stato chiamato dalle opposizioni non ho mai lesinato, mi sono subito presentato. Se uno mi chiama e mi dice c’è il Consiglio comunale, questo punto Sindaco lo devi rivedere. A me dà fastidio se io arrivo al punto del Consiglio comunale e mi si viene a presentare in quel momento il colpo di teatro. Quello poi mi indispettisce, mi dispiace perché non ci sta la lealtà sul punto, ci sarà la realtà di mettere in difficoltà. Alloro non vedo più la collaborazione.
Ma se io vengo chiamato e mi si dice, attenzione, qui c’è un problema serio, bisogna intervenire, perché non dovrei ascoltare, che vantaggio ne porterei? Non porterei alcun vantaggio. Anzi, io pubblicamente direi questo punto l’abbiamo corretto, lo abbiamo sistemato, lo abbiamo modificato grazie all’intervento di Tizio che ci ha detto di correggerlo. Lo riconosco senza problemi.
Ci sono stati momenti storici, per colpa mia, per colpa della maggioranza, per il modo di porsi, per tutto quello che può essere successo, non mi interessa, in cui non c’era questo flusso di comunicazione tra maggioranza e opposizione e tutto era diventato una guerra personale dove non c’era nessun rispetto degli uni degli altri, nessuna stima degli uni verso gli altri ed è evidente che poi tutto andava a finire in un imbuto che portava semplicemente a situazioni non risolvibili. Quindi, le Commissioni erano una farsa, tante Commissioni erano disertate, non si partecipava in un certo modo.
Se si riprende un percorso, serve per il futuro. Questa Amministrazione è arrivata a già due anni, ci rendiamo conto? C’è bisogno di cominciare a pensare ai prossimi vent’anni di questo paese, dobbiamo pensare anche alle nuove generazioni, dobbiamo pensare a chi si propone di assumere il ruolo di primo cittadino.
Questa è una città che ha bisogno adesso di riprendere un cammino, se uno ama questa città. Ci sono i nostri figli, viviamo noi.
Rispetto a questo il mio è un grido d’aiuto, io non contesto nessuno. Contesto, e mi dispiace, se ancora non riusciamo a fare quell’upgrade, quel salto di qualità per dire ci siamo messi sulla strada corretta, ci sono delle situazioni che non vanno, le verifichiamo.
Magari anche dalla Commissione lo verifichiamo, effettivamente quell’upgrade era giustamente motivata, quella gara lì c’è stata la rotazione.
Io, da quello che ho potuto intravedere, qualche situazione si poteva fare meglio, si poteva fare sicuramente meglio.
Che cosa produce a me non correggere questa cosa qui ed arrivare domani, davanti a chicchessia, ecco il leader a testa alta, senza piangere, senza consegnarsi, io questo sono, questo valgo e questo ho fatto.
Lo devo fare con la consapevolezza, non alla cieca, io sono più bravo, io sono il più bello, io sono il più forte, così è un suicidio personale e collettivo a cui io non mi presto.
Ecco perché mi rivolgo all’intero Consiglio comunale e voglio riportare il mio ragionamento finale al ragionamento iniziale. C’è un fatto che è accaduto, prendiamone atto, come lo possiamo affrontare? Ognuno dice tu stai comandando, il problema è tuo e te lo risolvi tu, e io cercherò nei modi che posso di risolverlo, chiediamo con la relazione, farò altri interventi, chiedere integrazioni delle relazioni che sono arrivate, andrò ad approfondire, manderò gli atti a chi di dovere. Io faccio questo.
È sufficiente a ridare credibilità non a Francesco Di Feo, al Consiglio comunale e alla città? Io dico di no, francamente dico di no, perché altrimenti ce l’avrei fatta in questi due anni.
Qui c’è bisogno di un qualcosa in più che insieme dica sì, abbiamo sistemato questo, corretto questo e poi quello che accadrà in Consiglio comunale deve essere la conseguenza di questa iniziativa che deve portare tutti a rivedere senza declinare o non portare avanti le prerogative di una maggioranza che si deve assumere la responsabilità di governare e di essere condannate a comandare e a prendere le decisioni che deve prendere.
Se decido di ritirare la CUC, di fare una nuova CUC, […] a maggioranza. Se tu vuoi il conforto dell’opposizione, benissimo, ma questa è una decisione gestionale, che rimane alla gestione e alle modalità, ma l’indirizzo politico che io do, perché dico non voglio stare con Montedoro. Io mi assumo la responsabilità.
Poi se nella procedura si alza la consigliera o il consigliere e dice che nella procedura c’è un problema, allora lì devo aprire gli occhi e dire, aspetta, in questa procedura cos’è che non funziona? Ma non mi si può contestare l’indirizzo, perché l’indirizzo è politico. Uno dice al posto tuo, Sindaco, io avrei mantenuto Montedoro, o sarei andato con la Provincia, o sarei andato con la Regione, o mi sarei iscritto… è una scelta politica quella.
Quindi noi su questo dobbiamo essere bravi e tenere conto anche di un Consiglio comunale che è completamente, per la gran parte di voi, nuovo, inesperto, che sta conoscendo, imparando, deve capire anche certe dinamiche a cui mi sto impegnando pian piano e dovete capire le dinamiche su cui si vanno, che sono politiche, sono gestionali, sono amministrative, sono di relazione, sono di confronto. Queste si acquisiscono nel tempo.
Oggi noi siamo qui, io ho voluto questa comunicazione, perché dovevo dire al Consiglio, era un atto dovuto, non puoi tu non fare un atto dovuto e dire hanno detto che a Trinitapoli c’è un problema. Su un atto dovuto io devo relaziona. Quando relaziono devo sentire cosa dice il Consiglio comunale e fare una proposta.
Oggi la proposta l’ho ribadita, la ribadisco adesso, la rimetto nelle mani del Presidente del Consiglio e dei Capigruppo, tutti, in cui […] mi piacerebbe che venisse istituita una Commissione all’unanimità, affidando la presidenza possibilmente ad un componente dell’opposizione, in cui si fa un cronoprogramma e si dice valutiamo quello che si è fatto e diamo anche un indirizzo su quello che si deve andare a correggere.
Questo è quello che sto chiedendo. Punto e basta.
Poi chiaramente valuteremo, perché magari dalla Commissione potrebbe venire fuori che ci sono state delle situazioni borderline, come potrebbe venire fuori che nella maggior parte dei casi si è operato correttamente.
Un dato è certo, non ha parlato Pinco Pallino e se ha parlato il Presidente della Commissione, ha parlato con dati alla mano. Vorrà dire che c’è un problema, come diceva anche Luigi, se tu vai sul piano delle statistiche noi stiamo nelle statistiche, ma se qualcuno ha contestato Trinitapoli che in quelle statistiche c’è qualcosa che non va rispetto alla statistica.
Siamo nelle statistiche, siamo nella norma, benissimo, c’è qualche cosa nel modus procedendi che noi dobbiamo uscire.
Può essere il fatto politico, come dice Piero? Questo è un altro paio di maniche. La Commissione ci aiuterà anche a capire questo.
Io non posso adesso partire così, alla Giamburrasca, contro tutto e contro tutti, quello non è un buon leader, devi fare in modo che, come fece Ulisse, non fai scaraventare la nave contro gli scogli al grido delle sirene, la nave deve continuare e se la nave deve continuare ha bisogno di avere credibilità, e questa cosa la dobbiamo costruire insieme.
Quindi, se il Consiglio me lo permette, io ribadisco al Presidente di convocare una conferenza di alcuni Capigruppo e cercare di mettere su una Commissione, stabiliremo in base ai regolamenti che abbiamo le modalità con cui questo si possa fare. Se questo poi non troverà esito favorevole, ripeto, dovrò continuare a cercare di fare quello che ho tentato di fare in questi due anni.
Grazie.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, Sindaco.
Possiamo concludere il primo punto.
Consigliera Tarantino, velocemente, perché lei ha già parlato. Prego.
Speaker : TARANTINO
Grazie.
Presidente, io mi rendo conto che un punto all’ordine del giorno che doveva essere di mere comunicazioni si è trasformato in una cosa che dura da parecchie ore, però c’è qualcosa di nuovo che va assolutamente commentato.
Io ho fatto un intervento subito dopo il Sindaco ‒ d’accordo? ‒ e penso di essere stata molto chiara sull’apprezzamento, sulla disponibilità, sul tono utilizzato anche dallo stesso Sindaco a cui ho detto apertamente: “mi adeguo”.
Però c’è una cosa che mi sfugge, motivo per cui sto intervenendo e che non intendo rimandare alla Conferenza dei Capigruppo, Sindaco. Perché oggi è palese a tutti, tutti, non all’opposizione, che la maggioranza viaggia in direzione opposta al suo accorato appello.
Noi abbiamo assistito a dichiarazioni che sono esattamente non appena fuori binari, ma proprio al contrario.
C’è un problema di maturità politica, di esperienza, come lei ha citato, che non fa cogliere la serietà del momento che lei invece più volte ha ribadito?
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Consigliera Tarantino, veramente, io vorrei invitarla semplicemente a non rendere vane tre ore…
Speaker : TARANTINO
Lo dico così, alla Conferenza dei Capigruppo […] non hanno dato alcuna capacità di comprensione della questione grave, così come sollevata dal Sindaco, non parteciperemo. Perché, o si fa un dibattito pubblico…
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
A me sembra un processo alle intenzioni.
Speaker : TARANTINO
…E si decide qui in vera serenità qual è la direzione, o questo teatrino, dove c’è qualcuno che dice una cosa e si autodefinisce leader, com’è giusto che sia, attenzione, invece gli altri con il fogliettino già scritto da casa dicono tutt’altro, qui la sceneggiata sulle cose serie non si fa e non la farò fare privatamente in una Conferenza dei Capigruppo.
È il momento di fare i seri? Sì, io accolgo la richiesta del Sindaco, è il momento di fare i seri.
Invece abbiamo visto che la maggioranza, tutti quelli che hanno parlato, tutti, non hanno questa percezione. Anzi, proprio tu per primo, tu l’intervento più grave…
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Consigliere, non è che possiamo riaprire il discorso.
Speaker : TARANTINO
Perché mentre il consigliere Ingianni non è consapevole di dove si è arrivati, parla di Commissioni così ed è andato fuori tema, tu l’intervento più grave.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Consigliera Tarantino, se tutti mi chiedessero di parlare di nuovo, lei capisce che non finiremmo il Consiglio comunale.
Speaker : TARANTINO
Lo capisco, ma io sto portando ad un altro ragionamento, sto portando ad un altro ragionamento.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Le chiedo scusa, facciamo una cosa più pragmatica, se me lo consente.
Brevemente, quindi telegraficamente, possiamo chiedere ai Capigruppo se sono d’accordo per l’istituzione di questa Commissione? Io non ricordo neanche chi sono i Capigruppo.
Un attimo, consigliera Tarantino, lei non è che deve dirigere.
Consigliera Tarantino, il suo microfono è spento, glielo sto dicendo in anticipo.
Consigliera, mi faccia fare questo tentativo, la Conferenza dei Capigruppo esiste.
Sono d’accordo.
Consigliera Tarantino, il suo microfono è spento perché è acceso il mio e, come lei sa, non possono essere accesi in contemporanea. Io sto finendo di dire una cosa e glielo riapro immediatamente.
Dico, la Conferenza dei Capigruppo qui esiste, perché è inglobata nel Consiglio comunale. Se noi adesso telegraficamente chiediamo a tutti i Capigruppo “siete disposti, sì o no?” il suo processo alle intenzioni…
Ma tutti possono cambiare idea.
Quindi, io chiedo al Capogruppo Giò Cicinato, è disposto a costituire la Commissione?
Speaker : CICINATO
Grazie, Presidente.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Telegraficamente, consigliere.
Speaker : CICINATO
A me dispiace, consigliera Tarantino…
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
No, consigliere Cicinato, sì o no? Sì o no sulla Commissione al momento.
Speaker : CICINATO
Sono d’accordo con la Commissione.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Okay, devo andare avanti.
Consigliere Ingianni, è disposto a costituire la Commissione?
Speaker : INGIANNI
Pur non avendo capito le Commissioni, l’ho detto prima, il mio Gruppo è favorevole.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Consigliera Patruno, lei vuole istituire la Commissione?
La consigliera Patruno ha già dato la disponibilità.
Consigliera Giannella aveva dato la disponibilità?
Io vorrei terminare questo esercizio di… aiutatemi, consigliere De Angelis, lei è Capogruppo.
Scusami Marta, io voglio terminare, abbiamo interpellato tre Capigruppo, mi dite chi sono gli altri, mi aiutate per cortesia?
Consigliere De Angelis, lei è disposto a costituire la Commissione? Sì.
A questo punto lo chiederei anche al mio Vice Presidente, dottor Calò, sarebbe disposto a costituire la Commissione?
Consigliera Giannella, lei ha detto di no.
Scusi, consigliera Giannella, la interrompo solo perché è chiaro che uno può motivare il sì o il no. Intanto il Sindaco lo ha detto nel primissimo intervento, quindi avete avuto la possibilità di dire la vostra sulla costituzione della Commissione, non l’ha detto adesso nelle conclusioni, l’ha detto all’inizio.
In secondo luogo, io sto raccogliendo le adesioni perché la considera Tarantino ha avuto l’impressione che la maggioranza di noi, di voi, non fosse d’accordo.
Quindi, è chiaro che poi se decidiamo di istituire la Commissione, come lei sa nel regolamento è previsto che lo mettiamo al punto all’ordine del giorno e il Consiglio comunale dovrà decidere modalità per lavorare, termini, scadenze dell’eventuale relazione. Questi sono compiti del Consiglio comunale, non vogliamo certamente improvvisare.
Però io mi sono sentita chiamata in causa, perché sono anch’io consigliere, e non mi sembra che tanti di noi presenti abbiano fatto interventi che significassero “non siamo d’accordo per la Commissione”.
Certo, ognuno ha detto la sua, però abbiamo raccolto delle adesioni e mi sembra che non sia come ha potuto interpretare la consigliera Tarantino.
È ovvio che faremo le cose perbene, nel regolamento delle Commissioni c’è scritto come si costituiscono le Commissioni temporanee.
Speaker : GIANNELLA
…E mi trovo in difficoltà nel dire di sì o di no, per un motivo molto semplice. Perché, al di là della convocazione della Commissione, mi pare che gli intenti non siano chiari.
Io apprezzo questo intervento del Sindaco perché il Sindaco è partito da un presupposto, la Presidente Colosimo non va ad improvvisare quindi, evidentemente, se c’è stato quel tipo di intervento c’era, ci sono delle criticità, chiamiamole criticità, che qualcuno ha evidenziato, e allora è il momento della responsabilità.
Questo tono è completamente di molto distante da quelli che sono stati tutti gli altri interventi in cui si è detto che va tutto bene, che noi stiamo agendo nel solco della legittimità, quindi noi non ci sentiamo proprio chiamati in causa.
Il punto è questo, se dobbiamo riunirci per dirci che va tutto bene, che siamo d’accordo e che noi stiamo procedendo bene, francamente non ha senso istituire una Commissione se non c’è proprio il presupposto di partenza, cioè l’oggettività di dire che probabilmente c’è qualcosa che non va.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Ho capito, consigliera Giannella, è tutto chiaro, ma non dobbiamo decidere noi quali sarebbero i poteri e il modus operandi di una Commissione, è scritto nel regolamento.
Noi…
Lei non è disponibile ad istituire la Commissione, le intenzioni le dobbiamo definire in conferenza.
Io come faccio a farvi parlare tutti insieme? Se voi mi date una soluzione, io la accetto volentieri.
Speaker : DE ANGELIS
Grazie, vorrei fare una precisazione.
Premesso che sono d’accordissimo nel fare la Commissione, perché ne avevamo già parlato, ma un conto è dire facciamo la Commissione perché c’è qualcosa che non va, un conto è dire facciamo la Commissione perché possiamo fare meglio. Io su questo sono d’accordissimo.
Un conto è dire c’è un’anomalia, insieme lavoriamo per fare meglio, un conto è dire facciamo la Commissione perché siete il marcio di questa città, che io non condividerò mai, che magari non è la vostra opinione… io l’ho detto, Antonia, perdonami, noi siamo l’espressione democratica di 3.300 persone, allora io quando parlo…
Se mi fai finire di parlare. Posso finire di parlare? Sempre la stessa storia, Presidente, sempre la stessa storia.
Ripeto, io sono per la Commissione, perché non dobbiamo passare dalla padella alla brace, noi siamo venuti in Consiglio comunale per proporre la Commissione, ma che sia chiaro il messaggio ai cittadini che tutti rappresentiamo, che noi abbiamo la coscienza a posto, che non ci lasceremo terrorizzare da nessuno, da nessuno, e che stiamo facendo questa Commissione perché vogliamo fare di più, vogliamo fare il meglio per la nostra città.
Pertanto, il Gruppo Resilienza Trinitapolese, è a favore della Commissione.
Speaker : IODICE
Una precisazione. Istituire una Commissione non significa per forza trovare qualcosa che non va, significa avere un controllo a 360 gradi di tutta l’attività amministrativa. Forse non è chiaro, ingegnere diamo una matita, devo fare un disegno.
Qua si sta parlando di ulteriore controllo, che quattro occhi sono meglio di due. Questo stiamo dicendo, non è che per forza non c’è motivo perché se abbiamo detto che è fino ad ora va tutto bene, continuerà ad essere così.
Il controllo è un rafforzamento dell’attività amministrativa ed è giusto che sia così e che venga fatto. È giusto istituire una Commissione di controllo, non perché deve esserci il marcio ma perché dobbiamo stabilire che tutto è in regola, che tutto è fatto secondo la legalità e che tutto è controllato. Punto.
Ingegnere, aspetto sempre la matita, grazie.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Io penso che tutti hanno parlato più volte e hanno detto la propria.
Io devo passare al secondo punto. Passiamo?
Passiamo al secondo punto, interrogazioni, interpellanze e mozioni.
C’è una risposta dell’assessore Landriscina ad un’interrogazione della Patruno, una risposta scritta che al momento non è collegato dal monitor, poi in un secondo momento la vorrà ribadire.
Va bene, quindi possiamo andare avanti.
Da chi vogliamo iniziare? C’è un’interpellanza della consigliera Giannella al Vice Sindaco.
Tanto ci sarà tempo per evaderle tutte, comunque sono entrambe sue.
Speaker : GIANNELLA
…All’assessore Di Leo. Grazie.
Con determina gestionale di impegno n. 32 del 3 marzo 2026, avente ad oggetto trasporto e montaggio di 20 panchine presso l’area pedonale di viale Vittorio Veneto, è stato disposto un intervento di sistemazione, recupero e posa in opera di 20 panchine già in possesso dell’Ente da posizionare nell’area pedonale di viale Vittorio Veneto, per un importo di 2.571,86 euro, somme attinte dal capitolo manutenzioni e stabili beni comunali.
Questo intervento di posizionamento delle panchine si colloca nel progetto di rigenerazione urbana di Viale Vittorio Veneto, che nella delibera indicata viene ritenuto già concluso, ancorché ad oggi risulti incompleto.
Si fa presente che nella relazione tecnica di variazione quantitativa redatta dal progettista, l’architetto Giovanni Fiore, era stato previsto il posizionamento di 30 panchine inizialmente di arredo urbano, prefabbricate in pietra, con illuminazione indiretta, da collocare perimetralmente alle Due Palme e lungo tutta l’area pedonale.
Nel computo metrico della stessa variazione quantitativa, era stata prevista la fornitura e posa in opera di panchine con fioriera nel numero di 25 ed era stato stimato un costo di 56.875 euro.
Ad oggi non risulta la collocazione di queste nuove panchine.
Quindi, l’interpellanza che rivolgo all’assessore è volta a chiedere se questa sistemazione di queste panchine risulta essere una sistemazione definitiva e provvisoria.
Per quali motivi si è ritenuto di procedere attingendo al capitolo manutenzioni stabili e non ai capitoli del finanziamento del progetto di rigenerazione urbana.
Quali sono le tempistiche per l’installazione delle 25 nuove panchine, come previsto nel computo metrico della variazione quantitativa.
Grazie.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, consigliera Giannella.
La parola all’assessore Di Leo per la risposta.
Speaker : DI LEO – Assessore
Di nuovo buongiorno a tutti.
Il sottoscritto risponde alla consigliere Antonia Giannella a seguito di specifica richiesta formulata con interpellanza del 23.03.2026.
Per quanto attiene al recupero delle 20 panchine già in possesso dell’Amministrazione, si rappresenta che queste erano già presenti lungo viale Vittorio Veneto, precisamente nel tratto compreso tra via Marconi e via Aldo Moro, e tra via Aldo Moro e Via Doria, ancor prima dell’inizio dei lavori stessi.
Corre l’obbligo ricordare che nel recente passato Viale Vittorio Veneto è stato oggetto di lavori attinenti all’arredo urbano. Infatti, con deliberazione di Giunta comunale n. 48 del 09.04.2021, si diede indirizzo politico per provvedere alla sistemazione dell’arredo urbano su Viale Vittorio Veneto. Qui la consigliera Patruno dovrebbe saperlo, perché all’epoca era assessore all’urbanistica.
Infatti, se segui può darsi… Nel 2021 eri assessore…
Se mi segui può darsi che forse dopo…
Se mi seguite c’è un nesso.
Voi fate le domande e poi vi distraete.
Io stavo dicendo che è una cosa positiva che ha fatto la consigliera, all’epoca assessore.
Nel 2021 c’è stato un indirizzo politico dove si voleva migliorare l’arredo urbano su Viale Vittorio Veneto con l’installazione di nuove panchine.
Dicevo, all’epoca l’assessore all’urbanistica era l’assessore Marta Patruno, per dire che comunque è una cosa positiva, perché si è voluto apportare delle migliorie sugli arredi urbani di Viale Vittorio Veneto.
Continuo.
C’è un nesso, ovviamente.
Io per educazione ascolto e non parlo mai, vuol dire che la prossima volta interverrò io e bloccherò io.
Se invece di leggere il cellulare e di parlare con altre persone si ascolta quello che dico, probabilmente si arriverà alla determinazione che è giusto quello che sto dicendo.
Con determinazione gestionale del 19.04.2021 si approvava il progetto esecutivo per gli interventi di sistemazione, di 33.287 euro. I lavori sono stati appaltati per un importo di 20.629.
Il certificato di regolare esecuzione è stato emesso nel 12 febbraio 2022 e con determina gestionale del 3 gennaio 2024 i lavori sono stati omologati.
Nella relazione tecnica, allegata allo stato di avanzamento lavori, veniva specificato che la volontà dell’Amministrazione era quella di voler conservare le panchine della ditta Neri. Per chi non lo sa la ditta Neri rappresenta, se così vogliamo dire, la Ferrari dell’arredo urbano per l’impiego di materiali di primissima scelta e disegni architettonici accattivanti.
Infatti, tali panchine, a seguito dei lavori sopra richiamati, tra il 2021 e il 2022 sono stati installati tra via Marconi e via Aldo Moro, e tra via Aldo Moro e via Doria.
Venendo ai giorni nostri, ecco perché il nesso, la volontà di questa Amministrazione è stata quella di continuare con il processo di recupero di tali panchine e con il loro posizionamento, atteso che non più di due anni fa si erano spesi più di 20.000 euro. Quindi, la motivazione di questo mio excursus era per dimostrare che prendere quelle panchine, smontarle e non riposizionarle più, atteso che non più di due anni fa è stata rendicontata una spesa di più di 20.000 euro, mi era sembrato uno spreco di denaro pubblico. La nostra idea era quella di recuperare tali panchine. Non so se adesso il nesso si è capito.
Venendo ai nostri giorni, la volontà di questa Amministrazione è stata quella di continuare con il processo di recupero di tali panchine, con il loro posizionamento lungo il tratto tra via Aldo Moro e Via Doria di quella determina gestionale n. 32 del 3 marzo 2026, e non vanificare quanto già espresso in precedenza.
Appare superfluo specificare, come riportato dall’interpellanza della consigliera Giannella, che la dicitura riportata dell’atto “progetto concluso rigenerazione urbana”, ovviamente è chiaro a tutti che i lavori non sono conclusi, ma immagino che chi ha scritto questa determina volesse indicare che era completo il tratto su cui poi dovevano essere montate queste panchine e questo tratto è veramente terminato da un sacco di mesi.
Questo intervento non toglie ai lavori di rigenerazione urbana attualmente in esecuzione nulla, nulla di quello che è stato previsto già nel progetto viene spostato, viene tolto, perché lo stesso numero di panchine nuove previste in quel precedente appalto, cioè n. 25, saranno posizionate lungo il tratto compreso tra via Marconi e via Aldo Moro. Alcune di queste saranno disposte intorno alle palme con la doppia funzione di creare spazi di aggregazione e contestualmente di contenimento delle radici affioranti, mentre le altre saranno posizionate sempre lungo viale Vittorio Veneto.
Pertanto, le venti panchine recuperate avranno una sistemazione definitiva il cui costo non rientra nel progetto di rigenerazione urbana, ma verrà attinto dal capitolato, come già è stato detto, dalle manutenzioni stabili e beni materiali, per il quale è stata accertata la copertura finanziaria mediante il visto contabile emesso dal responsabile del servizio finanziario. Mentre le 25 panchine facenti parte del progetto di rigenerazione urbana saranno posizionate presumibilmente entro fine mese.
Grazie.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, assessore.
La parola alla consigliera Giannella che ci dirà se è soddisfatta o meno della risposta.
Speaker : GIANNELLA
Non ho ben compreso dove verranno posizionate le nuove panchine, perché sono 25, sono tante, però…
Mi scusi, assessore, io ero qua a prendere appunti sulla sua interpellanza, quindi dire che “non ascoltate”, mi sembra quantomeno…
Io stavo ridacchiando con gli altri colleghi? Non sapevo che fossimo adesso…
Io ho ascoltato perfettamente, consigliere Cicinato, e stavo pedissequamente prendendo gli appunti dell’ingegnere, quindi evitiamo commenti.
Io ho chiesto semplicemente un chiarimento. Io ho sentito solo tra via Aldo Moro e via Marconi, corretto? Nel tratto compreso tra via Aldo Moro e via Marconi, è corretto?
Quindi, ha visto, consigliere Cicinato, sono stata attenta.
Evitiamo delle battute che sono proprio…
Speaker : DI LEO – Assessore
…Le rimanenti verranno posizionate, quelle […] lungo il tratto tra via Marconi e via Aldo Moro. Ho detto questo.
Speaker : GIANNELLA
…Le panchine che sono state posizionate, quelle rimarranno ‒ questa è la mia domanda ‒ stabilmente là.
Speaker : DI LEO – Assessore
Sembrava che non fosse stata chiara la mia risposta.
Speaker : GIANNELLA
Non avevo compreso se poi questo trasferimento, questa collocazione delle panchine fosse una collocazione provvisoria, o fosse una collocazione… perché io mi muovo sempre partendo dal progetto che abbiamo visto tutti quanti, che è un progetto che ha subito un po’ di variazioni nel corso del tempo, e questo me ne darà atto. Però questo è un indirizzo di questa Amministrazione, è una scelta di carattere politico e io prendo atto, ovviamente, di questa cosa.
Diciamo che mi fa strano pensare ad una rigenerazione delle panchine quando abbiamo distrutto tutto il corso, però apprezzo lo sforzo quantomeno rispetto alle sedute.
Speaker : DI LEO – Assessore
…Del progetto di Viale Vittorio Veneto dal progetto di fattibilità tecnica ed economica fino alla variante, me lo può chiedere?
Non era quella, lei mi parla solo della variante.
Mi devi chiedere dall’inizio del progetto.
Speaker : GIANNELLA
…Con delle fioriere, perché vi eravate accorti che nel tratto dove erano già collocati c’erano dei problemi di manutenzione della resina e quindi avete ritenuto di eliminarlo.
Speaker : DI LEO – Assessore
Chiedo scusa, però se lei mi dice che noi abbiamo fatto uno scempio, o qualcosa del genere, io le devo dire che mi fa questa richiesta e io le spiego il progetto dall’inizio del progetto di fattibilità tecnica ed economica che era tutt’altro rispetto a quello che poi è stato appaltato.
Quindi, se me lo chiede mi dà la possibilità di spiegare tutto dall’inizio, altrimenti lo farò in altro modo.
Grazie.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, consigliera Giannella.
Consigliera Giannella l’altra interrogazione.
Consigliera Giannella, vada con la lettura dell’interrogazione.
Speaker : GIANNELLA
Con la legge di bilancio n. 199 del 2025, è stata introdotta la possibilità degli Enti locali di stabilire delle forme di definizione agevolata, che deve avvenire nel rispetto degli equilibri di bilancio e con particolare riguardo ai crediti di difficile esigibilità.
L’obiettivo è quello di consentire ai cittadini una regolarizzazione dei debiti verso gli Enti territoriali, quali in via esemplificativa IMU, TARI, ma anche altre entrate patrimoniali come le sanzioni amministrative.
Tale possibilità, tuttavia, non è rimessa al singolo cittadino ma ad un’attenta valutazione dell’Ente comunale che, per l’appunto, deve decidere quali debiti rottamare e deve circoscrivere il lasso di tempo al quale i debiti sono riferibili.
Il Comune, qualora intendesse introdurre una propria definizione agevolata, deve adottare un apposito regolamento comunale.
Con nota a firma dell’Ufficio comunicazione staff del Sindaco del 12 febbraio, è stata resa nota la volontà dell’Amministrazione comunale di valutare la definizione agevolata dei tributi comunali, ai sensi della legge 199 del 2025.
Pertanto, chiedo all’assessore al bilancio: se esiste ancora la volontà di adottare la definizione agevolata; se è stata effettuata una valutazione approfondita con gli uffici, in particolare rispetto all’incidenza sugli equilibri di bilancio; ed entro quali tempistiche si ritiene di adottare il regolamento.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, consigliera Giannella.
A questa interrogazione il Vice Sindaco risponderà per iscritto, visto che è pervenuta soltanto in data di ieri.
Speaker : GIANNELLA
Volevo precisare questo, che ieri c’era stata un’interlocuzione con il Vice Sindaco rispetto a questa cosa, quindi avevamo convenuto che, qualora fosse nei termini del prossimo Consiglio comunale risponderà oralmente, altrimenti in forma scritta.
Diciamo che serviva quantomeno a sottoporre la questione all’attenzione dell’Amministrazione.
Grazie.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, consigliera Giannella.
C’è un’interrogazione proposta dal consigliere Triglione. Consigliere la legge lei, la propone lei?
Speaker : TRIGLIONE
In data 6 febbraio 2026 è stata pubblicato la determina 118, avente ad oggetto l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza dei marciapiedi di via Lombardo Radice, via Ofanto, via Martiri, via Fani, per un importo di 20.900 euro.
In data 17 marzo un’altra determinazione di 269, è stato disposto un ulteriore affidamento diretto per il rifacimento di marciapiedi ammalorati via Pietro Nenni, via Nigri, via Mandriglia, per un totale di 7.200, tutti affidati alla stessa società.
Il Piano triennale delle opere pubbliche recita che “è necessario provvedere ad una attenta ricognizione dello stato manutentivo delle strade e marciapiedi del centro urbano, al fine di garantire una maggiore sicurezza. L’assenza di una ricognizione formale e pubblica rende gli interventi sopracitati dei provvedimenti spot, privi di una graduatoria di priorità, basata su criteri oggettivi di pericolosità e degrado estesi a tutto il territorio comunale”.
Gli interventi vengono definiti urgenti e indifferibili a causa di deformazione, innalzamenti della pavimentazione in corrispondenza delle aiuole alberate.
È palese che il dissesto causato dall’apparato radicale degli alberi non si manifesta in modo improvviso e imprevedibile ma sia il risultato di un processo di ammaloramento lento e pluriennale, ampiamente intercettabile con una corretta attività di monitoraggio e manutenzione ordinaria.
Si interpella l’assessore se sia stata effettivamente redatta l’attenta ricognizione dello stato manutentivo, citato nel Piano triennale e, in caso positivo, in quale data sia stata approvata e dove sia consultabile.
Quali siano i criteri tecnici oggettivi che hanno portato a privilegiare le vie indicate nelle determine 269 e 118 rispetto ad altre zone del paese che versano in condizioni di pari o maggiore degrado.
Se sia intenzione dell’Ente procedere ad un appalto unitario di manutenzione straordinaria basato su una pianificazione organica, al fine di garantire economie di scala ed evitare il ricorso ad affidamenti frazionati.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Triglione. Anche a questa il Vice Sindaco risponderà per iscritto, o comunque al prossimo Consiglio comunale in via orale, visto che è stata protocollata in data 7 aprile.
Ci sono altre interrogazioni e interpellanze?
Protocollate non ce ne sono altre, se non ne avete da formulare oggi…
Possiamo andare avanti?
Consigliera Patruno vuole replicare rispetto alla risposta?
Gliela facciamo dare dall’assessore Landriscina, o la diamo per letta? Facciamo un recap, lei ha fatto un’interrogazione alla quale l’assessore Landriscina ha risposto, lei poi ha chiesto per iscritto l’elenco delle attrezzature sportive del Pala Mennea.
Speaker : PATRUNO
…Mancano dei palloni, mancano delle cose e quindi semplicemente, l’ho detto anche fuori microfono, di verificare che tutto il materiale acquistato effettivamente è presente.
Detto questo, più che un’interrogazione volevo fare una sorta di comunicazione all’assessore alla Pubblica Istruzione, al Sindaco.
Il mio è una sorta di monito anche richiestomi da tanti genitori che usufruiscono del servizio di refezione scolastica. Ho visto anche l’assessore che si è incontrato nei giorni scorsi con la società, però registro tantissime lamentele, sia sulla qualità che sulla quantità.
Invito l’assessore e anche lei, Sindaco, a monitorare. Perché è vero che magari negli incontri che si fanno spesso non viene detto tutto, perché io registro da parte di tante mamme tante problematiche, anche la qualità rispetto agli anni precedenti.
Siccome è un servizio che noi abbiamo dato alla cittadinanza, sarebbe un peccato che manchino i numeri degli iscritti perché magari si parla male di questo servizio.
Io riporto quelle che sono le lamentele, voi ridete, a me dispiace, è un problema…
Non penso che dipenda nemmeno dalla Montanaro. …Semplicemente gli affidamenti, poi la qualità sta a noi controllarla.
Io lo riporto perché, facendo anch’io parte dei famosi gruppi delle mamme, tante sono le lamentele, compreso anche i miei figli che lamentano comunque una qualità non eccellente.
Non è un’interrogazione, vuole essere un monito rispetto ad una situazione.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, consigliera Patruno.
Chiediamo all’assessore Landriscina se vuole rispondere. Assessore Landriscina vuoi rispondere a questa interrogazione?
Speaker : LANDRISCINA – Assessore
Ci sono certo, mi sentite?
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Sì, ti sentiamo.
Speaker : LANDRISCINA – Assessore
Buongiorno a tutti, Presidente, Sindaco, Segretario.
Come avrete visto, anche nel rispondere a questa interrogazione ci siamo sempre mobilitati, abbiamo fatto sempre incontri non solo con la parte genitoriale, anche con le maestre, ma in particolar modo con l’ufficio e con l’azienda.
Quindi, quando sono emerse anche le ultime segnalazioni che sono arrivate, subito abbiamo convocato la Commissione mensa e sia da parte delle maestre, sia da parte dei genitori sono uscite poche riflessioni sulla questione della mensa, tant’è vero che ci ho tenuto sempre a far fare il verbale rispetto alle problematiche che vengono riscontrate all’interno della mensa stessa.
Le maestre, quindi le referenti dei plessi, hanno detto che il servizio è migliorato rispetto agli altri anni, è sempre sotto controllo, è sempre monitorato da parte dell’ufficio ma anche da parte dell’assessore, quindi dell’Assessorato.
La problematica in sé e per sé è che abbiamo fatto anche richiesta all’ASL di cambiare determinate pietanze ma che non c’è stato concesso di fare questi cambiamenti, deriva proprio dalla questione di rispettare dei parametri per quanto riguarda la dieta mediterranea, quindi evitare tutti i problemi legati all’obesità.
Ci sono problemi relativi a determinate pietanze che ai ragazzi non piacciono, per esempio il farro con lenticchie, quindi i piatti unici. Abbiamo cercato di trovare una soluzione e di mediare nel dividere la questione del piatto unico facendo arrivare anche un secondo, diminuendo e dividendo la questione rispetto al piatto unico.
Siamo sempre sul pezzo, siamo sempre lì a cercare di trovare delle soluzioni, però dobbiamo anche capire bene che ci sono delle difficoltà, delle difficoltà dovute a dei controlli che sono stati operati all’interno dell’Assessorato e dagli uffici che sono andati sul posto proprio a riscontrare effettivamente il numero delle persone che pagano il servizio mensa, di chi usufruisce anche non avendo pagato la quota per quanto riguarda l’usufrutto della mensa in determinati giorni.
Quindi bisogna capire, quando mi parlate di quantità, che cosa succede. Perché se oggi hanno prenotato 50 posti e poi mangiano 60 ragazzi, non è neanche certo il caso che i docenti possano dire tu non mangi e resti a casa.
Devo sensibilizzare, come lo abbiamo fatto tutti quanti, a inoltrare subito la richiesta di presenza alla mensa e di dare la presenza giusta affinché poi anche l’azienda sia nelle condizioni utili da dare i pasti che sono stati prenotati. Perché, questo è un dato che è stato riscontrato e messo a verbale, molti ragazzi non sono stati prenotati dai genitori e si sono poi ritrovati a mensa sedere.
È naturale che se arrivano 50 pasti, ho sempre detto anche all’azienda di aumentare un attimo, ma capite bene le questioni aziendali, di cercare di monitorare questa situazione e lo stiamo facendo anche sensibilizzando tutte le famiglie.
Io penso che la situazione in sé e per sé è gestibile, la situazione con la Commissione mensa e che quindi questa Commissione mensa funziona e l’avete potuto constatare anche dagli incontri che noi facciamo periodicamente.
Invito tutti quanti i genitori a confrontarsi con le delegate della Commissione mensa, a portare alle referenti della mensa, all’interno delle istituzioni scolastiche, tutte le problematiche affinché noi nell’ufficio, e anche come assessore, ce ne prendiamo carico e cerchiamo di trovare subito una soluzione.
Il servizio mensa è molto importante non solo dal punto di vista didattico, anche perché i ragazzi fanno comunità, cercano anche di assaggiare cibi che non mangiano a casa.
Perché, altra evidenza che è emersa all’interno della riunione, è che molti ragazzi non mangiano le verdure, quindi è logico che dobbiamo anche cercare noi, come genitori, di insegnare l’alimentazione stessa ai nostri ragazzi. Quando si trovano dinnanzi a cibi nuovi è logico che si è sempre restii.
Il servizio mensa serve anche a fare comunità e serve anche a questo, a insegnare la buona alimentazione.
Se ci sono altre problematiche…
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Assessore Landriscina, hai quasi esaurito il tempo per rispondere all’interrogazione, accelera.
Speaker : LANDRISCINA ‒ Assessore
Se volete mi fermo, non c’i sono problemi.
Dicevo l’ultima cosa, e concludo. Se ci sono altre problematiche non esiterò nuovamente a convocare la Commissione mensa ed invito anche il signor Sindaco a essere presente in quella Commissione proprio per constatare tutto ciò che i genitori e la parte del referente della mensa, compreso l’ufficio e l’azienda, dicono in quell’assise.
Grazie e scusate se mi sono dilungato.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, assessore Landriscina.
Ha chiesto la parola il consigliere De Angelis, prego.
Speaker : DE ANGELIS
Per l’assessore Di Leo in merito al cantiere di viale Vittorio Veneto, avendo appreso adesso che c’è un progetto di fattibilità economica, si chiede se tale progetto risulta conforme al progetto andato in appalto.
Se è possibile rispondere adesso ed illustrare tutte le dinamiche procedurali al Consiglio, oppure magari ce lo illustra la prossima volta, considerando che a mio modesto parere è stata eliminata la più grande barriera architettonica di questa città. Quindi, cosa si debba pensare di quell’opera dobbiamo chiederlo particolarmente ai disabili che a quanto pare possono fare Viale Vittorio Veneto da una parte all’altra, con la carrozzella, senza impedimenti.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere De Angelis.
La parola all’assessore Di Leo.
Speaker : DI LEO – Assessore
Siccome l’argomento è un po’ complesso, merita approfondimento dell’ante e del post. Credo che la cosa più giusta sia quella di rispondere al prossimo Consiglio comunale.
Grazie.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Perfetto, grazie assessore Di Leo.
Ci sono altre interrogazioni o interpellanze?
Ha chiesto la parola la consigliera Giannella.
Speaker : GIANNELLA
Solo su una questione, mi rivolgo al Sindaco.
Io avevo depositato un’interpellanza, il 26 gennaio 2026, n. protocollo 1693, e avevo chiesto anche una risposta scritta sull’avvio del procedimento di chiusura del giudice di pace.
Io, Sindaco, non ho ricevuto risposta rispetto a questa interpellanza.
Allo stato di quelle che sono state le successive evoluzioni del dibattito, degli incontri che so che ci sono stati con i Sindaci di Margherita e di San Ferdinando, ovviamente non le chiedo in questa sede, se però magari…
Non ricordo questa cosa. Avevo chiesto la risposta scritta solo per questo motivo, solo per aggiornare sullo stato, perché è una vicenda abbastanza complessa che penso interessi tutti quanti.
Grazie.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, consigliera Giannella, ci sarà la risposta scritta anche a questa.
Ci sono altre interrogazioni o interpellanze? No.
A questo punto chiudiamo il secondo e andiamo al terzo.
Approvazione verbali sedute precedenti.
Per questa vi invito a prenotarvi per votare.
Abbiamo 12 votanti e 12 voti a favore.
Corretto, Vice Segretario?
I votanti sono 12, le presenze sono 12 e ci sono due astenuti. Quindi, il Consiglio comunale approva. 10 favorevoli e 2 astenuti.
Per la precisione sull’approvazione dei verbali di sedute precedenti, i votanti sono 12, gli astenuti sono due e i favorevoli…
Perché c’è l’assessore Landriscina collegato da remoto, quindi 12 più 1. 13 votanti, 11 favorevoli, 2 astenuti.
Il Consiglio comunale approva.
Facciamo una sospensione di mezz’ora, ci vediamo qui alle 3 meno un quarto.
Grazie, a più tardi.
Alle 15 riprendiamo il Consiglio comunale.
Per chi è collegato sulla pagina Facebook, abbiamo deciso invece di continuare, facciamo una pausa di dieci minuti. Avevamo programmato che dovevamo riprendere alle 3, abbiamo aspettato una decina di minuti, non è ancora rientrato qualcuno, però io direi che possiamo riprendere. Non sappiamo se rientreranno poi tutti.
Il consigliere Triglione… la consigliera Giannella sta rientrando, si è assentata due minuti.
La parola alla Vice Segretaria per l’appello.
Speaker : MONTANARO – Vice Segretario Generale
Buonasera a tutti.
Di Feo Francesco (presente); Muoio (presente); Iodice (presente); Capodivento (presente); Lionetti (presente); De Angelis (presente); Clemente (assente); Landriscina (presente da remoto); Ingianni (presente); Calò (presente); Colia (assente); Cicinato (presente); Tarantino (assente); De Pasquale (assente); Triglione; Patruno; Giannella.
Assenti 6, presenti 11.
Assessore non consigliere Di Leo Luigi (presente).
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, dottoressa Montanaro.
Verificato che c’è il numero legale, riprendiamo il Consiglio comunale dal quarto punto all’ordine del giorno.
Proposta di deliberazione del Consiglio comunale n. 13, variazione di bilancio di previsione, ex articolo 175, comma 2, del decreto legislativo 267 del 2000.
Assessore proponente, Vice Sindaco Muoio.
Speaker : MUOIO – Assessore
Buongiorno Presidente, colleghi consiglieri, cittadini presenti e a casa.
Diamo per letta questa delibera, se a voi va bene.
Possiamo passare già alla votazione, o vuole… Faccio una sintesi?
Con questa proposta di deliberazione siamo chiamati ad approvare una variazione di bilancio ai sensi dell’articolo 175, che interviene sulla spesa corrente per rispondere a un’emergenza che non può più essere rimandata: la gestione del randagismo.
Per finanziare l’incremento di 6.000 euro, destinato all’accalappiamento e alla sterilizzazione, abbiamo scelto di attingere dal capitolo relativo alla manutenzione degli impianti semaforici, che è il 2010, con una capacità di 18.386 e spostarlo sul 2497, che è appunto per il randagismo e sterilizzazione, dove erano presenti 1.841 euro.
Su questo punto voglio essere chiaro, non stiamo tagliando sulla sicurezza stradale. Grazie a un’attenta programmazione e a risparmi di gestione ottenuti nel settore della viabilità, queste somme risultano oggi disponibili senza compromettere il corretto funzionamento dei nostri incroci o della sorveglianza.
Al contrario, investire oggi nella sterilizzazione, nel controllo del randagismo, significa prevenire i costi futuri ancora più gravosi per l’Ente, ridurre il rischio di incidenti causati da animali vaganti sulle nostre strade e garantire decoro urbano e salute pubblica.
Quindi, per questi motivi chiedo al Consiglio di esprimersi favorevolmente, dando anche immediata eseguibilità all’atto, per permettere agli uffici della Polizia locale di operare senza indugi.
Grazie.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, Vice Sindaco.
Dichiaro aperta la discussione. Ci sono interventi? Nessun intervento.
Procediamo con le dichiarazioni di voto.
Dichiarazioni di voto? Nessuna dichiarazione di voto.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Ingianni. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : INGIANNI
Grazie, Presidente.
A nome del gruppo Trinitapoli Generazione Futura, voteremo favorevole al punto, anche perché come Presidente della Terza Commissione il punto era stato trattato ampiamente nella Terza Commissione, era venuto il Comandante dei Vigili in quanto responsabile del settore, aveva spiegato tutte le motivazioni e il punto era stato anche in quell’occasione licenziato a larga condivisione, mi sa anche ad unanimità, non ricordo bene questo particolare, però a larga condivisione.
Grazie.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Ingianni.
Procediamo con la votazione. Vi invito a prenotarvi.
Abbiamo 10 voti favorevoli, compreso l’assessore Landriscina che è collegato da remoto, e 3 astenuti.
Quindi, il Consiglio comunale approva.
Procediamo anche alla votazione per l’immediata eseguibilità di questa delibera.
10 voti favorevoli, compreso l’assessore Landriscina da remoto, e 3 astenuti.
Procediamo al quinto punto all’ordine del giorno, proposta di deliberazione del Consiglio comunale n. 8, ratifica deliberazione di Giunta comunale n. 31 del 13 marzo 2026.
Assessore proponente, l’assessore Capodivento. Prego, assessore.
Speaker : CAPODIVENTO – Assessore
Grazie, Presidente, Sindaco, Vice Segretario, consiglieri tutti, cittadini a casa, buongiorno.
Premesso che con delibera di Giunta comunale n. 31 del 13 marzo 2026, avente ad oggetto “Punti cardinali e For Work, punti di orientamento per la formazione e il lavoro”, si è proceduto alla variazione al bilancio 2026-2028 con la predisposizione dei capitoli in entrata e in uscita per consentire il trasferimento delle risorse economiche da parte della Regione Puglia per il progetto Trinitapoli Start come disposto di seguito.
Nel capitolo in entrata, n. 136, il progetto Trinitapoli Start, per euro 88.480; e il capitolo in uscita, n. 1783, sempre Trinitapoli Start, di euro 88.480.
Si è reso necessario e urgente che il progetto Trinitapoli Start… formalmente prima abbiamo fatto Giunta per deliberare questo progetto finanziato dalla Regione Puglia e oggi c’è la ratifica in Consiglio comunale, perché il progetto si avviava il 16 marzo 2026. Quindi, abbiamo fatto in maniera urgente la Giunta.
Grazie.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, assessore Capodivento.
A questo punto, dichiaro aperta la discussione. Ha chiesto di intervenire la consigliera Patruno. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : PATRUNO
Grazie, Presidente.
Più che un intervento, è una dichiarazione di voto.
Quando ci sono finanziamenti che possono far bene alla comunità il mio voto sarà sempre favorevole, anche perché si tratta comunque di un finanziamento importante, che è Punti cardinali se non sbaglio, che mira ad orientare i giovani che vogliono entrare nel mondo del lavoro.
Quindi, da questo punto di vista il mio voto è favorevole.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, consigliera Patruno.
Ha chiesto di intervenire il consigliere De Angelis. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : DE ANGELIS
Dichiarazione di voto. Volevo semplicemente complimentarmi con l’assessore Capodivento per aver seguito questo finanziamento, seguito questo progetto e soprattutto portato a termine. Quindi, complimenti e grazie.
Ovviamente il Gruppo Resilienza trinitapolese vota a favore.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere De Angelis.
Chi altro chiede la parola? Il consigliere Ingianni, prego.
Speaker : INGIANNI
Grazie, Presidente.
Approfitto sempre, come Trinitapoli Generazione Futura, di dare il mio voto favorevole al progetto, progetto passato anche questo dalla Commissione, anche questo in Commissione passato all’unanimità.
Ringrazio l’assessore perché è un bel progetto, l’assessore e l’Amministrazione tutta, perché essendo passato all’unanimità in Commissione quindi anche dalla parte delle opposizioni, ringrazio anche loro, perché comunque il lavoro viene svolto e anche abbastanza correttamente.
È un bel progetto, perché è un’iniziativa di attivazione del lavoro dei giovani, quindi per una città come la nostra, una piccola città, è molto importante.
Grazie e voto favorevole.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Ingianni.
Ha chiesto la parola il consigliere Cicinato. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : CICINATO
Grazie, Presidente.
Anch’io faccio i complimenti all’assessore Capodivento, progetto bellissimo, naturalmente mirato ai giovani, quindi il nostro voto è favorevole.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Cicinato.
Non ci sono altre prenotazioni, quindi procediamo con la votazione.
Speaker : LANDRISCINA ‒ Assessore
Favorevole.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
13 voti favorevoli, perché sono 12 in Aula più l’assessore Landriscina.
Dunque, il Consiglio comunale approva.
Procediamo con la votazione per l’immediata eseguibilità.
Speaker : LANDRISCINA – Assessore
Favorevole.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
13 voti favorevoli.
Passiamo al punto successivo. Proposta di deliberazione del Consiglio comunale n. 6, recesso dalla CUC Montedoro.
Assessore proponente Luigi Di Leo, prego assessore.
Speaker : DI LEO – Assessore
Di nuovo buongiorno a tutti.
Con questa proposta di delibera del Consiglio comunale, l’intendimento di questa Amministrazione è quello di rescindere dalla CUC Montedoro, che praticamente è la piattaforma con la quale bandivamo gli appalti pubblici.
Procediamo al recesso di questa piattaforma perché nel frattempo l’Amministrazione comunale si è dotata di una qualifica per poter gestire gli appalti direttamente dal Comune di Trinitapoli.
In realtà questa qualifica è una qualifica che c’è stata data a seguito di formale richiesta all’ANAC e in base ai requisiti che il Comune di Trinitapoli ha fornito all’ANAC, l’ANAC ci ha confermato l’acquisizione di questi requisiti.
In particolar modo sono, per quanto riguarda la fase di esecuzione dei lavori e di forniture e servizi: la qualifica L2; ed SF3; alla stessa maniera per la progettazione e l’affidamento, sempre qualifica dei lavori L2 e servizi e forniture SF3.
Praticamente si tratta di una qualifica che il Comune nel frattempo ha acquisito per poter gestire direttamente gli appalti, parliamo degli appalti pubblici per importi previsti dal Codice dei contratti.
In particolar modo per quanto riguarda i lavori riferiti a livello L2 possono essere gestiti appalti fino alla soglia di rilevanza comunitaria, che è 5 milioni 322, qualcosa del genere; per quanto riguarda invece i servizi e le forniture parliamo di appalti fino a 750.000 euro.
Quindi, con questa delibera rescindiamo il contratto in quanto adesso siamo noi che abbiamo la qualifica per poterli gestire e successivamente, con atti dirigenziali, si procederà poi ad una piattaforma per l’attività di cui parlavamo direttamente dal nostro Comune, perché oggi ha tutti i requisiti per poterlo fare.
Preme specificare che fino a maggio del 2025, non avendo queste qualifiche, quindi come dicevamo le abbiamo acquisite successivamente, eravamo tra virgolette costretti ad aderire ad una Centrale Unica di Committenza che nel 2022 o 2023 era stata individuata come la Centrale Unica di Committenza di Montedoro, penso vicino Taranto, più o meno si tratta di quelle zone.
Quindi adesso, avendo noi questa qualifica, non abbiamo più bisogno di avere qualcun altro.
Vorrei fare un semplice esempio. È come quando un’impresa che comincia e si affaccia nel mondo del lavoro, non avendo le qualifiche è costretta ad associarsi con altre imprese che hanno le qualifiche, quindi si costituiscono quelli che in gergo si chiamano i raggruppamenti temporanei di impresa. Se poi vinci la gara e hai fatto questo accordo con l’impresa madre, acquisisci anche tu questi requisiti.
Ho fatto questo esempio perché ad un certo punto l’impresa che nel frattempo ha acquisito questi requisiti non ha più bisogno di collegarsi con nessun altro e quindi procedere con le proprie gambe.
È esattamente quello che vorremmo fare noi con la rescissione del contratto e l’adesione ad una piattaforma gestita direttamente da noi.
Grazie.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Perfetto, grazie all’assessore Di Leo.
Dichiaro aperta la discussione. Chi chiede di intervenire?
Ha chiesto di intervenire il consigliere Triglione. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : TRIGLIONE
Grazie, Presidente.
Io avevo già espresso le mie perplessità per la revoca dalla Centrale Unica di Committenza, ne avevo parlato anche con l’assessore in Commissione.
In realtà cercavo degli strumenti, dicevo, mi dovreste convincere a votare favorevolmente ma non ho trovato e non trovo nessuna motivazione per votare favorevolmente.
Se prendiamo l’adesione effettuata alla Centrale Unica di Committenza tra le finalità, che poi sono quelle oggettive che riguardano tutte le Centrali Uniche di Committenza, come benefici ci sta l’integrazione dei procedimenti di gara, quindi con delle competenze specifiche, con degli uffici ad hoc e delle professionalità messa all’interno, si riescono a gestire meglio quelli che sono gli appalti. Questo, soprattutto nei Comuni piccoli come il nostro, non può che essere un beneficio.
C’è una deflazione del contenzioso anche questo mediante un innalzamento del livello qualitativo della conduzione dei procedimenti di gara.
Poi abbiamo anche la possibilità di utilizzare strumenti, quali possono essere le economie di scala. Sostanzialmente la Centrale Unica di Committenza può bandire appalti dividendo in lotti per tutti i Comuni associati. Questo da un punto di vista economico, quindi di risparmio da un punto di vista degli affidamenti.
Non solo e non da meno abbiamo dedicato più di tre ore al primo punto: incremento del presidio di legalità sui procedimenti di gara. Anche per questo io sarei dell’idea al momento di mantenere l’adesione alla Centrale Unica di Committenza, poi magari non vuole essere quella di Montedoro, vuole essere quella del Tavoliere, però l’incremento del presidio di legalità forse in questo momento storico sarebbe un bel segnale.
Vi è di più. Ho visto nel 2025 l’adesione alla CUC ci è costata 3.300, invece l’adesione a tutto gare, che c’era nella prima delibera, parliamo di un costo di 4.100, quindi anche da un punto di vista economico non vi è un risparmio.
Alla luce di questo, già dichiaro che il mio voto sarà contrario.
Grazie.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Triglione.
Ci sono altri interventi? Ha chiesto di intervenire l’assessore Di Leo. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : DI LEO – Assessore
Partiamo dalla convenzione, perché evidentemente il consigliere Triglione ha fatto riferimento ad alcuni articoli della convenzione, però mi preme adesso leggerne altri che probabilmente solo per questo dovrebbero fargli cambiare idea.
Intanto, partiamo dall’articolo 5. L’articolo 5 della convenzione, firmata all’epoca dai commissari, dice: “la presente convenzione decorre dalla data della sua sottoscrizione e ha durata indeterminata”. Già questo stride con qualsiasi tipo di convenzione che uno può fare, perché non si può fare una convenzione con una durata indeterminata, come per dire…
Ho capito. Il ragionamento è che tu mi dici che la durata è indeterminata. A questo punto tu mi dici cinque anni, ma il problema non è tanto quello.
Siccome è stato invocato il discorso che con la Centrale Unica di Committenza possono essere tutelati anche gli interessi di tipo legale, evidentemente forse non si è letto l’articolo 2 bis dell’articolo 6. Leggiamolo insieme, perché probabilmente questo potrà chiarire molte cose.
Ho capito. Io invece voglio spiegare come si arriva a questo.
Nel momento in cui nel disciplinare mi viene detto ‒ attenzione, va bene tutto – “analogamente sono a carico del Comune, o dei Comuni destinatari delle prestazioni appaltate, le spese relative ai contenziosi che dovessero eventualmente insorgere in ordine alla gestione della procedura di gara”. Cioè, io dico a Montedoro “fammi la gara, organizza tu la gara”, però Montedoro dice “però se io la gara la sbaglio, comunque paghi tu”, perché questo è italiano.
In particolare “ciascuno dei predetti Comuni si impegna, nell’ipotesi in cui l’Unione Montedoro sia chiamata a costituirsi in giudizio con riferimento ad una procedura di gara, ad accollarsi le relative spese: compenso per l’attività di difesa giudiziali, oltre spese di giudizio”.
Parliamoci chiaro, io dico a te che devo fare questa gara, ti do tutti gli strumenti per farla ‒ poi arriviamo agli strumenti per farla ‒ dopodiché tu mi prepari la gara. Se ad esempio c’è un’esclusione di un’impresa e questa impresa invece non doveva essere esclusa, o che magari c’è un problema relativo proprio alla redazione del disciplinare di gara e un’impresa si sente lesa nei suoi diritti e quindi fa un ricorso al TAR e si apre una procedura, stando a quello che dice l’articolo 2 bis, comunque è il Comune che paga.
Quindi, mi verrebbe da dire, è troppo comodo. Io ti faccio fare una gara, tu la sbagli, comunque pago io. Non funziona proprio così.
Continuiamo ancora a leggere. “Il mancato versamento degli importi suddetti entro i termini indicati è causa di risoluzione ipso iure del vincolo negoziale con il Comune inadempiente, fatte salve le ulteriori azioni che l’Unione Montedoro potrà intraprendere per il recupero delle somme”. Cioè, non solo ti dice che se la colpa è la mia, paghi tu; ma dice anche attenzione, se tu non provvedi a fare quello che devi fare entro un certo lasso di tempo, addirittura io faccio delle azioni di recupero delle somme. Siamo in diretta non voglio dire, oltre che mazziato…
“Nel caso di contenzioso, attivato nei confronti dell’Unione, spetterà al Comune interessato, destinatario della prestazione oggetto dell’appalto ‒ ad esempio nella fattispecie Trinitapoli ‒ la scelta sull’eventuale costituzione in giudizio dell’Unione, l’individuazione dei professionisti da incaricare per il patrocinio legale e l’impegno e relative spese”. Per dire, ok, va bene, l’avvocato lo scegli tu, però comunque ti accolli anche le spese.
Allora, già il fatto stesso che il comma 2 bis all’interno di un articolo, ovviamente questo lascia il tempo che trova.
“Il pagamento degli importi sopra indicati sarà effettuato dall’Unione solo dopo aver incaricato relative somme dal Comune interessato”. Cioè dice, tu mi devi pagare in anticipo, perché se tu non mi paghi in anticipo io l’attività non te la comincio a fare.
“Ogni responsabilità per il pagamento di sanzioni o interessi a causa dell’eventuale omesso ritardo pagamento e ritardo versamento degli importi in parola, ricadrà sul singolo Ente”. Di che cosa stiamo parlando? Io ti do l’incarico, tu sbagli e poi non c’è un margine di speranza.
Però, questa è una parte del problema. L’altra parte del problema, invece, è questa, che sostanzialmente non cambia nulla, perché comunque le gare venivano gestite dal Comune di Trinitapoli.
Esempio classico. Parliamo, ad esempio, dei Lavori di realizzazione di una mensa scolastica a servizio della scuola primaria Don Milani sede in via De Gasperi – ne ho presa giusto qualcuna ‒ nomina Commissione giudicatrice. Chi fa questo atto? Chi nomina la Commissione aggiudicatrice? Il Comune di Trinitapoli.
Il Comune di Trinitapoli dice “dato atto che nella dotazione organica dell’Ente si rileva la presenza delle seguenti figure…”, quindi queste figure non stanno a Taranto, comunque sono a Trinitapoli. Chi ha bandito questa gara? Chi è la componente di Commissione? L’architetto Maria Immacolata Marzulli, il geometra Martino Parente, l’architetto Michele Maria Giorgino.
Dice, questo sarà stato un caso…
Perfetto, e perché non l’ha fatta? Questo, Michele, è soltanto alcuni, io ti porto il report di tutte le gare, il 100 per cento non è stata fatta una sola lì, è stata fatta a Trinitapoli e non l’abbiamo fatta noi, parliamo di appalti del 2023, 2024.
Ritorniamo sempre alle solite cose, si parla di legalità, si parla di legalità, fanno un accordo con la CUC, pagano CUC Montedoro a rischio e pericolo del Comune di Trinitapoli, la gara ugualmente la fa Trinitapoli.
Siccome oggi io ‒ ho fatto l’esempio di un’impresa ‒ io come impresa, dopo che grazie anche alla CUC ho avuto tutte le qualifiche, per quale motivo devo continuare? Perché? Oggi la mia scelta è quella che questo portale, che tra l’altro mi dicono, perché io forse qualche altro tecnico degli altri Comuni lo conosco, mi dicono che questa procedura è molto più semplice rispetto a quella di Montedoro, molto più semplice.
Quindi, basterebbe soltanto questo per dire…
Questo bisogna vedere, bisogna loggarsi, eccetera.
“Tutto Gare” e “Traspare” sono due piattaforme identiche, quello che si paga è la CUC Montedoro con la quale noi oggi non abbiamo più niente a che fare, perché abbiamo tutti i requisiti per poter partecipare per fatti nostri.
Tra l’altro, giusto per concludere, il preventivo che tu hai non è il preventivo che noi abbiamo oggi, perché anche Montedoro ha fatto i suoi rincari. Perché io ho quello relativo alla proposta fatta nel 2026 che è arrivato ad un importo di 3.600. Quindi in realtà io solo per 400 euro diviso 365 giorni, parliamo di 20 centesimi al giorno, non credo che sia un problema economico.
Anche se lo facciamo a Secondi, è centesimi. 400 euro per Amministrazione non giustifica assolutamente il fatto che io oggi posso gestirmi da me, perché tanto comunque avveniva ugualmente, lo ripeto, anche se era CUC Montedoro il potere decisionale era comunque Trinitapoli, comunque le Commissioni erano fatte dal Comune di Trinitapoli.
Ripeto, te ne posso prendere giusto un’altra – e chiudo ‒ posso prendere Rosa e Carolina Agazzi, Commissione aggiudicatrice…
Speaker : DI LEO ‒ Assessore
Immacolata Marzulli, parente Martino, Michele Giorgino. È esattamente quello che fanno lì, lo continueremo a fare qui.
Quindi il controllo in che cosa consiste? Diverso è se la Commissione l’avessero nominata loro, ma la Commissione comunque è nostra. Quindi, cosa cambia?
Speaker : DI LEO – Assessore
Perché si fa il processo all’intenzione, “l’avrebbero potuto fare”, perché si fa il processo alle intenzioni?
Io con questo voglio dire che dal punto di vista procedurale non c’è dal nostro punto di vista nulla da eccepire. Addirittura rescindere con questi dal punto di vista legale ci conviene, perché possiamo dire che siamo soltanto stati baciati dalla fortuna, perché se ci fosse stato un contenzioso con questi personaggi avremmo pagato noi di tasca nostra.
Grazie.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, assessore Di Leo.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Patruno. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : PATRUNO
Oggi stiamo approvando, o comunque siamo qui in Consiglio comunale per approvare quello che è il recesso da una Centrale Unica di Committenza.
Spieghiamo anche a chi ci ascolta di cosa si tratta. Con l’introduzione del nuovo codice degli appalti i Comuni non possono operare in maniera diretta determinati affidamenti sopra una determinata soglia, a meno che non siano qualificati. Quindi il Comune, dimostrando ad esempio la formazione dei propri dipendenti, dimostrando una percentuale di gare aperte e chiuse, dimostrando una serie di parametri all’ANAC, può qualificarsi o meno e quindi può in maniera autonoma decidere di fare una serie di affidamenti, sia per quanto riguarda i servizi, sia per quanto riguarda i lavori pubblici.
Tutto sta nelle parole che poi ha detto il Sindaco questa mattina, che questo punto è una scelta politica.
Quindi, io non starei nemmeno più di tanto a contestare, perché l’Amministrazione decide che ritiene che da un punto di vista gestionale, da un punto di vista organizzativo, da un punto di vista amministrativo, ritiene di fare questa scelta? Si fa questa scelta. L’Amministrazione decide questo.
Noi oggi prendiamo atto e rispetto ad altre forme nel momento in cui comunque il Comune ha i requisiti, perché non farlo?
Certo, io magari proprio per una questione di trasparenza valuterei anche ipotesi, perché non penso ci sia un limite ‒ Mariella correggimi se sbaglio ‒ alle convenzioni, anche ipotesi di fare accordi con CUC dove magari si paga a prestazione e non un pacchetto annuo. Proprio perché magari su determinate tematiche, su determinati punti, su determinati lavori si preferisce andare all’esterno per garantire la trasparenza. Quindi magari possiamo interpellare la Provincia, piuttosto anche qualche altra CUC, fare un tipo di convenzione in base a quanto qui effettivamente viene fatto, cioè se io non ti presento nessun lavoro non vedo perché ti debba pagare.
Questa è una mia proposta, quella di valutare anche altre situazioni che non comportino costi per l’Ente, proprio per garantire la maggiore trasparenza ed efficienza da parte dell’Amministrazione.
Può capitare addirittura che magari l’ufficio sia oberato in un determinato momento e non riesca a gestire una gara pubblica e preferisca darla in un certo senso all’esterno.
Quindi, la mia proposta è quella di valutare anche altre situazioni al netto di quella che stiamo approvando oggi.
Io una piccola parentesi la aprirei da un punto di vista dell’atto. L’atto è già stato discusso in Commissione, era da stravolgere nel testo. Presidente io aggiungerei, siccome è una convenzione, quindi come noi dobbiamo fare il recesso questo recesso deve essere recepito poi da parte del Comune, appunto la presa d’atto da parte del Comune. Perché penso che anche loro… Giusto Maria? Correggimi da questo punto di vista.
È automatica, noi non dovremmo nemmeno mettere in delibera, si comunica al Comune di Montedoro il recesso della…
Io metterei nella delibera anche la frase “di comunicare al Comune di…”
Detto questo, io rispetto a questo punto mi astengo.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, consigliera Patruno.
Se non ci sono altri interventi, passiamo alle dichiarazioni di voto.
Dichiarazioni di voto? Nulla.
Procediamo con la votazione.
Abbiamo aggiunto “con la comunicazione al Comune”.
Bisogna votare. Assessore Landriscina, deve votare? Favorevole. Quindi sono 10 voti favorevoli, 2 contrari e 1 astenuto.
Il Consiglio comunale approva.
Votiamo per l’immediata eseguibilità.
Speaker : LANDRISCINA – Assessore
Favorevole.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
10 voti favorevoli, 2 contrari, 1 astenuto.
Possiamo passare all’ultimo punto all’ordine del giorno, proposta di deliberazione del Consiglio comunale n. 10, regolamento per la disciplina del trasporto scolastico.
Assessore proponente, Giovanni Landriscina. Prego, assessore.
Speaker : LANDRISCINA – Assessore
Buon pomeriggio a tutti, mi sentite?
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Sì, ti sentiamo.
Speaker : LANDRISCINA – Assessore
Signor Presidente, Sindaco, Segretario, consigliere tutti.
È con grande senso di responsabilità e orgoglio istituzionale che in qualità di assessore alla Pubblica Istruzione, illustro oggi al Consiglio comunale questa proposta di delibera così importante e strategica.
Si tratta di un aggiornamento essenziale del regolamento comunale sul servizio di trasporto pubblico scolastico e sulle relative graduatorie.
Un intervento che non è solo tecnico ma profondamente politico, un impegno concreto per rinnovare il nostro patto generazionale con la comunità di Trinitapoli, ponendo l’istruzione al centro del nostro modello di governance.
Il servizio di trasporto scolastico non è un servizio qualsiasi, è uno strumento concreto attraverso cui un’Amministrazione sceglie da che parte stare, se lasciare indietro chi vive nelle periferie, oppure garantire a tutti, indipendentemente da dove si nasce, le stesse possibilità. Noi abbiamo scelto chiaramente la seconda strada.
Con questo nuovo regolamento interveniamo per rendere il servizio più equo, più trasparente e più sostenibile. Mettiamo ordine nei criteri di accesso, rafforziamo un’attenzione verso gli alunni che vivono fuori dal centro abitato e definiamo regole chiare, perché crediamo che i servizi pubblici debbano essere non solo garantiti ma anche giusti e comprensibili per tutti.
Il nostro Comune ha sempre assicurato tale servizio agli alunni della scuola dell’infanzia primaria e secondaria di primo grado, con particolare attenzione a coloro che risiedono nelle zone più periferiche del territorio. Ma il regolamento attualmente in vigore risale al 2002.
Dopo oltre 24 anni si è reso necessario un aggiornamento complessivo per adeguarlo sia al mutato quadro normativo, sia alle nuove esigenze organizzative e sociali.
L’obiettivo che ci poniamo è duplice. Da un lato, garantire continuità ed efficienza al servizio; dall’altro, dotare l’Ente di uno strumento regolamentare, moderno, trasparente e coerente con le normative vigenti.
In un mondo che cambia rapidamente, in un contesto di risorse pubbliche limitate ma di bisogni in costante crescita, pensiamo ad alunni con fragilità familiare, ai bisogni educativi speciali, alle famiglie colpite dalla povertà educativa che purtroppo ancora affligge il nostro territorio.
Teorizziamo chi è più vulnerabile. Lo facciamo con criteri chiari e oggettivi basati sull’ISEE, sui fabbisogni educativi reali, per garantire equità e trasparenza nelle graduatorie per il trasporto scolastico.
L’ufficio pubblica istruzione ha pertanto svolto un lavoro di revisione approfondito elaborando una proposta che introduce criteri più chiari e attuali per l’accesso al servizio, per la sua gestione e per la partecipazione delle famiglie alla copertura dei costi, nel rispetto dei principi di equità e sostenibilità.
L’approvazione di questa delibera rafforzerà il partenariato strategico con l’Istituto Comprensivo Garibaldi-Leone-Don Milani, nostro alleato imprescindibile nella missione educativa. Insieme eleveremo la qualità dell’offerta formativa creando le condizioni per una crescita inclusiva che proietti i nostri giovani verso opportunità concrete.
Immaginate Trinitapoli come un faro di governance scolastica in Provincia, un Comune che non subisce le sfide ma le anticipa e le vince, con un’Amministrazione che investe sul capitale umano per battere sul tempo la povertà educativa e la frammentazione sociale.
Questo regolamento è anche il risultato di un confronto serio all’interno della Commissione consiliare, segno di un metodo che privilegia il dialogo e la condivisione.
Signor Presidente, consiglieri, il lavoro paziente svolto in Commissione è la testimonianza del dialogo istituzionale che ci contraddistingue.
Questa proposta non è di parte, è per Trinitapoli, per le nostre famiglie, per il futuro dei nostri ragazzi.
Vi invito con convinzione nell’approvare, unanime, un gesto che sigillerà l’impegno collettivo di questa Assemblea e renderà concreta la nostra responsabilità politica verso le nuove generazione.
Per questo vi chiediamo un voto favorevole, non solo per approvare un regolamento ma per affermare una visione chiara di comunità inclusiva e attenta ai bisogni delle famiglie.
Grazie a tutti.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, assessore Landriscina.
Dichiaro aperta la discussione, ci sono interventi sul punto? Ha chiesto di intervenire la consigliera Giannella. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : GIANNELLA
Grazie, Presidente.
Ovviamente quello che è stato illustrato dall’assessore Landriscina è assolutamente condivisibile. Io in realtà, più che un intervento, vorrei fare una proposta di emendamento.
Con l’assessore mi vorrei confrontare rispetto solamente ad un articolo, che è l’ultimo comma dell’articolo 11. Per quale motivo? Perché fa riferimento alla copertura temporale del servizio.
Proprio perché tutto quello che ha detto l’assessore Landriscina è pienamente condivisibile, faccio solo questa osservazione. Il servizio di trasporto scolastico ha come obiettivo quello di favorire tutti i nuclei che sono stati puntualmente e opportunamente individuati all’interno del regolamento che possono avere maggiori difficoltà proprio nella gestione dell’accompagnamento degli alunni a scuola.
Io ho trovato un po’ solo dissonante l’ultimo comma dell’articolo 11 che prevede che “nel caso in cui l’orario scolastico differisca da quello ordinario, il servizio di trasporto scolastico sarà garantito solo nel caso in cui l’uscita dai plessi scolastici avvenga dalle ore 12 in poi”.
Molte volte le problematiche dei genitori afferiscono proprio a quelle che sono le giornate in cui ci possono essere degli orari differenti, in questo caso degli orari differenti di uscita.
Fermo restando che non è precisata anche l’ipotesi in cui ci possa essere un diverso orario di entrata, perché penso che possa accadere, quindi sarebbe opportuno anche introdurre questo aspetto.
Però, al netto di questo, la richiesta all’assessore Landriscina ‒ che non vedo più collegato ‒ è proprio questa, cioè di modificare l’ultimo comma dell’articolo 11…
Speaker : LANDRISCINA – Assessore
Sono collegato. Purtroppo ho il regolamento sul cellulare e lo sto vedendo. Sto ascoltando tutto. Purtroppo quando vado sulle pagine del regolamento scompare la mia, però sono collegato e ascolto tutto.
Speaker : GIANELLA
Il punto era questo, di prevedere, non so se questa clausola, questo comma è stato introdotto perché ci sono problemi con il gestore del servizio. La richiesta di chiarimento era proprio…
Speaker : GIANNELLA
Per una questione di costi. Però, immagino che queste siano delle…
Complessivamente la mia proposta, dottoressa, era proprio in questo senso. Cioè, non prevedere all’interno del regolamento una preclusione di carattere definitivo.
Nel senso che il regolamento già prevede che se l’orario scolastico differisce da quello ordinario del servizio di trasporto scolastico, sicuramente nel caso in cui l’uscita avvenga prima delle 12, il trasporto scolastico non è garantito.
Se magari fosse possibile riformulare questo comma prevedendo che, sempre compatibilmente con la disponibilità della ditta che gestisce il servizio, che in ogni caso debba essere garantito il servizio di trasporto ma aggiungere “prescindendo dall’orario”, perché potrebbe creare delle problematiche.
Io chiedo il parere della Dottoressa e dell’assessore sul punto, perché avevo evidenziato questa criticità.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Ha chiesto di intervenire il Sindaco sul punto.
Speaker : DI FEO – Sindaco
Noi dobbiamo leggere la prima parte dell’articolo, perché la prima parte dell’articolo è esaustiva, il primo comma, perché dice che “il servizio di trasporto scolastico è assicurato per tutta la durata dell’anno secondo gli orari delle normali attività didattiche”, il che significa che se le normali attività didattiche per un qualsiasi motivo si dovesse decidere che terminano alle 11, allora il trasporto dovrà partire alle 11. Se per un periodo dell’anno per un qualsiasi motivo ad hoc…
Nel caso di situazioni estemporanee, capita un giorno un’assemblea, a quel punto noi possiamo garantirlo dalle 12 perché loro sono programmati dalle 12, altrimenti la scuola farebbe impazzire chiunque. Voi immaginate un giorno escono alle 11, un giorno fanno l’assemblea, un giorno c’è la cosa sindacale. Se vogliamo aggiungere le 11…
Speaker : LANDRISCINA – Assessore
Andiamo a creare dei problemi nell’organizzare.
Speaker : DI FEO – Sindaco
…Dire qualsiasi ora, immaginiamoci alle 9 per un motivo X escano perché si rompe la caldaia, l’autobus deve essere a disposizione alle 9, diventa complicato.
Se ci sono motivi particolari in ogni caso alle 12 è garantito il servizio, diversamente uno si organizza con le famiglie ma non mettere una data e lasciarla così…
Speaker : LANDRISCINA – Assessore
…Un limite temporale.
Speaker : GIANNELLA
…L’invito del Sindaco anche ad anticipare l’orario alle 11, secondo me già potrebbe essere una soluzione un po’ più ragionevole. Perché è plausibile che gli alunni magari escano alle 11 e che quindi io condivido il fatto che è giusto che i genitori sappiano che il trasporto venga garantito da un certo orario. Magari anticipare l’orario potrebbe essere una soluzione nel mezzo che potrebbe anche non mettere in difficoltà il gestore del servizio.
Quindi, se il Sindaco, se l’assessore è d’accordo e se non ci sono delle problematiche in questo senso, io propongo le 11 al posto delle 12.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Con l’emendamento proposto dalla consigliera Giannella, il secondo comma dell’articolo 11 diventerebbe: “nei giorni in cui per qualsiasi motivo l’orario scolastico differisca da quello ordinario, il servizio di trasporto scolastico sarà garantito solo nel caso in cui l’uscita dei plessi scolastici avvenga dalle ore 11 in poi e sia opportunamente comunicato dagli uffici”.
Quindi, potremmo votare l’intero regolamento con l’aggiunta di questo emendamento, o votiamo separatamente l’emendamento? Per me lo possiamo votare tutti insieme.
Procediamo con la votazione del regolamento con l’emendamento che vi ho detto.
Io suggerisco di votare comunque insieme il regolamento con l’emendamento, pensavo fossero finiti gli interventi.
Prenotati.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Patruno.
Speaker : PATRUNO
Grazie, Presidente.
Assessore, come non accogliere quello che è il suo appello all’unità, rispetto poi a quello che è il senso di responsabilità politico a favore delle nuove generazioni.
L’ho detto prima, su argomenti che riguardano le politiche giovanili, la pubblica istruzione, tutto ciò che può favorire la nostra cittadinanza, il mio voto sarà sempre favorevole.
Io però una cosa gliela devo dire. Bene il regolamento, ma spero che quando poi si chiede a questo Consiglio comunale, su istanza dei cittadini, di introdurre un secondo scuolabus, poi è un’azione concreta e che queste azioni concrete vengano prese in considerazione.
Ci tenevo a dire questa cosa perché più volte in questo Consiglio comunale mi sono fatta promotrice di questa cosa, ma puntualmente è stata respinta.
Oggi abbiamo l’occasione per riparlarne, bene, oltre ai proclami vorremmo anche dei fatti.
Detto questo, il mio voto è favorevole.
Speaker : LANDRISCINA – Assessore
Ci saranno i fatti, sicuramente.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, consigliera Patruno.
Speaker : LANDRISCINA – Assessore
Perché già nel bando prevedono due autobus.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Ci sono altri interventi? No.
Possiamo procedere con la votazione dell’intero punto, quindi sull’approvazione del regolamento?
Con l’emendamento, così come emendato.
12 voti favorevoli, 11 in Aula.
Speaker : LANDRISCINA – Assessore
Io ho detto sì.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
…L’assessore Landriscina collegato da remoto.
Il Consiglio comunale approva.
12 voti favorevoli.
Votiamo per l’immediata eseguibilità.
Speaker : LANDRISCINA – Assessore
Favorevole.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
12 voti favorevoli anche per l’immediata eseguibilità.
Alle 15.31 il Consiglio comunale è terminato.
Buon pomeriggio a tutti.
Speaker : LANDRISCINA – Assessore
Grazie, arrivederci a tutti.
