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Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Buongiorno a tutti. Benvenuti al Consiglio comunale. Buongiorno, Sindaco, assessori, consiglieri e cittadini.
La parola al Vice Segretario, dottoressa Montanaro, per l’appello.
Speaker : MONTANARO – Vice Segretario Generale
Buongiorno a tutti. Di Feo (presente); Muoio (presente); Iodice (presente); Capodivento (presente); Lionetti (presente); De Angelis (presente); Clemente (presente); Landriscina (assente); Ingianni (Presente); Calò (assente); Colia (presente); Cicinato (presente); Tarantino (presente); De Pasquale (presente); Triglione (presente); Patruno (presente); Giannella (presente); Di Leo (presente).
Possiamo incominciare, ci sono solo due assenti.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, Vice Segretario.
Allora, cominciamo con il primo punto all’ordine del giorno: “Interrogazioni e interpellanze”.
Ci sono le interrogazioni proposte al Consiglio comunale scorso a cui è stata data risposta scritta. Come di consueto, le riproponiamo per consentire il diritto di replica ai consiglieri. Cominciamo con quella del consigliere Triglione, rivolta al Vice Sindaco.
Consigliere, la rilegge lei?
Speaker : TRIGLIONE
Grazie, Presidente. L’interpellanza riguarda le opere di manutenzione dei marciapiedi.
In data 6 febbraio 2026 è stata pubblicata la determinazione n. 118, avente ad oggetto l’affidamento diretto dei lavori di messa in sicurezza dei marciapiedi in via Lombardo Radice, via Ofanto, via Martiri di via Fani, per un importo di 20.900 euro, alla ditta Costruzioni Esposto Srls. In data 17 marzo 2026, con la successiva determinazione n. 269, è stato disposto un ulteriore affidamento diretto per un rifacimento di marciapiedi ammalorati in via Pietro Nenni, in via Nigri, via Mandriglia, per un totale di 7.205 euro.
Il Piano triennale delle opere pubbliche vigente recita testualmente: “è necessario provvedere ad un’attenta ricognizione dello stato manutentivo delle strade e marciapiedi del centro abitato, al fine di garantire una maggiore sicurezza”. Considerato che l’assenza di una ricognizione formale e pubblica rende gli interventi sopra citati provvedimenti spot, privi di una graduatoria di priorità basata su criteri oggettivi di pericolosità e degrado estesa a tutto il territorio comunale, gli interventi vengono definiti urgenti e indifferibili a causa di deformazioni e innalzamenti della pavimentazione in corrispondenza di aiuole alberate.
È palese che il dissesto causato dall’apparato radicale degli alberi non si manifesta in modo improvviso e imprevedibile, come può essere un evento calamitoso, ma sia il risultato di un processo di ammaloramento lento e pluriennale, ampiamente intercettabile con una corretta attività di monitoraggio e manutenzione ordinaria.
Ciò premesso e considerato, si interpella l’assessore di riferimento per sapere se sia stata effettivamente redatta l’attenta ricognizione dello stato manutentivo citata nel Piano triennale e in caso positivo in quale data sia stata approvata e dove è possibile consultarla; quali siano i criteri oggettivi che hanno portato a privilegiare le vie indicate nelle determine rispetto ad altre zone del paese che versano in condizioni di pari o maggiore degrado; se sia intenzione dell’Ente procedere a un appalto unitario di manutenzione straordinaria basato su una pianificazione organica, al fine di garantire economie di scala ed evitare il ricorso ad affidamenti frazionati.
Leggo l’altra?
Speaker : LIONETTI- Presidente del Consiglio
Io direi facciamo rispondere a questa giusto per una questione di ordine. Poi legge l’altra. Allora Vice Sindaco la parola a lei. Prego.
Speaker : MUOIO – Assessore
Buongiorno a tutti, Presidente, Sindaco, Segretario, assessori, consiglieri, cittadini presenti e a casa. Sì, questa interpellanza ha anche prodotto un’integrazione della documentazione, come richiesto da consigliere Triglione. L’accesso agli atti è libero, potevi farlo anche successivamente, però ho preferito consegnarteli io per questa volta. La prossima volta, se ci sono problematiche, puoi farlo successivamente.
L’interpellanza poggia su due assunti principali, entrambi infondati sotto il profilo tecnico e giuridico: l’asserita assenza di una ricognizione formale e pubblica, che renderebbe gli interventi di cui alle determinazioni dirigenziali n. 118/2026 e n. 269/2026 meri provvedimenti spot, privi di criteri di priorità; l’assenza non urgente degli interventi, in quanto il dissesto da apparato radicale sarebbe lento e pluriennale e quindi gestibile esclusivamente con manutenzione ordinaria preventiva.
Io posso affermare che l’ufficio ha operato nel pieno rispetto dei principi di economicità, trasparenza e concorrenza, mediante trattativa diretta sul mercato elettronico della pubblica amministrazione, il MePA. Infatti, con nota protocollo n. 3697 del 16 febbraio sono stati richiesti preventivi a più operatori economici qualificati operanti sul territorio: Nicopel Infrastrutture, Costruzioni Patruno di Bonadie Ivana, Pestillo Costruzioni, SG Scavi di Signoriello Gaetano, Saracino Giuseppe, Costruzioni Esposto. Sono pervenute offerte da Nicopel Infrastrutture, da Pestillo, valore 3.8000, 19.300, Costruzioni Esposto 6.890, Costruzioni Patruno di Bonadie Ivana 3.455.
La ditta Costruzioni Esposto ha spontaneamente incluso nel preventivo ulteriori n. 4 tratti pericolosi, n. 2 in via Pietro Nenni e n. 2 in via Mandriglia, la cui effettiva pericolosità è stata riscontrata d’ufficio e ritenuta meritevole di intervento contestuale per ragioni di sicurezza pubblica e funzionalità del mercato settimanale. Con nota di protocollo 4223 del 20 febbraio, sono stati richiesti preventivi integrativi alle ditte più competitive, Nicopel e Patruno, ottenendo rispettivamente gli importi di 2.900, totale 6.700 e di euro 2.200, totale 5.655.
All’esito della comparazione l’offerta più vantaggiosa era quella di Costruzioni Patruno di Bonadie Ivana, 5.6555 euro, ma la ditta è risultata carente dei requisiti di partecipazione accertati d’ufficio nel corso della verifica sul MEPA. Analogamente la seconda miglior offerta, Nicopel Infrastrutture 6.700, è risultata non procedibile per carenza dei requisiti richiesti. L’ufficio tecnico ha provveduto ad affidare i richiamati lavori al manutentore stradale con sede in via Purità n. 2 a Trinitapoli, con partita IVA, Costruzioni Esposto.
Procedura seguita per la determinazione. A seguito di numerose segnalazioni dei cittadini e del sopralluogo congiunto effettuato in data 23 gennaio dall’Ufficio tecnico nella figura dell’ingegnere Teodoro Cisternino, unitamente al consigliere Piero De Angelis, sono state accertate precarie condizioni di pavimentazione dei marciapiedi in via Lombardo Radice, via Ofanto e via Martiri di via Fani: deformazioni, disconnessioni, ammaloramento con ristagno di acqua e accumulo di detriti con potenziale pericolo per l’incolumità pubblica e degrado igienico sanitario. Il quarto Settore ha proceduto con trattativa diretta su MEPA mediante RDO n. 6017887, affidando i lavori alla ditta Costruzioni Esposto, manutentore stradale con sede in via Purità, per un importo complessivo di euro 19.000, oltre IVA al 10 per cento, importo accertato e confermato dall’operatore.
La clausola contenuta nel Piano triennale vigente ‒ “è necessario provvedere a un’attenta ricognizione” – ha carattere meramente programmatico generale e non costituisce una prescrizione vincolante quanto a forma, modalità e obbligo di pubblicità. La ricognizione è stata regolarmente effettuata dal Settore tecnico attraverso sopralluoghi mirati e relazioni tecniche redatte dal responsabile unico del procedimento in data 23 gennaio 2026, 10 marzo 2026. Verbali di sopralluogo e schede di rilievo dello stato di degrado, completi di fotografie georeferenziate, misurazioni delle deformazioni e valutazioni di rischio, tali atti integrano pienamente la ricognizione richiesta dal PTO e costituiscono atti in termini di programmazione e gestione del patrimonio stradale non soggetti a pubblicazione obbligatoria all’albo pretorio e sul sito istituzionale, come da normativa dell’articolo 36 del decreto-legge n. 36/2023.
La consultabilità da parte dei consiglieri comunali è comunque garantita ai sensi dell’articolo 43 del decreto-legge n. 267 del 2000 su semplice richiesta scritta al Segretario generale. Non sussiste alcun obbligo di pubblicazione generalizzata per atti di questo tenore. Gli interventi non hanno carattere spot, bensì urgente e indifferibile, motivato dal concreto pericolo per l’incolumità pubblica come espressamente dichiarato nelle premesse delle due determinazioni. I criteri tecnici oggettivi utilizzati dal RUP e tutti i documenti nelle relazioni tecniche allegate sono i seguenti: grado di dissesto misurato, altezze deformazioni maggiori di 3 centimetri, avvallamenti e sporgenze; rischio concreto di inciampo o caduta; densità pedonale e vulnerabilità dell’utenza; impossibilità di intervento con mera manutenzione ordinaria; necessità di rimozione di massetto sottofondo e nuova pavimentazione.
Per lavori di manutenzione straordinaria di importo inferiore a 150.000 euro affidati in via diretta non è prevista dalla normativa vigente alcuna graduatoria pubblica obbligatoria. La scelta delle priorità è espressamente di discrezionalità tecnica, insindacabile in sede di interpellanza politica, salvo prova di manifesta irragionevolezza o sviamento di potere, nessuna delle quali è dedotta dall’interpellanza.
Il dissesto da apparato radicale, pur di origine progressiva, diventa giuridicamente urgente e indifferibile nel momento in cui raggiunge la soglia di concreta pericolosità per la pubblica incolumità. La giurisprudenza costante afferma che la responsabilità extracontrattuale dell’Ente, ex articoli 2043 e 2051, sorge nel momento in cui il dissesto è oggettivamente pericoloso, indipendentemente dal tempo necessario alla sua formazione. L’amministrazione è tenuta a rimuovere il pericolo con la massima celerità possibile senza poter attendere la redazione di un piano generale di manutenzione straordinaria. Le determinazioni n. 118 e n. 269 contengono quindi una corretta e adeguata motivazione d’urgenza, supportata da riscontri fotografici e perizia tecnica. L’asserzione secondo cui il fenomeno si manifesti in modo improvviso è giuridicamente irrilevante ai fini della legittimità dell’intervento.
Non sussiste alcun obbligo normativo di procedere con un unico appalto di manutenzione straordinaria. L’affidamento diretto di due distinti interventi è pienamente conforme ai principi di economicità, efficacia e risultato di cui al decreto-legge n. 36 del 2023. Un appalto unico di maggiore importo avrebbe comportato maggiori tempi procedurali e nessuna sicura economia di scala, considerando che i tratti sono geograficamente distanti e non omogenei. L’Amministrazione valuterà nell’ambito dell’aggiornamento del Piano triennale 2027-2029 la possibilità di un intervento organico di più ampio respiro, ferma restando assoluta della tutela della sicurezza pubblica. L’interpellanza è fondata su presupposti erronei e di fatto e di diritto.
Si propone di rispondere al consigliere nei seguenti termini sintetici e fermi. La ricognizione del dissesto è stata regolarmente effettuata e documentata nelle relazioni tecniche e nei verbali di sopralluogo, allegate alla determinazione n. 118 e 269, atti consultabili presso gli uffici del Settore lavori pubblici ai sensi dell’articolo 43 del TUEL.
I criteri utilizzati per la scelta degli interventi sono quelli della concreta pericolosità e del rischio per l’incolumità pubblica e della vulnerabilità dell’utenza, come dettagliatamente illustrato nella documentazione tecnica. Interventi urgenti di modesto importo sono stati legittimamente affidati in via diretta ai sensi dell’articolo 50 del decreto-legge n. 36/2023. Non è al momento prevista una gara unitaria, in quanto avrebbe comportato ingiustificati ritardi nella rimozione di situazioni di pericolo già accertate. Grazie.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, Vice Sindaco. La parola al consigliere Triglione per dirci se è soddisfatto o meno della risposta.
Speaker : TRIGLIONE
Grazie. È evidente che non sono soddisfatto della risposta e cerco pure di motivarglielo, assessore. Io citavo la clausola che è stata inserita nel Piano triennale delle opere pubbliche, dove è necessario provvedere ad un’attenta ricognizione, e lei mi scrive che ha carattere meramente programmatico e generale, quindi è generico, e non costituisce una prescrizione vincolante e quanto a forma. Quindi presumo che la forma possa essere concreta o astratta. Quindi, se non c’è, c’è una ricognizione astratta. Qualora io dovessi andare in un ufficio manutenzioni, non trovo un elenco dei marciapiedi effettivamente che hanno necessità di essere sistemati.
Poi mi dice gli interventi non hanno carattere spot, bensì urgente e indifferibile, motivato dal concreto pericolo per l’incolumità pubblica. La scelta delle priorità è espressione di discrezionalità tecnica insindacabile in sede di interpellanza politica. Quindi vuol dire che io in questa sede non posso proporre di individuare delle priorità maggiori rispetto alle altre, quale può essere la densità. Cioè io non posso dire in questa sede che, secondo me, era più opportuno sistemare il marciapiede della stazione, ad esempio, piuttosto che quello di via Ofanto, dove magari non c’è un passaggio pedonale…
No no, non devo proporre io. Le sto chiedendo c’è una lista, una ricognizione? Perché se c’è una lista di ricognizione con dei criteri oggettivi, embè, le regole sono uguali per tutti.
Qui mi dice l’asserzione secondo cui il fenomeno non si manifesti in modo improvviso è giuridicamente irrilevanti ai fini della legittimità dell’intervento. Bene, uno dei criteri per l’urgenza è proprio l’imprevedibilità. C’è un evento. Io non era a conoscenza dell’esistenza di questo evento, si è verificato oggi, quindi intervengono. Non ho a disposizione neanche l’ordinaria gestione. A seguito dell’integrazione che le ho richiesto, lei mi ha allegato un sollecito da parte dell’assessore Landriscina. Quindi le questioni sono due o qualcuno non è realista sullo stato di fatto oppure, non me ne voglia, l’assessore Landriscina crea terrorismo psicologico.
Le spiego perché. L’assessore Landriscina, nell’ultimo sollecito di ottobre, mi dice tale sollecito diviene da numerosi sopralluoghi effettuati a partire dal 10 marzo 2025, 17 marzo 2025, 24 aprile 2025, 1° giugno 2025 e inizio settembre. Quindi dopo un anno l’intervento è urgente. Lei mi ha citato diverse sentenze di Cassazione dove il Comune è responsabile per l’incolumità pubblica. Ha ragione, però deve essere anche a conoscenza che è l’inerzia dell’amministrazione, in questo caso parliamo di inerzia dell’amministrazione, è causa di danno erariale e non lo dico io. Lo dice la Corte dei conti.
Dopo, se vuole, concludo brevemente, anche in separata sede, io mi sono fatto un’idea, mi deve dire chi le ha proposto questa risposta. Io, da come è formulata la risposta in termini di linearità, in termini che non considera determinate cose, posso solo immaginarlo chi le ha consigliato questa risposta. Dopo, se vuole, anche in separata sede, sono ben contento di saperlo. Grazie.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Triglione.
Vista la lunghezza delle interrogazioni e interpellanze, facciamo una sorta di turnazione. Passerei a un altro consigliere di opposizione. Nel frattempo, buongiorno, Segretario, dottor Rutigliano.
Certo, Segretario, può salire dove preferisce.
Allora, dicevo, non so, potremmo passare ad un’interrogazione della consigliera Giannella. Ne ha proposte due.
Sì, sì, sì, passiamo a quella rivolta al Vice Sindaco.
Speaker : GIANNELLA
Grazie, buongiorno a tutti. Buongiorno, consiglieri. Buongiorno ai presenti e buongiorno ai cittadini che sono collegati anche da casa. Segretario, Presidente, Sindaco e tutti qui presenti, la mia interpellanza era stata proposta al Vice Sindaco, al dottor Muoio, sulla intenzione di questa Amministrazione di introdurre delle forme di definizione agevolata delle entrate tributarie e patrimoniali. Con la legge di bilancio n. 199 del 2025 è stata introdotta la possibilità degli Enti locali di stabilire delle forme di definizione agevolata, che deve avvenire nel rispetto degli equilibri di bilancio e con particolare riguardo a quelli che sono i crediti di difficile esigibilità. L’obiettivo è quello di consentire ai cittadini una regolarizzazione dei debiti verso gli Enti territoriali, come ad esempio l’IMU e la TARI, ma anche altre entrate patrimoniali.
Questa possibilità non è rimessa al cittadino ovviamente, ma ad un’attenta valutazione dell’Ente comunale, che deve decidere quali debiti sgravare, quali debiti rottamare e deve circoscrivere il lasso temporale rispetto al quale questi debiti devono essere riferiti. Il Comune, qualora intenda proporre una propria definizione agevolata, deve adottare un regolamento comunale.
Con nota a firma dell’Ufficio comunicazione e staff del Sindaco del 12 febbraio è stata resa nota la volontà dell’Amministrazione comunale di valutare questa definizione agevolata, ai sensi della legge n. 199 del 2025. Pertanto chiedo, ho chiesto all’assessore al bilancio se esiste ancora questa volontà di adottare la definizione agevolata, se è stata effettuata una valutazione approfondita con gli uffici in particolare rispetto all’incidenza sugli equilibri di bilancio, naturalmente, dell’approvazione di questo regolamento e soprattutto entro quali tempistiche si ritiene di doverlo adottare.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliera Giannella. La parola al Vice Sindaco e assessore al bilancio.
Speaker : MUOIO – Assessore
Di nuovo buongiorno a tutti. L’articolo 1, commi 102 e 209 della legge 30 dicembre 2025, n. 199 disciplina l’applicazione della definizione agevolata delle entrate comunali tributarie. L’Ufficio tributi sta predisponendo il regolamento per la definizione agevolata relativamente alle entrate tributarie IMU e TARI, per gli avvisi di accertamento e di liquidazione notificati entro il 31 dicembre 2025 non ancora interessati dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione per la riscossione coattiva. Gli avvisi di accertamento e liquidazione notificati negli anni passati e non ancora riscossi sono stati trasmessi nei termini di legge dall’AdER per la riscossione coattiva e, pertanto, non possono essere oggetto di definizione agevolata.
Volevo fare una precisazione. Sì, è vero che abbiamo, stiamo predisponendo il regolamento per la definizione agevolata, ma c’è stato un cambio nella normativa. Quindi stiamo decidendo se attivarci per la rottamazione quinquies, visto che è in scadenza entro il 30 giugno e c’è la possibilità di introdurre anche i debiti come IMU e TARI. Quindi, si potrebbero prendere in considerazione gli atti notificati da settembre a dicembre del 2025 che hanno per oggetto gli avvisi di accertamento IMU relativi agli anni 2020-2022 e gli avvisi di liquidazione TARI 2021 non ancora inviati all’AdER.
Per quanto riguarda gli equilibri di bilancio, l’attuazione della definizione agevolata garantisce la neutralità finanziaria e la salvaguardia degli equilibri di competenza e di cassa dell’Ente. In virtù delle modalità di contabilizzazione vigenti, nel bilancio dell’Ente le entrate relative a sanzioni e interessi da omesso ritardo o pagamento non vengano accertate per competenza finanziaria, bensì iscritte esclusivamente per cassa dal momento dell’effettiva riscossione. Pertanto, la rinuncia a tali somme non determina alcuna riduzione dei residui attivi già presenti nel rendiconto né richiede variazioni in diminuzione delle entrate correnti già programmate.
Di conseguenza, poiché il valore iscritto negli accertamenti oggetto di definizione comprende la sola quota capitale, il venir meno delle componenti accessorie, sanzioni e interessi, non intacca la consistenza dei crediti già riconosciuti ed esigibili, mantenendo inalterato il risultato di amministrazione. La definizione agevolata agirebbe quale fattore di accelerazione delle entrate, favorendo lo smaltimento del pregresso e riducendo la necessità di accantonamenti al fondo crediti di dubbia esigibilità, con conseguente potenziale vincolo di risorse a favore degli equilibri correnti.
Si incasserebbe subito alla sola imposta invece che aspettare anni per sanzioni che forse non arriverebbero mai. La riscossione certa della quota capitale ridurrebbe la massa dei residui attivi deteriorati, migliorando la qualità del bilancio, anche a fronte della rinuncia alle sanzioni. La definizione agevolata si limiterebbe all’abbattimento delle sole sanzioni e interessi, mantenendo integra l’obbligazione relativa alla quota capitale, la quale rappresenta l’unica componente già contabilizzata come entrata certa ed esigibile.
Per completezza delle informazioni, l’Ente rinuncerebbe alla quota di sanzioni e di interessi pari a 366.000 euro per l’IMU e 311.000 per la TARI. È doveroso aggiungere che, per ridurre il rischio di azzardo morale, è necessario far comprendere bene che la misura è legata a un contesto eccezionale e che quindi si tratta di un’operazione straordinaria, irripetibile e selettiva.
Inoltre, per evitare che i contribuenti che hanno pagato regolarmente e nei tempi possano percepire la misura come un’ingiustizia, si potrebbe scegliere di non azzerare completamente le sanzioni e gli interessi, mantenendo così il principio che la violazione comporta comunque un costo, evitando l’idea del tutto gratis. Successivamente, finita la finestra della definizione agevolata, per combattere l’azzardo morale si dovrà dimostrare che l’Ente diventerà estremamente rigoroso e procederà all’immediata trasmissione all’Agenzia delle entrate di tutte le posizioni non regolarizzate, con applicazione integrale di sanzioni, interessi e oneri di riscossione. Grazie.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Grazie, Vice Sindaco. La parola alla consigliera Giannella per dire se è soddisfatta o meno della risposta.
Speaker : GIANNELLA
Grazie, Presidente. Allora, sono assolutamente d’accordo con lei, Vice Sindaco, sulla necessità di dare una comunicazione molto chiara ai cittadini, che questa è una finestra assolutamente eccezionale, che tra l’altro non è rimessa alla disponibilità del Comune, ma è uno strumento di cui il Comune può decidere ovviamente se avvalersi o meno. Quindi io ritengo che sia necessario accompagnare anche, se dovesse essere adottato questo regolamento, accompagnare il regolamento anche con delle forme di comunicazione molto precise, con le quali si dica chiaramente ai cittadini che questa, appunto, è una misura eccezionale e che soprattutto ci debba essere dopo un pugno duro rispetto al recupero di quelle somme che non sono state pagate. Quindi su questo sono assolutamente d’accordo.
Lei ha citato le modifiche che sono da poco intervenute. Se non erro, il 30 giugno è l’ultimo termine utile per l’approvazione del regolamento. Quindi questa finestra avrebbe la possibilità di ampliare quelli che sono i debiti, una parte, quelli che sono oggetto di definizione, gli altri rottamabili, cioè quelli che sono stati già trasmessi all’Agenzia delle entrate. L’unica preghiera naturalmente è quella di accelerare con le tempistiche. Oggi siamo già al 25 maggio. Abbiamo quindi dei tempi molto ristretti. Ovviamente capisco magari la complessità che può esserci, ecco, da parte degli uffici nell’elaborare un regolamento e soprattutto nel dovere di mantenere quelli che sono gli equilibri di bilancio. Però, avendo delle tempistiche molto ristrette, dovendo poi passare necessariamente per la Commissione, la mia preghiera è quella, se ovviamente questa intenzione, come mi sembra di capire, esiste. Se c’è questa intenzione dell’amministrazione di approvare questo regolamento, di farlo nel più breve tempo possibile.
Ho visto che ci sarà il 28, se non sbaglio, la prossima Commissione. Ho visto che non è punto all’ordine del giorno questo regolamento. Quindi la mia preghiera è di intervenire in modo da essere anche sereni, ecco, nell’analizzare il regolamento e quindi di intervenire nel più breve tempo possibile. Grazie.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliera Giannella. C’è poi un’interrogazione proposta dal consigliere De Angelis.
Speaker : DE ANGELIS
Grazie, Presidente. Nello scorso Consiglio comunale ho interrogato l’assessore Luigi Di Leo in merito al cantiere di viale Vittorio Veneto, avendo appreso di un progetto di fattibilità economica. Ho chiesto se potesse presentare tale progetto e se fosse conforme a quello andato in appalto.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere De Angelis. La parola all’assessore Di Leo per la risposta.
Speaker : DI LEO – Assessore
Buongiorno a tutti. Buongiorno, Presidente, Segretario, Sindaco, consiglieri e amici presenti e a casa. Il sottoscritto rispondere al consigliere Piero De Angelis a seguito di specifica interpellanza, formulata nel Consiglio comunale del 9 aprile 2026, fornendo i chiarimenti richiesti, corredati da riferimenti tecnici e giuridici che attestano la piena conformità alla normativa vigente del progetto oggi posto in esecuzione e in particolare delle perizie di variante adottate.
La trattazione verte in più argomenti. Cominciamo con la finalità dell’intervento, che credo che sia la madre di tutti i problemi. Con deliberazione della Commissione straordinaria n. 2 del 20 aprile 2022 del Comune di Trinitapoli, è stato approvato lo schema di convenzione tra il Comune di Trinitapoli e Zapponeta per aderire ai finanziamenti di cui al Capo del Dipartimento per gli affari interni e territoriali del Ministero dell’interno relativo ai progetti di rigenerazione urbana volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale nonché al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale, tra cui, appunto, c’è il lavoro di viale Vittorio Veneto.
Vediamo un po’ la genesi di questo progetto. Il progetto di fattibilità tecnica ed economica, più volte lo chiamerò PFTE, credo che questo sia il punto importantissimo, il punto chiave. La fase progettuale di un’opera pubblica prevedeva all’epoca del progetto tre livelli: il progetto di fattibilità tecnica ed economica, il progetto definitivo, il progetto esecutivo. Con deliberazione della Commissione straordinaria n. 4 del 20 gennaio 2023 è avvenuta la presa d’atto del progetto di fattibilità tecnica ed economica attraverso il miglioramento e la riqualificazione di viale Vittorio Veneto, redatto dall’Ufficio tecnico di Trinitapoli. Tale progetto conteneva, fra gli altri, due elaborati e cioè la relazione tecnica generale e la planimetria generale, di cui parleremo più avanti. Tale deliberazione riportava chiaramente alla pagina 5 che il progetto risulta coerente con le esigenze dell’Amministrazione, così come ribadito anche alla pagina 7. Il progetto PFTE è stato poi regolarmente verificato, validato e approvato.
La relazione tecnica generale individua l’idea progettuale, che si è concretizzata con alcuni interventi che ricalcano lo spirito proprio della rigenerazione urbana e comprendeva sostanzialmente la realizzazione di un’area pedonale centrale, nuovi arredi e manutenzione della pavimentazione stradale con sampietrini. Gli interventi erano previsti su una porzione di viale Vittorio Veneto, nel tratto compreso tra corso Garibaldi e corso Trinità, fino a via Doria. Ricordiamoci questo passaggio perché è fondamentale: tratto compreso tra corso Garibaldi e corso Trinità fino a via Doria. È fondamentale per comprendere poi tutto il resto.
Progetto definitivo completamente fedele al progetto di fattibilità tecnica ed economica. Con determina gestionale del Comune di Zapponeta n. 44 del 24 marzo 2023 si è provveduto a incaricare l’architetto Giovanni Fiore per la redazione della progettazione definitiva e esecutiva e quindi la direzione lavori. Lo stesso tecnico con PEC del 3 giugno 2023 ha consegnato il progetto definitivo, che contiene cinque elaborati fondamentali, in esatta corrispondenza con il PFTE.
La relazione tecnica generale riconferma integralmente quanto previsto nella precedente fase progettuale, laddove si evince che gli interventi partono da via Marconi, per intenderci dal bar Sport, per arrivare all’incrocio di via Doria, passando per via Aldo Moro. Il computo metrico estimativo riportava chiaramente le elaborazioni previste, tra le quali la fornitura e posa in opera di pavimentazione in pietra tenera, spessore di 2 centimetri, pietra di Trani, su un’area pedonale, previa demolizione di quella esistente, oltre ad opere di arredo urbano, panchine e fioriere e ripristino della pavimentazione in sanpietrini. Fin qui c’è l’esatta corrispondenza tra il progetto di fattibilità tecnica ed economica e il progetto definitivo e io aggiungerei come è giusto che sia.
Ulteriore fase, progetto definitivo rimodulato in discontinuità con le progettazioni precedenti. In data 13 giugno 2023, io direi incredibilmente e inspiegabilmente, cioè dopo 10 giorni, l’allora responsabile del IV Settore del Comune di Trinitapoli inviava al Comune di Zapponeta e quindi al responsabile del IV Settore e al progettista una nota nella quale si comunicava che, badate bene, era emersa la necessità di apportare alcune modifiche al progetto già consegnato. Ricordiamoci: apportare alcune modifiche.
Da questo momento in poi si verifica tutto ciò che il Codice dei contratti e la giurisprudenza assolutamente non contemplano. Il progetto definitivo originario, perfettamente coerente con il progetto di fattibilità tecnica ed economica, viene completamente stravolto, eliminando interamente il rifacimento della pavimentazione pedonale in pietra di Trani nei tratti tra via Marconi fino a via Doria, rimuovendo anche tutti gli arredi delle opere a verde, lasciando spazio al totale rifacimento della parte carrabile in sanpietrini da via Marconi fino a via Cappuccini. La conferma la si legge anche nella relazione tecnica.
Di conseguenza, anche il computo metrico estimativo subisce una profonda trasformazione, all’interno del quale scompare qualsiasi riferimento alla pavimentazione pedonale, con ovvio abbattimento delle barriere architettoniche, eliminazione degli arredi, lasciando solo spazio alla manutenzione straordinaria di pavimentazione stradale e trasformando di fatto un’opera di rigenerazione urbana in un semplice ripristino stradale, facendo venire meno il presupposto del finanziamento, che è bene ricordarlo, riguardava la riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale.
Del progetto esecutivo neanche vi parlo perché è esattamente la fotocopia del progetto precedente. Quindi non devo aggiungere null’altro, perché si è portato appresso l’errore della fase progettuale precedente. Quindi, ricapitolando, è stato redatto il progetto di fattibilità tecnica ed economica, regolarmente approvato e pienamente coerente con il finanziamento che riguardava la rigenerazione urbana. Sulla scorta di quest’ultimo è stato redatto il progetto definitivo, in conformità con la precedente fase progettuale, completamente stravolto dal progetto definitivo rimodulato a seguito di esplicita richiesta del Comune di Trinitapoli, per poi andare in gara.
Ora è giunto il momento di analizzare dettagliatamente cosa dice la giurisprudenza in merito. La domanda che dobbiamo porci è la seguente. In un progetto di opera pubblica, dopo la redazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica, che, è bene ricordarlo, risulta coerente con le esigenze dell’Amministrazione, e dopo la redazione del progetto definitivo redatto sulla scorta e in coerenza del livello di progettazione precedente, è possibile stravolgerlo integralmente nelle successive fasi di progettazione? Ovviamente la risposta è assolutamente no.
Non può modificare la localizzazione dell’opera. Ricordiamo che da area di intervento tra via Marconi e via Doria siamo passati ad un’area di intervento tra via Marconi fino a via Cappuccini. Quindi, in un’area completamente diversa. Non può alterare in modo sostanziale le scelte progettuali fondamentali. La manutenzione straordinaria di pavimentazione stradale ha preso il posto del rifacimento di un’area pedonale, abbattimento delle barriere architettoniche e arredo urbano. Non può cambiare in modo rilevante la funzione o le caratteristiche essenziali dell’intervento. Si è passati da rigenerazione urbana a lavori di ripristini stradali.
Quindi l’orientamento della giurisprudenza in questi casi cosa dice? Vediamo l’ANAC. L’ANAC cosa dice? Brevemente, che non è consentito saltare o svuotare il contenuto del progetto di fattibilità tecnica ed economica, approvare un progetto successivo non coerente o incompleto rispetto ai livelli precedenti, porre a base di gara un progetto con lacune o scelte non definite nei livelli precedenti. A questa narrazione ci sono tutta una serie di delibere ANAC. Mi preme soltanto parlarvi di una, che probabilmente è quella più emblematica. Si riferisce la delibera ANAC n. 463/2025, dove si legge testualmente che il progetto esecutivo non può prevedere significative modifiche alla qualità e alla quantità delle lavorazioni previste nel progetto di fattibilità tecnica ed economica. Basterebbe soltanto questo.
Andiamo oltre. Quindi, dicevo, dalla delibera emerge una linea molto netta. Non è ammesso che il progetto esecutivo modifichi le scelte fondamentali del progetto di fattibilità tecnica e economica, altri la quantità e la qualità delle lavorazioni e lo sostituisca. Ci sono anche diverse sentenze del Consiglio di Stato. Vi parlo di una su tutte, che è la seguente. Non è meritevole di approvazione la progettazione esecutiva che si discosti dal progetto di fattibilità tecnica ed economica posto a base di gara, in modo da compromettere, anche parzialmente, le finalità dell’intervento, ricordiamoci, rigenerazione urbana, il suo costo o altri elementi significativi.
Anche in questo caso basterebbe solo questo, ma prima ancora della giurisprudenza sopra richiamata, con l’aver modificato il PFTE, trasformando la rigenerazione urbana in un progetto di ripristini stradali, è stato violato anche il Codice dei contratti pubblici ed in particolar modo l’Allegato I7. Qui ci troviamo nel caso di un aliud pro alio ovvero una cosa per un’altra. In quest’Aula ci sono stimati avvocati che me lo potrebbero insegnare. Si passa dai lavori di riqualificazione urbana a lavori stradali di manutenzione, dall’intervento pluridisciplinare, pavimentazione pedonale, opere a verde, arredo e accessibilità, a interventi di una sola lavorazione, ovvero smontaggio e rimontaggio di sampietrini. Quindi la funzione dell’opera è ribaltata da intervento a favore dei pedoni e della vivibilità urbana a manutenzione della sede veicolare. Il nostro caso, quindi, non è al limite. È oltre ogni soglia di tolleranza riconosciuta dalla giurisprudenza.
Veniamo adesso alle famose perizie di variante, tanto bistrattate in tutti questi mesi. A fronte di tutto questo, è stata redatta una perizia di variante approvata con determina dirigenziale del Comune di Zapponeta, che sostanzialmente riprende quanto previsto nel progetto di fattibilità tecnica ed economica, in particolare riportando l’area di intervento tra via Marconi e via Doria, prevedendo la realizzazione di pavimentazione pedonale con l’eliminazione delle barriere architettoniche. Su questo mi uniformo a quanto riportato nell’interpellanza del consigliere De Angelis, allorquando ha dichiarato che con la nuova soluzione progettuale è stata eliminata la più grande barriera architettonica del paese. La perizia di variante prevede arredo urbano, pubblica illuminazione e opere a verde. Con una seconda perizia di variante sono state apportate modifiche esclusivamente migliorative in termini di opere a verde e arredo.
In tutto questo scenario come si pone la redazione della perizia di variante? Queste ultime sono un’opportunità o un rischio? Senza alcun dubbio le perizie hanno svolto una funzione ripristinatoria e non innovativa. Hanno reinserito opere già previste nel PFTE e implicitamente coerenti con esso, riallineando il progetto al finanziamento e all’interesse pubblico originario, mantenendo invariato l’oggetto sostanziale dell’affidamento. Dobbiamo sempre ricordare che il progetto è stato finanziato come una rigenerazione urbana. Questo non dobbiamo mai dimenticarlo. In sostanza, le varianti hanno formalmente ripristinato la coerenza tra i livelli di progettazione prima dell’avvio dei lavori.
A proposito di coerenza, parliamo della coerenza con il finanziamento concesso e assenza di danno erariale. Come già detto, l’intervento ha subito una trasformazione sostanziale da opere di rigenerazione urbana a intervento prevalentemente manutentivo stradale. A questo punto, la domanda che dobbiamo porci è la seguente? Se si fossero realizzati i lavori del progetto esecutivo quale rischio si sarebbe corso? Non ci sarebbe stato più soltanto lo scostamento progettuale temporaneo, ma la concreta realizzazione di opera diversa da quella della programmazione. Quindi, se il finanziamento era legato a rigenerazione urbana, riqualificazione dello spazio pubblico, accessibilità, vivibilità, ma le risorse fossero state impiegate per manutenzione della carreggiata, sottofondi e ripristini stradali, si sarebbe potuto contestare la non conformità dell’intervento finanziato, spese non coerenti con il programma e possibile perdita o revoca del contributo, col rischio di interventi, che ovviamente ci sarebbero stati, della Corte dei conti, di enti finanziatori e organismi di controllo.
Questo rischio era ben noto già all’epoca della concessione di finanziamento. Infatti, analizzando il decreto con il quale è stato concesso il finanziamento, all’articolo 6 si legge testualmente che si procederà alla revoca del contributo qualora, a seguito di appositi controlli e/o richieste di ulteriori chiarimenti, venga ravvisato un utilizzo non conforme delle risorse rispetto alla finalità strategica, anche qui, ovviamente, questa frase non merita nessun commento, ovvero, lo ricordiamo per l’ennesima volta, progetti di rigenerazione urbana volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale nonché al miglioramento della quantità e della qualità del decoro urbano. Tale presupposto non si è mai verificato, grazie appunto alla tempestività delle perizie di variante. Per la medesima ragione è insussistente qualsiasi profilo di danno erariale, non essendo stata eseguita alcuna lavorazione difforme.
Un breve cenno adesso lo farei anche per quanto riguarda la vigilanza ANAC. Un breve cenno lo vorrei fare anche ad ANAC.
L’Autorità nazionale anticorruzione ha avviato il 29 luglio 2025 proprio sul cantiere in questione… Evidentemente forse spiace sentire queste cose. Su chi abbia fatto questa segnalazione…
Ho visto anche gli altri che hanno sforato. Io ho visto anche gli altri.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Consiglieri, siamo fuori tempo, ma sta leggendo la risposta scritta. Dopo recuperiamo il tempo, però, se la risposta è stata chiesta scritte ed è stata data scritta, mi sembra corretto leggerla.
Speaker : DI LEO – Assessore
Nel senso che si dovrebbe ascoltare la verità. Si dovrebbe ascoltare la verità.
Io lo dico per l’ennesima volta, io non interrompo mai voi. Io sto lì in religioso silenzio e ascolto.
Allora, recupera il consigliere De Angelis.
Un breve cenno lo farei anche in merito all’attività di vigilanza che la competente ANAC, l’Autorità nazionale anticorruzione, ha avviato il 29 luglio 2025 proprio sul cantiere in questione. Su chi abbia fatto questa segnalazione ho un sospetto, ma lo tengo per me, salvo poi rimanere profondamente deluso da chi lo ha proposto, in virtù del quale il Comune di Zapponeta, per il tramite del responsabile di procedimento, ha fornito una serie di chiarimenti.
Successivamente ANAC, il 20 ottobre 2025, ha comunicato l’avvio del procedimento di vigilanza, all’interno del quale l’unico riferimento ai lavori e alla perizia di variante risiede nell’avere evidenziato che l’approvazione di quest’ultima è stata approvata dal responsabile unico del procedimento e non anche della stazione appaltante. Quindi nulla di più. Il mancato seguito procedimentale da parte di ANAC, protrattosi per diversi mesi, quindi sette, dopo le osservazioni rese nell’ottobre scorso costituisce un elemento sintomatico dell’assenza di profili di particolare gravità.
A conclusione, vorrei solo dire che una città moderna non si può misurare unicamente dalle opere che realizza, sebbene di grande importanza, ma dalla capacità di renderle accessibili a tutti ed è esattamente questo il risultato che oggi dobbiamo rivendicare. Possiamo discutere delle procedure ed è giusto farlo, ma credo che i cittadini giudichino soprattutto i risultati e il risultato è che oggi la città avrà un’opera più accessibile, più funzionale e più giusta di quella che esisteva prima. Grazie.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Grazie. Grazie, assessore Di Leo. La risposta… Il consigliere De Angelis ci deve dire se è soddisfatto o meno. Prego.
Speaker : DE ANGELIS
Grazie, assessore Di Leo, per aver illustrato bene la situazione. Sono molto soddisfatto di come ha fatto chiarezza su quell’opera e, considerando che si è dovuto dilungare un po’ troppo per leggere la relazione, lascio il mio tempo ai consiglieri di opposizione per fare le proprie interrogazioni.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere De Angelis.
Ricominciamo con il consigliere Triglione, che ha formulato nel Consiglio comunale scorso una interrogazione al Vice Sindaco.
Al Sindaco. Prego, la legga lei.
All’assessore Di Leo, sì, che è competente per materia. La legge lei?
Era formulata in maniera errata a me. La risposta l’ha data l’assessore Di Leo. Prego.
Speaker : TRIGLIONE
Grazie, allora, l’interpellanza riguarda la fornitura di arredi per l’Aula consiliare. In data 27 marzo è stata adottata la determina n. 314, avente ad oggetto l’indagine di mercato per la fornitura di nuovi arredi e suppellettili per l’Aula consiliare presso il Palazzo municipale. L’atto motiva la necessità dell’intervento asserendo che l’arredamento attuale risulta obsolescente e pericoloso per gli utenti, a ragione dei danni inevitabili causati dal tempo.
Considerato che non risulta chiaro quali siano i criteri tecnici o estetici per i quali si definisca obsoleto un patrimonio immobiliare, che dovrebbe, al contrario, rappresentare la continuità storica e istituzionale dell’Ente, si tratta di beni che, a differenza delle dotazioni tecnologiche, non perdono utilità con il tempo, ma possono acquisire valore storico e pregio artistico se adeguatamente mantenuti. Destinare 136.000 euro alla loro totale sostituzione anziché a un restauro conservativo appare come una svalutazione ingiustificata del patrimonio comunale esistente.
In merito alla dichiarata pericolosità per gli utenti, si rileva una palese incongruenza. L’Aula consiliare continua a essere utilizzata regolarmente e senza interruzioni per le sedute istituzionali o altre attività pubbliche. Se esistesse un rischio reale per l’incolumità fisica di consiglieri, personale e cittadini l’Aula dovrebbe essere stata dichiarata inagibile o interdetta all’uso. Ciò premesso, si interpella l’assessore per conoscere quali siano le specifiche criticità tecnico-strutturali riscontrate che configurano il carattere di pericolosità citato nell’atto; se sia stata redatta una perizia tecnica o una relazione sulla sicurezza che certifichi tale imminente pericolo o, in caso affermativo, perché l’Aula non sia stata immediatamente chiusa al pubblico; se l’Amministrazione non ritenga più opportuno un intervento di restauro e manutenzione conservativa degli arredi esistenti, risparmiando risorse pubbliche derivanti da indebitamento. Grazie.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Triglione. La parola all’assessore Di Leo per la risposta.
Speaker : DI LEO – Assessore
Di nuovo buongiorno a tutti. Ringrazio l’assessore Triglione per questa interpellanza, perché mi dà la possibilità, appunto, di spiegare un po’ tutta la faccenda. Quindi, il sottoscritto, su invito del Presidente del Consiglio comunale, rispondere al consigliere Michele Triglione, a seguito di specifica interpellanza formulata al fine di ottenere chiarimenti in merito alla scelta dell’Amministrazione di procedere al rinnovo integrale delle suppellettili dell’Aula.
Parliamo delle criticità, tecniche e strutturali e dei rischi per l’utenza. La decisione di intervenire non scaturisce da una mera valutazione estetica, ma da un’oggettiva analisi dello stato dei luoghi. Le criticità riscontrate riguardano la instabilità strutturale e cedimenti. Sono stati rilevati cedimenti localizzati delle sedute e instabilità dei profili lignei, che, sebbene non configurano un rischio di crollo imminente dell’intero complesso, espongono i consiglieri, il personale e il pubblico a potenziali infortuni, dovuti a scheggiature e rotture improvvise del materiale durante l’uso. Non lo so, basta vedere, basta girarsi un po’ intorno. Tra l’altro c’è anche una copiosa documentazione fotografica.
Rischi posturali ed ergonomici. L’attuale dotazione risulta del tutto inadeguata sotto il profilo ergonomico. La postura imposta dagli arredi attuali non è idonea ai tempi prolungati di permanenza richiesti dalle sedute consiliari. Il miglioramento dello stallo dei consiglieri è dunque una priorità per garantire il benessere fisico di che opera nell’Aula, prevedendo disturbi muscolo-scheletrici derivanti dalle sedute non a norma. Vi giuro che non mi sono messo assolutamente d’accordo con il Segretario e, se il Segretario si è posto lì, probabilmente è la prova provata che probabilmente le cose che stiamo dicendo, che dico, sono necessarie.
Sicurezza e continuità dell’operatività dell’Aula. In merito al quesito sulla mancata chiusura dell’Aula, si precisa che, pur non rilevandosi un pericolo imminente tali da richiedere l’interdizione immediata o la dichiarazione di inagibilità, l’Amministrazione ha il dovere di agire in via preventiva. Procedere alla sistemazione degli arredi in maniera organica e funzionale è un atto di responsabilità volto a risolvere le criticità prima che queste degenerino in incidenti conclamati. L’intervento pianificato mira a ristabilire le condizioni di sicurezza e decoro, in linea con la normativa vigente in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.
Per quanto riguarda digitalizzazione e ammodernamento tecnologico, quindi un motivo in più, un restauro conservativo, per quanto teoricamente possibile, non permetterebbe di raggiungere gli obiettivi di digitalizzazione informatica che l’Ente sta perseguendo. Il nuovo progetto prevede un top attrezzato con asole e alloggiamenti tecnici per il cablaggio a scomparsa. Sindaco, basta vedere sotto di noi tutti questi cavi che aleggiano in maniera pericolosa. Integrazione di sistemi per la microfonica avanzata e sistemi di voto elettronico. Tali implementazioni sono indispensabili per l’efficientamento dei lavori consiliari e non risulterebbero tecnicamente integrabili in modo armonico ed efficace sugli arredi datati.
A proposito della valorizzazione del patrimonio, l’Amministrazione concorda sul valore della continuità storica. Pertanto si smentisce l’ipotesi di una svalutazione o distruzione del patrimonio immobiliare esistente. Gli arredi attualmente presenti non saranno smaltiti, bensì trasferiti presso i locali dell’ex tribunale. In tale sede si provvederà a un successivo restauro per permettere un riutilizzo per scopi istituzionali o per eventi pubblici. Questa strategia consente di dotare l’Aula consiliare di strumenti moderni, ergonomici e sicuri e comunque preservare e valorizzare i vecchi arredi.
Posto quanto sopra, l’Amministrazione intende stigmatizzare con forza una criticità fin d’ora sottovalutata, ma di primaria gravità, che rende l’intervento di rinnovo non solo opportuno, ma giuridicamente e moralmente obbligatorio: la violazione delle norme sulle barriere architettoniche e l’inclusività. L’attuale configurazione dell’Aula consiliare risulta palesemente inadempiente rispetto ai requisiti fondamentali dettati dalla normativa di vigilanza in materia di accessibilità e superamento delle barriere architettoniche.
L’obsolescenza e la rigidità strutturale degli arredi attuali impediscono, di fatto, la partecipazione attiva e dignitosa a diverse categorie di cittadini. Nello specifico, la mancanza di spazi di manovra e di sedute a norma preclude l’accesso ai portatori di disabilità motorie, alle donne in stato di gravidanza e a persone con obesità. Disparità di genere. Tale stato di fatto innesca un’inaccettabile disparità, escludendo tali soggetti dalla possibilità di partecipare attivamente alla vita amministrativa, addirittura non dando loro la possibilità di partecipare attivamente alle sedute del Consiglio comunale.
Un Ente pubblico non può permettere che una barriera fisica si trasformi in una barriera democratica, impedendo a un cittadino di esercitare i propri diritti al pari di chiunque altro. Il rinnovo degli arredi, dunque, è un atto di civiltà necessario per garantire il principio di uguaglianza e l’accessibilità. Si ribadisce che la valutazione della pericolosità e dell’obsolescenza non è soggettiva. Tutti i particolari relativi, appunto, li potete vedere in una documentazione fotografica allegata. Ignorare tale evidenza significherebbe esporre l’Ente a potenziali rischi per discriminazione, responsabilità civili e penali in caso di infortuni. La sostituzione integrale, prevedendo il restauro e il ricollocamento dei vecchi arredi in altra sede meno dinamica, rappresenta l’unica soluzione tecnica in grado di coniugare il rispetto della legge con funzionalità istituzionali.
Non è neanche da dimenticare che questa Amministrazione, ed in particolare il sottoscritto, si è fatta promotrice della redazione del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, al quale ha partecipato attivamente anche un componente del Gruppo consiliare “Trinitapoli buona politica”. Ignorare che questo problema risieda proprio all’interno del luogo più importante di un paese, ovvero l’Aula consiliare, sembrerebbe perlomeno contraddittorio. Non considerare l’abbattimento delle barriere architettoniche significa ritenere secondario il diritto di tutti ad accedere e partecipare alla vita democratica.
Un’Aula consiliare è la casa della democrazia cittadina. Deve essere praticabile, adeguata e rispettosa del ruolo che rappresenta. Non è un luogo qualsiasi, ma uno spazio istituzionale che deve garantire decoro, funzionalità e accessibilità. Intervenire su arredi ormai degradati e sull’abbattimento delle barriere architettoniche significa aver rispetto delle istituzioni e soprattutto dei cittadini che le vivono ogni giorno. La vera miopia sarebbe ignorare questi problemi evidenti e rinviare ancora interventi necessari.
In conclusione, l’investimento di 136.500 euro si configura come un intervento necessario non solo per la sicurezza dei cittadini e degli amministratori, ma anche come un passo fondamentale verso l’ammodernamento dei servizi e la tutela complessiva del patrimonio comunale. Grazie.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Grazie, assessore Di Leo. La parola al consigliere Triglione. Ci dica se è soddisfatto o meno.
Speaker : TRIGLIONE
Grazie. Non sono assolutamente soddisfatto e ritengo che questo riscontro sia veramente irrispettoso nei confronti dei cittadini e di tutto il Consiglio comunale. Voglio rileggere alcuni passaggi. Rischi posturali ed ergonomia, il miglioramento dello stallo dei consiglieri è dunque una priorità per garantire il benessere fisico di chi opera nell’Aula prevenendo disturbi muscolo-scheletrici derivanti da sedute non a norma. Io le ho chiesto una relazione, non so, di un responsabile della sicurezza e lei non me l’ha allegata. Quindi voglio capire questi disturbi muscolo-scheletrici è una sua deduzione o c’è qualcuno che effettivamente ha dei disturbi. Considerando che facciamo dieci sedute all’anno, per sei, sette, otto ore, non ritengo che…
Sì, no, perché c’è il rischio che qualcuno possa fare una causa di servizio. Io ho questo rischio, magari qualche collega.
Si, si, la consigliera Tarantino molto probabilmente.
Poi volevo capire l’arredamento che innovazione tecnologica dà. Abbiamo cambiato i microfoni, la votazione elettronica è nuova, quindi non capisco gli arredamenti che innovazione tecnologica possano dare. Poi c’è un’incongruenza. Allora, questi arredamenti verranno trasferiti. È moralmente obbligatorio, dice, perché istituzionalmente non rappresentano quella che dovrebbe essere l’Aula consiliare, però verranno trasferiti. Verranno trasferiti nella sede dell’ex tribunale e poi lì verranno messi di nuovo per fare un’aula istituzionale. Lì poi la morale va bene, cioè va bene adibire un’aula dell’ex tribunale e non è chiaro a fare cosa, perché non ho visto alcun progetto. Quindi non capiamo cosa.
La cosa più grave, assessore, perché è veramente ripugnante quello che scrive, è la violazione sulle norme dell’abbattimento. Allora, nel progetto, io me lo sono riguardato tutto, ripropone le barriere architettoniche. Se ne è accorto? Ripropone le barriere architettoniche. Queste in giallo, queste in giallo sono le pedane, 16 centimetri per i consiglieri, 32 centimetri per il Presidente del Consiglio. Ci ha pensato al gradino lì dell’Aula consiliare? Oggi, quindi, perché non mettiamo una pedana? Oggi, se un cittadino volesse incontrare il Sindaco nella sua stanza, è in grado di farlo?
Quindi mi viene a fare la morale della consigliera Tarantino che ha partecipato al PEBA, e quindi? Io mi sono riletto anche il computo metrico. Ho detto forse nel disegno non è stata messa la pedana. Nel disegno, nel computo metrico pedane non ce ne sono e tra i cittadini non ci sono le panchine solidali per la carrozzella. Quindi se vogliamo parlare, non so, ci sarà una variante su questo? Noi togliamo gli immobili, togliamo gli arredi per una questione di abbattimento delle barriere architettoniche e ne mettiamo altre di barriere architettoniche. Abbiamo un gradino qui e un gradino lì. Questo magari, se vuole, poi ce lo spiega.
Dice è un atto di civiltà necessario, un principio di uguaglianza e accessibilità universale. Quindi in questo caso sta violando lei le norme. Mi dice che è la miopia, cioè in pratica a questi problemi io sono miope. Le dirò di più, lei mi ha fatto tre esempi di persone con disabilità motoria, persone obese e persone in gravidanza. Le posso assicurare che per la gravidanza è stato già testato con la consigliera Tarantino. Parto gemellare, quindi l’abbiamo abbondantemente testato.
Quindi, alla luce di questo... Alla luce di questo, chiedo al Presidente del Consiglio di trasformare l’interpellanza. Presidente, le stavo chiedendo di trasformare l’interpellanza in mozione e se può dare la possibilità alla Capogruppo di presentarla, grazie. Articolo 69 del Regolamento, grazie.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
La consigliera Tarantino propone una mozione.
Speaker : TARANTINO
L’argomento, buongiorno a tutti, è di tale rilevanza per la città che ne abbiamo parlato più volte, per cui abbiamo ritenuto di non fermarci a una interrogazione che chiarisca i motivi per cui noi riteniamo che siano inutilmente spesi soldi pubblici, che derivano, tra l’altro, da economia di mutui presi presso la Cassa depositi e prestiti per una cifra rilevante di 140.000 euro.
Le motivazioni che ci sono state date, così come ha anticipato il consigliere Michele Triglione, sono addirittura false. Si dice che è moralmente, ed è questa la cosa che indigna di più, che è moralmente giusto cambiare l’arredo del Consiglio comunale. Di morale qui non c’è niente, soprattutto quando si scrive il contrario di quello invece che si vuole applicare. Si strumentalizzano posizioni personali evidentemente, come quelle dello stato di salute del Segretario, che in questo momento è in piedi, mentre tutti quanti noi restiamo tranquillamente seduti su queste sedie. Quindi che cosa succede? Dire che l’Aula consiliare deve essere cambiata per un dovere morale perché è inaccessibile ai disabili è una menzogna, perché presenteremo il progetto alla città, lo faremo vedere. Il nuovo progetto ha pedane addirittura più alte di quelle che ci sono in questo momento e che addirittura è l’Aula consiliare stessa inaccessibile ai disabili per una presenza di gradini all’entrata, così come quelle di tutto il secondo piano in realtà. Mentire per iscritto, quello sì, che è moralmente inaccettabile.
Aggiungere foto… Sono state aggiunte a questa interpellanza presentata da Michele Triglione delle foto per giustificare la grave condizione di pericolo e di infortunio di quest’Aula, come addirittura quella degli spazi di manovra, dove le donne in gravidanza non potrebbero muoversi. È stato ricordato che da donna in gravidanza io, fino all’ultimo mese, sono riuscita a muovermi in questi spazi e con una gravidanza anche diversa, straordinaria perché era un po’ più ingombrante del normale, passatemi il termine.
Le fotografie che sono state apposte… Stamattina è stato messo nelle prime due fotografie che c’era un bracciolo che si rimuoveva, un bracciolo che poi ho scoperto stamattina venendo qui, perché l’ho trovato divelto, è esattamente il mio, è questo. Io in tanti anni non mi ero accorta che questo bracciolo si andava a rimuovere. Scusate, con le mie scarse manualità, con un minimo di mastice si potrebbe mettere a posto, come tra l’altro sto facendo adesso senza alcun problema, e mai si è mosso da questo punto. Di sicuro capacità di creare infortunio non ci sono. Scheggiature, possibilità di farci male non ce ne sono.
Ma la cosa grave, come ripeto, è che si è voluta dare addirittura una valenza morale a voler spendere questi soldi ed è questo il motivo per cui adesso leggiamo una mozione che il Gruppo “Trinitapoli buona politica” propone per l’annullamento in autotutela di tutta la procedura di fornitura di arredi dell’Aula consiliare, perché la procedura stessa ha una serie di illegittimità che sono state compiute dall’anno scorso ad oggi per arrivare a questa spesa pubblica.
In data 17 luglio del 2025 la Giunta comunale ha approvato una delibera, la n. 87, lo studio di fattibilità per l’adeguamento dell’arredo comunale, allegando un importo complessivo di 136.722 euro, mediante richiesta di nuovo mutuo alla Cassa depositi e prestiti perché non risultavano bandi attivi o finanziamenti destinati a questo progetto, e viene approvato un quadro economico di lavori, oltre che un progetto e un computo metrico, il cui totale, non vi leggo i dettagli, è, come vi dicevo, 136.722 euro.
Passano pochi mesi e a marzo interviene una determina, a firma dell’ingegnere Cisternino, con cui si procede ad un nuovo progetto esecutivo per un importo diverso, 136.586 euro, definito diversamente sia nel progetto che nel quadro economico. La citata determina, poi, non solo si discosta dal progetto approvato dalla Giunta comunale, ma addirittura ne modifica sostanzialmente la fonte di finanziamento, senza delibera di indirizzo dell’organo competente sul diverso utilizzo dei mutui della Cassa depositi e prestiti attraverso la procedura della devoluzione.
In particolare viene dato atto che questo Ente aveva contratto dei mutui, diverse posizioni sono mutui per le manutenzioni delle strade, lotto F e lotto E, e la realizzazione di una piazza denominata largo del Ricordo, tra cui si sono create delle economie e per questo si chiede l’autorizzazione. Il caposettore, da solo, in determina si autorizza a chiedere alla Cassa depositi e prestiti un diverso utilizzo delle economie di questi mutui. È evidente che questo non si può fare, perché non tocca a un capo Settore poter destinare diversamente le economie dei mutui, ma questo appartiene agli organi di indirizzo, Giunta o Consiglio comunale, a seconda se l’opera va nel Piano delle opere pubbliche.
La risposta, poi, intervenuta il 14 marzo all’interpellanza di questo Gruppo consiliare da parte dell’assessore Luigi Di Leo è contraddittoria e sconnessa, sconnessa dalla realtà documentale del nuovo progetto nello studio di fattibilità originario. Infatti, nulla viene evidenziato e programmato in merito all’abbattimento delle barriere architettoniche, ma l’atto gestionale e la relazione tecnica a firma del progettista motivano l’intervento asserendo esclusivamente che l’arredamento attuale risulta obsolescente e pericoloso per gli utenti, a ragione dei danni inevitabili causati dal tempo.
Considerato che la delibera di Giunta n. 87 del 2025 approva lo studio di fattibilità senza individuare tra più possibili soluzioni quella che esprime il rapporto migliore tra costi e benefici per la collettività, in relazione alle specifiche esigenze da soddisfare e alle prestazioni da fornire, questa è la violazione dell’articolo 41 del contratto degli appalti, decreto legislativo n. 36/2023. Che significa? Significa che, quando una Giunta deve approvare uno studio di fattibilità, come in questo caso, su un bene già esistente, deve valutare tutte le soluzioni possibili per un rapporto costi-benefici, perché si guarda all’interesse della collettività come interesse primario.
La Giunta non ha fatto un esame di uno studio di fattibilità, così come obbligatorio per legge, che impone di valutare se era più conveniente economicamente e anche dal punto di vista storico del restauro conservativo procedere a quei piccoli difetti che quest’Aula può avere, appunto, per l’usura del tempo, con un provvedimento di restauro conservativo o addirittura se era antieconomico e quindi procedere ad un nuovo completamente arredo dell’Aula.
Capiamo dalla risposta contraddittoria dell’assessore Luigi Di Leo che è evidente che quest’Aula ha un valore. Ha talmente valore per cui si decide di non buttarla, di non distruggerla, ma che bisogna finanziare con altri soldi. Quindi questo è un ulteriore aggravio della spesa pubblica, perché questo bene così come lo vedete, questo arredo vuole essere la proposta dell’assessore, che però non trova conferma in nessun atto ufficiale di Giunta o nel DUP. In qualsiasi documento di programmazione dell’Ente non c’è la volontà di proteggerlo.
Ci viene annunciato da parte dell’assessore e quindi ci fa comprendere l’incoerenza che questo bene si può ristrutturare, ha un valore storico. Si può fare, ma non lo si vuole fare. Anzi, c’è aggravio di spesa, perché in questo caso duplichiamo i costi. Facciamo nuovo arredo qui e poi ci preoccupiamo di smontare, trasferire, quindi trasportare, rimontare, restaurare quest’aula in un’altra sede, senza alcuna finalità istituzionale. Capite bene che nei locali dell’ex tribunale non abbiamo nessuna sede istituzionale che possa consentire a questo arredo di avere la sua funzione. Anche solo ai fini delle cerimonie non avrebbe senso.
Considerato, quindi, che con la nota del riscontro dell’interpellanza l’assessore al ramo ha inteso difendere l’operato dell’Ente, introducendo ex post motivazioni legate alla sicurezza e soprattutto alla violazione delle normative sull’accessibilità degli arredi attuali, è appena il caso di ricordare che l’intero locale che ospita i lavori consiliari non è accessibile ai disabili. L’assessore poi si smentisce clamorosamente sia sul presupposto della pericolosità strutturale improvvisa sia su quello dell’idoneità assoluta dei beni, dichiarando testualmente che tali arredi non verranno smaltiti, bensì trasferiti nel locale dell’ex tribunale ove verranno restaurati e riutilizzati per scopi istituzionali o eventi pubblici. Appare evidente il controsenso logico-amministrativo. Se un bene è realmente pericoloso per l’incolumità fisica o totalmente fuori norma non può essere restaurato e destinato ad altre sale per ospitare i cittadini o attività istituzionali.
Proprio la diversa soluzione, restauro e riutilizzo degli arredi attuali in un’ottica di valorizzazione del patrimonio esistente e del valore della continuità storica, viene fornita dall’assessore Di Leo senza che la stessa venga opportunamente valutata dalla Giunta, poiché significa che il progetto di fattibilità, oltre a non chiarire la prospettiva dell’accettazione sociale dell’opera, non fornisce elementi di come il contemperamento degli interessi sia stato ben enucleato rispetto ad altre possibili iniziative.
Dalla risposta dell’assessore emerge invece la volontà dell’Amministrazione comunale di aggravare la spesa pubblica, acquisto di nuovi arredi da una parte e restauro dell’attuale Aula. Si cita letteralmente la lettera dell’assessore: “si smentisce l’ipotesi di una svalutazione o distruzione del patrimonio immobiliare esistente. Gli arredi attualmente presenti non saranno smaltiti, bensì trasferiti presso i locali dell’ex tribunale. In tale sede si provvederà a un successivo restauro per permettere il riutilizzo per scopi istituzionali o per eventi pubblici”.
Inoltre, la scelta di procedere alla diversa utilizzazione delle economie dei mutui non può restare in capo all’ingegner Cisternino. Dovrebbe essere superfluo ribadire la natura giuridica della decisione amministrativa, secondo i giudici anche, e che la stessa aspetti alla Giunta comunale o al Consiglio Comunale quale sede naturale in cui vengono enucleati gli obiettivi e i programmi politici e amministrativi dell’Ente locale, mentre spetta al dirigente, ex articolo 107 TUEL, dare esecuzione a una delibera di Giunta di approvazione del progetto di fattibilità, adottando atti idonei a impegnare l’Ente verso l’esterno. Giammai può sostituirsi al suddetto organo nella valutazione politico-amministrativa, ad alto tasso di discrezionalità, nel quadro delle esigenze da soddisfare e delle specifiche prestazioni da fornire, oltre alla comparazione delle ragioni della scelta della soluzione prospettata in base alle valutazioni delle diverse soluzioni possibili in termini di costi e benefici per la collettività.
La stessa procedura della Cassa depositi e prestiti del diverso utilizzo della somma prestata richiede un provvedimento dell’organo competente di approvazione, con indicazione della previsione della nuova opera nella programmazione pluriennale degli investimenti. Circolare Cassa depositi e prestiti n 1280 del 2013.
Rilevato inoltre che da un’analisi del nuovo progetto e delle relative disposizioni logistiche emerge che la nuova configurazione dell’Aula reitera, se non addirittura acuisce la presenza delle barriere architettoniche, mantenendo elementi di ostacolo e di discriminazione sia nell’accesso agli scranni dei consiglieri e della Giunta sia negli spazi riservati al pubblico, in palese contrasto con le normative vigenti. È di facile verifica che il nuovo arredo preveda l’acquisto di pedane a doppio gradino e per questo trova parziale conferma l’indiscrezione secondo cui l’Amministrazione sta già valutando l’adozione di una variante in corso d’opera per sanare i vizi di progettazione sull’accessibilità; una prassi che configurerebbe un evidente spreco di denaro pubblico e una pessima programmazione tecnica.
Altra forte perplessità emerge dall’esame comparativo delle voci di costo inserite nei computi metrici a distanza di pochi mesi, da luglio 2025 a marzo 2026, dove emergono significative e ingiustificate fluttuazioni dei prezzi unitari relativi ai medesimi beni e alle medesime forniture. Tale andamento solleva perplessità in merito alla coerenza metodologica, alla conformità dei prezziari ufficiali di riferimento e al rispetto dei principi di efficienza e trasparenza dell’azione amministrativa.
La documentazione esaminata evidenzia una marcata disomogeneità dell’applicazione dei costi, non riconducibile alle normali dinamiche macroeconomiche o inflazionistiche del settore. C’è una forte asimmetria sugli stessi beni, anche su quelli su misura. Si rileva una palese contraddizione sull’estrapolazione dei costi della falegnameria. A fronte di una contrazione del 29 per cento sul costo dei banchi a due posti su misura, poi ridotto di 890 euro cadauno, si registra un incremento straordinario del 50 per cento della voce della boiserie su misura, dove il valore aumenta fino a 7.900 euro.
Per spiegarlo, quando è stato fatto il primo progetto di fattibilità della Giunta, è stato allegato un computo metrico. Un banco, faccio un esempio, a due posti, identiche misure, costava 2.000 euro. Quando è stato rifatto dopo, lo stesso banco costava 3.000 euro, stesse misure identiche, a distanza di pochi mesi. Qual è stato il motivo per cui i prezzi sono così ballerini? Addirittura la voce della boiserie aumenta quasi di 8.000 euro rispetto alla prima previsione a distanza di pochi mesi. Quindi cosa è cambiato, se la definizione della boiserie è sempre la stessa, MDF, impiallacciato eccetera, eccetera. Che cosa cambia? Perché i prezzi possono variare così tanto per gli stessi beni nel giro di pochi mesi?
Risulta tecnicamente complesso comprendere quali criteri abbiano determinato andamenti così divergenti per lavorazioni analoghe. La voce della balaustra, che non ha nessun danno, come potete vedere, ma anche quella deve essere sostituita, subisce una maggiorazione del 45 per cento. Passa da 2.400 euro a 3.500, così come la pedana a ferro di cavallo, che aumenta di 2.500 euro. Tali incrementi non appaiono supportati da variazioni di relazioni tecniche o specifiche prestazionali dei materiali. Si osserva una sensibile riduzione tariffaria, poi, delle forniture seriali o destinate al pubblico, come le panche a tre o quattro posti, che subiscono decrementi superiori a 400 o 500 euro ad unità.
Quello che fa più specie è che, nonostante siano state cambiate tutte le voci di costo, della sedia, della panca, del tavolo, sono state cambiate, ma il totale, indovinate? Magia, è lo stesso. L’omogeneità del saldo finale, poi, è rivelatrice. Ottenuta mediante vistose compensazioni interne tra le singole voci, induce a ipotizzare che i prezzi unitari non siano il risultato di una rigorosa analisi di mercato o dall’applicazione dei prezziari regionali vigenti, bensì una derivazione flessibile, finalizzata a saturare un budget predeterminato. Noi dovevamo arrivare a quella cifra.
Da ultimo, si evidenzia come l’intero progetto esecutivo non tenga conto della sede in cui si inseriscono le forniture. Io vi invito a guardarvi intorno e a guardare la targa che c’è all’esterno di quest’Aula. All’esterno di quest’anno c’è una targa che dice “Pinacoteca…
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Consigliera Tarantino, però finisca di leggere. La discussione è in un altro momento.
Speaker : TARANTINO
Ho finito.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Grazie.
Speaker : TARANTINO
Non sto discutendo niente, sto solo presentando il punto. Questa sede, dall’esterno lo potete vedere, c’è una targa, e lo potete vedere anche da tutti i quadri da cui siamo circondati è anche una Pinacoteca. La sede del Comune è nel Palazzo del Commendatore, che rappresenta un immobile di rilevante valore storico, architettonico e culturale, sottoposto a tutela dal Codice dei beni culturali e del paesaggio. Il complesso costituisce una testimonianza significativa della presenza storica dei Cavalieri di Malta nel territorio e conserva caratteristiche architettoniche di pregio, elementi decorativi originari e ambienti di rappresentanza che ne determinano l’elevato interesse pubblico e culturale.
L’edificio, per il suo valore monumentale e identitario, riveste particolare importanza sia sotto il profilo istituzionale sia quale contenitore culturale destinato ad attività pubbliche, espositive e rappresentative. In particolare, l’aura consiliare assume una duplice funzione, sede istituzionale di rappresentanza, spazio espositivo e pinacoteca, denominata “Cavalieri di Malta”, destinata alla conservazione e alla valorizzazione di opere artistiche e testimonianze storiche.
Tale destinazione conferisce all’ambiente caratteristiche assimilabili a uno spazio museale, con conseguenti necessità di garantire elevati standard di tutela conservativa, sicurezza, compatibilità impiantistica e prevenzione di incendi. In ragione di questo vincolo culturale esistente, qualsiasi intervento edilizio, impiantistico, manutentivo, di modifica interna deve avere preventivamente l’autorizzazione della competente Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio, ai sensi dell’articolo 21 del decreto legislativo n. 42/2004.
Ogni intervento dovrà essere sempre improntato ai princìpi di minima invasività, reversibilità, compatibilità materica e strutturale, salvaguardia delle superfici storiche e conservazione delle caratteristiche architettoniche originarie. Si osserva che la prevista realizzazione di boiserie lignea lungo tutto l’intero perimetro di quest’Aula consiliare introduce elementi di particolare delicatezza sotto il profilo conservativo e della sicurezza antincendio, soprattutto in un ambiente storico destinato anche a Pinacoteca. La boiserie, essendo costituita da materiale combustibile, prevista in un’estensione continua lungo le murature, comporta l’incremento del carico di incendio dell’ambiente e modifica delle condizioni di propagazione del fuoco, necessita di verifica della reazione al fuoco dei materiali e verifica della compatibilità con le vie di esodo e i sistemi di protezione attiva e passiva. Gli ancoraggi poi della boiserie sono alla muratura storica e non sono stati autorizzati dalla Sovrintendenza.
Tutto ciò premesso e considerato, il Consiglio comunale impegna il Sindaco e la Giunta comunale a richiedere l’annullamento in autotutela di tutti gli atti amministrativi citati e conseguenti; in subordine, a disporre una formale verifica tecnica ed economica al fine di accertare la conformità del progetto esecutivo alle norme vigenti sull’abbattimento delle barriere architettoniche, evitando il ricorso a varianti successive particolarmente onerose, e sulla sicurezza in presenza della Pinacoteca e l’effetto rispetto ai principi costi-benefici richiesti dall’articolo 41 del Codice degli appalti; a chiarire i criteri analitici e le perizie di variante che hanno giustificato tali scostamenti, al fine di garantire la legittimità della procedura di affidamento e la tutela delle risorse pubbliche; a relazionare formalmente in Consiglio comunale in merito alla reale destinazione, ai costi di restauro previsti per i vecchi arredi da trasferire all’ex tribunale, onde scongiurare un danno erariale per l’Ente. Grazie.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
La mozione verrà trattata nel prossimo Consiglio comunale.
Dobbiamo recuperare circa 12 minuti dedicati alla lettura delle risposte sulle interpellanze. Avete nuove interrogazioni e interpellanze?
Ha chiesto di intervenire la consigliera Patruno. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : PATRUNO
Grazie, Presidente. Più che delle interrogazioni e delle interpellanze, sono un paio di segnalazioni. Una è rivolta all’assessore all’ambiente. Mi segnalano che ormai da un po’ di lunedì presso l’area mercatale, dove vengono posizionate le bancarelle per gli alimentari, quell’area risulta molto sporca. Quindi si trova in condizioni igienico-sanitarie non conformi. Quindi invito l’assessore a monitorare la cosa ed evitare che nei prossimi lunedì si possa verificare ulteriormente. Sono già due o tre lunedì. Mi mandano anche dei video. Segnalo questa criticità in maniera tale che si possa risolvere.
Un’altra interrogazione, ma anche questa è una segnalazione, riguarda lo stato di dissesto del tratturo collegato tra via della Transumanza e ponte Filipponio. In realtà non è, ripeto, una vera e propria interrogazione, perché penso che sulla sicurezza dei tratturi, sulla sicurezza e l’incolumità delle persone sia intendimento un po’ di tutti salvaguardarla. Quindi si tratta sostanzialmente di una constatazione di uno stato di disagio che diversi agricoltori vivono quotidianamente sul tratturo Chiavicella.
Stiamo parlando di un tratturo che collega via della Transumanza a ponte Filipponio. Rappresenta infatti una delle principali arterie rurali del nostro territorio ed è utilizzata ogni giorno da numerosi operatori agricoli, mezzi di lavoro e cittadini. Da tempo e dopo diverse segnalazioni da parte degli agricoltori della zona, emerge con sempre maggiore evidenza il grave stato di dissesto in cui versa il tratto interessato. Buche, avvallamenti e condizioni generali di deterioramento rendono difficoltoso e in alcuni punti persino pericoloso il transito dei mezzi agricoli, una situazione che, oltre a creare dei disagi continui agli operatori del comparto agricolo, rischia di compromettere la sicurezza della circolazione e di arrecare danni ai veicoli utilizzati quotidianamente per il lavoro dei campi e ovviamente anche all’incolumità degli agricoltori stessi.
Per tali ragioni si intende non più rinviabile un intervento di manutenzione straordinaria, volto al ripristino delle condizioni minime di percorribilità e sicurezza del tratturo. Qualora non vi fossero le disponibilità economiche immediate nei capitoli già destinati alle manutenzioni, poiché eventualmente già impegnate per altre programmazioni, si invita l’Amministrazione comunale a valutare l’utilizzo di una parte dell’avanzo di amministrazione richiamato durante l’approvazione dell’ultimo bilancio consuntivo del 30 aprile scorso, al fine di garantire un intervento tempestivo e concreto.
Alla presente interrogazione si allega materiale fotografico attestante lo stato attuale del tratturo. Ho fatto delle fotografie georeferenziate per individuare. Ovviamente non è tutto il tratturo, è una parte del tratturo. Così potete verificare anche voi. So che siete stati anche informati anche rispetto a questa situazione. Quindi per provare a sistemare la situazione confido nella sensibilità dell’Amministrazione rispetto alle problematiche del mondo agricolo e della viabilità rurale.
Si auspica un rapido riscontro e soprattutto un celere intervento risolutivo. Grazie.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliera Patruno. La parola all’assessore Iodice.
Speaker : IODICE – Assessore
Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti, Sindaco, Segretario, colleghi, tutti i cittadini presenti e quelli che ci seguono da casa. Al fine di poter dare un riscontro adeguato rispetto alla domanda, all’interrogazione che mi ha fatto, gradirei sapere quali sono effettivamente queste condizioni scarse dal punto di vista igienico-sanitarie. Quindi se ha delle foto magari mi fa un’interpellanza allegando quali sono le criticità che debbono essere risolte rispettivamente all’area mercatale, perché questa comunque ogni lunedì mattina è oggetto di controllo da parte dell’impresa addetta allo smaltimento rifiuti, tantomeno quando finisce poi l’area mercatale, magari poi parlando pure con chi va con le proprie bancarelle, bisogna anche… Mi sto impegnando rispettivamente a questo per dire di rispettare la raccolta e comunque di non lasciare rifiuti sparsi dopo aver effettuato il servizio di aree mercatali. Quindi solo questo.
Sì, allora allegami tutto, perché comunque l’area di recente è stata sottoposta al servizio di manutenzione del verde e di pulizia rispettivamente alle manifestazioni che spesso vengono fatte in quell’area. Grazie.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Grazie, assessore Iodice. La parola al Vice Sindaco.
Speaker : MUOIO – Assessore
Buongiorno a tutti. Sì, Marta, siamo stati… Consigliera Patruno, siamo stati in quella zona. Abbiamo visionato anche altri tratti particolari, sono sempre alla nostra attenzione e stiamo cercando anche delle risorse. La proposta che hai fatto, sì, dall’avanzo libero, però sai bene che abbiamo tante altre situazioni.
La volontà di voler mettere in sicurezza c’è sempre stata e lo abbiamo fatto sin dall’inizio. Da quando ci siamo insediati abbiamo. preso soprattutto alcuni tratturi e alcune situazioni particolari. Terremo presente quest’altra segnalazione, ci recheremo sul posto. Se vuoi essere anche oggetto di partecipazione a questo intervento, provvederemo. Va bene.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Grazie, Vice Sindaco. Consigliera Patruno, è soddisfatta della risposta?
Speaker : PATRUNO
Per quanto riguarda la questione dei rifiuti abbandonati nella zona mercatale, non ho problemi a girare video e fotografie. Ovviamente parliamo di rifiuti abbandonati, buste di immondizia ed erba varia. Per quanto riguarda… Quindi, sono parzialmente soddisfatta e vorrei vedere poi i risultati già dal prossimo lunedì.
Per quanto riguarda invece la zona, l’interrogazione del tratturo non sono soddisfatta, perché non si può dire, rispetto all’incolumità delle persone e rispetto anche al fatto che questi debbano percorrere, che gli agricoltori debbano percorrere comunque questi sentieri per poter andare a lavorare, abbiamo altre priorità. Penso che la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori sia una priorità per questo Ente. Quindi, siccome ci sono 340.000 euro a disposizione dall’avanzo libero, penso che una parte di questi, al netto di tutte le manutenzioni di cui necessita la città, debba essere preso in considerazione, anche perché, ripeto, non è un capriccio personale, ma è una segnalazione che viene da più agricoltori.
Grazie.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliera Patruno.
Ha chiesto di fare un’interrogazione la consigliera De Pasquale. Prego. Ne ha facoltà.
Speaker : DE PASQUALE
Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti.
Rivolgo questa interpellanza all’assessore competente. Questa è un’interpellanza che riguarda in particolar modo le condizioni di sicurezza nell’area antistante la scuola Don Milani. Si riferisce anche alla mancata manutenzione degli infissi interni dell’edificio scolastico.
Premesso che nell’area antistante l’ingresso principale della scuola Don Milani risultano collocati dissuasori di sosta con reggi-catena evidentemente preordinati a impedire l’accesso ai veicoli a motore nello spazio destinato al transito in sicurezza (alunni, docenti e personale scolastico).
Da diversi mesi uno dei suddetti pali risulta divelto e quindi il dispositivo è inutilizzabile e inutilizzato. Questa situazione consente, di fatto, l’accesso delle autovetture proprio nell’area prospiciente l’ingresso principale dell’edificio scolastico, con un pericolo concreto per la sicurezza degli utenti e in particolar modo, ovviamente, dei bambini più piccoli.
Inoltre, nello stesso edificio scolastico risulta altresì necessario intervenire, ad esempio, per la riparazione di almeno una tapparella rotta rispetto alla quale, a quanto consta, sono state già avanzate più richieste di intervento rimaste prive di riscontro.
Il permanere di tali criticità restituisce un’immagine di disattenzione e trascuratezza proprio nei confronti dell’istituzione scolastica e dei suoi fruitori, troppo spesso evocati come centrali nell’azione amministrativa, ma non adeguatamente tutelati nei fatti.
Considerato che la sicurezza degli accessi scolastici costituisce priorità assoluta per ogni Amministrazione responsabile, la manutenzione ordinaria e tempestiva degli edifici scolastici rappresenta un dovere minimo di cura verso studenti, famiglie, personale docente e non docente e il protrarsi di situazioni note e segnalate, senza interventi risolutivi, rischia di alimentare un grave scollamento tra annunci politici e concretezza amministrativa, interpello l’assessore competente per sapere se l’Amministrazione sia a conoscenza dello stato di uno dei dissuasori posti dinanzi all’ingresso principale della scuola Don Milani; per quali ragioni, a distanza di mesi, non si sia ancora provveduto al ripristino del palo e della relativa funzione di interdizione all’accesso dei veicoli; se siano stati effettuati sopralluoghi tecnici e, in caso affermativo, con quali esiti; quali misure l’Amministrazione intende adottare per ripristinare immediatamente le condizioni minime di sicurezza nell’area di accesso alla scuola; se l’Amministrazione sia a conoscenza della tapparella rotta presente nello stesso edificio scolastico; quali richieste di intervento siano pervenute agli uffici competenti in relazione a tale problematica e per quali motivi esse siano rimaste ad oggi senza riscontro; entro quali tempi si intenda procedere sia alla riparazione del dissuasore divelto sia alla sistemazione della tapparella o degli infissi danneggiati, se sono più di uno; se non ritenga necessario predisporre un monitoraggio puntuale dello stato manutentivo degli edifici scolastici comunali, con particolare riferimento ai profili di sicurezza e fruibilità quotidiana.
Chiedo risposta orale, se è possibile, in Consiglio comunale. Diversamente, chiedo una risposta scritta nei termini previsti dalla legge. Grazie.
Posso procedere con una successiva interpellanza, se non ce ne sono altre?
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Aspettiamo la risposta.
Facciamo rispondere al Vice Sindaco.
Speaker : MUOIO – Assessore
Consigliere De Pasquale, mi meraviglio perché lei sa bene che gli interventi vengono fatti sistematicamente. Alle volte può anche non pervenire la segnalazione, ma siamo sempre presenti nelle scuole.
Le tapparelle sono state riparate nell’aula 5, nell’aula 19. In quest’aula in particolar modo sono state rotte per ben tre volte nel lasso di tempo di un mese, ma l’intervento è stato fatto sempre tempestivamente.
Per quanto riguarda il paletto divelto, purtroppo la sera ci sono dei ragazzini che si divertono. Lo hanno fatto anche qui dietro e ho già dato disposizioni. Qui dietro è stato divelto due giorni fa.
Lo sistemammo.
Non è questo il punto. Generalizzare sul fatto di prestare molta più attenzione nelle scuole non va bene, perché siamo sistematicamente nelle scuole Agazzi, Don Milani, Pirandello.
Qualsiasi tipo di segnalazione viene immediatamente risolta. Ci sono rimasto male perché me l’ha segnalato quando sa bene che basta fare un semplice messaggio o una PEC normale all’ufficio.
Mi meraviglia perché comunque la scuola manda sistematicamente le segnalazioni e tempo una settimana o dieci giorni viene espletato il servizio.
Adesso che me le l’ha segnalato provvedo nell’immediatezza. Oggi stesso, appena finiamo il Consiglio comunale, vado giù nell’ufficio e do disposizione.
Grazie.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Grazie, Vice Sindaco.
La consigliera De Pasquale ha un’altra interrogazione. Prego.
Speaker : DE PASQUALE
Vice Sindaco, io sono parzialmente soddisfatta. Sono soddisfatta nella misura in cui mi dice che oggi provvederà, però, come può immaginare, io non mi baso sul sentito dire. Riconosco la sua disponibilità nella maggior parte dei casi. In questo caso, mi sono accertata, sono state mandate, magari non le sono state tuttora girate, nelle comunicazioni a mezzo PEC. La tapparella in questione riguarda, credo, l’aula multimediale o un’aula utilizzata per altre attività nello specifico. Però, sicuramente, avrà modo, controllando al protocollo, di verificare perché mi è stato garantito che sono state fatte delle richieste tramite PEC ad oggi rimaste inevase.
Capisco che ci siano anche fenomeni che noi biasimiamo, che tendono a compromettere l’arredo urbano, questo è vero, non questo non può limitare la nostra azione di monitoraggio. Il palo di cui parlavo poco fa è divelto, è sotto gli occhi di tutti, da lungo tempo.
Per quello che mi riguarda è stata fatta una richiesta, sono state fatte più richieste scritte di riparazione, ma la polemica rimane inutile, non è questa la sede. L’intenzione è quella di dare un servizio. Mi rendo conto che la necessità di intervenire sul territorio sia ampia. Qualcosa può sfuggire. Anche la tempistica va tenuta in considerazione, le priorità.
Mi permetto di segnalare che è successo anche altre volte. Ne ho fatto oggetto di interpellanza proprio perché sono state fatte già delle richieste tramite PEC, quindi con tutti i canali istituzionali.
Mi sembrava opportuno un confronto con tutto il Consiglio comunale, proprio per capire qual è l’immagine che noi vogliamo dare, quali sono le priorità che noi vogliamo dare. Per me questa è una priorità, ma proprio come messaggio che noi lanciamo alla comunità, anche l’attenzione per i più piccoli.
Diciamo sempre che i bambini non sono il futuro, sono il presente, traduciamolo in fatti.
Grazie, Vice Sindaco.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
La consigliera De Pasquale propone la seconda interpellanza. Prego, consigliera.
Speaker : DE PASQUALE
Grazie, Presidente. Di nuovo buongiorno a tutti.
Questa interrogazione riguarda due situazioni da me già segnalate in passato. Una riguarda un tratto del cavalcavia sulla Strada Provinciale 15. Riferisco questa interrogazione agli assessori competenti, ciascuno per la sua materia.
La prima riguarda, dicevo, lo stato dei luoghi del cavalcavia della Strada Provinciale 15 che collega Trinitapoli a San Ferdinando, nel tratto di uscita, praticamente vicino al supermercato Despar, dove avevo segnalato mesi fa una crescita incontrollata di vegetazione infestante ed erbacce secche che creano situazioni di pericolo, in particolare per i cittadini residenti in quella zona.
La situazione a tutt’oggi non solo è rimasta non migliorata, ma è peggiorata. Non sembra sia stato fatto alcun intervento.
Sempre sul profilo che riguarda l’igiene e il decoro urbano, oltre che la pubblica sicurezza, ho evidenziato in altre occasioni la presenza insufficiente di cestini getta rifiuti per le strade e contenitori per le deiezioni canine.
Immagino che anche a voi consiglieri e a voi assessori dalla cittadinanza venga reiterata sempre la stessa richiesta di implementare i dispositivi, almeno da un punto di vista numerico, e di sostituire quelli danneggiati.
Fatta questa premessa, interrogo gli assessori competenti per sapere su ogni punto esposto se e quando sono stati avviati contatti formali con la Provincia, come era stato anticipato, per concordare un Piano di interventi periodici di pulizia, sfalcio e rimozione della vegetazione infestante lungo il cavalcavia nel tratto indicato ed eventualmente si chiede di allegare copia delle eventuali comunicazioni, protocolli e note trasmesse alla Provincia; quale sia il contenuto operativo di questi contatti, sempre se presenti, la frequenza prevista per gli interventi, l’ambito operativo, quindi il tratto interessato, modalità di esecuzione e soggetti esecutori; se sono stati svolti sopralluoghi tecnici da parte del servizio manutenzione comunale o altri uffici competenti e con quali esiti ed eventualmente se è possibile ottenere copia del verbale del sopralluogo; se l’Amministrazione abbia predisposto un cronoprogramma specifico eventualmente concordato con la Provincia per gli interventi di sfalcio e pulizia e, in caso affermativo, indicare le date per i prossimi interventi ed eventualmente il responsabile del procedimento. Invece, in caso di mancata programmazione, chiedo quali iniziative l’Amministrazione intenda adottare per sollecitare la Provincia a provvedere e con quale termine di risposta intende richiedere l’impegno formale; se, in ipotesi di inerzia della Provincia o di mancata risposta, entro un termine di trenta giorni massimo, il Comune, intenda predisporre un intervento sostitutivo per la pulizia e il ripristino delle condizioni di sicurezza lungo il tratto indicato, con successiva rivalsa nei confronti dell’Ente competente. In caso affermativo, indicare le modalità attuative, tempi previsti e stanziamenti previsti.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere.
Speaker : DE PASQUALE
Non ho terminato. Un attimo, Presidente, scusi.
Quali misure cautelative, inoltre, nell’immediato l’Amministrazione intende adottare per prevenire incendi ‒ questa è la parte più attuale e più imminente – e proteggere i residenti.
Per quanto riguarda i contenitori, vorrei capire quante unità nuove sono state installate e quante sostituite a partire da ottobre 2024, che è il momento della prima richiesta fatta a questa Amministrazione. Inoltre, chiedo se c’è l’intenzione di ripristinare i cestini demoliti o asportati e comunque implementare il numero degli stessi su tutto il territorio comunale, indicare tempistiche e modalità di intervento.
Questo vale sia per i cestini getta rifiuti che per i contenitori delle deiezioni canine.
Poi, eventualmente, chiedo di sensibilizzare la popolazione ad utilizzare e distinguere i vari contenitori perché i cittadini lamentano anche un uso improprio dei diversi contenitori. Probabilmente è necessario sensibilizzare i cittadini proprio sull’uso appropriato.
Chiedo se il Comune intende attivare un monitoraggio periodico sullo stato manutentivo del cavalcavia e delle zone limitrofe. Chiedo risposta orale o scritta, a seconda di quello che può essere più efficace al fine di raggiungere lo scopo.
Grazie.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Risponderà prima l’assessore Iodice e poi il Vice Sindaco. Prego.
Speaker : IODICE – Assessore
Grazie, consigliera De Pasquale per le interrogazioni.
Al fine di poter rispondere al meglio, ovviamente, le farò anche una risposta scritta in merito anche alla documentazione che ha richiesto e in merito al verbale che i Vigili hanno fatto rispettivamente per il cavalcavia, per San Ferdinando, di pertinenza provinciale, come sa, ovviamente, e sia per l’SP15, che è quella di via Mare, dove c’è praticamente lo stesso problema. È stata attivata tutta la procedura, per cui le fornirò poi tutta la documentazione. Trascorsi i tempi, questo Comune, come ha fatto gli altri anni, provvederà in danno per quanto riguarda lo sfalcio dell’erba e quindi la messa in sicurezza per ciò che concerne la viabilità e la visibilità delle autovetture.
Per i cestini, rispondo io solo sull’ultima domanda. Stiamo provvedendo all’acquisto di nuovi cestini, rispettivamente per le somme che abbiamo avuto a disposizione per gli stessi. Poi magari il Vice Sindaco vi dirà meglio.
Per ciò che concerne, invece, la distinzione e la sensibilizzazione per tipologia di rifiuto, credo che i cestini nascano con l’etichetta con scritto sopra “plastica”, “carta”, “vetro”. Quelli per le deiezioni canine hanno anche una forma diversa, con la fotografia del cane, con su scritto “deiezioni canine”. Essenzialmente, un cittadino che sappia leggere riesce a distinguere i cestini.
Detto ciò, comunque, anche rispettivamente a questo, se vuole, le do la rispettiva documentazione rispetto ai numeri di cestini e magari anche rispetto alle zone di aggregazione, dove magari c’è più bisogno dell’installazione di questi cestini, che non bastano mai, per carità di Dio.
Approfitto di questa interrogazione per dire che a breve verranno installate otto eco-isole che abbiamo avuto come ARO. I tre Comuni hanno avuto queste eco-isole di nuova generazione, automatizzate, che non hanno bisogno neanche del cavo elettrico per essere installate. Stiamo pensando di ubicarle nei parchi dove c’è più presenza di...
No, sono per tipologia. Abbiamo quattro eco-isole per zona. In totale ne abbiamo avute otto: per la plastica, per il vetro e per la carta. Poi, anziché introdurre l’indifferenziato, le abbiamo sostituite con l’umido. Queste avranno un sistema di controllo più efficiente rispetto al fatto che comunque l’umido può provocare cattivo odore e quant’altro. Verranno comunque attenzionate maggiormente.
Abbiamo pensato di installarne quattro nell’area di Villa Marconi, che è frequentata da famiglie, c’è anche un’attività produttiva e un locale, lo Zest. Saranno accessibili tramite tessera sanitaria, poi successivamente lo regolamenteremo. Saranno quattro e quattro per tipologia: vetro, carta, umido e plastica. Le metteremo da un’altra parte. Sono due blocchi, essenzialmente. Verranno distribuiti in queste aree. Le altre avevo pensato di metterle a Villa Papa Giovanni.
I cestini? Quelli che ci sono verranno ripristinati a Villa Marconi.
Verranno fatti entrambi gli interventi. Questi sono un ulteriore supporto per incentivare e per sensibilizzare ulteriormente la raccolta differenziata. Grazie.
Marta, questo provvedimento è stato fatto forse... Mi chiedeva la consigliera Patruno rispetto ai bidoni degli indumenti usati. Il provvedimento viene fatto forse un po’ di mesi fa, della rimozione nelle aree centrali del paese, perché questi erano diventati ricettacolo di rifiuti, e posti inizialmente esternamente ai due CCR, il CCR nuovo, ancora chiuso...
Ti spiego perché sono stati messi dentro, perché anche quella era diventata una discarica a cielo aperto. Andavano e lasciamolo di tutto, ingombranti e tutti i tipi di rifiuto. Questa Amministrazione ha deciso di porli all’interno dell’eco-isola. Verso quella di via Mare attualmente sono accessibili tutta la settimana, dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 12. Quindi, chiunque vuole conferire l’indumento può recarsi presso il centro comunale di raccolta adesso in uso. Credo che in questi giorni ci sarà l’apertura del nuovo CCR e quindi anche quelli poi saranno accessibili. Si possono recare lì dal lunedì al sabato dalle 9 alle 12.
Ci sono gli operatori che accolgono. Grazie.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Consigliere De Pasquale, questa risposta è sufficiente o la vuole scritta? Perché il diritto di replica lo dobbiamo riservare al prossimo Consiglio comunale.
Speaker : DE PASQUALE
Assessore, io gradirei ricevere la documentazione anche in via informale. Le posso anticipare già che io mi ritengo soddisfatta di quello che mi ha riferito, soprattutto se gli interventi verranno fatti a stretto giro. Ovviamente mi ritengo soddisfatta. Mi piacerebbe visionare la documentazione, anche nell’ottica di continuare il dialogo proprio su questi punti, in maniera da efficientare anche le tempistiche. Eventualmente, possiamo valutare, se è possibile, ovviamente, che ci possa essere un contributo per quanto riguarda i cestini. Purtroppo, assessore, la questione è che sottovalutando l’utilizzo di un cestino o l’altro, si aggrava il lavoro degli addetti allo svuotamento dei cestini.
Esatto. Bisogna chiarire che proprio per il decoro...
Può essere anche che si sottovaluti. Credo che non ci costi molto, anche sul profilo istituzionale del Comune, fare una comunicazione di questo tipo. Non ci costa nulla sensibilizzare.
Così come colgo l’occasione, per quanto riguarda i tessili, di suggerire di fare una comunicazione sul sito, anche con gli orari che riferiva. So che l’ha già detto nella diretta, però magari qualcuno la diretta non la segue. Può essere utile per rendere più efficiente il servizio.
Come utente chiedo di precisare anche quelli inutilizzabili, tessili macchiati, rotti, proprio da buttare, che non si possono buttare nell’indifferenziata, se si possono conferire insieme a quelli che possono essere avviati al riciclo oppure bisogna comunque conferirli separatamente. Questo potrebbe essere utile, perché veramente ci sono molti dubbi su questa questione.
Grazie.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliera De Pasquale.
Anche il Vice Sindaco dà risposta orale.
Speaker : MUOIO – Assessore
Consigliera, buongiorno.
Per quanto riguarda i cestini per le deiezioni abbiamo recuperato 5.500 euro, che saranno destinati all’acquisto di nuovi cestini sia per le deiezioni che per i rifiuti urbani.
Quello che non si riesce ancora ad avere sono i preventivi, perché le ditte sono poche. Abbiamo avuto pochissimi preventivi a costi altissimi: 256 più IVA, 300 più IVA.
Si volevano unire entrambi i cestini, da un lato e dall’altro, con una colorazione diversa per distinguerli.
Per quanto riguarda, invece, lo sfalcio dell’erba, la messa in sicurezza, soprattutto per queste strade provinciali, io farei una proposta di firmarla a firma congiunta anche tramite la consigliera ormai provinciale che abbiamo, con Marta, per sollecitare queste situazioni di pericolo. Perché, il Presidente della Provincia è stato avvisato, è stato avvisato più volte. Abbiamo non solo i verbali dei Vigili, ma è stata fatta proprio una richiesta esplicita anche della stessa messa in sicurezza. Non è possibile che due giorni fa ho dovuto mandare sul ponte di Cerignola la ditta nostra di manutentori a fare un intervento per delle voragini, come in altre situazioni. Non so perché la Provincia non risponde, non so le loro difficoltà, però io farei una proposta a firma congiunta di tutti i consiglieri per chiedere questa urgenza, questo intervento immediato.
No, Tiziana. Non hai i risultati, perché è stato sollecitato più volte, credimi.
Mi interfaccio con gli uffici, recupero tutta la documentazione e ti rendo edotta in merito. Va bene? Grazie.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Questa risposta orale la soddisfa? Può essere sufficiente? Vuole esercitare il diritto di replica?
Speaker : DE PASQUALE
Vice Sindaco, grazie. Mi ritengo soddisfatta. Attendo la documentazione anche nell’ottica di una proficua collaborazione, come suggeriva. Grazie.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliera De Pasquale.
Vedo che si è prenotata la consigliera Tarantino, ma noi dobbiamo ancora esaurire le interrogazioni e le interpellanze proposte lo scorso Consiglio comunale. Poi, con la presentazione della mozione ci siamo distratti un attimo.
C’è l’interrogazione proposta dalla consigliera Giannella. Prego.
Speaker : GIANNELLA
Grazie, Presidente. Io ci tenevo, ovviamente, perché è un’interrogazione che ho proposto già il 26 gennaio al Sindaco, che ho visto che ha riscontrato ed è una questione che io ritengo ancora attuale, indipendentemente dal fatto che questa interpellanza sia stata presentata già qualche mese fa. Ritengo che sia opportuno non dimenticare, non farla finire nel dimenticatoio, perché riguarda l’annunciata, ahimè, questione del procedimento di chiusura dell’ufficio del giudice di pace. C’era stata una nota indirizzata al Ministero della giustizia, al Presidente del Tribunale di Foggia, al giudice di pace e all’associazione forense con la quale il Sindaco aveva condiviso la volontà del Comune di Trinitapoli di non voler più contribuire alle spese e ai costi di gestione dell’ufficio del giudice di pace a causa dell’indisponibilità che è stata rappresentata dai Comuni di San Ferdinando e Margherita a partecipare alla gestione associata.
Avevo richiesto se era effettivo intendimento di questa Amministrazione cessare la gestione dell’ufficio del giudice di pace di Trinitapoli e per quale motivo questa questione non era stata sottoposta all’attenzione del Consiglio comunale, in particolar modo perché c’era stata, ahimè, una comunicazione sia da parte dei Comuni di San Ferdinando che di Margherita di Savoia, di non voler più partecipare a questa gestione congiunta.
La mia richiesta era quella di capire se era intendimento dell’Amministrazione individuare soluzioni per garantire il proseguimento dell’attività dell’ufficio e per scongiurare l’immediata interruzione del servizio.
Questa non è un’interpellanza che ha riscontro immediato, nel senso che immagino che l’iter e la procedura sia lunga e quindi magari colgo l’occasione anche per capire – ho visto la sua nota di riscontro ‒ quali sono anche le evoluzioni di questi procedimenti di interlocuzione, che sono stati da lei annunciati sia con il Presidente del Tribunale che con la Prefettura che con gli altri Comuni ed eventualmente con il Ministro della giustizia. Grazie.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
La parola al Sindaco.
Speaker : DI FEO – Sindaco
Buongiorno a tutti. Noi ci sono evoluzioni. La situazione è drammatica, nel senso che è negativa. Il giudice di pace l’anno prossimo chiuderà. Se non ci sono evoluzioni da parte non soltanto dei colleghi Sindaci, che sono stati molto chiari e non hanno intenzione di mettere le somme in bilancio per l’anno prossimo, se non ci saranno evoluzioni a livello governativo, rispetto alla posizione dei giudici di pace, nel senso che ci devono far capire se ci danno una mano in termini economici e in termini di personale, i Comuni sono in difficoltà, non riescono e io non ritengo che il Comune di Trinitapoli da solo debba mantenere il giudice di pace, tenendo già oggi due dipendenti, per quanto questa spesa venga ripartita anche con gli altri Comuni, su questo non c’è dubbio. Però, i colleghi mi hanno detto che l’anno prossimo non intenderanno contribuire al pagamento di quel personale.
A questo punto lavoreremo, perché l’idea era quella di parlare con Sisto, con il Viceministro, con qualcuno per cercare di capire se si aprissero delle possibilità diverse, ma, francamente, è inutile stare qui a raccontare fandonie o a dare illusioni. La mia volontà è sempre stata quella – e la ribadisco anche in questa sede ‒ di mantenere l’ufficio del giudice di pace. Faremo di tutto. Potremmo anche poi, come Consiglio comunale, decidere di mantenerlo soltanto come Comune di Trinitapoli. Questa sarà una scelta che chiaramente spetterà al Consiglio comunale. Non me la posso prendere da solo. È una situazione di cui devo tenere conto, anche per i rapporti di colleganza che ho con gli altri Sindaci, di quelle che saranno le evoluzioni.
Nell’ultimo incontro, alla presenza anche del Presidente dell’Associazione forense, furono molto chiari i colleghi: “Non interromperemo il servizio, lo assicureremo sino al 31 dicembre 2026. Auspichiamo che ci sia un’iniziativa governativa in questo senso per andare incontro non solo a Trinitapoli, perché tutti i Comuni che hanno fatto questa scelta stanno avendo serie problematiche. “Se ci dovessero essere evoluzioni da questo punto di vista, mi dissero, noi siamo disponibili a proseguire. Diversamente, non intendiamo ‒ questo nell’ultima riunione ‒ collaborare e contribuire a mantenere le spese, sia per la gestione dell’ufficio, che ha le sue spese, come sapete, oltre a collaborare e a contribuire per il pagamento del personale che viene ripartito in tre”. Oggi lì c’è Ricco e Landriscina, che sono chiaramente dipendenti nostri. Anche noi potremmo poterli portare all’interno del nostro Comune. Ne abbiamo bisogno anche nei nostri uffici, li potremmo utilizzare nel nostro Comune. Non ho mosso nulla e non muoverò nulla, perché poi è chiaro il passaggio in Consiglio comunale non è stato fatto in passato perché quando noi siamo arrivati praticamente era già scaduta la convenzione e adesso siamo senza convenzione, perché di fatto non c’è, quella è scaduta. Non è una convenzione che si può rinnovare o reiterare. Va fatta ex novo. Entro il 31 dicembre o dobbiamo pensare ad un Consiglio comunale nostro e immaginare una soluzione di questo tipo o magari fare...
Siamo in questa difficoltà. È inutile stare qui a...
Sì, l’idea era quella della modifica del circondario, quindi andare verso Barletta, Trani, sperare anche nel discorso che Trani...
Esatto. Questa è la situazione. Non c’è una mancanza.
Vorrei un aiuto da parte vostra. Non c’è la volontà da parte del Sindaco Lamacchia... Scarichiamo sul Sindaco Lamacchia o scarichiamo sul Sindaco Lodispoto o scarichiamo sul Sindaco Di Feo. Non vogliono mantenere l’ufficio. Credo che sia coerente e giusto da parte dei Sindaci, ma come stanno facendo anche i Sindaci delle altre città, chiedere al Ministero di prendere seriamente in considerazione la questione. Questo è un ufficio, un presidio di giustizia. I nostri concittadini un conto è se vanno a Trinitapoli, altro conto è se devono andare a Foggia o a Trani o a Barletta, dove sarà. Le stesse Forze dell’ordine un conto è tenerle qua in loco e utilizzarle magari anche per una semplice testimonianza, un conto è che stanno in loco e possono continuare a lavorare, un conto è che se ne devono andare via la mattina e devono tornare poi non sappiamo quante ore dopo, perdendo anche unità. L’utilità è fuori discussione. Siamo d’accordo. Non è neanche giusto che tutta la spesa possa ricadere esclusivamente sul Comune di Trinitapoli o che noi dobbiamo sacrificarci del nostro personale. Può essere anche questa una scelta. Siccome il Consiglio comunale è sovrano, io mi rimetto al Consiglio comunale. Attualmente l’accordo preso con i colleghi è questo: si resiste sino al 31.12 in attesa di iniziative, come diceva Annamaria, anche legate al discorso del cambio di competenza, dal Tribunale di Foggia al Tribunale di Taranto. Non so a che punto stiano adesso, francamente.
Anche su questo mi sono detto disponibile.
Prepariamo gli atti e facciamolo. Non ho problemi su questo. Si può anche aprire un ufficio di prossimità. Prepariamo gli atti.
Valutiamo anche le spese, se ci sono.
Non ci sono neanche problemi di questo tipo. Gli uffici sono lì. Li possiamo utilizzare.
Non abbiamo problemi su questo. L’ufficio di prossimità ha una funzione diversa. L’ufficio di prossimità è un ufficio che possiamo decidere di avere per avere un servizio ulteriore ai cittadini e magari favorire possibilmente.
Esattamente.
Quell’apertura potrebbe essere la pietra tombale del giudice di pace. Quell’apertura potrebbe essere la pietra tombale del giudice di pace.
In ogni caso, io sono a favore per entrambi. Non ho nessun tipo di preclusione. Ogni servizio che possiamo portare al cittadino ben venga.
Non è possibile, non per una questione personale, non ritengo che sia giusto che il Comune di Trinitapoli continui a sopportare da un punto di vista del personale non della spesa questo onere soltanto in capo a sé stesso. Due unità servono anche al Comune di Trinitapoli.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Grazie, Sindaco.
La parola alla consigliera Giannella, che ci dirà se è soddisfatta o meno della risposta.
Speaker : GIANNELLA
Sono soddisfatta per la risposta, non nel merito, ovviamente, per ovvie ragioni, perché condivido l’assoluta gravità e l’assoluta amarezza nell’apprendere quello che è lo stato dell’arte. Però, era giusto, secondo me, che questo stato dell’arte venisse portato in Consiglio comunale perché, Sindaco, noi dobbiamo trovare una soluzione.
Io sono assolutamente d’accordo e non ho problemi a dirlo che non è corretto che la gestione della giustizia venga ripartita tra i tre Comuni. Quella è stata una soluzione di carattere provvisorio. Ad un certo punto c’era una situazione di emergenza e si è ritenuto di mettere queste risorse a disposizione.
Ancor più, io ritengo che non possa essere esperibile la strada del far sopportare al Comune di Trinitapoli tutti i costi, sia dei funzionari che di gestione, anche perché ritengo che sarebbe comunque una soluzione a carattere provvisorio, nel senso che inevitabilmente poi ci ritroveremmo qua nuovamente a discutere della possibilità, da parte del Comune di Trinitapoli, di finanziare o meno i costi della giustizia.
I costi della giustizia li deve sopportare lo Stato. Io sono assolutamente d’accordo nel ritenere che l’unica strada possibile è quella delle interlocuzioni con il Ministero della giustizia. Secondo me, con la collaborazione dell’associazione forense di Trinitapoli e anche estendendo magari anche a quelle che sono le altre associazioni, perché Sindaco, lei che rappresenta questa categoria, sa bene che quando questa questione è venuta fuori anche i colleghi dei Comuni limitrofi hanno sollevato questa problematica, perché è chiaro che chiudere un ufficio come quello di Trinitapoli ha delle ripercussioni non solo per la categoria dei colleghi di Trinitapoli, San Ferdinando e Margherita, ma perché noi perderemmo un riferimento importante anche dal punto di vista lavorativo. Perdere questo riferimento, oltre che per i cittadini perdere un presidio di giustizia, significa per un’intera categoria non voglio dire decretarne la morte, perché ci mancherebbe altro, però sicuramente verrebbe di molto depotenziata. Verremmo relegati un po’ ai margini. Noi ci troviamo ai margini della Provincia di Foggia, siamo sempre un po’ ibridi, lo siamo anche per il tribunale. Quindi, perdere questo presidio di giustizia sarebbe un’ulteriore sconfitta, ma proprio per la categoria degli avvocati di Trinitapoli, San Ferdinando e Margherita.
Penso che noi dovremmo dare un impulso serio, anche facendoci carico noi di questa iniziativa rispetto agli altri Comuni, non di dividere e di sopportare le spese. Ormai abbiamo deciso che fino al 2026 le spese sono ripartite, quindi non è quello il problema. Il problema è che il 1° gennaio 2027 è domani. Questo vorrebbe dire che ci troveremmo con un trasferimento delle competenze immagino su Foggia, inevitabilmente, perché entro il prossimo anno non avremo sicuramente una ridefinizione delle circoscrizioni giudiziarie, se mai dovesse arrivare.
Ritengo che anche poi spostare la competenza per i motivi che ho detto prima su Barletta o molto più realisticamente su Cerignola non sarebbe una soluzione del problema, perché comunque, appunto, perderemmo quel riferimento territoriale.
Quindi, il vero impegno che tutti, come Consiglio comunale, come Consigli comunali, anche di San Ferdinando e Margherita, ritengo che dovremmo assumere è quello di avviare delle interlocuzioni serie spero anche con il Ministero della giustizia, anche per il tramite di quelli che sono ovviamente i vostri riferimenti nazionali, quindi con il Viceministro della giustizia Sisto, che appartiene al gruppo di Forza Italia. Spogliamoci delle bandiere politiche e promuoviamo in maniera seria questa questione, perché è l’unica strada e deve essere ovviamente proposta anche in maniera risolutiva.
Quella dell’ufficio di prossimità è un’altra questione, perché l’ufficio di prossimità ha delle competenze che non toccano assolutamente il giudice di pace, perché la volontaria giurisdizione è già la volontaria giurisdizione che è gestita da Foggia. L’ufficio di volontaria giurisdizione è a Foggia. Sicuramente questo permetterebbe soprattutto ai cittadini più fragili, alle persone che vivono delle situazioni di fragilità, di avere un riferimento anche su Trinitapoli. Ben venga, ma questo è un elemento aggiuntivo. Se noi spostiamo l’attenzione sull’ufficio di prossimità, perderemmo il focus sulla questione dell’ufficio del giudice di pace. Ripeto, in un territorio come questo, dove c’è uno Stato che fa fatica molte volte con le Forze dell’ordine, dobbiamo mantenere la barra dritta rispetto a questa cosa e tutti devono fare la loro parte, dai consiglieri alle amministrazioni, soprattutto i maggiori esponenti politici, perché questo territorio non può essere abbandonato. Questa sarebbe una sconfitta non del Sindaco Di Feo, del Sindaco Lamacchia o del Sindaco Lodispoto, ci mancherebbe. Sarebbe una sconfitta dello Stato se dovessimo chiudere questo ufficio.
Sindaco, da parte mia, ovviamente, c’è tutta la disponibilità ad intraprendere qualsiasi tipo di iniziativa volta a sollecitare questo intervento, queste interlocuzioni con il coinvolgimento del Presidente del Tribunale, di tutte le associazioni forense, perché questa battaglia la dobbiamo portare a casa tutti quanti.
Grazie.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliera Giannella.
La parola alla consigliera Tarantino per presentare un’interrogazione.
Speaker : TARANTINO
Grazie, Presidente.
Mi permetto di aggiungere a questo argomento brevissimamente, alle riflessioni già fatte dalla consigliera Giannella e dal Sindaco.
La questione della giustizia di competenza statale è assolutamente il vero obiettivo da perseguire, perché la giustizia non può essere di competenza periferica, deve mantenere il suo ruolo centrale. Quando nel 2012 esigenze straordinarie di spending review con un Governo tecnico Monti impose quel grandissimo taglio a tutte le sezioni distaccate che noi abbiamo perso, perché partiamo dal presupposto che noi abbiamo perso innanzitutto il Tribunale, la sezione distaccata del tribunale e il mantenimento del giudice di pace e poi si trovò questa soluzione che serviva proprio per non ingolfare la giustizia poi nei costi centrali, mantenendo appunto questa forma, che io chiamerei molto ambigua, dove ci sono i giudici di pace di competenza statale nelle città capoluogo di provincia e il giudice di pace che sono stati mantenuti sullo sforzo incredibile dei Comuni.
Mi permetto di suggerire che deve cambiare l’approccio. Chiudo subito, è solo un suggerimento.
Consiglio al Sindaco di fare rete non per salvare il giudice di pace di Trinitapoli, ma fare rete con tutti i Comuni che si trovano in questa situazione. Questo non è un problema di Trinitapoli, è un problema di tutti i piccolissimi centri che stanno facendo questo sforzo. Infatti, negli ultimi anni moltissimi giudici di pace hanno chiuso. C’è bisogno, dove il giudice di pace non è in mano alla gestione centrale e statale, di fare una rete che vada al di là della Provincia e della stessa Regione. Si può fare rete. Si deve fare rete, perché questo è un problema che deve essere affrontato dal punto di vista politico, dal punto di vista del Governo, ma si parla di Roma. Non si parla di una scelta che il Sindaco Di Feo può fare da solo. Non lo dico perché credo poco nelle sue capacità. Non è questo l’argomento, ci tengo a chiarirlo, lo dico soltanto perché non può mantenersi questo doppio binario.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Sono d’accordo con lei, ma deve fare l’interrogazione? Ne parleremo quando il punto all’ordine del giorno sarà il giudice di pace.
Speaker : TARANTINO
Questa è la diversità di trattamento a cui mi riferivo prima.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Nessuno ha sforato rispetto al tempo.
Speaker : TARANTINO
Era semplicemente un suggerimento che penso possa trovare il più grande sforzo condivisibile.
Faccio un’interrogazione all’assessore Iodice, che non vedo, all’assessore al verde, per quanto riguarda un esemplare arboreo di carrubo in via Marconi, nelle vicinanze del Polo museale.
Il carrubo di via Marconi, quello vicino al museo, ex Piazza dell’Eucalipto. Si chiama così, ma non c’è più l’Eucalipto. È in stato grave di degrado vegetativo. Ha bisogno di un intervento ordinario di potatura.
L’interrogazione chiede se è intendimento dell’Amministrazione intervenire. Semplicemente voleva raggiungere il fine della segnalazione perché l’albero è in evidente sofferenza.
Aggiungo un’ulteriore interrogazione, sempre all’assessore Iodice, per relazionare sullo stato della percentuale di raccolta differenziata che trova numeri ballerini sui diversi siti che si vedono on line, raggiunti nel 2025, da parte del Comune di Trinitapoli e se per l’occasione riesce anche a fornire una relazione sul tracciato che compiono tutti i codici CER dei rifiuti, soprattutto quelli pregiati, in virtù di questi risultati della raccolta differenziata, con particolare riguardo alla categoria dei rifiuti detti misti, che sono stati introdotti, ma che non trovano un calendario di raccolta.
Si chiede tutto il percorso. Approfitto per chiedere al Sindaco se è sua volontà magari poterci aggiornare sulla grave lamentela presente per l’agricoltura sulla questione dell’acqua, se ci sono novità, se ha avuto interlocuzioni con il Consorzio di Bonifica, credo di sì, su quello che in questo momento viene vissuto come un dramma dai nostri agricoltori.
Posso chiedere la risposta scritta per la seconda, quella dei rifiuti. Per quanto riguarda la segnalazione dell’albero, posso anche non avere risposta, perché per me è una semplice segnalazione. Se il Sindaco intende intervenire con novità, se ci sono, è gradito alla città.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliera Tarantino.
L’assessore Iodice risponderà per iscritto.
Il Sindaco risponde oralmente adesso.
Speaker : DI FEO – Sindaco
Con il Consorzio di Bonifica abbiamo avuto già delle interlocuzioni, ma quando pensavamo di aver risolto il problema per la carenza dell’acqua, adesso ci troviamo con questo nuovo problema che è sopraggiunto, anche se noi abbiamo avuto rassicurazioni perché ci hanno detto sostanzialmente che stanno ripristinando la situazione e presto risolveranno il problema. È chiaro che anche questa è una interlocuzione che stiamo avendo sia con il collega di Margherita di Savoia e soprattutto con il collega di San Ferdinando di Puglia. Ci siamo aggiornati a brevissimo per un nuovo incontro. Stiamo aspettando una convocazione su questo. Spero veramente che questa situazione, che ogni anno ci mette alle corde, mette gli agricoltori in grosse difficoltà, possa essere risolta non con i proclami e con gli articoli sui giornali, ma che possa trovare...
Non da parte vostra, in generale. Ogni giorno c’è un articolo sul giornale con possibili soluzioni. C’è chi interviene a destra, chi interviene a sinistra, chi va in Regione. Sta di fatto che noi abbiamo gli agricoltori che stanno lì, che stanno perdendo i raccolti. L’unica cosa che possiamo fare è sperare. Dall’ultima interlocuzione avuta, parlo di qualche giorno fa, pare che la situazione sia sotto controllo e che presto dovremmo avere una risposta per la soluzione di questo annoso problema.
Di fatto, nelle mani non ho nulla, se non queste interlocuzioni.
Sì, lo stiamo facendo. Siamo stati anche in Regione. Abbiamo parlato anche con l’assessore. La stiamo seguendo senza particolari clamori, nel senso che stiamo andando lì. Non sto dando passaggio e traccia di quello che stiamo facendo, ma a giorni ci incontreremo nuovamente con il Consorzio di Bonifica.
Spero veramente che quello che mi hanno detto qualche giorno fa possa essere definitivo e che ci siano soluzioni.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Intanto vuole dirci se è soddisfatta della risposta?
Va bene. Quindi, possiamo andare avanti.
L’assessore risponderà per iscritto.
Il punto sulle interrogazioni e interpellanze è terminato.
Passiamo al secondo punto: “Approvazione nuovo Regolamento degli Organi”.
Speaker : DI FEO – Sindaco
Prima di iniziare questo punto proporrei una pausa e una Conferenza dei Capigruppo per capire un po’ come muoverci, atteso che l’approvazione del Regolamento deve passare necessariamente attraverso una road map che ci dobbiamo dare, perché altrimenti non possiamo partire con la lettura del Regolamento. C’è un lavoro importante fatto a monte.
Credo che i lavori del Consiglio comunale vadano disciplinati. Se il Consiglio comunale è d’accordo, sospendiamo un attimo e facciamo una Conferenza dei Capigruppo. Ci possiamo vedere anche qua. Come volete.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Si propone di sospendere per fare la Conferenza dei Capigruppo per decidere la modalità di approvazione del Regolamento. Sospendiamo un quarto d’ora e riprendiamo alle 12.15, massimo 12.20.
Siete tutti d’accordo? Bentornati al Consiglio comunale. Riprendiamo i lavori. Siamo alla seconda proposta di deliberazione prevista all’ordine del giorno.
Do adesso la parola al Segretario, perché dobbiamo rifare l’appello. Prego, Segretario.
Speaker : RUTIGLIANO – Segretario Generale
Grazie, Presidente. È sempre il giorno 25 maggio 2026, sono le ore 18.10.
(Il Segretario generale procede all’appello nominale dei consiglieri)
Con 14 consiglieri presenti e 3 assenti, la seduta è valida.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Grazie, Segretario.
Per quanto riguarda la presentazione del punto mi limiterei a dire che il vigente Regolamento degli Organi, quello che è stato vigente fino ad oggi, è stato approvato con delibera del Consiglio comunale n. 62 del 1996, prima dell’entrata in vigore del Testo unico sugli Enti locali, prima della modifica dello Statuto comunale, che è stato modificato due volte nel 2019. Si rendeva necessario, quindi, modernizzare il Regolamento comunale per renderlo aderente al comparto delle disposizioni e delle normative che regolano attualmente gli Enti locali.
Nelle ventotto Commissioni di studio effettuate fino ad oggi, che è stato poi scremato e ultimato nella Conferenza dei Capigruppo che ha preceduto questa ripresa del Consiglio comunale, è composto di trentasei pagine e di 106 articoli e regolamenta le sedute del Consiglio comunale, che cosa sono e quali sono le prerogative dei consiglieri comunali, quali sono le funzioni del Presidente del Consiglio, quali sono e come si costituiscono i Gruppi consiliari e le Commissioni consiliari. Ovviamente, è prevista anche la possibilità di istituire, oltre che Commissioni permanenti, anche Commissioni temporanee. Quindi, regolamenta l’ordinamento delle adunanze, lo svolgimento, le modalità di votazioni, la possibilità di predisporre interrogazioni, interpellanze e mozioni. C’è tutta una parte relativa anche allo svolgimento del Consiglio comunale in modalità mista, quindi sia in presenza che con collegamento da remoto, come ormai siamo abituati a vedere. C’è, naturalmente, la regolamentazione della Giunta, con il funzionamento, e della Segreteria. Infine, ci sono le disposizioni finali.
Io credo che si possa procedere con l’apertura della discussione sul punto. Quindi, apro la discussione generale. Ci sono interventi? Non vedo prenotazioni. Ha chiesto di intervenire il consigliere Ingianni. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : INGIANNI
Buongiorno, signor Presidente, Sindaco, colleghi consiglieri, cittadini, segretario. In qualità di Presidente della III Commissione, che, in parole povere, ha maturato questo Regolamento, vorrei leggere ciò che ho scritto in merito al punto che andremo ad approvare in questo momento. Consentitemi di mettermi seduto giusto per avere una facilità nella lettura.
Oggi arriviamo all’approvazione di un Regolamento particolarmente importante per il funzionamento democratico del nostro Ente, perché parliamo del Regolamento degli Organi comunali e, quindi, delle regole che disciplinano il funzionamento del Consiglio comunale, delle Commissioni e della Giunta.
Il Regolamento vigente risaliva al 1996, quindi a un periodo antecedente a quello del Testo unico degli Enti locali (TUEL), che è stato approvato con il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ed è entrato in vigore il 13 ottobre 2000. Il Regolamento non è più attuale anche rispetto allo Statuto comunale, che risale al 2019. Era, dunque, evidente la necessità di un aggiornamento profondo, capace di adeguare il nostro ordinamento interno alle norme vigenti ma anche alle nuove esigenze amministrative, istituzionali e tecnologiche maturate in questi anni.
Abbiamo svolto, per arrivare ad oggi, circa venti sedute di Commissione, partendo da settembre 2024, allorquando ci siamo insediati, e abbiamo esaminato e scritto articolo per articolo, confrontandoci sulle varie proposte e cercando sempre di maturare un equilibrio tra esigenza di funzionalità dell’azione amministrativa, tutela delle prerogative consiliari e rispetto delle minoranze.
Credo sia giusto sottolineare anche il passaggio importante avvenuto durante questo iter nella giornata di oggi, in quanto la sospensiva del Consiglio comunale è stata finalizzata a consentire un ulteriore approfondimento preventivo in Conferenza dei Capigruppo. È stata una scelta utile e positiva, perché ha consentito di ampliare il confronto già positivo avuto nelle Commissioni, un confronto politico e istituzionale, favorendo un clima di maggior condivisione, che è sempre stato alla base di partenza di questo Regolamento. È proprio questo, a mio avviso, l’aspetto più significativo del lavoro svolto. Siamo riusciti ad arrivare a un testo condiviso all’unanimità. In un momento storico in cui spesso prevalgono divisioni e contrapposizioni riuscire a costruire regole comuni, con il contributo di tutti, rappresenta un risultato importante per l’intero Consiglio comunale e per la città.
Il Regolamento che approviamo oggi non appartiene a una parte politica ma all’Istituzione comunale tutta. È uno strumento che servirà a garantire maggiore chiarezza nelle procedure, maggiore efficienza nei lavori consiliari, maggiore tutela dei diritti dei consiglieri e una disciplina più moderna e coerente al quadro normativo vigente. Particolarmente importante è anche l’adeguamento alle norme in modalità operativa introdotte negli ultimi anni. Penso, ad esempio, alla disciplina delle sedute da remoto o in modalità mista, ormai divenute parte integrante dell’attività amministrativa degli Enti locali.
Desidero, inoltre, evidenziare come il testo approvato sia stato costruito mantenendo un costante coordinamento con lo Statuto comunale e con i princìpi del TUEL, proprio per evitare sovrapposizioni, vuoti normativi o possibilità di criticità interpretative.
Consentitemi, infine, di fare un sincero ringraziamento. Ringrazio tutti i componenti della Commissione che hanno partecipato ai lavori con spirito costruttivo, senso di responsabilità delle Istituzioni e disponibilità al confronto. Ringrazio il Presidente del Consiglio, i Capigruppo, il Segretario comunale e gli uffici che hanno supportato il lavoro tecnico e amministrativo.
Credo che il risultato raggiunto dimostri che, quando si lavora con serietà e con responsabilità istituzionale, è possibile costruire percorsi condivisi, nell’interesse esclusivo della comunità.
Per queste ragioni anticipo il mio parere favorevole e il parere favorevole del mio Gruppo all’approvazione di questo Regolamento.
Non posso che ringraziare, in conclusione, l’intera III Commissione, i cui componenti desidero richiamare uno per uno, ovvero i consiglieri della minoranza o opposizione Marta Patruno, Tonia Giannella e Michele Triglione e i consiglieri della maggioranza Carmen Clemente, il sottoscritto come Presidente, Piero De Angelis e Anna Colia.
Devo fare un ringraziamento particolare a tutti coloro che, nel corso di questo percorso di circa venti sedute, a volte hanno sostituito chi magari non poteva partecipare a una seduta e, quindi, hanno collaborato e hanno lasciato una parte attiva.
Devo fare un ringraziamento particolare anche al Presidente del Consiglio, perché è stata una degli artefici principali della scrittura del Regolamento e ha anche partecipato assiduamente avendo fatto diverse sostituzioni.
Grazie a tutti.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Ingianni.
Ci sono altri interventi sul punto? Ha chiesto di intervenire la consigliera Colia. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : COLIA
Grazie a tutti.
Il testo che portiamo oggi all’approvazione non è solo un mero elenco di articoli, ma è sicuramente un lavoro condiviso, un lavoro lungo, fatto di tante Commissioni, di tante ore di studio, dove ci siamo riuniti e abbiamo studiato personalmente ogni articolo, dove ci siamo confrontati tutti quanti nello specifico.
Ringrazio veramente tutti, in particolare la Presidente del Consiglio, perché con lei mi sono interfacciata più frequentemente su ogni articolo, su ogni virgola, su ogni aspetto di un articolo, visto in più prospettive. È stato veramente un lavoro condiviso, anche e soprattutto con le opposizioni, il che non può che farmi molto piacere.
Ringrazio il Sindaco per averci aiutato ad avere questa apertura mentale, che onestamente mi trovava un po’ scettica all’inizio. Però, in effetti, sono contenta di aver condiviso con le opposizioni questo percorso e sono soddisfatta del lavoro raggiunto e dell’empatia sviluppata. Ciò dimostra che il lavoro di squadra alla fine è possibile.
Per queste ragioni il mio Gruppo esprime un voto favorevole. Grazie.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliera Colia.
Ci sono altri interventi? Ha chiesto di intervenire la consigliera Clemente. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : CLEMENTE
Buonasera. Finalmente, dopo diverse Commissioni e soprattutto un lungo lavoro, siamo giunti a un Consiglio comunale storico, che segna l’approvazione di un Regolamento. Io sono fiera e orgogliosa di questo evento. Un ringraziamento particolare va anche ai colleghi di opposizione per aver collaborato, in piena sinergia. Grazie, Presidente, per il suo aiuto. Grazie, Sindaco. Grazie, Segretario.
Il nostro Gruppo voterà favorevolmente.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliera Clemente.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Patruno. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : PATRUNO
Grazie, Presidente, Sindaco e consiglieri comunali.
Oggi stiamo scrivendo una pagina importante della storia amministrativa e politica di questa città, perché dopo tanti anni abbiamo riscritto quelle che sono le regole generali di funzionamento di un Consiglio comunale, che può sembrare qualcosa di dato per certo, ma in realtà non lo è, perché è proprio attraverso questo genere di norme che si va a regolare quello che è il lavoro all’interno del Consiglio comunale. Quando si apre un regolamento, soprattutto quando si parla del Regolamento degli Organi, è un atto di grande valore istituzionale, amministrativo e democratico, perché quando si parla di regolamenti comunali spesso può essere inteso come semplici norme tecniche o semplici disposizioni burocratiche, in realtà sono regole che disciplinano il funzionamento degli Organi comunali e rappresentano la struttura della vita amministrativa di un Ente locale. Si definisce il modo con cui si prendono le decisioni, si organizza il lavoro pubblico, si garantisce la partecipazione democratica e si tutela il corretto equilibrio fra diversi ruoli istituzionali.
Il Regolamento che oggi ci apprestiamo ad approvare nasce dalla necessità di rendere il nostro Comune più moderno, più efficace e più vicino ai cittadini. Viviamo in un periodo storico caratterizzato da numerosi cambiamenti, quindi era il momento giusto per innovare anche il nostro Regolamento comunale, perché cambiano le esigenze di una comunità, come cambiano le modalità di comunicazione, ma cambiano anche gli strumenti amministrativi e anche le aspettative che i cittadini ripongono nelle Istituzioni pubbliche.
I cittadini, ovviamente, chiedono Amministrazioni capaci di decidere rapidamente, di operare con trasparenza, di garantire correttezza amministrativa e di assicurare pari dignità a tutte le componenti politiche presenti all’interno dei Consigli comunali. Per questo motivo, aggiornare e disciplinare in modo chiaro il funzionamento degli organi non è una scelta secondaria ma è una vera necessità istituzionale.
Il Regolamento valorizza il ruolo del Consiglio comunale come principale luogo di confronto democratico. In quest’Aula siedono i rappresentanti eletti dai cittadini, con sensibilità politiche diverse, ma comunque accomunati dalla responsabilità di lavorare per il bene comune. Quindi, è fondamentale garantire a tutti i consiglieri il pieno esercizio delle proprie prerogative, il diritto di parola, il diritto di proposta, il diritto di accesso agli atti, il diritto di controllo. Forme di democrazia si costituiscono anche attraverso regole equilibrate, capaci di garantire sia l’efficienza della maggioranza amministrativa sia il rispetto del ruolo dell’opposizione. Non può esistere un buon governo senza confronto democratico, così come non può esistere un corretto confronto democratico senza regole certe e condivise.
Ritengo, inoltre, particolarmente importante l’attenzione dedicata all’innovazione amministrativa. Le Amministrazioni pubbliche devono adeguarsi ai tempi e utilizzare strumenti moderni che consentano maggiore rapidità, maggiore accessibilità e migliore organizzazione del lavoro istituzionale. L’introduzione di modalità telematiche, strumenti digitali e procedure semplificate rappresenta una risposta concreta alle esigenze di efficienza e di modernità richieste oggi ai Comuni.
Desidero anche sottolineare il lavoro congiunto che è stato svolto sia dalle forze di maggioranza che dalle forze di opposizione, perché si è lavorati con un unico obiettivo, quello, appunto, di buttare giù queste regole amministrative, nel solo interesse di una comunità.
Naturalmente nessun regolamento può essere considerato definitivo o perfetto. Sicuramente saremo chiamati in futuro a modificarlo in base alle necessità che verranno, anche perché le norme devono sempre essere capaci di adattarsi alle evoluzioni della società, alle nuove esigenze amministrative e alle trasformazioni istituzionali. Tuttavia, ciò che oggi approviamo rappresenta una base solida e importante per migliorare il funzionamento del nostro Ente e rafforzare la qualità dell’azione amministrativa.
Credo che questo momento debba essere vissuto con senso di responsabilità e spirito istituzionale. Al di là delle appartenenze politiche, siamo chiamati a compiere una scelta che riguarda il corretto funzionamento del Comune e, quindi, l’interesse generale della nostra comunità. Ritengo che il Regolamento degli Organi comunali rappresenti uno strumento fondamentale per rafforzare la qualità della nostra democrazia locale e migliorare il funzionamento dell’Ente.
Per queste ragioni esprimo il mio voto favorevole, con pieno senso delle Istituzioni e piena consapevolezza dell’importanza dell’atto che oggi siamo chiamati a compiere.
Grazie.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliera Patruno.
Ci sono altri interventi sul punto? Ha chiesto di intervenire la consigliera Tarantino. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : TARANTINO
Grazie, Presidente.
Dal momento della sospensione del Consiglio comunale, avvenuta questa mattina, sono passate sei lunghe ore, per cui ci dobbiamo scusare con la città, ma che hanno portato a un risultato positivo. Questa è la prova che, quando c’è la voglia, quella che la consigliera Colia ha chiamato apertura mentale, di volersi confrontare da posizioni diverse per raggiungere un obiettivo che abbia poi un grande risultato sotto il profilo democratico e istituzionale, questo si può fare. Certo, speriamo che il prodotto che siamo riusciti ad assemblare oggi abbia la stessa longevità che ha avuto il precedente Regolamento comunale, che appartiene al Sindaco Brandi. Sono passati trent’anni. Questo Regolamento ha retto trent’anni. Speriamo di essere capaci, al netto di novità normative, di avere una tale resistenza anche in questo caso.
Sono subentrate nuove norme che hanno imposto questo aggiornamento e siamo anche figli di un nuovo presente, con nuove tecnologie, che sono state recepite all’interno di questo Regolamento. È evidente che si è trattato di un percorso lungo e molto impegnativo, che ha visto anche alcune resistenze. È inutile negarlo: non è sempre stato rose e fiori, non è sempre andato tutto liscio. No, è stato impegnativo, c’è stato anche un confronto serrato su alcuni punti. Devo dire che queste sei ore di sospensione a cui abbiamo costretto il Consiglio comunale sono servite a portare una definizione ancora migliore.
Alcuni ringraziamenti sono dovuti. Parto in primis dal componente della Commissione del mio Gruppo, Michele Triglione, che ha partecipato attivamente a tutte le Commissioni, tantissime sedute di Commissione. Diceva il Presidente che sono state una ventina, forse anche di più.
Tante sedute che ci hanno visti impegnati negli ultimi due anni costantemente. Quindi, ringrazio per il lavoro in Commissione Michele Triglione e per tutto il lavoro dietro che è stato fatto anche da Tiziana De Pasquale, così come gli altri componenti dell’opposizione, che anche da punti diversi sono stati capaci di collaborare. Ringrazio, infine, per tutta la collaborazione data dalla maggioranza e dal Sindaco alle rifiniture che abbiamo dato per portare quello che per me è il frutto non di norme e regole che abbiamo concentrato in un atto di 100 articoli, ma di ciò che noi vogliamo consegnare alla città come metodo di applicazione della democrazia. È ciò che consegniamo alla città come regole per portare avanti un dialogo che abbia come unico obiettivo il benessere della nostra comunità. È a questo che serve avere regole chiare e democratiche, perché ci si deve scontrare sulle idee ma questo non deve mai trasformarsi in una rissa, in un combattimento addirittura sulle procedure. Quelle devono essere chiare a tutti, perché ci devono portare sempre al miglior risultato.
Oggi questo esempio di collaborazione che abbiamo offerto alla città spero che resti come un dono che non inizi e finisca oggi. Grazie.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliera Tarantino.
Ci sono altri interventi? Ha chiesto di intervenire la consigliera Giannella. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : GIANNELLA
Grazie, Presidente.
Oggi possiamo dire che finalmente si chiude un cerchio e, senza timore di smentita, posso dire di duro lavoro da parte di tutti quanti, di tutti i componenti delle Commissioni, di tutti coloro che si sono avvicendati all’interno delle Commissioni. Devo dire che non è stato un lavoro sicuramente facile. È stato necessario un periodo di rodaggio (lo potremmo definire così). Io ricordo che, da quando mi sono insediata in questo Consiglio comunale, la Commissione dedicata al Regolamento è stata una delle prime Commissioni nelle quali mi sono impiegata. Sono qui da oltre un anno e stiamo qui finalmente ad approvare questo Regolamento. Ripeto, non è stato sicuramente un percorso facile. Però, condivido quello che è stato detto fino ad ora, cioè che è stato un percorso dove sicuramente è stata sperimentata una forma di collaborazione, che io spero possa valere anche per il futuro. Abbiamo diversi regolamenti che sono in corso di approvazione. Chiaramente l’approfondimento che abbiamo dedicato a questo Regolamento non potrà essere lo stesso per gli altri Regolamenti, ma semplicemente per questioni di tempistiche e di celerità. Ma l’eredità che questo Regolamento o, ancora meglio, che questo lavoro ci deve lasciare è sicuramente quella della possibilità di collaborare. Io ho molto apprezzato il fatto che sia stato veramente un lavoro di sintesi, di sintesi continua, fino ad oggi pomeriggio. Devo essere onesta nel dire che non ero contenta fino in fondo su alcuni aspetti di quelli che erano i risultati del lavoro, perché c’erano alcuni punti che mi lasciavano alquanto perplessa, che ritenevo delle sintesi che non avrebbero tutelato le opposizioni o, comunque, al ribasso, per certi aspetti. Per cui, sono contenta di questa sospensione oggi, perché ha portato, ancora una volta, a un incontro assolutamente proficuo, non a delle rinunce reciproche.
Penso veramente che in questo momento storico questo Regolamento possa essere considerato la sintesi migliore alla quale noi potevamo arrivare. D’altronde, quando si lavora su un atto così importante, destinato a essere un’eredità per quelle che sono le Amministrazioni future, è chiaro che non si può arrivare in Consiglio comunale a colpi di maggioranza, non si può arrivare imponendo un modello. Questo è quello che fondamentalmente è stato fatto, perché noi siamo partiti da un modello di Regolamento, da una bozza di Regolamento, che era quello iniziale portato in Commissione, che poi oggettivamente è stato stravolto, ma io ritengo nel modo migliore possibile. Questo lavoro è la dimostrazione di quella che è l’essenza della democrazia. La democrazia funziona se c’è una maggioranza e se c’è un’opposizione. L’opposizione è sempre il sale, il valore aggiunto di una maggioranza, perché la maggioranza, naturalmente, è portatrice dei propri interessi, ed è giusto che sia così. Chi è in maggioranza ha l’onere e l’onore di decidere, di amministrare. Ma questo può essere pericoloso se non viene contemperata con la presenza delle opposizioni. Io non mi stancherò mai di dirlo: il ruolo di maggioranza e il ruolo di opposizione sono due ruoli che necessariamente devono essere distinti e separati, perché le opposizioni devono controllare, le opposizioni devono vigilare, e questa forma di vigilanza quasi sempre, come nel caso di questo Regolamento, porta a un contributo positivo.
Questo Regolamento ‒ qui voglio fare un apprezzamento per tutti coloro che vi hanno lavorato ‒ non è un Regolamento che abbiamo scopiazzato da nessun Comune, ma è un Regolamento che è stato cucito addosso al Comune di Trinitapoli. Di questo sono veramente, veramente fiera. Siamo partiti, ovviamente, da quella che è la cornice normativa, che deve essere il nostro faro, e abbiamo lavorato su quella.
Devo dire di essere molto contenta, Sindaco, e la ringrazio perché la sua non è stata una rinuncia sulla questione degli interventi, assolutamente. Ripeto, è stata la sintesi migliore, perché io ritengo che il diritto di intervento del consigliere, che abbiamo rimodulato rispetto al Regolamento attuale, sia espressione anche del ruolo del consigliere. Un consigliere, quando viene in Consiglio comunale, è giusto che risponda alla cittadinanza, perché l’intervento serve anche per testare il polso, perché chi ci ascolta da casa o viene qua a vederci deve anche trovare una conferma nella sua espressione di voto. D’altronde, se io ho espresso una preferenza per la consigliera Giannella, io devo anche poter confermare la mia preferenza, devo potermi ricredere sul giudizio che ho espresso, e quale sede migliore, ovviamente, del Consiglio comunale. Quindi, il Consiglio comunale serve ad attestare, a dare fiducia nei confronti di quelle che sono le persone che ci hanno votato e che hanno espresso la preferenza. Quindi, sono veramente contenta che si sia arrivati a questa sintesi, perché credo che ne varrà anche della qualità dei Consigli comunali futuri, perché tutti avranno la possibilità di esporre con un tempo assolutamente adeguato quella che è la loro posizione, senza incorrere in interruzioni o problemi di durata, e quindi anche di gestione di tutto il Consiglio comunale, perché il Regolamento deve avere, ovviamente, lo scopo di facilitare il ruolo di tutti quanti.
C’è una questione sulla quale rimane il mio rammarico ‒ lo sapete ‒ sulla quale abbiamo lavorato tanto e che aveva trovato anche l’appoggio di tutta quanta la maggioranza, che è la questione dei Consigli comunali dedicati. È una questione, questa, che abbiamo disciplinato, normato a metà. Anche rispetto a quella questione siamo arrivati ad una soluzione di compromesso, che non è una parola brutta, attenzione. Il compromesso, soprattutto quando parliamo di atti che sono destinati a valere nel tempo, non è una parola che va demonizzata, anzi, è quello che ci permette di arrivare ad una sintesi, di smussare gli angoli. Perché io avevo proposto il Consiglio comunale dedicato? Per un motivo molto semplice. Perché ritengo che, soprattutto in questo momento storico, dobbiamo attuare tutte le strategie possibili, anche come Consiglio comunale, per sollecitare e per favorire la partecipazione delle persone alla vita politica, partendo anche dai Consigli comunali.
Oggi avevamo una sala sicuramente più gremita del solito, ora, purtroppo, la sala si è svuotata. Non so quante persone possano essere in collegamento e possano seguire il Consiglio comunale, perché c’è un interesse sempre minore delle persone, purtroppo, alla vita politica del paese, e questo sicuramente va a detrimento della democrazia, questo pregiudica la democrazia.
Quindi, istituire dei Consigli comunali dedicati alle interrogazioni e alle interpellanze, cioè, a quelle che sono le questioni che, diciamocelo in maniera franca, interessano di più i cittadini, secondo me avrebbe consentito ai cittadini di sollecitare maggiormente la loro partecipazione. Perché? Perché le interrogazioni e le interpellanze sono le domande che noi poniamo all’Amministrazione, che sono le richieste dei cittadini.
Io magari posso chiedere all’assessore perché il palazzetto non è ancora aperto, perché ha rifatto questa strada e non quell’altra. Sono delle questioni dove c’è un interesse concreto dei cittadini. Se noi avessimo abituato i cittadini a un Consiglio mensile, probabilmente, pian piano, avremmo di più sollecitato una partecipazione attiva alla vita politica, proprio perché dobbiamo anche attuare delle strategie che consentano di riavvicinare le persone alla politica.
Il punto non è la… Io non credo che le persone siano disinteressate alla politica in generale, quindi anche la vita politica di un Comune. Io credo che le persone si stiano allontanando da un certo tipo di politica che percepiscono purtroppo come distante. Il referendum sulla giustizia ne è una dimostrazione plastica: le persone sono andate a votare perché in quel momento avevano percepito l’importanza dell’espressione del voto, avevano percepito l’importanza dell’esercizio del diritto, quindi dei diritti che si andavano ad intaccare, e questo indipendentemente dall’esito del referendum. Questo per dire che se noi ci impegniamo per creare delle strategie che consentano di più di avvicinare le persone alla politica, probabilmente avremo un effetto positivo. Abbiamo trovato una soluzione di compromesso: erano state sollevate diverse questioni rispetto a questo Consiglio, quello della cadenza mensile. Avevamo pensato di dare un numero minimo di interrogazioni e interpellanze per evitare che il Consiglio comunale fosse convocato per una sola questione, per una sola interpellanza o per una sola interrogazione. Potevamo anche pensare a delle modalità più snelle di trasmissione del Consiglio comunale, ad esempio, attraverso una semplice diretta Facebook, quindi senza mettere in moto l’ordinario apparato dei Consigli comunali, per cercare di non incidere sui costi. Quindi, avremmo potuto attuare tutta una serie di strategie.
Abbiamo adottato una soluzione sperimentale, mettiamola così, cioè, la possibilità di istituire un Consiglio comunale dedicato, qualora il numero delle interrogazioni e delle interpellanze non consenta di affrontarle adeguatamente all’interno di un Consiglio comunale.
Io sono contenta che questa soluzione sia stata attuata, e io spero di poter sperimentare questa forma di Consiglio comunale, perché magari questo può essere uno stimolo, un impulso a riflettere su questo Consiglio comunale che, tengo a precisare, non abbiamo inventato noi, assolutamente, ma questa proposta che abbiamo, tra l’altro, ampiamente discusso in sede di Commissione perché, la Presidente me ne darà atto, avevamo anche proceduto ad una stesura del Consiglio comunale dedicato, anzi, colgo l’occasione, anche se non è presente, per ringraziare il Segretario Lazzaro, che è stato molto presente durante tutto il lavoro, ed è stato molto paziente anche nella stesura e nella redazione del regolamento, anche se poi alcuni articoli sono stati stralciati.
Io spero però che questo Consiglio comunale dedicato possa essere sperimentato, e che quindi si possa approntare un approccio diverso verso la cittadinanza, quindi sperimentare questa forma di apertura verso la partecipazione dei cittadini.
Detto questo, sono contenta di approvarlo all’unanimità – quindi anticipo il mio voto – anche perché il lavoro è stato tanto, è stato importante, da parte di tutti, e penso che dare un segnale di unità rispetto ad un atto così importante sia una bella immagine, un bel messaggio che noi stiamo trasmettendo a tutta quanta la comunità, quindi spero che questa impronta rimanga anche per il futuro.
Grazie.
Speaker : LIONETTI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliera Giannella.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Cicinato. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : CICINATO
Grazie, Presidente, consiglieri tutti, sarò brevissimo, naturalmente.
Tenevo personalmente ad esprimere quello che già è stato palesato, per quanto mi riguarda, in quanto l’argomento è veramente importante, quindi la sospensione è stata terapeutica.
Abbiamo, naturalmente, smussato e regolarizzato un po’ tutti i punti, fino ad unanimità. Io vorrei esprimere soprattutto i miei complimenti al Presidente di Commissione, il consigliere Michele Ingianni, che ha presidiato tutte le Commissioni. Un po’ come tutti quanti a rotazione ci siamo ritrovati in Commissione: non è stato sempre semplice coordinare tutte le Commissioni, quindi, caro collega, i miei complimenti per questo risultato veramente importante.
È un documento che si proietta nel tempo, un documento che si ritroveranno le Amministrazioni future. Un ringraziamento va al Sindaco, alla Presidente del Consiglio, e a tutti quanti noi che oggi votiamo all’unanimità un documento importante.
Quindi, grazie a tutti, grazie soprattutto al consigliere Michele Ingianni per questo lavoro veramente importante.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Cicinato.
La parola al Sindaco, che ha chiesto di intervenire.
Speaker : DI FEO – Sindaco
Grazie.
Innanzitutto, faccio miei tutti i ringraziamenti già fatti al Segretario, e ha fatto bene anche la consigliera Giannella a ricordare il Segretario Lazzaro, gli uffici, che hanno collaborato, la Presidente del Consiglio, il Presidente Ingianni, i componenti della Commissione.
Non è stato un lavoro semplice. Noi, cari concittadini, abbiamo sostanzialmente approvato le regole che devono disciplinare il funzionamento di questo Consiglio comunale, il funzionamento della Giunta, le modalità di intervento di ciascun consigliere, il funzionamento delle Commissioni consiliari, un regolamento importantissimo, che andava aggiornato e che servirà sicuramente a meglio disciplinare le sedute di questo Consiglio comunale, ma non solo.
Era importante e ci tenevo che si approvasse all’unanimità. Le posizioni non cambieranno, tra la maggioranza e l’opposizione, che da un punto di vista politico resteranno chiaramente indistinte. Però oggi è cambiato un fatto fondamentale: le regole si scrivono assieme, e tenevo a questo. Uno si potrà confrontare, scontrare, ma le regole si scrivono assieme: solo lì ci può essere democrazia, ci può essere civiltà e ci può essere rispetto, nelle regole scritte assieme, e poi uno si confronta. Guai a delle regole imposte, a delle regole che fossero state di parte, o della sola maggioranza. Avrebbe significato un fiato corto, avrebbe significato voler mettere le mani sulle regole, significava voler creare un muro, alzare un muro su quello che deve essere il confronto civile e democratico tra coloro i quali sono qui a rappresentare la città, la comunità, il proprio elettorato, quindi di questo sono contento.
Ogni volta che c’era la possibilità di fare un rinvio, di fare un’altra riunione, affinché questo potesse in qualche modo aiutarci a trovare sintesi, io ho fatto in modo che questo accadesse, ma siete stati bravi voi, non voglio prendermi meriti. Siete stati proprio voi, perché il lavoro grosso lo hanno fatto la Presidente, il Presidente, voi componenti della Commissione e tutti coloro i quali hanno partecipato. Vi siete messi lì, non sono poche, quasi venti sedute e venti sedute non di pochi minuti, ma venti sedute in cui passavano ore e ore a lavorare. E poi avete avuto anche l’umiltà di ascoltare l’altro e, ha detto bene la consigliera, di fare non un passo indietro. Ogni volta che si accettava la posizione dell’altro, si facevano due passi avanti verso la democrazia e sul rispetto dell’altro. Ce ne accorgeremo, perché sono sicuro che alcuni articoli aiuteranno a meglio funzionare questo Consiglio comunale, e vedrete che disciplineremo meglio, dal tempo alle prerogative del singolo consigliere.
Spero che veramente quella di oggi sia una pagina di esempio per tutti, che ci possa aiutare a fare un passo avanti, capendo che nel dialogo, nel confronto non si perde mai, si vince. Nella imposizione le cose non vanno al meglio. Noi abbiamo visto anche ultimamente cosa è accaduto a livello nazionale. Non bisognava arrivare al referendum. Arriva al referendum su certi temi è una sconfitta, e poi chiaramente si perde il controllo, perché io sono ancora convinto che quel referendum comunque aveva una sua ragion d’essere, e che se fosse stato discusso nel Parlamento, e se fossero state modificate alcune norme, e non fosse passato come un atto contro la magistratura, oggi avremmo sicuramente una legge costituzionale che avrebbe quantomeno migliorato le condizioni del nostro Paese, che chiaramente, dal punto di vista della giustizia, lamenta grosse difficoltà.
È stato un errore. Lo stesso, senza fare i presuntuosi, è il regolamento consiliare. Il regolamento se fosse arrivato qui e approvato a colpi di maggioranza non avrebbe fatto altro che spaccare completamente questo Consiglio comunale, e non so neanche se sarebbe stato di buon auspicio, nel senso che magari poteva soltanto determinare litigi e quant’altro.
Invece, approvato assieme sappiamo che abbiamo delle regole condivise, dove ci riconosciamo tutti, e sappiamo che quello è il limite oltre il quale non potremmo andare, ma sarà anche il punto di forza attraverso il quale noi potremmo migliorare la discussione in seno a questo Consiglio comunale.
Quindi, grazie veramente a tutti, spero, cittadini, che questa di oggi sia una pagina nuova: girare una pagina per come poter far meglio politica, meno chiacchiere, meno social, meno attacchi…
No, volevo girare la pagina vecchia e arrivare su questa pagina.
E spero che su questa pagina, ripeto, fermo restando il confronto che ci sarà, perché quando c’è il confronto tra maggioranza e opposizione non è un fatto negativo: i controlli, gli accessi, tutto quello che si fa, fa parte delle dinamiche, ma che venga fatto sotto l’egida di questo nuovo regolamento, che ci richiama sostanzialmente al rispetto degli uni e degli altri.
Grazie a tutti e buon lavoro.
Speaker : LIONETTI ‒ Presidente del Consiglio
Ci sono altri interventi sul punto? Se mi permettete, volevo anche io ringraziare tutti, mi piacerebbe che fossero quasi memorizzate alcune frasi che ho sentito dire. Mi piace il discorso sulla democrazia partecipata, che ha fatto la consigliera Tarantino, la consigliera Patruno che ha parlato di una pagina storica del Consiglio comunale di Trinitapoli, la consigliera Giannella, che ha parlato di sintesi migliore. Percepisco anche la fatica di tutte le Commissioni fatte dal Presidente, consigliere Ingianni e dalla consigliera Clemente, e il discorso sull’apertura mentale che intendeva dire, l’apertura politica, cui ci ha indirizzato, sempre il Sindaco, nel discutere e approvare i consigli dell’opposizione.
Io veramente mi sento di ringraziare tutti, perché questo è il risultato veramente di un lavoro condiviso, fatto a 10, 12, 14 mani. Come diceva la consigliera Giannella, forse non c’è un altro regolamento identico a questo, perché lo abbiamo scritto volta per volta, e probabilmente, per individuare un elemento positivo del fatto che ci stiamo provando da due anni, secondo me, il fatto positivo è che mentre vivevamo il Consiglio comunale, pensavamo a come potessimo sistemare meglio alcune norme. Tutto quello che abbiamo scritto quindi è stato frutto di un’esperienza diretta. Abbiamo cercato di rendere la norma quanto più aderente all’accadimento nel Consiglio comunale.
Questo quindi è il risultato migliore che noi potessimo pensare, è veramente un equilibrio tra diritti, doveri e garanzie partecipative. Siccome appartiene a tutti, non l’ha scritto soltanto la maggioranza, ma l’ha scritto tutto il Consiglio comunale, nessuno dovrà subirlo e nessuno lo subirà, perché per noi adesso è il miglior Regolamento che potessimo scrivere alla luce delle esperienze che abbiamo vissuto e di tutti i Consigli comunali che, da quando siamo stati eletti ad oggi, abbiamo tenuto.
Quindi, veramente grazie a tutti, e come diceva il Sindaco, auspico che questa pagina nella modalità operativa possa essere un’idea di cosa avverrà in futuro, perché alla fine, tutti siamo portatori di idee, di problematiche e di risoluzione di problemi, quando riusciamo a fare sintesi, secondo me troviamo la soluzione migliore per la comunità. È per questo che siamo qui, ed è per questo che probabilmente serviremo a qualcosa in futuro.
Quindi, grazie a tutti. Io do devo dare la parola per le dichiarazioni di voto, qualcuno di voi l’ha già fatta, però formalmente, se non avete dichiarazioni di voto, procederei con la votazione.
Votiamo.
Quindi, il nuovo regolamento comunale del Consiglio degli organi del Comune di Trinitapoli viene approvato all’unanimità, con 14 voti su 14 presenti.
Procediamo con la votazione dell’immediata eseguibilità della proposta di deliberazione (si deve loggare chi si è sloggato).
Perfetto, siamo tutti presenti.
Procediamo con la votazione dell’immediata eseguibilità.
All’unanimità, 14 voti su 14 presenze.
La proposta di deliberazione è immediatamente eseguibile.
Grazie a tutti.
Arrivederci al prossimo Consiglio comunale.
