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C.c. Ruvo di Puglia - 06.07.2026
TIPO FILE: Video
Revisione
Da questo.
Di però Tommaso.
Buongiorno a tutti.
Ore 9:28 iniziamo i lavori di questa seduta, prego dottoressa, procediamo con l'appello, grazie buongiorno, Chieco presente Bruni presente Caldarola Giuseppe presente Caldarola Lia.
Cantatore, invito presenta Carulli, Giuliano assente Lo Russo Luciano assente Mastrorilli Biagio.
Presente Mazzoni, Giovanni senta Paparella, Mario presente, Favarella Pietro.
Ribatti.
Tutti gli anni. Maria Tiziano, Scardigno. Michele, presenta Spinelli, Patrizio, presenta, sumo Simona Turturro, Giovanni assente. Quindi ci sono 15 presenti e 2 assenti bene, 15 presenti e 2 assenti. La seduta è valida, possiamo iniziare i lavori prima di iniziare. Io vorrei dare lettura di una comunicazione giunta mini dalla direttrice dell'area 2, dottoressa Marianna Marzocca. Oggetto comunicazione, impegni, prenotazioni pluriennali con riferimento all'oggetto in allegato alla presente si trasmette, ai sensi del punto 5.1 D del principio contabile allegato 4.4 barra 1, al decreto legislativo numero 118 2011 e sulla base delle vigenti disposizioni regolamentari, l'elenco dei provvedimenti con cui sono stati assunti impegni pluriennali di spesa su esercizi non considerati nel bilancio di previsione 2026 28, restando a disposizione per ogni eventuale chiarimento, va be'si, porgono distinti saluti. L'oggetto è l'impegno di spesa pluriennali assunti sugli esercizi non considerati nel bilancio di previsione. Trasmissione del provvedimento e basta bene e.
Anzi, è stato così okay?
Quindi passiamo al punto numero 1, iscritto all'ordine del giorno, approvazione verbale di seduta del Consiglio comunale del 28 aprile 2026. Se non ci sono interventi, io lo metto ai voti, chi vota a favore?
Allora 14 voti favorevoli e un'astensione Paparella Mario.
Passiamo al punto numero 2, Ratifica della deliberazione di Giunta comunale comunale numero 129 del 9 maggio 2026 avente ad oggetto variazione di bilancio numero 4 del 2026 in via d'urgenza ai sensi dell'articolo 175, comma 4, del decreto legislativo, due sei, sette del 2000 prego Assessore Saul buongiorno a tutti Consiglieri, Presidente Sindaco, il Prodi. Il provvedimento che il Consiglio viene chiamato a discutere ed approvare è una proposta di Consiglio comunale numero 19 avente ad oggetto Ratifica della deliberazione di Giunta comunale numero 129 del 9 maggio, il 26, aventi ad oggetto variazione di bilancio numero 4 2026 e in via d'urgenza ai sensi dell'articolo 175, comma 4, del decreto legge 2 del centrodestra 67 di al 2000, la richiesta di variazione è pervenuta dalla direttrice dell'area 3 stazione appaltante politiche abitative, transizione digitale e servizi innovazione ecologica a seguito di candidatura del Comune di Ruvo di Puglia all'avviso PNRR M 1 C uno sviluppo delle capacità nella pianificazione, organizzazione e formazione strategica della forza lavoro per l'adeguamento delle specifiche tecniche per l'interoperabilità dei sistemi di gestione delle risorse umane del settore pubblico sono stati assegnati all'Ente le risorse finanziarie pari a 76.908, l'urgenza della variazione è determinata dalla necessità di rispettare la scadenza prevista dal cronoprogramma PNRR con la contrattualizzazione degli interventi è fissata il 12 giugno 2020. Se.
L'altra richiesta di?
Le altre richieste di variazione sono state presentate dal direttore area 8 infrastrutture pubbliche e opere pubbliche in qualità urbana e beni comuni, la prima misura è obbligatorio per il controllo del vettore Xylella fastidiosa, tali disposizioni si applicano anche al Comune di Ruvo di Puglia e prevedono l'obbligo di sfalcio delle aree e dei bordi stradali di competenza comunale nel periodo compreso tra il 10 aprile e il 15 maggio 2026.
Il Comune di Ruvo di Puglia risulta beneficiario di un importo pari a 24.240. L'urgenza di procedere all'iscrizione in bilancio è determinata dalla necessità di procedere all'esecuzione delle opere previste dal decreto dirigenziale regionale numero 39 del 2023 entro il 15 maggio 2026.
La seconda variazione con nota protocollo numero 11.346 del 7 maggio 2026 maggiore entrata spesso al cimitero comunale maggiori introiti derivanti da proventi, luce votiva da destinare ad urgenti attività manutentive.
Da porre in essere nel cimitero comunale l'urgenza è determinata dalla lotta lavora erbacea ed arbustiva spontanea infestante che ha avuto un rapido sviluppo a causa delle copiose precipitazioni che abbiamo avuto. La terza variazione con nota protocollo numero 11 245 del 7 maggio 2026 è stata fatta la richiesta di applicazione di avanzo di amministrazione vincolato da trasferimenti quale atto di Deng dirigenziale della Regione Puglia numero 672 del 25 settembre 25 sono stati riprogrammati alle risorse ed è stato approvato il disciplinare per l'utilizzo da parte dei Comuni pugliesi beneficiari del programma strada per strada giusto atto dirigenziale numero 402 del 22 luglio 2021 delle economie derivanti dagli interventi finanziati in attuazione della delibera di Giunta regionale numero 662 del 21 maggio 2025 le economie rivenienti ammontano a complessive 75.000 0 25 confluiti in avanzo di amministrazione vincolato e del trasferimento del rendiconto di gestione anno 2025, per le quali si richiede applicazione urgente in quanto entro sei mesi dalla data di notifica del finanziamento ottenuto, è prescritto, pena la perdita del finanziamento è che siano aggiudicati i lavori e che questi siano concretamente avviati. L'urgenza di procedere all'applicazione dell'avanzo di amministrazione vincolato da da trasferimenti è determinata dalla necessità di consentire il regolare proseguimento delle procedure tecnico amministrative afferente gli interventi in oggetti aggiudicazione e consegna sotto le riserve di legge. L'ente si trovava al momento della variazione di bilancio dell'agevolazione prevista dall'articolo 195 utilizzo di entrate a specifica destinazione con la variazione di bilancio numero 4 del 2026 sono stati mantenuti gli equilibri di bilancio dell'organo dei Revisori economico finanziario. Ha espresso parere favorevole con verbale numero 23 dell'8 maggio 2026. La variazione costituisce modifica alla Nadu, approvata con delibera di Consiglio comunale numero 60 del 29 dicembre 2025. Grazie per l'attenzione, Presidente, grazie Assessore, ci sono interventi, se non ci sono interventi, metto ai voti il provvedimento, chi vota a favore.
9 voti favorevoli, chi vota contro?
Se i voti contrari votiamo adesso nessuna astensione, votiamo adesso per l'immediata esecutività, chi vota a favore, 9 voti favorevoli, nessun voto contrario e 6 astensioni.
Passiamo al punto numero 3, Ratifica della deliberazione di Giunta comunale numero 145 del 28 maggio 2026 avente ad oggetto variazione di bilancio numero 5 2026 in via d'urgenza ai sensi dell'articolo 175, comma 4, del decreto legislativo, due sei, sette del 2000.
Prego assessore sa, signor Presidente, il provvedimento che il Consiglio viene chiamato a discutere ed approvare la proposta di Consiglio comunale numero 20 avente ad oggetto Ratifica della deliberazione di Giunta comunale numero 145 del 28 maggio 2026 variazioni di bilancio numero 5 2026 in via d'urgenza ai sensi dell'articolo 175, comma 4 del decreto legge 267 del 2000 la richiesta di variazione è pervenuta dalla dal direttore area 1 Risorse Umane e prevede storni di fondo su alcuni capitoli di spesa del personale, nonché dell'applicazione dell'avanzo di amministrazione nel 2025, parte vincolata da trasferimenti da trasferimenti dell'importo di euro 6.394 PNRR AGEC, Agenzia, questione esperto tecnico. Tale manovra finanziaria ci rende necessarie per tre specifiche finalità. L'ulteriore incremento del Fondo sarà Eolia cesio. Accessorio Ines in esecuzione in quanto stabilito in delegazione trattante il 13 maggio 2026, l'incremento del capitolo per l'affidamento del servizio di lavoro interinale finalizzata all'assunzione a tempo determinato, sei mesi di numero 2 istruttoria amministrativa a supporto degli Uffici demografici e tributi,
L'incremento di 700 euro sul capitolo 1.742 per differenze retributive richieste dalla società. Adecco per un funzionario in somministrazione al SUAP nell'anno 2025.
Nell'anno 2, grazie.
Seriamente.
Forse?
Ed è per te ostinavano ah ok, va bene, l'intervento, dicevo, riveste carattere di assoluta urgenza allo scopo di consentire il tempestivo adeguamento del fondo salario accessorio e l'immediato affidamento di un servizio di somministrazione vista la stringente necessità di garantire il supporto operativo ai servizi interessati.
L'altra richiesta di variazione è stata presentata dalla direttrice aria 4.
Organi istituzionali, servizi demografici e contenzioso, la variazione finanziaria si rende necessarie tramite storno di fondi inerenti le spese per le indagini statistiche, con specifico riferimento al censimento permanente della popolazione e delle abitazioni nel 2025 virgola aviazione, al reale componente alle 2 e rilevazione la lista, l'intervento riveste carattere di assoluta urgenza e poiché finalizzato a consentire in tempi rapidi la regolare liquidazione delle somme incentivanti spettanti al personale, al personale coinvolto nelle attività di alla città che edizioni un livello ai 5 25 di al censimento,
La terza richiesta proviene dal Direttore dell'area 8 infrastrutture e opere pubbliche, qualità urbana e beni comuni.
È stata richiesta l'applicazione dell'avanzo vincolato derivante derivante dal rendiconto dell'esercizio 2025 per l'importo di euro 33.249. Tale variazione si renda necessario per adempiere all'obbligo di restituzione in favore della regione Puglia della somma eccedente le anticipazioni erogate nell'ambito del POR Puglia. 2014 2020 Lavori di adeguamento dei locali esistenti per attività culturali e ricreative presso edifici scolastici di proprietà comunale, determinazione regionale numero 151 del 19 febbraio 2026 che ha quantificato il costo ammissibile finale in euro 54.387 a fronte di euro 87.635 già liquidati all'ente. L'intervento riveste carattere di urgenza per il decorso del termine di 60 giorni dalla notifica regionale, rendendosi pertanto indispensabile l'immediato regolarizzazione della posizione debitoria del comune per evitare l'adozione di formali provvedimenti per inadempienza da parte dell'Amministrazione regionale.
Verificata altresì l'urgenza di effettuare storni di fondi dal capitolo 732.000, costruzione, loculi colombari eccetera al capitolo 22.856 costruzione, loculi colombari, eccetera al fine di consentire all'aria 8 di procedere all'impegno di spesa necessario all'avvio delle attività per la costruzione di cui trattasi. L'ente si trovava al momento delle operazioni di bilancio nella circolazione previste dall'articolo 222 anticipazione di tesoreria con la variazione di bilancio numero 5 2026 sono stati mantenuti gli equilibri di bilancio è l'organo di revisione economico-finanziario. Ha espresso parere favorevole con verbale numero 30 del 27 maggio 2026 la variazione costituisce modifica alla la DUP, approvata con deliberazione di Consiglio comunale numero 60 del 29 dicembre 2025. Grazie Presidente.
Grazie Assessore, ci sono interventi, se non ci sono interventi, io metto ai voti il provvedimento, chi vota a favore.
9 voti favorevoli, chi vota contro 6 voti contrari, nessuna astensione, votiamo adesso per l'immediata esecutività, chi vota a favore, 9 voti favorevoli, nessun voto contrario, 6 astensioni.
Passiamo al punto numero 4 variazione numero 6 al bilancio di previsione finanziaria, 2026 28 decreto legislativo articolo 175, comma 2 del decreto legislativo, due sei sette del 2000 prego, Assessore Dinosaur, sì, grazie il provvedimento che il Consiglio è chiamato a discutere ed approvare. La proposta di deliberazione di Consiglio comunale numero 21 avente ad oggetto variazione numero 6 al Bilancio di previsione Finanziario 2000 che ci sia il numero 28, articolo 175, comma 2 del decreto legge numero 267 del 2000 per la variazione numero 6 viene registrata una maggiore entrata di euro 297.000 e conseguente spese di partita sugli esercizi 2026 e 2027 a valere sulle risorse.
Pierre Puglia 2021 2027 priorità 1 complessità, competitività e innovazione, azione 1.8 interventi di digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni e diffusione di infrastrutture e servizi digitali a favore dei cittadini ed imprese.
Cari Consiglieri Ruvo di Puglia si conferma tra i Comuni più innovativi della Puglia. Il progetto è data 2 A e sviluppati, insieme al Comune di gru Comune di Grumo. Appula ha ottenuto un finanziamento regionale di 297.000 euro classificandosi settimo tra i 20 progetti finanziati a fronte di decine di candidature presentate dagli altri Enti locali. Mi scusi, Assessore per piacere, un po' di silenzio, grazie, prego, Assessore prossimi 18 mesi. Il progetto introdurrà nuove soluzioni digitali, basati sull'intelligenza artificiale, per rendere i servizi comunali e più semplici, veloci ed efficienti. Tra gli interventi previsti sono l'implementazione di nuovi servizi per i cittadini ed imprese finalizzate alla semplificazione amministrativa e alla digitalizzazione delle pratiche amministrative, una piattaforma intelligente per l'analisi dei dati territoriali ambientali e la pianificazione urbana ed infine un assistente virtuale capace di supportare i cittadini e imprese nell'accesso ai servizi comunali. L'iniziativa consentirà inoltre di ampliare i servizi on-line e valorizzare i dati pubblici in formato open data, rafforzando trasparenza, innovazione e qualità dell'azione amministrativa.
Altra variazione in aumento è inoltre quella segnalata dalla direttrice dell'aria CEE relativa il progetto soglia sistema di opportunità e governance locale per l'integrazione e l'autonomia progetto che si sviluppa negli e sia sugli esercizi 2026 e 2027 per euro 6.950 per entrambi.
La parte più rilevante della presente variazione, la numero 6, è tuttavia costituita dall'applicazione di avanzo di amministrazione nel 2025, quarta parte, vincolata e parte disponibile per la parte vincolata, vengono applicati i vincoli derivanti da leggi e princìpi contabili per euro 100.412, tutti applicati alla parte capitale ed euro 223.672 alla parte corrente.
Relativamente alla parte capitale, i 100.412 sono applicato applicati per dar corso al lavoro di abbattimento delle barriere architettoniche, alla pulizia di caditoie e canali di deflusso delle acque piovane, nonché per la manutenzione di immobili ed impianti del patrimonio disponibile.
Per la spesa corrente sono applicati euro 223.672, così suddivisi.
Euro 11.000 0 85, al rimborso della terza rata di destituzione del delle risorse Covid, 19 ricavati in eccesso e per euro 212.587 ai servizi sociali per interventi e interventi relativi al servizio trasporto diversamente abili alla gestione, servizio mensa alle scuole, integrazione retta di ricovero per anziani e diversamente abili, eccetera. La variazione si sviluppi infine, con l'applicazione dell'avanzo di amministrazione, parte disponibile per euro 790.470, di cui 430.820 destinati a spese di investimento ed euro 359.650 destinati alla spesa corrente. Riguardo alla spesa di investimento, l'Amministrazione comunale ha ritenuto prioritario destinare queste risorse all'aria 8 infrastrutture e opere pubbliche, qualità urbana e beni comuni, nella consapevolezza che la qualità delle infrastrutture degli di degli edifici pubblici e degli spazi urbani incide direttamente sulla sicurezza, sul benessere e sulla qualità della vita dei cittadini.
Le somme stanziate sono il risultato di un'attenta attività di ricognizione svolta dagli uffici tecnici, supportata dalle segnalazioni e dei dirigenti scolastici, dei responsabili delle diverse aree dell'ente e dei cittadini.
Che ha consentito di individuare le principali esigenze manutentive del patrimonio comunale.
Gli interventi programmati riguarderanno scuole, uffici pubblici, impianti, viabilità verde pubblico frontale, lavatoi e opere finalizzate al superamento delle barriere architettoniche attraverso lo sport, lo strumento dell'accordo quadro sarà possibile inoltre, garantire interventi tempestivi e una maggiore capacità di risposta alle necessità che si presenteranno nel corso dell'anno questa scelta risponde ad una precisa visione amministrativa. Prendersi cura del patrimonio pubblico significa tutelare un bene comune, garantire continuità ed efficienza dei servizi e prevenire situazioni di degrado che, se trascurate, comporterebbero costi più elevati per la COT collettività negli anni futuri.
Per la spesa corrente, l'elenco delle spese correnti a carattere non permanente per euro 359.650 e dettagliato nell'allegato C che credo tutti quanti avete preso visione alla proposta di deliberazione numero 21 del 2026, per la quale segnalo il finanziamento di euro 100.000.
Per le spese inerenti le rette di inserimento dei minori nella comunità di tipo familiare disposti dal Tribunale per i minori, con la presente variazione numero 6 2026 vengono rispettati il pareggio finanziario e tutti gli equilibri di bilancio.
La manovra complessiva che il Consiglio è chiamato ad approvare è pari ad euro 1 milione 269.995 per l'esercizio finanziario 2026 ed euro 1 milione 5 del CIU 155.440 per l'esercizio finanziario 2027 ed euro 6.940 per l'esercizio finanziario del 2028.
Per la variazione di bilancio numero 6 2026 è stato acquisito il parere dell'organo di revisione economico-finanziario con protocollo numero 14 626 del 10 6 2026. grazie per l'attenzione, Presidente, grazie Assessore.
Ha chiesto la parola la consigliera Rutigliano, prego consigliera, grazie Presidente, allora in realtà delle tre, questa forse la variazione dove c'è più materiale ed è quel laddove c'è più da dire.
Fatta eccezione per le richieste provenienti dall'area 3, laddove noi in realtà troviamo soltanto la l'entrata relativa al bando ai regionale e per l'area 4, dove c'è uno storno di fondi, se non ricordo male si per la manutenzione dei mezzi comunali.
Le altre richieste sulle altre richieste è opportuno fare qualche precisazione, anche perché, forse per la prima volta da quando sono in Consiglio comunale, leggo un parere dei Revisori espresso con riserva,
Ritengo che questa riserva sia dovuta un po' non tanto alla al contenuto di queste richieste di variazione, quanto alle modalità con le quali puntualmente poi si arriva a fare delle variazioni di Giunta.
Anche rispetto al progetto soglia. Non non voglio intervenire per quanto riguarda invece le richieste dell'area 8, ancora una volta noi ci ritroviamo con un importo considerevole, una variazione in aumento per manutenzione, straordinaria immobili del patrimonio comunale, 266.000 euro. Se noi facessimo la somma di tutti e di tutte le volte che anche solo in questa consiliatura abbiamo trovato questa voce e probabilmente avremmo potuto costruire un'intera cittadina rispetto alle alle manutenzioni, alle somme che noi inseriamo nelle manutenzioni, a fronte poi di immobili che non mi pare abbiano subito queste grosse modificazioni, ovviamente non dico nulla né sulle strade né sulla manutenzione straordinaria del verde, perché comunque abbiamo verificato che degli interventi sono stati fatti su questa manutenzione straordinaria degli immobili comunali. Mi piacerebbe avere uno uno specchietto riepilogativo di tutto quello che viene fatto, perché davvero le somme sono consistenti e le ritroviamo puntualmente ad ogni variazione.
Rispetto all'area 9.
Ritroviamo una variazione di bilancio che attiene invece.
Alle bonifiche territoriali, alla disinfestazione va bene quindi nulla da dire.
L'ultima variazione, che è anche insomma consistente in termini economici, è quella che riguarda l'area 10, dove noi troviamo 2.500 euro per il programma del Maggio sportivo, quindi non.
No, non c'è problema su questo, perché fa riferimento ad una maggiore opportunità di animazione, però troviamo ancora 30.000 euro per incremento, offerta artistico, culturale e sostegno all'organizzazione e alla realizzazione di animazione territoriale nel periodo estivo. Non so se è sfuggito a me, ma non mi pare di aver visto un cartellone di eventi estivi.
Tale da giustificare una spesa per un'edizione estiva di eventi pari a 30.000 euro.
Mi piacerebbe sapere se è possibile quali sono queste manifestazioni che sono state previste in questo periodo siamo già a luglio, non mi pare di averle vista stessa domanda come mai i 60.000 euro che noi finalizziamo all'organizzazione del Talos festival, c'è questa indicazione di incertezza rispetto alla compartecipazione della Regione Puglia se non ricordo male questi eventi,
Che si ripetono ciclicamente hanno sempre una compartecipazione, anzi in misura sempre maggiore nel corso degli anni da parte della Regione, quindi chiedo come mai c'è questa previsione di incertezza sulla compartecipazione da parte della Regione,
E poi, rispetto al turismo, quali sono i percorsi che si sono che si è pensato di fare con questo stanziamento di 15.000 euro, nulla da dire invece rispetto ai 23.000 euro per il sistema museale, perché immagino sia necessario prevedere delle somme per la nuova struttura, la nuova allocazione del del museo per quanto riguarda le attività produttive, ritroviamo questi 60.000 euro per l'attivazione di imprese nel centro storico e mi piacerebbe capire lo stato di questo intervento.
Idem per il marketing territoriale, se è possibile Assessore sapere quali sono le iniziative intraprese rispetto a questo stanziamento di 10.000 euro.
Quindi queste sono principalmente le indicazioni che troviamo nella variazione, l'elemento importante che, ripeto, non era mai non c'era mai stato proposto sino ad ora.
E il parere dei Revisori che in questo caso, sebbene.
Sia favorevole, è specificato che il parere è favorevole, in quanto sono favorevoli gli altri pareri e quindi i pareri tecnici, il parere tecnico, il parere contabile viene espresso con riserva.
E viene espresso con riserva, ritengo, per questa motivazione, per il fatto che è l'utilizzo dell'avanzo di amministrazione.
È il continuo ricorso alle variazioni di bilancio, ancora una volta, a parere dei Revisori, evidenzia limiti sulle capacità di programmazione e rischi sul Governo di del bilancio.
E frequenti sono molto fra quanti queste variazioni in questo caso è anche una variazione abbastanza consistente in termini economici, quindi anche rispetto a questo parere espresso con riserva, se c'è possibilità di avere qualche spiegazione, se magari i Revisori da parte sono stati magari più specifici nella nel descrivere questo questa motivazione mi mi farebbe piacere conoscerla grazie.
Grazie consigliera, ci sono altri interventi.
Se non ci sono altri interventi, prego Assessore sol.
Ringrazio la consigliera rutelliani per aver evidenziato il parere con riserva favorevole, con riserva del nostro Consiglio dei Revisori, la ringrazio perché mi dà la possibilità di spiegare al Consiglio, ma soprattutto ai cittadini, la motivazione da dove deriva questa riserva in merito al parere favorevole con riserva espresso dal Collegio dei Revisori sulla variazione numero 6 di bilancio.
Con la quale applichiamo una parte dell'avanzo di amministrazione risultante dal rendiconto 2025, è opportuno chiarire il contesto che ha determinato tale osservazione. Cittadini Consiglieri, il Comune di Ruvo di Puglia si conferma tra gli enti più attivi del nord barese nell'attuazione degli interventi finanziati dal PNRR, non solo per il numero dei progetti avviati ma anche per la loro rilevanza strategica nei settori dell'edilizia scolastica, della rigenerazione urbana, della digitalizzazione e della transizione ecologica.
L'avanzamento di questi interventi ha comportato per l'Ente la necessità di anticipare il pagamento di numerose fatture relative ai lavori in corso, garantendo il rispetto dei tempi di pagamento previsti dalla normativa, tale circostanza ha determinato il ricorso alle anticipazioni di tesoreria previste dall'articolo 222 del decreto legge 267 2000 a seguito delle significative somme anticipate dall'Ente in attesa dell'erogazione dei finanziamenti.
La riserva formulata dai Revisori non mette in discussione la correttezza della variazione di bilancio, né la solidità dei conti comunali, ma rappresenta un invito a mantenere costantemente monitorati gli equilibri di finanza pubblica e l'andamento della liquidità affinché, qualora necessario, possono essere adottate tempestivamente tutte le misure utili a garantire il pieno rispetto degli obiettivi di bilancio.
Si tratta pertanto di una raccomandazione prudenziale legata alla gestione finanziaria, di una fase particolarmente intensa di investimenti, che testimonia l'impegno dell'Amministrazione nel cogliere le opportunità di sviluppo offerte dal PNRR senza rinunciare al necessario presidio del degli equilibri finanziari dell'Ente.
Questo per quanto riguarda il parere con riserva dei Revisori dei Conti, vorrei continuare, Presidente, sull'altra osservazione, che la consigliera Rutigliano affatto parlava di mancata programmazione della Amministrazione, in virtù del fatto che facciamo tante variazioni di bilancio, prendiamo atto dell'osservazione del lavoro dell'organo di revisione che vi chiama correttamente all'interno dell'importanza della programmazione finanziaria.
È vero, siamo la sesta variazione di bilancio, ma è altrettanto vero che molte di queste variazioni derivano da eventi non prevedibili al momento della predisposizione del bilancio penso ad esempio.
Il finanziamento che lo sto sto prima, 300.000 euro ottenuto per la decide digitalizzazione dei servizi.
Al contributo per il progetto soglia, all'applicazione dell'avanzo di amministrazione o esigenze organizzative sopravvenute, come la sostituzione di personale in aree strategiche dell'Ente. In questi casi le variazioni non sono il segnale di una CRA in sede di programmazione, ma rappresenti uno strumento necessario per recepire nuove risorse, cogliere opportunità e garantire continuità ed efficacia all'azione amministrativa. L'amministrazione.
Consigliere quotidiani ha ben chiari i pro i propri obiettivi politici e gestionali e continuerà a ricorrere alle variazioni di bilancio quando questi eventi sopravvenuti o opportunità non programmabili lo renderanno necessari grazie.
Grazie Assessore.
Ha chiesto di intervenire l'Assessore Mazzone, prego, non devo dire cose molto importanti, ma un po'.
Mi riferisco soltanto alla a quella che io ritengo una battuta con quei soldi potremmo costituire intere città, probabilmente Consigliere rutelliana non ha alcuna idea di quanto costano quanto possono costare gli interventi sugli immobili, abbiamo un grande patrimonio immobiliare nella città di Ruvo di Puglia e lo sa, abbiamo continue richieste di interventi.
Mi riferisco semplicemente in questo momento alle scuole su cui noi abbiamo, abbiamo una grandissima attenzione, da anni crediamo che quella sia una strada per investire sulla città del futuro, per cui soltanto questo ecco per rispetto a chi utilizza queste risorse per gli indirizzi che noi diamo.
Credo che sia il caso di non fare queste battute in Consiglio comunale perché si tratta di somme davvero irrisorie tenute con tenuto conto anche che forse questo è il momento in cui riusciamo a mettere delle risorse su questi capitoli davvero vitali per la città e lo facciamo con un meccanismo degli accordi quadro che ci consente in qualche maniera di non lasciare mai indietro nessuno grazie.
Grazie, Assessore Mazzone.
Prego occhio, prego Sindaco di di risposta della consigliera, allora per quanto riguarda quei 30.000 euro in realtà diciamo c'è un'articolazione interna, la parte dedicata alla all'estate sono 15.000 euro è venuto fuori.
Ovviamente questo, insomma da un provvedimento già previsto nello scorso, come che era un provvedimento previsto nello scorso da adottare nello scorso Consiglio, avremmo anticipato nella pubblicazione dell'avviso e nella messa a disposizione delle risorse. Quindi questa diciamo, è la il dato la, la cosa che sottolineava, cioè il fatto della previsione di questi 60.000 euro a copertura del festival Talos, nasce dal fatto che in questa o in questo periodo di transizione tra Amministrazione uscente e la nuova Amministrazione regionale, il mandato e diciamo, le risorse attribuite dalla Regione per progetti come quello odierno del del festival Talos e che sono frutto di risorse che per effetto della della convenzione con il Comune ed arrivano a Puglia, culture e in questo momento non sono certe.
Non c'è un meccanismo in questo momento di finanziamento, ma non soltanto dal progetto US, non una serie di progetti anche rilevanti. Quindi io non ho dubbi che nel corso del di quest'anno le risorse arrivano, però noi abbiamo la necessità di programmare il festival Talos, quindi di dare una base, diciamo certa, per organizzarlo e questo ha diciamoci, ha determinato prevedere questa somma che la consideriamo un'anticipazione da parte dell'ente rispetto a risorse che comunque ci aspettiamo arrivino come negli anni passati, non sappiamo se ci sarà un nuovo bando destinato agli enti locali, se continuerà la convenzione diretta con Puglia, cultura, c'è una fase, appunto, di transizione e come sapete il nuovo Direttore Generale dell'area cultura, il dottor Elia.
È stato nominato circa una settimana fa e non è ancora entrato nelle sue funzioni perché tutti i direttori generali che ho che che no, non sapevo fosse così, tutti i direttori generali entreranno in funzione una volta che saranno tutti quanti nominati, quindi c'è proprio questa fase di transizione e questo spiega non c'è un definendo una volontà di non finanziario cioè in questo momento la mancanza degli strumenti finanziari che ordinariamente finanziano questi progetti.
Prego, Assessore, sauna, sì, stiamo continuando in una azione, appunto, di comunicazione del del territorio ad.
A creare anche degli ulteriori simboli di e azioni di promozione faccio un esempio, noi abbiamo una iscrizione sulla Banca Intesa, no, la Banca Intesa di Ruvo abbia un'iscrizione, un'epigrafe di Giovanni Jatta,
Sto stiamo praticamente istituendo un po' un totem da instaurare su via Rosario, nonché a ripristinare tutta questa epigrafe che praticamente non si legge assolutamente, quindi questa cosa potrebbe essere motivo di attrazione e di attenzione da parte degli avventori e dei turisti che ci vengono a trovare che ci vengono a favore della nostra città.
Stiamo sto pensando anche ad un piano in ritardo, va bene, sto anche pensando a già stiamo mettendo in atto un piano di comunicazione, suo social scon manifesti e altro proprio per continuare questa azione di promozione del territorio e delle nostre eccellenze sia sotto il profilo della enogastronomia che sotto il profilo proprio del territorio, delle dei beni culturali e di tutto ciò che la nostra c citarsi.
Ah.
Questo è.
Grazie Assessore, quindi, se non ci sono ulteriori interventi, metto ai voti il provvedimento, chi vota a favore a favore, Piero.
9 voti,
Ah, no, no, siamo due qua, 9 voti favorevoli, chi vota contro sei voti contrari, nessuna astensione, metto ai voti adesso l'immediata esecutività, chi vota a favore, 9 voti favorevoli, nessun voto contrario e 6 astensioni.
Passiamo al punto numero 5, presa d'atto della delibera di Consiglio comunale del Comune di Corato numero 73 del 22 dicembre 2025 ad oggetto modifiche all'articolo 18 del Regolamento di ambito.
Per l'accesso ai servizi.
Ai servizi, approvato con deliberazione della Commissione straordinaria del comune di Corato con poteri del Consiglio numero 18 del 30 11 2018 e modificato con deliberazione del Commissario straordinario del Comune di Corato con poteri del Consiglio numero 47 del 25 giugno 2020, prego Assessore Curci.
È una delibera, quindi, di presa d'atto, di una delibera già assunta dal Consiglio comunale di Corato in quanto Comune capofila dell'ambito territoriale sociale che sostanzialmente ratifica, sotto alcuni aspetti, un atto deliberativo del dell'ANPI del coordinamento di ambito territoriale che modifica l'articolo 18 del Regolamento di ambito per l'accesso ai servizi sostanzialmente l'articolo 18,
Prevede lassù prevedeva la suddivisione in quattro fasce ISEE dei servizi relativi alla i servizi sociali, i servizi sociosanitari in quattro fasce, ISEE è definiva anche definisce anche le quote di partecipazione al pagamento da parte dei cittadini beneficiari dei servizi domiciliari.
I nostri uffici di servizi sociali dei tre Comuni appartenenti all'ambito hanno valutato che l'impatto dei servizi sulla popolazione, nonché il soddisfacimento dei reali bisogni di cure e di assistenza dei cittadini, hanno rilevato un cospicuo sottodimensionamento dei fruitori dei servizi domiciliari, legato soprattutto l'eccessiva onerosità delle quote di compartecipazione legati alle facesse contemplate nell'articolo 18, quote che, per certi versi, risultano addirittura superiore. La verità. Riaffiorare applicate nel mercato privato e a tal fine, quindi, il coordinamento di ambito ha proceduto ad una rivalutazione sia delle fasce ISEE sia delle percentuali di compartecipazione da applicare ad Unione ADS con riferimento ai servizi domiciliari, tenendo conto anche della distribuzione, allo stato attuale dei cittadini beneficiari nelle varie fasce ISEE e quindi ha proceduto, con una propria delibera del 31 ottobre 2025, a modificare l'articolo 18 del Regolamento d'ambito, nella misura in cui si è reso necessario il revisore revisionare la compartecipazione al pagamento dei servizi domiciliari, modificando quindi la tabella relativa alle fasce in sedi con partecipazione, riportandola da quattro fasce A 10 fasce e renderlo. Naturalmente,
Possibile la possibilità di beneficiare ad una più larga fascia della popolazione, a differenza di quello che accadeva, diciamo prima della modifica apportata con la deliberazione del coordinamento istituzionale del 31 ottobre 2025.
Grazie Assessore, ci sono interventi.
Se non ci sono interventi, procedo con con la votazione.
Non lo so, non lo so chi vota a favore.
All'unanimità dei presenti.
15.
A Biagio ah, manca Biagio, con 14 voti favorevoli, nessun astensione e nessun voto contrario.
Se votiamo per l'immediata esecutività, chi vota a favore?
Come prima, 14 voti favorevoli, nessun voto contrario e nessuna astensione.
Passiamo al punto numero 6.
Proposta di deliberazione protocollo 11.220 del 30 aprile 2026 a firma dei consiglieri comunali video Cantatore, Luciano Lorusso, Pietro Paparella, Maria Tiziana quotidiani Summo Simona, avente ad oggetto comparto edificatorio, K determinazioni conseguenti al ricorso al TAR numero 2 4 8 barra 2018 alle anomale procedure,
Procedura va be'per in essere con omissioni, nonché.
Ah, la sentenza TAR Puglia, Bari, Sezione 3, numero 4 3 8, barra 2026 pubblicato in data 8 aprile 2026. Prima di iniziare la discussione.
Del punto in oggetto intendo fare una.
Una mia precisazione in qualità di Presidente del Consiglio comunale.
Con queste respingo con forza e fermezza l'accusa mossa da alcuni esponenti dell'opposizione secondo cui considererei le leggi e i regolamenti comunali come degli inutili orpelli, si tratta di un'affermazione non solo falsa, ma profondamente lesiva della dignità, del ruolo che ricopro e dell'intera massima Assemblea cittadina.
Il mio mandato fin dal primo giorno si fonda sul principio della garanzia democratica, sul rispetto delle norme che disciplinano i nostri lavori.
Chi siede sullo scranno della Presidenza ha il dovere morale e giuridico di essere il custode delle regole, non il loro demolitore.
La mia costante ricerca di efficacia ed efficienza nei lavori del Consiglio, volta a dare risposte concrete e tempestive ai cittadini, non ha mai scavalcato, né è mai scavalcherà il perimetro della legalità e dei regolamenti vigenti.
Confondere la volontà di evitare sterili ostruzionismi con la mancanza di rispetto per le regole è un errore di prospettiva politico strumentale che non fa bene al dibattito democratico le regole e i regolamenti non sono orpelli, sono le fondamenta della nostra convivenza civile e dell'azione amministrativa, invito tutti e tutte anzi tutte e tutti a superare le polemiche personali e a riportare il confronto sui temi concreti nell'interesse esclusivo della nostra comunità all'interno di quel perimetro di regole che io stesso per primo mi impegno quotidianamente a difendere da applicare.
Certo, il confronto politico, anche acceso, è l'anima della Democrazia, tuttavia, quando la dialettica travalica il rispetto reciproco e scade nell'attacco personale o nella provocazione, continua smettere di essere utile alla comunità.
Questo è il rischio che tutti noi corriamo il nostro dovere primario e dare l'esempio e i cittadini ci guardano e noi fortunatamente amministriamo una comunità sana sia nei principi e nei valori e si ci ascoltano e spesso assorbono il clima che noi stessi alimentiamo esacerbare gli animi in un momento storico già a carico di tensioni sociali ed economiche è un atto di profonda irresponsabilità.
Rischiamo di trasformare il nostro confronto in uno scontro permanente, allontanando ulteriormente le persone dalla politica e dalle istituzioni. Per questo motivo rivolgo a tutti noi un invito formale accorato ad abbassare i toni. Rimettiamo al centro i contenuti, concentriamoci sui problemi reali della nostra città e sulle soluzioni. Lasciando da parte le polemiche strumentali. Rispettiamo i ruoli, la diversità di opinione e una ricchezza, non un pretesto per lo scontro personale. Tuteliamo la serenità della nostra comunità.
Abbiamo la responsabilità di governare e fare opposizione con dignità e rigore. Torniamo a dimostrare che siamo in grado di confrontarci in modo democratico e civile e non perennemente divisi. I cittadini ci chiedono di essere sempre da non ci chiedono sempre di essere d'accordo, ma ci chiedono di essere all'altezza del ruolo che ci hanno affidato.
Voglio infine evidenziare che, subito dopo la Capigruppo fu inviata richiesta dei pareri, come chiesto agli uffici competenti e che in data 15 giugno 1000 e un suo parere della dottoressa tamponi, che io avrei consegnato in Consiglio il giorno dopo cosa che purtroppo non ho potuto fare data la mia assenza in quello Assis grazie della pazienza che avete avuto adesso procediamo con la discussione.
Dal punto prego Consigliere Paparella.
Sì, grazie Presidente.
Sicuramente, Presidente.
Questo intervento sarà insomma un po' oltre da un punto di vista temporale, perché bisogna un attimo riepilogare una vicenda, una vicenda amministrativa che.
Visto impegnato questo, quest'organo da da diverso da diverso tempo e quindi è giusto,
Fare un un, un brevissimo excursus per poi arrivare a quello a quello che è successo e a quello che abbiamo provato a proporre con questo con questo atto deliberativo, e lo faccio, Presidente.
Iniziando iniziando proprio da da dal dal dal suo ultimo, dal suo ultimo intervento,
Perché il Consiglio il vero che il Consiglio comunale?
È stato è stato convocato in data.
10 giugno per il 16 giugno, in data 10 giugno per il 16 giugno dello scorso Consiglio, lo scorso Consiglio comunale, è vero che quando abbiamo fatto la Capigruppo.
Ahimè, purtroppo, perché questo è diventato da essere, un'eccezione è diventata ormai la regola. Quando andiamo in Capigruppo gli atti non sono mai mai e lo possiamo dire senza timore di smentita, completi al 100% quando arrivano gli atti nella Capigruppo. Il regolamento dice che gli atti devono essere completi, quindi compresi i pareri e quant'altro. Purtroppo, per 1.000 motivi organizzativi, questo non avviene mai, ma questa non può essere la regola, deve essere l'eccezione e questo è un suo compito, quello di convocare la Capigruppo quando i fascicoli sono completi. Però, è anche vero che il Regolamento consente alla Presidenza di poter rinviare la documentazione ventiquattr'ore prima della tenuta del del Consiglio comunale. Quindi il fatto che lei il 16 giugno non è non è stato presente in questo Consiglio comunale non toglie nulla rispetto al fatto che, in data 11 giugno, ha avuto tra le mani il parere del Direttore dell'area 5 e che non ha mai trasmesso ai consiglieri comunali e che in data 15 giugno ha avuto il parere del Segretario generale e che non ha mai trasmesso ai consiglieri comunali atteso che, così come avviene sempre i pareri, i documenti e gli atti non vengono mai dati a mano ai consiglieri comunali presso l'ufficio di segreteria, ma vengono una volta disponibili, vengono trasmessi tramite PEC. Quindi, il fatto che lei, il giorno 16 aveva deciso di non venire in Consiglio comunale non impediva assolutamente di rispettare quelle che sono le norme e le leggi e i regolamenti, e cioè di inviare una volta in suo possesso gli atti e i documenti, non solo una precisazione, Consigliere solo una precisazione. La facoltà di intervenire il presidente, la ringrazio, no, non esiste, non ha deciso il giorno prima ha deciso di non venire in Consiglio comunale. Sono questioni mie personali, quindi non ne hanno fatti suoi febbre. Esatto, bravo questo di fatto, il fatto che non era in Consiglio comunale e cioè quello quello, è certo un dato di fatto esatto. Certo, beh, non credo che nessuno gli ha imposto di non venire di fatto, che non è venuto nella sua decisione personale e quindi voglio dire non abbiamo detto nulla di che qui siamo convinti che nessuno dica al Presidente che cosa fare e che cosa non fa. Il Presidente è adulto e vaccinato e sa quando può venire quando deve venire, quando non deve venire in Consiglio comunale.
Detto questo, su questi due, su questi due pareri ritornerò nel merito e nel contenuto espresso a margine del dell'intervento.
Allora?
Questo questo provvedimento e questo problema del comparto K è.
Un problema che è stato affrontato.
Da questa Amministrazione e quindi sia nella prima che nella seconda Amministrazione a guida del Sindaco del Sindaco, Chieco a partire già dalla.
Dal 2000 dal 2017 e ricordiamo che il l'Amministrazione chi è così in sedia a giugno del 2000 del 2016 è il primo atto della dell'Amministrazione Chieco sul problema comparto K è la deliberazione di Giunta comunale, la numero 169.
Del 2000 del 2017, dove c'è la costituzione in giudizio introdotto dinanzi al TAR Puglia del contenzioso del Consorzio comparto k più altri, contro il Comune di Ruvo di Puglia per la dichiarazione di illegittimità del silenzio serbato sul lato di diffida del 15 giugno 2016 presentato dai ricorrenti quindi 15 giugno 2016, qualche giorno dopo l'insediamento della Amministrazione irriguo, il Consorzio comparto K e altri presentano un una diffida al al Comune è il Comune, non dà seguito a questa diffida, la la la ignora, possiamo dire così la la la la tiene in un cassetto tant'è che.
I consorziati fanno ricorso al TAR avverso. Il silenzio di questa di questa, di quelle del silenzio riservato dall'Amministrazione. Verso questa questa diffida ed è il primo ed è il primo atto della dell'Amministrazione Chieco dopo questo atto arriviamo quesiti giugno. Arriviamo a dicembre del 2017, il 20 dicembre 2017.
Arie arriviamo in Consiglio comunale con la delibera di Consiglio, la numero 107 del 2000 del 2017, dove il Consiglio approva la revoca della deliberazione del Consiglio comunale numero 84 del 22 dicembre 2008 che ha ad oggetto Piano di lottizzazione in variante al comparto K, come individuate dalla variante generale al PRG e adozione, adottiamo in Consiglio comunale la nuova variante al comparto edificatorio k, ai sensi dell'articolo 27 della legge 56 dell'80,
Alcuni alcuni di noi erano presenti in quel Consiglio in quel Consiglio comunale è.
Tra tra le cose fatte in quel Consiglio in quel Consiglio comunale o meglio, durante i lavori della Commissione che ha preceduto quel Consiglio comunale, la, la Commissione convocò l'avvocato Giuseppe Cozzi per essere audito in Commissione, atteso che era pendente questo ricorso dinanzi al TAR al TAR Puglia è.
Il il, l'avvocato Giuseppe Cozzi garantiti, a al Consiglio, alla Commissione e quindi all'organo all'organo consiliare che sarebbe venuta meno la la materia del contendere presso il TAR Puglia, perché il Comune stava di lì a poco per diciamo rispondere a questo atto di diffida e che quindi con questa con questa risposta sarebbero venute meno sarebbe venuto meno il motivo del contendere, quindi quel ricorso al TAR sarebbe sarebbe decaduto. Quindi noi arriviamo in Consiglio comunale con questa.
Con questa prospettazione fatta dall'avvocato dall'avvocato Cozzi.
Il Consiglio comunale del 20 del 20 dicembre fa arrivo, diciamo alle.
Alle all'oggetto che ci interessa rispetto alla dinamica che poi porta a quello che stiamo che stiamo per discutere, vado a.
Lo stralcio brevissimo del del verbale del Consiglio comunale del 20 dicembre 2017.
Dove io personalmente intervengo a conclusione e dico va bene la parte iniziale è inutile leggerla. Si rileva inoltre che la tavola denominata tavola, unica planimetria, individuazione, cessione, aree pari al 48% e così via, di cui dovrebbero essere Grafis grafici Zati unicamente le aree del consorzio K deve deve cedere rispetto alle direttive del piè del PRG a titolo gratuito, mentre riporta invece la suddivisione fra le aree accedersi da parte dell'edilizia privata e quelle che il Consorzio ritiene debbano essere ceduti dall'edilizia residenziale pubblica. La Commissione ritiene che la suddetta tavola sia in contrasto con le prescrizioni riportate nella proposta di delibera e quindi propone di stralciarla. Quindi riepiloghiamo in quella proposta fatta al Consiglio comunale, al Comune di Ruvo di Puglia da parte dei consorziati del comparto capo, che prove pro che avevano proposto nuovamente questa variante al PRG revocando quella precedente, c'erano delle discrasie rispetto al principio stabilito e sancito dalle norme tecniche di attuazione, cioè la cessione gratuita delle aree, la cessione gratuita delle aree e alcune parti sia della Convenzione che delle tavole grafiche che erano allegate alla proposta di delibera erano in contrasto con questo principio e quindi, in accordo unanime con la Commissione, col Consiglio comunale si decise di stralciarle e di e di eliminarle. Qui c'è l'emendamento formale che propose l'allora Presidente della Commissione Urbanistica Raffaella di Terlizzi e poi ha concluso che naturalmente fu votato all'unanimità dalla dalla dal Consiglio, dal Consiglio comunale e per chiudere, ci fu l'intervento conclusivo del Sindaco che diceva volevo ringraziare il Consiglio comunale per il lavoro svolto e i Consiglieri per il lavoro svolto anche durante gli incontri di Commissione. Questa vicenda, dopo vent'anni, era una di quelle cose strane della città di vicende aperte che rimangono così aperti per un periodo di tempo indeterminato. All'improvviso ti scoppiano così in mano con diffide richieste risarcitorie. Quindi ci riferiamo a quella precedente tutta una costruzione giuridica che non avrebbe dovuto essere se questi provvedimenti fossero stati adottati tempestivamente come doveva essere. Noi stiamo colmando una lacuna. Noi stiamo facendo adottando un provvedimento non soltanto legittimo ma un provvedimento giusto, un provvedimento equo, un provvedimento che ridà certezze.
Dopo quello che è successo nell'ultimo anno e mezzo, con queste rivendicazioni, che costituiscono oggetto del procedimento amministrativo dinanzi al TAR, che dà certezza alle famiglie che da sé certezza ai soci delle cooperative, da un riferimento preciso all'idea e delle valutazioni delle amministrazioni rispetto a questo intervento di edilizia residenziale pubblica rispetto agli obblighi di trasferimento dell'Ente delle superfici previste dall'articolo 51 del PRG dell'allora vigente PRG. Nello stesso tempo, però, dà anche un indirizzo preciso ai consorziati, ai proprietari, perché se vorranno hanno gli strumenti e le condizioni, anche con il supporto dell'Amministrazione che anche qui si rende conto, come stiano intervenendo in una materia dove da vent'anni per tante ragioni, certamente non tutto è dipendente dall'Amministrazione, anzi, in quell'aria che aveva un titolo per edificare come privato non è riuscito a farlo. Quindi una soluzione, anche da questo punto di vista chiara, equa, che rigetta impostazioni non condivisibili, dà certezza da una parte, però da una traiettoria. Dall'altro lato, quindi, mi sento davvero di ringraziare tutto il Consiglio comunale per questo percorso, oltre che gli uffici tecnici, l'assessore per il lavoro tecnico svolto e quindi ovviamente esprimo il mio voto favorevole. Tutto bene, quello che finisce bene. Siamo tutti felici e contenti. Siamo in fase di adozione di questa della variante.
Che avrebbe dovuto vedere l'approvazione definitiva che non è mai avvenuta, e qui arriviamo al Consiglio comunale del 19 febbraio 2018. Siamo al punto numero 2 all'ordine del giorno, l'approvazione del verbale di seduta del 20 dicembre, cioè questa che vi ho appena appena letto e parla il Segretario generale prende la parola prima dell'approvazione dice sì, vorrei intervenire perché qui,
Invece bisogna sollevare una questione, in quanto ci sono delle discrasie rispetto all'ufficialità del processo verbale, perché il Consiglio comunale del 20 dicembre è stato un Consiglio comunale pochino particolare, e cioè ricordo alla mia memoria.
Che.
Quel Consiglio comunale del 20 dicembre, che aveva fatto un lavoro estenuante in Commissione, aveva fatto un lavoro particolare in in Aula, aveva portato all'approvazione di degli emendamenti che andavano a modificare lo schema deliberativo e lo schema, lo schema di convenzione, ci ritroviamo, ci ritroviamo con una delibera,
Testuali parole della consigliera rutelliani, noi andiamo a parlare di una delibera che ha totalmente stravolto il contenuto votato all'unanimità, quindi doveva essere anche un vostro problema. Doveva essere un problema di fatto, che si parla di un titolo oneroso anziché di un titolo gratuito. Viene totalmente stravolta la parte nella quale si parla di stralcio. Mancano le dichiarazioni dell'assessore, ma anche la dichiarazione del voto del nostro voto del nostro Consigliere, ma anche la dichiarazione di voto. Cioè stiamo tollerando e facendo finta che da questa parte si voglia far la guerra, si voglia far passare l'opposizione per guerrafondaia quando è questa è la tutela della comunità, diceva la consigliera Rutigliano, non dell'opposizione e cioè praticamente fu.
Pubblicata all'Albo Pretorio e quindi diciamo fu resa ufficiale la delibera di Consiglio comunale.
Che praticamente non faceva assolutamente riferimento a tutto il lavoro svolto in Commissione e in Consiglio comunale non c'era nessun riferimento allo stralcio che noi avevamo fatto delle tavole, non c'era nessun riferimento alla modifica del punto 2 del dispositivo della delibera dove inserivano la parola gratuitamente rispetto allo stralcio delle tavole e quindi la cessione gratuita delle aree.
E quindi anche la consigliera Caldarola disse, Segretario, secondo me ci sono due problemi più seri su questa delibera. 1 e che noi abbiamo detto che lo stralcio doveva avvenire perché la tavolo non era conforme alle norme tecniche. E l'altro perché la relazione diceva che quella bozza di convenzione non andava bene e noi eravamo tutti quanti d'accordo, dopodiché però non ci siamo accorti che la bozza e gli atti era stata la solita presentata dai consorziati e non quella che invece dovevamo dovevamo modificare. Qui arriviamo alle dichiarazioni del Sindaco, dove dice esattamente il contrario di quello che sosteneva la Caldarola e dice, ma la convenzione che approviamo, che approvammo al punto 4, è una convenzione che contiene le modificazioni e il fare proprie. L'introdurre negli atti le modificazioni contenute nella relazione lo dice testualmente questo fatto sta scritto. Non ci inventiamo cose, consigliere Paparella, non gli viene il dubbio, ma qualcuno si potrebbe inventare. Non so che cosa diciamo, non lo so, io faccio il giurista la leggo in maniera chiara adottare lo schema di convenzione, così come con le mie dichiarazioni previste al punto 4, è una cosa inutile e quindi per il per il Sindaco, lo schema di convenzione andava bene, così come ha proposto, perché era una cosa inutile adottare le modifiche.
Diamo l'idea di una città che si contrappone nel merito, ma non una, che fa la guerra attorno a una vicenda come questa, che non ha niente su cui guerreggiare, cioè vogliamo finalmente risolvere questo problema dando atto a chi ha preso in prima persona questo obiettivo cioè la mia Giunta l'assessore agli uffici tecnici che hanno messo il Consiglio nelle condizioni di deliberare questa vicenda dannosissima di oltre vent'anni del Consorzio compatto K, quindi il 19 febbraio arriva in Consiglio comunale l'approvazione del verbale. Ci rendiamo conto che l'opposizione non era del tutto a disattenta e non era del tutto.
Voglio dire, non non non non consona a quelli che erano i propri i propri compiti, tant'è che il 27 marzo 2000 del 2018 tant'quel verbale non viene approvato dal Consiglio Comunale, viene ritirato dall'Amministrazione, si arriva in Consiglio comunale.
Ah il 27 marzo 2018, con la delibera di Consiglio dal numero 12, che è rettifica.
Tenta di rettificare la deliberazione di Consiglio comunale 107 con la revoca, appunto, del Piano di lottizzazione e quant'altro in questa delibera.
La consigliera quotidiani continua.
E dice che lo abbiamo noi, se ce l'abbiamo noi.
Segretario e la cosa assurda è che lo scorso Consiglio comunale allo scorso Consiglio, come voi, eravate già a conoscenza del fatto che c'era stato un altro ricorso al TAR, questo è il protocollo protocollo 39 89 del 2018 non è sulla delibera, non è sulla delibera, è chiaro, noi ci mettiamo qui a disquisire sulle ragioni per cui è stata impugnata una cosa anziché un'altra, preferiamo occuparci di quello che ci che ci compete, però in questa sede, quando si chiede chiarezza altrettanta chiarezza dovrebbe esserci dall'altra parte e questo ricorso al TAR che l'ente aveva ricevuto cinque giorni prima di quel Consiglio comunale. Quando abbiamo paventato la possibilità del ricorso al TAR, non c'erano dei ricorsi al TAR. Poi, casualmente dal protocollo, apprendiamo che il ricorso al TAR era già stato notificato.
Riguarda la relazione tecnica non riguarda la delibera, però si pone proprio in contrasto e va ad avvalorare quelle che erano le nostre perplessità, e cioè che non c'è chiarezza sulla gratuità della cessione, perché se dall'altra parte viene chiesta nella quantificazione ci sono una serie di interventi fuori microfono lo ha detto Sindaco, ognuno fa l'avvocato ed è bravo a farlo, però sappiamo leggere almeno su quello so leggere e credo di capire, siamo sempre alle offese. La musica è sempre la stessa certo. Certo, è proprio per questo il fatto di perpetrare noi nel dire chiaramente che si tratta di una cessione a titolo gratuito, ma girarci intorno a dire no adesso lo approviamo, magari raggiungiamo, valuterà il magistrato penale, noi diciamo stessi che noi diciamo che state modificando per non modificare nulla, intendete proseguire su questa strada. Abbiamo evidenziato un qualcosa che può arrecare grossi danni di natura economica. La nostra comunità.
Lo diceva la consigliera quotidiani il 27 marzo 2018.
Non siamo veggenti, diceva la consigliera comunale, però le carte le sappiamo leggere e so che ci esponiamo quando parliamo in maniera ambigua e una delibera di Consiglio comunale non può essere ambigua, quindi in quella delibera di Consiglio comunale ci sono anche altri.
Anche altri interventi da parte del Sindaco in quella in quella CONS, in quella delibera che è importante anche richiamare in questo in questa fase non so, ma vorrei scusate, vorrei aggiungere che la gradualità consigliere ad applicare la gru la gratuità è così chiara a chi, appunto, subisce questa gratuità e parlo del Consorzio e parlo della cooperativa, quindi chi dovrebbe approfittare di questa non chiarezza? Invece ce l'ha molto chiaro, tant'è che ha impugnato la relazione. Il procedimento di cui parla lei non riguarda questa deliberazione dei procedimenti di cui parla lei, lo sappiamo, riguarda l'impugnazione della relazione tecnica della dottoressa dall'architetto Pagone, proprio con riferimento al punto della gratuità. Quindi, l'oggetto del procedimento in atto è quello delle parti proprietari dell'aria contestano al Comune di aver disposto l'acquisizione che un retroattività. Questo è l'oggetto della discussione.
Quindi, in in definitiva noi eravamo a deliberare in Consiglio comunale la delibera 107.
Senza che o meglio sapevamo, erano venuti a conoscenza di un ricorso al TAR del 2017 sul silenzio della Amministrazione.
Ma nessuno aveva detto al Consiglio comunale, nonostante il ricorso fosse stato agli atti protocollato che ha verso la relazione tecnica della Pagone dell'allora dirigente all'urbanistica, che istruiva la delibera 107, era stato proposto un ricorso al TAR. Naturalmente non avverso la delibera perché non era stato ancora approvato, tant'è che era arrivato a cinque minuti prima, cinque giorni prima il ricorso al TAR, ma il Consiglio Comunale deliberò una proposta di delibera senza che l'amministrazione e la parte tecnica dell'Amministrazione avesse avuto.
Avesse, diciamo informato il Consiglio comunale, la Commissione che comunque pendeva già un ricorso al TAR, tant'è che poi ci fu anche ricorso al TAR avverso, la delibera di Consiglio comunale 107, poi dopo poi, dopo ritirato, io qui c'ho anche il verbale, però arriviamo,
Alla deliberazione di Giunta comunale.
Numero 145 del 23 aprile 2018 ricorso prodotto dinanzi al TAR Puglia dal Consorzio comparto k contro il Comune di Ruvo di Puglia per l'accertamento delle leggi dell'illecita acquisizione da parte del Comune di Ruvo di Puglia, della volumetria di metri cubi 19.127 utilizzati in assenza dei presupposti atti ablatori, costituzione in giudizio e questa è la prima e poi il ricorso.
Deliberazione. 144 del 23 aprile 2018 il ricorso prodotto dinanzi al TAR Puglia dal Consorzio comparto K per l'annullamento delle deliberazioni di Consiglio comunale numero 107 avente ad oggetto quella che abbiamo, abbiamo detto prima, poi non so perché Segretaria qui magari se lei diciamo fa anche una ricerca ex post, esiste un'altra delibera di Consiglio di Giunta comunale che praticamente dà lo stesso incarico della delibera 144, cioè dobbiamo due volte l'incarico quindi con la delibera 144 del 2018 e con la delibera 202 del 2018. Se si prendono appunto verifichi, per cortesia, diamo lo stesso incarico.
E diciamo, ci costituiamo due volte avverso il ricorso del del comparto del comparto K avverso la 107. Quindi, quando tu contro avverso l'accento, il ricorso sulla 107, la delega, il Consiglio dell'Unione 106, ci sono due deliberazioni di Giunta comunale, la 144 e la 202,
2 dal 2018.
Poi si arriva in Consiglio comunale alla deliberazione numero, cioè 50, dopodiché 2018 non non sappiamo, non sappiamo più nulla.
Non in sì quella che approvammo, appunto, con la 107 era una adozione all'epoca si faceva ancora in Consiglio comunale l'adozione e l'approvazione di. Perché poi le osservazioni, le controdeduzioni, l'approvazione definitiva non ci fu più nulla, ci fu semplicemente l'adozione, poi si arriva dopo anni di nuovo in Consiglio comunale a parlare di comparto K con la deliberazione numero 55 del 9 agosto 2021 è era ricordo bene, quella seduta era la agli sgoccioli della Amministrazione della prima Amministrazione. Chieco c'era il problema del dell'approvazione dello schema di accordo di programma tra il Comune di Ruvo di Puglia, a Città, metropolitana, di Bari e Ferrotramviaria, per la realizzazione degli interventi di mitigazione del rischio idraulico relativo al comparto k del PRG del Comune di Ruvo di Puglia,
Ci fu in una prima battuta il ritiro del provvedimento perché, ricordo bene, in Commissione vennero parteciparono i tecnici progettisti di quest'opera è furono sollevate delle perplessità da parte della consigliera della consigliera Caldarola tant'è che poi dopo si arrivò in Consiglio comunale e in prima battuta il provvedimento fu ritirato dal Consiglio, dal Consiglio, dall'Amministrazione qui non fu votato dal Consiglio comunale, dopodiché ritornò in Consiglio comunale e fu approvato.
Fu approvato con.
Con 12 voti con 12 voti favorevoli assenti, Binetti Bruni Pizzarelli Paparella Pietro e Summo Francesco.
Dopodiché?
Questo questo, questa delibera riguardava appunto l'approvazione dell'accordo di programma, perché c'era un finanziamento che era in ballo per costruire e realizzare le opere di mitigazione del del comparto del comparto capo su questo tema delle opere di mitigazione del comparto k si è ritornati a discutere nell'ultima Commissione che abbiamo fatto qualche qualche settimana fa a, per quanto riguarda appunto quando si stava parlando nuovamente del problema del comparto K e io devo siccome fu fatto riferimento ad un impegno da parte della Città metropolitana a farsi carico della totale realizzazione dell'opera.
Mi preme dire che da Consigliere metropolitano che sono cose che non ho capito nell'ultima Commissione che fu fatta fu detto che in Commissione, che per quanto riguarda le opere di di mitigazione si stava discutendo con la Città metropolitana di Bari perché c'era la l'accordo con la Città metropolitana di Bari perché la Città metropolitana di Bari si faceva totalmente carico della realizzazione dell'opera.
Io non so se è falso, io non so se è falso, non è falso, questo è stato questo un attimo, non così tanto voglio dire non è.
Non.
Ma a prescindere se esiste o non esiste da probabilmente certamente abbiamo, abbiamo nei testi, parliamo inteso male noi in Commissione, ma è mal e abbiamo inteso male. Il suo Ministero non voleva fare e questo diciamo quello che sta sostenendo ora il Sindaco a Vallà. Il fatto e quindi do questa notizia rispetto alla comunità ruvese, all'organo consiliare che nel piano del triennale delle opere pubbliche della Città metropolitana e nel relativo aggiornamento che è stato approvato dal Consiglio metropolitano qualche settimana fa, non c'è, non c'è nessuna tra e infatti non c'è nessuna traccia, non c'è nessuna traccia, cioè la città non vi inventate no, perché dice che le cose inesistenti non c'è, anzi ormai la Città metropolitana si è assunto l'onere di fare questo, mai meglio che se ne è parlato. Si discute di tutta l'meglio, così quindi.
Infatti.
Io ha detto, mi ha messo in bocca per cortesia, cerchiamo di essere di fare delle cose perbene se stanno delle dichiarazioni che ho fatto la lettera, ma se, se mi attribuisce cose che non esistono, noi, non lo posso mai aver detto una cosa di questo genere, perché non è vera. Il Sindaco non ha mai detto questa cosa, è una cosa che abbiamo inteso mai capito male, noi abbiamo, abbiamo, abbiamo e si va bene tanto importante non cambia una virgola rispetto rispetto al problema, abbiamo sicuramente più persone hanno inteso male quello che lei ha detto in Commissione, quindi diciamo, non siamo, non siamo, diciamo stati attenti a quello che che lei ha detto e questa cosa riprova il fatto che comunque, ad oggi in Città Metropolitana di questa cosa non se ne parla e non c'è nessun impegno finanziario ed economico e progettuale rispetto rispetto a questa cosa, come è normale che sia da quello che ci dice che ci dice il Sindaco,
Dopodiché arriviamo ad oggi con la la sentenza da parte da parte del TAR del TAR Puglia.
Da parte del TAR del TAR Puglia.
E anche su questo ci siamo ampiamente.
Confrontati in Commissione e.
Partiamo anzi arriviamo a conclusioni differenti, approdiamo a concetti differenti, per il semplice fatto che, almeno da quello che abbiamo inteso in Commissione, poi può darsi pure che diciamo non abbiamo capito bene neanche questo, in Commissione abbiamo inteso che partiamo da presupposti totalmente totalmente differenti e ora spiego al Consiglio comunale e a chi ci dovesse eventualmente ascoltare a quest'ora consigliere Pernarella giù solo per ricordarle che sono 27 minuti, Presidente.
Do se può fare una sintesi, ho fatto, diciamo, ma fino ad oggi non ha fino ad ora non abbiamo ancora parlato della delibera ah, va beh, sono 27 minuti.
Prego no, no, non le leggi di guerra, non può stare a parlare per Regolamento, se dobbiamo non possa due ore a parlare, non può star Presidente, va bene, prego, Consigliere Paparella, diciamo che, siccome abbiamo, siccome Presidente,
No, ma semplicemente Presidente, per anche voglio dire nel rispetto del del del Regolamento del Consiglio del Consiglio comunale, ogni Consigliere ha un tempo per poter, per poter oggi il consigliere Potì, può intervenire anche il Consigliere, Vito contatori a un tempo quindi diciamo che facciamo facciamo che per quanto riguarda il gruppo il gruppo di Fratelli d'Italia con il mio intervento si esauriscono si esauriscono gli interventi che potrebbero fare per altri 10 15 minuti gli altri Consiglieri di Fratelli d'Italia,
Anche qua anche il tempo di Forza Italia, quindi voglio dire la il tema è totalmente strumentale,
Il tema è sì, perché se dovrebbero parlare, se dovessero parlare tutti quanti, quindi voglio dire il tema penso che siano stati chiari, stante, stante anche l'importanza del dell'intervento, quindi diciamo, andiamo avanti da questo da questo punto di vista l'oggetto del ricorso l'odio leggo la sentenza perché non voglio aggiungere niente, voglio soltanto riportare.
Gli atti e i fatti così come sono stati, così come è stato fatto fino ad ora, è la l'oggetto del ricorso è l'accertamento. L'accertamento della illecita acquisizione da parte del Comune di Ruvo di Puglia, della volumetria di 19.127 79 metri cubi e per l'annullamento, ove necessario, della nota del dirigente area. 5 edilizia urbanistica di Ruvo di Puglia protocollo 26 8 3 e 5 del 13 dicembre 2017 di rigetto dell'istanza di cui all'atto di significazione diffide desk del 17 6 2016 e della presupposta comunicazione contenente i motivi ostativi all'accoglimento protocollo 24 5 7 3 16 11 2017.
Cioè il ricorso, oggetto poi della de della decisione del TAR, e quindi del motivo che sta diciamo facendo preoccupare tutti quanti nessuno, nessuno escluso, è nasce.
Da questa nota del 2017, quindi Amministrazione, Chieco dirigente, Chieco è lecita e illecita acquisizione da parte del Comune della volumetria di 19.127 70 e 79 metri cubi che cosa che cosa voglio dire con questa precisazione il in Commissione e in Commissione è stato detto che,
I con S se abbiamo inteso bene, se abbiamo inteso bene che i consorziati ritengono che, oltre alla volumetria che devono esprimere a seguito del 48 52, quindi di quelle che prevede che aveva previsto l'articolo 51, le norme tecniche del PRG, tutto quanto quello che era già previsto loro vorrebbero ulteriori.
19.127 79 metri cubi per avere giusto ristoro di quello che secondo loro non è andato bene. Io leggo invece che è quello che abbiamo inteso noi dalla lettura degli atti, perché non abbiamo avuto nell'onore nel piacere nella volontà di interloquire con i consorziati, con gli avvocati dei consorziati, noi ci fermiamo alla lettura semplice degli atti, dalla lettura semplice degli atti, capiamo che loro ritengano che c'è una illecita acquisizione da parte del Comune di 119.000 metri cubi.
E il TAR dice.
Ha chiesto in via subordinata all'annullamento della Nota 13 dicembre 2017, con cui è stata definitivamente respinta la richiesta di restituzione della volumetria in oggetto. Alla luce dei parametri urbanistici vigenti, quindi, la restituzione della volumetria in oggetto, non ulteriore volumetrica, sulla base del progetto presentato all'inizio del 96, il Comune ha previsto all'interno del comparto un intervento di edilizia residenziale pubblica, avvalendosi della procedura dell'articolo 51 e formalizzata con delibera di Consiglio comunale numero 30 del 96 con decreto numero 15 del 2001. La procedura si è conclusa con l'esproprio. Per quanto riguarda i suoni limitrofi rimasti nella proprietà della parte ricorrente, l'Amministrazione ha dapprima continuate a riconoscere la totalità da tot. La titolarità di una volumetria residua da realizzare mediante successivo convenzionamento del subcomparto privato attraverso l'istituzione di un consorzio ad hoc, dopo numerose interlocuzioni nel corso degli anni successivi questo lo dice il TAR con nota dirigenziale 13 12 2017 impugnata in epigrafe, la pubblica amministrazione ha affermato.
Inequivocabilmente l'inesistenza di una residua capacità edificatoria in capo alla parte privata.
Capiamo la gravità di questa cosa con due nuovi motivi di corso, la ricorrente ha dedotto che il Comune avrebbe realizzato l'intera cubatura che il comparto era originariamente in grado di esprimere, lasciando ai ricorrenti la titolarità formale dei suoli vicini, ormai priva di ogni potere potenziale ius aedificandi.
Ha rappresentato altresì che il meccanismo alla base della variante urbanistica del 96 era stato realizzato per conservare e non per estinguere la capacità edificatoria esistente dei suoli privati rientrati nel comparto k si è costituito il Comune di Ruvo di Puglia, l'Amministrazione ha sostenuto che l'esproprio delle aree avrebbe comportato l'acquisizione dell'intera capacità edificatoria esprimibili del comparto, cioè il Comune di Ruvo di Puglia si è costituito e dicendo che l'esproprio il TAR, se il TAR ha detto fesserie, lo dobbiamo dire al TAR. Io sto leggendo.
Stagionali si è costituito il Comune di Ruvo di Puglia, resistendo l'Amministrazione, ha sostenuto, dice il TAR.
Che l'esproprio delle aree avrebbe comportato l'acquisizione dell'intera CACIP capacità edificatoria esprimibile nel comparto.
Il rito va dichiarata l'inammissibilità dei documenti depositati dal Comune di Ruvo di Puglia, Segretaria a proposito dei suoi pareri.
Invito va dichiarata l'inammissibilità dei documenti depositati dal Comune in data 21 1 2026 e 28 1 2 milanesi in quanto successivi alla scadenza dei termini di cui all'articolo 73 del Codice di procedura amministrativa.
Per per chi diciamo, ci sta ascoltando, l'Amministrazione ha dapprima dato un incarico a un legale, poi in zona Cesarini fuori tempo massimo, è stato incaricato un altro ed ulteriore avvocato, non in sostituzione di quello che stava ma ad adiuvandum, congiuntamente o disgiuntamente a quell'altro per fare un ulteriore parere,
Per fare un ulteriore parere, secondo lei Segretaria di queste cose il Consiglio non se ne deve occupare, secondo lei,
Perché noi, in un punto di questa deliberazione Segretario, chiediamo che lei intervenga su questa cosa, eliminando l'incarico di uno dei due legali, e lei dice che il Consiglio non se ne deve occupare di queste cose, complimenti, complimenti.
No, ha detto questo, la fattispecie dice il TAR presenta i tratti di un'espropriazione larvata o di valore in cui l'Amministrazione comunale ha consumato la capacità edificatoria di pertinenza dei privati senza un titolo ablativo corrispondenza e senza indennizzo.
L'azione rivive rilevante, io non sto aggiungendo commenti, sto leggendo quello che dice il TAR.
L'azione rilevante ai fini dell'illecito si compone di una serie di atti incatenati tra loro dalla localizzazione dell'intervento del 1996 sino allo successive delibere del 2003 del 2008 del 2013, con cui l'Amministrazione ha continuato a computare i volumi in favore dei privati.
Cioè dal 96 nel 2003, nel 2008 e nel 2013 l'Amministrazione ha continuato a computare i volumi in favore dei privati, mantenendo il primo evento dannoso in una fase di latenza, cioè dice il TAR mantenendo il danno nascosto.
L'offesa del diritto di autodeterminazione e conseguentemente al diritto di proprietà è rimasta schermata da una condotta non trasparente della Pubblica amministrazione sempre il TAR non è quel quello con quello strano Consigliere Paparella, che si inventa cose, è rimasta schermata da una condotta non trasparente della pubblica amministrazione che ha ingenerato nei privati la legittima convinzione della persistenza del proprio diritto e che è cessata questa convinzione del proprio diritto dice il TAR,
È cessata con la nota dell'ufficio tecnico del 31 12 2017 amministrazione, Chieco con la quale l'Amministrazione ha contraddetto definitivamente le precedenti rassicurazioni provvedimentali.
È ancora il punto in diritto applicabile, va premesso, in punto di diritto applicata. Premesso che la vicenda ha avuto inizio nel 96 nelle more dell'entrata in vigore del PRG del Comune di Ruvo di Puglia, le disposizioni di piano prevedevano Cagliari in questione un indice di fabbricabilità fondiaria di un metro cubo per un metro quadro da attuare mediante un preciso meccanismo perequativo. L'edificazione si doveva concentrare sul 52% della superficie totale, mentre la restante parte pari al 48, andava destinata a standard urbanistici. Alla data del febbraio 96, la parte ricorrente titolari di un'ampia superficie ricadente nella zona di speciale, con la quale ha presentato un progetto di edificazione, chiedendo al Comune di approvare lo studio per la per quanto attiene la parte di edilizia pubblica che la parte dei di quella privata, negli anni successivi l'Amministrazione ha realizzato sulla porzione acquisita una volumetria complessiva 40.287,79 metri cubi, pari circa il doppio di quella ordinariamente prevista dagli indici di zona,
A parte questo profilo, il Collegio rivela che, nel caso di specie, l'impegno alla cessione gratuita del suolo, pure voluto dai ricorrenti a titolo di controprestazione all'esercizio del proprio ius edificanti mediante l'accetterà l'accelerazione procedurale dell'articolo 51, è sempre stato correlato al mantenimento della capacità edificatoria sui suoli rimasti nella propria disponibilità portando,
Anche eliminando l'atto di costituzione, esaminando scusate l'atto di costituzione del Consorzio stipulato in data 27 2 2004, e ricordiamo che all'interno del consorzio fa parte il Comune di Ruvo di Puglia, ma diremo, dopo?
Emerge che l'impegno è questo, su questo, ad esempio, il Segretario, lei si dovrebbe esprimere su questo.
Emerge che l'impegno alla cessione di Tito dei suoli sia sempre stato collegato al mantenimento di volumetria sulla restante parte, la localizzazione dell'edilizia pubblica ex articolo 51 non ha creato nuova volumetria dal nulla, ma si è limitata a spostarla creando due sub-comparti al suo interno l'articolo 51 si disciplini disciplina un procedimento urbanistico peculiare, particolarmente in uso in quegli anni semplificato e accelerato per la localizzazione dei programmi costruttivi di edilizia residenziale pubblica. Se così fosse stato, d'altro canto, non si spiegherebbe.
Dice una cosa ovvia, il TAR non si spiegherebbe la nota del 2017 con cui il Comune ha negato ogni volumetria residua in capo ai privati.
Lo dice il TAR non o di non lo diciamo noi, resta da verificare come e perché tale lesione sia rimasta occulta per oltre un ventennio, la risposta, come ho anticipato, risiede nella condotta dell'amministrazione che ha sistematicamente alimentato nei privati la convinzione della persistenza del proprio diritto edificatorio la deliberazione numero 30 del 96 costituisce la genesi dell'affidamento.
La relazione allegata all'istanza del 24 gennaio 96 esplicita ulteriormente il presupposto logico della programmazione, chiarendo che la condizione necessaria per i vincoli ed acquisire il 48% della su queste tra virgolette sta scritto nella nell'atto di convenzione.
Nella deliberazione scusate.
E che i proprietari debbano cederla gratuitamente al Comune, mentre per contro non perdono la volumetria ivi edificabile, ma la riservano sul restante 52, dove viene costituì costruita per intero. Questa precisa indicazione ha inequivocabilmente garantito la conservazione integrale della caccia PEC della capacità edificatoria in capo ai soggetti privati rendendo la successiva negazione.
Dei volumi residui, un inadempimento ai doveri di correttezza, un comportamento palesemente contraddittorio.
La delibera 57 del 2003 ha approvato in via definitiva il piano ed è stata ivi riconosciuta una volumetria pari a 40.470 metri cubi l'inserimento di tale dato in una tabella tecnico ufficiale costituisce ulteriore prova della persistenza cartolare del diritto, che per l'Amministrazione era ancora valido a sette anni di distanza dalla prima delibera nelle due delibere successive l'84 del 2008, con la relazione tecnica allegata e nella 24 del 2013 la pubblica amministrazione ha continuato a computare volumetria in favore dei privati, con alcune rimodulazioni complessivamente irrilevanti.
Sono seguite interlocuzioni, è soltanto a seguito della diffida del 2016. L'Amministrazione ha adottato la Nota dirigenziale del 13 12 2017, che costituisce il punto di caduta dell'illecito a formazione progressiva sopra descritto.
Il privato non ha mai avuto interesse a ricorrere contro una liquidazione del terreno che appariva a quel tempo corretta in relazione alla superficie ceduta, la lesione non era né attuale né prevedibile, essa digitale si è manifestata solo con la successiva ed occulta utilizzazione del diritto edificatorio residuo in capo ai privati che ha avuto contezza reale solo a fine 2017,
Gli eventuali vincoli intervenuti a distanza di decenni sono irrilevanti.
Il giudizio controfattuale conferma tale assunto senza la condotta illecita della pubblica amministrazione, i privati avrebbero potuto trasformare il proprio diritto di costruire in veri e propri manufatti.
Ben prima dell'entrata in vigore dei nuovi vincoli,
E sostanzialmente, come è avvenuto per il subcomparto pubblico, l'attuale inedificabilità non cancella il danno, pertanto,
Ma se muterebbe al massimo la modalità di ristoro.
Ne consegue che occorre restituire pienezza al diritto di proprietà e adottare soluzioni alternative che, oltre a ristorare privato, regolarizza la titolarità dell'intervento in un'ottica di ebrei, esercizio del potere conformativo, la pubblica Ministro, la Pubblica Amministrazione dispone di una pluralità di opzioni e qui veniamo la prima materiale consiste nel sostanziale dimezzamento dei volumi sui suoli acquisiti dal Comune restituendo i terreni e ricorrente,
La seconda giuridica e pianificatoria consiste nell'approvazione di una variante urbanistica che disponga un incremento volumetrico del comparto, sempre che ciò sia compatibile con la tutela dell'ambiente del corretto governo del territorio, esiste una terza possibilità per attuare il ripristino, le parti conservano la facoltà di addivenire a un accordo negoziale alternative sostanzialmente transattivo anche a seguito di una definizione giudiziaria della controversa è il giudice assegna.
180 giorni al Comune per.
Segretaria proporre un atto deliberativo del Consiglio per decidere sulla questione.
Che cosa abbiamo fatto noi.
Abbiamo proposto una delibera.
Che questa?
Che penso tutti quanti abbiate letto.
In questa delibera, oltre a fare un excursus amministrativo di quelli che sono i fatti.
E non?
Ipotesi e non.
Illazioni.
Diciamo delle cose molto semplici nel dispositivo, e cioè che, per quanto ci riguarda, stante la sentenza del TAR che dà la possibilità al Comune.
Di intervenire nel termine di 180 giorni per sanare la questione.
Stante la ricostruzione che non è mia.
Io mi sono limitato a leggere quello che il TAR dice, e cioè che di fronte a un diritto acquisito e consolidato nel tempo, da atti costanti e conformi della Pubblica amministrazione del Comune di Ruvo di Puglia, dal 96 fino al 2017, nel 2017, il Comune di Ruvo di Puglia dice con una non una delibera di con noi con una delibera di Consiglio ma con un atto una nota della di una dirigente,
Come se le note di un dirigente potessero diciamo superare potessero o controvertibile quelli che sono i deliberati, i deliberati di un Consiglio comunale,
Che praticamente non avevano più alcun diritto edificatorio sulla loro, sulla loro parte questo è quello che dice il TAR, questo è quello che dice il TAR, io ho letto quello che dice il TAR, se voi ci perdiamo presidia, se mi dà altri 15 minuti lo rileggiamo di nuova, lo rileggiamo nuovamente, si può anche perché si può discutiamo su quello che si può disquisire su quello che dice il consigliere Paparella, ma su quello che sta scritto in una sentenza del TAR credo che non si può e io ho letto quello che se ci sono tante interpretazioni, anche nuova no, nel senso che esula le sulla lettura un'interpretazione non ci sono interpreti, no, nel senso che uno può interpretare a modo suo giochi, ma voglio capire, dopo prego, va be'capire il punto di caduta di tutto questo. Io leggo Consigliere qual è già stavo dicendo e così capiamo almeno il punto di caduta del della nostra proposta di delibera sta nel fatto che atteso che non condividiamo affatto la decisione, se così si può definire del TAR, di assumere una nota di un dirigente come punto di caduta di una di una assenza di un'assenza modificato. No un attimo così mi faccia completare sennò diciamo da perdo il filo perdo il filo del discorso dopo diciamo avremo il modo di interloquire nel merito.
Sto semplicemente diciamo illustrando quello che è l'atto è l'atto deliberativo, la la, il punto di caduta del nostro della nostra proposta di delibera. È proprio questo, a parte di chiedere alla alla Amministrazione al Segretario di formalmente stigmatizzare.
Tale tale ricostruzione, diciamo,
Errata da parte da parte del TAR, perché non è possibile, non è possibile e non è verosimile che faccia mi faccia, mi fa, si è aberrante e aberrante, è aberrante che il Comune non abbia detto nulla su Co errato, però detto no, no TAV, io voglio capire, ma lei è d'accordo con quello che dice il tavolo, no, no, mi faccia capire.
Il Sindaco. Io sono d'accordo con quello che lei diceva.
10 anni fa, e cioè che questa cosa doveva avere una chiusura doveva aver vedere una soluzione e per noi la soluzione ancora oggi ancora oggi, perché non è stata detta al TAR questa cosa? La soluzione ancora oggi è che il Comune di Ruvo di Puglia non ha negato nessun diritto. Il Consiglio comunale, che è l'unico organo che che dica la segretaria del Comune di Ruvo di Puglia, è l'unica organo deputato a decidere su queste cose, non ha.
Negato nessun diritto edificatorio a nessuno, anzi, con la delibera 107 lo ha.
Ancora una volta confermato e ribadito in piena continuità, legittimità degli atti che sono stati adottati dall'Amministrazione, dal 2006 della delibera 107 di quand è del 2017 del 2017, quindi si adopera per capire di più perché adesso mi ha confuso no, ma lei è d'accordo con tutto ciò che ha letto la sentenza. Sì o no, o è giusto quello che sta scritto nella nostra deliberazione in tutti i nostri atti fatti, cioè capire anche perché che cosa dobbiamo fare, ma non ho capito. Ecco questa precisazione LEA. Si è dilungata a leggere in maniera molto personale tutto ciò che alcuni passaggi della sentenza, ma lei è d'accordo con quello che dice la sentenza, sì o no.
Semplice lo domani.
Siccome non siamo a un quiz televisivo, non posso rispondere sì o no o o se mi fa finire.
Siccome non siamo a un quiz televisivo dove si evince qualcosa e quindi bisogna rispondere sì o no, io sto concludendo il ragionamento e se qualcuno avesse avuto il garbo di leggere la nostra proposta di delibera, è evidente che non siamo assolutamente perché perché qualcuno non ha avuto il grande coraggio non siamo assolutamente d'accordo, la delibera si dice nascosta, ma lei doveva illustrare la proposta di delibera dove dice esattamente il contrario di quello che ho letto, ma che senso ha c'è chat Cham ha tenuto qui, però non so 20 minuti a dire quello che dice il TAR e lei deve presentare una proposta di delibera che ci è contrario, ma non lo so di quello che dice il TAR.
Posso, Presidente.
Vanno valutate positivamente la relazione della della Pagone, che sta alla base di quella deliberazione che è stata confutata dal TAR, c'è dunque di che cosa stiamo a parlare, lasciamo concludere il Consigliere, almeno abbiamo pure noi, sì, abbiamo noi di ripresa e vediamo cosa esatto non è stata illustrata.
No, no, su quello che dovrebbe essere l'oggetto della nostra discussione.
L'oggetto della nostra discussione, che è la proposta.
L'oggetto della nostra delibera, che sto cercando di illustrare con i pochissimi mezzi comunicativi e dialettici che mi sono dati a disposizione e questo purtroppo mi dovete accettare per come sono un sindaco, non posso farci altrimenti.
La.
È stato necessario per poter arrivare alla.
Illustrazione della proposta di delibera. È per completezza di ragionamento fare un excursus degli atti che sono stati adottati da questo Consiglio comunale, una lettura attenta e ho specificato il perché della sentenza del TAR Puglia perché in Commissione ci siamo detti che si partiva da concetti, da presupposti differenti rispetto alla richiesta ed acque e a quanto stabilito dal TAR che e quindi ho dovuto anche per completezza nei confronti magari dei cittadini e dei diciamo di chi verrà dopo di noi in questo Consiglio comunale per lasciare traccia all'interno della discussione di quello che è il ragionamento su cui si arriva a questa a questa delibera, perché altrimenti, se illustriamo soltanto la delibera e non capiamo quello che c'è a monte e quello che è stato il ragionamento che noi abbiamo fatto per confezionare questa delibera atteso che ripeto, il TAR Puglia ha dice delle cose chiarissime sulle responsabilità per cui si arriva a quella decisione giuste sbagliate e questa è una valutazione che due, che dovete fare noi l'abbiamo fatta con questo schema di delibera fatta voi che dovete fare anche voi che dovete fare anche voi.
Ma ha posto con costo con fumogeni.
Che cosa dobbiamo decorso?
Dobbiamo deliberare che tra le tante cose, al punto numero 8, cioè ad esempio diciamo.
In ottemperanza alla statuizioni di cui alla Sentenza 4 3 8 del 2026, il presente deliberato, unitamente a tutti gli allegati a cura del Sindaco e Segretario di scusate di di inviare il presente deliberato alcun forse qua manca una cosa Vito i presenti di liberato unitamente a tutti gli allegati a cura del Sindaco Segretario generale e per il tramite l'avvocato ma tassa no giusto venga rimesso urgentemente al TAR Puglia affinché il collegio giudicante provveda a rettificare.
Integrare e modificare il proprio giudicato disponendo, ove lo ritenga necessario, eventuali ulteriori incombenti istruttorie. Atteso che dalla documentazione riportate in atti la stessa sentenza evidentemente AFI affetta da vizi di nullità, accertare b ufficialmente e quindi inviare al TAR questa che è la nostra proposta accertare ufficialmente che il Comune di Ruvo di Puglia ha di fatto già adempiuto, palle espresse richieste del TAR Puglia, atteso che l'adozione dell'atto consiliare espressamente richiesto dal TAR Puglia è stato già deliberato all'unanimità dall'organo consiliare con la delibera numero 107 del 2017, cioè stiamo dicendo che con questa delibera che, per quanto ci riguarda, è impossibile ritenere che con una determina con una nota dirigenziale del 2017 possa essere d'emblée, cassato un diritto edificatorio che è stato sancito da atti e atti del Consiglio comunale di Ruvo, di Puglia e che quindi, pur volendo, siccome qua invece la da quello che abbiamo compreso anche in Commissione, da quello che si sta diciamo leggendo tra le righe, la volontà è quella di ritornare al Consiglio di Stato, ritornare al Consiglio di Stato, spendere ulteriori soldi, buttare la palla di nuovo nell'altro campo, prendere un anno due anni di tempo e poi rimandare la problematica. A nostro avviso, a nostro avviso, invece, una delle soluzioni che una delle tre soluzioni che proponeva il TAR è una delle soluzioni che per noi può essere accettata, una delle soluzioni che per noi può essere, e cioè quella di.
Ristabilire la verità dei fatti il TAR dice in maniera astrusa perché evidentemente non siamo stati bravi a dire, durante il il, il dibattimento, che invece i diritti edificatori di queste persone di questo consorzio non è stato mai ablata o non è stato mai.
Mortificato e che nessuno mai ha voluto farlo ha voluto fare è che, se la nota del 2017 era sbagliata, se qualcuno ha interpretato male quella nota, se qualcuno ha letto quella nota come una violazione del diritto, la volontà Segretario di questo Consiglio comunale.
Che è sovrano su queste cose, altro che non è di competenza del Consiglio, e il Consiglio comunale di Ruvo di Puglia è sovrano su queste cose, quindi quello quel parere, quel parere dove lei dice.
Si comunica che la medesima la deliberazione.
Non è riconducibile agli atti di competenza dell'organo consiliare,
Io la rigetto.
E non esprimo giudizi che potrebbero essere pesanti in questo, perché, se non è di competenza del Consiglio comunale, questa cosa cos'è di competenza del Consiglio? La variazione di 10.000 euro del marketing territoriale del dell'Assessore Saulle. Quella è la competenza del Consiglio, ma la invito ad attenuare i toni. Intanto è evidentemente quello le competenze consigliere. Per poter sentire poi occorre riceverà le spiegazioni. Abbiamo parlato, poi riceverà le spiegazioni, sono scritte le spiegazioni e va bene anche anche ciò che ha letto. Lei è scritto però fino ad oggi fino ad ora un po' cosa ha inteso no, no, si è inteso benissimo, invece, e non c'è peggior sordo di chi non vuole intendere, perché la nostra proposta di delibera è esattamente per eliminare ancora ulteriormente un'altra volta un contenzioso al TAR al Consiglio di Stato, in questa volta tentare una strada che è quella della legittimità degli atti che il Consiglio comunale, l'Amministrazione comunale di Ruvo di Puglia ha sempre sostenuto, al netto di quella nota del 2017 che il TAR, i ricorrenti, hanno interpretato in quella maniera e non sta a me giudicare. Io leggo quello che ha giudicato il TAR su quella nota io, con questa proposta di delibera, rivendico fortemente che quella nota se quell'se quello che dice è sbagliato e se non è quello che dice è sbagliata, diciamo l'interpretazione che ha dato il TAR e così ai consorziati e quindi dico che noi dobbiamo ancora una volta ad avere la forza unanime in questo Consiglio comunale, così come abbiamo fatto altre volte nel 2017 di a di dire al TAR guarda che qui nessuno ha voluto togliere niente, noi dobbiamo noi abbiamo già deliberato nel 2017, questa cosa non c'è nessuna variante da apportare al PRG.
Le proposte, le le, i diritti, i diritti edificatori, lo ius aedificandi di questa gente è rimasto preservato e conservato dall'ente e noi non dobbiamo andare, a nostro avviso, da nessun Consiglio. Poi, se questo tentativo che il TAR ci dà in 180 giorni dovesse dovesse fallire, facciamo perché ecco perché noi lo volevamo fare subito. Volevamo discutere presto perché se questo tentativo dovesse fallire.
Abbiamo poi i termini per impugnarlo eventualmente al Consiglio di Stato e dire chiaramente diciamo le cose le cose come ce ne stiamo così come ce ne stiamo dicendo, ma se al Consiglio di Stato ci proponiamo non dicendo determinate cose, non ometto, omettendo di dire che invece ci sono gli atti di di due notarili di e di cessione gratuita delle aree da parte di alcuni che hanno poi fatto ricorso. Il ricorso a questa cosa, cioè loro chiedono le aree davanti al notaio e poi e poi vanno vanno al TAR. A dire che che a fare ricorso contro contro questa cosa non è stato fatto notare, Presidente, questa cosa a del dinanzi al giudice,
Non è così, gli atti sono quelli, gli atti dicono quello non è stato fatto notare nella relazione tecnica di parte, né tantomeno nella nelle istruttori degli avvocati, allora noi vogliamo trovare una soluzione nel nostro intento, con questo schema di delibera è cercare di inserirci in una delle tre soluzioni che il TAR propone perché il TAR con questa condanna fa Ponzio con questa sentenza fa Ponzio Pilato, non non dice chiaramente così è.
Basta dà delle soluzioni, alcune diciamo.
Che lasciano lasciano il tempo, che i tempi, il tempo che trovano e di cui non è, non è neanche corretto, diciamo parlarne e davanti davanti ai microfoni, perché sono veramente veramente ridicole.
Ma noi dobbiamo cercare, a nostro avviso, di insinuarsi in una richiesta fatta dal TAR, di ripristinare la volumetria che questi che questi dicono di aver perso, specificando che l'Amministrazione non ha mai adottato nessun atto, consiliare nessun atto deliberativo che vada a ledere questi diritti, anzi che è il contrario che quelli che sono gli atti consiliari sono stati sempre in quel senso e tentare di chiuderla definitivamente come diceva il Sindaco 10 anni fa questa storia, perché non è giusto ancora nei confronti né i proprietari di quei proprietari che vogliono vedere realizzata la loro casa dopo anni né nei confronti dell'Amministrazione nei confronti di tutti i cittadini di Ruvo di Puglia chiedevano, nonostante il ricorso al TAR, ora vedersi pure un ricorso al Consiglio di Stato per lasciare sub iudice, magari alla prossima Amministrazione che verrà.
Il destino di una sentenza diciamo fatta in maniera in maniera.
In maniera così aleatoria su un presupposto di una di una dei libri, di una nota del di una dirigente che nel 2017 avrebbe detto secondo il TAR, secondo i ricorrenti che non ci hanno più diritti, così non è così non è e noi vogliamo, insieme al Consiglio comunale di Ruvo, trovare una soluzione per inserirci nel delibera nella proposta che ha fatto il TAR, per evitare ulteriori contenziosi e dire chiaramente a questa gente che è il Comune di Ruvo di Puglia, vi vuole far costruì, vi deve far costruire, non c'è nessuna oblazione degli aiuti allo ius modifica nessuno, non c'è nessuna volontà di fare questo, e se questo l'ha scritto l'architetto Pagone delle sue carte delle sue noi si prendesse lei la responsabilità contabile di quello che ha scritto e noi la comunità di Ruvo di Puglia, perché non è così, non può essere così.
Perché è troppo comodo trascinare una comunità con un, con un, con un contenzioso del genere, sulla base di una nota che non arriva neanche in Consiglio comunale?
E sul fatto e questo Presidente è molto grave, è molto grave che quando abbiamo deliberato la Delrio, la 107 in Consiglio comunale, c'era già il ricorso al TAR avverso questa situazione e non avete informato il Consiglio comunale perché delle riflessioni in quella sede si potevano fare tutti insieme come abbiamo dimostrato di fare.
Grazie.
Grazie Consigliere, Paparella per piacere.
Per piacere.
Per Cantatore, ad, ahimè.
Allora ci sono ucciso, ci sono.
Ringrazio il Consigliere Paparella per l'esposizione molto dettagliata, molto dettagliato, ci sono interventi.
Lo farò.
Come come?
Prego, prego, Sindaco stesso e come assessore all'urbanistica, o almeno in questo, in questo secondo man mandato.
Allora devo dire che, francamente, questo questa lunga questo ora e cinque e cinque minuti del consigliere Paparella, diciamo, ci hanno offerto un quadro a dir poco distorto e del tutto poi incongruente rispetto al contenuto della de della proposta di deliberazione. Ora sulla proposta di deliberazione, sulla sua diciamo così valenza giuridica sul fatto se il Consiglio si può pronunciare o meno. Ci sono stati e ci sono stati pareri assunti agli atti i pareri tecnici lo voglio ricordare che per un verso, hanno ritenuto che la deliberazione non abbia come non ha nessun contenuto effettivamente deliberativo. Non ci sono atti, diciamo, amministrativi da assumere. In questo caso ci sono al più degli atti di indirizzo e che peraltro, appunto, concerne un oggetto, anche con con alcune richieste che sono del tutto, diciamo, incongruenti rispetto alla disciplina, alla materia che vi siano Statuto che disciplina ciò che il Consiglio deve deliberare, ciò che invece non è di competenza del Consiglio, ma qui appunto la sostanza è che non c'è nessun deliberato diciamo, c'è una ricostruzione dei fatti, peraltro una ricostruzione. Dicevamo che il consigliere ha ritenuto di dover trascurare, incomprensibilmente perché avrebbe dovuto raccontarci il contenuto di questa proposta di deliberazione, che invece non ha fatto facendo la sua ricostruzione, peraltro tutta incentrata su quello che succede durante il mio mandato, il mio primo e secondo mandato. Eh eh, quando due, nella loro stessa ricostruzione della, nella ricostruzione tendenzialmente corretta che c'è nella nella proposta di deliberazione e i fatti sono fatti che partono dal 1996, che si consolidano con il decreto di esproprio del 2001 e che poi vedono una serie di deliberazioni che sono state citate. L'ultima è la 2017 assunta dall'Amministrazione, che riguardano tutte quante il piano di lottizzazione, quindi le imprese, l'implementazione. Siamo ad iniziativa dei privati, della realizzazione della della edilizia pubblica e privata, visto che l'edilizia pubblica è stato oggetto appunto di una deliberazione ai sensi dell'articolo 51 della della legge del 1971, la 865, con cui a quella deliberazione. Negli assunti nelle, diciamo decisione del Comune che non sono né contestate dalla, diciamo da da nessuno, salvo che dal TAR invece che l'ente. A questo è il modo diverso, deciso a un certo punto che di questa area complessiva 48 DAD evita doveva essere era distinta in due parti. Il 48% era un'area da cedere ed è un'area da te cedersi gratuitamente al Comune e le volumetrie espresse da quest'area e dal restante 52% sarebbero state localizzate tutte in quel 52% distinto per metà, nelle di da assegnare all'edilizia residenziale pubblica per metà all'edilizia residenziale privata. Questo disegno è stato attuato per quanto riguarda l'edilizia residenziale pubblica, con il decreto di esproprio del 2001 e che appunto ha comportato da acquisire quei suoli.
In un rapporto rispetto alla volumetria di un metro quadro per un metro cubo e qui c'è evidentemente un problema, diciamo originario e poi appunto ha consentito la realizzazione dei 40.000 metri cubi che sono state appunto realizzati in quell'area e che sono tuttora occupati diciamo, dai dai, dai destinatari delle delle abitazioni dell'edilizia residenziale pubblica, invece l'edilizia residenziale privata ha avuto una serie di fisici visi e vertici vi sic et simpliciter, voteremo, scusatemi,
L'effetto del dentista per per per ragioni che peraltro competono molto poco all'Amministrazione, ci sono state.
Tre due, tre delibere negli anni,
Nel 2002, se non ricordo male, era il 2013 e poi infine nel 2017, che hanno riguardato sempre il piano di lottizzazione privato, cioè LEP le proposte dei privati per arrivare alla edificazione dei dell'edilizia residenziale privata e qui il piano di lottizzazione né delle relative convenzioni, come è stato, diciamo come si legge anche nella proposta di deliberazione, prevedevano il fatto che in quella in quella in quella 50% del DEC del dell'Health 52% dell'area destinata appunto all'edilizia residenziale privata e dovevano essere realizzati gli altri 40.000 metri cubi in modo da arrivare vado, diciamo per per per misurazioni molto a ah, diciamo così a.
Non precise, ma, insomma, siamo intorno agli 80.000 metri cubi 50 per 140.000 metri cubi al pubblico, 40.000 metri cubi al privato. I privati, appunto, hanno proposto una serie di varianti, sempre per quanto riguarda legate un po' alle loro Vichy. Vicissitudini e ultima variante proposta è quella a cui si faceva riferimento. Si è lungamente soffermato il Consigliere Paparelli, ritenendo che poi quella deliberazione è una deliberazione fondata, diciamo, in cui appunto si stabilisce una variante, dice il Sindaco a quella in quel momento, cioè io avrei, dicevo, finalmente abbiamo risolto con una situazione e purtroppo la la risoluzione delle situazioni non sono di peso dell'Amministrazione, che non ha fatto quello che doveva fare. In realtà c'è stata una una, diciamo una sopravvenienza legata anzitutto alla al parere dell'Autorità di bacino, che in definitiva è ancora oggi ha emesso una prescrizione in base alla quale la l'approvazione finale della lottizzazione è subordinata alla realizzazione del dell'opera di mitigazione, sulla quale magari torneremo più avanti e quindi e accanto a questo, ma è ancor prima di questo, o forse parallelamente a questo c'è stata appunto l'impugnazione da parte dei consorziati anche della deliberazione della proposta di variante approvata dal Consiglio comunale adottata dal Consiglio comunale che loro hanno impugnato questo determinato. Evidentemente il fermo, diciamo, non si poteva dare esecuzione a un piano di lottizzazione impugnato e che peraltro viene messo in discussione dall'autunno Autorità di Bacino per effetto della necessità sopravvenuto rispetto a tutto il periodo precedente che, prima di lottizzare prima di rilasciare i permessi di costruire, occorreva e occorre realizzare l'opera di mitigazione. Questo diciamo così e il contesto, quindi è una vicenda che inizia da lontano e che negli ultimi anni non ha avuto nessun particolare sviluppo. Parlo del Piano di lottizzazione. Il terzo piano, la terza variante al Piano di lottizzazione presentata dai privati, seguiva alla seconda e alla prima sempre presentata dai privati per le loro scelte, quindi ed è rimasta inattuata per le ragioni che dicevo Pia non per inerzia dell'Amministrazione, ma per i due motivi che ho appena citato. Questo per quanto riguarda il piano di lottizzazione. A questo a questa questione si è associata appunto, come è stato ricordato, un nuovo ricorso da parte dei proprietari dei consorziati che hanno contestato.
La edificazione nell'area dell'edilizia residenziale pubblica di 40.000 metri cubi, invece dei 20.000 che erano, secondo i ricorrenti, questa l'impostazione che stanno il ricorso introduttivo del giudizio che erano legittimamente realizzabili in quella nell'area destinata dall'edilizia, essenziale Repubblica per effetto di un esproprio che è quello del 2001 che aveva espropriato la superficie per realizzare un rapporto di un metro quadro a metro cubo e quindi, appunto, espropriati 20.000 metri di 20.000 metri quadri, occorreva realizzare 20.000 metri cubi la il succo della vicenda e sta qui ne avete realizzati 20.020 mila metri cubi in più dell'edilizia residenziale pubblica questi 20.000 metri quadri più non ce li avete espropriati, non c'è un titolo di acquisizione, questo dicono i ricorrenti, non c'è un titolo legittimo di acquisizione, non è stato pagato con l'indennità di esproprio, che è stata commisurata a un volume edifichi a un capacità edificatoria di un metro quadro per un metro cubo. Di qui l'azione giudiziaria che poi sfociata.
Sfociata nella sentenza di cui ci stiamo occupando, siamo occuparci di questa vicenda perché nella ricostruzione e nella proposta di deliberazione che, ripeto, fa un excursus, diciamo sommario abbastanza, sul quale ci sono dei punti che non non sono non sono corretti dal punto di vista proprio dei contenuti ma sostanzialmente in questa deliberazione, in questa proposta di deliberazione si ribadisce quello che già in presenza in sede di commissione,
Che abbiamo tenuto nelle Commissioni.
La Commissione Urbanistica anche alla prima Commissione, se non ricordo male.
In cui, appunto abbiamo acquisito il parere dell'avvocato matassa e in cui sostanzialmente si dice che le le decisioni del TAR, le motivazioni sulle quali si è lungamente soffermato il consigliere Paparella, sono motivazioni non condivisibili che una sentenza che sbaglia, perché negli atti comunali non c'è stata mai una usurpazione, una appropriazione indebita di questi 20.000 metri cubi, e quindi di qui appunto la la valutazione critica che l'Amministrazione ha già espresso nei confronti di quella sentenza. Dopodiché, in questo, in questa sintesi perché di questo sto parlando, potrei anch'io soffermarmi ci sono una serie una quantità di atti, diciamo.
Mo molto ampia, ma non credo che sia questo il diciamo il contesto e che ce ne sia la necessità di un approfondimento di di tutti i passaggi, perché sta di fatto che l'Amministrazione, anche quello di una deliberazione del 2017, riafferma un principio semplice, è chiaro e che non è in discussione, che la.
La superficie del 48% in parte già acquisita volontariamente. E una superficie che andava e va acquisita dall'Ente in maniera gratuita.
Il punto giuridico della discussione e se questa acquisizione, che è avvenuta peraltro soltanto in parte, comporti o meno anche l'acquisizione dei di gratuitamente dei diritti edificatori che stavano su quell'Africa,
E secondo i ricorrenti che fanno questo ricorso, in cui chiedono il risarcimento del danno alle istituzioni in prestito, in realtà quei diritti, la cessione gratuita mai messa in discussione non comporta la necessità, l'obbligo di cedere gratuitamente i diritti edificatori, perché i diritti edificatori sono un'altra cosa e sono, diciamo, nella titolarità dei proprietari del Consorzio è proprio perché sono la titolarità del consorzio e di questi diritti edificatori, ben 19.000 e metri cubi in più sarebbero stati realizzati dalla Pubblica Amministrazione nell'area dell'edilizia residenziale pubblica. L'Assessore, quei diritti edificatori li avete usurpati, li avete utilizzati perché non ce li avete mai, non li avete mai acquisiti, non ce li avete mai pagati. Adesso mi dovete risarcire il danno che avete determinato con un esproprio che ha riguardato in rapporto di un metro quadro al metro cubo, invece che un rapporto che in quell'area avrebbe espresso quasi un rapporto di un metro quadro per due metri cubi.
Perché lì diciamo c'è il problema nella erroneità, nella mancata precisione, nella mancata esposizione corretta nel decreto di esproprio del 2001, altrimenti qui non staremmo a discutere se questo elemento fosse stato chiarito. Allora resta appunto il fatto che questa Saint questa questo questo ricorso, a differenza del ricorso, per perché un elemento che manca nella vostra discussione che il ricorso avverso il piano di lottizzazione è stato ritirato dai ricorrenti. Quindi, il piano di lottizzazione da noi adottato è rimasto quello che era con la deliberazione del 2017, che non si può ancora implementare non perché è stato è stato eliminato uno degli elementi che lo impediva, cioè il ricorso da parte dei consorziati che hanno rinunciato al giudizio, ma non si può ancora realizzare, come ben sanno i consorziati, perché appunto, come dicevo prima, l'Autorità di bacino anche sul ricorso da fatte dai consorziati all'Autorità di bacino che chiedevano consentirci di approvare la lottizzazione. Nel frattempo seguiremo l'opera,
Ha ribadito il fatto che la lottizzazione si approva solo quando c'è realizzata l'opera di mitigazione, quindi la lottizzazione è rimasta confermata. Va soltanto approvate definitivamente quando matureranno le condizioni previste dal dal stabilite dall'Autorità di bacino e invece appunto è arrivata a sentenza l'azione di risarcimento del danno. È arrivato a sentenza questa azione sulla base facendo una ricostruzione e una sentenza molto complessa, molto articolata, che.
Che magari Letta per per stralci. Non siamo, non consente una comprensione, diciamo adeguata, ma è una sentenza che sostanzialmente contesta radicalmente tutta la ricostruzione che viene fatta sia nella proposta di deliberazione sia, diciamo, negli atti, che il Comune ha assunto in questi anni e cioè contesta il fatto che con quello esproprio si sia realizzato una, diciamo acquisizione da parte dell'Ente dei diritti edificatori dell'aria da cedersi gratuitamente, così non è stato, c'è secondo la la LILT, il TAR, il fatto, l'utilizzazione, quindi si parla di occupazione, ma forse impropriamente all'utilizzazione dei diritti edificatori senza titolo, per appunto 19.000 metri cubi, e su questo c'è una pronuncia in cui dice il TAR che bisogna porvi rimedio attraverso una serie di strumenti che sono identificati.
Questa solus, questa sentenza di questa sentenza, abbiamo avuto tutti quanti la possibilità di discuterlo insieme nella Commissione o no, scusami lì, mi ricordo che quando c'è stata la Commissione che abbiamo fatto insieme.
E poi, quando c'è stata la Commissione che abbiamo fatto insieme?
Ma un paio di mesi fa circa.
È un paio un paio di mesi fa, appunto quando come.
No, abbiamo discusso prima della sul sito, ha ragione, abbiamo proposto.
Quella è la seconda.
La prima è stata gennaio, cioè quando, quando, quando abbiamo acquisito il parere dell'avvocato matassa?
Sulla diciamo prima dell'udienza e ELV l'avvocato matassa, abbiamo condiviso la fondatezza di quel parere, cioè che appunto la ricostruzione fatta sia dei ricorrenti che 22 aprile la ricostruzione fatta sia, va bene, possiamo qualità le azioni, le abbiamo fatte due, ne abbiamo fatte due, ma mi mi interessava in questo momento la prima perché diciamo su questa vicenda non so su questo in questa lunga introduzione che non ha toccato i temi a, diciamo non so, non so ora una decisione che non comprendo, su questa vicenda mi era sembrato che ci fosse una, diciamo un'unanimità di intenti da parte del dell'opposizione e della e della magia cioè di del dell'intero Consiglio cioè di rappresentare già prima che andasse in sentenza ulteriormente che il ricorso e la cosa più importante la vari,
La, la verificazione fatta dal consulente tecnico ingegner D'Onghia nel giudizio innanzi al TAR su mandato del TAR era una ricostruzione sbagliata, perché l'ingegner doping che il consulente diciamo il verificatore, il tecnico nominato dal tribunale per valutare la fondatezza o meno delle richieste dei consorziati, ha ritenuto che le loro richieste fossero fondate, cioè che appunto non ci fosse un atto legittimo di acquisizione di questi famosi 19.000 metri cubi realizzati in più rispetto ai 20.000 oggetti dei quali era certamente titolare il Comune per effetto dell'esproprio. Nel rapporto uno a uno e diciamo questi 19.000 metri cubi sarebbero stati realizzati in più e per questo il il verificatore all'ingegner da via quantifica anche il valore di questi 19.000 metri cubi. Quante diciamo realizzati in più rispetto ai quali i.
Consorziate richiedono il risarcimento del danno. Questa impostazione ricorso, validato dal verificato dal tecnico nominato dal tribunale, è stato oggetto di una serie di rilievi ulteriori rispetto a quelli già fatti nel corso del del procedimento, perché nel corso del procedimento questa ricostruzione viene contestata. Si fa espressamente riferimento in particolare alla deliberazione del 1996 della numero 30 che avrebbe avuto sin da allora e avrebbe, secondo la nostra ricostruzione dei nostri avvocati, una l'ha portato in una vera e propria variante urbanistica in cui si stabiliva che essa chiaramente che in quel 52% del quale si poteva edificare tutta la volumetria del comparto K la metà doveva andare all'edilizia residenziale pubblica e la metà doveva andare all'edilizia residenziale privata. Questa sentenza, ripeto, prende in esame anche le difese del dall'avvocato matassa,
Lo fa anche in maniera abbastanza analitica, giungendo però a facendo affermazioni e facendo, diciamo così, arrivando a conclusioni che non sono affatto condivisibili, non sono affatto condivisibili perché, appunto nella valutazione che ne è stata data sia dei nostri avvocati che dalla dalla,
Dalla Commissione e anche oggi qui ribadita non c'è stata mai in nessun atto, nessun nessun comportamento, nessuna azione di impropria utilizzazione del delle aree di questi famosi 19.000 metri cubi che non ci sono titoli per rivendicare questo risarcimento del danno che le aree dovevano essere cedute gratuitamente e così deve essere e che quindi questa sentenza va impugnata e davvero vado alle conclusioni. Ho provato a fare una sintesi, con tutti i limiti, di una sintesi, di una vicenda così complessa, ma se ci sono ulteriori elementi ulteriori della discussione, interverrò volle volentieri ulteriormente perché questo passaggio della deliberazione? Non mi soffermo su altri passaggi che vorrei davvero meritano di essere contestati perché dicono delle cose che non sono vere, ma diciamo, mi riservo soltanto due punti di di ritornare sulla proposta di deliberazione e in questa sentenza, ma in questa proposta di deliberazione e la lo ha appena ribadito, il consigliere Paparella.
Il punto 8 è quello che ci ha appena richiamato, dice.
Dice che dovremmo in ottemperanza alle istituzioni della sentenza, bisogna mandare questo questa proposta di deliberazione al ai giudici, diciamo in cui dobbiamo andare oggi a dire attraverso questa deliberazione, perché i giudici hanno sbagliato una proposta di Consiglio non Soru, consigliere inutile ASL ha mai sentito una cosa di questo genere.
E con questa deliberazione con cui?
Allora non la guardo all'avanguardia e Kukui provvede, dovrebbero provvedere il tag chiediamo al TAR che, sulla base di queste deliberazioni,
Rettificare, integrare e modificare il proprio giudicato disponendo che, lo ove lo ritenga necessario, ulteriori incombenze, istruttorio accertare ufficialmente che il Comune di Ruvo di Puglia ha di fatto già adempiuto all'espressa richiesta del tanto atteso che l'adozione dell'atto consiliare espressamente richiesto dal Collegio è stato già deliberato all'unanimità nel 2017, cioè esattamente l'opposto di quello che il TAR ha erroneamente affermato esattamente l'opposto, le ribadiamo, ribadisco, con il Segretario generale, ma questo lo potrà sentire da tutti gli avvocati di questo mondo, perché qui stiamo sosta. Il Consiglio dovrebbe deliberare sull'utilizzazione di uno strumento processuale inesistente, cioè andiamo a metterci nel ridicolo se gli, ma se facciamo quello che sta scritto qua di prendere questa proposta, questa ricostruzione ripeto dal punto molto diciamo, stringata e priva di una serie di argomentazioni giuridiche, che pure vanno sollevare per CONS sollevate per contestare il contenuto della sentenza e dovremmo appunto andarla a rimettere perché il TAV modifichi il suo giudicato, il suo deliberato, questa questione e appunto uno strumento inesistente ed è inesistente, come ce lo ricorda la nostra Segretaria Generale che diciamo non è un avvocato, ma che di di legge diciamo ah, la.
Piena della legge, una piena contezza.
Si dice fare facendo seguito all'incarico conferito per la difesa e questa no scusate, scusate questo e quest'altro. Con riferimento il parere espresso con riferimento a questa deliberazione si dice con riferimento alla richiesta pervenuta di espressione dei pareri contabili. 1 non è riconducibile a mettere degli atti di competenza, ma questo va bene e che è così, però abbiamo fatto legittimamente una discussione, anche se non è di competenza. Io sono contento che abbiamo discusso di questo tema, sono, ma non ho capito tutta la prima parte, però, comunque la discussione certo ha aiutato a mettere a fuoco i nostri temi. Intenda espletamento delle proprie funzioni di assistenza giuridico, amministrative, dice la la, il Segretario generale. Si ritiene tuttavia opportuno precisare che quanto richiesto al punto 8 del dispositivo e processualmente irrituale e che l'unica tutela esperibile avverso la sentenza del TAR Puglia per finalità di per le finalità dichiarate e la proposizione di appello al Consiglio di Stato, quindi, questo è il punto. Ovviamente, i Consiglieri Paparella che non è un giurista diciamo e ha legittimamente le sue idee su come funzionano i processi. Riterrei riterrà, diciamo, di insistere su questa richiesta, ma.
Tutti noi tutti quelli che si occupano diritto e in questo caso, lasciando stare le nostre competenze professionali e la Segretaria Generale ci dice chiaramente che quella richiesta è una richiesta, non diciamo non solo irrituale, ma non proponibile perché l'unico strumento per contrastare tutta la ricostruzione, per contestare tutto il discorso che è stato fatto dal TAR, perché non stiamo correggendo un errore, non vogliamo correggere un passaggio, stiamo dicendo che tutta la ricostruzione, cioè il fatto che diciamo c'è stata un'occupazione abusiva, il fatto ancor più che ci sia un danno, perché noi riteniamo che in ogni caso il danno non ci sia tutto questo percorso che porta poi al dispositivo che ha ricordato il consigliere Paparella sia sbagliato e quindi l'unico strumento è lo strumento relativo al l'impugnazione ed è quello ed è quello che ovviamente come amministrazione e quindi la titolarità del potere della Giunta, che non ha bisogno di nessun mandato in questo senso e deve fare il suo dovere, è quello che ritiene giusto e la Giunta delibererà un mandato perché la sentenza venga impugnata sulla base delle motivazioni che nella seconda Commissione consiliare che abbiamo fatto tutti insieme, diciamo, sono stati oggetto appunto di di di valutazione e di sostanzialmente condivisione.
Questo è il punto della vicenda.
Che riguarda il risarcimento del danno per appropriazioni indebite da parte del Comune di 19.000 metri cubi e passa di diritti edificatori di nella titolarità e nella oggi, secondo loro persistente proprietà dei consorziati.
Prima di finire prima definite e poi eventualmente se c'è qualche passaggio su cui è necessario fare un approfondimento, ovviamente sono ben disponibile, ma.
Voglio invece tornare su alcuni passaggi.
E anche su quella errata interpretazione che di cui parlava il Consigliere, che riguarda l'opera di mitigazione.
Dove siamo cioè ci accusate di sonnolenza amministrativa sull'opera di mitigazione e siamo anche un'accusa da davvero ingenerosa, davvero ingenerose perché sull'opera di mitigazione noi ci siamo attivati come abbiamo potuto abbiamo provato, abbiamo acquisito un finanziamento per realizzarla.
Questo finanziamento si è inceppato perché, secondo le prescrizioni ancora dell'Autorità di bacino, le opere dovevano iniziare da valle. L'opera dei miei diversi, quindi dall'area di spandimento per arrivare poi alla a monte e a tutta l'area in cui si trovano i fabbricati di edilizia residenziale pubblica, che vanno appunto messi in sicurezza, ed è quello che volevamo e vogliamo fare e quindi dovevamo partire dall'area che doveva essere realizzata dalla città. Metrò dalla Ferrotramviaria, poi dovevamo passare all'area dove insiste il liceo scientifico che doveva essere realizzata la Città metropolitana, per poi passare al nostro tratto al nostro, alla nostra zona che la parte finale, per appunto, mettere in sicurezza poi tutta l'area e consentire che da valle a monte le acque potessero scorrere. Quest'opera non è stata realizzata non persone valenza amministrativa, ma perché di fatto non si è mai riusciti a implementare e a far convergere in questo progetto l'azione sia dalla Città metropolitana che della Ferrotramviaria perché, nonostante le volontà, le volontà mai diciamo, formalizzate a espresse qualche anno fa, di fatto ferrotranviarie. C'è anche scritto a un certo punto che non sono di competenza del di Ferrotramviaria, all'esecuzione delle opere di mitigazione nella parte di loro competenza e Città metropolitana a avendo modificato.
AR le progettualità che riguardavano e riguardano il liceo scientifico riteneva di non essere più, diciamo, coinvolta e coinvolgibili nell'opera di mitigazione. Questa, diciamo, questa situazione ha portato a una serie di interlocuzioni che voglio dirlo oggi, perché anche qui avrei molto da dire che tanti incontri e nelle tante sedi e quindi a correzione di quello che hanno impropriamente erroneamente capito, diciamo quello che ho detto nelle nelle nelle nell'incontro di Commissione ha portato a una soluzione che appunto, a differenza di quello che peraltro si dice anche qui, che sarebbe che l'opera non sarebbe più realizzabile per volontà della città metropolitana con Città Metropolitana e abbiamo raggiunto un'intesa sulla sul protocollo d'intesa, che appunto consentirà di acquisire risorse da parte della Città metropolitana per consenta consentire la esecuzione anche del progetto esecutivo nel tratto che riguarda l'area interessata appunto dal diceva, anche dal liceo attuale, per cui nel prossimo Consiglio sto semplicemente anticipando quello che succederà nel prossimo Consiglio. Perché io non ho mai rinunciato e non ho mai smesso di lavorare per realizzare l'opera di mediazione che ritengo un'opera importante che va fatta perché non soltanto condiziona le di l'edificazione del dell'area dell'edilizia privata, nella quale peraltro c'è anche un suolo di proprietà dell'ente, ma diciamo, si tratta di mettere in sicurezza tutta l'area.
Tutti gli immobili di edilizia residenziale pubblica il liceo, quindi non ho mai smesso di lavorarci e nel prossimo Consiglio comunale porteremo in approvazione questo nuovo protocollo, che consisteranno leggeremo in quell'occasione. Consisterà nel fatto che abbiamo acquisito la progettazione esecutiva a suo tempo realizzato dalla Ferrotramviaria per l'area di spandimento a valle. Acquisiamo le risorse da città metropolitana per completare il progetto esecutivo, con la parte concernente, appunto, l'area d'interesse di competenza della Città metropolitana. In modo tale noi abbiamo già il progetto esecutivo, realizzeremo un unico tronco, un'unica progettazione esecutiva, con quest'ultimo tratto pagato alla Città metropolitana e gestito da noi per fare più tempo il più rapidamente possibile, per poi prendere tutto questo progettazione esecutiva e anche il nostro finanziamento, e portarlo al Commissario straordinario per l'emergenza idrogeologica che ci auguriamo e sappiamo che ha le risorse necessarie per poter fare questo intervento che farà direttamente come commissario, quindi abbiamo raggiunto un percorso che io mi auguro nei prossimi anni porterà alla realizzazione dell'opera di mitigazione, quindi nessuna sonnolenza amministrativa, nessuno, ma non ho mai detto che la Città Metropolitana avrebbe realizzato quest'opera, perché non è vero, non è stato mai in discussione. La Città metropolitane, invece, partecipa alla realizzazione, alla chiusura del progetto esecutivo, di tutto di tutta l'opera di mitigazione, in modo tale che possa essere finanziata e realizzata dal commissario straordinario in questo, in questo accordo, proprio perché l'opera del del liceo linguistico sarà realizzato in un modo diverso rispetto a quella prevista, è anche prevista la restituzione al Comune dell'area a suo tempo data al alla Città metropolitane per la realizzazione di un'opera che verrà realizzata in un altro modo e in un altro e nell'area adesso, in continuità con l'attuale liceo. Il liceo scientifico,
Sindaco, prego, Consigliere Cantatore, quanto riguarda il finanziamento che c'è stato, quello è in essere o è stato, diciamo, revocato, quel finanziamento del Ministero cato, come dite no, non è stato revocato. Il finanziamento in essere ci sono, ma è evidentemente un finanziamento che non potrà essere realizzato utilizzato perché appunto non ci sono e non ci sono i termini per realizzarla e non per responsabilità dell'ente, come abbiamo visto, diciamo noi, l'opera da parte di opere che noi potevamo realizzare era subordinata all'esecuzione di altre parti che non competevano e non competono a noi.
Tuttavia, diciamo, si tratterà di di di capire se questa questa quota di finanziamento, che peraltro è del tutto insufficiente, perché nel frattempo i costi di realizzazione dell'opera sono molto incrementati, sarà recuperabile, potrà essere recuperata dal Commissario straordinario.
Per dovevo finire.
No, volevo chiedere, c'erano due note tra lei e l'avvocato Cozzi, diciamo, per quanto riguarda un'eventuale transazione a dicembre 2025, poi come mai non è stata più seguita quella strada? Ma voglio dire avete, diciamo proseguito per il discorso, quella la valutazione di quella strada e era una valutazione, era un'ipotesi che avrebbe, diciamo, comportato, una erogazione da parte del Comune a titolo, diciamo, di di parziale indennizzo di di circa 1 milione di euro ove fosse stata raggiunta e quindi avrebbe chiuso tutta la vicenda che oggi diciamo, come vedete, a valori economici molto più alti, e era una, diciamo, ipotesi di lavoro di fronte a una vicenda che dal punto di vista giuridico, come voi dite, è molto complessa nella vostra e quindi di fronte ad una vicenda complessa che già presentava un elemento di.
Diciamo così di grande preoccupazione per noi e cioè la presenza di una relazione tecnica del verificatore che dava ragione ai, come abbiamo detto ai ricorrenti e quantificava il danni in circa 4 milioni e mezzo di euro. Un'ipotesi poteva essere quella di stoppare questo giudizio che si poteva, diciamo incanalare come poi è stato, diciamo nella e di appunto provare a fare una transazione. I margini di questa transazione non sono stati soddisfacenti. Alla fine abbiamo nel frattempo diciamo in questo in questo percorso è intervenuta anche una valutazione della vota dell'avvocato matassa, che ha, diciamo ribadito, le ragioni di sostanziale infondatezza del ricorso, nonostante la presenza di una verificazione e questo, diciamo così, ci ha convinto convinto tutti quanti che non era percorribile un discorso transattivo di che di quel genere, certo, la sentenza è andato in un'altra direzione, ma davvero la sentenza presenta una serie di passaggi, pur in presenza di di criticità che nascono in particolare ad un decreto di esproprio dal suo contenuto e pur in presenza di questo, la sentenza ha una serie di criticità che meritano di essere oggetto di un di una impugnazione che non è per lasciare, come ci diceva,
Il Consigliere Paparella, del tutto in generosamente, è erroneamente, certo, io ho risolto tante controverse, tantissime, a cominciare da tutto quello dei comparti edificatori,
Di dei del delle delle questioni relative agli agli espropri e all'indennità di esproprio irrisolte tantissimo, avrei voluto risolvere anche questa, ma la possibilità di risoluzione da parte del Sindaco, diciamo, è stata smentita dalla possibilità, dalla impossibilità di risolverla con sulla base di pretese che abbiamo ritenuto di non poter accettare e sulla base di una ricostruzione giuridica che riteniamo di non di non condividere per cui faremo l'appello e vedremo in sé non per non per scaricare con chi verrà dopo di me, ma perché in questo momento, come abbiamo detto, non c'è altro strumento se non difendere, difendere, difendere le posizioni dell'Amministrazione da sempre assunte dall'Amministrazione.
A cominciare dal dall'ultimo atto, come si ricordava la deliberazione del 2017.
Grazie Sindaco.
Ci sono altri interventi, ha chiesto la parola il Consigliere Mastrorilli, prego Consigliere, grazie Presidente, io chiedo in via preliminare di superare che mi trovano, se dovessi recuperare tutte le 1 formula di tutto il tempo mai utilizzato, potrei stare due giorni a parlare.
No, io adesso vi chiedo di cortesemente di non essere interrotto perché poi si perde, diciamo il filo come dire.
E questo mio intervento,
Soprattutto soprattutto dovuto.
Dicevo, questo mio intervento è dovuto soprattutto al fatto che in effetti diciamo che lei Sindaco spesso ha parlato di unanimità di vedute su questo punto, personalmente non la penso, come come probabilmente la larga parte del dal Consiglio comunale, peraltro volevo esprimere la o semplicemente in un inciso in quella Commissione consiliare e non mi fu consentito,
Ritengo in maniera irrituale d'ingiusta, ma tante oramai è passata, non me ne faccio un cruccio.
E quindi devo starò qualche un po' di più, ma non tanto, quindi entriamo nel tema, c'è una proposta di deliberazione liberata elaborato dai colleghi di minoranza.
Che hanno introdotto nuovi temi, almeno per me, nel già ricco e variegato a fare comparto K tenda, tentando una mia interpretazione del senso della delibera si enuncia che nutrono tante verità, una delle quali è quella che c'è tutta una interlocuzione che si dipana dal 2017 in poi che vede, ahimè questo lo diciamo lo registrato poi esclusa. Sicuramente la minoranza consiliare è forse.
Non lo so, presumo anche parte della della stessa maggioranza, perché poi, quando con colleghi di maggioranza mi vengono a chiedere ma tu di questa cosa che ne sai che non ne so niente ma tu sei maggioranza, dovresti saperlo.
E allora mi viene questo dubbio, c'è che cosa, cioè c'è una richiesta di risarcimento del danno da parte delle ditte espropriate che rivendicano il mancato introito delle somme derivanti dalla mancata cessione o esproprio delle aree a standard pregressi della parte edilizia di edilizia residenziale pubblica, da quel momento in poi la partita è stata giocata questo registrato su tavoli consentitemelo secretati dall'Assessore delegato, e quindi presumo dalla Giunta che decise di difendersi affidando e questo diciamo l'euro era nelle sue nei suoi compiti, la, la propria difesa, l'avvio all'avvocato Corsi.
Sembrava e adesso il Sindaco lo ha confermato e lo ringrazio che fosse in avanzata in discussione una proposta transattiva che era una cosa che avevo chiesto peraltro alla Segretaria hanno avuto risposta che ha caratterizzato il periodo sì, le avevo chiesto le note tra l'avvocato Cozzi e la nostra azione.
Il periodo finale della trattativa, salvo poi da parte dell'Amministrazione comunale, abbandonare improvvisamente la trattativa tendente alla transazione e affiancare il primo legale con l'avvocato matassa, andando a contenzioso che è quello che poi avvenne, diciamo nel corso di quella Commissione consiliare del 22 Oppo 22 gennaio, chiedo scusa nella quale vi fu anche fornito il il parere del dell'avvocato matassa.
Quindi, in buona sostanza, come ho personalmente constatato nel corso della Commissione, consiliare appunto lo scorso gennaio tutto il Consiglio comunale ivi rappresentato, eccetto il sottoscritto, ha deciso di andare a sentenza e di non accettare la proposta transattiva.
Come hai detto, mi fu vietato di esprimere per iscritto dissenso rispetto alla alla enunciata unanimità dalla Commissione e a nulla valsero le mie.
Pubbliche e gare ma garbato e proteste fatto in Consiglio comunale al presidente e al e alla Segretaria le 4 diciamo ancora oggi non ha avuto risposta, ma non è un problema.
Però io alla faccia della democrazia, la facile, un rispetto istituzionale alla faccia della tutela del diritto di ogni Consigliere comunale di esprimere la propria opinione.
Ma state tutti tranquilli, non non intende rovinare questo mood che consiste nel non rispondere, portarla per le lunghe ed aspettare fino all'oblio dei dei problemi del corso, ma tanto la, ma voglio dire.
E questa diciamo, questo è il lato negativo, il lato oscuro, quello che mi mi di qualcosa di cui più mi dispiace di questa esperienza consiliare.
Non farò richieste scritte non farò post su Facebook su opere i canali social, non scriverò al Prefetto perché non mi piacciono queste modalità, non sono stanco e stufo e nessuno mi dica che le richieste vanno fatte nella forma scritta, perché è quella prevista, cioè,
Non intendo fare nello scrivere più nessuno.
Sono stanco deluso e sfiduciato.
Però diciamo che fatemi una cortesia, non venirmi a parlare di trasparenza e di collaborazione e di rispetto, eccetera, perché ma dose di fiducia di cui godeva diciamo questa questa maggioranza, per quanto mi riguarda, insomma si è esaurita da tempo.
Però voglio precisare che non è che io, con questa mia affermazione, condanni o non condivida le modalità che esercitano, ha ragione per tutelare i propri diritti, a volte i colleghi di minoranza,
Ma andiamo al succo della questione, userò dati numerici grossolani, perché perché veramente tanta gente mi mi contatta, mi chiama mi mimiche e non so perché chiamano tutti Beppe io non l'ho capito.
Quindi userò dei dati grossolani.
E non voglio fare il farmacista proprio perché voglio che, se qualche cittadino dovesse essere in ascolto, comprenda appieno, diciamo, come, come quali sono i fatti che si sono verificati e si faccia una sua propria idea,
Quindi, area standard credo che non ci sia nessuno in questa Assise consiliare che possa affermare che si siano realizzati nel sangue il comparto di edilizia residenziale pubblica volumi corrispondenti alle aree assegnate Alberto.
Nessuno può dire il contrario, in buona sostanza sono state individuate successivamente occupate d'urgenza ed espropriate successivamente aree di circa 20.000 metri, quadri 21.000 Errepi ho detto, ho fatto i conti tondi conti par 20.000.
Che in un comparto che è indice volumetrico, 1.
Un metro cubo su metro quadro danno diritto ad esprimere volumetria pari a 20.000 metri cubi.
Invece constatiamo che i titoli edilizi rilasciati per ARCUS quel seme, il comparto dell'edilizia residenziale pubblica ammontano a 40.000 metri cubi, allora è evidente che la metà di questi titoli edilizi sono viziati dalla mancanza della cessione di queste aree ammontano a circa 20.000 metri quadri alla pubblica amministrazione, cioè doveva essere espropriata anche l'altra parte ho ceduto a bonariamente l'altra parte, ma bisognava individuare chi doveva farlo e a spese di chi,
Cosa che è avvenuta, per esempio nel comparto x.
Andate andate ad informarvi, è di chiara evidenza che, se tutto restasse, così come oggi si presenta il diritto naturale, il buonsenso, l'amore della giustizia non possono essere sacrificati sull'altare di quelli che io definisco arzigogolati, sofismi pseudo giuridico urbanistici che appaiono al cittadino comune come un goffo e tardivo tentativo di mascherare quello che a prima vista sembra un errore fatto a mio personale parere in assoluta buonafede tengo a precisare a caratteri cubitali che sulla buona fede degli attori dell'epoca non ho dubbio alcuno tanta è l'enormità della svista di cui oggi discutiamo il Consiglio comunale e non il seme. Il comparto di edilizia privata ha fissato l'indice territoriale a un metro cubo su metro quadro, questo indice non è stato rispettato nella metà del se mi comparto di edilizia residenziale pubblica, nessuno potrà negare che i permessi di costruire rilasciati le azioni che il comparto di edilizia residenziale pubblica siano illegittimi.
Che dice il Testo unico dell'edilizia, il Testo unico dell'edilizia dice che verso quei permessi di costruire se avevano 60 giorni di tempo dalla piena conoscenza dell'atto per fare ricorso avverso alla legittimità degli stessi permesso di costruire e non è stato fatto,
L'Amministrazione comunale a sua volta, aveva un anno di tempo per revocare in autotutela i PDC illegittimi rilasciati, e anche questo non è stato fatto.
In Commissione consiliare ascoltavo qualcuno più so che la procedura urbanistica adottata è corretta.
Come diceva il buon Lubrano su RAI 3, una domanda sorge spontanea.
Se la procedura adottata nel comparto K era corretta, ma in tutti gli altri comparti, A B e C, I, L M, eccetera, abbiamo sbagliato e che abbiamo espropriato il 50% del comparto per far realizzare con l'articolo 51 all'ERP il 50% dei volumi,
Oh, quando abbiamo sbagliato, abbiamo sbagliato in tutti gli altri e questo via oppure abbiamo sbagliato solo nel comparto K?
Quindi, delle due posizioni è evidente che solo uno è corretto e personalmente credo che abbiamo fatto agito correttamente in tutti gli altri comparti, nel quale è stato espropriato suolo pari al 50% dal comparto e son state rilasciate PdCI per il 50% dei volumi, così come è giusto che sia come come dire il diritto naturale ci dice che deve essere,
Lo stralcio delle preesistenze, a un certo punto la parte privata.
Alla quale personalmente rimprovero una marcata litigiosità interna, perché i motivi del ritardo sono dovuti anche a tante cause che, diciamo, sono avvenute all'interno del del Consorzio del comparto che hanno dilatato i tempi e la possibilità di edificare, per esempio prima ancora che l'Autorità di bacino identificarsi nuovo reticolo idrografico.
Difatti, ricordo che, dopo aver appianato la querelle interna il Consorzio chiese all'Amministrazione che si desse corso al completamento, diciamo tardivo, del comparto di di di edilizia privata personalmente, in qualità di ex assessore al ramo all'epoca, segue le indicazioni del consorzio che avevano un po' di problemi avevano lettera e preesistenze che erano volumi.
Per cui si poneva il problema se nel momento in cui partecipa al Consorzio, cioè i volumi mi devi pagare il soprassuolo, soprattutto i suoi problemi, alla fine con delibera 6 1.000 grazie alla delibera seguita da 320 dall'89 concordate con l'allora dirigente regionale Giordano, ingegnere Giordano,
L'ultimo a fare lo stralcio di queste preesistenze sistemavamo altre cose e diciamo che si andò a una proposta, o meglio a una delibera di adozione in Consiglio comunale anche questa mi fu subito contestata verbalmente da un da un proprietario, una ditta proprietaria del delle lezioni per il comparto dell'edilizia privata la quale disse no ma se la palazzina non me la mette lì, io faccio ricorso eccetera.
Eh va be'quindi, queste sono vicende che vanno così anche per a memoria, diciamo.
Per giustizia, perché le cose bisogna dirle, tutte quelle buone, come dire quelle cattive, sono cose che sono accadute, sta di fatto che nel contempo, l'Autorità di bacino ci notificò il reticolo idrografico superficiale che, diciamo, complica ulteriormente il già aggravato problema, le cose,
E allora qualcuno giustamente ha detto non sono mai state richieste.
Cioè quella parte di aree che avrebbero dovuto essere cedute all'inizio quando furono rilasciati i titoli edilizi che, ripeto, la metà non hanno oggi giustificazione.
Perché no, tu Assessore, perché non hai chiesto quelle aree a standard all'epoca, perché raggiungeremo tutto un accordo, stralciamo le preesistenze dandogli delle precise prescrizioni, fissammo delle de degli obblighi, c'erano i volumi del Comune dentro, avevamo la quota da pagare per quelle aree non sedute, che era quella delle idee delle delle case degli IACP, ecco allora IACP perché chiaramente il Comune metteva a disposizione i suoni delle case dell'Istituto autonomo case popolari per realizzare le case popolari, però il suolo diciamo che raccoglie il Comune.
E quindi all'epoca, evidentemente quella SOTUS, quella soluzione, la possibilità di poter vedere in tempi rapidi l'edificazione, lo sblocco finalmente di quel comparto lasciava a stare tutti tranquilli.
Perché ricordo anche di un di un proprietario, diciamo di quelli non espropriate che mi diceva io dovevo pagare l'IMU all'epoca Lucci su suolo edificabile che di fatto ha perso una volumetria, diceva perché ve la siete insomma al Comune all'epoca ve la siete fottuta l'avete utilizzata per realizzare quello che avete già fatto.
Il contenzioso.
Allora il consorzio ad un certo punto commissionò al compianto ingegner Casciello, troppo spesso, secondo me in maniera inopportuna, tirato in ballo quasi fosse una sua colpa ciò che si era verificato molti anni prima che lui arrivasse al gruppo e quindi so come libero professionista gli fu conferito un incarico con i quali fu richiesto una relazione tecnica ricognitiva dello stato dell'arte del comparto K,
Quindi da professionista privato,
A seguito degli esiti di questa relazione, gli fu affidato un nuovo incarico.
Prego.
Del dell'ufficio se fino al 2010 questo è un incarico dal 2015 2016.
Gli profilato nuovo incarico, Nicola gli fu richiesto di ipotizzare delle possibili soluzioni alla vicenda.
Sostanzialmente, la sua analisi e le possibili soluzioni prefigurate sono state quasi integralmente riprese dalla sentenza TAR Puglia depositata nel nell'aprile nel febbraio, se è notificata ad aprile.
Dal rifiuto di ristorare la parte privata delle somme mai quantificate badate bene, ho detto ristorare la parte privata delle somme vai quantificate rivenienti dalle aree a standard estremi, comparto ERP non espropriate, ovvero cedute dietro ristoro economico, ecco perché dicevo ristorato di qualunque natura sorgono le richieste che sommariamente sinteticamente sono le seguenti,
Ripristino dello status quo ante in buona sostanza, demolizione o di quanto edificato almeno nella volumetria eccedente, l'indice territoriale, previsto con problematiche ed impossibile individuazione dei volumi da demolire, e quelli a lasciare in piedi b ristoro del danno economico subito dai ricorrenti per il mancato esproprio ovvero mancato accordo con il consorzio che sanasse i volumi già realizzate l'acquisizione sanante ex articolo 42,
Concessioni in alternativa dei volumi spettanti proporzionalmente in funzione dei metri quadri posseduti cioè circa posseduti catastalmente, cioè circa 60.000 metri quadri, e quindi realizzazione di circa 60.000 metri cubi.
Allo personalmente, credo che la richiesta di ristoro economico abbia senso secondo me e sia suffragata da buonsenso.
La richiesta dei 60.000 metri cubi è una buona provocazione legittima, se si vuole, ma sempre provocazione, perché non è realizzabile anche quella.
Comprendo la frustrazione, ribadisco, dei proprietari di parte privata, ma questa richiesta, effettivamente mi sembra proprio eccessive, irrealizzabile.
La richiesta di ripristino dello status quo ante e la reintegra del pieno diritto di proprietà delle ditte non espropriate nel subcomparto di ERP mi appare insomma anche questa spropositatamente inopportuna, stante allo status attuale, con famiglie che vivono all'interno di questi alloggi da circa 25 anni che faccia usiamo uscite, vi demoliamo la casa e tre o quattro figli e quindi anche questa diciamo oltre al fatto che sarebbe, da un punto di vista economico, perdonate il francesismo un bagno di sangue per l'Amministrazione,
È un numero infinito e spropositato dei contenziosi.
Diciamo, ho ascoltato anche commenti né in corso di quella Commissione consiliare relativamente ad alcune vicende.
Che non condivido, e anche qualche ipotesi che di che di che che diciamo vede il fatto che oggi forse quei ricorrenti non hanno più interesse a costruire atteso che dicevamo la sentenza TAR gli ha riconosciuto un risarcimento danni di circa 5 milioni di euro.
Però io dico che non dobbiamo fingere di dimenticare che famiglie che non possedevano suolo di proprietà.
Fanno una casa da 25 anni, mentre altre famiglie proprietarie di suolo edificabile, sui quali magari pagano anche l'IMU, attendono da 25 anni di poter costruire una propria la propria casa sul proprio terreno di proprietà.
Un'altra motivazione è dato dalla circostanza che già alcune aree sono state cedute bonariamente ivi anticipata anticipatario, ad esempio quando il sottoscritto era assessore per favorire la realizzazione di 20 euro in ampliamento del liceo scientifico, ricordo che, tra gli altri, un proprietario venne appositamente da un Comune del Nord ove risiedeva per non far perdere alla nostra comunità di finanziamento.
Promesso all'epoca dalla provincia di Bari per la realizzazione del delle delle altre 20 aule del liceo scientifico, quindi, negli anni successivi sono stati sussidi sono stati ceduti in via anticipata aria anche altri suoli, presumo per favorire la realizzazione delle opere di mitigazione del.
Del del rischio idraulico e, se ho ben inteso, anche queste generose, diciamo anticipazioni di cessioni di suolo per non per creare, diciamo, per non creare danni alla comunità, oggi vengono addirittura usate come motivazioni atti a giustificare la richiesta di rettifichi la sentenza o la volontà di appellarlo al Consiglio di Stato complimenti per la riconoscenza dico io,
Peraltro, anche in questo caso i colleghi di minoranza che hanno accertato la circostanza perché è emersa la novità dei suoli ceduti dalla ex provincia in diritto di superficie a due ditte di cui almeno una mi pare, ma ne sono quasi certo, non attraverso un buon momento economico abbia un diritto di superficie su quei suoli.
Io credo che già il comparto k in sé Compart complicatissimo che almeno questa ulteriore complicazione io prego il Sindaco, insomma nell'amministrazione di tentare di risolverlo con con la ex Provincia, oggi Città metropolitana, perché se questi soldi devono essere utilizzati, che ritornino in capo al Comune perché queste due ditte una delle quali sono quasi certo che sull'orlo del fallimento non vorrei che poi fossero tirate in qualche procedura fallimentare e dovessimo creare ulteriori problemi a quelli che già non abbiamo.
Non sono un avvocato, non sono un giurista, sono un uomo della strada, definizioni che piace tanto al nostro Presidente, che fa alcune considerazioni.
Usando il comune buonsenso.
Dico perché nello stesso comparto, che è lo stesso indice per tutti, cioè indice 1.
Una parte esprime indice 2, cioè 40.000 metri cubi su 20.000 metri quadri ed un'altra esprime indice 0 66.
Perché fa realizza meglio potrebbe realizzare 40.000 metri cubi su 60.000 metri quadri.
Possiamo noi fare questa variante al nostro Piano regolatore?
Tablet concreto.
Cosiddette di una battuta.
Senza sembrare blasfemo, e.
In questa ERP dal comparto capo c'è stato il miracolo della moltiplicazione evangelica dei volumi, in luogo di quella dei pani e dei pesci, e se la buttiamo sui personaggi famosi dalla letteratura anglosassone, nel caso in cui ci occupiamo il Comune di Ruvo ha vestito i panni di Robin Hood che ha tolto ai ricchi penso dell'edilizia privata per donare ai poveri dell'edilizia residenziale pubblica ora battute a parte scorrendo il dispositivo della sentenza del TAR resta in piedi l'attuale difficoltà e questa è una cosa serissima ad approvare in tempi brevi il Piano di lottizzazione.
Tra edilizia privata, stante da ciò che ho carpito tra una chiacchierata e l'altra il parere negativo del paesaggio regionale.
Presumo ampiamente giustificato dall'assenza delle opere di mitigazione idraulica, cosa che il Sindaco ha confermato poc'anzi.
Il termine temporale concesso offre sostanzialmente un'opzione consistente nell'acquisizione sanante ex articolo 42.
Sul cui ammontare auspico si instauri una proficua interlocuzione, è un parere personale, come ci ha detto, non si può approvare in tempi contenuti il Piano di lottizzazione per l'impossibilità di superare il parere sfavorevole degli uffici del paesaggio regionale.
Sarebbe bello, anzi, può fare.
Una possibilità di difficile ma possibile alternativa suggerito dal TAR Puglia è data dal trasferimento dei diritti volumetrici in altro sito, con tutte le difficoltà insite nell'individuazione e nella tipizzazione dell'area andrà ad individuarsi per il trasferimento al, è la realizzazione di queste volumetrie in altro sito.
Però, se ci fosse un'idea, se ci fosse una traccia, se ci fosse una base sulla quale poter lavorare, è un'ipotesi positiva, anche questo, per quanto sino ad ora detto non condivido alcune parti della proposta di deliberazione dei colleghi che prova che provano a loro seriamente a dare delle soluzioni possibili condivido che la preoccupazione per il finanziamento perso,
Che di fatto per i problemi naturali classica.
Blocca la possibilità di edificazione di procedere ad una ad una rapida soluzione dei problemi nel comparto Capra, non condivido assolutamente socialista di Borta libertario, tentativo a mio avviso sbagliato di costringere i consorziati di parte privata accedere non solo le aree a standard che giustificano la realizzazione del loro 50% dei volumi come è giusto che sia ma ed uso un termine espresso da uno di loro ad essere quasi se questi termini che hanno usato ricattati.
Con la richiesta di cessione gratuita di 20.000 metri quadri dormienti da un trentennio.
Se dovesse verificarsi un'ipotesi che presumo.
E penso che si verificherà, ovvero l'impugnazione della sentenza del Consiglio di Stato che il Sindaco ha testé, diciamo confermato.
Sicuramente si guadagnare del tempo che regalerà, a mio modesto parere, la rogna alla prossima Amministrazione, perché ci sono sei mesi, fino ad ottobre, altri sei mesi per la realizzazione, siamo arrivato l'11 aprile, si dovrebbe votare per le politiche e penso un mese dopo per le migliori amministrativa.
Ma di fatto si realizzerà quello che paventava il collega.
Piero Paparella, cioè si mettere ancora una volta la polvere sotto il tappeto e ma soprattutto la cosa che più mi dispiace lasceranno tracce di ingiustizia nel disturbo nel vissuto di questi concittadini.
Si nega peraltro questi ricorrenti sono stati depauperati della volumetria esprimibili da quei 20.000 metri, quadri d'allerta la cui proprietà, ad oggi, è ancora in capo ai ricorrenti catastalmente che posseggono superficie privata sottratta di ius aedificandi.
Perché questa volumetria è stata arbitrariamente prelevata, è trasferita gratuitamente all'ERP dal nostro Ente.
E infine, qualche ci hanno sua sentenza TAR, come ho già detto, non sono un legale, non sono un giurista e non so neanche un tecnico di edilizia urbana su un normale cittadino che cerca di ragionare con i modesti mezzi a disposizione.
Da uomo della strada mi chiedo però, ripeto, non sono un avvocato, non sono un giurista se il TAR non nomina un CTU, cioè un consulente tecnico d'ufficio che, poiché il consulente del giudice, ma nomina un verificatore,
Cioè uno che verifiche quantifichi il danno prodotto.
Giusta richiesta dei ricorrenti, ma non vi pare che questo significhi che il giudice già aveva la convinzione che un danno certo vi fosse, e che la parte da verificare era quella relativa principalmente alla qualità, alla quantificazione del danno, e allora la mia domanda è perché è stato abbandonato il tavolo transazione.
Che col senno di poi e a sentenza conosciuta a quintuplicato le richieste iniziali.
Nel mio corso di studi universitari ricordo il professor diritto priva al professor Scannicchio, che sono affermare che molto spesso è preferibile un pessimo Hakkar, accordo transattivo ad un'ottima vittoria con sentenza ora questa sentenza depositata, una maggioranza dovrà entro ottobre, credo dare delle risposte, produrre atti e o azioni che vadano nel senso della sentenza oppure impugnare il tutto al Consiglio di Stato.
Evidentemente la sentenza TAR condivido le considerazioni fatte dal sottoscritto oggi, allora come considerazione conclusiva.
Qualcun altro mi ha anche detto che tu adesso dice con questa tua posizione voi operare una sorta di Captains captatio benevolentiae, in funzione della prossima campagna elettorale, allora su diciamo ai Beecroft del consigliere comunale allo stato non ho alcuna intenzione di ricandidarmi alle prossime consultazioni amministrative comunali.
Come ho detto prima, sono molto deluso da questa esperienza amministrativa come minoranza siamo stati quasi sempre estromessi dal confronto sul futuro della città.
I nostri diritti sono stati più volte negati e repressi, mi dispiace doverlo ricordare, Presidente.
Son resistendo solo per tener fede alla parola data ai miei circa 1.100 coraggiosi elettori che mi consentirmi di rappresentarli e che non smetterò mai di ringraziare so per certo, per varie plurime esperienze pregresse che tutti i cittadini interessati dalla vicenda peraltro continueranno a votare più o meno come hanno sempre votato accetto scommesse,
Perché noi ruvesi siamo affetti dalla sindrome di Stoccolma e questo ho verificato anche altre numerose esperienze precedenti, come nel caso, per esempio, delle soste a pagamento e un ulteriore motiv non ricandidarmi, quindi, concludendo, mi auguro che la discussione all'individuazione di soluzioni condivise.
Con i cittadini ricorrenti siano socializzate, con la politica locale, che SIT e non presi in autonomia, che si tenti ancora una volta di ristabilire un dialogo, una interlocuzione.
Perché in caso di soccombenza i danni per la comunità sarebbero veramente molto, molto pesante.
Per quanto mi riguarda, rispetto a questa diciamo delibera poi dopo, diciamo, dirò in dichiarazione di voto anch'essa breve.
Personalmente dedico che oggi, non essendo mai stato coinvolto nelle decisioni e nelle vicende.
Tra virgolette, sono molto contento della scelta fatta da questa maggioranza di escludermi, almeno così nessuna Corte dei conti potrebbe, come dire, presentarvi il conto, scusate il gioco di parole.
Un'altra preghiera, qualcuno la smetta di nominare un grande tecnico mio amico che ormai purtroppo non c'è più reo di aver messo da libero è stimato professionista in una consulenza tecnica commissionata dal Consorzio nero su bianco su ciò che è palese, perché abbia voglia di guardare obiettivamente alla realtà e guarda caso confermata dalla sentenza del TAR Puglia lasciatemi fare un'ulteriore considerazione sempre da uomo della strada,
È universalmente riconosciuto che un comparto edificatorio è il luogo nel quale si compensano gli utili e gli oneri.
Secondo il principio dell'equa ripartizione, allora facciamo un'ipotesi astratta,
Ci sono quattro ditte proprietarie, A B C e D, i volumi si realizzano sua e C. B e D sono le aree a standard pregressi che devi cedere obbligatoriamente o che quindi ognuno di questi è il 25% dei suoli.
Quindi dicevo cosa si è verificato, per esempio, una serie di comparto di di edilizia residenziale pubblica che stanno a e b.
La norma, la previsione normativa vigente oggi come allora dice che ebbi sono l'ERP, cioè c e d sono parte privato.
I volumi sia sulla parte A per l'ERP, sulla parte C per la privato, il nostro strumento urbanistico continua dicendo che le ditte espropriate di A e B quindi di tutta la metà dal comparto.
Realizzeranno evolutivo e il 50 persone dei volumi spettanti in base al Vice uno sulla parte c, cioè un'estrema il comparto di privata.
E realizzeranno i propri volumi se versano le indennità di esproprio ricevuta.
Questa è la conditio sine qua non se non versa i soldi a quelli che non sono stati espropriati, come fai a realizzare il 50% dei volumi e perché quelli che devono cedere il loro 50, se tu non gli dai le indennità di esproprio che ha avuto così usando questo sistema invece c'è l'equa ripartizione degli utili degli oneri per tutto il consorzio.
Il proprietario ha venne espropriata risarcito con 22 euro a metro quadro, la somma ricevuta va verso nel consorzio formato cd per realizzare la volumetria pari al 50% del suolo, ha espropriato e questo è quanto è avvenuto.
Il proprietario B non viene espropriato, non incassa il dovuto che dovrebbe versare accetti e secondo voi ha il diritto di pretendere da C e D la volumetria che l'ERP e ha in particolare, gli ha sottratto senza pagare il dovuto.
Non è giustizia questo ancora, il diritto di proprietà non è forse un diritto soggettivo perfetto sul quale si poggia tutto il nostro sistema giuridico a Ruvo di Puglia è ancora un diritto reale, è ancora un diritto assoluto che incontra i suoi limiti e nei casi previsti dall'ordinamento giuridico,
Lo Stato di diritto, questo fastidioso inconveniente.
Altro principio non rispettato e sto mi avvio alla conclusione, Presidente.
È quello dell'uguale trattamento per tutti i cittadini, mi sia consentita un'ultima semplificazione, giuro che l'ultimo ponendo che per costruire un appartamento di 100 metri quadri.
Che sono più o meno 300 metri cubi d'altezza 3 metri, servono 300 metri quadri di terreno.
Edificabile con indice 1,
Cosa accade se un cittadino fa parte?
Di uno dei comparti dell'ERP del comparto A B C, L, eccetera, il Comune sprawl espropria 300 metri quadri a 22 euro al metro quadro ed assegna il suolo dietro pagamento al proprietario espropriato disegni le 600 euro,
Quindi, chi assegno di 300 metri quadri tu mi paghi 6.600 euro nel comparto K è solo nel comparto K il Comune invece chi ha fatto espropriato 150 metri quadri di terreno e ha rilasciato il titolo edilizio per edificare comunque 300 metri quadri, alla cifra però di 3.300 euro.
Poteva il Comune di Ruvo di Puglia, faccio una domanda a tutti i colleghi consiglieri comunali fare due pesi e due misure alla faccia del principio che tutti i cittadini sono uguali.
Continuare, diciamo a negare queste evidenze macroscopiche è un esercizio ardito, è molto pericoloso, oltre che ingiusto.
Mi auguro sempre che ci sia un ravvedimento e che si imbocchi la strada del dialogo franco e costruttivo, se possibile.
Non esponendo l'Ente ad un'elevata alea di rischio.
Di pagamento di somme veramente molto alta,
Non lo so io, questo è un intervento che sentivo di farlo, perché mi ritengo un uomo libero e indipendente, senza debiti politici da pagare, uno che dice ciò che pensa, senza pensare assolutamente alcun ritorno elettorale.
Anche perché chi mi conosce sa che non è quella.
La mia più grande passione.
Presidente, ringrazio per il tempo che mi è concesso che sicuramente avrò sforato rispetto, dicevano altre volte, e chiudo con dichiarazioni di voto dicendo che in merito a questo provvedimento.
Pur condividendo qualche parte, ci sono altre parti, più non posso, diciamo, condivido.
Per cui ringrazio i colleghi per aver posto comunque il problema è favorito la discussione, vi ringrazio per avermi reso edotto di alcuni particolari come quello riguardante i suoli in diritto di superficie, che non conoscevo.
Ricordo al provvedimento, io mi asterrò, mi asterrò grazie.
Grazie, consigliere Mastrorilli.
Ci sono altri interventi?
Prego consigliere Paparella se, Piero sì, grazie giusto per precisare al alcune alcune due tre cose brevissime per poi, dopo, magari riservarmi l'intervento in dichiarazione in dichiarazioni di voto.
Quello che noi abbiamo inteso fare con questo atto deliberativo.
Non è una procedura.
Astrusa che non ha.
Nessun tipo di di collegamento del nel diritto nella nella, nella procedura del diritto amministrativo, ma noi ci siamo semplicemente i posti, il problema di come risolvere questa questione senza.
Diciamo, accantonando l'ipotesi, ogni ipotesi di di ulteriore contenzioso, cercare di andare nella direzione di una delle piccolissime finestre che il TAR apriva nel nel dispositivo della della sua sentenza e quindi, quando diciamo di inviare al TAR la delibera, la la la la, la delibera del Consiglio comunale e quindi di dire che c'è la delibera 107, che poi è quello che effettivamente è stato detto che è già riconosce i diritti volumetrici ai consorziati e quant'altro. È esattamente Presidente, quello che chiede il TAR al punto 20.1 del suo dispositivo, dove dice di atti da adottare, un atto consiliare, dove appunto si fa questa cosa qua lui la vede il TAR lo individuano come una ulteriore variante da fare al PRG. Noi abbiamo cercato di dire che non ce li ha, non ci sarebbe da fare nessuna variante, ma la natura dell'atto consiliare nei confronti della de della sentenza del TAR Puglia nasce non da una idea astrusa che ci è venuta in mente ma da un preciso, ma da una delle soluzioni che il TAR ci ha proposto come soluzione del del problema è che noi abbiamo interpretato e.
Concretizzato con quest'atto deliberativo dicendo che non c'è da riconoscere nessun danno, non c'è da demolire nessuna abitazione. C'è da ribadire e lo abbiamo e lo lo facciamo con forza in questa in questa sede. La legittimità degli atti che l'Amministrazione ha adottato in questi in questi anni è questa e questa delibera la lo fa e lo fa appunto seguendo quello che è il dispositivo o al 20.1 della sentenza del TAR Puglia e non inventandoci procedimenti amministrativi che non che non ci che non ci competono. Questo è naturalmente inviando la sentenza inviandola l'atto deliberativo al TAR Puglia. Lo facciamo corredando, diciamo, le nostre motivazioni e spiegando cercando di spiegare al al al al a chi a chi diciamo, inviamo questa risoluzione, che noi riteniamo giusta da un punto di vista sosta, sostanziale e formale. Spieghiamo anche le motivazioni per cui diciamo che non non facciamo una ulteriore variante, ma semplicemente ribadiamo la correttezza degli atti e con la delibera di Consiglio comunale del 107, ci sono tutte le le indicazioni per.
Per dire ai proprietari del Consorzio è alla alla alla giustizia amministrativa che il Comune di Ruvo di Puglia non ha violato alcunché e ha sempre rispettato i diritti edificatori del del Consorzio del comparto del comparto K e.
Un passaggio volevo volevo fare rispetto anche a una cosa che ha.
Accennato il Consigliere, il Consigliere Vito Cantatore. Perché prima ci si che ci veniva chiesto a questi banchi io allora ma si condivide o non si condivide, la sentenza del TAR è accettabile o non è accettabile? Dice cose giuste o dice cose sbagliate, perché.
Da quello che stavamo dicendo a qualcuno non era chiaro che cosa fosse giusto, che cosa fosse sbagliato, qual era corretto e qual era il core non corretto, allora io la domanda la pongo, al contrario.
Siccome si stava andando dritti dritti dritti verso una transazione di 1 milione 1 milione 2 5, cioè un euro un centesimo di euro, io dico a chi stava perpetrando la transazione.
In assenza di una deve di una sentenza, in assenza di un di un di un, di un atto di Consiglio comunale, in assenza di qualsiasi di qualsiasi cosa, ma in presenza soltanto di e-mail interlocutorie tra un tra un avvocato, un altro avvocato o legale rappresentante dell'ente in questo caso il Sindaco.
Allora io la domanda la pongo a chi stava facendo quella trattativa, ma siete d'accordo e infatti siccome però è è stato detto perché voglio dire documentalmente riproposta è stata anche detto nella sentenza del TAR che uno dei motivi per cui poi pregiudizi tra fa riferimento a trattative mai concluse, in ultimo, abbandonati a ridosso della decisione e io voglio diciamo la domanda sarebbe da porre, perché se uno fa una trattativa evidentemente sa che se c'ha ragione, se non ci sono spazi di manovra, perché devi essere condannato e allora dice va, beh, io voglio questo punto, faccio la trattativa perché e il male è il male minore, ma se qui in questa sede si viene a dire che la correttezza degli atti, la, la infondatezza della sentenza del TAR, a questo punto l'infondatezza totale del della della della del della verificazione fatta dall'ingegner Donchia che non è nuovo nei confronti del Comune di Ruvo di Puglia e il Comune di Ruvo di Puglia conosce bene l'ingegner Donchia.
Conosce bene l'ingegner Donkey al Presidente.
Quindi.
Di fronte a questa cosa diciamo, è esattamente la domanda, non l'abbiamo posta noi, ma andrebbe posta a chi stava facendo questa trattativa, perché sennò, perché se si ritiene invece che gli atti dal 96 in poi sono stati compiuti così come è stato detto in maniera corretta in maniera compiuta senza nessun tipo di problema è che la nota del 2017 del dell'area 5 era totalmente legittima ed era totalmente è stata totalmente, diciamo travalicata è totalmente interpretata male dal TAR dai consorziati da tutto il mondo, ma io voglio capire su che basi si stava facendo una trattativa con.
Con i soldi del del del de de de del Comune dei Cittadini di Ruvo, di Puglia, io questo è una domanda che penso bisogna, bisogna spiegare perché, se si è convinti di una strada, sono strade alternative che non possono essere assolutamente contemplate.
È?
L'altra e l'altra l'altra questione che che voglio che voglio precisare è che, a seguito anche della precisazione che c'è stata da parte del Sindaco su gli accordi che poi verranno qui in Consiglio comunale per quanto riguarda la, le opere di mitigazione 15 città metropolitane e quant'altro quindi ha precisato o ulteriormente quello che che.
È il corso dei fatti e degli atti che si stanno mettendo mettendo in campo. Voglio dire che è, diciamo, è quello lo ribadisco, Presidente, per dare atto di questa cosa e poi magari ci mettiamo anche insieme a lavorare nello spirito di quello che ha detto il consigliere Mastrorilli, che io condivido piena pienamente in Città metropolitana nella modifica del Piano triennale delle opere 2026 2022 mila 28 di questa opera di questa parte di opera che dovrebbe fare la Città metropolitana e.
A seguito di questa interlocuzione di questi accordi che sta intrattenendo il Sindaco non c'è ad oggi, negli atti ufficiali del Consiglio della Città metropolitana di Bari, non c'è traccia,
Grazie, consigliere Paparella, ha chiesto la parola, il Sindaco, prego, Sindaco.
Ora diciamo, per quanto riguarda quest'ultimo aspetto io già ho già detto e quindi, ribadisco, non c'è traccia nella nel piano triennale, perché il Comune di Bari non è seguita, nessuna opera, i comuni della città metropolitana di Bari non esegue la Nexus, nessuna opera confermo e quindi è chiaro che non trova quando discuteremo del provvedimento.
Il Consiglio le discuteremo e capiremo se è necessario necessari e per quanto riguarda il te, il tema della transazione, diciamo, della della vicenda transattiva. Anche questo credo di essere stato abbastanza chiaro, cioè il c'era, un elemento nel nel che non era soltanto il contenuto e il del ricorso introduttivo, e quindi le pretese dei consorziati che abbiamo sempre contestato. Ma è stata, diciamo, la presenza di una verificazione che ha ricostruito la vicenda in un modo sfavorevole all'Ente poi confermata dal nord, sostanzialmente dal TAR, a indurci a valutare una, diciamola,
Instradare e ragionare su una possibile ipotesi transattiva, che non si è concretizzata anche per un problema di risorse richieste, come tutte le cose che transattivi si fa un ragionamento? Si fanno delle ipotesi anche sul Xu, con il supporto degli avvocati, ma poi queste ipotesi, se si fossero Michael consolidate, dovevano passare attraverso gli organi deputati per approvarle, perché.
Questo questo è il punto, cosa che non c'è stata, perché abbiamo acquisito un a fronte della verificazione, a fronte di questa diciamo una di questa ipotesi, una un parere che andava nella direzione opposta e che quindi ci ha indirizzato definitivamente al a proseguire il giudizio, questo è il dato di fatto e l'ho già detto e lo ribadisco,
Voglio rispondere anche al consigliere Mastrorilli il fatto che sia stata disposta una verificazione è, diciamo, un un fatto che non prefigura già un giudizio, perché il TAR di fronte alla a una vicenda complessa, in realtà in quella verificazione non ha soltanto detto di quantificare il danno ha detto di ricostruire la vicenda se è vero o non è vero, quindi diciamo il TAR in realtà non aveva ancora una una posizione assunta come sempre in genere succede quindi a deputato a questo tecnico che valutasse dal punto di del il merito della vicenda, e poi in relazione al merito, di valutare se il merito fosse andato nella direzione che poi ha preso la verificazione di valutare i danni certo, la verificazione dava un orientamento e che ci preoccupava e che,
Nonostante nella nostra difese e che sono state ripeto, anche esaminate in maniera non condivisibile dal town.
E se si è pronunciata con questa sentenza che proprio per questo riteniamo che debba essere impugnata per tanti profili che peraltro, appunto, sono stati anche già oggetto di una, diciamo di una valutazione e, come tutti i giudizi, le sentenze della transazione si fa in mancanza di una sentenza.
Quando è ancora una una una materia incerta, l'esito incerto.
E.
Quindi non c'è nessuna convinzione in un senso o nell'altro, c'era però l'opportunità di verificare una possibile strada che, in presenza di un'incertezza sul possibile esito e anzi con una verificazione che andavano in una direzione, rendeva opportuno discuterne, ma questo non ha consentito di chiudere questo percorso con e di portarlo come perché poi la valutazione finale competeva sempre agli organi siamo deputati a valutare e a decidere per le ragioni che ho già più già esplicitato,
Grazie Sindaco, prego, Consigliere Cantatore, Vito no, per quanto riguarda, visto che diciamo da quello che sono i suoi interventi Sindaco diciamo state preferendo la il discorso del Consiglio di Stato e vorrei capire, diciamo lei come si vuole interfacciare con,
La Commissione consiliare e i consiglieri comunali su questo tema, perché ci piacerebbe capire anche quali sono le motivazioni che ci portano al Consiglio di Stato, diciamo le motivazioni fondanti, diciamo, del ricorso al Consiglio di Stato.
Illegali, penso che li ha confermati o saranno confermati a breve, cioè queste accuse non lo vogliamo capire se lei ha interesse, diciamo a dialogare con il Consiglio comunale oppure segue la strada soltanto dell'incarico e affida tutto agli avvocati questa cosa non la vorremmo chiarire, insomma, per capire bene, anche visto che in passato questa cosa non è avvenuta, io le sto chiedendo oggi, se lei diciamo, è disponibile, insieme agli avvocati, a confrontarsi con la Commissione. Consiliare con le 2 Commissioni consiliari competenti che è quella del contenzioso è quello dell'urbanistica.
Noi abbiamo bisogno, cioè se voi seguite la questione del Consiglio di Stato, noi consiglieri comunali.
Vogliamo capire quali sono, diciamo, le fondamenta del ricorso, cioè qual è la strada se le motivazioni che saranno iscritte nel ricorso, non a posteriori, cioè se si può avere un confronto prima con gli avvocati per capire qual è la strada che loro vogliono seguire nel ricorso che ha fatto il ricorso su che cosa sulla sentenza, come viene costruito il ricorso non si può, ma questa è una materia tipicamente legale. Diciamo come costruire un ricorso i quali quali sono gli indirizzi della, diciamo da dare e sono gli indirizzi che derivano dal fatto che, peraltro, ad di cui abbiamo già ampiamente discusso, che ci sono stati già delle indicazioni, ad esempio dall'avvocato da parte dell'avvocato matassa, perché noi, quando abbiamo fatto, se diciamo, se se ne vogliamo parlare in questi termini, quando abbiamo fatto la Commissione e ed è venuto l'avvocato matassa e quella relazione, sostanzialmente in una relazione che viene, diciamo, smentita, dalla sentenza.
Perché le cose che dice matassa che dicevo matassa, che dice matassa, non sono state condivise dal dal tribunale. Però le ragioni per cui quella sentenza non convince riguardano proprio questi punti, perché sono punti sui quali le motivazioni del del TAR non sono convincenti e quindi bisogna impugnare perché i passaggi evidenziati dall'avvocato matassa, che avrebbero dovuto indurre il Consiglio di Stato a mettere da parte la la la verificazione come voi stessi dite che quella verificazionismo lo dite voi diciamo che quella verificazione sbagliata in una serie di una serie di aspetti e non sono stati adeguatamente valutate e motivate dal TAR, come succede sempre in CONS ed davanti al giudice ci sono due tesi. Il giudice ne abbraccia una o l'altra, dopodiché, con la sentenza, la parte che ha perso valuta valuta se quelle motivazioni sono motivazioni convincenti oppure no, e queste motivazioni hanno decreti delle criticità che peraltro sono state.
Diciamo rilevate dall'avvocato e non adeguatamente, diciamo valutate dal dal giudice che inducono a fare un una a impugnare la sentenza non per perché vogliamo portarla. Io torno a ripetere qui non è che noi vogliamo portare niente da nessuna parte.
Noi siamo stati condannati a fare punta, diciamo, a un risarcimento del danno all'adozione di varianti urbanistiche sulla base di un di una, diciamo ricostruzione della vicenda, che non è convincente. Ovviamente nessuno ci ha mai le le carte, ma le soluzioni in tasca davanti davanti ai giudici, e questo è un dato di fatto che può sempre consiliare la possibilità di una valutazione dal punto di vista conciliativo di una vicenda così complessa. La consigliava certamente alla consigliavo, però appunto discutere di quello se voi guardate il parere e ce l'avete nelle mani, il parere di matassa e leggete la sentenza capite perché questa sentenza non diciamo convince chi appunto, pensa che su quei punti la sentenza doveva decidere e andare in una direzione diversa da quella che è andata poi, dopodiché possiamo anche incontrarci, diciamo, non c'è, non c'è problema,
Però ecco come, come rilevava la consigliera, non è che dobbiamo discutere il ricorso. Non so neppure io lo discuto il ricorso se tu dai ha mandato un avvocato, è un po' un problema di tecnicalità, quello di evidenziare e ci fidiamo degli avvocati a cui abbiamo già, ma ai quali ci siamo rivolti per fare questa impugnazione.
Comunque, Consigliere quando?
Certo, il verbale del Consiglio.
Certo, anche quello, le gli elementi che avete rilevato nella vostra della proposta di deliberazione, diciamo, sono come li abbiamo ricevuti passate anche agli avvocati, perché vanno utilizzati tutti gli strumenti in questa fase, per mettere in discussione la sentenza e poi e poi si discuterà si discuterà si apre una fase nuova diciamo così,
Ebbene.
Se non ci sono altri interventi.
Metto ai voti il provvedimento.
Chi?
Chi ha chiesto la richiesta?
Prego Consigliere Cantatore, Vito, per dichiarazione di voto si center.
Allora, in merito a questa proposta di delibera, vorrei mettere agli atti una dichiarazione di voto, perché una volta per tutte, sia pure a distanza di trent'anni, va chiarita anche a chi oggi siede in Consiglio comunale ricoprendo identico ruolo anche dal 1996 quale sia stata la procedura seguita per la realizzazione degli interventi di edilizia residenziale pubblica non solo nell'ambito del comparto edificatorio K, ma anche per il comparto x, entrambi tipizzati, quali zone B speciali dalla variante generale al PRG, soltanto adottata con delibera consiliare numero 37 del 30 aprile 1993, l'iter seguito per detti due comparti risulta identico, sicché, a differenza di quanto asserito e sostenuti dall'avvocato redattore sottoscrizione del ricorso al TAR Puglia numero 400 248 barra 2018, non venne commesso alcuni errori dal punto di vista amministrativo.
Per chiarire la vicenda, anche a chi non era presente all'epoca in Consiglio comunale.
Necessita richiamare, elencandole, le seguenti norme articolo 51, comma 2 della legge numero 865 barra 1971, articolo 23 della della non numero 1.142 barra 1.150 articolo 13 della legge regionale Puglia numero 6 barra 1979 Norme Tecniche di attuazione della variante al PRG relativo alle zone tipizzate, come ben speciali, la delibera consiliare numero 30 del 22 3 96 venne assunta con riferimento alla progettazione dell'intero comparto edificatorio K, presentata da alcuni proprietari dei suoli in esso ricadenti è corredato anche del re relativo piano particellare di esproprio.
Non essendo stata ancora approvata la variante al PRG procedimento si è concluso conclusosi tre anni dopo, con delibera di Giunta regionale numero 282 del 15 aprile 99, detta progettazione venne approvata limitatamente alla porzione del subcomparto destinata all'ERP localizzata su metà della superficie edificabile superfici pari al 52% dell'astensione dell'intero comparto essendo la restante parte del 48% destinata a standard pregressi.
Questi ultimi, inerenti le zone tipizzate A e B e da cedere gratuitamente all'Amministrazione in sede di convenzionamento per l'attuazione degli interventi di edilizia privata a completamento del comparto. Detta approvazione interessante quindi interessante. Quindi il 26% della superficie del comparto fu effettuata in forza dell'articolo 51 della legge numero 865 del 71, in cui secondo in cui secondo comma così stabiliva e continuano a stabilire con la stessa deliberazione sono precisati ove necessario, anche in variante.
Ai PRG.
Vigenti, i limiti di densità di altezza di distanza fra i fabbricati, nonché i rapporti massimi fra spazi destinati agli insediamenti e spazi pubblici o riservati alle attività collettive a verde pubblico.
E a parcheggio in conformità delle norme di cui al penultimo comma dell'articolo 17 della legge 6 agosto 1967 numero 765. Peraltro, è da dire che, per effetto della sola adozione della variante al PRG, la precitata delibera numero 30 del 96 al punto 7 del dispositivo così riportava dare atto, infine, che l'assetto urbanistico del comparto k, così come predisposto dai proprietari relativamente al subcomparto di edilizia privata, dovrà seguire tutte le procedure previste per legge solo ad intervenuta approvazione della variante generale al PRG. Orbene, il progetto presentato da alcuni proprietari, avallato con la delibera consiliare numero 30 1996, prevedeva la realizzazione di volumetrie inerente tanto edilizia residenziale pubblica quanto edilizia privata di pressoché pari entità volumetria progettata mediante l'applicazione dell'indice di fabbricabilità territoriale pari un metro cubo metro quadro.
Ne consegue che alcune usurpazione volumetrica risulta essere stata operata, né tantomeno come riferisce il TAR. Nella sentenza numero 438 barra 2026, è stata effettuata alcuna espropriazione larvata. L'intera procedura era ed è stata rispettosa di tutte le norme statali, regionali e comunali all'epoca e tuttora vigente. Le successive delibere di adozione ed approvazione del piano di lottizzazione del Comparto k unitamente alle varianti l'ultima delle quali adottate dal Consiglio comunale con proprio atto numero 107 del 23 12 2017, sono state tutte rispettose dell'NTA.
Delle zone B speciali, della variante al PRG e dell'articolo 128 del Regolamento edilizio vigente sino al 2018 e soprattutto di quanto stabilisce l'articolo 15, comma 3, della legge regionale Puglia numero 6 79, il quale, con riferimento all'istituto del comparto, recita testualmente, esso ha come finalità precipua quella di conseguire, tra i proprietari o gli aventi titoli interessati, la ripartizione percentuale degli utili e degli oneri connessi all'attuazione degli strumenti urbanistici generali. Il primo periodo del precitato articolo 128 del Regolamento edilizio così statuiva.
L'istituto del comparto edificatorio alla finalità di distribuire proporzionalmente fra tutti i proprietari delle aree ricadenti in un comparto edificatorio, vantaggi e oneri rivenienti dall'urbanizzazione delle aree stesse, così ribadite, riletti alla normativa, all'epoca vigente. Da buon ultimo e ad ulteriore chiarimento della correttezza amministrativa, giova infine richiamare quanto riportato dal decreto di esproprio numero 14 del 24 10 2001 pubblicato sul BUR numero 163 del lotto 11 2001 decreto che ai punti 3 e 4, così disponeva che le somme dovute alle ditte cooperative, padre Padre Pio OPSA Confartigianato di Scardigno, Giuseppe e Mazzoni, Isabella e a Volpe, Giuseppe quest'ultimo. Nella misura della differenza non liquidata, è pagata depositati alla Cassa depositi e prestiti vengono materialmente erogate a richiesta degli aventi diritto in favore del consorzio dei proprietari dei suoli a costituirsi per l'integrale realizzazione del comparto K ai sensi degli articoli 128 129 e 130 del Regolamento edilizio che di conseguenza, nell'ambito del costituendo Consorzio venga riconosciuto in capo a ciascuna delle ditte espropriato il diritto a realizzare la cubatura di edilizia privata nella misura pari al 50% di quello esprimibile nell'ambito del piano di lottizzazione di comparto da ciascuno dei suoli occupati ed espropriati da parte di questa Amministrazione.
Cos'altro aggiungere definitivo, chiarimento, altra considerazione va fatta sulle due comunicazioni, la prima contraddistinta dal protocollo 14.710 dell'11 giugno 2026 a firma dell'ingegnere dell'Ingegnere Chiara apice, che la seconda eventualità, con il protocollo 14.964 del 15 giugno 2026 con la prima si rappresenta, che la proposta di delibera in oggetto non presenta i presupposti applicativi per l'espressione di un parere di irregolarità tecnica da parte di quest'area, ma va fatta, va fatta attenzione perché non si era richiesto un parere, ma il parere di solo irregolarità tecnica, come sancito dall'articolo 49 del decreto legislativo 267 del 2000, per di più, nel prosieguo, il redattore che assume non poter legittimamente esprimere una valutazione di conformità di irregolarità amministrativa viene sostituita dalla sottoscrizione. Dice della comunicazione che quindi non esprimere il richiesto parere, peraltro di solo alle irregolarità tecnica e non come dallo stesso asserito di conformità o di irregolarità amministrativa. L'ingegnere o l'architetto Pitcairn si sottrae quindi ad un preciso obbligo atteso che il comma 1 dell'articolo 49 del decreto del decreto legislativo 267 del 2000 statuisce testualmente che su ogni proposta di delibera sottoposta alla Giunta e al Consiglio che non sia mero atto di indirizzo deve, deve essere richiesto il parere in ordine alla sola regolarità tecnica del responsabile del servizio interessato e qualora comporti riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria e sul patrimonio dell'Ente del responsabile di ragioneria in ordine alla regolarità contabile,
Ne consegue che vi siano gravi inadempienze.
Gravi, scusate un attimo un sfugge direttoriali per tutto quanto sopra citato, pertanto si rende necessario esprimere quali ulteriori aggiuntive dichiarazioni di voto favorevole alla delibera, al provvedimento consiliare in discussione, chiedendo che la stessa venga integralmente inserita nel medesimo corpo della delibera.
La dichiarazione di voto.
Te la devo firmare.
Eh.
Grazie consigliere, Cantatore, se può spegnere il microfono per piacere.
Ha chiesto la parola il Consigliere Paparella, prego, Consigliere.
Sì, grazie Presidente.
Anch'io c'ho una dichiarazione di voto da fare.
A questa proposta di delibera e chiedo espressamente al Segretario generale di riportare tra le dichiarazioni di voto integralmente nel corpo nel corpo di delibera naturalmente l'abbiamo messa per iscritto, diciamo, per esercitare come consiglieri comunali la consueta disponibilità istituzionale che non ci viene mai ricambiata dalla segretaria però noi continuiamo ad usare questi questi modi per dimostrare ancora una volta la nostra la nostra disponibilità che diversamente dovrebbe essere trascritta integralmente a mano nel verbale comunque,
Dalla discussione in Commissione, consiliare dalla discussione odierna e dai pareri resi emerge chiaramente che la volontà dell'Amministrazione sarebbe quella che il Comune di Ruvo dovrebbe agire per una seconda volta contro se stesso, questa volta per il tramite dei propri rappresentanti istituzionali.
Infatti, non solo il Comune di Ruvo di Puglia risulta essere uno dei soggetti proponenti al TAR Puglia, il ricorso numero 428 del 2018 in qualità di consorziato, ma ora anche a detta con convinzione da parte dei consiglieri di maggioranza del Sindaco,
È di dei pareri resi, l'ente dovrebbe ricorrere al Consiglio di Stato avverso la sentenza del TAR Puglia. 348 del 2026 pubblicata in data 8 aprile 2026 ad una prima iniziale paradossale presa di posizione, peraltro mai evidenziata dalle amministrazioni in sede di costituzione, innanzi al TAR il Comune di Ruvo nella propria qualità di aderente sin dal 2004 al Consorzio del comparto edificatorio K,
Produce nel 2018 il ricorso sopra menzionato contro se stesso e, per di più, all'attualità, stando a quanto verbalizza quanto ho fatto verbalizzare in data 5 giugno ultimo scorso dei consiglieri di maggioranza nell'ambito di riunione della sessione congiunta del prima e terza Commissione consiliare permanente viene ribadito ha affermato che la sentenza del TAR Puglia, 348 deve essere oggetto di impugnazione roba dalla Corte dei conti.
A cui scriveremo, ovviamente, la motivazione di tale decisione ribadita concerne la precitata sentenza del TAR che, a detta dei consiglieri di maggioranza presenti in Commissione, sottoscrittori del relativo verbale, non si occupa assolutamente della volumetria pari a 40.000 metri cubi di spettanza della parte privata che mai sono stati messi in discussione riferendosi viceversa ad una ulteriore volumetria che nell'assunto dei ricorrenti, tra i quali appunto il Consorzio e quindi paradossalmente al piccolo Comune di Ruvo di Puglia, l'Amministrazione avrebbe usurpato per utilizzarla nell'ERP. Questo è un virgolettato che deriva dal verbale orbene,
Se non sono in discussione i 40.000 metri cubi a realizzarsi nell'ambito dell'edilizia privata, ma non è così, visto che il ricorso al TAR 248 2018 e la sentenza del TAR 4 38 2026 afferiscono suoli dei ricorrenti foglio 26 particelle 11 69 12 60 703 10 16 10 14 12 33 12 35 11 61 11 73 ricadenti nell'ambito del subcomparto di edilizia privata ed in parte nell'area standard pregressi, non possono esserlo neanche i circa 40.000 metri cubi, realizzati peraltro circa 30 anni addietro nell'ambito della porzione del comparto K riservato all'edilizia residenziale pubblica come da approvazione operata dal Consiglio comunale numero 30 del 22 marzo 96 sicché, data l'estinzione di circa 80.000 metri quadri dell'intero comparto K con indice di fabbricabilità territoriale pari 1 metro cubo su metro quadro ne discende sia all'epoca di realizzazione dell'ERP sia l'attualità, il perfetto rispetto dei parametri previsti ed indicati per le zone B speciali nel PRG, fra le quali annoverato il precitato comparto edificatorio K.
Ne consegue che non è stato usurpato alcunché constatato che la sentenza TAR Puglia, 3 4 3 8 2026 sottopone alla libera scelta del Comune due ipotesi merce adozione nel termine perentorio di 180 giorni decorrente dalla notifica della sentenza per la restituzione in pristino, con l'indicazione delle relative modalità attuative negoziate o meno b l'assunzione di atto consiliare.
Per l'acquisizione sanante, previa verifica della necessaria copertura finanziaria. Con la medesima sentenza viene altresì assegnato un secondo ed ulteriore termine di 180 giorni decorrenti dalla scelta da effettuare indicate in precedenza con procedimento per dare integrale esecuzione alle decisioni, ragion per cui il TAR stabilisce, nella prima ipotesi che si dovrà provvedere al materiali abbattimento dei volumi. 2 potrà procedersi al ripristino dei dei diritti edificatori sui medesimi fondi mediante una variante urbanistica che ne riconosca formalmente la titolarità in capo ai privati. 3 potrà adottassi atto di trasferimento di ulteriori volumetrie da esercitarsi su altre aree del territorio comunale nell'ipotesi di contro dell'acquisizione sanante secondo il TAR. Il Comune dovrebbe procedere all'adozione del decreto definitivo ai sensi dell'articolo 42 bis del DPR, tre, due, sette, 2001 con il contestuale ed effettivo pagamento delle somme dovute in base ai parametri fissati dalla verificazione a firma dell'ingegner. Donchia.
Continuando dalla lettura della sentenza 4 3 8, il TAR precisa che la somma dovuta dalla pubblica amministrazione nella parte di corrente andrà ripartito in relazione alla percentuale di titolarità delle aree oggetto di espropriazione larvata subite da ciascuno dei ricorrenti ai dei loro Danti causa avendo come base di calcolo e salvo diverso accordo tra i privati e da trasmettere alla pubblica amministrazione entro 30 giorni dal decreto di acquisizione sanante quanto previsto dal DEF dal verificatore. E qui l'altra assurdità.
Di cui non ha tenuto conto dei verificatore nel TAR, né tantomeno la difesa comunale e né tantomeno il consulente tecnico di parte comunale nell'ambito del procedimento di verificazione e tanto per quanto si andrà a dire nel seguito tra i beneficiari della suddetta ripartizione economica vi è anche il Comune,
Non solo perché aderenti al Consorzio del comparto edificatorio K, ma anche perché i suoli oggetto di eventuale acquisizione sanante, ed in particolare quelli contraddistinti al Foglio 26 particella 81 53 ex 11 61 citata nel ricorso del 2018 e la particella 81 55 ex 12 33 citata anch'essa nel ricorso del 2018 estese complessivamente per metri quadri 364 più 4.728, quindi 5.092 metri quadri risultano di proprietà del Comune di Ruvo di Puglia per effetto di due cessioni effettuate rispettivamente nel febbraio e marzo 2023. Dai signori Fracchiolla ed ai signori Volpe Giuseppe, con atti notarili nei quali, per conto del Comune, si era costituita la direttrice pro tempore dell'area 5,
Che è stata nominata consulente nell'ambito dell'applicazione è la quale, nella propria memoria, è datata 3 novembre 2023. Nulla riferisce in merito, così omettendo di constatare la verificazione relativamente anche a tale specifico aspetto.
A parte tale situazione, è davvero aberrante, esecrabile per tutto quanto innanzi riportato, va anche evidenziato che al momento non vi è alcuna condanna del Comune operata dal TAR Puglia con la sentenza 4 3 8 2026, ragion per cui appare anacronistico, nonché fuori ogni illogica la volontà espressa dai consiglieri di maggioranza nel verbale del 5 giugno e ed espressa anche qui in quest'Aula oggi di impugnare un giudicato amministrativo che impone al Comune allo stato delle cose di effettuare una libera scelta.
Peraltro lo si ripete nuovamente. Il ricorso al TAR Puglia numero 248 del 2018 fu prodotto avverso la nota direttoriale protocollo 26 8 3 5 del 13 12 2017, il riscontro a diffi alla diffida dei ricorrenti, tra i quali il Comune, in quanto aderente al Consorzio nota, che non va minimamente ad intaccare né modificare la volontà consiliare espressa con delibera del massimo consesso cittadino numero 107 del 2017 tuttora valida è costituito e che costituisce il provvedimento di adozione dell'intero comparto edificatorio K così come presentato dagli stessi aderenti al Consorzio, tra i quali tutti i ricorrenti. Ne consegue che la precitata nota direttoriale, peraltro per motivi per molti versi criptica, così come la definisce il TAR, non può in alcun modo essere considerata quale volontà amministrativa, visto che per la diffida del ricorrente avrebbe dovuto operare il dovuto riscontro. Il legale rappresentante dell'Amministrazione e non certo il semplice funzionario comunale, oltre alla mancata menzione della delibera consiliare 107 del 2017 tanto nel ricorso quanto nella verificazione, nonché della Difesa comunale. Va nuovamente sottolineato che risulta che risultano essere stati nascosti altri due atti con i quali sin dal 2004 il Comune risulta proprietario dei suoli necessitati per l'ampliamento del liceo scientifico proprietà cedute dal signor Lobosco Angelo e dalla cooperativa Padre Pio Hoops Confartigianato. In contropartita del riconoscimento della volumetria ammontante a metri cubi 2.420 più 16.546 e cioè 18.966 che sono quasi 19.000 metri cubi.
Da buon ultimo, vanno fatte considerazioni sulla comunicazione protocollo 16 14 964 del 15 giugno 2026 a firma della segretaria generale, la quale asserisce la proposta che la proposta di deliberazione non è riconducibile agli atti di competenza dell'organo consiliare e che non può essere posta in approvazione con valenza provvedimentale ma semmai quale mero atto politico per il quale non necessita l'acquisizione di pareri ai sensi dell'articolo 49 del TUEL.
Orbene, signora Segretaria, ogni deliberazione consiliare è un atto politico.
E va detto che anche l'articolo 42, comma 2 del TUEL stabilisce che il Consiglio comunale ha competenza al punto b sui piani territoriali urbanistici, vedi il completamento della procedura di cui alla Delibera 107 del 2017 di adozione del piano di lottizzazione del Comparto K al punto I spese che impieghino che impegnino i bilanci per gli esercizi successivi al punto l acquisti di alienazioni immobiliari quanto al punto 8 della proposta di deliberazione definita dalla segretaria processualmente rituale e che l'unica tutela esperibile e la proposizione in appello al Consiglio di Stato.
Si ribadisce fermamente quanto riportato in precedenza, ovverosia che la sentenza TAR Puglia 4 3 8 2 2020, se non condanna il Comune, ma lo pone di fronte a una prima scelta entro 180 giorni decorrenti dal lotto 4 2026 ed una seconda scelta nei successivi 180 giorni, statuizione che non considera minimamente non considerata minimamente dalla sottoscrittrice della comunicazione 14 9 6 4 del 15 6 2026 tanto e pertanto si rende necessario esprimere il quale ulteriore dichiarazione di voto favorevole al provvedimento consiliare in discussione chiedendo che la stessa venga integralmente inserita nel medesimo atto deliberativo grazie,
Grazie, consigliere Paparella.
Se non ci sono altri interventi, io procedo con la messa alla votazione del provvedimento, quindi chi vota a favore?
3 voti favorevoli, chi vota contro?
10 voti contrari.
Chi si astiene, un voto di astensione Biagio, ma se.
Bene, procediamo con il punto numero 7, ordine del giorno presentato con nota protocollo numero 12.636 del 18 maggio 2026 a firma dei consiglieri comunali Vito Cantatore, Luciano Russo, Pietro Paparella, Maria Tiziana quotidiani Summo Simona, avente ad oggetto Proposta di adesione del Comune di Ruvo di Puglia alla rottamazione quinquies,
Prego, consigliera, Rutigliano.
Grazie Presidente, allora con questa proposta di ordine del giorno abbiamo voluto.
Portare in Consiglio comunale la richiesta che rinviene dalla conversione del decreto Fiscale denominato rottamazione quinquies, che ha consentito la possibilità di definire in maniera agevolata ai carichi affidati all'Agenzia delle entrate tra il 1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, regolarizzando la posizione debitoria anche relativamente ai tributi locali alle entrate comunali, compresa IMU TARI e sanzioni amministrative con il pagamento della quota capitale, l'abbattimento di sanzioni, interessi di mora e maggiorazioni anche per le violazioni del codice della strada. Chiaramente questa disciplina prevedeva la facoltà per per gli enti di aderire alla definizione attraverso una deliberazione apposita.
Nel Consiglio comunale del 28 aprile 2026, proprio la sottoscritta aveva evidenziato questa opportunità di adesione alla misura attesa, la il completamento del quadro normativo nazionale, anche in virtù del fatto che i revisori dei conti nella loro relazione avevano valutato l'opportunità di.
Che si potesse aderire a misure che consentissero maggiori entrate e quindi la riduzione del fondo crediti di dubbia esigibilità.
L'opportunità di di adesione alla rottamazione, quinquies alla quale hanno già aderito altri enti sovracomunali è una misura di rilevanza sociale, poiché.
E ci è stato espresso anche abbiamo letto sui social. Anche alcune associazioni di categoria hanno visto di buon occhio la possibilità che l'Ente potesse aderire per definire i debiti in maniera sostenibile. Quindi per il Comune di Ruvo questo significherebbe incrementare la riscossione delle entrate ad oggi difficilmente esigibili e quindi migliorare gli equilibri finanziari dell'Ente e recuperare somme al momento non riscosse.
In termini anche più più veloci rispetto ad una eventuale azione coatta, l'amministrazione deve tuttavia attivarsi per poter aderire, tenuto conto anche del fatto che c'è stata una proroga al 31 luglio per per poter con deliberazione aderire a questa procedura e.
I dati definibili delle delle somme che sono relative ai carichi definibili dovrebbero essere richiesti all'Agenzia delle entrate, con la possibilità di presentare poi domanda di adesione, comunicando gli importi dovuti con la possibilità poi di rateizzazione fino a 54 rate potrà essere oppure in unica soluzione. Con questo ordine del giorno abbiamo chiesto che il Sindaco e la Giunta possano adottare con urgenza gli atti necessari affinché il Comune possa aderire alla rottamazione quinquies, predisponendo e sottoponendo al Consiglio comunale, previa acquisizione di pareri, la proposta di delibera Art ad aderire e garantendo la massima, poi diffusione attraverso i canali istituzionali e per consentire a tutti i cittadini interessati di conoscere modalità e termini di adesione.
Abbiamo chiesto anche di attivare gli uffici affinché si possa fornire adeguata assistenza ai contribuenti e di riferire al Consiglio comunale gli effetti finanziari derivanti dall'adesione della misura e sull'andamento delle procedure di definizione agevolata grazie.
Grazie consigliere, Rutigliano, ci sono interventi, anch'io soffrono l'Assessore Saul, prego, Assessore, grazie Presidente.
Su questo punto, all'ordine del giorno, innanzitutto, vorrei richiamare l'attenzione di tutti i cittadini e le cittadine in ascolto, oltre che i presenti in questa Assise, questa misura di definizione agevolata delle entrate comunali chiamata rottamazione quinquies riguarda sia le entrate di natura tributaria quali IMU TARI e canone unico patrimoniale sia le entrate di natura patrimoniale ai quali le sanzioni per violazioni al codice della strada le rette scolastiche e le altre tariffe comunali.
La definizione agevolata consentirebbe ai contribuenti di regolarizzare i debiti affidati all'Agenzia delle Entrate e riscossioni nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 mediante il pagamento delle sole somme. È dovuto a titolo di CAV a titolo di capitale, con l'azzeramento di sanzioni e interessi. Interessi di mora e aggio.
Il pagamento potrà essere effettuato in un'unica soluzione oppure in un massimo di 54 rate bimestrali, con decorrenza dal 31 gennaio 2027. La scelta che abbiamo fatta è che tra poco vi dirò, non è soltanto una decisione di carattere finanziario, è innanzitutto una scelta politica.
Maturata attraverso un confronto approfondito tra le forze di maggioranza che sostengono questa Amministrazione è frutto di un'attenta valutazione dell'attuale contesto economico e sociale nel quale operano famiglie imprese nel nostro territorio non possiamo ignorare, infatti, che l'attuale fase economica continuano a presentare significative criticità. L'aumento strutturale dei costi energetici e finanziaria e la riduzione dei margini di redditività delle imprese, la perdita del potere d'acquisto dei salari, la conseguente il concentrazioni dei Khonsu contrazione dei consumi e le persistenti difficoltà di accesso al credito, soprattutto per le piccole micro e micro imprese e per molti nuclei familiari rappresentano gli elementi che incidono concretamente sulla capacità di far fronte agli obblighi tributari. In questo contesto,
Offrire ai cittadini e alle imprese la possibilità di regolarizzare la propria posizione debitoria senza il peso delle sanzioni e degli interessi significa mettere a disposizione uno strumento concreto per favorire il rientro nella legalità fiscale, evitando che il debito continua ad aumentare nel tempo fino a diventare in molti casi difficilmente sostenibile. L'obiettivo dell'Amministrazione non è quello di rinunciare ai crediti dell'ente, bensì quello di eventi, ed è più concreta ed efficace la riscossione è preferibile consentire il recupero delle capitali ha dovuto attraverso un percorso sostenibile, piuttosto che mantenere in essere posizioni debitorie che rischiano di rimanere inesigibili o di Francarossi per molti anni senza risultati apprezzabili.
Questa misura, pertanto, rappresenta un punto di equilibrio tra le esigenze dell'ente di recuperare le proprie entrate e le necessità e la necessità di tenere conto delle reali condizioni economiche dei contribuenti, l'adesione alla definizione agevolata, costituisce inoltre un importante segnale di attenzione nei confronti del tessuto produttivo locale,
Favorire la regolarizzazione delle posizioni debitorie significa contribuire alla continuità aziendale, sostenere la capacità di investimento delle imprese, preservare i livelli occupazionali e rafforzare il sistema economico del nostro territorio. Desidero inoltre evidenziare come questa decisione sia stata assunta anche ascoltando le istanze proveniente dai organizzazioni di rappresentanza delle imprese e delle categorie economiche in primis Confcommercio e le altre associazioni che hanno manifestato l'opportunità di consentire ai propri associati di beneficiari di questo strumento di definizione agevolata.
L'ascolto del territorio è il dialogo con le parti sociali, rappresentano per questa Amministrazione un metodo di lavoro che intendiamo continuare e perseguire.
Naturalmente questa misura non deve essere interpretata come un premio per chi non ha pagato, né come un disincentivo nei confronti dei tanti tanti cittadini che hanno sempre adempiuto regolarmente ai propri obblighi tributari.
A loro va il nostro sincero, ma il nostro sincero ringraziamento perché con il loro comportamento responsabile hanno consentito e continuano a consentire al Comune di garantire servizi essenziali alla collettività,
La definizione agevolata rappresenta invece una misura straordinaria.
Motivata da una fase economica altrettanto straordinaria.
Finalizzate a recuperare risorse che altrimenti potrebbero essere esulta risulta potrebbero risultare di difficile riscossione, è nello stesso tempo a favorire il reinserimento nella piena regolarità fiscale di cittadini e imprese, per tutte queste ragioni, questa Amministrazione conferma la propria volontà di aderire alla rottamazione quinquies.
Entro il termine previsto del 31 luglio saranno predisposti e formalizzati tutti gli atti necessari, fino alla presa presentazione al Consiglio comunale della proposta di deliberazione per la definitiva approvazione approvazione nei termini stabiliti dalla norma normativa concludo dicendo che siamo convinti che questa scelta rappresenti un atto di responsabilità istituzionale, di equilibrio amministrativo e di vicinanza concreta alla nostra comunità nella consapevolezza che un Comune più forte, quando riesce a coniugare il rigore nella gestione delle proprie entrate con la capacità di comprendere e accompagnare cittadini e imprese nei momenti di maggiore difficoltà, grazie,
Grazie Assessore, ha chiesto la parola, l'Assessore Clai falso, prego Assessore Sindaco, Presidente, i colleghi, consiglieri e cittadini, tutti voglio fare questo piccolo intervento maturato a seguito di un incontro avvenuto con le associazioni di categoria e il e il Sindaco. Prendo la parola oggi sul tema, che riguarda anche le nostre attività produttive, per focalizzare la nostra attenzione sulla delicatissima situazione che stanno attraversando in questo particolare periodo storico. Le nostre piccole imprese artigiane, una crisi con il risparmio a nessuno e che colpisce duramente non solo le realtà due mesi ma l'intero tessuto produttivo nazionale. Spesso sentiamo dire in giro che il motore dell'economia siano esclusivamente le grandi imprese, i grandi marchi, ed è vero che quelle realtà hanno forze di investire, dettare le linee del mercato, ma c'è una verità più profonda che non possiamo ignorare ed è sotto gli occhi di tutti. Nessuna grande impresa può davvero crescere o persino sopravvivere se non ha le spalle l'aiuto e la competenza e la preziosa manovalanza dei piccoli artigiani. La crescita non è mai un monologo dei giganti, ma un dialogo costante in cui il tessuto dell'artigianato locale sostiene il peso reale del lavoro e permette di fare il salto di qualità. Proprio per questo, come Amministrazione avevo voluto fa abbiamo voluto fortemente incontrare le associazioni di categoria che ci hanno chiesto un incontro, agli che ci hanno chiesto un incontro, all'interno del quale abbiamo ascoltato dalla loro richiesta di aiuto e soprattutto di comprensione, ci hanno spiegato con estrema chiarezza come li stabilità internazionale e tragici i venti di guerra in corso abbiano fatto salire in maniera eccessiva, sconsiderato, ingiustificata i prezzi di tutte le materie prime e dei materiali. Di fronte a questo scenario, voglio dirlo con forza. Il ritardo che alcune aziende hanno maturato al pagamento dei tributi locali non ha nulla a che fare con la malizia con la volontà di evadere. Riguarda invece drammatiche questioni di necessità. Dobbiamo ricordarci sempre che le aziende sono fatte innanzitutto di persona e che queste persone, coloro sacrificio quotidiano, portano, come si suol dire, il pane a casa per le proprie famiglie, come Amministrazioni comunali di Ruvo, di Puglia, abbiamo fatto e faremo sempre il possibile per sostenere le piccole imprese locali. Lavoriamo ogni giorno per promuovere le nostre eccellenze e per creare nuove opportunità di sviluppo. Oggi questi stessi ARCI artigiani ci chiedono un piccola ma vitale sostegno, un intervento che possa aiutarli a regolarizzare la propria posizione tributaria nei confronti del Comune, e qui voglio fare una precisazione, una precisazione fondamentale a beneficio di tutti quelli che ci ascoltano da casa. Non si tratta del in alcun modo di un condono, né tantomeno di un regalo a chi non ha pagato. Fino ad oggi abbiamo un contralto artigiani che ci hanno detto ci siamo trovati ad un punto in cui dovevamo scegliere o pagare i nostri collaboratori o pagare le tasse.
Sia chiaro, le tasse si pagano e si pagano tutte fino all'ultimo centesimo, quello che noi stiamo autorizzando oggi, attraverso il voto di questo Consiglio e dall'Est, l'adesione del nostro Comune alla definizione agevolata dei tributi locali, nessuno sconto sulla quota capitale, dunque, ma uno strumento normativo statale che permette di alleggerire sanzioni e interessi per chi vuole mettersi in regola. L'approvazione di questo ordine del giorno è un incoraggiamento. È un segno tangibile di vicinanza che sul porto che ti cambia la fiducia che questi cittadini e queste cittadine attraverso le loro associazioni hanno manifestato nei confronti di questa Amministrazione avviando un dialogo, e oggi produce questo frutto così significativo.
È il nostro modo concreto per dire siamo con voi a che ogni mattina, nonostante le 1.000 difficoltà, continua ad alzare la serranda della propria azienda e, onestamente, si rimbocca le maniche per il proprio futuro e per il bene di tutta la comunità. Dovesse un segno che diamo molto volentieri. Grazie,
Grazie Assessora, posso, se non ci sono altri interventi, io procederei con la votazione del provvedimento, chi vota a favore.
Manca.
Sì.
Giovanni Mazzoni, Giovanni Mazzone.
Passiamo.
Sì, essere istruiti, Simona mancava, la prima, quindi 13 voti favorevoli, nessun voto contrario e nessuna astensione.
No, non lo so.
Quindi passo al punto numero 8, interrogazione con risposta scritta in discussione in Consiglio comunale, presentato con nota protocollo 10.818 del 27 aprile 2026 a firma dei consiglieri comunali video cantato Luciano Lorusso, Pietro papale alla Maria Tiziana, tutti gli anni sommo, Simona, avente ad oggetto Situazione, strade, cittadine prego Consigliere,
Eh prego, Consigliere Cantatore.
Eh, sì, avevo presentato questa interrogazione che ne avevo parlato un po' di mesi addietro, di diciamo, delle strade di di via Olindo Chieffi che erano diventate veramente delle strade carraie, insomma, non avevano più l'asfalto, erano c'erano le pietre da fuori e su questa interrogazione dal riscontro diciamo dell'Assessore Mazzone,
Non sapendo purtroppo non è tutte le determine le delibere prese consequenzialmente al discorso del rifacimento del manto stradale.
Questa interrogazione, lo apprendo con soddisfazione perché ho visto che diciamo poi tutto il manto stradale di via Olindo Chieffi è stato rifatto e quindi su questa sono favorevole, sono soddisfatto su questa interrogazione, grazie Assessore, grazie Consigliere, quindi.
È soddisfatto?
No, soddisfatto o no va beh, tutto non sapevo le determine no su queste due, cioè la essa, anzi, voglio dire no, prego per una breve pre pre. Pettenò semplicemente questo in realtà volevo evidenziare il fatto sì, siccome diciamo sì, sì, è scritto interrogazione, ma si legge accusa perché viene detto che facciamo, voglio dire, diciamo dovuto rispondere anche ai termini che vengono usati e nelle interrogazioni si dice le interrogazioni che facciamo differenze ai cittadini di serie A e di serie B, che magari facciamo un intervento a via Trieste, dove abbiamo fatto davvero un intervento richiesto da moltissimi anni e che ha risolto il problema di quei cittadini, anche quell'intervento, così come quello di dell'intorno di via Caduti secondo chi ha presentato l'interrogazione, è stato un intervento che noi abbiamo deciso di fare anziché fare quello. Vi Olindo Chieffi di cui avevamo già parlato in Consiglio comunale perché dovevamo inaugurare il parco, dicono coloro che scrivono e quindi avevamo bisogno di farlo. È stato intorno in realtà. Non è questo il senso. La programmazione degli interventi viene fatta anche per dare consistenza più completa di un intervento in quell'area della città. Magari adesso andate a chiedere via Trieste. Vedete la soddisfazione di un problema per un problema risolto da molti anni. C'è o non c'è io questo guarderei piuttosto che fare illazioni. Voglio soltanto dire che l'interrogazione del 27 aprile di quest'anno un tema di cui avevamo già parlato nel Consiglio comunale, su cui erano arrivate delle rassicurazioni che evidentemente non erano state accolte o comunque alle quali non si è creduto.
Vorrei soltanto ripercorrere il passo dei tempi, perché è importante. L'interrogazione è del 20 del 27 aprile. Né sì, lo so che soddisfatto però su cui chiedo scusa e Ric.
Diciamo rispondere, lei interroga rispondere alle interrogazioni in Comune. So che è tardi, ma è tardi per tutti. Serve anche a chiarire la questa, questa posizione che la programmazione degli interventi viene fatta con criterio. È necessario politicamente ribadire queste son. Sembra che noi stiamo ad aspettare che qualcuno ci accusi di non aver fatto qualcosa quando la cosa era già stata programmata, e questo succede sempre o quasi, sempre in questa città, quando un incontro, quando un intervento è pronto lì per essere affidato, salta fuori la comunicazione ribadita sui portali di informazione, da dove si vuole far emergere che la nostra programmazione non esiste. Ancora una volta voglio ribadire che questo non è, perché quando arriva la interrogazione e gli uffici che.
Completano questo pensiero con dalle informazioni che io qui voglio riportare l'indica, il quel tipo di quell'intervento vi Olindo Chieffi era stato già programmato a dicembre dell'anno precedente del 2025, con l'affidamento dei lavori di manutenzione alla ditta che poi si è aggiudicato il lavoro a marzo, quindi ancora prima delle interrogazioni venivano addirittura consegnati i lavori e in pari data 11 marzo, quindi un mese e mezzo prima dell'interrogazione si disponeva con atti non me lo sto inventando l'esecuzione della riparazione delle buche, con tutto l'intervento che il Consigliere ha potuto vedere.
A maggio si conclude l'intervento. Quindi quello che voglio dire è questo e ancora una volta e quando scriviamo le interrogazioni consiliari, evitiamo di fare illazioni, dare giudizi, chiediamo, diciamo, di informazioni alle quali poi, comunque viene data una risposta in questo caso anche un intervento realizzato. Grazie.
Grazie Assessore.
Passiamo al punto numero.
9, interrogazione con risposta scritta in discussione in Consiglio comunale, presentata con nota protocollo 10.824 del 27 aprile 2026 a firma del consigliere comunale Vito Cantatore, avente ad oggetto intralcio circolazione veicolare piazza Bovio.
Prego, consigliere Cacciatore, diciamo, questa interrogazione nasce dal discorso che si era creato le su piazza Bovio per quanto riguarda i paletti che furono, diciamo aggiunti a quelli già esistenti e che comunque, diciamo, c'è gente che comunque continua a parcheggiare anch'all'angolo dei paletti ancora e non si riesce a girare a volte la strada che viene ma non mi ricordo come si chiama quella via che sale verso piazza Bovio accanto.
Up all'ex panificio di Camerino, lì non mi ricordo come Silvio Silvio via Silvio Spaventa, allora da via Silvio Spaventa.
ASPI ad emanare quoad vi ha detto che non me la ricordo la strada.
Da via de L'Aquila salire perché lì si fermano ancora delle macchine, a volte parcheggiano pure all'interno dei paletti. Quindi la cosa che mettevamo, diciamo in discussione, era il paletto, specialmente dell'angolo, che crea situazioni a volte per girare svoltare a destra e si creano queste situazioni assessore, questo è il problema, diciamo perché nasce quell'interrogazione, non tanto per il discorso del del fruttivendolo che c'è il carico e scarico, ed è giusto che sia così, che dovrebbe anche caricare e scaricare. Ecco perché diciamo, abbiamo fatto questa interrogazione, diciamo in sostanza questo è il discorso e poi che ci deve stare il discorso pedonale. Siamo d'accordo pure che era in continuità, però quel paletto dell'angolo crea parecchi problemi d'intralcio alla circolazione, quindi valutate se poi ritenete che deve stare lì quel paletto lasciato allo Star che vi devo dire.
Prego, prego, Assessore Southland velocemente.
Molto velocemente va be'le, interrogazioni o non era in questi termini, sicuramente.
Avrà letto perché abbiamo inviato, così come richiesto, una risposta scritta alla alla alla vostra interrogazione. Consigliere Cantatore, quindi lei mi sta dicendo che io, pur di far girare meglio le macchine devono fare in modo da far investire un pedone, se non ho capito male, ma perché quel palo inizia assegnare tutto e segna tutto un percorso pedonale a stanno le strisce verticali a te la salvaguardia dei pedoni, perché so a salvaguardia dei pedoni che poi il senso civico dei cittadini è quello che noi non ci possiamo fare niente, la cosa che possiamo fare come polizia amministrativa e cercare di fare più giri possibile per vedere che se ci sono macchine in sosta che non permettono aggiustamenti, mettono all'angolo della strada, proprio all'angolo della strada, sia a sinistra che a destra e poi c'è il bar pure che nei parcheggiano pur delle macchine e quindi si crea. Questa si specialmente di venerdì sabato, ma diventa.
Come diceva, il problema non è della segnaletica e di come è stata messa a punto tutta la segnaletica che a mio avviso ha dato ha consentito, come lei ben sa.
Adeguando il passaggio pedonale utilizzato da parte degli utenti deboli della strada e ha consentito il raccordo con gli marciapiede ben più largo, posti vincoli in continuità ed antistanti civici. 23 e 24, l'intervento si evidenziò si è reso necessario per la ridotta larghezza del marciapiede, antistante quindi sempre tutto a salvaguardia dei pedoni. Questa ridice ridire ridefinizione del del dello stato attuale veicolare ha permesso all'attività tra alleati, a tutte le attività che stanno là il parrucchiere, l'ortofrutta, lo studio professionale di.
Diciamo avere è ed essere, diciamo soddisfatti dei diritti di cui hanno.
Quindi lei mi sta dicendo che è sbagliato, perché le macchine va anche da parcheggiare, io sono convinto che, se tolgo l'altro paletto di là, sempre le macchine vanno a parcheggiare, anzi, è meglio che la così alla macchina magari vede che c'è il parere che non dovrebbe parcheggiare se poi il parcheggio noi l'unica cosa che possiamo fare come Polizia locale e sanzionare però le posso garantire e lei ha constatato no, lei ha constatato benissimo che, come adesso, con la doppia canalizzazione e come è adesso sistemata la diciamo il sistema veicolare di quella zona è perfetta ed è andato incontro alle richieste di tutte le attività produttive presenti sulla piazza Bovio.
Prego, Consigliere, Paparelli, giusto per specificare un passaggio Assessore rispetto al discorso delle ridotte dimensioni dei marciapiedi che sono, diciamo, anche tra virgolette, un segno distintivo del nostro nucleo antico perché voglio dire è stato sono stati concepiti così e sono e sono e sono tali.
Un invito, se è possibile, quando diciamo si fanno degli stanziamenti di bilancio, quando si fanno delle delle progettualità delle cose, evitiamo di fare e di disegnare dei marciapiedi proprio per tutelare le le i pedoni e quant'altro Pitati a terra, che non danno nessun tipo di sicurezza al pedone, perché noi stiamo invadendo il nucleo antico e le zone A e B che vanno attorno al nucleo antico di marciapiedi disegnati a terra che molte volte scoloriscono dopo qualche giorno. Purtroppo è che, tra l'altro, non danno nessun tipo di sicurezza al pedone, perché è un pedone che va lì sulla strada sulla carreggiata, perché quelle carreggiata stradale è che passa una macchina che per 1.000 motivi può essere distratto e così, non essendoci il cordolo del marciapiede, il pedone non ha nessun tipo, nessun tipo di sicurezza. Quindi questo lo dico anche e soprattutto su un problema serio su cui bisogna intervenire proprio sul marciapiede su via accorato, dove attraversano attraversano i ragazzi che vanno al liceo da via Giandonato Basilio e lì è stato disegnato il marciapiede a terra, con un rischio di chi arriva dal curato la mattina con il sole di fronte non si vede nulla e un invito da questo punto di vista, a considerare diciamo gli interventi sulla messa in sicurezza dei marciapiedi, dove sono inesistenti o dove sono ristretti con dei marciapiedi, così come sono normati dal codice della strada e non come vengono disegnati. Attualmente, quindi lei prescindere dal discorso di piazza Bovio, perché chiaramente piazza piazza Bovio è protetta da dei pali. Quindi lei mi sta dicendo che è che che invece di segnare per terra o ci allunghiamo e immagini costi ci allunghiamo con i marciapiedi e quindi oppure per sempre, perciò la guardia, dobbiamo riempire tutte le strade di pali.
Dobbiamo, ecco sicuramente l'attenzione, c'è sicuramente l'attenzione sicuramente alla televisione che.
No, il centro storico no no, in anche via Donato Basilio, e quindi in periferia no, dove abbiamo disegnato via Corato, ci sono, sono disegnati gli uomini per terra che è in vigore, appunto e si il Consigliere.
Si.
Passiamo al punto numero 10 e l'interrogazione con risposta scritta in discussione in Consiglio comunale ha presentato con nota protocollo 12.298 del 27 aprile 2026 a firma del consigliere comunale Vito cantato l'avente ad oggetto Stato alberatura piazza Bovio.
Prego Consiglieri o c'è un albero, diciamo in un cedro, diciamo legato a un palazzo, voglio dire non da me ma da anni.
Però la situazione da quello che sembra che dove è anche legato il filo di acciaio sul palazzo, non penso che ci sia un consenso dei proprietari allegare l'albero sul palazzo e non so che sicurezza Dio diciamo tutto questa situazione su quell'albero.
Anche perché la chioma si è esposta molto, diciamo, verso i marciapiedi si appesantito l'albero nel corso degli anni e quindi non vorrei che si creano situazioni, diciamo spiacevoli che un domani si potrebbe rompere, diciamo proprio il, l'albero e quindi creare problemi ai pedoni perché di lì è una zona trafficata diciamo pedonale mentre questo,
La piazza di fronte all'American bar, all'American bar, c'è un albero legato a un filo di acciaio. Grazie Consigliere, prego, Assessore Mazzone,
E l'altro che mantiene il palazzo contrari a Bruxelles.
Allora, dalle mie informazioni imposto.
Dalle informazioni in possesso non abbiamo, non siamo riusciti a ricostruire la il il tempo in cui è stato sistemato quel filo di acciaio che, se acciaio, ovvero non dovrebbe arrugginire, Vito era un altro, un altro tema che avete sottolineato nelle interrogazioni.
No, da quello che sembrano la nave, va beh, fammi finire, finisca presto.
Eh sì, infatti non siamo riusciti a ricostruire l'origine, cioè il momento in cui è stato né il motivo per cui è stato messo lì quel filo, in ogni caso d'Avola da un'ispezione fatta lì sul posto e sembra che il il filo non sia intenzione il cavo non sia intenzione.
Tant'è vero che ciò ha una flessione per cui?
No, non c'è un'azione di ancoraggio, continuano di quell'albero che sta crescendo, come è stato detto IgG,
In maniera declinata rispetto all'asse e quindi da quello che sembra da questo.
Da questa attività che è stata condotta sembra che il filo il cavo non abbia questa funzione di contrasto rispetto allo sviluppo dell'albo.
E questo è il primo punto, la cosa più importante, però, consigliere Cantatore, è che sempre in questa, in questo momento di verifica, così come le stiamo facendo tanti in città rispetto agli alberi da cui poi discendono eventuali interventi di taglio, di risagomatura della chioma eccetera,
Sembra no, non ci sono. Non si evidenziano sintomi riconducibili lo leggo testualmente per evitare di fare errori a recenti o repentini cedimenti strutturali, cioè non sembra che ci sia l'Assessore azioni del terreno, sollevamenti dalla Zall oppure lesioni importanti della corteccia, che sono gli elementi che si valutano quando si deve decidere se un albero purtroppo deve andare giù o magari deve essere risagomatura. Situazioni che invece si erano verificate sull'altro cedo quello di fronte al museo, purtroppo, e quindi è stata fatta una prima prima valutazione, con una attività fisica sul posto con un filo di piombo. Adesso non voglio essere, ecco entrare nel merito che non mi compete. È stata fatta una valutazione. Sembra in questo momento che non ci sia dalle evidenze ricavate che non ci sia una necessità di intervenire, che l'albero gode di buona salute,
Ovviamente, così come stiamo facendo in tutte le altre situazioni critiche, abbiamo disposto, anche per effetto di questa sollecitazione, una valutazione di secondo livello, una cosiddetta WTA per capire che si fa ovviamente con ulteriori strumenti strumentazione adeguata, che ci consentirà di capire se quell'albero,
Presenta o presenterà nel tempo flessioni importanti tali da dover richiedere un ulteriore intervento che ovviamente noi ci auguriamo, però è una situazione che stiamo monitorando,
Grazie Assessore si considera soddisfatto parzialmente soddisfatto farcela sempre per trauma, passiamo all'ultimo punto se si fa la dal punto numero 11 in interrogazione con risposta scritta in discussione in Consiglio comunale presentava con nota protocollo 12.638 del 18 maggio 2026 a firma del consigliere comunale Vito cantato dal avente ad oggetto Situazione area pubblica prima traversa via Volta prego Consigliere allora su via Volta, cioè quell'area pubblica che è di proprietà comunale dove c'è un parcheggio di auto.
E c'è anche un carica.
L'elettrico per le auto elettriche, però giù c'è una situazione di questi alberi che sono talmente maestosi che sono si sono alzati parecchio.
Insomma, e poi c'è un materiale ancora di risulta lì non sappiamo di chi è quel materiale che sta ancora lì depositato, anche oggi stamattina c'è del materiale di risulta depositato con delle transenne messe, non so se ho messo anche le fotografie, ti ho mandato Assessore, non ce li ho qua sulla sull'interrogazione,
E non sappiamo di chi è questo materiale che crea, diciamo non pochi problemi anche in quella zona, anche perché ci sono delle transenne da stanno più da più di due mesi, questo materiale lì buttato su quell'area verde è e poi c'è quella strada che è tutta dissestata, ma lì ci sono delle persone residenti che abitano e quindi chiedono da da un po' di tempo diciamo o quantomeno il rifacimento per passare con l'auto per arrivare a casa, insomma, perché lì ci sono delle abitazioni giù lì al parco,
E chiedo anche si chiedeva anche, diciamo, la manutenzione di quegli alberi che sono diventati maestose, grazie Consigliere, prego, Assessore nazione.
Allora l'assessore dei cumuli. Qui il dall'interrogazione che mi risultava ho preso nota, capirò e poi magari riscontrerò in merito alla all'intervento stradale, così come è stato scritto nel riscontro all'interrogazione per la parte che compete agli uffici. Si tratta di lavori affidati nell'ambito dell'accordo quadro e quindi saranno a breve realizzati, mentre per quanto riguarda invece la situazione delle alberature, viene fatta anche qui una ricostruzione rispetto all'attività che è stata fatta. È sempre per questo tipo di indagini che facciamo. Quello che si è evince in questo momento e che non risultano anomalie riconducibili a carenze nella gestione del degli alberi, così come invece era stato detto, erano stati abbandonati, però, insomma, gli interventi di contenimento degli alberi non si fanno tout-court. A tutti gli alberi si fanno in base anche perché dobbiamo considerare sempre che c'è una disponibilità economica non sempre sufficiente a fare tutti gli stessi interventi, tutti gli alberi. Siamo che si agisse si agisce primariamente nelle situazioni, nelle aree molto più frequentate, in quel caso da valutazioni fatte, perché da queste discendono gli interventi che si fanno non risulta una situazione di pericolo che comunque è stata valutata in termini di rischio. Gli alberi sono grandis negli ultimi anni, anche per effetto del nell'ultimo anno, sono cresciuti un po' di più le chiome, gli alberi calma. Il problema maggiore che si può presentare è una caduta di fogli in questo momento. In ogni caso, in ogni caso sono alberi, come tutti monitorati, anche per effetto di queste sollecitazioni sono state avviate ulteriori indagini per capire se vanno fatti interventi oppure no.
No, no, superati, se no sugli oneri, diciamo ti chiedo Assessore, diciamo, di insistere sulla valutazione perché sono veramente maestosi gli alberi.
Nonché devono cadere lo stiamo dicendo di fare la manutenzione del verde su quegli alberi.
No.
Ah non si potano gli autori sono gli alberi che stiamo portando dentro lungo dove abbiamo tagliato su via Cairoli, qual è lo stesso albero? Ma non mi ricordo come si chiama, ma è lo stesso albero che sta su via Cairoli, che diventano cioè vanno, vanno fatti, diciamo, la manutenzione va fatta anche perché lì ci sono i residenti che parcheggiano pure le macchine giù alla strada e quindi il rischio ci può essere che si può spezzare, usammo si porrò se fa se viene fatta la manutenzione, diciamo male. Non è anche perché voglio dire Assessore, penso che non è che ci siamo a dire cose diciamo di anomalie. Questo stanno chiedendo i residenti. Se è possibile, anche nella prossima programmazione, fare Lacus. Grazie grazie, consigliere parzialmente pars, fai sempre tornare, Presidente soddisfatto. Concludo i lavori del Consiglio alle ore 14:11 grazie.
