
Di seguito una breve descrizione dei principali servizi disponibili:
Cliccando su “CC”, nell’angolo in basso a destra del video, è possibile attivare o disattivare la visualizzazione dei sottotitoli.
Per ciascuna seduta sono disponibili:
- le trascrizioni integrali degli interventi;
- l’elenco degli interventi in ordine cronologico e dei punti all’ordine del giorno trattati.
La mediateca è interamente esplorabile.
- Ricerca semplice per:
- Oratore: consente di selezionare solo le sedute di Consiglio in cui uno o più oratori selezionati sono intervenuti.
- Argomento all’ordine del giorno: consente di selezionare solo le sedute di Consiglio durante le quali sono stati trattati gli argomenti di interesse.
- Data o periodo temporale: consente di selezionare le registrazioni di sedute svoltesi durante uno specifico arco temporale o in una specifica data.
- Ricerca Avanzata: è possibile ricercare singole parole, nomi, frasi, argomenti trattati durante le discussioni in Consiglio e ottenere come risultato tutte le registrazioni delle sedute durante le quali se ne è discusso, potendo riascoltare tutti i punti esatti in cui sono state pronunciate la parole di interesse.

CONTATTACI
Comm. III Cologno Monzese 29.10.2026, ore 18:00
TIPO FILE: Video
Revisione
Buonasera a tutti e ci accingiamo a iniziare i lavori della Commissione. È un tema quello di questa sera molto importante, che riguarda la Fondazione Mantovani e la RSA.
Che è un fiore all'occhiello della nostra città. Cominciamo con l'appello. Intanto abbiamo.
Caroleo no, credo che Casiraghi Monica Ferrari e arriverà in ritardo. Ferrari Laura, via Felice Tiziana è presente.
Buonasera.
Poi Emilia per Paredes è presente che svolge il ruolo di Segretaria.
Pellegrino è sostituito, è sostituito dalla.
Capogruppo Tesauro, poi abbiamo Rocchi. Angelo ronzino Carlo, che ha avvisato che non potrà essere presente Volpe Isidoro, invece pre è presente e non vedo Zannelli. Daniele, tuo fratello concesso.
No, no, eccetera, cito tutto, finisce il tuo fratello.
Va bene, allora?
Poi abbiamo lavorativo bresciano.
Abbiamo anche.
L'Assessore velluto.
Poi mi.
No, poi l'Assessore Arosio anche presente, poi i nostri ospiti, che sono il dottor Giacomo capo e il dottor Andrea Jordan, accompagnati da una cospicua rappresentanza. Io li leggo perché.
Qualcuno li conosce e mi ha suggerito Cristina Grandini, Carmen Pellegrino, Simona Milan, Manuel d'Amato Manuela anzi, è intorno alla misura.
E che poi si presenteranno magari nel corso della.
Della serata chiudo dando la parola all'Assessore velluto.
Buonasera a tutti. Grazie, Presidente. Buonasera ai presenti e alle persone che sono seduti in sala e quelli che ci seguono da casa e stasera abbiamo convocato la Commissione per la relazione annuale della RSA come previsto per chi se lo ricorda. Dall'articolo 23 della famosa convenzione sottoscritta nel lontano 1999, alcuni di quegli articoli sono stati modificati. L'articolo 23 è rimasto costante, cioè l'articolo 23 dice che almeno una volta all'anno su richiesta di una delle parti, ci devono esserci il irresponsabilità. ESA devono venire qui in Comune per relazionare su quello che è stato l'andamento dell'anno.
Ora non sarà sfuggito che ha letto la relazione che abbiamo allegato alla convocazione, che anziché la relazione annuale una relazione annuale più nove mesi, perché va dal 1 gennaio del 25 al 30 settembre del 26, questo perché contrariamente agli altri anni che la questa Commissione è stato convocato, i primi dell'anno successivo, perché bisogna aspettare la fine dell'anno, quindi il l'approvazione del bilancio, eccetera, quest'anno per tutta una serie di motivi dovuti principalmente a me, non ai rappresentanti delle Rsa. Siamo arrivati a est e a ottobre e quindi è sembrato carino da parte delle Rsa fare no. Una situazione fino al 30 settembre del 26.
Questo non significa che l'anno prossimo non faremo ancora alla riunione, cioè casomai sarà limitato solo i tre mesi del 26 mancanti, però i dati ovviamente poi saranno aggiornati e quindi, anche se sono solo tre mesi, però ci darà il polso un po' di quello che è la situazione. Devo dire che è arrivata anche la sollecitazione nell'ultimo Consiglio Comunale di convocare questa Commissione. Io avevo detto: ho preso l'impegno che l'avrei fatto nel giro di poco. In effetti stasera siamo qua.
Cosa dire e io ho letto, come avrete letto tutti quanti, la relazione. A parte le prime pagine che raccontano la storia della RSA, io ho ribadito in tante occasioni che nella nostra RSA non è una RSA normale, la Casa-famiglia, come nella denominazione per noi Colognese, un'eccellenza e soprattutto è un punto di riferimento dove noi sappiamo che i nostri anziani vanno lì, non come come ricoverati, ma come sta scritto nella relazione, come residenti, come ospiti, quindi vuol dire che per quanto ci riguarda noi i riflettori riteniamo sempre molto, molto puntati sulla RSA, non perché non diffidiamo della competenza della professionalità di chi ci lavora dentro, ma perché comunque, ripeto, non è la semplice RSA, è un qualcosa di molto più importante per quanto riguarda la nostra città, a questo per me era importante anche quando non facevo politica, perché avendo degli amici che andavano lì ci.
Gli ultimi anni della loro vita ho sempre frequentato le RSA, poi come assessore ai servizi sociali o la fortuna, almeno tre volte all'anno di essere invitati a Natale, a Pasqua o a prima delle vacanze e devo dire che ho sempre trovato un clima molto cordiale, molto ospitale e soprattutto molto competente e professionale, ma con questo non voglio fare una scollinato a nessuno e quindi queste sono le sensazioni come cittadino Antonio Velluto e non come Assessore, quindi questa sera e l'argomento sarà no, quello della relazione, di quello che è stato l'andamento di questo anno e nove mesi di quelli che sono gli ospiti di quelli che sono state poi gli interventi, quello che vengono, quello che sono quello che è il lavoro che che fanno tutti i giorni, che è un lavoro molto complicato. Io in diverse occasioni, sia quando vadano presso le RSA o quando parlo con i miei assistenti sociali di coi miei. Quando sono lì a fare l'Assessore ai Servizi Sociali, dico che ci sono dei lavori dove non si fa solo il lavoro. Se non ci mette il cuore, non ci mette la passione. Certi lavori non potresti farlo. Non è come fare l'idraulico e il meccanico, tanto per citare due mestieri lì è un lavoro che ha a che fare con la fragilità, con le persone fragili, che sono molti di questi sono nella fase terminale della vita, per cui io ringrazio chi lavora presso le RSA per tutte le attenzioni che hanno per i nostri anziani e mi fermo qua e poi mi riservo di fare qualche domanda in merito alla relazione. Passerei la parola a chi deve illustrare la relazione che ha già a buon no, i numeri sono già lì, però ovviamente siamo qui convocati non solo per ascoltare, ma se ci sono delle domande, ovviamente riferito alla relazione con facciamole, perché sennò altrimenti sarebbe bastato leggere la relazione senza far venire qui tante persone per illustrarlo. Io mi fermo qua e passo la parola al dottor Di Capua. Grazie,
Allora intanto grazie, Assessore. Grazie, Sindaco. Grazie, Presidente. Grazie a tutti voi, come ogni anno, da qualche tempo a questa parte ci ritroviamo per analizzare un po' i dati dell'anno precedente e i dati numerici in modo particolare che riguardano la.
Vostra, diciamo nostra in in senso più ampio struttura, come diceva l'Assessore, abbiamo consegnato qualche tempo fa la la redazione, affinché ciascuno di voi la potesse naturalmente leggere e prendere visione.
Sostanzialmente i numeri sono magari un pochino più difficili da paragonare rispetto a quelli degli scorsi anni, perché ha fatto un esercizio comparativo, perché appunto quest'anno il periodo che abbiamo scelto di prendere in esame è stato un pochino più lungo, proprio per venire incontro al.
Allo svolgimento di questa riunione, che è leggermente più tardivo rispetto alla consuetudine, devo dire che in primavera occupato a lungo gli uffici l'impegno degli uffici dell'Assessore del Sindaco per l'altra operazione straordinaria, quindi anche per quella ragione, forse questa convocazione è andata un pochino un pochino più lunga.
Inviterei magari di illustrarla, appunto per punto aggiungerei qualche numero, magari vorrei aiutarvi a leggere qualche numero rispetto a quanto abbiamo qui rappresentato.
Diciamo quelli più significativi, mi piacerebbe concentrare qualche attenzione sull'hospice, dove da qualche anno a questa parte, da qualche anno, a questa parte, al di là dei numeri che riguardano la provenienza dei pazienti, dall'ospedale piuttosto che dal domicilio, anche alla luce di una profonda riorganizzazione che abbiamo avviato nel 2022, ma che ormai è a regime, da appunto un paio, un paio di anni pieni di attività.
Abbiamo iniziato a raccogliere un sostegno, un numero abbastanza interessante di pazienti, perché mentre in RSA si chiamano residenti in hospice, sono dei pazienti veri e propri dei pazienti che abbiamo riavviato al loro domicilio, quindi credo che questo sia un dato particolarmente significativo perché grazie a un modello un pochino rivisto, ma soprattutto all'opera dei colleghi che sono qua come che ci accompagnano. Oggi abbiamo avviato questa sfida, poiché è abbastanza anche abbastanza controtendenza rispetto alle linee guida.
Ovvero quello di cercare di non accompagnare l'anziano nell'ultimo tratto l'anziano il malato, in questo caso nell'ultimo tratto della vita, senza comunque provare a far ripercorrere qualche settimana, qualche mese, qualche tempo in più di quello che i medici invianti avevano previsto. Questo perché non ci limitiamo alla semplice somministrazione della terapia, ma abbiamo avviato tutta una attività di presa in carico un pochino più ampia dell'occupazione del tempo, delle attività animativa, di un supporto psicologico un pochino più profondo l'attività di fisioterapia.
Che in qualche caso risveglia anche qualche energia sopita nel paziente sfiduciato. Allora questi numeri, che vedete 8 e 12, non ho numerato le pagine scioccamente, ma nel capitolo che riguarda l'hospice credo che siano meritevoli ecco, di un'attenzione rispetto anche alle alle analisi che poi.
Insomma, complessive che fate della della della struttura, perché è abbastanza inconsueto in un bilancio sociale di un hospice, vedere questi numeri e questi numeri che dottoressa Pellegrino, se non sbaglio, negli ultimi anni sono in crescita. Quindi c'è un trend di crescita in questo senso. Se posso allargarmi in una riflessione un pochino più epidemiologica, direi che un pezzo di merito vorrei che lo prendessero i colleghi e forse un pezzettino di demerito è rispetto a una rete ospedaliera che certe volte magari si affretta a trovare una collocazione all'esterno della struttura, magari non propriamente.
Appropriata, direi che credo che, come sempre in medio stat virtus e quindi nell'incontro di queste due di queste due variabili e si spiegano i numeri.
I numeri che non sono campati in aria, ma vi garantiamo che sono certificati di dimissioni da un setting assistenziale.
Che non prevede nelle sue linee di delle linee guida un rientro al proprio domicilio. Poi volevo ho sbagliato a non mettere un piccolo riepilogo.
Dei numeri volevo aggiungere dei numeri che qua mancano, però sono abbastanza significativi. Allora, l'RSA di Cologno Monzese eroga 53.000 giornate di assistenza all'anno.
Quindi le attività.
Per ogni singolo giorno sono cioè i giorni erogati sono 53.000, che è 139 per 365, più 8 per 365. In questi 53.000 giornate vengono sostanzialmente movimentati gli ospiti, quindi accompagnati nel percorso di sveglia e remise en forme.
Di alzata noi la chiamiamo alzata in termine in termine in gergo.
Circa 200 220.000 volte nel corso dell'anno tra alzate, rimessa a letto, chi due volte al giorno, chi 4, chi sei.
Somministriamo circa 150 160.000 pasti.
E ne parlavo poco fa con.
Cristina grandini che vicecoordinatore e soprattutto.
Responsabile caposala, come si diceva una volta che la terminologia, quella più appropriata, direi circa 320.000 350.000 somministrazioni di terapia.
Cioè nel corso dell'anno, i colleghi e le colleghe che vedono il pubblico concorrono a fare queste cosette.
Che vi garantiamo sono piene di imprevisti tutti i giorni, tutte le mattine, tutti i pomeriggi tutte le sere, perché visti così sono dei numeri freddi, ma in realtà queste 53.000 giornate di 24 ore sono ricche di spunti, novità imprevisti come monopoli, ci sono probabilità imprevisti e ogni giorno si alza una cartina ed è la giornata. Quando sembra tranquilla, diventa un pochino più impegnativa e o viceversa, quelle giornate magari che partano male, poi si risolvono al meglio. Questi sono un pochino i numeri sul quale avevo piacere di appunto avviare il confronto. Dopodiché, se volete la presentò punto per punto. Se invece la diamo per letta da tutti, ci rimettiamo alle osservazioni, alla ah, ah, gli approfondimenti che che desiderate fare, perché siamo.
Come vedete, un'ampia rappresentazione per cercare di essere adeguati alle alle vostre domande, grazie.
Innanzitutto, grazie, ci tenevo a essere presente a questa Commissione perché siccome ho avuto modo di distribuire le vostre attività nel mio mandato precedente di sindaco e conosco la qualità del vostro servizio. Nessun qua anche per testimoniare ai colleghi.
Anche personalmente un ringraziamento nella fase dura del COVID, dove insieme abbiamo affrontato delle.
Delle esperienze molto, diciamo toccanti dal punto di vista anche personale, che io quindi ci tenevo ringraziarvi innanzitutto personalmente, per quanto è stato fatto.
Purtroppo, anche con delle polemiche assurde di alcuni personaggi locali, però la politica è anche questo. Politiche, strumentali, denunce, cose che si commentano da sole. Mi spiace che non c'è il PIL e l'ex il Presidente col Ciro che artefice di queste.
Diciamo di di di queste iniziative un po' folcloristico, perché ne avrete avuto modo di di ricordarglielo, giusto per per dire comunque, a parte il passato, a me interessa il presente.
Ho visto la relazione perfetta, condivido.
Io apprezzo anche l'approccio tecnico che è stato fatto, perché anch'io, come.
Diciamo l'assessore, ho avuto modo di toccare con mano il settore dei servizi sociali, per qualche anno ho avuto la delega, quindi ho avuto a che fare direttamente con la struttura, con con i vertici. Ecco, a me interessava capire il rapporto che c'è con, diciamo innanzitutto gli uffici, quindi le l'Assessorato e gli uffici dell'assessorato. Se tutto va bene, se gli ospiti che vengono diciamo perché poi, se non sbaglio, il rapporto tra la struttura e l'ente e, se non sbaglio, 9 ospiti che sono quelli in convenzione che vengono 10 Sirbu, insomma, mi è venuto in mente noi sempre nuove a me me ne manca uno.
Non omaggi così e quindi volevo sapere appunto se tutto va bene nella in questo, in questo rapporto che senz'altro è positivo il fatto che all'epoca, quando è stata fatta la convenzione, chi ha fatto la convenzione ha avuto la lungimiranza di in diciamo impostare anche una un servizio per i cittadini e specialmente i cittadini che hanno diciamo delle difficoltà ad accedere economicamente. Ecco, e quindi volevo sapere se i rapporti vanno vanno bene, come senz'altro sarà, e se ci sono delle difficoltà, se ci sono delle possibilità di di migliorare, se c'è anche la possibilità magari di aumentare questa questo plafond, trovare il modo magari di incrementare, se è possibile, è nelle dovute maniere anche la possibilità di di allargare questo questo plafond. Qui, però c'è una convenzione, so soltanto che sarà difficile imporre o comunque trattare un argomento, però se fosse la possibilità sarebbero, come è successo per per l'Amministrazione in questa.
Questa possibilità di incrementare questa era la mia domanda e e basta grazie.
Posso, Presidente?
Facciamo che rispondiamo domanda per domanda, perché allora, prego, se vuole rispondere il dottor capo di capo, ma io rispondo brevemente, perché poi passerei la parola, se siamo tutti d'accordo. La dottoressa Milan, che di fatto tiene i rapporti con gli uffici, gli uffici sociali del Comune, quindi sicuramente è più preparata di me. Non c'è dubbio, ma credo che sia un po' la portavoce. Allora, per quanto riguarda il futuro, diciamo, è il futuro del del contratto in essere tra le parti, perché la Convenzione altro non è che comunque il TAR che un contratto con un sinallagma contrattuale di prestazione e controprestazione io credo che il Comune potrà fare le valutazioni che riterrà opportune, le diciamo con l'amministrazione che pro tempore rappresenta.
La collettività, quindi forse avevamo anche avviato qualche ragionamento a suo tempo, diciamo così, se la interrompo, ma più che altro perché c'erano in previsione anche un ampliamento che poi so che sia assoluta per strada per questioni evocate, questioni anche finanziarie, perché dal COVID in avanti, come dire, è cambiato completamente e il numero finale della della gestione e di una struttura socioassistenziale, una volta c'era un avanzo di gestione oggi c'è un pareggio, okay, però c'erano delle delle problematiche tecniche che si potevano potevano risolvere, quindi, voglio dire, per quanto riguarda la mia disponibilità, come opposizione, c'è la massima disponibilità a collaborare con l'Amministrazione per trovare delle soluzioni per incrementare questo servizio che so che serve un servizio utile.
Quindi le soluzioni ci possono essere e ci si può lavorare insieme. Da parte mia, penso anche da parte della dei colleghi della i colleghi del Consiglio comunale. C'è la massima disponibilità, perché il servizio veramente rinomato e prestigioso per la città e quindi se viene incrementato e è una bella cosa o da solo o ancora più sintetico disponibilità a dialogare assoluta anche alla luce dell'operazione straordinaria, che è in corso. Questo non.
La cosa, diciamo l'operazione straordinaria, che è in corso non limita le potenzialità di crescita della struttura, anzi.
Anzi.
Il ne avevamo forse anche accennato negli nelle riunioni primaverili, perché ho fatto un passaggio prima a proposito degli uffici, così cerco di rispondere alla parte, diciamo meno tecnica del della domanda. Abbiamo.
Interloquito di fatto quest'anno in maniera particolarmente intensa con gli uffici inteso come segretario e i dirigenti di settore, l'assessore e il Sindaco, ma direi tutta la Giunta con diversi incontri, perché naturalmente la predisposizione del percorso che ha portato poi a una delibera di qualche settimana fa in questo Consiglio, naturalmente non è che è nata in in in pochi momenti, ma ah, vede la sua luce diversi mesi fa, insomma, quindi nulla da dire sul.
Sull'aspetto di collaborazione, anzi, devo dire che questo anno non abbiamo trovato una una disponibilità al lavoro finalizzata a cominciamo con dei puntini su sulle i che sono state messe sin dal primo incontro la possibilità di rivedere in prospettiva alle intese la possibilità di crescere a livello strutturale e quei progetti che avevamo discusso in amministrazione anni fa sono stati consegnati.
A coloro che verranno, che verranno più avanti, quindi nulla di nulla vieta di riaprire un dialogo e traccerà una direi attenzione spasmodica da parte dell'Amministrazione nella tutela della dei posti di lavoro e della e della potenzialità occupazionali. Anche su questo.
Invece chiederei alla dottoressa Milan di integrare per la parte degli uffici da parte di quelli dei servizi sociali. Allora la collaborazione. Buonasera a tutti. La collaborazione c'è sempre stata sin dall'inizio e chiaramente gli inizi si lavorava molto di più, era all'inizio, quindi bisognava imbastire anche un sistema di lavoro, di collaborazione, delle modalità. Adesso si va via, come si dice, pulisce rispetto a questa cosa, perché il sistema è sicuramente rodato e ci sono questi 10 posti in convenzione. In questo momento nell'ultimo semestre varranno sono venute meno molte persone che erano all'interno di questo i di questi 10 posti e che li occupavano tutti in questo momento sono molto meno le persone, quindi c'è disponibilità e qualora ce ne fosse di bisogno.
E proprio in questi giorni, non più tardi anche di oggi abbiamo investito in una nuova collaborazione per un inserimento futuro di una persona che verrà presa in carico. Poi ci sono le modalità di totale o parziale Interview integrazione e che sarà la prossima ad entrare. Quindi il sistema va avanti. Va da sé non solo sul discorso delle convenzioni, ma anche.
Sul discorso di qualsiasi necessità e si collabora sicuramente col servizio sociale comunale, ma si collabora anche in integrazione con i servizi, per esempio il CPS.
Che interagisce con noi, ma al contempo magari con il Comune, perché sono situazioni del Comune seguite dal Comune, che però per patologia, per storia, per familiarità sono seguite anche da altri servizi del territorio, e questa cosa ci fa allargare il tipo di intervento e di collaborazione, quindi ci siamo trovati per anche più di una situazione ad essere prevalentemente agli assistenti sociali. Noi la il comune e il CPS, per fare un esempio, sì, la collaborazione comunque.
Molto bene, se c'è sempre stata e ha sempre funzionato.
Prego.
Grazie per le risposte. La parola adesso al commissario Volpe. Buonasera, grazie, mi scuso, ma io dovrò abbandonare a momenti, voglio dire, questa importante riunione.
E però naturalmente mi corre l'obbligo di fare una domanda. Diciamo che è quella di natura, diciamo più attuale. È chiaro che se guardiamo, collega, prima parlava delle relazioni, insomma la la dottoressa Mila hanno risposto correttamente, perché questo naturalmente è così, è alla base sostanzialmente della vita della del servizio che svolge la la RSA e d'altronde anche i numeri che dicono che diciamo alla data del 30 settembre. Liste d'attesa dai residenti che si vede, è di 122 domande, di cui va be' 40 maschi. Quei 82 Fe le donne hanno una vita più lunga, come sempre voglio dire no, cioè no dico effettivamente noi abbiamo approvato il Consiglio, non ha approvato praticamente, su richiesta della Fondazione Onlus Mantovani questo passaggio, diciamo.
Ne abbiamo discusso a lungo. Io mi sarei aspettato in quel contesto, l'ho anche sollecitato il sindaco pro tempore, eccetera che forse anche per mettere a posto alcune cose che diciamo sono poi sono state confermate come il personale, eccetera, forse andava fra le 2 parti, andava rivista la convenzione, perché poi non sappiamo quello che non sappiamo, immaginiamo che tutto andrà bene come sempre, eccetera, ma evidentemente, come dicevo alla alla collega diciamo prima scherzando script arrestano non Mann, non manent e quindi chiaramente diciamo gli iscritti rimangono e le cose naturalmente è meglio che si mettono.
Si mettono a posto prima.
E noi diciamo dobbiamo soltanto osservare che, nonostante tutte queste positività di Prp professionali, eccetera che sono ormai, voglio dire, sono passati ventennio più o meno più di più e oggi naturalmente dobbiamo registrare il Consiglio comunale noi, diciamo cittadini, amministratori di questa città che naturalmente.
La RSA Mantovani, la L. ONLUS Mantovani decide naturalmente di andare via dalla nostra città sostanzialmente per perché magari voglio dire, sa la Regione Lombardia voglio dire, alla quale tutti naturalmente beneficiamo e anche voi, ma sostanzialmente si va via, perché, voglio dire, per un problema territoriale di, cioè mi sembrava ecco, la domanda è questa: non voglio tornare indietro, ma.
Avevo sollecitato il Sindaco e quindi di riprendere quella convenzione dove andavano sistemate qualche cosa che poi non è stata, non è stata, secondo me, quello era il momento di farlo nel momento in cui si era questo passaggio non è stato fatto. Per il resto auguri alla alla alla Mantovani, voglio dire, in altre in altri territori avrà sicuramente il successo che ha avuto a Cologno Monzese per le qualità che naturalmente ha sempre proferito in tutti i settori.
Questo è quanto. Quindi io sinceramente come cittadino di Cologno Monzese, diciamo, sono dispiaciuto che la Mantovani e voglio dire per una scelta che non ho capito fino in fondo, perché naturalmente e poi naturalmente lascerà la nostra città. Sono qui.
Prego, con.
Basta ti volevo solo fare, visto che è arrivata una sollecitazione che è di natura politica, non è un tecnica, credo giusto e corretto che ci sia una risposta politica prima ancora che tecnica e come già avevo avuto modo di dire in quel Consiglio comunale, nelle interlocuzioni avute, abbiamo avuto modo di incontrare anche i responsabili della società che in futuro arriverà e abbiamo già cominciato chiaramente un'interlocuzione. Credo però che ecco, io purtroppo esattamente al contrario della sua opposizione.
Il Commissario Volpe penso che invece non era questo il momento di, perché ricordiamoci che il passaggio di cui noi abbiamo fatto è stato il passaggio da una società all'altra nella società che ad oggi è ancora detenuta al 100% dalla Fondazione Mantovani, per cui credo che credo che sì sì, no, no, lo so, lo so, lo so, lo so che c'è qualcuno che cerca sempre di spingere il il cuore oltre l'ostacolo, come si suol dire.
Però ecco, credo che sia giusto e corretto, invece che chiaramente era un po' complicato chiedere degli impegni a una società per conto di un'altra che subentrerà ecco, non mi sembra molto logico. Ecco sotto questo punto di vista, quindi questo voleva essere un po' il il tema per il quale però dall'altra parte voglio anche rassicurarla, commissario Volpe, che a noi abbiamo già cominciato appunto questa interlocuzione, perché è evidente come, tra l'altro in parte è stato anche risposto prima, non dal dottore di capo, quando giustamente ha detto tutto quel progetto di ampliamento eccetera si è fermato con Fondazione, ma non è che non si possa riprendere evidentemente con i nuovi interlocutori, perché giustamente è stato detto noi abbiamo passato tutto quello che c'era da passare, lo abbiamo passato, quindi sotto questo punto di vista assolutamente noi credo dovremmo riprendere tutti quei discorsi, quindi mi faccio un po' anche portavoce di quanto ha espresso il mio predecessore poco fa, cioè chiaramente è un'interlocuzione che rimane sempre aperta e deve rimanere probabilmente aperta, come è giusto che sia che cosa porterà questa interlocuzione in questo momento. Credo che nessuno di noi sia in grado di dirlo.
Eh, scusi, grazie, rimaniamo nell'ottimismo della buona ragione, come si diceva una volta, grazie, chiedo scusa, io devo andare via buona serata e buon lavoro.
Commissaria Casiraghi, prego. Allora, anch'io ho letto attentamente la relazione, scusate, ho letto attentamente la relazione e devo dire molto positiva. Io chiamo ancora alla nostra le nostre RSA quello che avete definito gioiellino Carlo Testa monsignor calo test, perché questo, al di là dei cambiamenti che ci saranno, manterrà, manterrà, spende, spero lo stile, l'etica che ho visto nelle prime righe che avete sottolineato di mettere al centro la persona, la cura da prendersi cura di persone che sono quelle più fragili che Autovie affidiamo come cittadini.
Primis volevo dire due cose. Io personalmente, leggendo i vari punti e una domanda mi sorge per quanto riguarda il centro diurno, ho visto che qui i numeri sono invece calati dal diciamo dal precedente Covid chiamiamolo, ormai Covid ha diviso, come sappiamo, si è passati da un'utenza che era di 40 utenti a all'incirca 2025, vedo che cambiano nel tempo, perché magari qualcuno o passa direttamente in RSA per l'aggravarsi della della della sua situazione, mancanza di autonomia oppure per altre esigenze esce e non partecipa più, però ho letto una frase su questa che volevo chiedere.
Dove si diceva che.
Era dovuto più che altro anche al aspetti che la ritrovo nel avevo. No, no al al di là del trasporto, quello lo lo lo. Questa roba è passato. Ero andata oltre al trasporto sull'evidente evoluzione dei bisogni di cambiati in questi anni or ora mi son posto una domanda perché arrivando anch'io da un percorso di RSA negli anni in che senso son e c'è bisogno diversi di de da parte dell'utenza effettivamente mi viene da pensare come familiare è un sollievo avere un centro diurno in un nel nostro nel nostro territorio, soprattutto per i caregiver semiresidenziale è come dare una boccata d'aria, quelle famiglie che si devono far carico e lo sappiamo bene con mancanza di sussidi e tutto il resto, ma posso pensare che adesso l'utenza abbia cambiato volto perché ad esempio, il nostro centro, parlando dell'ampliamento di cui si parlava in futuro, è un centro diurno che però non è allargato a quelle che ha le l'esigenza di un bisogno sempre emergente, che è quello delle demenze dell'Alzheimer, che riempirebbe subito. Ve lo dico subito, perché io peregrinato in altri territori per questo discorso e ci sono tante famiglie che hanno questo problema sul nostro territorio e non sanno dove sbattere la testa.
Quindi vedere un centro sotto diciamo è dimensionato, perché a livello di di utenza, perché su 40 posti che potrebbero avere eventi, perché non pensare un futuro di ampliare e cambiare, guardare quello che è il bisogno in prospettiva della città, perché andiamo a Bologna, poi sappiamo notoriamente anche a livello percentuale, abbiamo una popolazione anziana, come penso in tutta Italia, ma qua in particolar modo che andrà incontro, purtroppo si è visto statisticamente sarà l'esigenza del domani, si svuotano le scuole, ma avremmo bisogno invece di questi servizi ausiliari. Questa è la prima osservazione, quindi la domanda era è: proprio perché cambia la tipologia in questo senso che quindi ha perché la richiesta che mi fanno sì, ma non posso portarlo perché ha un tipo di patologia che non è rispondente a quello che viene richiesto nel centro diurno di Cologno e quindi devo andare o a Brugherio a Milano, quindi questa è una cosa che risollevo come domanda.
Poi un'altra cosa che ho visto lì le faccio tutte, così almeno ne tolgo e guardando gli obiettivi del Gestore servizi è ho notato con piacere tutte le elenco del appunto di ciò che viene fatto dal dalle RSA.
E si arriva al punto deve dove si parlava di relazioni con i familiari, cioè di mantenere questo discorso della famiglia anche al centro, perché sappiamo, come avete detto voi, di mettere alla cura della persona al centro, ma non è solo la persona, non è solamente il bisogno di assistenza sanitaria, se diventa un residente di una casa famiglia e fa parte di una situazione globale, di una famiglia fragile che ve li affida e che può anche vivere situazioni ansiogene, se non ha in alcuni momenti di cambiamento delle risposte e devo dire che io in questi giorni ho contattato, so stata contattata sia da familiari che da da da utenti anche ai lavoratori della struttura questa fase di transizione, che ben venga, perché potrebbe essere anche migliorativa, anzi io spero in questa cosa sicuramente, però ha creato in una mancanza di comunicazione interna con i familiari sì, e siccome si vivesse in un nimbo, dicono: ma cosa succederà? Perché sto vedendo che si sono verificate delle criticità, ma queste criticità che ho trovato in questo momento e poi vi darò l'elenco delle criticità alle domande.
So dovuta alla fase di transizione su strutturali, cosa sta succedendo? Si crea un'ansia per mancanza magari di una spiegazione da parte, diciamo, non so come si può intervenire.
Con un incontro con i familiari per far capire che c'è un passaggio che non butta nel vuoto, anzi potrebbe essere un passaggio, un accompagnamento con una convenzione che verrà mantenuta, anzi potrebbe essere anche migliorata quindi rassicurarli, perché veramente incontrando i familiari o proprio notato che c'è questa questa paura di andare incontro a un qualcosa che boh, un cambiamento fa sempre paura, però siccome in passato sappiamo che la struttura è avvenuta, ben incontro ai bisogni e c'è anche il popolo di cosa sta succedendo. E lì arrivo alle domande perché in questi ultimi mesi si erano verificati cambiamenti, magari dimissioni di personale. Ebbe poi ed è dovuto a quale motivo? Cioè questi me l'hanno chiesto anche lì, ho visto nel da 100, siamo passati a 98, okay? Rispetto alla statistica che ci avete dato e in quel frangente, però adesso so che a ottobre c'è stata un'altra dimissione, quindi la domanda che vi fanno verranno reintegrati, perché sennò giustamente è il discorso è non è che andiamo verso un cambiamento dove c'è una riduzione, quindi i valori minimali di assistenza cambieranno diversi miope verso il mio parente verso, quindi questo è un modo di rassicurarli anche.
Avevano visto dei turni che erano cambiati con presenze magari di minor turnazione, non so, alla mattina anziché tre ce n'erano due. Esatto. Queste cose e non lo so a quello spicchio spiccio, quindi volevano chiedere se è una cosa anche questo strutturale è stata dovuta a un momento particolare, che sappiamo che si è verificata un'emergenza sanitaria e magari potrebbe essere legata a quel ma giusto per dare delle risposte, perché se ci seguono stiamo facendo un po' da interfaccia, perché è inutile montare ansia e poi girano le parole e anche quello che di buono viene poi visto in un modo sbagliato la presenza dei medici durante il weekend sono coperti, non sono coperte il sabato e la domenica. Un'altra domanda che mi è stata fatta dai dai familiari: queste turnazioni, con un aumento di Horeca e in presenza degli stessi OSS, perché magari non vedono sempre le stesse facce, dove sono gli altri cos'è? Vengono chiamati senza un calendario di turno. Queste son cose che mi hanno, ripeto, e quindi io mi pongo poi la domanda, riallacciandomi alle domande che vi ho aperto, vi ha fatto apertamente alla promozione del valorizza di valorizzazione degli apporti familiari. Secondo me, che siate voi o che siano gli altri. Bisogna finalmente istituire questo famoso Comitato familiari che note che ci sono in altri RSA, perché comunque l'interfacciarsi e potrebbe essere non dobbiamo vederlo solo dal punto di vista critico, potrebbe essere anche un apporto di valore, perché già in passato c'era era informale, però si trovavano, facciamo una riunione e poi avevano un gruppo di 24 persone, ognuno porta, però diventa anche un modo di far conoscere cosa avviene veramente nelle RSA a raccogliere le criticità, dar forza anche al alla presenza del parente, perché il paziente io non lo chiamo paziente, l'anziano che viene affidato non viene da solo, è la famiglia intera che si affida e quindi già ci sono. Sappiamo chi deve già fare questa scelta la fa non proprio così piacevolmente, per quanto possa essere la più bella casa di riposo casa di cura che volete, però ti senti già con una grande peso di senso, di colpa, di abbandono e tutto quello che volete. Quindi, a maggior ragione, nel momento in cui vi affidiamo avere anche voce in capitolo, a essere presi anche semplicemente in conoscerci, farete è un modo, secondo me, per per migliorare e per dar forza anche al. Quindi questa questa cosa del Comitato è una cosa che auspichiamo ci sia.
Grazie, Commissario. Chi vuole rispondere? Il dottor Di Capua, visto io ma poi ci spostiamo un po' le cose. Allora,
100 giorno.
Ma Centro giorno sono diventato nei progetti, diciamo delle ipotesi futuribili che, come ricordava il Sindaco, abbiamo trasferito come opportunità di crescita e sviluppo ai soggetti che si sono interessati a questo, a questa struttura sul su quella, diciamo su quell'area ci sono due opzioni molto importanti. La prima, quella di realizzare in realtà un Villaggio Alzheimer, quindi chiudendo quella B, di fatto sono quei due padiglioni bassi che vanno diciamo verso il lato del centro commerciale, poi voi conoscete il territorio decisamente meglio di me. Io lo guardo ogni tanto su Google, quando con gli architetti abbiamo a suo tempo qualche anno fa ha ragionato sullo sviluppo, quindi c'era un'opzione di chiudere quella B.
Che è fatta oggi dall'attuale nucleo protetto.
Di fronte c'è il diurno, chiudendo quella vi si poté si può realizzare un centro, un Villaggio Alzheimer che è un'unità di offerta hub ancora innovativa, secondo le regole di sistema di Regione Lombardia. E verso il quale la Regione Lombardia è ancora disponibile a contribuire, acquistato delle prestazioni. Quindi il contributo regionale oggi è l'unico volano per mantenere in vita delle strutture, quindi.
Diciamo, quel disegno prevedeva un'opzione a di fare 60, quindi da 20 aggiungere 40 posti l'attuale diurno, trasformarlo in 20 posti residenziali Alzheimer e chiudendola. Vi quindi con un lato aggiuntivo. Realizzare altrimenti Alzheimer o in subordine, tenere la parte di Villaggio Alzheimer residenziale a 40 e trasformare il centro diurno in un centro diurno. Alzheimer, centro diurno, Alzheimer è un'unità d'offerta che non esiste dal punto di vista tecnico, quindi non ci sono delle normative di riferimento.
Ma l'unica certezza che abbiamo, perché questo sono, diciamo, è stato stabilito da una serie di linee guida e che le 2 unità di offerta non possono coesistere, cioè un centro diurno o è organizzato ai fini Alzheimer o non è organizzato ai fini Alzheimer. Questo limita fortemente la nostra autorizzazione, perché noi siamo autorizzati fino a 40 e accreditati fino a 40, ma non avendo gli spazi fisici per poter dividere le entrate, i saloni, i locali a riposo, i bagni assistiti, perché purtroppo nella normativa, purtroppo o per fortuna alla normativa di accreditamento molto intelligente, garantisce dei livelli minimi di qualità sia strutturali sia assistenziali, che vengono verificati ogni anno la scheda struttura che è il flusso informativo costante di dialogo e riguarda sia le questioni strutturali che le questioni gestionali.
Quindi siamo limitati da una normativa che oggi non favorisce la nascita di di di centri diurni, Alzheimer e che ci con ci costringerebbe a fare una scelta naturale.
Fare Alzheimer significa non fare più.
Utenza utenza tipica, e questo è sempre un tema, come dire, molto dibattuto, perché la cosa bella sarebbe poter fare 20 Alzheimer e 20 diurni per andare incontro a un bisogno più ampio, perché, tornando al all'argomento dei bisogni che a me appassiona molto di più di quello dei numeri.
Il centro diurno oggi è un'unità di offerta. Noi gestiamo come gruppo io, oltre che essere il direttore di Fondazione Mantovani, sono anche il dirigente di Sodalitas che un'altra cooperativa abbastanza grande, che ha in gestione una serie di altre strutture.
Ne ne gestiamo 4 di diurni e ogni centro ha delle caratteristiche intrinseche dettate dal territorio dove si trova dalla capacità di collaborazione con le associazioni, con le strutture sanitarie del territorio o anche pubbliche ma anche da.
Dal trasporto, dicevo, l'abbiamo, siamo passati volte, ma il trasporto è un tema, è un tema fondamentale in questo frangente, perché è cambiato totalmente il bisogno dell'anziano, cioè oggi, quando una famiglia poi su questo chiedo magari ai sanitari di sopportare il ruolo della famiglia, decide di fare quel grande passo, di non trattenere più e quindi non prendersi cura in maniera diretta, del del dell'anziano, del del proprio parente.
Oggi la situazione è abbastanza compromessa, lo punto di osservazione, le nostre case nelle nostre strutture, tutte.
Le persone arrivano un pochino più tardi, un pochino più compromesse, con un bisogno assistenziale.
Reale, che è molto diverso da quello che è stato progettato e pensato 30 anni fa, quando le regole del gioco, per uscire dal linguaggio formale e andare su quello concreto sono state pensate oggi le DGR di accreditamento sono datate 99 2001 2003 con dei piccoli aggiornamenti, cioè si interviene qua spot, ma.
C'è un forte bisogno di un rinnovamento complessivo per ripensare le unità di offerta dei servizi all'interno dell'unità di offerta e secondo i bisogni di oggi, quindi quella parola ha bisogno che ho inserito, credo io è proprio questa, cioè il bisogno semiresidenziale, un po' un calo, perché là l'attività simili essenziale è parzialmente un sollievo e come portare il figlio a scuola e portarlo a Sport, cioè se non c'è una su un sistema di trasporto.
Chi non è previsto da dal gestore, ma teoricamente è l'integrazione con le attività.
Diciamo del dei servizi locali e quindi il gestore lo organizza, come noi facciamo attraverso una grande associazione.
Ed è di di di di di non di volontariato, come sono oggi le associazioni volontariato, perché alla fine della benzina devono pagare tutti, quindi i volontari non ci sono più.
Neanche sulle ambulanze e tutto il personale che è remunerato, quindi il trasporto oggi incide per il 50% cosa si è fatto? 10 il costo de de della retta c'è da aggiungere 5 di trasporto e questo disincentiva tantissimo le famiglie, perché è diventato un servizio semiresidenziale, semi di sollievo, perché comunque c'è una quotidianità. Se se ne fanno carico i caregiver devono portare dalla mattina, portando il pomeriggio andarla a prendere con tutte le complessità di un trust del trasporto. Recentemente, nella citazione un parente mi sembra che abbia fatto anche un incidente distruggendo il cancello d'ingresso nel mettere la cintura alla mamma, perché non non avevate? Non non era attrezzato con la sua macchina e suonava la cintura alla mala, perché il trasporto o un anziano compromesso non è un gioco che uno fa pensando a devo andare a prendere il figlio, quindi è un onere organizzativo, un onere economico a carico delle famiglie che limita tantissimo.
La fruizione di questo servizio, che nasce preziosissimo, che secondo me oggi va evoluto per parlare ancora dei bisogni, poi mi taccio, ci distribuiamo un po' le risposte. Finalmente noi siamo anche molto attivi nelle associazioni di categoria del settore. Finalmente la Regione Lombardia ha compreso l'esigenza di rivedere il quadro normativo di riferimento e dal febbraio dell'anno scorso è stato istituito un tavolo di dico tra virgolette di esperti regionali, 20 esperti regionali tra dirigenti pubblici, erogatori privati, i rappresentanti di categoria, di cui peraltro mi onoro di far parte e stiamo riscrivendo complessivamente le regole del gioco perché oggi purtroppo sono un pochino asincrone rispetto ai tempi, ai tempi, magari sulle dimissioni, sui bisogni e poi, se vogliamo fare una serata divulgativa, io mi fate felice sulle dimissioni, magari se vuole rispondere il direttore della struttura.
Sui numeri di questi giorni i tempi determinato le scadenze, perché mi pare che siamo abbastanza. Sì, buonasera a tutti.
Intanto ringrazio tutti i colleghi che hanno aderito al nostro momento divulgativo di questa sera. Sono qui presenti e ringrazio anche tutti voi. Dunque, argomento ovviamente più che lecito, quello di di cui ha chiesto conto il discorso.
Il discorso nasce probabilmente un po' per i motivi che lei ha accennato, ma evidentemente non solo, o meglio ci sono bandi pubblici di concorsi ai quali i nostri operatori regolarmente partecipano, perché l'intenzione, né di potersi migliorare in un'attività magari diversa, magari di carattere più sanitario, oltre che sociale come il nostro è e fa parte un po' delle aspettative di tutti coloro che incominciano un percorso. Poi magari questo percorso vogliono.
Evolveranno in futuro, quindi, se ci sono state delle dimissioni che hanno avuto come oggetto il passaggio ad altre strutture o ad altri enti ospedalieri per opportunità o per concorsi che hanno avuto un'evoluzione voglio dire a livello di, come dire, di ordine di chiamata. Detto ciò,
Correlare le dimissioni all'incertezza legata al futuro. Non mi sento di. Ecco. Perfetto. Direi che io personalmente non ho ricevuto nessun tipo di sensazione in questi termini. Quindi chi è venuto da me a dirmi il direttore, guardi.
Mi è capitato questo, oppure vado da quest'altra parte? Non mi è sembrato fosse direttamente e correlato al discorso che si percepisce un'incertezza sul nostro futuro. Personalmente sentivo anche prima il discorso parenti. Non ho avuto nessun parente che si è rivolto direttamente a me, dicendomi il direttore. Guardi, mi dica cosa succederà perché c'è molta, come dire, poca informazione in merito. Non ho avuto e se avesse avuto l'occasione avrà il fattore, intende magari anche due chiacchiere, però non mi è. Non mi è giunta a nessun tipo di richiesta, tenendo conto che io avevo praticamente in struttura dal mattino alla sera e vedo, direi, la quasi totalità dei parenti che frequentano le RSA. Pertanto.
Penso che le rassicurazioni che sono state fornite nelle precedenti occasioni dal nostro direttore generale debbano essere considerate in via ufficiale. Ecco, quindi il futuro credo che non avrà nulla di negativo, anzi aprirà delle opportunità, come si spera anche per magari creare delle migliori da un punto di vista dell'offerta che è evidente e probabilmente in questo momento, stante una lista d'attesa cospicua, no, potrebbe essere un pochino più ampia e garantire un accesso un pochino anche più immediato, perché il problema è sostanzialmente anche la tempistica è l'attesa del dell'ingresso in Rsa.
Per quanto riguarda il numero degli operatori è sostanzialmente invariato l'unità, alle 2 unità vanno e vengono, sono state ampiamente e già velocemente ripianate. Abbiamo completato l'assunzione di un di un operatore proprio ieri, giusto, è già oggi è in attività di affiancamento chiaramente qualche giorno e sarà pienamente operativo.
Di conseguenza non penso ci siano rispetto ai numeri, perché così andiamo nella concretezza. Si c'è un fantasmino che dice 10 dimissioni negli ultimi giorni a Cologno Monzese. E allora ci sono state, credo 2 cessazioni, perché sono due tempi determinati, sono tutti i tempi determinati. Scegliamo di rinnovarvi. Sì, hanno rifiutato il rinnovo, loro hanno preferito, gli era stato proposto un tempo indeterminato e entrambe hanno rifiutato. Quindi in questo caso hanno rifiutato, ma non sempre.
Vi viene proposto il rinnovo, talvolta si talvolta no, quindi il tempo determinato e a tempo determinato.
Il numero che vi abbiamo messo lì sono le persone stabili a quella data, quindi tolti tutti e solo della caratteristica dell'attività assistenziale, quindi Asia e OSS, il personale a standard come rendicontato con nome, cognome e codice fiscale.
Il rapporto di lavoro ore settimanali da contratto ORES settimane di lavoro, ore totale svolte ore di straordinario.
Ci sono anche tutti i dati numerici sul costo del personale e sono tutte queste pagine che vedete, vengono trasmesse in Regione Lombardia, che che fa controlli su questo e il totale di numero di presso la standard nel 2025, perché è l'unico dato chiuso che abbiamo di quegli flussi regionali è di 123 persone, quindi il totale degli operatori che concorrono al raggiungimento del minutaggio assistenziale previste da dalla normativa abbiamo erogato 141.084 ore più 5.053 ore che sono le ore di straordinario che complessivamente gli operatori hanno messo a disposizione per raggiungere il totale monte-ore da noi denunciato, dichiarato remunerato, perché Regione Lombardia verifica che è quello che vi.
Che è quello che noi dichiariamo di aver erogato, corrisponde a dei pagamenti nelle buste paga, ovviamente, perché sennò sarebbe troppo facile compilare, diciamo il Sudoku a fine anno con facilità, quindi se non abbiamo avuto tre o quattro cessazioni, 2 sono le persone che hanno scelto di fare esperienze diverse e due sono tempi determinati che erano stati rinnovati. Abbiamo assunto una persona, era autorizzata ieri l'altro, quindi, appunto, ieri ha preso servizio quanti colloqui sono stati fatti nell'ultima settimana, diverse di diversi colloqui abbiamo fuori un annuncio pressoché fisso standard su una piattaforma.
Che offre appunto profili adeguati, ne abbiamo visti diversi.
Non non al momento idonei all'inserimento, per cui, va beh, colloqui continuano al momento, comunque direi che l'organico, come ogni mese, rappresenta la totalità della turnistica.
Diciamo esposta, quindi i turni sono sempre tutti, diciamo di default coperti, poi è chiaro che la la mensilità, le vicissitudini, le gli accadimenti che possono avvenire nel corso del mese ovviamente determinano più o meno degli squilibri che ovviamente noi cerchiamo poi in qualche modo di compensare o grazie alla disponibilità aggravanti, colleghi, esattamente che accettano di fare ora in più doppi turni, straordinario perché, come in tutti gli insiemi di persone fatto 100, il campione qua è un campione molto rappresentativo, fatte fatto centro al campione, credo 100 cittadini, il centro politici, centro dirigenti, 100 impiegati. C'è una stragrande maggioranza di persone che lavora anche per qualcuno che è un pochino meno magari dedito a un'attività che non è solo lavorativa, ma che è anche un po' vocativo, perché qua se manca la vocazione, si fa questo lavoro per bisogno, diciamo non si rende molto bene perché noi possiamo organizzare tutte le forme di controllo che vogliamo. Su questo mi spiace essere anche ogni tanto duro su queste cose, però.
Però il servizio agli anziani noi lo pianifichiamo, lo programmiamo, cerchiamo di vigilare.
Poi lo erogano i colleghi, quindi due colleghi sbagliati su 100 creano un grande disagio. Fortunatamente questa struttura è ricchissima di persone che hanno una vocazione straordinaria, tantissime, che sono in servizio nelle fin dall'apertura della casa e in un settore dove vi garantisco che la mobilità in questo frangente sia nel pubblico che nel privato, è impressionante.
Dove ci rubiamo gli operatori, gli uni con gli altri, perché il bisogno è superiore alla disponibilità di professionisti attivi.
Non è semplicissimo.
Tanti lavorano benissimo, straordinariamente bene, alcuni la mattina non si presentano, quindi è complicato. Ci sono dei turni da due? Sì, ci sono dei turni da 2, ci sono vettoriale 2. Di solito il turno è da due quando uno dei tre non si presenta al mattino di solito e quindi scattano tutta una serie di difficoltà, si modifica il piano di lavoro, si cerca di ridurre, di rimandare al giorno successivo si allungano un pochino i turni nelle uscite, se c'è qualche qualcuno disponibile a entrare un po' prima del pomeriggio, quindi c'è un'attività straordinaria, che poi di fatto rampe qui rappresentata dalla collega Emanuele d'Amato che si attacca al telefono, lei, magari utilizzando anche la disponibilità di alcuni operatori che convincono l'amica, perché talvolta è più facile che un'amica convinta l'amica rientrare al lavoro per dare una mano che, nonché diciamo, l'autorevolezza nostra le porti a rientrare.
Quindi c'è una quello che dicevo prima, di monopoli di impreviste, l'opportunità, perché la mattina noi aspettiamo 22 persone a lavorare, se ne vengono 19.
Sfido chiunque gestiscono l'organizzazione complessa, ma lo dico al Sindaco: se ogni mattina lei avesse la metà delle persone che deve lavorare fa fatica a erogare lo stesso numero di servizi deve rimodulare leggermente i servizi che eroga, quindi su 100 persone ne abbiamo la stragrande maggioranza straordinari, i colleghi che si impegnano ogni tanto sbagliava qualche assunzione. È così anche e mi piacerebbe che la caposala, mi piace questa questa espressione qua raccontasse qualcosa sui due turni alla mattina la scabbia all'emergenza sanitaria, perché Cristina del suo maternage piuttosto che buonasera a tutti e sì, è vero, ci possono essere stati, soprattutto nell'ultimo periodo dei momenti più difficili rispetto alla presenza di questi due operatori rispetto ai tre, e succede questo che con la presenza di questa a cariosa che abbiamo avuto in in struttura.
E grazie, devo dire, grazie alla disponibilità di alcune colleghe OSS abbiamo creato un gruppo di persone che potesse lavorare per poter garantire i trattamenti, che erano necessari, trattamenti che ci sono stati naturalmente definiti dallo specialista, che è venuto i trattamenti che abbiamo erogato. Fate un conto voi, perché io in matematica non sono tanto brava, sono stati 139 moltiplicato per 3 e poi ancora per tre, quindi per sei, ok su ogni 834 Cristina, okay?
E questo significa che le forze presenti al mattino in un nucleo non avrebbero mai potuto da sole supportare questo tipo di attività, ma perché il trattamento che prevede l'applicazione di una crema, okay, non prevede solo quello prevede un'igiene che deve essere fatta accuratamente prima, quindi vuol dire un bagno, un'applicazione, poi naturalmente la vestizione, quello che ma la sanificazione e la disinfezione di tutti quelli che sono gli effetti personali della persona, quindi vuol dire il letto deve essere disinfettato. In un certo modo il materasso deve essere disinfettato I gli effetti letterecci devono essere tolti costantemente questo succedeva e succede sistematicamente tutti i giorni, okay? E voi sapete che.
Ripeto, grazie alla disponibilità, ma là in fondo ci sono tre delle persone che hanno dato la loro disponibilità, ma ce ne sono state anche altre e è stato fatto in termini di massima adeguatezza, ovviamente.
E questo ha comportato il fatto che loro, che fanno parte di gruppi che lavorano sistematicamente e turnano, abbiano dovuto per forza S staccarsi dal loro nucleo in quel momento e andare nel nucleo che in quel momento doveva essere trattato, alleggerendo quel nucleo di alcune attività. Assolutamente sì, e ovviamente tutto questo viene. È stato fatto in collaborazione con le persone già presenti nel nucleo, non è che lavoravano solo loro in quel nucleo lavoravano insieme agli operatori del Nucleo, per cui quel giorno in quel nucleo avevamo cinque persone che facevano i trattamenti e le altre tre che erano già predisposte come turnazione. Voi capite che è stato un impegno importante, fisico, sicuramente e psicologico, perché ovviamente poi bisognava pensare anche all'attenzione che devi porre e alla modalità di approccio che deve avere per spiegare all'anziano che questa settimana ci tocca fare tre bagni uno dietro l'altro, anzi quattro, perché i trattamenti sono tre, ma poi dopo l'ultimo trattamento c'è il quarto e quindi quindi c'è stato un impegno molto importante sempre fare il bagno no, no, no, certo, assolutamente. Alcuni alcuni hanno anche gradito che è una fatica, è alcuni sono stati molto contenti perché l'hanno vissuto quasi come un trattamento di di benessere, di bellezza, perché questa crema spalmate, insomma, comunque loro sono state bravissime, perché questo bisogna assolutamente dare atto del fatto che hanno avuto un'attenzione su tantissimi aspetti, siamo stati supportati anche dai servizi generali delle pulizie, perché debbo dire che hanno fatto un'attività anche loro straordinaria di disinfezione, di passaggio, ovviamente con gli apparecchiature apposite, di con di valorizzazione e poi di sanificazione ulteriore.
E questo sì, certo, ha comportato che in alcuni momenti alcuni nuclei potessero essere diciamo sprovvisti della terza persona, fermo restando che in quelle occasioni i tempi sono sempre stati allungati, per cui.
Avesse chiesto la disponibilità a chi rimaneva nel nucleo, tra virgolette, in mancanza di un operatore di fare l'orario pieno, naturalmente c'è stata disponibilità anche in questo senso, devo dire e in questi mesi non possiamo dire assolutamente c'è stata la disponibilità dei colleghi che sono venuti e faccio ancora riferimento alla in fondo, perché loro sanno a dirmi so che domani, se in difficoltà su questo vengo, se vuoi, vengo io, mi fermo un'ora in più. Mi fermo che questo proprio, se ricordo bene, due operatori hanno rinviato l'euro ferie rinunciando alle loro ferie, spostandole alla fine del trattamento scabbia, che è un momento difficile, quindi questo per dire che nell'ambito comunque della dell'organizzazione non c'è solo proprio solo l'aspetto tecnico, riusciamo fortunatamente con tantissime persone colleghi a instaurare a questi rapporti, che sono dei rapporti di collaborazione fondamentali per poter poi, quando ci troviamo in un momento di difficoltà, sapere di poter contare. Ecco, su su queste strade. Poi certo, ci sono stati alcuni momenti di disagio, se ci sono questo e 53.000 giornate, qualcuno l'ha sbagliato.
Un'altra domanda finiamo queste:
Eh sì, precedente, perché in realtà è stato che ci ha piazzato 10 mattoni, così se la dottoressa Pellegrini io qua i fogli firma e i turni dei medici, però se la dottoressa Pellegrino vuole raccontare i suoi weekend e quello delle sue colleghe, come visto che uno dei temi era quello dell'assenza dei medici e io li fogli firma se vuole la prima volta portano anche le fatture, ma mi sembra che per la privacy forse è inopportuno. Direi no, Dottoressa, però ci racconti come funzionano i suoi weekend? Allora i miei week-end funzionano così. I miei e quelli dei miei colleghi funzioneranno che noi lavoriamo il week-end dalle 8 alle 14:04 ore di presenza in RSA e quattro ore di presenza in hospice. Poi ne siamo sempre irreperibili telefonicamente, anche se questa cosa non dovremmo farla perché c'è un servizio a parte.
Fanno convenzioni, una parte, ma comunque l'infermiere sanno che ci possono chiamare per qualsiasi tipo di bisogno e non solo. Siccome anche i medici della di cui le persone che sono i medici di guardia orco lo sono sempre gli stessi. Spesso e volentieri collaboriamo perché la nostra politica a evitare che il paziente, perché a un certo punto diventano pazienti venga trasferito in ospedale, quindi la parte sanitaria, quindi le infermiere e i medici.
Tentano di gestire tutto in RSA, quindi mi dispiace moltissimo che i parenti dicono che noi non siamo presenti, perché io personalmente ho un sabato e una domenica di 13 a 365 giorni l'anno e sono presente, certo, magari non mi trovano sempre in RSA. Magari faccio un po' e un po', però anche su questa cosa mi sento molto sicura, perché proprio come dice lei, la cura nostra non è solo per l'ospite, ma è anche per la famiglia sabato e domenica. Io passo tantissimo tempo a parlare con i familiari, quindi mi dispiace che non vi vedano, perché io criticamente ci sono così come gli altri miei colleghi, perché non siamo chiusi in ufficio, ma giriamo. Quindi mi spiace quando è uscita dai dei turni che ho riguardato adesso degli ultimi sei mesi, perché gli avevo chiesto al direttore di di prepararli a insieme alla preziosissima Manuela tirar fuori tutti i dati. Allora negli ultimi sei mesi tutti i weekend c'è stato sempre in mezza giornata di copertura e è giusto ricordare che non è previsto dal weekend. La prestazione, invece le RSA e nel quasi totalità.
Forse una quasi totalità delle altre strutture che noi gestiamo, il medico non c'è mai del sabato e della domenica. Questa è una colonia ATA che abbiamo ereditato una situazione di quelle abitudini che qua l'organizzazione ha sempre dato un colloquio, un mondo fa parte. Io noi quando facciamo le nostre riunioni interne colonie sempre qualcosa di più. Colonie ha più minuti. Cologno ha più costi di farmaci con o con odio è sempre quella più perché? Perché è nata.
In maniera molto empatica questa struttura, purtroppo, nel corso del COVID ho finito l'amore col territorio. È inutile nasconderlo, forse l'ha richiamato.
Né nell'intervento.
Consigliere, prima il Commissario prima.
Però alla fine anch'io quegli anni era un pochino più nervosetto con questa struttura, però in realtà mi sono ria pacificato e adesso sono la persona più triste di tutte loro reddito, organizzazione rispetto alle scelte del futuro, assolutamente, perché questa è una struttura sui generis, anche nella nostra realtà, nel nostro gruppo è la struttura che è qui che siamo si odia quella di più di più in tutti, in tutti in tutte le diciamo declassifica, quindi i medici del weekend.
È proprio una cosa, diciamo che non sta né in cielo né in terra, non solo nei weekend, perché noi lavoriamo tutti i giorni, tutti i giorni, quindi Natale Santo Stefano 31, l'1 Pasqua. Strano che non ci vedano perché facciamo gli auguri a tutti e se sì, perché questa struttura a queste persone sia di qua che.
Diciamo gli operatori che oggi sono del pubblico in una piccola rappresentanza, quando noi festeggiamo, ci sono 21 di loro che stanno mandando avanti la struttura Pasqua Natale, sabato sera, il venerdì sera alla domenica, però ci sono loro sempre H24, cioè questa è una struttura che non non si ferma mai da 26 27 anni, non ha fatto un giorno di ferie la struttura, quindi organizzare un servizio così complesso, futuro e le comunicazioni poi chiudiamo e nel senso che diamo per ora, poi ci possiamo anche incontrare in altri momenti.
Allora ci sono due due diventi quello delle norme, quello normativo è quello del diciamo, del buonsenso. Allora noi abbiamo scelto all'inizio di rispettare le norme, quindi nessuno può dire ai lavoratori non sotto avvisare, perché? Perché non c'è nulla di ciò, nel senso che oggi i lavoratori non sono interessati da questa operazione. Avevamo cercato di spiegarla negli incontri, nel discorso che con i lavoratori non hanno nessun tipo di ripercussione a tutt'oggi e probabilmente per i prossimi mesi, sennò neanche per il futuro, perché il soggetto che subentra la Fondazione Mantovani non subentra per ora della cooperativa ergo la cooperativa Victoria, che il datore di lavoro della stragrande maggioranza, diciamo degli operatori, almeno tutti quelli che sono a standard.
Resta a Cormano resta Cologno, non ci sono al momento informazioni differenti con il contratto nazionale prevede che debbano essere fatte comunicazioni tempestive quando il datore di lavoro è informato di una cessazione del rapporto e quindi c'è un cessionario subentrante. Oggi i lavoratori non sono interessati da questa operazione, lo saranno in futuro. Forse sì, forse no. Io sto lavorando perché cooperativa Victoria arresti qua, probabilmente il subentrante sceglierà una struttura di sua garanzia.
Eh, ma l'Amministrazione ha preteso che non venisse richiamata la legge, ma che oltre alla legge che dobbiamo applicare tutti, cioè io non posso dire non c'è continuità, perché ormai i diritti su come dire: sul lavoro sono più.
Formalizzati rispetto al buon senso, che sono più diritti che il buonsenso hanno preteso un'espressione e condivise anche con i subentranti, perché tutti gli incontri che abbiamo fatto per far nascere questi questo personale è sempre stata fatta con noi i cessionari e con i subentranti. Non ci sono mai stati incontri senza la piena consapevolezza da parte dei soggetti con cui dovrete interloquire nei prossimi nei prossimi anni. Questo proprio per assicurare una massima.
Tranquillità.
I sindacati firmatari del contratto sono stati informati.
Largamente in anticipo, anche se non interessando i lavoratori, non dove non avevamo il dovere di informarli. Noi abbiamo un sindacato firmatario del contratto abbastanza rappresentativo ed è stato incontrato regolarmente ed è stato informato regolarmente, quindi i lavoratori attraverso le loro rappresentanze che poi funzionano o non funzionano. Questo, come dire, è un tema che non spetta a me giudicare ognuno ha la sua visione. Naturalmente, però sono stati fatti dei passi superiori a quelli previsti dalla normativa.
Parlare alle persone del futuro senza sapere qual è il futuro, secondo me non è una cosa particolarmente illuminante e questa era l'impostazione che ci siamo dati, però ho preso bonus punto rispetto al fatto magari di inventare una comunicazione, il tema che poi le comunicazioni ognuno li legge come vuole, l'interpreta come vuole, le diffonde come vuole. Quindi è sempre difficile per chi ha la responsabilità di scegliere se e che cosa comunicare, se come farlo. Quindi sicuramente stasera ci portiamo a casa una riflessione aggiuntiva per i prossimi giorni. Non non le dico domani, facciamo una mail perché le e-mail quando mandi una mail e si lamentano perché c'è la mail, se i telefoni si lamentano, perché? Perché su 139 persone od che poi diventano moltiplicate 2 3, perché poi a volte ci sono anche magari.
Due parenti che non sono che non hanno la stessa idea sulla stessa cosa, quindi magari se loro si trovano a ricevere magari filiali, figlio b figliola dice una cosa che avviene nessun'altra, quindi, cioè la come come sempre, la verità in queste cose è difficile da da da trovare e la scelta, quella giusta, che è gradita a tutti.
È difficilissima, perché insomma, poi per tutti voi che vivete di consenso avere il consenso di tutti è sempre molto complicato.
E quindi sul futuro, comunque mi porto a casa la riflessione da fare se come comunicare un qualcosa che però oggi non tocca dei lavoratori nei parenti, perché il pianeta non cambia niente e ai lavoratori non cambia niente quindi oggi è un'operazione che non che non riguarda i nostri stakeholder. L'unico stakeholder che doveva essere preventivamente informato era questa Amministrazione.
E credo che il percorso sia stato lungo e ampiamente partecipato, perché credo che di fronte alla Giunta siamo venuti almeno cinque o sei volte.
Perché dico:
Grazie, voglio ri voglio ringraziarvi per le risse, ringraziarvi per le risposte. Datemi perché in questo modo facciamo comunicazione vera, in modo tale che, grazie al vostro anche Report, non era un'accusa. Quelle versano. Fatelo. Era proprio un chiarire, mancando quel famoso appunto interfacciarsi, probabilmente che sarebbe più semplice a livello di comitato, abbiam dovuto fare delle domande dirette, alle quali avete risposto e vi ringrazio perché penso che l'ansia di molti cadrà, cioè accadrà se si sgonfia un po' di tanti è proprio perché questo è anche far comunicazione, fare domande per avere delle risposte che servono a chi non le ha. Sì, volevo solo aggiungere questa cosa. Ognuno di noi è sempre e comunque disponibile, nel senso che le nostre aperti nei nostri uffici hanno le porte sempre aperte, quindi noi comunichiamo coi parenti tutto il giorno spesso e lo facciamo in modo informare, lo facciamo in modo più diciamo d'équipe, perché facciamo anche i progetti assistenziali individualizzati su ogni singolo ospite. Quindi poi incontriamo le famiglie e spieghiamo che cosa abbiamo in corso da sia dal punto di vista medico che magari assistenziale. Quindi questa comunicazione, almeno incentrata sulla gestione del proprio parente avviene e avviene quotidianamente poi col parente, magari di un certo tipo avviene tutti i giorni, perché in casa famiglia tutti i giorni il parente che lavora e si fa vedere meno avviene meno, però telefonicamente noi personalmente, noi assistenti sociali stiamo non dico tutto il giorno ma tantissimo al telefono, lavoriamo tanto con questo strumento e quindi di comunicazione ce n'è e ce n'è in abbondanza. Forse queste sono informazioni magari diverse che il parente, però anche quest'ansia che probabilmente si è creata, se fosse stata condivisa un pochino di più, poi.
Forse non avremmo avuto tutte le risposte che loro volevano vogliono in questo momento, però sicuramente avremmo De teso questo aspetto ansiogeno, che forse al momento non è il caso di di aumentare. Ecco.
Cosa forse un po' sulla.
Allora, io penso che questa riflessione abbia portato a una vostra, diciamo considerazione che comunque la comunicazione importante nelle modalità in cui voi deciderete, perché poi si trasmettono false informazioni, poi la gente interpreta come vuole quindi io penso che l'importante sia a comunicare che comunque bene o male il servizio rimane quello, anzi la struttura, i costi, magari.
Ah, perché poi alla fine la gente già garantire che bene o male le tariffe saranno ancora quel servizio è quello e quindi cambia poco.
Io vedo invece l'opportunità di.
Subentro di un'altra struttu, di un'altra società, diciamo una possibilità di di sviluppo e di aumentare quel corpo e su un servizio che è utile, per cui faccio una domanda che un po' esula un po' dagli aspetti locali. Ho avuto per motivi di lavoro a che fare con con degli operatori del vostro settore. Adesso, senza dire il caso va be', comunque per un ampliamento, per un ampliamento di strutture e parlando leggendo anche un po' le le relazioni che economiche e la prospettiva è allucinante, nel senso che ho letto e ho detto: ma qui allora la generazione di adesso magari voi saprete senz'altro con queste dinamiche io l'ho letta acquisita praticone da uno DTT della strada, però è drammatica, perché la generazione di adesso si auto regge con le pensioni, con le famiglie che ancora hanno un, diciamo, una realtà economica che ancora regge la prospettiva fra 10 20 trent'anni dove l'impoverimento generale delle delle generazioni e delle famiglie sugli occhi, negli occhi di tutti. In più le le famiglie, diciamo di stranieri che si sono inseriti, sono ai limiti magari del non dico della povertà, però vivono il tema qual è o si farà, come in America.
Che tutte le che che tutte le strutture, perché leggevo che a questo punto ci deve essere una forma di assicurazione che tutela questa questo servizio qua, sennò i comuni da soli non riescono col welfare e a diciamo a intervenire su queste ipotetiche carenze. Quindi penso che sia un tema che nel vostro settore di creerà delle preoccupazioni e bisogna dare delle risposte, perché magari la nostra generazione si troverà in difficoltà per me manca poco, comunque, voglio dire, si troverà in difficoltà per dovere essere ospitato in una struttura proprio per aspetti magari economici. Tutto qua. Ecco, quindi volevo soltanto un vostro parere tecniche, se è utile un contributo. Premesso che non c'entra niente con la questione di Colonia. Se volete mi dite decidete voi se se è utile, che prego, abbiamo il dibattito su questo tema vuol dire: sennò se non deposto il Consigliere Rocchi ha posto un problema serio, visto anche e soprattutto a colloquio, considerato l'età media dei salumi Jesi e soprattutto no, il reddito pro capite che abbiamo a colloquio che il penultimo dell'hinterland milanese. Io e mia moglie spesso ci facciamo la domanda quando uno dei due resterà, perché l'altro se ne avremo la possibilità per chi rimane di andare in una casa di riposo, perché questa è la domanda, perché giustamente il Commissario Rocchi dice: la nostra generazione ha aiutato i figli, ma i figli non saranno in grado di aiutare i nostri nipoti, per cui si va verso una situazione dove la popolazione è invecchiata e i giovani non saranno in grado di poter sostenere spese. Quindi mi pare veramente la domanda in.
Sicuramente la risposta grazie. Sì, più che una risposta fosse l'interlocuzione no, perché è una curiosità sapere il vostro avessi la risposta avesse la risposta. Sarei Trino probabilmente sforzo in prospettiva, se voi già vi state attrezzando allora quella dimensione qui rispondo più se possa dal vicepresidente dell'Associazione di categoria sia in Regione Lombardia sia nazionale, perché questi scenari di analizziamo a livello di associazione con dei centri studi, quindi sono tutte analisi, diciamo.
Che abbiamo iniziato a fare cinque, sei anni fa. Il Covid di fatto è stato lo spartiacque di tutto, ne so che è stato un acceleratore di questo processo straordinario, anche perché una generazione purtroppo è quasi saltato un lustro, un quinquennio di anziani e di fatto si è consumato, scusate il termine assolutamente sbagliato gergale.
Nel giro di un paio d'anni, due anni e mezzo che se ci sono stati i due anni della della della pandemia,
Detto questo, ci sono due aspetti. Allora il primo sì.
La popolazione ha a meno disponibilità economiche. Noi non avremo la pensione molti di noi, perché il MES iniziano a uscire le prime persone che hanno e avranno il il contributivo e non retributivo e quindi inizieranno ad arrivare le pensioni al 50% dello stipendio. Oggi i tassi di.
Ritardo nei pagamenti di morosità a vario titolo sono ancora a un livello dignitoso, ma la prospettiva del prossimo triennio è devastante, nel senso che se fino a cinque anni fa, prima del COVID della morosità era magari di 10 giorni di ritardo nel pagamento della retta. Oggi abbiamo il 7 8% dei degli o di del degli ospiti che hanno dei piani di rientro molto lunghi e che spesso si allungano anche oltre il rapporto di.
Oltre il rapporto contrattuale con anziano, cioè si prendono un po' di tempo, dico un'altra cosa molto brutta, però sempre più spesso nel giro di qualche giorno, quando entrano gli anziani, arriva al notaio, perché questa è la nostra generazione tende ad anticipare l'eredità di di qualche tempo o a utilizzarla per sostenere.
I costi.
Delle delle strutture socioassistenziali, Regione Lombardia contribuisce per circa il 30% ai costi, ai costi alla RAI e costi di gestione, quindi un 70% circa è a carico del privato. I costi del del di ciascuno di noi la benzina costa di più e con la benzina trasportano i guanti pannoloni. Le guerre e le navi sono tutti i derivati del petrolio. È tutto ciò che aderì USL, l'uso oggetto il monouso e 75% derivato dal petrolio. Aumentando il costo del petrolio, aumentano i costi di tutti i presìdi di tutti e noi possiamo dire agli operatori: usano quanto sono su tutti gli anziani? Direi di no.
Abbiamo, come dire, dei costi fissi che però stanno aumentando in maniera indiscriminata il gas. L'energia non è inutile che ne parliamo stasera, perché non ha senso. Ci sono delle prime forme assicurative. Sì,
Anche Unisalute cala la più bella più diffusa, sta iniziando delle piccole forme di integrazione, nonché l'assicurazione sanitaria, che hanno anche tutti gli operatori che lavorano con noi, abbandonando questo upgrade, perché chiaramente un upgrade che molto onerose, soprattutto è quasi certo, perché le assicurazioni scommettono sul fatto sanitario. Quindi, se il fatto sanitario è molto remoto, accettano bene l'assicurazione che diventeremo anziani quasi tutti è un fatto probabile, quindi attualmente i costi assicurativi sono strade sono elevatissime, si sta iniziando a fare, a pensare di piani di accumulo a carico del datore di lavoro che quindi una piccolissima quota. Il datore di lavoro rispetto a quelli che sono gli oneri indiretti li dovrà riservare per la socialità del domani con la facoltà al del lavoratore di poter fare una integrazione volontaria. Questo è lo strumento in questo momento, che è un pochino più avanti tra quelli in studio, cioè una piccolissima parte di auto previdenza del del del del lavoratore.
Perché lavora, ma in questo momento i tassi di occupazione sono molto alti, quindi la prospettiva è buona, è una piccola rinuncia dello Stato a una liquidità in quel frangente e quindi accantonamento presso Cassa depositi piuttosto che INPS comunque con delle forme, diciamo di garanzia anche del di difesa, del del patrimonio.
Un'ultima osservazione così, per dare uno strumento di riflessione è quella che, secondo me, adesso la risposta del del la risposta al bisogno è meno tempo in RSA, perché la famiglia trattiene finché può, per ragioni naturalmente affettive, ma anche proprio per contenere, diciamo, i costi, quando poi arrivano in RSA sono disposti anche accettare un incremento di costo che è inesorabile, inevitabile.
Perché i contratti di lavoro aumentano fortunatamente e sono ancora bassi, aumentano e quando aumenta del 14%.
In 18 mesi.
Il costo del lavoro, che rappresenta il 73% del fattore produttivo, cioè il 73% dei costi nostri e lavoro, quindi, quando io faccio una ristrutturazione della Madonna e taglio il 10% e il 30% dei miei costi che sono quelli tagliabili. Faccio il 3% dei risparmi, il resto è un costo fisso e in quel in quel 30% dei costi ci sono i farmaci.
Che vi do una notizia aumentano, aumentando sempre di più, perché in questo Paese la ricerca è privata.
Il farmaco è pubblico e privato, quindi il privato investe, ricerca, trovano nuovi farmaci che costano tantissimo, quindi se il medico è libero di prescrivere quello che vuole.
Tutti gli anni il nostro costo della spesa farmaceutica cresce, possiamo pensare di Noi con quello che scriviamo di fare come funziona? C'è un budget giorno ospite finito il budget.
Mentre la cura.
No, e quindi tutti gli anni c'è un previsionale dove mettiamo il 7 8% in più, poi spendiamo il 13.
La dottoressa Pellegrini non mi ha mai sentito dire.
Rivediamo il costo no e si sono ridotti tutti i margini. Oggi non c'è più la capacità da parte nostra che sei anni fa volevamo a Colonia investire. Non abbiamo più la capacità di poter investire perché se i lavori benino benino, ho detto benino sui lavori benino.
Non ai margini.
Fai un servizio, quindi il futuro è complicatissimo. Oggi una RSA che nasce senza un contributo pubblico per quello che dico Villaggio Alzheimer e la soluzione, a mio giudizio, più intelligente, perché quella dove con tariffe molto ridotte rispetto anni fa c'è comunque ancora un aiutino, quindi siccome bisogna andare a creare delle strutture che poi siano sostenibili, perché fare gli arresti, la più bella del mondo, ma poi farla pagare 5.000 euro al mese, che è il valore di mercato e chi può permetterselo, rischiamo di di realizzare delle strutture che poi difficilmente potranno andare incontro ai ai bisogni e chiudo dicendo la Regione Lombardia di con Regione Lombardia, perché siamo in Lombardia, ma le regioni, perché la sanità è regionalizzata, dovranno interrogarsi. Morso molto sulla sul sul futuro del sistema, perché oggi Regione acquista le prestazioni da strutture che sono state pensate trent'anni fa.
Quindi, come sono cambiati i bisogni?
S. S. Stanno cambiando licenze degli spazi.
30 anni fa, quanti prezzi quante carrozzina avevate nelle strutture? Io io non c'ero. Facevo dell'altro. Cristina c'era due, tre, quattro oggi quanti anziani non hanno la carrozzina? Semplicemente non se non sappiamo dove mettere le carrozzine e alla fine ci sono una miriade di temi pratici, concreti che stiamo affrontando nel tavolo di Iren di di rinnovo del dei criteri di accreditamento che vanno anche da queste aspetti progettuali, su cui saranno un grande contributo all'università. Il Politecnico di Milano, con che ha un dipartimento.
Specifico di progettazione su un ambito sanitario e sociosanitario. Ogni tanto si occupano del paesaggio nel paesaggio. Fuori dalla finestra, però li riportiamo talvolta.
Sulla retta via della della della praticità.
E per concludere, c'è una grande evoluzione sia della sostenibilità sia nella del ripensamento degli spazi. Credo che il programmatore nazionale regionale dovrà interrogarsi sui prossimi vent'anni, perché saranno molto diversi dai discorsi.
Penso che.
E allora non voglio fare domande, perché secondo me siamo andati lunghi quasi due ore, però è stato molto interessante. Io ringrazio gli ospiti, sono di qua e ringrazio i Consiglieri perché hanno posto domande molto intelligente.
Ma perché fare questa riunione? Proprio perché sarebbe bastato inviare la relazione che loro c'hanno, ci hanno inviato e sarebbe finito lì. Invece dalla reazione abbiamo preso tanti spunti per fare delle domande, ma soprattutto domande. Non solo finalizzato a quello che la relazione ci hanno inviato, ma anche quello che i cittadini ci dicono ogni giorno e incontrandoli, eccetera. Devo dire che le risposte sono date, che sono state date fra personalmente io colgo positivamente. Ringrazio. Effettivamente ne usciamo stasera da questa Commissione con delle risposte. È vero che manca il contraddittorio, dottore, però però credo che anche in assenza sì, sì, no, no, ma voglio dire.
Un dibattito c'è sempre il contraddittorio che stasera ovviamente non ci poteva essere proprio. Le domande dei Consiglieri son state domande mirate che hanno soprattutto evidenziato quelli che potevano essere potenziali criticità di di voci che in città ci stanno. Ringrazio anche gli ospiti che, oltre che la relazione, l'hanno arricchito anche non solo con le risposte, ma anche con ulteriori dati e ci hanno consentito comunque di avere una visione più completa rispetto alla semplice relazione. Vi ringrazio e vi diamo appuntamento per l'anno prossimo e sperando che le cose possono migliorare, ma non dal punto di vista sanitario non fosse visto economico per l'UPI e l'ultima domanda che ha fatto Rocchi: ne parleremo grazie a tutti e buona serata.
